Progetto FM – Leotta Analizza: L’Alessandria di Grassadonia

Tra le squadre che hanno già giocato un numero sufficiente di partite per essere eleggibili ai fini di questa nuova rubrica, mi piace l’idea d’iniziare un nuovo progetto da un club che in un certo senso un nuovo cursus lo sta vivendo. Vinta con merito la lotteria dei playoff, l’Alessandria ha dovuto fare i conti in estate con il salto di categoria, la separazione dal Palermo e da Fiordaliso, il bomber che ha fatto stropicciare gli occhi a tutti segnando a ripetizione, ma che era già rosanero. È rimasto, però, Salvatore Grassadonia,  fulcro dei successi dell’Alessandria e capace di arrivare alla vittoria anche da CT con l’Italia U19.

ANALISI DELLA ROSA:

Portieri: al navigato Claudio Di Mauro è stata affiancata la neoiscritta Valentina Ventrella. Mancino il primo, di piede destro la seconda, si tratta di due portieri sicuramente differenti sulla costruzione del gioco. Di Mauro è un portiere abile nel ribaltamento del campo grazie alla sua bravura nelle rimesse e nei rinvii, la Ventrella, invece, coi suoi passaggi, visione di gioco e freddezza pare maggiormente indicata a una costruzione dal basso che coinvolga l’estremo difensore.

Difensori: Grassadonia sceglie di cominciare la s6 con 3 difensori centrali e 4 esterni. Per quanto riguarda la zona centrale abbiamo Andrea Baio e Alessandro Garofalo difensori abbastanza similari: si tratta di due destri che sanno toccare il pallone e che paiono indicare come il centrale di destra della linea a 4 sia assolutamente destinato ad un difensore che imposta. Di piede mancino è invece Alessio Zanda, difensore che alla difesa dei grigi aggiunge centimetri (con il suo 1.96), posizione e aggressività. Sulla fascia destra difensiva troviamo Alessandro Tomazzolli (neoiscritto) e Ale Lima. Tolte le differenze di “anni” in gioco si tratta di due giocatori abbastanza simili e completi, perché a ottime skill da terzini di spinta abbinano valori alti in contrasti e marcatura. Sulla stessa scia, ma nella fascia opposta, si trova Domenico Ragona, che si contenderà il posto con Mario Rappa, giocatore leggermente diverso rispetto agli altri 3 terzini, poiché cede qualcosa in fase offensiva ma eccelle difensivamente.

Centrocampisti: nella zona mediana del campo assistiamo alla vera rifondazione dell’Alessandria, parte un giocatore di livello assoluto come Tarantino e arrivano in 3: Leonardo Galante (coinvolto nello scambio con Tarantino), Matteo Croatti (in prestito oneroso dal Drink Team) e Domenico Manti (neoiscritto). Completa il comparto centrale Giuseppe Ragona. In questa zona del campo appare evidente come il gioco di Grassadonia preveda un centrocampista di qualità sul centrosinistra a tessere la manovra (Croatti o Galante) e uno più difensivo di rottura a fianco (Manti o Ragona G.).
Sulle fasce abbiamo a destra il duo Spini-Finocchiaro (altra contropartita per Tarantino) e a sinistra Mollisi-Ceraolo. Se al centro le scelte sono abbastanza sistemiche, sulle fasce Grassadonia avrà la possibilità di cambiare modo di giocare in corsa grazie alle caratteristiche dei suoi esterni: mentre Mollisi e Finocchiaro danno il meglio da ala pura, Spini e Ceraolo giocano entrambi a piede invertito.

Attaccanti: considerata la grande qualità nei cross degli esterni, mi sarei aspettato almeno due centravanti alla Oliver Bierhoff, invece Giovanni Corveto, arrivato in prestito dal Palermo, è l’unico giocatore alto e abile nei colpi di testa. Il reparto è invece completato da Fra Const, 1.66 di pura classe, Matteo Bellomare, che per caratteristiche gli è simile, ma non ancora a quei livelli, e Rosario Billeci, neoiscritto rapido e finalizzatore, il classico uomo d’area.

BILANCIO FINALE:

La rosa è sicuramente costruita bene. Grassadonia dispone di cambi in tutti i ruoli ed è chiaro come abbia scelto coscientemente di garantirsi due giocatori similari laddove ritiene un’impostazione singola di un determinato ruolo imprescindibile per il suo gioco, e al contempo varietà di scelta dove vuole andare a incidere personalmente. Se devo pensare quali siano i problemi dell’Alessandria, credo che la più grande difficoltà risieda nella poca velocità complessiva del pacchetto centrale di difesa, che ha provocato la maggior parte dei 9 gol subiti finora in 5 gare ufficiali, certamente ben mascherati dai 17 realizzati, ma che rappresentano comunque un piccolo campanello d’allarme per una difesa che spesso viene presa in contropiede sulle transizioni avversarie.

Le difficoltà in fase di transizione difensiva dell’Alessandria

Può destare qualche dubbio anche la scelta di rinforzare la squadra con prestiti e neoiscritti, partendo di conseguenza con gli sfavori della classifica CA, che vedono l’Alessandria ultima a 114.6 (fonte: https://www.progettogaming.it/2020/08/18/progetto-fm-le-previsioni-della-stagione-6-serie-b/?fbclid=IwAR1fQo8MxQYvTb2DPFVZUFx5C3UdRnLzy375ONOj5cY4qXjOlFBh2hYVNt0). Io non credo che ciò rappresenti un problema, anzi, ritengo che l’allenatore abbia preferito avere dei nuovi iscritti per plasmarne lo sviluppo secondo le proprie idee. Un calcio che definirei certamente evoluto e propositivo, con una squadra sempre molto alta e corta, con Grassadonia che ha chiaro quale sia il calcio che vuole mettere sul campo e non rinuncia mai alla sua proposta offensiva.

Alessandria-Genoa 4-2
Fiorentina-Alessandria 3-1

                 

Alessandria-Cagliari 8-0

Certo, guardando la rosa, l’arrivo della classica ciliegina sulla torta, un esterno affidabile e prolifico od un giocatore capace di duettare con maggior qualità con Const, avrebbe reso la stagione più facile al mister, ma con 6 punti conquistati nelle prime 3 giornate di campionato, ed il gioco di squadra proposto dall’Alessandria, mi permetto di dire che anche senza il gioiello della corona, questa squadra venderà cara la pelle contro tutte le squadre della serie cadetta.

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