Command & Conquer remastered immagine titolo

Command & Conquer – Lifting o resurrezione?

Command & Conquer Remastered Collection è, quasi certamente, il primissimo remaster del quale non possa dire altro che bene. O quasi, perchè ci sono delle imperfezioni che mi irritano ma ecco… Andiamo con il dovuto ordine.

Anzitutto, la realizzazione tecnica del titolo è impressionante. Lo è per il semplice fatto di NON AVER CAMBIATO NULLA RISPETTO ALL’ORIGINALE, o quantomeno lasciando la possibilità di mantenerlo identico.

Briefing della prima missione GDI
Il nostro primo briefing dal comando GDI in Tiberian Dawn

Volete il vecchio aspetto grafico? Basta premere un tasto e cambiare IN TEMPO REALE. Interfaccia e comandi standard? Eccoli. Niente miglioramenti come la coda delle unità da costruire? Nessun problema capo.

D’altro canto, se preferite l’opposto ed avere un Tiberian Dawn od un Red Alert con comandi più moderni, barre della vita permanenti ed altri orpelli, potrete averli.

Kane, uno dei personaggi più iconici di Command & Conquer
Kane, il misterioso leader della Fratellanza di NOD

Perchè tutte queste informazioni nella premessa? Perchè devo prima mettere le cose in chiaro per chi, come me, temeva il peggio vedendo il logo di EA. Sappiamo che cos’ha fatto da Yuri’s Revenge in poi. Non abbiamo dimenticato lo scempio che è stato Command & Conquer Geenerals, nè abbiamo perdonato l’orrore di Command & Conquer 4.

Dalle sabbie della Storia, Westwood Studios ancora grida vendetta. Quel grido, finalmente, ha trovato pace. Andiamo a scoprire perchè.

PRESENTAZIONI SUPERFLUE E DOVE TROVARLE

L’epopea di Command & Conquer nasce nel 1995 dalle menti della Westwood Studios, già nota per aver realizzato il capolavoro che è Dune 2. Rispetto ai precedenti esperimenti nel campo degli RTS, Command & Conquer introduce una serie di novità davvero intriganti soprattutto sul piano del gameplay.

L’assenza di limiti di unità in campo (eccetto quelli imposti dal processore), la possibilità di selezionare grandi gruppi trascinando il mouse e guidarli con un solo click, od anche assegnare loro un numero per richiamarli al volo, sono elementi che oggi diamo per scontati. Ai tempi non era proprio così.

Basti pensare che, in linea di massima, i comandi dovevano essere dati unità per unità (Dune 2, Warcraft: Orcs & Humans) e le azioni seguite con cura, che si sa mai. In Command & Conquer tutto questo viene semplificato, mettendo il giocatore nel ruolo di comandante in capo. Non di babysitter.

GEOPOLITICA E VISIONI DAL FUTURO

Briefing con Stalin, Red Alert
Il Compagno Stalin ci invia a risolvere un piccolo problema…

Tiberian Dawn e Red Alert sono due titoli molto simili, ma con ambientazioni parecchio diverse. A fare da collante tra i due sarà, infatti, solo la figura misteriosa di Kane, leader di una delle due fazioni in campo: la Fratellanza di NOD.

Nel primo gioco, infatti, vedremo contrapposte la GDI (Global Defense Initiative), finanziata dalle Nazioni Unite per garantire pace ed ordine nel mondo, ed i NOD (Brotherhood of NOD) che sono invece una sorta di associazione terroristica globale guidata da un leader carismatico. Tale Kane.

In Red Alert, invece, ci troveremo nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, ma con una differenza sostanziale di mezzo. Stavolta non sarà l’Asse ad affrontare gli Alleati, visto che Hitler verrà rimosso dalla linea temporale con un esperimento di Albert Einstein, ma l’Unione Sovietica di Stalin.

Senza entrare troppo nei dettagli dei due giochi, che andremo ad analizzare singolarmente con recensioni ad hoc, concentriamoci su ciò che questa edizione rimasterizzata mette sul piatto.

LIFTING O RESURREZIONE?

Comparazione aspetto grafico
A sinistra, il nuovo motore grafico. A destra, quello classico della serie. La cura nel ricostruire le unità è maniacale.

Quello che Command & Conquer Remastered Collection offre è un’esperienza che, come detto nella premessa, è null’altro che il gioco originale. Rimaneggiato, corretto in alcuni suoi aspetti, aggiornato e riempito di piccoli bonus e curiosità, ma è lui.

Nulla, assolutamente nulla di quanto amavamo è stato modificato e l’intero gioco è stato toccato con guanti di velluto e chiedendo per favore. Sono state rimasterizzate le scene introduttive e d’intermezzo, migliorata l’interfaccia grafica, reso possibile lo zoom e la scelta tra varie risoluzioni moderne… Ma l’anima del gioco non è stata toccata.

Se dovessimo prendere il ragazzino che ha avuto per le mani il titolo a suo tempo, e metterlo di fronte a questa versione riveduta e corretta, non noterebbe differenze sostanziali. È un bene? Sì! Santo Cielo, sì! Per UNA volta, qualcuno ha finalmente capito come si gestisce un remake.

ADESSO EA È DALLA PARTE DEI BUONI?

Il team di sviluppo ha svolto un lavoro certosino, mettendosi in contatto con gli attori dei tempi (perlomeno quelli ancora tra noi), cercando registrazioni e modelli, i dietro le quinte, tutto. Hanno contattato la community degli appassionati, anzichè la stampa specializzata, chiedendo consigli e conferme per OGNI SINGOLA UNITÀ e passo da seguire.

Siamo arrivati al punto in cui uno degli addetti ai modelli ha chiesto: “Ragazzi, la tale unità nelle scene è in un modo, il modello originale è in quest’altro. Quale usiamo?” alla COMMUNITY. Per sviluppare il gioco chi sono andati a cercare? Nuove leve? No, esattamente le persone che hanno lavorato ai titoli sin dall’inizio. Appassionati quanto e forse più di noi.

Quindi sì, è forse più corretto parlare di una resurrezione che di una rimessa a nuovo. La serie che abbiamo dato per spacciata per anni è tornata, e con essa la sua fanbase.

COMMAND & CONQUER AL QUADRATO

Oltre alle missioni delle campagne, sono state aggiunte le espansioni rilasciate nel tempo, le missioni singole e persino quelle della versione console. Un editor di mappe (già presente ai tempi) permette di creare i nostri terreni di scontro, garantendo una rigiocabilità molto ampia.

Non contenti, gli sviluppatori hanno voluto inserire anche la possibilità di utilizzare mod, rilasciando persino parte del codice sorgente del gioco come Open Source

Parole dure di un uomo davvero strano

Il comparto multiplayer è stato realizzato seguendo tutti i crismi del caso: dalla partita rapida a quella hostata per gli amici, passando per una ladder dove poter competere con gente di tutto il mondo.

Qui tuttavia saremo vincolati ad alcune regole più stringenti. In primo luogo, se nello skirmish avremo modo di cambiare l’aspetto grafico al volo, nel PvP saremo limitati alla sola (pur bellissima) veste grafica nuova. La possibilità di mettere in coda le unità non sarà disattivabile, invece, che ci piaccia o meno.

Logicamente avremo a disposizione una chat in gioco per comunicare con avversari ed alleati, e tutto quello che serve per divertirsi come se fossimo nel 1997. Ed avessimo ancora delle speranze.

TACI E PRENDITI I MIEI SOLDI

Tra le poche considerazioni negative che devo, purtroppo, fare c’è quella sull’intelligenza artificiale. Nelle campagne capiterà di vedere unità nemiche ferme a fissarci sulle note de “Il tempo delle mele”, mentre nel gioco base ci avrebbero aggredito come gli USA aggredirebbero un paese con del petrolio.

Non so se sia dovuto ad una casualità, ma l’ho riscontrato sia in Tiberian Dawn che in Red Alert in più missioni. Nulla di irreparabile, ma mi auguro sia risolto in una prossima patch. A voler essere DAVVERO pignoli, si potrebbe anche discutere sulla qualità delle cinematiche rimasterizzate, che talvolta sembrano un po’ troppo sfocate.

Assenza importante anche quella del supporto LAN. Non che mi aspettassi di trovarlo in un gioco del 2020, ma avrebbe permesso di replicare i cari vecchi raduni di una volta senza dover per forza passare per Internet.

La qualità della colonna sonora, invece, è da virili lacrime di commozione. Neppure mi vergogno di dire di aver pianto al termine del primo avvio di Tiberian Dawn ed installandolo capirete perchè. Finalmente so come si sente una tredicenne al concerto del suo idolo.

CONCLUDENDO

Ho un qualche rimpianto al riguardo di tutto ciò? Sì, ne ho uno. Non aver comprato la versione da collezione con spille, modellini e tanta altra fuffaglia imperdibile. Per il resto, Dio mi perdoni, parliamo seriamente di una remastered che punta al 10. Odio doverlo dire, ma EA Games, stavolta, è l’alfiere del bene.

Disponibile sia su Origin che su Steam a circa 20€, si tratta di un acquisto che sarebbe criminale non consigliare a tutti. Appassionati della serie, amanti degli RTS, giocatori di vecchia data, donne, vecchi e bambini. L’ho persino consigliato in maniera entusiastica alla tortora che ogni tanto viene a mangiare sul terrazzo e, nonostante lo sguardo perplesso, sono piuttosto sicuro abbia preso il gioco.

È la miglior occasione che abbiamo per dimostrare ad EA, usando il portafogli, che questo è il genere di lavoro che vogliamo. Che questo è il genere di giochi che noi giocatori PC aspettiamo da sempre. Possiamo far sentire la nostra voce in maniera positiva e propositiva, rispondendo ad un comportamento senza precedenti da parte di una major videoludica: andare incontro ai gusti dei clienti storici. Degli affezionati. Degli appassionati. Assicuriamoci che ancora una volta possiamo sentire E.V.A. salutarci e dire: “Welcome back, commander.”

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