Progetto FM – Elezioni per il CT della nazionale: è braccio di ferro tra De Donatis e Staniscia

Si concluderanno nella giornata di domani Sabato 5 Settembre le elezioni che sanciranno il nuovo CT degli azzurri. Dieci sfidanti scelti tra i vari candidati attraverso una parziale scrematura ma siamo di fronte a una vera e propria corsa a due che probabilmente si deciderà di “corto muso”. Oggi andremo a intervistare i protagonisti di questa sfida.

Per introdurre un po’ i personaggi vi chiederei di elencare i tuoi punti di forza e di debolezza come allenatore e i traguardi raggiunti all’interno del progetto.

D: Direi che i traguardi siano strettamente collegabili ai miei punti di forza. In primis la gestione del gruppo: ho portato da DS il Genoa a essere la squadra più attiva del gioco, una volta passato all’Inter ho più che triplicato i bonus attività in una sola stagione e con una rosa di soli interisti. In Nazionale ho fatto ruotare quasi 100 giocatori e creato un’attenzione intorno alla squadra come mai prima, qualificandoci per la prima volta a una competizione internazionale. Ah, ho anche fondato la Torres! Poi vabbè, ovviamente son stato Admin e sono conduttore delle live… Le debolezze sono dal punto di vista tattico. Mi reputo un buon giocatore di FM, ma non posso competere con certi allenatori che respirano tattiche 24/7. In caso, mi farei aiutare.

S: Inizierei dai punti deboli: ci sono alcuni moduli, come ad esempio il 4-4-2, che non riesco a padroneggiare. Preferisco quindi plasmare la rosa intorno ai moduli e non viceversa. Come punto di forza metto al primo posto la capacità di leggere la partita e cambiare sia modulo che atteggiamento in base al contesto. Come allenatore ho vinto già tre trofei nel progetto: la serie C e la supercoppa di C durante la terza stagione col Salò e la Champions con la Lazio dello scorso anno.

Come descriveresti la tua nazionale usando solamente tre parole?

D: Meritocrazia, gruppo e attività.

S: Occhi del cuore. Parafrasando: vorrei che i miei giocatori fossero sempre pronti a gettarsi oltre gli ostacoli e puntare a traguardi anche sulla carta impossibili.

Quali sono i criteri che utilizzeresti per le convocazioni se venissi eletto?

D: Sicuramente quelli che ho usato nel mio precedente mandato: attenzione alle classifiche live e all’attività sana all’interno del gruppone e dei gruppi squadra.

S: Premettendo che gli admin sono i “presidenti” della nazionale e possono contestare legittimamente le mie metodologie, ho un’idea ben precisa in mente. Su una rosa di 23, 20 posti saranno “classici”: tenendo conto dei migliori giocatori di serie A per attività e presenza in live. 2 posti li dedicherei a giocatori “da commentino”: nella mia idea di GDR è presente la vittoria, e se avessi bisogno di due schede fortissime anche fuori dalla top 150, vorrei averle a disposizione, l’ultimo posto lo riserverei ad un top 150 di Serie B: se un utente attivissimo ha sposato un progetto in cui si trova bene ma è molto partecipe all’interno della community, trovo giusto premiarlo.
Ulteriore regola che vorrei aggiungere è il limite di 4 convocazioni per squadra: non vorrei venire tacciato di parzialità.

Qualora venissi eletto CT adotteresti prevalentemente un modulo per dare un’impronta personale o cercheresti di adattarti a quelli che sono i giocatori a disposizione?

D: Mi adatterei a quello che la Serie A mi offre. Non voglio mettermi paletti tattici davanti. Certo, preferisco la difesa a 4, ma se avessi terzini poco attivi e centrali superattivi non esiterei a cambiare.

S: Ho due moduli che padroneggio bene e che mi hanno portato a risultati estremamente soddisfacenti e vorrei adoperarli anche in nazionale. Sono due moduli tra loro abbastanza diversi e quindi non credo che qualcuno verrà escluso a priori per questioni tattiche.

Cosa ne pensi della polemica sollevata da Pierpaolo Palladino secondo il quale i voti per uno dei candidati CT siano privi di senso se andiamo ad analizzare il suo palmarès?

D: Vero che Scardace non possiede un palmarès di primo livello. Vero anche che molti altri candidati non lo possiedono, alcuni sono anche sprovvisti di patentino. Sinceramente mi è parso un attacco diretto di poco gusto, così come altre glorificazioni più o meno posticce apparse sul gruppone.

S: Il messaggio è stato lanciato da Palladino con modi poco garbati ma lo reputo sacrosanto. Nell’ottica del GDR l’utente va separato dalla persona reale. Se un giocatore si inattiva l’allenatore lo sposta nelle riserve e gli admin lo depotenziano, ma se dovessero incrociare per strada la persona che c’è dietro non lo insulterebbero per questo. Allo stesso tempo è giusto che un allenatore venga giudicato dai suoi risultati in game e non dalla persona che c’è dietro.

Credi che sia giusto come ipotizzato da Palladino stesso ridistribuire i suddetti voti?

D: No. Gli Admin hanno deciso di utilizzare questo strumento democratico, come in passato. Non vedo la necessità né l’opportunità di redistribuire i voti di nessuno. Al massimo fare un ballottaggio tra i due più votati, ma cambiare le regole in corsa è quasi sempre sbagliato.

S: Su questo punto invece sono in disaccordo. A me farebbe molto piacere avere più voti di tutti, ma è giusto che l’utente della community voti chi voglia. D’altronde anche nelle elezioni fuffa è impossibile polarizzare il voto e ci sarà sempre qualcuno che vorrà “la terza via”.

Come affronterai eventuali polemica riguardo le esclusioni dalle convocazioni?

D: Ah, già visto, già fatto! Si spiegano le scelte, nei limiti del possibile, e si fa ruotare parecchio la rosa. Chiaramente le polemiche per un taglio negli ipotetici 23 finali sarebbero maggiori, ma anche lì: ho già visto. Penso di avere le spalle abbastanza larghe, in merito.

S: Sono pronto ad ascoltare chiunque voglia chiedere i motivi dell’eventuale esclusione. In ogni caso, soprattutto nelle qualificazioni e nelle amichevoli, sperimenterò il più possibile. Sono maniaco del turnover nelle squadre che gestisco e credo che l’alternanza sia il metodo più giusto per stimolare tutti a fare di più per meritarsi la convocazione.

Alberto ha creato qualche polemica la tua ricandidatura dopo la delusione degli ultimi europei; perché questa scelta?

D: Le opinioni sono legittime. Bastava ascoltare le mie parole durante la live degli Europei per capire, però. Ho detto che avrei in ogni caso rassegnato le dimissioni, anche a Europeo vinto: da ex admin ritengo giusto che l’amministrazione valuti il percorso fatto a termine del ciclo. Probabilmente se avessi vinto mi avrebbero confermato e basta, chissà. Ho anche aggiunto che, benchè ritenessi le dimissioni dovute e sacrosante, mi sarebbe piaciuto poter continuare a lavorare come CT. Penso di aver fatto un buon lavoro, al di là della singola – e sfortunata – partita contro la Bosnia. Sinceramente più che dirlo in diretta, spiegarlo nelle sedi opportune e nel sondaggio, non saprei che fare. Detto ciò, finchè si rimane nei limiti del rispetto, ognuno ha il giusto diritto di pensare come meglio crede.

Quali fattori credi che abbiano portato alla brutta eliminazione con la Bosnia?

D: Sicuramente la sfortuna. Andando a rivedere i numeri di quella partita, abbiamo creato molto di più. Aggiungo un pizzico di turnover eccessivo (ma in competizioni così serrate far girare i giocatori è necessario) e di certo una mia mancanza di esperienza: avrei potuto e dovuto cambiare meglio in corso d’opera.

Cosa rispondi invece a chi crede che i voti in tuo favore siano frutto di simpatie e non dovute alla reale preparazione in game?

D: Penso valga per tutti. Anche nelle elezioni politiche! Sono io il primo a dire che a livello di tattiche posso imparare, ma il lavoro di un CT non è quello di un allenatore con 22 giocatori; è molto diverso, molto più ampio. Di fatto, si tratta di gestire una rosa di centinaia di utenti, e di sceglierli non in base alla scheda del giochino. Da questo punto di vista, ritengo di essere molto preparato. Ma ripeto, ritengo normale una forte componente di simpatia/antipatia personale in ogni votazione, per ogni candidato.

Passando invece a te Giuseppe in passato hai già dimostrato di non farti scrupoli a sacrificare gente con schede impressionanti a favore dei più meritevoli dal punto di vista dell’attività. Credi che continueresti anche se venissi eletto o la pressione di tutta la community ti spingerebbe a cambiare atteggiamento?

S: Il mio più grande difetto è la coerenza. Ritengo il rispetto delle regole della community, sia quelle scritte che quelle non scritte, molto importante. A maggior ragione se dovessi assumere un incarico di tale prestigio manterrei una metodologia che ritengo adeguata alla responsabilità che mi si chiederebbe di avere.

Per concludere chiederei ad entrambi di porvi una domanda l’un l’altro.

D: Come pensi di gestire il tuo rapporto con Di Gloria, dato che è uno dei papabili convocati e date le passate storie tese? In bocca al lupo, Stan!

S: Prima di risponderei vorrei chiarire la questione per coloro i quali non sono informati sulla vicenda: Di Gloria poco prima del mio arrivo alla Lazio aveva abbandonato il gruppo Lazio, sia su WhatsApp che su Facebook. Un atteggiamento che paragono a quello dell’Icardi fuffa, quindi irrispettoso nei confronti del gruppo squadra. Fino ad allora il calciatore mi aveva assicurato che non avrebbe alimentato il fuoco delle polemiche e infatti è stato utilizzato, anche se soggetto al turnover come tutti gli altri. Prima della finale ha usato in un articolo termini irrispettosi verso i suoi compagni di squadra, e così presi la decisione di non schierarlo in finale. Se dovessi essere eletto CT della nazionale avrebbe una occasione come tutti gli altri: né il posto fisso grazie alla sua scheda, né l’esclusione a priori per le storie tese passate.

S: Cosa saresti disposto a cambiare in caso di De Donatis 2.0 qualora dovessi affrontare un torneo continentale o mondiale? Colgo l’occasione per augurarti buona fortuna!

D: Creerei la figura di uno o più vice allenatori, per meglio consigliarmi dal punto di vista tattico, anche durante la partita.

Non mi resta che congedarvi e ringraziarvi per aver concesso l’intervista!

D: Grazie a te anche se lo so che voti Stan!

S: Grazie mille per l’intervista!

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