Progetto FM: Draft Pazzi? Adesso parla il Progetto.

Insieme al ricorso dei Bonus Attività, l’esito dei Draft è stato uno degli eventi più attesi di questa settimana, che ha generato stupore per le pazze cifre spese dalle varie squadre del Progetto.

Il totale speso per acquistare i vari giocatori di Benevento, Juve Domo, Campobasso e Ravenna è di 14146k; 28292k se consideriamo che lo stipendio da draft non può essere abbassato per due Stagioni.

Con una cifra simile, per dire, si possono acquistare all’incirca quattro Di Gloria.

Per parlare di questo argomento abbiamo però deciso di chiedere l’opinione di varie personalità del Progetto, che con la loro esperienza ci hanno offerto i loro pareri riguardo questo pazzo draft.

La Domanda che è stata rivolta a tutti è stata “Secondo te vale la pena spendere tanto o poco a un draft? Perché?

Salvatore Campagna (Allenatore della Cremonese e Giocatore della Lazio): “Una squadra che offre tanto per un giocatore ha quasi sempre ragione, nonostante alle volte possa essere una scommessa folle, la vincita è enorme.

Prendiamo un Dal Tio al Chievo. Se la Squadra di Figoni, che necessitava di una punta a causa dell’addio di Belluscio, avesse voluto comprare un attaccante con una scheda simile, avrebbe certamente speso 2/2,5M che insieme a un ingaggio congruo avrebbero toccato sicuramente i 3 di Milioni.

Acquistando un giocatore del genere non solo ha emulato la stessa spesa, ma ha evitato che quella cifra andasse ad una concorrente rinforzandola economicamente e dirottando tutti quei soldi nei potenziamenti futuri di quel giocatore, per almeno 2 stagioni.

Ma gli esempi sono innumerevoli e hanno ulteriori motivazioni oltre che “i vuoti in un ruolo”, per esempio Caringola Cittadini alla Roma, con quest’ultimo che è un compaesano del Presidente Fazzini e con cui potrebbe raggiungere un ulteriore intesa per tornare alla sua attività in S2, dove portava 200k ed è assurdo pensare che il Brescia, attualmente orfana di molti giocatori, causa mercato, non si sia gettata sui Draft per poter ripartire al meglio.

Arnaldo Figoni (Allenatore del Chievo, colui che ha acquistato Dal Tio e Giocatore del Torino): “Sì può valerne la pena, specie se vai a colpo sicuro. Anche perché poi subentra tutto un discorso di progettualità riguardante i costi delle operazioni che ti fa pensare. Parlando del mio esempio: Dal Tio. Pietro mi costerà 1,5M e ho preso una punta giovane, attiva e comunque con un’ottima scheda. Questo prima di quello che sarà il potenziamento di fine S6. Se io fossi andato a comprare un attaccante da qualsiasi squadra, sarei andato a spendere almeno 2M, a parità di attività e di scheda. E sto facendo un calcolo ipotetico a ribasso. Facendo un calcolo più realistico, invece, arriveresti a una cifra che si avvicina ai 3M, cifra che invece andrò a spalmare in due stagioni. Perciò sì, generalmente, se hai le idee chiare, il draft è un toccasana.

Lorenzo Savini (Allenatore di Drink Team e Pisa, Giocatore della Cremonese): “Bisogna partire da una premessa, all’interno del Progetto, una meccanica come quella del Draft è molto particolare, poiché i giocatori che si possono trovare all’interno di esso sono molto diversi: ci sono i super attivi, i commentatori mensili o anche potenziali inattivi. Spendere però molti soldi per un attivo però, come per esempio nel caso di Fumagalli alla Lucchese, è un’ottima mossa, perché prendi un giocatore dall’ottima scheda e dall’ottima attività, pagandolo quanto lo avresti pagato prendendolo da un’altra squadra, ma spalmando la cifra in due anni e usando tutti i soldi spesi per potenziarlo. Nei casi di cifre esorbitanti per coloro che sono da commentino sono molto dubbioso, perché in caso il giocatore si inattivi, la perdita potenziale è molto più grande del guadagno. Per esempio per un giocatore per il quale avrei speso 400k e avevo un reale interesse, non avrei offerto il milione per cui è stato acquistato.

Alessandro De Meo (Presidente del Milan e Giocatore della Cremonese): “Spendere tanto. Ovviamente non a prescindere, ma a parità di scheda ed attività, penso che sia di gran lunga più conveniente investire delle somme ingenti per un calciatore al draft piuttosto che finanziare squadre rivali. Sono del parere che finché i soldi sono investiti nei propri giocatori, anche per contratti non da draftati, sono spesi bene e non capisco ancora perché molte squadre facciano grandi spese per poi avere ingaggi a dir poco ridicoli per delle società che occupano le posizioni più alte della classifica. Dunque a mio avviso un progetto vincente e duraturo passa dagli investimenti sui contratti dei propri calciatori anche prendendosi il rischio in fase di draft.”

Valerio Arnone (Presidente, Allenatore e Giocatore del Vicenza e Presidente del Potenza): “È una domanda sulla quale sono combattuto onestamente, perché a mio dire non c’è una opzione più valida dell’altra. Ogni rosa ha le sue spine. Prendendo un giocatore al draft, è vero che hai la possibilità di alzare un po’ la cifra, non dovendo pagare la squadra. È altresì vero però che di fatto, se qualcosa va storto, sei “prigioniero” di quel giocatore, che se si inattiva o diventa impossibile da cedere, rischia di restare a bilancio per una cifra magari importante. D’altro canto se invece le cose girano per il verso giusto, come ad esempio fu per di gloria e presumibilmente sarà per Dal Tio, in poco tempo ti trovi un fenomeno in squadra

Yuri Monti (Presidente della Triestina e Giocatore del Villaggio Prenestino): “Beh c’è da fare un discorso sui prezzi: quando sono giustificati come quelli di Dal Tio o Fumagalli allora si, sono molto d’accordo, poi se riesci a spendere meno come il colpo Mastellone all Entella ovviamente è ancora meglio. Ma sono anche dell’avviso che per aggiudicarsi certi giocatori c’è bisogno di puntare alto, certo non dico di sprecare soldi e puntare alto su giocatori poco attivi o con schede scarse. Il perché è semplice e continuo a portare l’ esempio di Dal Tio: un attaccante del genere con il mercato di oggi non lo porti via con meno di tre milioni (ricordiamoci che porta un bonus alto e quindi avrà anche 15 impegno e 15 det), in più quei soldi non andranno “sprecati ” per il suo cartellino ma andranno a migliorare il calciatore, certo c’è il rischio che dopo due stagioni il calciatore non rinnovi, ma secondo me vale la pena rischiare.

Mihai Piu (Allenatore della SPAL e Giocatore del Napoli): “Dipende dal giocatore, da quanto lo vuoi veramente e soprattutto dalla sua attività.

Paulo Myronyk (Presidente del Brescia e Giocatore dell’Atalanta): “Secondo me dipende da che squadra o che giocatore va al draft. Cioè, se penso a un Di Gloria ex draft, allora ti dico che sono disponibile a spenderci tanto. Se invece parlimo di un draft come quest’ultimo, per giocatori che non hanno nemmeno risposto al tag, direi che alcune cifre sono esagerate. Che poi, anche questi ultimi che puntano su questa gente che nemmeno risponde ai commenti mi fa venire qualche dubbio sulla loro correttezza.

Mariano Pizzuti (DS della Triestina e Giocatore del PG): “Dipende molto dal giocatore e dalla relativa scheda, perchè il prezzo che tu “investi” sul giocatore sarebbe quello che dovresti pagare alla squadra per comprare una scheda col suo relativo stipendio. Esempio: Dal Tio. Vero, valutazione molto alta come stipendio, ma comprare una scheda come la sua da un’altra società quanto ti costerebbe?

Pier Gaetano Fulco (Presidente Entella e Giocatore del Frosinone): “Dipende dalle valutazioni che si fanno. Esempio: se un giocatore so che è attivo, so che è il ruolo che mi serve, e per trovarlo sul mercato dovrei spendere 3M, se punto 1M o 1,5M, so che spendo quanto mi sarebbe costato, ma lo faccio in due anni e potenziando il calciatore. Dipende da quali valutazioni fai.

E voi, di che team fate parte, #DraftAlti o #DraftBassi?

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