CHIETImi se sono felice!

Ben ritrovati a tutti i lettori di Free Kick! Con l’arrivo della nuova stagione molti giocatori hanno cambiato casacca, così come molti manager hanno mutato il loro posto di lavoro, ma, soprattutto, sono nate nuove società! Oggi, per l’occasione, conosciamo meglio Gianpiero Joel, presidente della neonata società Chieti.

Innanzitutto ti direi complimenti per la voglia e il coraggio di intraprendere questa avventura! Quando “nascono” nuove realtà è sempre un bene per il progetto. La domanda è: come mai il Chieti?

Ciao e innanzitutto grazie per questa intervista. Quando ho deciso di iniziare questa avventura nel Progetto avevo una piccola rosa di scelte dato che le squadre “non umane” erano solo alcune di serie C. Avendo già conosciuto il girone A da copresidente dell’Alessandria volevo cambiare girone per fare un’esperienza nuova affrontando nuove squadre mai viste prima. Ho cosí scelto il girone C, quello meridionale, infernale, che purtroppo conosco bene nel calcio fuffa (in quanto sono un tifoso del Palermo). Non avevo molta scelta ma fra le poche squadre a disposizione ho scelto il Chieti per vari motivi: ho dei ricordi da bambino quando, nel calcio fuffa, il mio Palermo negli anni novanta la affrontava come avversario; ha una bella maglia con dei colori ultimamente “alla moda” grazie al Sassuolo e al Pordenone (ma il nero verde, per me bambino degli anni novanta, è sempre appartenuto in primis al Chieti); e obiettivamente una squadra con poco “appeal” e con pochi tifosi anche nel calcio fuffa. Sono sempre stato dalla parte dei piú deboli e quando guardo un incontro tifo sempre per il piú debole. L’hashtag che ho lanciato è fra l’altro #dallestalleallestelle che credo riassuma un po il senso della mia sfida: portare più in alto possibile una delle ultime squadre dell’intero Progetto. C’è però qualcosa di piú prioritario: far crescere nuove leve, giocatori neo iscritti, in un progetto di nascita e crescita che coinvolge in toto tutta la squadra, me compreso che sono alla prima esperienza di allenatore/direttore sportivo.

Sicuramente più la società e la squadra si strutturerà più avrai bisogno di collaboratori, dunque quali sono le caratteristiche che cerchi in primis per lo staff che dovrà in futuro affiancarti? Chi volesse entrare in questo mondo cosa deve avere per essere selezionato?

A parte caratteristiche positive di lealtà, onestà e serietà che credo siano alla base in qualunque tipo di rapporto, cerco gente da formare anche in ruoli dirigenziali. Proveró ad attingere in futuro infatti dai nuovi ds neo patentati e se in futuró non arriveranno i risultati sportivi tramite la mia guida tecnica, o se avró dei problemi di mancanza di tempo, potrei anche optare per prendere un allenatore giovane. Il progetto Chieti deve essere un progetto di crescita a livello trasversale, dal singolo calciatore, ovvero il neo utente da istruire, all’utente un po’ più esperto che peró non ha mai ricoperto ruoli dirigenziali o tecnici e che voglia provare a cimentarsi in altro oltre al ruolo del calciatore. Voglio puntualizzare che credo che l’esperienza massima in questo Progetto sia proprio quella di ricoprire tutti i ruoli. Cosí come nel calcio fuffa, ma con una finestra temporale molto piú piccola, si puó passare dall’essere calciatore all’essere allenatore, dirigente o addirittura presidente (e in molti nel Progetto ricopriamo contemporaneamente piú ruoli).

Cosa “chieti” al Chieti per questa sua nuova prima esperienza o come vedi la squadra a fine stagione? Avete prefissato degli obiettivi?

Ai giocatori “chieto” di impegnarmi e seguirmi in questo primo anno che servirà a molti di loro per farsi le ossa imparando le regole del gioco. Spero con tutto il cuore che piú gente possibile possa appassionarsi. La squadra sembra motivata: c’è uno zoccolo duro di 7-8 persone che sono già molto attivi nello spogliatoio e che fa da traino per il resto della squadra formata in totale da 15 giocatori. L’obiettivo stagionale, oltre al già citato progetto di crescita, è cercare di arrivare piú in alto possibile cercando di toglierci qualche soddisfazione e perché no, qualificarci per la lotteria dei play off. Da squadra neonata sarà molto dura ma proveremo a dire la nostra fin dall’inizio per poter consolidare una nuova piccola grande realtà nel panorama di Progetto Football Manager.

Veniamo ora allo spogliatoio. C’è qualcuno che più di altri si sia rivelato trascinatore e che sarà il capitano da seguire? La chat come sta rispondendo? Sono tutti già belli sciolti o qualcuno ha ancora qualche remora nel condividere una certa tipologia di “video”?

Lo spogliatoio è già bello vivo. Ci sono alcuni elementi piú trascinatori degli altri fra i quali sicuramente il terzino Flavio Viola, il trequartista svedese Andersson alias King Fabian (capitano in game, lontano cugino del ben piú famoso Zlatan e dal carattere non di certo mite), il difensore Pesco (vice capitano in game), la punta Morzilli (capitano in real e mio primo acquisto in ordine cronologico). Non nominarli tutti sembra peró una mancanza di rispetto perché ci sono tanti altri ragazzi attivi come Di Biase, Paolo Miriddu, Greco (alias Gattusinho) e il gemello Violante, il regista Manuel Marchetti (calciatore di serie D fuffa), il suo amico fidato Cozzolino (difensore), il nostro bomber Delmonte, il maltese Melanson, il pendolino Snoopy (la sorpresa in game di questo inizio di campionato con voti molto alti), il terzo dc, Perdichizzi, un personaggio e il portierone Fil Marino. Su whatsapp il re indiscusso è Pesco che coi suoi vocali ci intrattiene quotidianamente. Una mano a tenere su il gruppo me la stando anche il mio amico Paolo di Gaetano, marketing manager al Chieti e mio ex presidente all’Akragas.

Il Palermo, società nella quale giochi, ogni anno aggiunge un tassello per crescere costantemente ed ora, ormai, è una realtà consolidatissima del campionato cadetto. Ti ispiri a quel tipo di modello per costruire il Tuo Chieti o hai altri modelli di società a cui punti?

I modelli molto sinceramente sono proprio quelli “casalinghi” di Palermo (squadra dove gioco e che ho gestito fino lo scorso anno insieme agli altri miei soci in game e amici in real Grassadonia, Riggio, Leo Vecchio e in passato anche Arcoleo) e l’ Alessandria (dove sono presidente insieme a Grassadonia). Lo stile è il medesimo e sempre ricorrente: cercare di coinvolgere in toto i giocatori e cercare di produrre piú bonus possibili per rinforzare i giocatori spendendo tutto o quasi proprio per l’incremento delle skills dei nostri calciatori. Raramente vedrete cessioni importanti al Palermo e all’Alessandria perché la tendenza è investire sui propri giocatori piuttosto che fare mercato e grazie a questo ne giovano anche i bilanci. La nostra più grande soddisfazione credo sia rappresentata dal capitano dell’Alessandria, Claudio Di Mauro: da semplice giocatore ha cominciato a rivestire anche altri ruoli, ha studiato e ha conseguito i patentini. Oggi è uno dei piú attivi del Progetto, oltre che un grande portiere. Ecco, per il mio Chieti questo è il mio modello di giocatore e queste sono le modalità modello a cui mi ispiro.

Quindi, e qui volevo arrivare, voi punterete ad un progetto sul lungo periodo investendo sul proprio gruppo negli stipendi piuttosto che cercare la scalata immediata?

Si, proprio cosí. La filosofia è proprio quella della crescita e credo che sia la piú compatibile visto anche il livello tecnico che c’è nel girone C: corazzate come Casertana, Catanzaro, Campobasso e Catania sono imbattibili, senza dimenticare altre realtà come Castel di Sangro, Reggina e Messina. Sarebbe impensabile e poco onesto puntare a risultati piú grandi di noi: noi dobbiamo divertirci, crescere e, se saremo davvero bravi, dare fastidio a qualche squadra piú forte di noi qualora riusciremo a qualificarci per i play off.

Ultima domanda. Per rendere il tutto più “piccante” avete già trovato una o più squadre nel vostro girone con cui rivaleggiare, sportivamente parlando? Esiste già un derby per il Chieti?

Ovvio che si: il Pescara! La cosa bella è stata che proprio il presidente del Pescara è stato uno dei primi a darci il benvenuto pertanto la rivalità sarà solo sportiva dato che si sono buttate giú le basi di una possibile amicizia. Fra le altre società amiche, oltre al Palermo e all’Alessandria ovviamente, c’è l’Akragas di Di Gaetano e la Pro Vercelli con cui è nata una bella simpatia.

Perfetto! Nell’augurarvi una radiosa carriera, un grosso in bocca al lupo a te e a tutto il chieti da parte della redazione di Free Kick!

Grazie mille a voi per il tempo dedicatoci e complimenti per il lavoro svolto.

Articolo scritto da Edoardo Pessano.

Grafica a cura di Edoardo Pessano.

Revisione a cura di Stefano Santoro

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