The One-Eyed God News: Incombe Il Re in Giallo con NEED GAMES!

Ci vuole coraggio ad ideare un gioco che si fa in quattro, dove i personaggi possono provenire da diverse epoche, dove i personaggi di un’epoca possono ereditare i ricordi e gli strascichi lasciati da quelli dell’epoca precedente, in una sorta di maieutica narrativa che guida la storia in binari cronologici e spaziali così evidenti da diventare parte della storia , parte dell’orrore. Un gioco dove sai quello che ti aspetta, ma non sai quando né come ci arriverai, né cosa ci sarà alla fine del tunnel. Un lungo viaggio che si fa carico di quel senso di conoscenza accessibile ed al contempo di estrema incertezza di cui è pregna la nostra contemporaneità. 

E di certo il coraggio non manca a Robin D Laws, autore del gioco di ruolo The Yellow King: Robin è l’ideatore del sistema di gioco investigativo GUMSHOE (su cui si struttura il mio amatissimo Sulle Tracce di Cthulhu, edito da Giochi Uniti) e di tanti supplementi annessi, ed un luminare del GDR (i suoi podcast con Kenneth Hite sono disponibili qui).
Né il coraggio manca all’irrefrenabile Nicola Degobbis ed alla sua scuderia di NEED GAMES nel voler distribuire questo fantastico prodotto in Italia, previsto per fine 2020: The Yellow King, in italiano Il Re in Giallo, è certamente un prodotto non per tutti, oltre ad essere un gioco bello voluminoso ( parliamo di quattro volumetti cartonati in A5 da 200 pagine l’uno all’interno di un lussuoso cofanetto che si apre e si trasforma, diventando uno Schermo del Master) la cui parte grafica e promozionale è stata curatissima dal suo editore anglofono Pelgrane Press, una cura che NEED GAMES ha replicato pedissequamente (dai loro criptici videomessaggi su facebook si coglie tutto l’amore per chi ha compreso e apprezzato un’opera così mastodontica). 


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E dunque, che storie potremo vivere giocando al Re in Giallo? Ci porterà a seguire le tracce del suo arrivo, innanzitutto, e del suo passaggio in epoche precedenti e future: i personaggi infatti saranno spinti a spron battuto attraverso quattro epoche:la Francia decadente di fine Ottocento, tra poeti assuefatti dall’assenzio e creature da incubo che si muovono tra vernissage e collezioni bibliofile; un’America alternativa ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, dove la misteriosa dinastia dei Castaigne trama nell’ombra, mentre le ultraterrene dinastie di Carcosa si danno battaglia a suon di mostri meccanici e tecnologia aliena; un’America quasi contemporanea dove la dinastia vincitrice della Guerra (quale? L’avranno deciso i personaggi nel ciclo precedente!) è stata sconfitta dall’intervento di eroici partigiani… ma è davvero una vittoria quella concessa dal misterioso Re?;  infine il nostro mondo, dove l’orrore fa capolino tra Instagram, selfies e Facebook, in mezzo a noi ed al tempo stesso invisibile.

In tutti e quattro i mondi la realtà non è come ci appare ed il Segno Giallo, il marchio misterioso che sembra faccia impazzire chiunque ci entri in contatto, è l’unica  costante di una realtà che viene trasmutata, modificata in modo sottile all’inizio, poi via via più marcato, un male ineffabile nei confronti del quale il mondo diventa assuefatto, fatta eccezione per i personaggi giocanti, i cui giocatori hanno cavalcato le epoche e hanno acquisito una conoscenza sempre maggiore della minaccia del Segno, e del suo Re mascherato, di cui annuncia l’apocalittico arrivo.


“NON E’ UNA MASCHERA, NON E’ UNA MASCHERA!”

L’ispirazione di The Yellow King arriva da una bibliografia non certo corposa, bensì da un visionario quartetto di racconti dello scrittore americano di inizio ‘900 Robert W. Chambers, autore prolificissimo ed antesignano di quel weird horror a cui il ben più celebre H.P. Lovecraft, suo grandissimo ammiratore, consacrò la sua produzione letteraria. Nonostante il nome di Hastur, entità misteriosa egemone e spesso sinonima del Re in Giallo nel canone dei Miti di Cthulhu, venga nominato per la prima volta da alcuni racconti brevi dello scrittore horror Ambrose Bierce è con la storia “Il Riparatore di Reputazioni” di Chambers che si racconta lungamente per la prima volta del Segno, e del libro maledetto “Il Re in Giallo”, un’opera teatrale nata nei salotti decadenti della belle epoque francese, che pare seminare caos e morte ovunque appaia, ovunque solo si sussurrino i suoi versi. Chambers immerge il racconto principe della sua raccolta in un’America degli anni 20, preannunciando il suo dominio sul Vecchio Continente (il racconto è del 1985) e descrivendo la Nazione come un regime fintamente sereno, che ha importato ed adottato la cultura marziale dell’impero asburgico, dove nel lusso e nello sfarzo neoclassico si muovono le vicende dell’oscuro Mr. Wilde, il “Riparatore di Reputazioni”, un Signor Wolf Tarantiniano ante tempora che agisce attraverso mezzi naturali e soprannaturali per caldeggiare la salita al trono di Hildred Castaigne, l’ultimo in linea di successione di una semisconosciuta genia nobiliare,  la cui ascesa sarà viatico, per una serie di congiunzioni astrali, all’ascesa del Re in Giallo, inevitabilmente plasmando la realtà a sua immagine e volontà. Rispetto ad altre mostruosità della cosmologia Lovecraftiana, contaminate dalla cultura pop ed incapaci di fare ancora paura, la presenza di Hastur resta effimera, ambigua, dissonante e mai roboante. La sua Apocalisse non si bea di sangue e distruzione, morte e violenza. La sua Apocalisse è già giunta, è una realtà deforme e gradualmente sempre più disumana. Un cambiamento graduale di cui non ci si può accorgere, e che è in atto anche mentre sto scrivendo queste parole…

Se volete immergervi nella follia, se volete osservare come la realtà nei vostri giochi si trasfiguri gradualmente e vi immerga in un’esperienza di gioco unica, seguite NEED GAMES e Progetto Gaming per ulteriori avvistamenti del pericoloso Segno Giallo. Perché quello che è apparso sotto casa mia è un semplice graffito, vero?

…Vero?

The One-Eyed God Closes

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