Progetto FM – Leotta analizza: Il Napoli di D’Anteo

Quando Campagna mi ha intimato “scrivi il secondo articolo!” per un attimo mi sono immedesimato in George R.R. Martin, ma poi ho capito che effettivamente dopo una settimana andava preparata la seconda uscita della rubrica. Bisognava quindi scegliere quale squadra mettere sotto la lente d’ingrandimento. Troppo presto per la serie A, scartata subito. Mezza idea di fare una squadra di C, ma dopo aver visto la classifica di cadetteria è scattata un’altra molla: che ci fa il Napoli lì?
Ed è stato inevitabile immergermi nella realtà campana, cercando di capire il perchè di un inizio stentato.

ANALISI DELLA ROSA:

Portieri: è stata vera rivoluzione in porta per il Napoli: Alessandro Veneziani, un portiere che a me piace tantissimo, è andato al Vicenza per 3.4 M. É stato preso il neoiscritto Alessio Bartoloni, e il titolare è il nuovo acquisto Marco Guidotti, arrivato dalla Torres dopo uno scambio con Gzim Rusiti. Si tratta di portieri complessivamente simili, la cui principale differenza risiede in una maggior propensione al gioco di Guidotti rispetto a una miglior presenza tra i pali di Rusiti. Anche se, ribadisco, non si tratta di differenze marcate. Ciò che invece rileva è la partenza di Veneziani, che ha prodotto un indebolimento del Napoli tra i pali.

Difensori centrali: imperativo cominciare da un totem come Giuseppe Roberti, difensore centrale che già in serie A ce ne son pochi, figurarsi in Serie B. Senza dubbio un grandissimo lusso. Un gradino sotto, ma sempre a grandissimi livelli, troviamo Marco Auritano, altro difensore completo ed efficace. Più roccioso e meno rapido, complici le 32 primavere, è Rito De Michele, difensore che sa comunque farsi rispettare. Ambiguo invece il quarto centrale, Luca Siracusa, un giocatore solo destro che è naturale da terzino sinistro, oltre che da centrale, e che ha ancora da completare un processo di sviluppo definito, dato che è carente nel gioco aereo per essere un ottimo centrale e tecnicamente per essere un ottimo terzino (e in questo caso andrebbe migliorato anche il sinistro, a mio avviso).

Terzini: scritto della possibilità Siracusa, a sinistra le scelte più accreditate sono Manuel Guassone e Alex Costagliola. Sarebbero due ottimi giocatori, entrambi con spiccate caratteristiche offensive, con il secondo abile anche difensivamente, ma su quest’ultimo pende ancora una volta la mia perplessità sul piede naturale. Perchè Costagliola solo destro? Ma soprattutto perchè entrambi i giocatori sono stati sviluppati con il terzo ruolo da ala sinistra? Sembra si sia pensato ad ampliare tanto le possibilità di scelta, ma non a definire un’identità. Personalmente ritengo Costagliola uno splendido terzino fluidificante che non ha (ancora?) la qualità offensiva per fare l’ala invertita. Avrei optato per migliorare il piede debole al posto del terzo ruolo, e chiuso un buco in rosa che genera un problema tattico: quando giochi contro un’ala destra rapida e sgusciante chi vai a mettere? Si rischia Guassone, che è molto offensivo, si gioca con uno dei due giocatori di piede destro, che soffrirebbero terribilmente sul lato debole, o si deve ricorrere a Salvatore Diana, cioè quello che sembra essere il miglior terzino sinistro difensivamente parlando, ma che finora è stato giustamente impiegato 3 volte su 3 a destra (da ambidestro) perchè ne compone la batteria insieme a Tommaso Molin? Su quest’ultimo ci torniamo nel bilancio finale, perchè si tratta di un regen preso per 2.5M dal Progetto Gaming, e che, come tutti i regen, il primo anno farà inevitabilmente fatica con una CA così bassa.

Centrali di centrocampo: riprendiamo, in un certo senso, da dove abbiamo lasciato, e cioè con un altro neoarrivo regen. Stavolta si tratta dell’allenatore Alessandro D’Anteo, che è stato acquistato per 2 M dalla squadra che dirige. È rimasto in rosa l’esperto regista 32enne Antonio Vitolo e per completare il reparto sono arrivati dall’affiliata Messina Pasqualino Beccu e Tommaso Rocchi. Probabilmente il centrocampo è il reparto peggiore del Napoli. Chiarisco: i giocatori non sono scarsi, anzi, il problema è che fondamentalmente si tratta di 4 doppioni. Sono tutti e 4 dei compassati registi arretrati. Fatico a comprendere il ragionamento che è stato fatto al momento della costruzione della rosa. Ok, Rocchi può essere usato come CCQ e D’Anteo come centrocampista centrale, ma così vai sempre a rincorrere tattiche differenti o a fare arditi adattamenti in campo.

Esterni di centrocampo: tolti i citati Guassone e Costagliola, cominciamo da Daniele Donati: sarebbe il quinto regista arretrato, ma è naturale anche a destra e possiede una ottima tecnica, per cui può essere sviluppato bene come esterno, mettendo a frutto anche le sue doti atletiche. Il secondo è Luigi Savinelli, esempio di come non ci sia bisogno di fare voli pindarici per avere una bella scheda. Tenendo conto dell’età e della qualità, è secondo me il pezzo pregiato del Napoli. Con qualche punticino qua e là diventerà immarcabile.

Però, per carità di Dio, ditemi che quel pallino arancione al centro del campo è solo un brutto ricordo del passato. Non tutte le ali devono per forza diventare mezzali. Altro esterno della batteria napoletana è Vito Amoruso, anche lui ex affiliata Messina. Si tratta di un discreto giocatore, che ha deciso di puntare sulla duttilità, visto che può giocare naturalmente in tutti i 4 ruoli di fascia. Iscrivo tra le ali anche Nicola Arca, dato che è stato utilizzato due volte da esterno di fascia destra e una da punta. Il ragazzo, difatti, sarebbe chiaramente una punta, ma i 12 in cross e dribbling e la sovrabbondanza in attacco fanno propendere per un suo adattamento in corsia.

Attaccanti: cominciamo dall’acquisto più costoso della campagna acquisti del Napoli, ossia il celebre Mihai Piu, arrivato per 4M dal Progetto Gaming. 199cm per 95kg ne fanno il classico Fulcro del gioco. Si tratta di una ottima boa offensiva, ma gli ottimi valori in coraggio, aggressività, intuito e impegno mi fanno pensare che sarebbe capace di disimpegnarsi molto bene anche come attaccante che pressa. Al contrario, Giorgio Pavone è un attaccante brevilineo, capace di agire anche sulla trequarti, e dotato di ottimi valori nelle skill mentali. Va ancora migliorato in alcuni valori: 12 in dribbling e 13 in controllo palla e tecnica devono assolutamente essere aumentati per accrescerne la pericolosità negli ultimi metri. Terzo giocatore, ma nei fatti quarto nelle gerarchie, è Nicholas Di Maulo, attaccante abbastanza completo e dotato di un fisico importante. Ultimo giocatore in rosa è Salvatore Ponticelli. Lo metto tra le punte perchè così è stato schierato in due occasioni, però Ponticelli è un trequartista. Anzi, Ponticelli non è un trequartista, è un regista avanzato, ma di quelli di un altro livello. Parliamo di un giocatore che (aggressività esclusa) non ha qualità mentali sotto il 14. Freddezza, decisioni e visioni di gioco 20, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro per descriverlo.

Aspetti tattici: finora abbiamo assistito ad un Napoli a risultati altalenanti. In casa ha dominato le partite con Trapani e Spal, costruendo moltissimo e meritando ampiamente le vittorie, entrambe le volte ottenute con lo stesso 4-4-2.

L’andamento è diametralmente opposto in trasferta, con 9 gol subiti, 2 fatti e 0 punti in 3 partite. Il 4-4-2 è stato il leitmotiv anche delle trasferte del Napoli, a esclusione di 45 nefasti minuti contro il Pordenone, in cui un esperimento di difesa a 3 è naufragato sotto i bombardamenti del gioco ampio e fatto di continui cambi campo dei neroverdi.

Ecco come il Pordenone ha sfruttato la superiorità numerica sulle fasce, mettendo in difficoltà la retroguardia del Napoli

Facendo finta di escludere il Palermo, ottima squadra che ha segnato 3 gol su calci da fermo e contro cui si può perdere in trasferta, ciò che emerge dalla fattualità più evidente del gioco del calcio (i gol) è che il Napoli conferma la difficoltà nel reggere gli attacchi sul lato sinistro della propria difesa. Sono già 3, infatti, i gol subiti per la scarsa attitudine difensiva o per la propensione degli esterni di difesa a convergere eccessivamente verso il centro dell’area di rigore.

Grosse difficoltà sulla fascia sinistra del Napoli

Bilancio Finale: Il Napoli è una squadra che è stata costruita male. Mi sono ripromesso di essere molto sincero in queste mie analisi, e scrivere ciò che penso: io non vedo una linea tecnico-tattica. Ogni volta che ho scavato un po’ più a fondo ho avuto la netta sensazione di una squadra che ha delle splendide individualità ma che non ha un vero indirizzo, nè tantomeno un equilibrio. E spiace dover dire che senza un intervento sul mercato a gennaio, sarà difficile poterlo trovare. Mi auguro di sbagliare, ma per me il Napoli fino a gennaio sarà destinato a continuare questo andamento ad altalena. Creerà e vincerà le partite in cui le doti offensive prevarranno rispetto ai deficit strutturali. I più evidenti sono i 5 registi arretrati e i 4 terzini sinistri …con l’unico in grado di svolgere bene mansioni difensive che viene utilizzato a destra. Due problemi che hanno un’origine comune, e ciò l’aver puntato molto forte (4.5M in due) sui 2 regen Molin e D’Anteo. Vero che si tratta di giocatori molto attivi, e che grazie a un PA importante avranno un futuro roseo, ma questo significa anche condannarti alla consapevolezza di fare almeno una stagione di transizione. Tra i due in realtà c’è un distinguo doveroso, perchè se Molin può avere una logica nel completamento della rosa, ciò non si può dire per D’Anteo. Comprendo la bellezza di allenare il proprio giocatore, ma se quei 2 milioni fossero stati indirizzati a un centrocampista di sostanza credo che la qualità complessiva del gioco del Napoli ne avrebbe giovato. Addirittura mi spingo a dire che si poteva anche acquistare D’Anteo, ma andava dato in prestito in C, e sarebbe stato meglio tenere in rosa un neoiscritto con le giuste caratteristiche per affiancare registi di qualità sopraffina come Vitolo e Beccu. Ciò avrebbe reso più semplice anche l’inserimento tattico di Ponticelli come regista avanzato, che non ritengo sfruttato al meglio da attaccante.

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