I Coboldi mangiano i Bambini – La recensione

Venerdì sera siete a cena con il gruppo con cui fate giochi di ruolo da una vita; avete voglia di cazzeggiare bevendo birra e mangiando come dei mezzorchi barbari che non toccano cibo da due giorni, eppure non riuscite a concepire l’idea di passare la serata senza ruolare. Avete due possibilità: ridurre l’alcol e provare a giocare seriamente… o darvi all’ignoranza totale e aprire questo famigerato manuale dal titolo “I Coboldi Mangiano i Bambini!”, edito da 9th Level Games e tradotto da Kaizoku Press.


Ne “I Coboldi Mangiano i Bambini!” avrete la possibilità di interpretare un gruppo di insulsi e sacrificabili mostriciattoli abbaianti completamente privi di senso del pericolo. Questi coboldi non sono imparentati coi draghi, ma con i molto meno “nobili” canidi: sono pelosi e, appunto, abbaiano… E faranno abbaiare anche i giocatori! L’obiettivo sarà semplice: servire Re Torg (lunga vita a Re Torg!), fornendogli il più prelibato dei tredici pasti giornalieri: un tanto agognato bambino umano. Attenzione però: qualunque atto di codardia susciterà la funesta ira di Vor, il Dio Grosso, Rosso e Arrabbiato, che non perderà l’occasione per fulminare il vigliacco all’istante.

Quando un giocatore riuscirà a completare un obiettivo in gioco (per esempio: la consegna del bambino) riceverà dei Punti Vittoria che potrà tenere per sé o spartire con gli altri. Al termine della sessione, il giocatore che ha ottenuto più Punti Vittoria avrà vinto (e avrà tutto il diritto di deridere gli altri giocatori). Questo creerà una divertente competizione tra i giocatori, che sfrutteranno ogni espediente per accoltellarsi vicendevolmente in gioco.

L’AMBIENTAZIONE

L’ambientazione proposta rappresenta il mondo moderno imbrattato da grottesche pennellate di fantasy “tradizionale”. Se da una parte è previsto utilizzare una gomma di un’automobile come protezione per il corpo, dall’altra ci si confronterà in combattimento con i classici PNG dei GdR fantasy, oppure con versioni caricaturali degli stessi. Per un gruppo di spericolati coboldi, infatti, anche il fabbro della città può diventare un nemico temibile. Specie se accompagnato dal suo fidato cane.

Il piccolo manuale offre un sistema paragonabile a quello dei giochi tradizionali, in una versione abbastanza semplificata da essere giocabile anche da brilli. Ogni mostriciattolo avrà quattro caratteristiche (Brutalità, Ego, Estraneo e Riflessi… sì, la sigla è: “BEER”). Quando dovrà effettuare una prova di caratteristica, il giocatore tirerà un numero di dadi stabilito dal Sindaco (il game master): una prova semplice prevede il lancio di due dadi a sei facce o meno, una complessa più dadi.

Se sommando i risultati del tiro di ogni dado il totale sarà minore o uguale al punteggio di caratteristica sulla quale si effettua la prova, essa sarà superata; altrimenti, il coboldo rischierà di morire miseramente. Ad ogni fallimento, infatti, bisognerà aggiungere una croce (in gioco: “cheque”, scritto proprio così) nel riquadro per la morte orribile del coboldo e tirare due dadi a sei facce: se la somma fra i risultati dei dadi e il numero di croci già presenti nel riquadro sarà superiore di tredici, il coboldo morirà di una morte orribile e, soprattutto, assurda.

Re Torg, re dei Coboldi ne I coboldi mangiano i bambini

COSA LO RENDE SPECIALE?

Una particolarità degna di nota del sistema di gioco è la compenetrazione tra vita reale e gioco. Infatti, ogni volta che verrà nominato Re Torg (lunga vita a Re Torg!) ogni giocatore dovrà dire ad alta voce “Lunga vita a Re Torg!” (lunga vita a Re Torg!), pena un altro check per una morte orribile del coboldo. Analogamente, per potere utilizzare un incantesimo in gioco sarà necessario svolgere un’azione specifica nella vita reale, distinta per ogni incantesimo.

Viene persino data la possibilità di abbaiare fuori dal gioco per abbassare la difficoltà di una prova di un dado, a patto che l’abbaio sia ritenuto più credibile dell’ultimo che sia stato fatto. Addirittura, è regolamentato l’ordine di accesso agli snack sul tavolo ed è presente una della regola facoltativa che chiede ai giocatori, alla morte del proprio coboldo, di alzarsi in piedi e, con una mano sul cuore, raccontare le imprese eroiche della bestiolina appena morta. La mortalità dei coboldi è tale che non c’è da stupirsi di arrivare a giocare tre personaggi differenti per giocatore in una sola sessione.

FACCIAMO UN ESEMPIO

Per darvi un’idea concreta di una scena di gioco, vi narrerò di come è stato catturato un bambino durante una delle sessioni in cui mi è capitato di fare da Sindaco. I coboldi, dopo essere riusciti a penetrare in un misterioso edificio umano (una comunissima villa in campagna), e dopo aver ucciso un cane, un gatto, e tre umani (nonno, nonna, e padre del pargolo), sono finalmente riusciti ad individuare dove gli umani tenevano nascosto il bambino. Con loro estrema sorpresa una donna (la madre) teneva il bimbo in infusione in una grande pentola attaccata al muro (una vasca da bagno). Perplessi, la reazione di uno di loro è stata di avvicinarsi per controllare la temperatura dell’acqua. Resosi conto che il bambino era palesemente ancora vivo, il coboldo ha avvisato gli altri; l’acqua infatti era di temperatura troppo bassa per permettere una bollitura adatta al bambino. Il coboldo ha esclamato ai suoi compagni “Ma questi umani sanno cucinare?!”.

I coboldi mangiano i bambini - Scheda del coboldo

Il coboldo ha quindi assaggiato l’acqua per sentire se almeno l’infuso fosse stato realizzato correttamente. Avvertendo il sapore di sapone, il coboldo è inorridito e ha prontamente messo nell’acqua un topo morto in suo possesso, così da coprire il terribile sapore. La donna, accortasi della presenza del mostriciattolo ha iniziato ad urlare e ha lanciato un incantesimo che avevo preparato per loro: “Urlo Polemico”, arrecando danni sonori a tutti i coboldi attorno. Uno dei coboldi, a quel punto, essendo in calore non ha resistito a saltare sulla gamba della donna.

Un altro, ha pensato furbamente di correre a prendere il bambino dall’acqua; per fuggire però è dovuto saltare dalla finestra della stanza col bambino in mano, che, essendo stato ben protetto dal coboldo durante la caduta, fortunatamente non si è rotto. Si sa, Re Torg (lunga vita a Re Torg!) desidera che il bambino giunga vivo presso il dungeon, dimora dei coboldi. Gli altri mostriciattoli, a colpi di padellate, graffi e morsi sono riusciti a stendere la donna e a scappare dall’edificio.

RIASSUMENDO IN PILLOLE

Per concludere, direi che il “classico gioco di ruolo birra e patatine” (come l’opera usa definirsi sulla copertina) è un ottimo prodotto, adatto ad un’allegra serata di “intrashtenimento” con gli amici. L’atmosfera fantademenziale, la sensazione di star giocando un personaggio sacrificabile e l’interpretazione fantasiosa della realtà di un coboldo rendono questo gioco davvero spassoso. Il sistema però, talvolta, può risultare un po’ macchinoso per chi non lo conosce bene: se non sapete giocarci, vi consiglierei di iniziare la sessione quasi sobri e di cominciare a darci dentro con gli alcolici dopo un paio di scene, così da aver appreso il sistema. Il divertimento è assolutamente garantito.


Articolo a cura del team di Masters Inc.

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