L’ore illegali

Iniziare una mini serie di interviste chiamata “L’ore illegali” comporta la responsabilità di svecchiare i toni delle interviste, passando dal “come hai conosciuto il progetto?” “come ti trovi nel progetto?” “quali sono i tuoi progetti nel progetto?”, a domande che magari possano essere fastidiose da rispondere, ma che possano anche essere più interessanti da leggere.
La domanda, in questi casi, è importante, ma ancor di più diventa fondamentale e necessario avere a che fare con personaggi che possono soddisfare le voglie più pruriginose.
Chi meglio del plenipotenziario admin, presidente della prossima vincitrice del campionato di B, portiere navigato, apritore di server e di chat pericolose Pier Gaetano Fulco?

Sono anche un Marinaio, una Prostituta e probabilmente anche il Magnaccia di me stesso.
Comunque, quello di aprire le chat non è un mio compito: se ne occupano Luca Franceschi e Nicola Filippone e, ad esser sinceri, è meglio: sono contrario al concetto di “plenipotenziario”, semplicemente mi ritengo al servizio anche degli altri colleghi e tutto ciò che posso fare, lo faccio.
Ovviamente sulla vittoria del campionato, posso solo dire che la lentezza nel digitare questa risposta è dovuta all’utilizzo di una sola mano, e per fortuna che per altre cose sono mancino…

Visto che siamo nell’ambito Entella, parliamone apertamente. Ok la scaramanzia, ok il campionato lungo, ok la classifica corta, ok il grassadonia effect… Però l’Entella ha tutto per salire: la società si è rinforzata, la squadra è ottima, l’allenatore non sarà celebrato ma secondo me è valido, la classifica vi vede primi. Non sarà ancora arrivato il momento di farsi i pompini a vicenda ma una pacca sulla spalla puoi dartela secondo me…
Siamo stati bravi ed io ero convinto, come lo era tutta la dirigenza tranne Calchi probabilmente, che ci saremmo giocati una delle due prime posizioni.
Teniamo conto che la Fiorentina è dietro di noi per una penalizzazione, e sinceramente non mi aspettavo Cittadella e SudTirol così forti e competitive.
Perciò, è dura, forse più di quanto mi aspettassi, ma se dicessi “Perdonatemi abbiamo rubato” no: siamo nella posizione, in classifica, che ci meritiamo. Sia per programmazione, che per forze in campo che per bravura dell’Allenatore che col tempo crescerà per l’esperienza acquisita.
Poi ovvio, siamo ad una manciata di punti e tutto può succedere: ma sono gli altri che devono temere noi, e noi stare attenti agli altri.

Eh si, è vero: le contendenti non sono proprio quelle che ci si aspettava, Fiorentina esclusa. Io, ad esempio, oltre le canoniche Lucchese e Parma, penso che il Genoa abbia una squadra fenomenale, ma anche il Frosinone non scherza. Tu ne sei il portiere, e forse puoi aiutarmi a capire perché il Frosinone mi dà quella sensazione di vorrei ma non posso. Sembra sempre che sia lì lì, che finalmente sia arrivato l’anno giusto, e poi non arriva mai.
Premetto che il Frosinone penso sarà, almeno fino alla fase Regen del mio avatar calcistico, la mia squadra. Ce ne sono solo due che potrebbero farmi tentennare e mi guardo bene da farne il nome.
La nostra sfortuna, a mio parere, sta in due cose: una è la continuità in panchina.
Apprezzo a vario titolo tutti gli allenatori avuti ma per me si sarebbe dovuto proseguire con Guzzi: almeno costruisci su un’idea che poi si sviluppa. Se cambi spesso, e la società non mantiene una continuità strategica, si vede.
Però ripeto: è un campionato duro, risaliremo e fino all’ultima partita saremo una squadra da affrontare con cautela.
La seconda è ovviamente avere me in porta.

Mah, non sono molto convinto in realtà. Spesso delle new entry si rivelano grosse sorprese.
Lasciando stare Marini che già in s6 aveva fatto un ottimo campionato, passato sottotraccia per molti, che campionato sta facendo Luca Motta col Chieti?
E chissà quanti ce ne sono potenziali allenatori di qualità che non si buttano nella mischia o a cui non viene dato credito.
Pensa che io ho iniziato ad allenare in s6 il Mantova per sostituire Gad, ma avevo il patentino anche in s5 e non mi ha calcolato nessuno. Diciamo che una delle cose che non mi piacciono del progetto, come allenatore, è che vive un po’ troppo su certi preconcetti e su una celebrità acquisita. Per me se fallisci in più piazze, almeno per quel gioco vuol dire che non sei buono, mentre invece spesso vedo gente riciclarsi più dei brik del latte

E quindi mi hai dato ragione: Guzzi aveva cannato la stagione ed è stato sostituito.
E lo dici a me che non ho picchiato Daniele per restare, non ho chiesto a Moricca di allenare, ma ho preso Calchi che è alla prima esperienza in Live.
Insomma, è un preconcetto che non mi appartiene, dopotutto. E infatti secondo me a Guzzi andava data un’altra stagione.
Ma mi son trovato comunque bene con Ottaviani e mi trovo bene con Savini.

Se uno non si trova bene con Savini penso che debba farsi un discorso alla Zerocalcare e smettere di cercare negli altri quello che non va dentro se stesso. Diciamo che come allenatore puoi trovare di meglio, come persona è difficile. Ma sul picchiare Daniele non prenderci per il culo, perché ora che è pure un figurino l’unica chance di menarlo sarebbe quella di legarlo di notte.
Io ho realmente sofferto alle sue dimissioni dalla Triestina, per me era un binomio indissolubile come Sedda e il Torino. Abbinamenti automatici

Uno per allenare deve avere la testa libera e sentirsi di farlo, se mancano queste due cose è molto meglio non farlo.
Approvo la sua scelta, del tutto personale.

Ah ti piacciono le scelte personali, ok. Facciamo un gioco: Campagna e Di Iure. Uno puoi bannarlo, ma l’altro diventa automaticamente il tuo allenatore. Cosa scegli?
Senza Campagna non so a chi rompere i coglioni e maltrattare, è anche bravo. Banno di Iure solo per questo. Faccio più male a Campagna se è ancora in gioco. Devo pure passare il tempo.

In effetti considerate le stagioni dei due questa è una scelta che farebbe male ad entrambi.
Sei perfido.
E arriviamo a quello che ti avevo preannunciato… Raccontami quella volta che il compito di admin è coinciso con il piacere del rapporto personale: è mai successo di bannare qualcuno che ti stesse realmente così tanto sulle palle che è stato un piacere?

Guarda, in Admin riteniamo il ban un fallimento perché vuol dire che, delle due, o non abbiamo trasmesso dei buoni valori o non siamo riusciti a suscitare fiducia nei nostri confronti.
Ok, e questo è tipo il disclaimer per i lettori speciali
Nel primo caso il ban è ovviamente meno spiacevole perché non stiamo li per ore a dire “Va beh ma potevamo” “Si ma sarebbe stato meglio se…”, insomma, siamo fallibili e la cosa ci pesa.
Però c’è stato un Ban che ha riguardato un atteggiamento sulla mia persona, diverso tempo fa, che stava sfociando in altro e il ban è stato non dico piacevole, ma fatto con la consapevolezza di non aver sbagliato niente.
Quando questa persona, bannata e spaventata a morte perché si stava finendo alle querele, ha poi avuto nei confronti di altri, forse più fragili di me, un atteggiamento pari squallido e da bullo del web, mi sono pentito amaramente di non aver dato seguito alla querela.
Non è un ban recente, è di almeno due stagioni fa, se ricordo bene. E sono contento, al momento, d’averlo cacciato fuori.
Tieni conto che ho tante persone che mi stanno sulle palle e che sono quelle più tranquille, sotto questo senso, perché in genere se uno mi sta sulle palle tendo a non sentirmela di farlo bannare un po’ perché è una scelta facile da strumentalizzare, un po’ perché non mi piace agire per simpatia o antipatia. So essere molto sgradevole ma nella stessa maniera con tutti.

Se parliamo di gestione del progetto e della sua storia, sono ingiusto a pensare che Filippo Ballarini abbia avuto il grandissimo merito di mettere in piedi la baracca, ma anche quello di capire che è meglio farsi da parte quando mancano gli stimoli?
Sono riconoscente a Filippo per il gioco, ma onestà intellettuale mi impone di dire che negli ultimi tempi le cose sono parecchio migliorate in termini di organizzazione. L’unica cosa che forse mi manca delle live di Filippo è il doppio ospite, che secondo me era una gran bella cosa. Anche se l’ultimo sarei dovuto essere io, la famosa sera in cui non si fece la live all’ultimo per problemi personali. Sono io che porto sfiga?

Su Filippo ha pesato la mancanza di stimoli, probabilmente, ma anche le situazioni vissute dall’Amministrazione, molto molto stressanti, che lui non ha probabilmente retto più.
E lo capisco bene perché gestire il progetto non è semplice: si pretende l’efficienza come se vivessimo del progetto, spesso si chiede di fare live anche se non ci sono condizioni o ci sono le pause perché magari lo “Stare fermi” annoia, senza capire che dietro questo gioco c’è un lavoro quotidiano ed ore spese per farlo funzionare al meglio possibile.
Immagina che ci sono arrivate anche critiche perché dovevamo essere in grado di sostituire Filippo in tempi brevi e non fermarci: capisci che se queste cose fanno arrabbiare me che pure, ripeto in continuazione, nella mia vita faccio altro, figurati la pressione che può sentirsi qualcuno che, sotto il piano dell’immagine, incarna il progetto.
Ha smesso perché non ce la faceva più e sentiva gli fosse sottratto tempo che poteva spendere per se stesso.
Magari avrei preferito non cominciare proprio la stagione, un preavviso maggiore, ma non mi sento di gettargli biasimo apposta.E’ ovvio che però molte sue funzioni abbiamo dovuto razionalizzarle se no non saremmo riusciti a gestire il carico: tenere il server aperto e sotto controllo costa tempo e attenzione che non dirotti in altro, quindi abbiamo dovuto per forza aumentare l’organizzazione per gestire il carico.
Ecco, forse se Filippo avesse comunicato di più con noi le difficoltà e ci avesse ceduto qualche compito, sarebbe ancora qui.
Per fortuna riusciamo a proseguire nonostante l’assenza si sente.
Se mi dici che stiamo andando bene, sono solo contento.
No, rompi i coglioni ma non penso porti sfiga.

Tutta la risposta super democristiana e poi ti sbottoni solo per darmi del rompicoglioni, e menomale che non sono sfigato.
Prima di prendermi altri insulti, direi di chiudere questa intervista con una cosa marzulliana. Non ti dico di farti una domanda, ma di dare la risposta alla domanda che speravi io ti chiedessi ma che non ti ho chiesto

“Quando avresti intenzione di bannarmi?”
Il prima possibile, sono li che attendo con silenzio un tuo passo falso, pronto con la falce e Alè, zac, la testa che rotola e poi viene scagliata lontano con un rinvio da contropiede.
La domanda che avresti potuto farmi è la seguente:
“Pier, per quando tempo ancora ritieni possa sopravvivere il Progetto?”
La mia risposta è: nulla è eterno e sicuramente il Progetto avrà una fine, spero che fino ad allora ci si possa divertire. E’ normale delle community videoludiche e ludiche avere periodi di flessioni e ripresa.
Do una possibile scadenza a me stesso: se tutto va bene verso S10, perché vorrà dire che alcune cose personali, mie e soltanto mie, stanno andando bene e mi assorbiranno totalmente.
La mia speranza è che il Progetto sopravviva a chi lo gestisce ora.
Vorrebbe dire che non abbiamo lavorato male.


E qui Pier Gaetano Fulco mi colpisce duro, perchè questa era una domanda che pensavo di fargli, ma in realtà avevo un po’ paura della risposta e l’ho omessa.
Maledetto Fulco

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