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Verdun – Di trincea in trincea

«Nessuna delle due parti “vinse” a Verdun. Fu una battaglia non decisiva in una guerra non decisiva; una battaglia inutile in una guerra inutile, una battaglia senza vincitori in una guerra senza vincitori.»

[Alistair Horne]

«All’inizio della battaglia di Verdun erano presenti le trincee, ma col passare dei mesi e con i colpi d’artiglieria che piovevano continuamente in molti punti, non esisteva più alcuna trincea. Il terreno era completamente spappolato. Tutti gli alberi erano maciullati, e gli uomini trovavano riparo dove potevano: nei crateri e nelle fosse.»

[Christina Holstein]


Opera primigenia della WWI Series 1914-1918, Verdun è il titolo che ha aperto il filone degli sparatutto tattici, resi vivi a colpi di fucile a otturatore singolo e baionetta innestata, sul quale è possibile rivivere la lenta azione della Grande Guerra sul fronte occidentale, dove come è noto non accadde nulla di nuovo.

Nulla di nuovo, beninteso, per quanto poteva sentire un soldato nelle trincee di allora: semplicemente l’odore del sangue misto a quello del fango, il rumore delle costanti esplosioni, il crepitio dei nidi di mitragliatrici, oppure il silenzio assordante nelle giornate in cui era palese che nessuno avrebbe tentato l’assalto alla trincea nemica, e comunque un senso di angoscia costante, circondati dalla morte e quasi speranzosi che essa arrivasse pur di terminare il tormento psicologico del dover aspettare gli ordini del quartier generale tra i topi e sotto il tiro di un nemico presente ma invisibile.

Mappe ricreate con accuratezza, armi ricostruite con cura e fisica precisa: sia il comparto storico che quello simulazionistico in Verdun trovano una fine realizzazione tecnica. Un fattore che, per un titolo inizialmente creato in ambiente Unity, sicuramente è meritorio di menzione.

A voler trovare una pecca, la cura delle ferite avviene in automatico con il trascorrere del tempo e non tramite bende e pacchetti medici da reperire con difficoltà nella mappa, o perché no tramite l’aiuto di un giocatore di classe medica, tuttavia ciò riflette anche la scarsità del personale ausiliario in proporzione ai combattenti ed è pertanto indice di realismo.

Il respawn non è immediato, ma è pur sempre più veloce di quello del personaggio raffigurato nell’immagine soprastante.

Le origini di Verdun

Verdun nasce nei Paesi Bassi dall’incontro tra i fratelli Matt e Mike Hergaarden, fondatori della M2H e sviluppatori, e il publisher Jos Hoebe di Blackmill Games.
La comune passione per il primo conflitto mondiale ed il legame con i luoghi dei combattimenti a Verdun hanno fatto sì che il desiderio di vedere un FPS dedicato alla Grande Guerra diventasse un titolo che ha saputo coinvolgere sin dalle fasi iniziali diversi appassionati da ogni parte prima d’Europa e poi anche d’oltreoceano.

Dopo un periodo di open alpha e open beta iniziato a cavallo tra 2012 e 2013 e disponibile tramite download standalone per PC e Mac, Verdun è stato acceso su Steam Greenlight per entrare poi in Early Access fino al rilascio ufficiale nell’aprile 2015, e poi approdare anche su PS4 nel 2016 e Xbox One nel 2017.

A Verdun, ambientato sul fronte occidentale e basato sulla conquista delle trincee, si è poi aggiunto Tannenberg, ambientato sul fronte orientale e basato sulla conquista di settori aperti, e seguirà Isonzo, ambientato sul fronte italiano.

Che tipo di gioco è?

Specificato che Verdun è un titolo privo di una modalità in giocatore singolo, e dunque esclusivamente votato al multiplayer su internet, il gameplay è quello di un FPS nel quale però l’elemento cardine non è il singolo soldato bensì il plotone da 4 giocatori specializzati.

Contrariamente ad altri giochi nel quale il singolo può decidere nel bene o nel male la partita di tutto uno schieramento, in Verdun si rende fondamentale il corretto funzionamento della squadra da 4 soldati, con il suo preciso compito, e che influenzerà le possibilità di successo delle altre squadre.

Verdun Tirailleurs Senegalais Fab Four

Applicare correttamente la tecnica delle “combined arms” tra fanteria semplice, unità di ricognizione, truppe d’assalto con gas e lanciafiamme, e le capacità dei sottufficiali di usare l’abilità giusta nel punto giusto al momento giusto, farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Saper giocare a Verdun non è correre e sparare all’impazzata: è invece sapersi piazzare intelligentemente, svolgere il proprio compito e facilitare dunque gli altri giocatori della propria fazione. Possiamo garantirlo per esperienza dai tempi delle primissime versioni.

Intesa o Imperi Centrali? Fanti o ricognitori?

Tenendo conto del fatto che l’esperienza maturata combattendo insieme ad altri giocatori permette l’avanzamento del livello del plotone (elemento peculiare che sottolinea la centralità del gruppo e non dei singoli) e l’affinamento delle abilità, al momento è possibile scegliere tra:

  • Chasseurs Alpins, Highlanders (ricognizione), Poilus, Tommies, U.S. Doughboys (fanteria), Canadians, Tirailleurs Sénégalais (assalto), Belgi (sentinella), U.S. Marine, ANZAC (genieri);
  • Alpenjäger (ricognizione), Landser (fanteria), Stosstruppen (assalto), Pioniere (genieri), Schützen (sentinella).

Per uno scontro che era partito con una semplice battaglia in una sola mappa (che costituisce tuttora il nucleo centrale della mappa) tra Landser da una parte e Poilus dall’altra, il progresso è stato notevole per varietà e qualità delle truppe e degli armamenti.

Verdun St Mihiel Poilus Landser

Certo, si può discutere della sperequazione tra l’ampia scelta concessa alle Potenze dell’Intesa – che contano su almeno due unità per specializzazione – rispetto alla scelta obbligata per gli Imperi Centrali, che non possono contare sulle unità austro-ungariche in realtà presenti ed i cui modelli sono già stati realizzati per Tannenberg.

Certo, si può lamentare l’assenza delle truppe italiane che invece erano presenti dapprima come volontari nella Legione Straniera comandati da Peppino Garibaldi, poi come corpo ausiliario da 60mila uomini – quasi il doppio degli ANZAC, per rendere l’idea.

Certo, si può ragionare anche sull’effettiva utilità delle specialità dei genieri e delle sentinelle, che difatti raramente sono selezionate dai giocatori se non per patriottismo o, più facilmente, per sbloccare achievements.

Si combatte lungo tutto il confine

Al momento su Verdun si può giocare in 9 mappe: dalla classica Argonne, l’evoluzione della storica mappa ambientata nella regione della Woëvre, ai boschi dei Vosgi e di St. Mihiel, alle trincee notturne della Champagne, ai campi dell’Aisne, alle distanti linee della Piccardia, alle colline dell’Artois, ai campi allagati delle Fiandre, fino al martoriato terreno intorno alla fortezza di Douaumont ed all’interno del suo corpo centrale.

Verdun Champagne Tirailleurs Sénégalais

La varietà degli scenari lungo il fronte fa sì che, perlomeno sulla carta, ci si debba adattare a stili diversi: guardando in faccia la realtà, molto prosaicamente le uniche tre cose che pagano in Verdun sono la conoscenza delle vie d’assalto tipiche e la precisione coi fucili dalla distanza, insieme ad un sottufficiale dotato di quel senso tattico sufficiente a fargli ordinare il fuoco d’artiglieria nella posizione giusta al momento giusto, considerando i secondi necessari perché i colpi giungano a destinazione.

I giocatori storici di Verdun preferiscono cimentarsi nell’assalto alle trincee in Argonne, Picardie e Vosges, mentre chi preferisce i ritmi frenetici in stile Battlefield e Call of Duty potrebbe trovare divertente l’azione con il supporto di gas e lanciafiamme interpretando le Stosstruppen in Champagne.

Perché scegliere Verdun

Si calcola che nella sola battaglia di Verdun, durata diversi mesi nel 1916, siano state spezzate almeno 600mila vite, oltre al computo delle migliaia di feriti e di sopravvissuti traumatizzati per i decenni a venire.

Giocare a Verdun può essere un modo, soprattutto in quest’epoca di mobilità limitata, per visitare una terra di confine che ha cambiato più volte appartenenza nei secoli, per immergersi nell’epoca dove sono nati problemi e tensioni che tuttora segnano il nostro presente, e ancor di più rendere omaggio ai caduti della “guerra per mettere fine a tutte le guerre”.

Verdun è disponibile su Steam per PC, Mac e Linux (17.50€ la key singola, 52.50€ il pack da 4 key), su PlayStation 4 (19.99€), su Xbox One/Series X/Series S (19.99€). I prezzi riportati sono da intendersi al netto di eventuali e periodici sconti.

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