Nintendo, Super Mario e il Lato Oscuro della Nostalgia

Il modo in cui Nintendo sfrutta l’effetto nostalgia lascia parecchio a desiderare. Possibile che non esista una strada diversa da Super Mario 3D All Stars?


Per gran parte degli appassionati di videogiochi nati tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 Nintendo ha quasi certamente rappresentato un punto di riferimento durante la loro infanzia. Super Nintendo, Game Boy e Nintendo 64 sono stati i primi strumenti con cui molti bambini hanno iniziato la loro formazione di videogiocatori ed è piuttosto ovvio che molti ricordi spensierati siano legati alla Grande N. Nintendo questo lo sa benissimo e come altre Software House strizza l’occhio ai più nostalgici con operazioni non sempre lodevoli. Per festeggiare il trentacinquesimo anniversario della nascita di Super Mario è uscito nei negozi Super Mario 3D All Stars. In questo titolo sono raccolti 3 giochi che hanno fatto la fortuna di Mario, completi di colonna sonora. Abbiamo Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy, venduti tutti insieme alla “modica” cifra di 60 euro.

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Purtroppo mettendo mano alla raccolta ci si accorge di quanta poca attenzione Nintendo abbia messo nel suo lavoro. Un titolo come Super Mario 64 soffre tantissimo il peso degli anni, sia graficamente che a livello di giocabilità. Un titolo così importante avrebbe sicuramente meritato un trattamento migliore. A confermare parzialmente l’impressione del poco impegno di Nintendo ci si mettono i dataminer. A quanto pare non abbiamo di fronte dei veri porting per Switch, ma di tre rom fatte girare su un emulatore proprietario di Nintendo. La Casa di Kyoto chiaramente non commenta le informazioni trapelate, ma questa notizia fa pensare a Super Mario 3D All Stars come ad una pigra operazione nata con il solo scopo di sfruttare l’effetto nostalgia per ottenere un facile guadagno.

Tutta questa storia lascia l’amaro in bocca ma fa anche riflettere. In che modo Nintendo gestisce il proprio patrimonio storico? Nulla vieta alla casa nipponica di ripetere un’operazione del genere anche per altri suoi franchise storici visto che, al netto delle critiche, il bilancio economico sarà sempre positivo. La prossima volta toccherà a Donkey Kong? Eppure un’azienda che ha letteralmente fatto la storia dell’industria videoludica dovrebbe ragionare diversamente. Il patrimonio videoludico di Nintendo è vastissimo e merita di essere sfruttato come merita.

L’ideale sarebbe creare un vero e proprio “Game Pass archeologico” che metta a disposizione il vasto catalogo Nintendo dietro il pagamento di una sottoscrizione. L’abbonamento a Nintendo Switch Online offre qualcosa di simile ma solo per il catalogo Nes e Super Nintendo. Nintendo 64, Game Cube, Switch e le varie console portatili sono tagliati fuori da questa offerta. Un’operazione del genere accontenterebbe tutti. Da una parte i giocatori potrebbero recuperare tante perle del passato, dall’altra Nintendo avrebbe dei dati piuttosto chiari su quali giochi investire per creare dei remake di sicuro successo. In un’epoca in cui i servizi contano quasi più dei giochi questa mossa può rivelarsi vincente. L’importante è non replicare l’esperienza di Super Mario 3D All Stars, offensiva per tutti. Per i giocatori e per la storia che Nintendo rappresenta.

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