PROGETTO FM – A tu per tu col boss

Buongiorno a tutti, siamo qui con il fresco vincitore del pallone d’oro di C, Salvatore Grassadonia.

Innanzitutto buongiorno, Salvatore, vuoi presentarti per gli utenti che ancora non hanno avuto il piacere di conoscerti?

Buongiorno ai lettori del giornale, e grazie per l’opportunità. Allora, come sapete sono Salvatore Grassadonia, membro del Progetto da S3, nonché allenatore e presidente dell’Alessandria.

E’ la tua terza stagione qui, quindi. Raccontaci come è iniziato il tutto

Mi sono iscritto grazie a William Cioè, che mi ha parlato di questa meraviglia convincendomi a provare. Venni ingaggiato dal dinamico duo della Torres, Aperio/De Donatis, che mi presero pure come loro ds pochi mesi dopo (in S4). Successivamente arrivò il Palermo, che al tempo navigava in cattive acque, e la conseguente affiliazione tra le due società. Formai una cordata con Vecchio, Riggio e Joel.

Ecco, parliamo proprio dell’affiliazione; di recente hai conquistato la B con la tua Alessandria, che vi ha costretti a separarvi. Molti maligni pensavano, un po’ a denti stretti, che ti saresti scansato proprio per non perdere i benefici che tale affiliazione avrebbe comportato. Ma il Salvatore di inizio S5, si sarebbe mai aspettato un campionato del genere?

Onestamente… no. Mai avrei detto, a inizio della precedente stagione, che avremmo addirittura vinto i playoff. Non sapevo neppure se ci saremmo arrivati! I maligni evidentemente non mi conoscono, perché questi pensieri hanno ottenuto l’effetto contrario, spronandomi a dare il massimo con l’Alessandria, per l’Alessandria. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ora sia Alessandria che Palermo sono due bellissime realtà, capaci di farsi valere in un campionato ostico come la B.

Tornando ad oggi, la tua impronta si vede tanto che ti è stato riconosciuto uno dei premi più ambiti nel mondo del calcio. Innanzitutto, se la settimana scorsa ti avessero detto che avresti vinto, ci avresti creduto?

No, affatto. Sono un utente attivo, è vero, ma come me ce ne sono molti altri che avrebbero potuto tranquillamente vincerlo. Non mi sono neppure dedicato alla campagna elettorale, non era proprio nei miei pensieri.

Si è parlato moltissimo di riforme, ultimamente. Da CT della Nazionale e dirigente di un top club, quale credi potrebbe essere un cambiamento necessario da apportare?

E’ difficile creare un gioco equilibrato, e al tempo stesso avvincente; evidentemente i gestori, avendo una visione più ampia della nostra, hanno avvertito la necessità di apportare dei correttivi. Come in ogni riforma, solo il tempo ci dirà se è stata un bene o meno. Personalmente non saprei neppure cosa andare a toccare.

Per finire, c’è qualcuno di particolare a cui vorresti dedicare questo premio?

Si, lo dedico alla community intera, un posto dove ci si diverte abbattendo tutte le barriere che nel mondo reale ci dividerebbero.

Grazie mille Salvo, futuro candidato al Nobel per la pace.

Articolo di Valerio Arnone

Grafica di Pierpaolo Palladino

Revisione di Giuseppe Staniscia

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