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Football Manager 2021: guida a Juventus e Napoli

Nord contro Sud, Mole Antonelliana contro Castel dell’Ovo, Bianconeri contro Azzurri, Platini contro Maradona. Napoli e Juventus incarnano una delle più sentite rivalità del Belpaese e dell’intero movimento calcistico nostrano. Entrambe hanno dato vita, negli ultimi anni, ad una delle sfide più particolari della storia del nostro campionato – e su Football Manager. Poche volte, a contendersi l’agognato Scudetto, si sono presentate due squadre così radicalmente diverse tra loro. Da un lato l’aristocratica Juventus, adagiata sulle individualità dei propri campioni e su quel DNA vincente ravvivato da 9 anni di successi in patria. Dall’altro un Napoli moderno, innovativo, rivoluzionario, a tratti visionario, che ha stregato gli addetti ai lavori in tutta Europa dopo aver ceduto i suoi gioielli più preziosi negli anni precedenti – Lavezzi, Cavani etc… – ed averne rivelati altri – vedasi un certo Mertens.

Non c’è da stupirsi se entrambe, perciò, rappresentano un’ottima opportunità per chi si appresta a tuffarsi nel mondo austero della Serie A. Entrambe reduci da una stagione altalenante, sia i bianconeri che i partenopei sono nel mezzo di un processo di totale rinnovamento. La Juventus ha deciso di rifondare ex abrupto la squadra: spazio ai giovani, ma appoggiandosi sempre su poche certezze, Cristiano Ronaldo in primis. Il Napoli, invece, sta lentamente assumendo la fisionomia di gioco voluta dal proprio allenatore: intelligenza tattica, grinta, ripartenze veloci e difesa granitica. Ad entrambe, tuttavia, sembra che manchi ancora qualcosa per tornare ad essere le squadre complete viste negli negli scorsi anni. Sarà una sfida intrigante, su Football Manager, guidarle nuovamente al successo in Italia e in Europa.

Mentre ci siamo dedicati ad analizzare Lazio e Roma nel numero precedente, in questa guida per Football Manager 2021 abbiamo domandato quale sarebbe l’undici titolare di Juventus e Napoli a tre allenatori del nostro Progetto Football Manager: Pierpaolo Palladino, attuale tecnico del Milan ma grande tifoso degli Azzurri, a Thomas Battiata, allenatore della Juventus su Progetto Gaming, e al mister della Cremonese Salvatore Campagna, affezionato anche lui ai colori bianconeri.

Guida alla SSC Napoli in Football Manager 2021

Per il suo Napoli, Pierpaolo Palladino decide di adottare un 4-2-3-1 flessibile e spregiudicato, che non abbia paura di divenire un 4-2-4 in fase offensiva in caso di necessità. I centrali difensivi, Manolas e Koulibaly, hanno il dovere di impostare dal basso con compiti di marcatura. “Sia Koulibaly che Manolas sono dei marcatori veri e propri, gente che sta addosso all’uomo per novanta minuti”.

Terzini saranno Di Lorenzo a destra, attento in fase difensiva ma con ancora evidenti limiti quando si spinge in avanti, e Hysaj adattato a sinistra, dove, da esterno invertito, dovrà interagire in maniera efficace con Lorenzo Insigne aprendo, con le sue sovrapposizioni, gli half spaces per il capitano azzurro. L’out di sinistra è fondamentale nell’economia di gioco del Napoli. Insigne di fatto è il faro della squadra. È il regista largo della squadra, nella posizione di ala invertita per sfruttarne al meglio i suoi movimenti tipici a rientrare: “senza di lui la squadra stenta, i movimenti non ci sono. Con lui c’è coscienza tattica“.

Confermato il centrocampo a due: Zielinski, da regista avanzato di supporto, tesserà le file del gioco partenopeo, raccogliendo palla dalla difesa e aprendo il gioco del Napoli attraverso palloni filtranti. Sarà fondamentale il lavoro sulle corsie esterne, dove i terzini apriranno gli spazi per i giocatori più offensivi e dinamici. Compito di Bakayoko è fornire equilibrio e quantità alla linea mediana. Come spiega Palladino, il francese “dovrà dare solidità senza uscire dal gioco di squadra, senza perdersi nei tempi di gioco, senza spostarsi il pallone sempre e solo sul sinistro“. Bocciato Fabian Ruiz, “giocatore monopiede, dal passo felpato, dalla lettura di gioco inesistente“, a cui è preferito dunque l’ex Milan.

Si arriva al settore più delicato, il reparto offensivo. Dries Mertens guida la trequarti in un ruolo, secondo Palladino, ancora non suo, ma dove può dar comunque sfoggio delle sue abilità: “Il suo è un ruolo che ancora lo deve vedere consacrarsi: vuoi l’età, vuoi il non averci mai giocato, vuoi l’estro che è in Dries che tenta di venir fuori anche a 40 metri dalla porta“. Mertens sarà un attaccante di sostegno e dovrà collegare il centrocampo e la punta centrale, sfruttando la pulizia formale nel controllo palla e le sue grandi doti tecniche. A sinistra confermato, come abbiamo già visto, Lorenzo Insigne, mentre sulla destra c’è Lozano nelle vesti di ala offensiva con poche, semplici istruzioni: “paso doble, salta l’avversario, aggredire la profondità, cross per Osimhen, gol“.

Già, Victor Osimhen, il nuovo gioiellino del Napoli nel reparto avanzato. Un giocatore estremamente funzionale per lo stile di gioco aggressivo e arioso di questa squadra. Come una pantera aggredisce gli spazi in maniera fulminea, salta gli avversari con un’agilità felina, crea i presupposti per gli inserimenti di Mertens e Insigne alle sue spalle con triangolazioni, fraseggi e sponde. Ciò quando non è impegnato a concludere a rete lui stesso. Tanta fiducia in lui da parte di Palladino, il quale lo vede bene come punta completa, talvolta in coppia con Petagna, quest’ultimo nelle vesti di fulcro del gioco d’attacco quando serve un bomber di peso nell’eventuale 4-2-4 più offensivo.

Guida alla Juventus F.C. in Football Manager 2021

La Juventus di Salvatore Campagna

La Juventus è bella ma strana. Come tutte le grandi squadre puoi fare praticamente tutto, ma rischi di non fare bene nulla. Ha una rosa davvero forte sotto ogni aspetto. Forte nella tecnica, nelle individualità e nella visione di gioco. Ha qualità eccellenti nel palleggio e vanta un reparto difensivo insuperabile. In teoria la Juve potrebbe svariare diversi moduli interpretandoli tutti bene. In teoria ovviamente. Questo divide noi dagli allenatori professionisti. E non è una cosa da poco. La pratica è ben diversa e posso fare tutta la teoria che voglio ma poi alla fine i teorici possono fare gli opinionisti mentre i pratici vincono“.

Il tecnico della Cremonese nel “Progetto Football Manager” di Progetto Gaming, Salvatore Campagna, ha parole al miele per la squadra che tifa. La sua Juventus è una squadra flessibile, capace di cambiare modulo a partita in corso, svariando tra 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-1-4-1. Si parte con una difesa a 4, nonostante la carenza di terzini. Nessuna novità tra gli interpreti in difesa: Alex Sandro e Cuadrado imperversano sulle fasce, mentre Bonucci ha il compito di impostare la manovra coadiuvato da De Ligt.

Il centrocampo è croce e delizia. “Il centrocampo [della Juve] sarebbe ottimo, passerebbe da quello a 3, con un mediano davanti alla difesa per impostare e due motorini in mezzo, fino al centrocampo a 2 che sostiene la Joya lasciandolo libero di inventare“. Campagna è dunque aperto sia ad un centrocampo a due che ad uno a tre. Fondamentale è la presenza sulla trequarti di Dybala, giocatore che il tecnico della Cremonese stima particolarmente. Titolari inamovibili Bentancur come centrocampista di quantità ed Arthur come regista avanzato, in virtù delle sue straordinarie doti tecniche e nel passaggio. Senza la Joya, spazio a centrocampo anche per McKennie, abile nel recuperare velocemente il possesso e in un’altrettanto rapida transizione offensiva. Con l’americano in campo, Arthur arretrerebbe sulla linea mediana come regista, rimanendo comunque nel vivo del gioco.

Anche l’attacco riserva grande abbondanza di qualità e di scelte. Cristiano Ronaldo sarebbe ovviamente la punta di diamante. Capace di giocare come punta centrale o come attaccante esterno sinistro, i suoi compiti sono semplici: libertà totale nei dribbling, negli inserimenti, nei tiri, nei gol. Altro riferimento offensivo sarebbe sicuramente Morata. Lo spagnolo è straordinario nel dare equilibrio e coesione al reparto; in più è abile nell’aprire gli spazi per gli esterni e nel finalizzare l’azione. Sulla fascia destra sia Chiesa che Kulusevski garantiscono un grande apporto in tecnica e qualità; in più sono giovani e con ampi margini di crescita. Senza dimenticare Dybala, lasciato libero come trequartista o rifinitore, cuore e anima pulsante di questa Juventus.

Idee chiare anche a livello di tattiche. “Sarebbe bello veder giocare la Juve con un pressing estremo, altissimo, fatto di aggressività e cattiveria. I difensori possono tenere perfettamente la posizione grazie alla loro intelligenza; quando serve, perché no, un Demiral può anche intervenire come difensore senza fronzoli. Sarebbe un Gegenpressing asfissiante quindi, frutto di un gioco veloce nello stretto come suggeriscono le qualità nel fraseggio dei centrocampisti. Se assimilato, potrebbe essere davvero arduo rubare la palla a questi ragazzi“.

La Juventus targata Battiata

Anche Thomas Battiata punta in maniera convinta su un 4-2-3-1. Poche variazioni in difesa rispetto alla formazione proposta da Compagna. Bonucci, De Ligt, Demiral e Chiellini a rotazione nel centro della difesa, Cuadrado e Alex Sandro nelle vesti di esterni completi. A centrocampo fiducia al duo sudamericano Bentancur e Arthur, con McKennie utile a partita in corso. Sarà fondamentale non solo la fase di palleggio, caratterizzata da fitte serie di scambi veloci, ma soprattutto quella di pressing e recupero rapido del pallone. È chiaro Battiata a riguardo: “In fase di non possesso vorrei una squadra che abbia fame e voglia di recuperare subito il pallone, per poter dominare la partita“.

Tante similitudini con Campagna anche in attacco. Confermatissimi Dybala come centrocampista offensivo e Cristiano Ronaldo, il terminale d’attacco e il punto di riferimento nell’area di rigore avversaria. Il portoghese avrà spazio per svariare sull’intero fronte d’attacco come punta completa, sfruttando le sue abilità senza palla e nella finalizzazione. Sugli esterni spazio per i nuovi: Kulusevski a destra, Chiesa a sinistra. “Entrambi, secondo me, dovrebbero poter affrontare palla al piede la difesa, essendo dotati di un ottimo dribbling, per poter ricevere palla ed avere più opzioni, tra cui le sovrapposizioni sulle fasce dei terzini offensivi, oppure andare verso il centro e servire uno dei due uomini principali“. Con Morata titolare, invece, Cristiano Ronaldo si sposterebbe sulla sinistra, potendo così sfruttare gli spazi aperti dallo spagnolo, rientrare e calciare in porta con il suo destro.

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