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Alien: nello spazio nessuno può sentirti urlare

Per un devoto e fedele cavaliere della tavola rotonda di Sir Ridley Scott come il sottoscritto, la notizia del gioco di ruolo ufficiale di Alien, pubblicato dalla svedese Free League Publishing su licenza 20th Century Fox e localizzato in Italia da Wyrd Edizione, arrivò come la notizia della scoperta finale del Santo Graal. Un santo Graal da cui potevo trangugiare Idromele e bile di xenomorfo in quantità non calcolabili da qualsiasi mente umana dotata di un minimo di senno. Ed eccomi qui, vostro umile narratore, a spiegarvi in maniera sintetica perché dovreste giocare e possedere questo incredible gioco.

Un’ambientazione canonica

Nello spazio nessuno vi sentirà urlare. Ricordate questo quando vi affaccerete per la prima volta sul meraviglioso Core book di questo incredibile gioco di ruolo. Per gli amanti della saga di Alien anticipo immediatamente che il libro vi catapulterà in un ambiente di gioco che definirei semplicemente con il termine “canonico”. Sarete nell’anno 2183 il che vuol dire che avrete superato gli eventi narrati in Alien 3, e faranno parte del vostro universo anche Prometheus ed Alien: Covenant.

Non faranno parte invece dell’ambientazione i vari Alien vs Predator, considerati non canonici. È necessario per me inoltre soffermarmi brevemente sull’opera d’arte che vi troverete fra le mani: circa quattrocento pagine, rilegate in una copertina rigida, stracolma di illustrazioni e riferimenti di pregevole fattura inerenti al vasto universo di Alien. Un’opera d’arte e un pezzo da collezione che non dovete lasciarvi sfuggire.

Sistema di gioco: dadi base e dadi stress

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I simpatici dadi gialli del dolore.

Per quanto required il sistema di gioco avrete a che fare con due set di dadi a sei facce differenti: Dadi base a sei facce e dadi Stress di colorazione diversa dai primi e con un tenerissimo “facehugger” al posto del numero uno.

Ogni azione compiuta dai vostri personaggi andrà a buon fine se fra i dadi lanciati comparirà almeno un sei. Per ogni sei in più sul tavolo avrete diritto a “ruolare” un’azione più complessa della semplice mossa che volevate compiere nella vostra mente. Qualora invece non vi fosse neanche un sei fra i dadi tirati l’azione andrebbe considerata fallita ma ecco qui la novità: Potete decidere di “pushare” o “forzare il risultato della vostra azione ovvero, aggiungerete un dado stress ai vostri dadi base e potrete fare un nuovo tiro sperando nella benedizione della dea bendata.

L’unica variabile qui è “l’uno/facehugger” che qualora dovesse essere presente nel risultato dei dadi stress che state tirando, non solo cancellerebbe qualsiasi altro sei che avete faticosamente ottenuto col secondo tiro, ma darebbe un esito catastrofico, oltre che fallimentare, alla vostra azione.

Panico e Stress

Il vostro personaggio accumulerà stress (vero elemento da tenere sotto controllo sulla vostra scheda) e cadrà letteralmente nel panico. Dovrete effettuare un test di panico il cui risultato verrà poi riportato in una tabella che vi darà una penalità che potrebbe essere un semplice aumento del livello di stress del vostro personaggio fino a ferite di terribile entità.

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Un giovedì qualsiasi per un colonial marine.

Tuttavia, dadi stress e dadi base si possono ottenere in molti modi. Il vostro equipaggiamento e le vostre abilità vi daranno diritto ad avere più dadi base nel conteggio del vostro tiro, mentre per ogni punto stress che accumulate nell’arco della partita ci sarà un pari numero di dadi con il facehugger che dovrete cumulare a quelli base. E accumulare stress in questo gioco è di una facilità disarmante: essere feriti, vedere scenari ansiogeni o stressanti, vedere un compagno caduto o finire davanti ad un abominio alieno mai visto prima.

Anche essere semplicemente feriti vi costringerà ad aumentare di una unità il vostro livello di stress e ad effettuare un test di panico. E questo è solo uno spicchio di quello che potrete compiere in questo gioco di ruolo

Gestire una nave spaziale

Che gioco di fantascienza sarebbe poi se non ci fossero dei degni scontri fra navi spaziali. Tutto ruota intorno alla catena di comando creata nella nave: Il capitano impartisce gli ordini e una serie di sequenze ben delineata definisce l’andamento dello scontro passando dalla fase dei sensori in cui l’addetto cerca di agganciare la nave nemica fino a quella di pilotaggio in cui il pilota deciderà come manovrare la propria nave. Al cannoniere e all’ingegnere il compito rispettivamente di infliggere danni al vascello nemico e riparare quelli riportati dalla propria nave spaziale.

Avventure cinematografiche e avventure standard

Contenutisticamente il Game Mother, come viene chiamato nel core book, o quello che noi definiremmo più semplicemente Dungeon Master, ha a disposizione due tipi di campagna: la campagna cinematografica, in cui il canovaccio narrativo e i pg selezionabili sono preimpostati, così come anche gli obbiettivi da raggiungere (a disposizione vi sono “Chariots of the God” e “Destroyer of world”) oppure la campagna standard in cui il Master, attraverso una enormità di pagine di approfondimento sulle ambientazioni e riferimenti storici riguardanti l’universo di Alien, può creare la sua avventura ed impostarla a piacimento.

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Non c’era nessuno nel corridoio dicevano.

La scheda del giocatore contenuta in Alien è estremamente asciutta ma ricca di contenuto. Dovrete scegliere innanzitutto se essere degli umani o dei replicanti e subito dopo la vostra carriera.

Vi sono molteplici classi ognuna con talenti e compiti ben delineati e descritti: Si passa dal Colonial Marine fino ad arrivare al medico o addirittura alla carriera bambino. Quattro attributi di base, ovvero forza, astuzia, agilità ed empatia, e dodici abilità rappresentano il fulcro delle possibilità del vostro personaggio.

Scorrevole, ansiogeno, perfetto

Eviterò di spoilerarvi i magnifici contenuti posti all’interno del libro ma tutta la sezione descrittiva di equipaggiamento, navi spaziali e esoscheletri meccanici merita veramente un dieci in pagella. Una vera perla per gli amanti del genere. Un gioco semplice nel suo cuore, essendo basato sull’amabilissimo sistema di gioco di year zero, ma estremamente dettagliato e malleabile per chiunque ami crogiolarsi in ambientazioni sci-fi e horror come quelle che solo l’universo di Alien riesce a regalare.

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