Captain Tsubasa: Rise of the New Champions

Tsubasa Ozora, alias Oliver Hutton, torna a far parlare di sè, questa volta non per aver guidato il Giappone all’ennesima vittoria ai Mondiali, ma per un nuovo videogioco sviluppato da Tomsoft. Il nostro Holly vincerà anche questa sfida?

La fine dell’estate ci regala il gradito ritorno di Captain Tsubasa, anime (e manga) storico, conosciuto praticamente da tutti a partire dagli anni ’80. Sfido chiunque a non aver mai visto almeno una volta Holly e Benji: le corse su campi di calcio così lunghi da poter vedere la curvatura terrestre, i tiri talmente potenti da far diventare la palla ovale e bucare la rete, le acrobazie dei giocatori che sfidano le leggi della fisica…” non ce la faccio, troppi ricordi “. Ebbene, ora possiamo rivivere tutto questo grazie a Captain Tsubasa: Rise of the New Champions, distribuito da Bandai Namco per PC, PS4 e Nintendo Switch.

Captain Tsubasa - Tiro Gemello
Il fantastico tiro gemello di Tsubasa e Misaki.

Non aspettatevi un simultatore calcistico sulla falsa riga di FIFA e PES: Captain Tsubasa è un videogioco arcade, più simile ad un picchiaduro che ad un gioco di calcio, in cui ripercorreremo parte della storia di Holly & Co. e affronteremo nuove sfide nel puro (irrealistico) stile dell’anime.

Nel mezzo del cammin di Tsubasa

Il gioco ci propone due modalità storia: Il Viaggio: Episodio Tsubasa ed Episodio New Hero. Gli avvenimenti di Episodio Tsubasa si svolgono tre anni dopo la vittoria del Campionato nazionale giovanile da parte della Nankatsu, ossia la New Team, di Tsubasa Ozora e Genzo Wakabayashi (Benjamin Price). Con la squadra di Tsubasa, orfana di Genzo e Taro Misaki (Tom Becker) partiti per l’Europa in cerca di fortuna, giocheremo contro alcuni storici avversari del torneo delle scuole medie come i gemelli Tichibana (i gemelli Derrick), Jun Misugi (Julian Ross) e Kojiro Hyuga (Mark Lenders). In questo episodio inizieremo ad imparare le meccaniche del gioco, aiutati anche da brevi tutorial, e potremo controllare soltanto il team della Nankatsu per le 7 partite del torneo.

Episodio New Hero è invece il vero cuore della campagna. Qui dovremo costruire il nostro calciatore attraverso un editor abbastanza ricco di elementi e, successivamente, scegliere a quale scuola calcistica unirci tra la Toho, la Musashi e la Furano. L’arco narrativo riprende quello dei manga World Youth e Captain Tsubasa: Road to 2002, ma questa volta il torneo non sarà in Europa, ma negli Stati Uniti (Junior Youth World Challenge).

Junior Youth World Challenge

Captain Tsubasa - Editor

In questa modalità il gioco assume le caratteristiche di un GDR. Infatti per l’evoluzione del nostro avatar sarà necessario accumulare sia punti abilità da investire nelle statistiche, sia punti amicizia, utili ad aumentare l’affinità con gli altri giocatori e acquisire le loro skill. Inoltre, a seconda della difficoltà delle sfide e delle nostre prestazioni, guadagneremo punti giocatore che ci permetteranno di prendere oggetti da collezione, per lo sviluppo o per l’estetica dell’avatar. Tutto ciò per raggiungere un solo obiettivo: diventare il miglior giocatore del Giappone e magari del mondo (a condizione di riuscire a sopravvivere alle innumerevoli cutscene durante il gioco).

Ovviamente non manca il multiplayer. Anche qui abbiamo due modalità: Versus (in locale) per mettere a dura prova le nostre amicizie con “partitelle tranquille” 1 VS 1 o 2 VS 2 e Versus Online, per partecipare ad incontri di Lega con cui proveremo ad aumentare il rank nella classifica mondiale.

Catapulta infernale… gameplay idem

Fallo Assassino con Esplosione
Falli assassini di livello atomico. Tranquilli nessun morto!

Abbiamo già detto che Captain Tsubasa: Rise of the New Champions è un gioco arcade che ha poco a che fare con i simulatori di calcio. Le uniche cose “calcistiche” che faremo saranno gestire la squadra, cambiare formazione e usare alcune tattiche (ininfluenti) offensive o difensive. Per il resto scordiamoci quasi tutto quello che siamo abitutati a vedere in una normale partita di calcio: le punizioni e i falli non esistono, anche facendo interventi da codice penale la partita non verrà interrotta.

I dribbling sembrano scatti di Flash e vanno eseguiti a ripetizione per attivare un boost (Zona V) che consente di caricare più velocemente la barra dell’abilità tiro del calciatore. I tiri normali non possono trasformarsi in gol (a meno che non ci sia qualche intervento divino), quindi per segnare bisogna per forza usare la tecnica speciale di un campione. In compenso esistono i calci d’angolo, il fuorigioco, le rimesse laterali e dal fondo.

Il tiro della tigre di Hyuga
Come non aver paura del temibile Tiro Della Tigre di Hyuga.

La strategia vincente si basa esclusivamente sul premere di continuo i pulsanti R1 e R2 per recuperare il pallone in fase di non possesso, premerli ancora fino allo sfinimento per dribblare gli avversari come birilli, infine tirare cannonate a raffica contro il portiere aspettando che si esaurisca la barra dello spirito ( la stamina ). Il tutto per infilzarlo come uno spiedino. I passaggi precisi e la costruzione delle azioni sono di fatto un optional. Come se non bastasse, le skill e le statistiche individuali sono inutili e non sembrano avere alcun peso nei duelli con gli avversari. R1 e R2. Ancora. Di nuovo. E alla fine: TIRO ONDA ENERGETICA!!! Questo è il mantra di Captain Tsubasa.

Grafica e sonoro sono lo specchio dell’anime

Dal punto di vista grafico il gioco regala qualche soddisfazione. Le cutscene e le animazioni delle abilità speciali sono ben fatte e ricordano perfettamente lo stile del remake dell’anime di Captain Tsubasa uscito un paio d’anni fa. Vedere Mark Lenders fare il Tiro della Tigre avvolto da una scia infuocata con tanto di solco sul terreno, fa scendere qualche lacrimuccia e riesce ad esaltare anche un vecchio nerd come me. Nelle fasi di gioco, purtroppo, i dettagli sono molto meno curati e la resa grafica lascia a desiderare.

A salvare la situazione durante lo svolgimento del match ci pensano il doppiaggio in giapponese e le musiche evocative, le vere perle di questo videogame. La telecronaca e le voci dei protagonisti sono galvanizzanti, mentre i brani musicali ci riportano alla memoria l’anime in ogni momento del gioco. Un comparto sonoro eccellente. Anche la traduzione in italiano dei sottotitoli è buona e non presenta particolari difetti.

Considerazioni finali

Se siete dei fan sfegatati di Holly e Benji, non avete particolari pretese sulla giocabilità e strizzate l’occhio ai picchiaduro, Captain Tsubasa: Rise of the New Champions è il gioco che fa per voi. I filmati, le animazioni, i dialoghi e le fantastiche musiche vi faranno rivivere la storia dell’anime che avete amato. Nonstante i numerosi limiti del gameplay, Captain Tsubasa regala sprazzi di divertimento e momenti di estasi con un retrogusto di genuina nostalgia. Invece, i gamer esperti che sono alla ricerca di una simulazione calcistica alternativa a FIFA e PES, rimangano il più lontano possibile da questo titolo. La fisica e il realismo non vanno d’accordo con Captain Tsubasa.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento