Ho giocato a un meme e mi è piaciuto

Non era il mio programma, né la mia intenzione
Mi son fatto coraggio con un drink in mano, ho perso la discrezione
Non è quello a cui sono abituato, volevo solo provarlo
Mi ha incuriosito, ha catturato la mia intenzione
HO GIOCATO A UN MEME E MI È PIACIUTO

È più o meno quello che avrebbe cantato Katy Perry, se solo avesse avuto il coraggio che nemmeno noi abbiamo per aprire finalmente il portale giochibrutti.it che esiste solo nel profondo dei nostri cuori.


In un periodo di incertezza e di umore fin troppo variabile, abbiamo scavato nei bassifondi di Steam, tra i giochi a prezzo più basso, facendoci largo tra la miriade di titoli hentai di qualità infima (ma pur sempre apprezzabili per il semplice fatto che molti di noi non saprebbero crearli) tra i quali si oscilla da zombie survival con ragazze in bikini a puzzle game a deviazioni che non siamo sicuri di voler esplorare e che riteniamo di non trattare qui e comunque non ora.

Abbiamo esplorato un universo indie del quale siamo ignari – o che vogliamo scientemente ignorare – fatto di singole persone che immaginano, sviluppano e pubblicano i loro sforzi, e abbiamo finalmente trovato quello che non cercavamo davvero.

Abbiamo trovato ben due titoli ad un prezzo sufficientemente basso da permetterci di non rimpiangere eccessivamente l’investimento di parte delle carte macinate dalla redenzione di alcune key di giochi che probabilmente ammuffiranno nella nostra libreria dopo averli riscattati solo perché erano gratis da qualche parte (e sui quali vi informiamo con la rubrica #SiGiocaPoveri).

Il prezzo (scontato fino al 13 aprile) ammonta a ben 39 centesimi l’uno. Lo stesso prezzo di un caffè alle macchinette. Con lo stesso sapore di bruciato e lo stesso reflusso acido lasciato dentro.

Ma siete su Progetto Gaming, e se nonostante tutta una premessa horror vi abbiamo detto “ho giocato a un meme e mi è piaciuto” un motivo c’è, e ve lo spieghiamo raccontandovi i giochi.

Anche se nel farlo sembreremo i più appassionati venditori di tappeti persiani del Figlio del Sole.

ho giocato a un meme e mi è piaciuto alessandro orlando
«È un meme? Sì! E ne sono fiero! Perché è bellissimo!»

Simp Simulator – When a meme loves a woman

Il primo dei due titoli assolutamente non necessari ma assolutamente da giocare una volta nella vita è un simulatore.

Siccome l’industria videoludica ci ha inondati di simulatori di città, di vita, di volo, di tir, di autobus, di taxi, di pattuglie di polizia dell’Autobahn, di trattori, di chirurghi, di battaglie, di cucina, di giochi da tavolo, di tecnici del PC, di meccanici, di ladri, di spacciatori, di treni, di autodemolizioni, di tosaerba (questo in uscita nell’estate 2021), di streamer, di ristrutturatori e di centinaia di altre cose che probabilmente non vi interessa nemmeno sapere – nel caso, vi basta esplorare la sezione Negozio di Steam inserendo “simulator” come termine di ricerca ed armarvi di tantissima pazienza – non poteva mancare, dunque, un simulatore molto particolare.

Un simulatore di simp. Di zerbini, di sottoni, di disperati. Insomma, di qualcuno che non vorremmo mai essere, fatti salvi evidentissimi problemi di autostima per i quali consigliamo di rivolgersi ad uno psicoterapeuta di quelli bravi.

Inizieremo brutti, in canottiera, braghette e scarpe da trekking – il perfetto ritratto del neckbeard di Reddit – in una capanna su un’isola deserta, tutta sabbia, palme ed ovviamente con la presenza della e-girl di cui saremo simp.

Ci scusiamo per l’eccesso di anglicismi usati per descrivere certa sottoneria, anche per noi appassionati della supercazzola blindata con scribai e cofandina certi problemi andrebbero risolti guardando in faccia la realtà e facendosi svegliare da essa con dei sonori ceffoni, ma ci sono fattori che lo proibiscono. Uno fra tutti, molto prosaicamente, il codice penale.

ho giocato a un meme e mi è piaciuto simp simulator

Raccoglieremo sacchetti di dollari sparsi per l’isola al solo scopo di donarli alla e-girl, la quale prima ci darà in cambio una bottiglietta di acqua usata per farsi il bagno (un chiaro riferimento a Belle Delphine), poi ci consegnerà una tessera ufficiale da Simp.

Il tutto avviene con una magnifica particolarità: la ragazza ci ignorerà sempre, le potremo passare attraverso senza alcun problema. Forse siamo noi simp ad essere irrilevanti per la e-girl, forse è lei a non esistere proprio, ad essere un personaggio virtuale; sarebbe utile il professor Heidegger per dirimere la questione, perché noi non parliamo con l’ontologia, noi ce ne freghiamo dell’essere e dell’esserci, e questo è Bene.

Gioco platinato in ben 23 minuti. Voto 7.5, perché sotto il 7 non è vita. Nel senso buono.

Boomer Remover – Memetic Warfare

Il secondo titolo è una blasfemia assoluta, cioè uno sparatutto isometrico.

In una mappa a sfondo beige sabbia, con un mirino puntatore verde fluo (la difficoltà è notevole anche per i non daltonici) ci troveremo a dover massacrare orde di boomer americani, compresi quelli con i cappellini rossi MAGA, grazie alla vastità di un arsenale che in diversi Stati potremmo reperire senza problemi al Walmart più vicino: fucili d’assalto, fucili di precisione, pistole, minigun, lanciafiamme, bazooka, granate e soprattutto l’arma più pericolosa e letale. L’arma inaspettata.

Quella che nella realtà – la realtà in cui viviamo, quella in cui meme e fatti talvolta si confondono al punto da rendere molto difficile da capire cosa sia vero e cosa no – è stata chiamata boomer remover data l’età di chi veniva colpito con maggiore frequenza: una scatarrata bella carica di virus.

ho giocato a un meme e mi è piaciuto boomer remover

La cosa è soddisfacente? In parte. Ripetitiva? Abbastanza. Serve a scaricare la tensione accumulata leggendo commenti ricchi di ignoranza e poveri di grammatica su Facebook? Probabilmente più di quanto non faccia una vignetta che parla di orsi e pesci pescati.


Entrambi i titoli-meme hanno una longevità breve, e non sapremmo dire se sia una fortuna o meno. Lo sviluppatore è lo stesso, Riverside Sports, e la sua specialità sono titoli riconducibili o a meme o a spaccati della vita americana – posto che essa stessa non sia un meme.

Costano come un caffè, durano il tempo di un caffè, ma non li potete bere e, soprattutto, non si è mai visto nessuno giocare ad un caffè. Potrete invece, dopo l’acquisto, dire di aver giocato a un meme – e magari vi sarà piaciuto.

Simp Simulator è disponibile per Windows su Steam a 0.79€ (0.39€ fino al 13 aprile).

Boomer Remover è disponibile per Windows su Steam a 0.79€ (0.39€ fino al 13 aprile).

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