Addio a Benoit Sokal, l’autore di Syberia.

Benoit Sokal ci lascia a soli 67 anni.. Un autore in grado di farci viaggiare in mondi ricchi di sentimento.

Questo mese è l’ultimo che passo in Inghilterra. Abbandonerò questo posto di male e cibo pessimo per tornare a metà giugno nella mia nuova casa.
Quindi questo, in teoria, doveva essere per me un mese assolutamente felice, niente robe brutte no?. Invece un cavolo. Prima si spegne Kentaro Miura, seguito da Milva e da Battiato. Già così lo schifo era a livelli altissimi: in un mese solo ho già perso tre artisti che adoravo. Speravo fosse finita, ma purtroppo, proprio ieri, mi arriva come un’altra mazzata in faccia la notizia della morte di Benoît Sokal. E giù di bestemmie.

L’inizio della carriera

Una illustrazione per il concept artistico di Syberia

Molti di voi lo conosceranno di sicuro come padre dell’incredibile Syberia, ma il fumettista belga aveva precedentemente pubblicato fumetti dalla qualità ineccepibile. Il suo stile così particolare, malinconico, eppure pregno di amore, caratterizzava il tratto col quale componeva ogni suo lavoro. I suoi colori desaturati, quella sensazione particolare che solo lui riusciva a imprimere nella china e nella grafite, rendevano l’autore semplicemente unico. Dopo avere pubblicato Canardo (la sua prima serie), e altre opere come Le Vieil Homme qui n’Écrivait Plus, nel 1999 inizia la sua collaborazione con la Microïds. Nasce così il primo gioco a sua firma: Amerzone.

Amerzone, il primo gioco

Un artwork ufficiale di Amerzone

Una storia affascinante per un’avventura grafica che ricorda Myst ma con tinte più intimiste. La trama ruota attorno al desiderio di un vecchio esploratore moribondo che,
in gioventù, sottrasse l’uovo di un uccello rarissimo, l’Uccello Bianco. Ora, in punto di morte, questi ci chiederà di riportarlo nel suo habitat, non essendone più in grado. Partiremo allora verso l’isola di Amerzone, dando origine un’avventura molto particolare.

L’incipit è qualcosa di molto interessante, così come lo stile grafico, per quanto preso credo dal 3D primitivo dell’epoca. Il titolo si faceva portatore di un messaggio non solo di trama, ma anche di gameplay. Un’ avventura grafica totalmente improntata verso il ragionamento e la risoluzione dei problemi attraverso l’intelletto. Una scelta che estrania Sokal da ogni tipo di azione violenta, ma che concentra il focus verso le tematiche ambientali e soprattutto umanistiche. Quest’ultimo aspetto lo possiamo già vedere dalla sua opera prima Canardo, il cui protagonista, pur essendo un papero, si trova ad affrontare diversi problemi umani come l’alcolismo, il vizio del fumo e il suo difficile rapporto con le donne.

Syberia

Gli ambienti sono ancora più toccanti e suggestivi

Visto l’ottimo risultato, dopo l’esperimento di Amerzone, Benoit Sokal si rimette all’opera e nel 2002 pubblica Syberia, la sua opera più conosciuta e riuscita, che gli porterà la fama dalla quale ancora oggi viene preceduto. Una storia affascinante, in tinte di grigio e ruggine, in un’avventura che sembra quasi abbracciare il giocatore come se fosse una favola che sentivamo da bambini. Una favola rivista però attraverso un occhio più adulto e consapevole, prendendoci per mano e accompagnandoci in un mondo vicino al nostro, sebbene intriso di un alone unico nel suo genere. Una storia che, pur non essendo particolarmente toccante, riesce a essere commovente, tanto nelle modalità del racconto, tanto nelle ambientazioni dove questo prende vita.

I primi due Syberia sono qualcosa di indimenticabile e, a modo loro, ancora oggi totalmente irraggiungibili. Dialoghi arguti, enigmi semplicemente squisiti e personaggi meravigliosi sono la formula che rendono l’avventura di Kate un caposaldo del genere e del videogioco in generale. Il secondo capitolo, del 2004, continua la storia della nostra agente assicurativa, riuscendo a superare il suo predecessore, toccando vette poetiche che al solo pensiero mi commuovono.

Nasce la White Bird Productions

Nel 2003 fonda la White Birds Productions, la propria casa di produzione. Dopo aver dato alle stampe l’albo a fumetti di Syberia e Paradise, proprio da quest’ultimo trae l’omonimo videogioco che sarà il primo titolo prodotto dalla sua società. Ancora una volta un’avventura grafica, sempre caratterizzata dallo splendido stile di Sokal. Questa volta l’autore ambienta la sua opera in Africa, in un paese devastato dalla guerra civile. Anche in questo caso abbiamo un piccolo gioiello di estetica e dalla buona trama. A livello di Enigmi e di resa però, non si raggiungono neanche lontanamente i livelli eccelsi di Syberia, complice l’inesperienza della giovane azienda nel campo.

Sarà lo stesso per Sinking Island che, per quanto lo adori, ha indubbiamente svariati problemi soprattutto lato gameplay, senza contare un pessimo doppiaggio in italiano che uccide ogni possibilità di Pathos e suspance. Nonostante i difetti però, in questo gioco Sokal ebbe la geniale idea di ambientare il tutto su di un’isola in procinto di affondare, costringendo così il giocatore a dover risolvere tutto entro un limite di tempo.

Si può dire tutto di Sinking Island, tranne che sia brutto da vedere

Nel 2008 si occupa per la prima volta di un gioco tratto da un soggetto scritto da un altro autore: Nikopol: Secrets of the Immortals, basato sulla graphic novel La foire aux immortels di Enki Bilal. Nonostante la storia non sia stata scritta da Sokal, si può vedere la sua traccia nella costruzione degli ambienti, in ogni inquadratura e nelle atmosfere. Il gioco è molto valido nonostante la distanza di stile tra il tipico lavoro dell’autore Belga e il suo collega. Purtroppo sarà anche l’ultimo gioco sviluppato dalla White Birds Productions che chiuderà in seguito a problemi di distribuzione dei propri giochi.

Il ritorno alla Microïds

Passano 9 anni e un nuovo accordo con la Microïds realizza un sogno: possiamo finalmente vedere Syberia III. Aspramente criticato per i pessimi sistemi di controllo, il gioco in realtà è affascinante a dalla trama avvincente. In questo titolo possiamo rivedere tutto quello che abbiamo amato del passato, dalle musiche, ai personaggi, ai colori. Ogni cosa al suo posto.

Previsto per quest’anno, Syberia: The World Before, dovrà fare però i conti con la prematura scomparsa del proprio padre. Benoit Sokal ci lascia a soli 67 anni a causa di un’insufficenza cardiaca sopraggiunta nella notte tra il 28 e 29 Maggio, senza poter completare definitivamente un titolo atteso e in sviluppo da ben 18 mesi. Un gioco che a conti fatti rappresenterà il suo ultimo testamento e che anche noi non vediamo l’ora di poter provare.

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