Progetto FM – Cobra Kai Project: CA vs Tattica

Giocare per primi

Giocare più forte

Senza pietà!

Parafrasando il motto del Cobra Kai, nel corso di questo articolo abbiamo cercato di capire quanto sia possibile migliorare su Football Manager, quanto gli allenatori incarnino e credano questo mantra e quanto invece ci si debba arrendere (ammesso e non concesso che si debba fare) alla dura legge dei numeri, della forza delle squadre e della famigerata CA.

Il dilemma è applicabile a qualsiasi sport, è più forte l’auto o il pilota, la macchina senza un buon pilota renderebbe allo stesso modo? Un ottimo pilota, riuscirebbe a spingere una macchina mediocre oltre le proprie possibilità?

Il perfezionamento delle proprie tattiche è il viatico giusto per un campionato di vertice o vige solo la legge del più forte?

FM è videogioco basato su una miriade di variabili e non possiamo non ammettere che i giocatori con delle schede forti non avvantaggino gli allenatori, ma non possiamo prescindere dal concetto di meta (che per noi è, di fatto, l’acronimo di “most effective tactic available”), ogni allenatore cercherà sempre di sfruttare una determinata istruzione se effettivamente essa è performante.

Quello che il progetto, invece, combatte è il concetto di Power Gaming inteso come la tecnica di videogiocare che mette qualsiasi cosa da parte (anche il role-playing), in favore delle scelte che garantiscono una performance superiore alle reali possibilità della squadra, volte quasi a rompere il gioco.

Ne abbiamo parlato con Arnaldo Figoni, Alberto Bifano, Ivan Torcolini e anche con la nostra vittima preferita: Maurizio Deidda.

Vediamo cosa ne pensano i nostri mister:

Rimanendo all’interno del sentiero consentito, quanto allora la dedizione e il lavoro possono colmare i gap tra le squadre con una CA alta e quelle con CA bassa?

Figoni: La CA può aiutare molto. Anche se non è detto che tu ci riesca a prescindere, però ti dà un qualcosa per capire anche la reale potenza della tua rosa. Pertanto potresti scoprire una forza che magari non conosci. Anche semplicemente guardando i dati di fine partita. A volte ti accorgi che ci sono dei dati che possono essere eccezionalmente buoni, ma anche altrettanto tremendi. A forza di testare puoi capire cosa non va, non necessariamente seguendo il meta.

Bifano: La differenza la fa sempre la mente dietro i giocatori, dunque l’allenatore che sviluppa la tattica su misura dei giocatori a disposizione, cercando di far rendere al meglio i giocatori con CA più alta disponibili in squadra.
Penso che un allenatore faccia sempre la differenza su FM, una tattica costruita e provata più volte in vari modi consentiti fa davvero la differenza riuscendo ad affrontare anche squadre con giocatori che hanno CA più alta.
Un esempio pratico di ciò è la partita che ho giocato contro la Torres, partita equilibrata sull’1-1 fino a quando il mister dei sardi Arcoleo era online a giocare, dopo il suo crash la partita è completamente cambiata con un dominio più netto da parte nostra, ma finita comunque in sconfitta a causa della poca freddezza sotto porta e l’autogol sfortunato di Comunale all’ultimo minuto di gioco. Una squadra come la Torres che ha i giocatori con la CA più alta della B dovrebbe dominare sempre le partite, ma spesso non riesce perché molti allenatori sono preparati e hanno tattiche funzionali alla squadra e dunque il campionato, come si è visto fino ad ora è più aperto che mai.

Torcolini: La CA media è fondamentale per la squadra, avendo giocatori forti, importanti e di spessore soprattutto con qualità mentali alte (per me sono importanti nel gioco anche le dinamiche dello spogliatoio) si agevola il compito del tecnico, però bisogna tenere presente che puoi avere una CA media spaventosa e giocatori fortissimi, ma se poi, quando vai a creare la tattica, non la fai collimare con le skill dei tuoi giocatori, rischi di perdere le peculiarità dei tuoi giocatori e li fai girare male, rischiando di fare un flop clamoroso!

Deidda: Penso parecchio. Allenatori che non trovano una quadra tattica, poi soffrono contro squadre apparentemente più deboli sono all’ordine del giorno sia nel calcio fuffa, che in un simulatore come Football Manager. E la CA non è il valore “God” sulla quale prendere spunto per fare tutte le considerazioni. È un indicatore utile si, ma vuol dire tutto e niente. Football manager considera parecchio alcune skill che fanno schizzare tanto la CA, ma ci sono altre skill che apparentemente meno importanti che possono influire in un certo tipo di scheda.
Ci sono giocatori che con 100 CA (penso a Mauri Palmieri del Torino e quest’anno segnatevi il “mio” Liberti), che riescono a rendere bene da subito in A: molto dipende da come viene costruita la scheda. Quindi squadre con CA media inferiore, possono andare al di sopra delle aspettative e di esempi ne abbiamo visto ogni anno. 
Ovvio che il campione o la rosa forte con i singoli può comunque fare la differenza con una struttura tattica discretamente costruita ed affiatata.

Si rimane ancorati a un determinato modulo solo perché performante o si cerca di adattare il proprio stile di gioco ai giocatori che si hanno a disposizione?

Figoni: Rimanendo nella terminologia del gaming, per battere un meta, hai bisogno di un counter. Quello è il metodo più efficace per distinguerti dagli altri. Anche perché se tu vai a giocare pressando come un ossesso contro gente che fa la stessa cosa, è più probabile che questa persona lo sappia fare meglio di te. Non è detto per forza che se c’è una maniera performante di giocare, automaticamente va bene per tutte le rose e tutti gli allenatori presenti. Bisogna quindi sapersi adattare, bisogna essere “pratici” – citando nostro signore Max Allegri – e adattarsi alla situazione in cui ci si trova.

Bifano: Io ho sempre pensato che deve essere l’allenatore ad adattarsi ai giocatori a disposizione. Fosse stato per me avrei utilizzato fin da subito una difesa a 3, invece a causa di pochi difensori centrali e l’abbondanza di esterni gioco a 4. Poi alla Salernitana c’è un nucleo forte di giocatori attivi che non vogliono lasciare la squadra e dunque la base della formazione sarà sempre formata da loro. 

Torcolini: da allenatore accanito di FM offline e anche del Progetto con la Lupa Roma, devo dire che trovare una quadra per la squadra non è facile: ci sono mille fattori e variabili in gioco e bisogna saper sfruttare appieno qualsiasi pregio e mascherare i difetti, perché ogni squadra ha dei difetti. Bisogna saper lavorare bene e bisogna soprattutto, come detto nella prima domanda, cucire l’abito con i mezzi che hai. Ovviamente qualsiasi allenatore vuole imitare il tiki taka, o altri generi di stili di gioco, ma alla fine è quasi impossibile ottenere ciò che vuoi, a meno che tu non abbia i giocatori adatti, creati e potenziati a puntino, riuscendo ad ottenere la perfezione. Ogni allenatore tende a ricercare la perfezione per la squadra e quando i risultati arrivano, vedi finalmente ripagato il lavoro. Posso parlare in prima persona, dove per creare 2 tattiche ho impiegato mesi offline, e riportarlo online non è stato facile, anche perché poi devi sempre modificare qualcosa, affinché i giocatori si trovino al meglio, sia con le istruzioni di squadra, che individuali.

Deidda: Dipende dagli allenatori. L’arrivo dei moduli scaricati in s4 ha portato una conformazione sull’uso dei moduli più utilizzati, ritenuti OP (442 sopra tutti), anche se in questa s6 sto vedendo finalmente un po’ più di variabilità, anche se il trend globale resta l’uso del 442, più per pigrizia nella ricerca di qualcos’altro o per paura che le proprie idee non vadano bene e perché c’è stato credo, un intorpidimento sulla ricerca della giusta combinazione in base ai giocatori o al reale credo tattico (personalmente non credo che tanti allenatori siano realmente adulatori del 442 anche nella realtà).
Io personalmente ho sempre cercato di lavorare sul mio credo tattico, che di base è il 433, e dal primo giorno alla Lucchese ho cercato di costruire la rosa su questo modulo. Poi con il tempo sto cercando di aumentare la variabilità tattica passando anche al 4231 ed eventualmente uno-due moduli a due punte (tipo un rombo o anche un 442-424) e uno con la difesa a 3, dato che ho la fortuna di avere costruito una rosa abbastanza eclettica e quindi che potrà giostrarsi su più moduli, in futuro.

Quali sono i trucchi da usare per cercare di domare quella bestia di FM? Come si fa a trovare la quadra?

Figoni: Non c’è un vero e proprio trucco di per sé. Una maniera può essere quella di capire “cosa vuole il gioco” da te, ma ti porta anche a snaturare quello che è il tuo approccio, alla lunga. L’altra, quella che preferisco, è trovare il modo – un passo alla volta – di far girare tutti i reparti con tutte le linee. Titolari e non. Quindi è importantissimo e necessario capire cosa si ha a disposizione in rosa, a breve termine, e adattare il modulo al giocatore e non viceversa. Anche perché mettere un attaccante mezzala può andare bene una volta, due. Ma se trovi la squadra organizzata sarà più probabile che si notino le qualità peggiori di una mossa che in altri contesti potrebbe risultare “rivoluzionaria”. Trovare la quadra è un processo lungo, ma molto. Non finisce mai.

Bifano: Prima di impostare una tattica vedo sempre le schede dei giocatori. Poi in base ai ruoli che io definisco a dei giocatori imposto una base tattica con delle istruzioni che preferisco e che credo siano ideali al gioco della squadra. Ruotando poi i giocatori ci sono vari modi per far giocare tutti e adattare il modulo a chi deve giocare, è questione di trovare una quadra tattica con i giocatori a disposizione

Torcolini: Il motore di FM, è come un cavallo impazzito: non è facile da domare, puoi limitarlo quello si, però parliamo sempre di un sistema virtuale e non umano. Se ti capita la partita storta che domini e devi perdere la perdi, se devi perdere un campionato, lo perdi! Online poi è un terno al lotto, perché sappiamo benissimo dei bug che ci sono, li affrontiamo in ogni live sulle partite di A o B; mentre la C la si può salvare in parte (me la sto tirando lo so) perché, essendo simulate, non le giochi e arrivano dirette con il risultato finale! Non esistono trucchi o altro: secondo me essendo proprio una macchina non perfetta, ha i suoi errori, ci devi convivere e devi saper sfruttare appieno quando ti lascia quella porta aperta che ti avvantaggia, come uno script a favore! Ecco, devi cogliere l’attimo e portare a casa il risultato, in qualsiasi modo quando ne hai la possibilità!

Deidda: Tirando tante bestemmie! Battute a parte, in un campionato con un certo livello di competitività serve una buona dose di testing e di studio di tattiche meglio adatte per la propria rosa e dell’avversario, dal modulo allo studio dei punti forti e deboli, per capire quale sia l’accoppiata vincente.

La nostra chiacchierata termina qui, il leitmotiv che si delinea è la necessità di studiare e conoscere a fondo il gioco per riuscire a trovare il mix giusto di tattiche e alchimie, quello che posso dirvi io, da quel poco che capisco di questo gioco, è che in questo “dojo” frequentato da noi allenatori, vige questo motto:

La paura esiste in questo dojo? NO SALVÙ

Il dolore esiste in questo dojo? NO SALVÙ

La sconfitta esiste in questo dojo? NO SALVÙ

Buon divertimento leggasi smadonnamento a tutti!

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