Captain Comic

Retroreview – The Adventures of Captain Comic (1988)

The Adventures of Captain Comic è un gioco di una semplicità disarmante ma dal potenziale di divertimento più che discreto. Complice una curva d’apprendimento molto bassa, e la relativa brevità del gioco in sé (varia in base all’esperienza) si tratta di un passatempo divertente ed in grado di appassionare grandi e piccini.

Questo è quello che avrei scritto se fossimo ancora nel 1990, o se stessi scrivendo una retroreview di un titolo che ha ormai, più di 30 anni di storia in saccoccia. Ed in effetti sto scrivendo una retroreview.

Non voglio mentirvi dicendovi che questo, per me, è un gioco come tanti altri. Rappresenta il mio primo successo videoludico, essendo riuscito a finirlo a 7 anni dopo circa 5 anni di tentavi andati a vuoto ed ore su ore investite. Pronti a fare l’ennesimo viaggio nel tempo?

All’improvviso una recensione

Captain Comic inizia il suo viaggio spaziale alla ricerca dei tesori del proprio pianeta nel 1988. Creato dalla mente di Michael Denio, è uno di quei giochi creati da una sola persona che hanno segnato, in qualche modo, la storia di qualcuno di noi.

Seppure all’epoca esistessero compagnie e team di sviluppo anche piuttosto vasti (EA Games è già ampiamente attiva in questo periodo), non era affatto inusuale imbattersi nel lavoro di un singolo sviluppatore poliedrico. Questi si occupavano del gioco sotto ogni singolo aspetto, dalla giocabilità alla grafica, al sonoro e quant’altro.

Oggi sarebbe un’impresa difficile, ma certo non impossibile. Basti pensare, ad esempio, all’ottimo Stardew Valley (di cui un giorno leggerete una recensione, promesso). Tuttavia è evidente che il costante processo di aumento della complessità dei giochi abbia reso l’opzione sempre meno viabile. Cosa possiamo aspettarci, però, dal lavoro di un sol uomo?

CAPTAIN COMIC MON AMOUR

Un piccolo passo per un uomo…

Il gioco in sè è estramente semplice: nei panni del nostro intrepido Capitano dovremo andare in giro per vari pianeti a recuperare i tesori del nostro popolo, trafugati da una razza aliena. Per farlo dovremo muoverci attraverso varie schermate, perfettamente delimitate, sparando ai tanti nemici che incontreremo sul nostro cammino.

Platformer vecchia scuola che certo non si propone d’innovare chissà quanto, The Adventures of Captain Comic (questo il titolo completo) ci metterà nei panni di un simpatico omino rosso e blu che zomperà dalla terra alla luna, da caverne piene di funghi a spiagge, da foreste a castelli.

Colori accesi, tipici dello standard EGA, ed avversari piuttosto cartonosi rendono l’esperienza di gioco fresca, divertente e poco ansiogena. Questo rende il gioco sicuramente appetibile anche per i bambini, pur garantendo una discreta difficoltà di massima in grado d’intrattenere anche un adulto più o meno smaliziato.

Messo a confronto con suo contemporaneo o quasi, come Duke Nukem, potremmo rimanere stupiti dal livello raggiunto da questo esperimento.

OH CAPITANO, MIO CAPITANO

Solo nello spazio, Captain Comic dovrà vedersela con nemici di vario tipo e genere, che cambieranno a seconda della zona in cui ci troveremo. Se nella primissima fase saremo insidiati da uccelli di vario colore, e schemi di movimento diversi, nelle caverne dovremo fare i conti con delle specie di alieni estremamente agili.

Per affrontarli avremo a disposizione tutta una serie di oggetti che andremo a recuperare nel corso dell’avventura. Il più importante è senza ombra di dubbio la nostra arma principale: la Blastola Cola! Questa simpatica bevanda ci permetterà di lanciare una singola ‘palla di fuoco’ ai nostri avversari, uccidendoli all’istante.

A differenza di altri giochi dell’epoca, che utilizzano un sistema a munizioni, avremo sempre a nosta disposizione l’arma, ma il suo uso sarà limitato da una barra d’energia ricaricabile. Più terremo premuto il pulsante di fuoco, più rapidamente si svuoterà, lasciandoci potenzialmente in balia degli uccelli.

Alcuni oggetti che incontreremo modificheranno anche il funzionamento stesso della nostra arma: il cavatappi, ad esempio, farà sì che i nostri colpi non vadano più in linea retta ma alternata. Vi starete chiedendo a che pro. Credetemi, una volta arrivati a quel punto del gioco avrete già AMPIAMENTE risposto a questa domanda da soli.

Alzare gli scudi!

Come farà il nostro intrepido Capitano a superare le insidie che lo attendono? Semplice: avrà a sua difesa degli scudi. Letteralmente. La nostra salute, infatti, sarà indicata da una barra ‘scudo’ che andrà a scendere di due tacche per ogni colpo che riceveremo. Per nostra fortuna, l’unico modo che il nemico avrà di farci del male sarà quello di schiantarsi contro di noi.

Guarda che luna, guarda che mare!

Sparsi per i livelli troveremo alcuni di questi oggetti che ripristineranno la nostra salute (se danneggiata) o, se superlui in termini di punti salute, aggiungeranno una vita alla nostra riserva. Uno dei ‘trucchi’ più antichi del gioco consiste proprio nell’evitare di essere colpiti fino ad arrivare al primo scudo, ottenendo una fila completa di vite. Più una questione di OCD che di reale utilità, ma tant’è.

Per quanto il gioco in sè possa risultare facile, spesso ci troveremo in condizione di dover pregare che il povero Captain Comic riesca a raggiungere uno di questi oggetti. Specialmente se avremo sbagliato strada all’interno di un livello di per sè non particolarmente semplice o intuitivo.

Perduti per le vie del mondo

Nonostante i livelli risultino piuttosto lineari nella loro costruzione, non è affatto detto che si riesca ad imbroccare la strada corretta al primo tentativo. Anzi, spesso e volentieri accadrà piuttosto il contrario: continueremo a saltare di schermata in schermata finché non saremo colti da un lampo di genio. O da un impeto d’ira. Od entrambe le cose.

Specialmente in alcune aree, infatti, il successivo passo da compiere potrebbe non risultare immediato. Non alla prima partita perlomeno. Potremmo trovarci di fronte a salti impossibili, ad esempio, o magari a girare a vuoto di zona in zona perché non riusciamo a raggiungere un punto che non possiamo ancora raggiungere.

La grafica è pregevole, e spesso molto curata

Questo elemento, che a tratti può risultare frustrante per il giocatore novizio, è il modo che il gioco possiede per ricordarci di esplorare, sì, ma sempre con cautela. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno comparirà a tempo debito, se seguiremo la strada corretta e non devieremo più di tanto. Sembra più una lezione di catechismo che un consiglio videoludico, ma vi assicuro che è assolutamente corretto.

Menzione a parte va fatta dei vari oggetti che troveremo, che potremmo dividere in due categorie: tesori ed attrezzi.

Il tesoro di un uomo…

Come già anticipato in Captain Comic avremo a nostra disposizione vari oggetti. Tesori che aumenteranno il nostro punteggio finale (e saranno necessari per finire il gioco), potenziamenti delle armi (le Blastola Cola ed il cavatappi) ed oggetti più di uso generale. Lo stivale, ad esempio, ci permetterà di saltare più in alto. La bacchetta magica, per contro, farà si che possiamo teletrasportarci per brevi tratti.

Chiaramente ognuno di questi oggetti è, a suo modo, assolutamente essenziale e non potremo progredire nella nostra avventura senza. Eccetto forse per il cavatappi, che renderà soltanto orribilmnente difficile il tutto. Questo potrebbe portare a situazioni vagamente disturbanti, specialmente se si sarà finito per sbagliare, come detto prima, la strada.

Pronti a ripercorrere una bella fetta di gioco per capire dove diavolo avete sbagliato?

I CARI VECCHI COLORI DI UN TEMPO

Parlando dell’aspetto grafico del gioco, non vi stupirà granchè vedere una curata grafica EGA a 16 colori zompettare sul vostro schermo. Nonostante le varie incarnazioni e revisioni del gioco presentino piccole differenze qua e là (Captain Comic è stato rilasciato in più versioni per PC ed almeno una per NES), la base rimane quella.

Aree più tecnologiche si alterneranno a paesaggi bucolici

I fondali sono ben curati, così come gli sprite del nostro personaggio e dei tanti nemici che incontreremo. Le animazioni risultano convincenti (per l’epoca) e fluide.

Poco da dire per quanto riguarda l’aspetto sonoro: il tema principale è, in quasi tutte le varie incarnazioni, una versione modificata dell’inno dei Marines americani, mentre il comparto FX è quello che possiamo aspettarci da gioco pensato per utilizzare il beeper di un PC.

Anche se nessuno dei due elementi, in sé, costituisce un capolavoro, messi insieme e considerato che si tratta del lavoro di un solo uomo è lecito dire che siamo di fronte ad un livello certamente più che sufficiente.

BUON VIAGGIO, CAPTAIN COMIC!

Eccoci arrivati al momento di tirare le somme. Vale la pena di giocare a Captain Comic nel 2020? Per quanto mi riguarda, assolutamente sì. Il gioco è invecchiato molto bene, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista grafico, e la giocabilità è senza dubbio tutt’ora convincente. Certo, non aspettatevi di aver di fronte una pietra miliare del videoludo od un prodotto sconvolgente.

Parliamo pur sempre di un gioco decisamente semplice e che potrebbe facilmente strappare uno ‘wow!’ di fronte ad alcuni dettagli. Lo consiglio prevalentemente ai giocatori giovani, che vogliono approcciarsi in maniera disimpegnata ad un genere oggi molto meno battuto, ed ai nostalgici come il sottoscritto.

La durata media è variabile tra la mezz’oretta ed il paio d’ore, ma la possibilità di competere con gli amici per il punteggio più alto è sicuramente un incremento notevole della sua longevità.

Captain Comic ed il difficle rapporto con gli uccelli

Come già detto, esistono anche diverse versioni: se nelle primissime il nostro Capitano si troverà sulla terra, in quelle più recenti andrà sul pianeta Tambi. Varieranno anche un pochino i livelli, diventando più lunghi e curati col passare delle versioni.

DOVE LO TROVO?

Captain Comic è stato rilasciato da tempo come freeware, per cui una semplice ricerca online dovrebbe restistuircelo in tutta la sua gloria. Il gioco gira tranquillamente su una qualsiasi macchina fisica 286 con scheda grafica EGA o superiore e DOS 3.0 o superiore.

Stesse condizioni per emularlo su PCEM/86Box, mentre su DOSBox lo potremo far girare senza dover mettere mano ad alcun file di configurazione.

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