The One-Eyed God Converses: “Sui Miti di Cthulhu e del Game Design: Quattro Chiacchiere con Daniele Di Rubbo (Pt.1)”

Se dovessi ricercare un motivo che mi ha spinto ad entrare nella Redazione di Progetto Gaming e iniziare a scrivere articoli di GDR credo che il primo sarebbe di voler condividere questo hobby con giocatori più consapevoli di quel che stanno facendo, maggiormente capaci di farsi carico di parte delle resposabilità tradizionalmente demandate alla figura del Narratore (spogliandolo nel mentre dell’obsoleta aura di mastermind inconfutabile, ancora così diffusa), consci dell’ampio respiro e varietà del medium di cui fruiscono. Insomma, egoisticamente mi illudo che ogni articolo che scrivo possa contribuire a formare giocatori, e quindi sessioni di gioco, migliori, qualunque cosa sia quel “meglio” a cui ambire.

Per questo motivo, in occasione della Cthulhu Dark Italia Jam 2020 ho deciso di contattare il suo organizzatore Daniele di Rubbo, noto su facebook con la pagina Geecko on the Wall, che si occupa di game design, critica e riflessione sul GDR. Ammiro da anni il lavoro di Daniele, e insieme a Luca “Giochi dal Nuraghe Maiorani ed Helios Pu reputo sia tra i migliori promotori di un GDR più consapevole e meno irrigimentato nei binari del “mainstream” nella community Italiana.

Data l’immensa disponibilità di Daniele ne è uscita fuori un’intervista fiume, dove a partire dalla Jam si è finiti a parlare della piattaforma impiegata per gestirla (itch.io) e di come community di GDR differenti possano (e debbano!) comunicare e scambiarsi idee e approcci a beneficio dell’hobby tutto. Decisamente troppo materiale, troppi spunti di riflessione e idee per far star tutto in un solo articolo. Ho così suddiviso l’intervista in due parti, nella speranza di renderla più fruibile.

Direi di avervi ammorbato abbastanza, mettiamoci comodi ed immergiamoci nell’oscurità di Cthulhu Dark con Daniele di Rubbo!


Ciao Daniele, benvenuto su Progetto Gaming e grazie per la tua disponibilità. Vuoi presentarti ai nostri lettori

Grazie a voi per il caloroso benvenuto e per l’ospitalità. Che dire? Sono una persona che gioca di ruolo e un ideatore di giochi che si riconosce nel Manifesto di Mammut RPG (NdR: recuperabile qui). Ho cominciato a giocare in prima media, grazie alla pulce nell’orecchio che mi mise il mio compagno di banco Davide. Lo dico non per dire che gioco da tanto, ma che sono qui grazie a qualcun altro: non mi sono fatto da solo e, per me, queste relazioni umane e le contaminazioni che scaturiscono da esse sono il fondamento della nostra passione. Da qualche anno, scrivo giochi per hobby dietro l’etichetta Geecko on the Wall, sono tra i conduttori del canale YouTube Giù lo Schermo e ho un podcast in cui parlo di giochi di ruolo indipendenti: Geecko on the Air. E adesso la smetto, perché non voglio annoiarvi con tutte le cose che faccio.

Daniele, sei l’organizzatore della Cthulhu Dark Italia Jam 2020, la prima Jam organizzata dalla community italiana di Cthulhu Dark. Innanzitutto, un po’ di definizioni: quando penso ad una “Jam” penso al mondo della musica, un incontro informale tra artisti che si susseguono sul palco per suonare brani senza avere nulla di preparato. Mi sembra che per i giochi il termine significhi qualcosa di leggermente diverso, dico bene?


Riguardo al concetto di jam applicato al mondo dell’ideazione di giochi, in realtà si tratta di qualcosa di molto simile al concetto di jam session, nato negli ambienti musicali jazz, che hai citato tu. Lì dei musicisti si trovano e vedono cosa riescono a combinare assieme, qui degli ideatori di giochi fanno qualcosa di molto simile. Si ha spesso un tema o degli “ingredienti” attorno al quale concentrarsi, si hanno delle indicazioni o dei paletti e, per il resto, si deve cercare di chiudere un gioco che stia perlomeno sulle sue gambe nel tempo che ci viene concesso da chi ha organizzato la jam.

Riguardo alla Cthulhu Dark Italia Jam 2020, per la precisione, per metterla in piedi mi sono fatto aiutare dal mio amico Antonio Amato, anche lui membro del collettivo di ideatori di giochi Mammut RPG. Antonio mi ha ispirato grazie all’organizzazione di altre jam, come la Mapemounde e la If on a summer’s night a game designer… In particolare, è stato preziosissimo per la parte grafica, sulla quale io sono molto più scarso di lui.

La mia intenzione era doppia: da una parte, volevo costringere me stesso a terminare la scrittura di almeno un mistero per il gioco di ruolo Cthulhu Dark (Graham Walmsley, 2ª ed., 2017); dall’altra, volevo richiamare l’attenzione della comunità italiana e internazionale di appassionati del gioco sul fatto che non si trovino da nessuna parte scenari ambientati nel nostro paese. Mi sembrava carino offrire al mondo un po’ di Italia vista attraverso la lente d’ingrandimento dei Miti di Cthulhu.

Veniamo al gioco in questione, Cthulhu Dark. E’ un gioco che si prefigge di far rivivere avventure Lovecraftiane traboccanti di orrore cosmico e weird in un regolamento tanto breve quanto profondo. Vogliamo provare a farne un “blurb” per i nostri lettori che magari non lo conoscono?

Cthulhu Dark è un gioco di investigazione e orrore cosmico, ispirato ai racconti del ciclo dei Miti di Cthulhu, nati dalla penna di autori come Howard Phillips Lovecraft, August Derleth e Clark Ashton Smith. L’orrore cosmico è quel sottogenere di orrore nel quale l’uomo si confronta con la potenza schiacciante del cosmo e delle forze che lo popolano, e si scopre insignificante. È un gioco che parla di superbia e dell’incapacità della mente umana di contenere le verità fondamentali dell’esistenza. Il sistema delle regole è molto semplice e tutto focalizzato sugli scopi del gioco; la parte del game master è molto chiara e spiega, passo per passo, cosa si deve fare e come si conduce una partita.

Quali sono, secondo te, le carte vincenti del design di Cthulhu Dark e perché si presta alla creazione di una jam basata sul suo regolamento?

Questa è una cosa che dico sempre. Il manuale della seconda edizione di Cthulhu Dark ha 200 pagine. Di queste, le regole di base stanno in 2 pagine, la loro spiegazione estesa ne prende 7; la sezione del game master finisce a pagina 62. Le restanti 140 pagine sono ambientazioni e misteri d’esempio, già scritti e pronti all’uso. Si tratta, insomma, di un regolamento molto focalizzato e coeso che, in sole 62 pagine, ti dà davvero tutto quello che ti serve per giocare, per fare il game master, per scrivere i tuoi misteri, per sapere come condurli.  

Qualche settimana fa, sul gruppo Telegram Cthulhu Dark Italia, stavamo proprio analizzando l’eleganza del design di questo gioco. La carta vincente, secondo me, è che ha pochissime regole, ma tutte spingono esattamente dove dovrebbero. Puoi osservarne una e pensare che sia semplice, scialba e banale ma, dopo qualche partita, ti accorgi che è un colpo di genio: nella sua semplicità, non fa altro che rinforzare i temi del gioco, la sua estetica. La sensazione che Graham Walmsley, l’autore, abbia capito in profondità i meccanismi dei racconti del Ciclo di Cthulhu, li abbia fatti propri e incarnati in questo gioco è pervasiva.


Un altro punto fondamentale, che mi ha portato a decidere di organizzare una jam proprio per la scrittura di misteri per Cthulhu Dark, e non per altri giochi, è che la sezione del game master è scritta maledettamente bene da una persona che si vede che sa cosa sta facendo. Graham ha scritto supplementi per giochi sui Miti di Cthulhu per diversi anni e ha riversato tutta la sua esperienza in questo manuale. A differenza di altri giochi, dove non è chiaro come il game master debba scrivere i misteri e cosa debba fare per condurli durante la partita, Cthulhu Dark ti spiega tutto, passo per passo.

Ecco come mai ho potuto dire: scrivete un mistero seguendo la procedura spiegata nel manuale. Con altri giochi non avrei potuto, perché la relativa sezione del manuale sarebbe stata troppo fumosa per garantire dei risultati. Inoltre, c’è da considerare che, in questo modo, si abbattono le barriere in ingresso: anziché ammantare i game master di un’aura sacerdotale, stiamo dicendo alle persone là fuori che tutti possono scrivere un mistero. Basta seguire la guida presente nel manuale.

Come è nata nella tua testa l’idea di una jam? Hai ricevuto supporto dalla community nella sua ideazione e gestazione?


In parte ti ho già risposto, ma posso essere più specifico. Scrivere un mistero per Cthulhu Dark è comunque una procedura impegnativa, che richiede tempo e concentrazione. Ho avuto l’occasione di giocare questo gioco in diverse occasioni (una anche con l’autore) e mi sono io stesso cimentato in un hack (ossia una rielaborazione del regolamento) per rivivere le avventure ambientate dell’universo di Ravenloft. Però, una cosa che non ho mai trovato il coraggio e la costanza di fare è stata quella di scrivere un mistero.

  Da almeno un paio di anni, ammiro lo strumento delle jam su itch.io e mi dico: si potrebbe usarlo per mettere a frutto i giochi (o le parti di giochi) che avremmo sempre voluto scrivere, ma per i quali non ci siamo mai concessi la concentrazione necessaria. Ed è stato allora che ho cominciato a fantasticare di usarlo per indire una jam di scrittura di misteri per Cthulhu Dark.

Nelle ultime settimane, avevo parlato della mia idea con Antonio e Greta, due membri della comunità italiana dei giochi di ruolo indipendenti, ed entrambi mi hanno spronato a proseguire nel mio intento. Gli ultimi mesi di reclusione sociale hanno sicuramente influito negativamente sulla mia voglia di fare le cose, per cui non mento se dico che, senza il loro sostegno, non avrei mai concluso nulla. Una settimana prima della data che avevo ipotizzato per il lancio, Antonio mi ha preso figuratamente per il bavero e mi ha detto “Ma, allora, questa jam si fa?!”, e allora mi sono rimesso al lavoro. Ed ecco come siamo arrivati qui.

itch.io è una piattaforma di vendita di giochi indie che si occupa anche di ospitare suddette jam, creando un calendario dove è possibile vedere tutte le competizioni attualmente in corso e dedicando un thread specifico per ognuna di esse. La piattaforma è recentemente finita sulle luci della ribalta per la messa in offerta di un bundle senza precedenti contenente 742 (!) tra videogiochi e GDR da tavolo (recuperabile qui ancora per 8 giorni) in occasione delle proteste per i diritti sociali che stanno sconvolgendo l’America. Parlaci di questa piattaforma: l’avevi già usata in passato? Che differenze riscontri rispetto ai marketplace di giochi più blasonati (es. DrivethruRPG per i GDR, Steam, GOG e tanti altri per i videogiochi)?

Allora, questo è un argomento che mi sta molto a cuore. Dico subito che ho già dedicato a itch.io un’intera puntata del mio podcast. Per come la penso io, nel 2020, itch.io è una piattaforma imprescindibile per un ideatore indipendente di giochi. C’è un discorso economico: il negozio online ti permette di regolare quanta parte dei guadagni vada a loro e quanta a te; la base è il 10% per loro, ma la puoi aumentare o abbassare a piacere. Questa percentuale è molto più bassa di quella di tutte le altre piattaforme di settore.

Poi c’è un discorso di funzioni: per come è strutturato, itch.io è fatto apposta per facilitare gli ideatori di giochi: ti incentiva a mettere in atto buone pratiche che ti aiutano a sviluppare i giochi. Penso a strumenti come i diari di sviluppo (devlogs), che il portale ti invita a compilare ogni volta che modifichi qualcosa, oppure alla facoltà di aprire un forum specifico per il gioco, per raccogliere riscontri e contributi da parte degli appassionati. C’è poi tutto il discorso legato agli acquirenti: hai la facoltà di fare acquisti anche se non ti registri (riceverai un link per il download via e-mail), di regalare giochi ad altre persone, di accedere a sconti, a bundle di giochi come quello che hai citato tu.

Infine, mi sento di citare il grosso calderone delle jam: il solo fatto di averne centinaia attive in un determinato momento, fa sì che io possa sentirmi spronato a continuare lo sviluppo di un gioco non ancora completo e di iscriverlo a una jam in corso, al netto delle nuove migliorie e dei playtest che ho fatto per partecipare. Sono sicuro che mi sto dimenticando qualcosa di importante ma, davvero, se ancora non conoscevate itch.io, vi invito a dargli un’occhiata e a cominciare a pensare seriamente di usarlo per i vostri progetti, perché ha una serie di funzioni che altrove non ho trovato così ben implementate e che mi stanno aiutando molto nella realizzazione dei miei giochi.

E noi ci fermiamo qui per questa prima parte, riservando alcune considerazioni finali per  la seconda parte dell’intervista, che non tarderà ad arrivare!


Ricordo che la scadenza della Cthulhu Italia Jam è prevista per il 22 Giugno, e vi lascio agli immancabili…

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