Progetto FM: – Vicenza: la stagione della ricostruzione?

La S5 ha portato alcune sorprese, ha portato sorrisi, gioie, delusioni. Per quanto riguarda il Vicenza, invece, ha creato “scandali”, perplessità, ban.

La figura della società biancorossa è stata, inevitabilmente, macchiata. Ma cosa penseranno, di ciò, i presidenti Arnone e Nisi?

Li abbiamo sentiti, proprio per analizzare ed approfondire, questo ed altri aspetti.

Buonasera presidenti, benvenuti ai nostri microfoni. Si è appena conclusa la S5, non una stagione fortunata per il Vicenza, a cui è andata male sia la parte di roleplay sia quella calcistica. Come mai tutti questi problemi?Arnone: “Diciamo che i problemi sono nati dal principio. Innanzitutto venne il ban di Paudice, mister che aveva ottenuto risultati sorprendenti in S4, causato da un atteggiamento fumantino. Poi la scelta del successivo allenatore non portò ottimi risultati, tanto che venne esonerato dopo praticamente un girone intero. Infine la soluzione d’emergenza, il ds prese il posto da allenatore. Ma disgraziatamente venne bannato anche lui. Una cosa importante da sottolineare è che nessuno dei due ban aveva strettamente a che fare con il Vicenza, tanto che né noi presidenti né nessun giocatore venne sanzionato in nessun modo in quelle occasioni. Furono due colpi di testa, insomma”.

Nisi: “Questa stagione è stata sicuramente molto movimentata. Come detto ne sono successe molte, ma credo sia stata una stagione sfortunata che può capitare. Sicuramente il fatto di aver cambiato molto allenatori non ha aiutato noi e soprattutto i ragazzi che si trovavano ogni volta con dei volti diversi. Questo ha minato le certezze del gruppo”.

Avete detto che non ci sono stati problemi tra i ragazzi, eppure due pedine fondamentali quali Serafini e Frappo sono finiti sul mercato, dopo aver chiesto la cessione. Come mai?

A: “Come detto nel gruppo calciomercato tra le motivazioni di vendita, i ragazzi hanno capito che era arrivato per loro il momento di fare il salto di qualità. Non a caso Riccardo è appena andato nella prima squadra campione d’Europa del progetto, mentre Frappo ha seguito le orme del suo illuminato mentore Arnone e ha portato il suo giocatore nella squadra di cui è presidente”.

N: “I ragazzi hanno voluto provare esperienze diverse. Riccardo ha deciso di fare il salto di qualità e lo capisco perfettamente. Frappo, per quanto la mia filosofia di gioco sia totalmente opposta, ha deciso di difendere i pali della squadra di cui è presidente. Ovviamente abbiamo deciso di accontentare le loro richieste, non li avremmo mai tenuti controvoglia”.

Per quanto riguarda il mercato: fuori Frappo e Serafini, chi prenderà il loro posto? E soprattutto, che fine faranno gli altri pezzi pregiati?

N: “Partiamo dal presupposto che, fosse stato per noi, avremmo mantenuto l’ossatura della squadra. Frappo e Serafini possiamo dire di averli già sostituiti. Per Frappo avevamo un discorso da molto tempo per un nome in particolare. Per Serafini credo non ci sia alcuna sorpresa oramai nella discussa trattativa per Aiello. Abbiamo cercato un sostituto per Serafini prima ancora che lo “ufficializzassimo” per evitare prezzi alti per altri ragazzi. Siamo consapevoli che la cifra spesa sia stata a tratti esagerata, ma abbiamo voluto evitare altri problemi di sorta. Il ragazzo comunque si sta dimostrando molto attivo e partecipe e ci darà sicuramente una mano. Gli altri “pezzi pregiati” rimarranno con noi assolutamente. Come detto prima vogliamo costruire un progetto a lungo termine e ciò non sarebbe possibile se mandassimo via i nostri pezzi migliori ogni volta. Puntiamo molto su di loro e lo dimostreremo sempre di più”.

A: “Come detto da Giovanni, l’intenzione è di mantenere quanto possibile i pezzi pregiati, ragazzi magari non per forza iperattivi ma che sono con noi da tanto tempo e ci tengono alla squadra”.

Una cosa che non può non essere evidenziata è la vostra organizzazione. Nonostante i vari problemi, non vi siete persi d’animo e siete subito stati in grado di inventarvi una soluzione al problema ban. Nisi, lei è diventato Ds, Arnone lei allenatore. Pensate di poter coprire ancora a lungo questi ruoli, o cercherete qualcuno di più esperto?

A: “In questo momento sono proprio alla ricerca di un allenatore, perché potendo scegliere preferirei affidare la panchina a qualcuno che possa dedicarcisi maggiormente, con magari più esperienza di quella che ho io. Nisi lo vedo benissimo come ds invece, sebbene lui non sia così sicuro di sé”.

N: “La precedenza ai ruoli più esperti prima di tutto. Come già detto i ruoli sono stati occupati come una soluzione di emergenza. Non nego che, in caso di piacevoli sorprese, alcuni ruoli possano essere mantenuti, ma vogliamo dare un’impronta d’esperienza al Vicenza nel Progetto. Vogliamo instaurare un progetto serio e continuo senza altre “sorprese” nel cammino”.

Per questa S6, invece, quali sono i vostri obiettivi, sia personali che di squadra?

A: “Obiettivo personale, sicuramente quello di proseguire nella mia crescita da giocatore e presidente, oltre che lottare per i colori che ho addosso. Non nascondo, inoltre, che mi piacerebbe superare il mio record di 5 gol in campionato da difensore. Obiettivo di squadra, rivedere il Vicenza dove era in S4: nelle posizioni alte della classifica. E creare un gruppo solido, come quello di Triestina e Torres che invidio tantissimo”.

N: “Non ho un vero e proprio obiettivo “personale” perché mi ci vedo molto in quello di squadra. Per S6 vogliamo letteralmente ripartire. Vogliamo ricostruire uno spogliatoio che in questa stagione ha visto di tutto e soprattutto vogliamo costruire uno spogliatoio tranquillo e coeso come una vera squadra. Come dico sempre, stare bene tra i vari compagni aiuta inevitabilmente nell’attività e i risultati poi arrivano di conseguenza. Ovviamente non vogliamo ripetere l’ultima stagione e puntiamo ad un piazzamento più dignitoso ma credo che la principale importanza sia quella di stabilizzarci per un progetto comune. Punteremo molto sui nostri talenti”.

La scorsa stagione avete messo in mostra una squadra attiva in diversi ruoli. La sorpresa principale, però potrebbe essere il capitano, che fino a due stagioni fa era pressoché inattivo. Cosa pensate del Sulsenti calciatore e capitano?

A: “Come calciatore penso che farebbe fatica in C (ride, ndr), come persona e capitano lo stimo. In questi anni (eh sì, ormai possiamo parlare di anni. Come vola il tempo) si è dimostrato una persona leale, affidabile e disponibile. Sì, off game non riesco a immaginare un capitano diverso in questo momento. Lo vorrei un po’ più cazzuto, quello che sbatte i pugni sul tavolo prima e dopo la partita, per il resto è un gran capitano e sono felice di averlo al mio fianco”.

N: “Credo che la figura del capitano sia importante in determinati aspetti. Se per certi versi un giocatore più esperto o longevo in una squadra lo merita, entra anche la componente carisma. Il capitano è colui che riesce a coinvolgere una squadra a dare il massimo. Insomma è un leader. Credo che Sulsenti in fondo lo meriti per l’impegno dedicato alla causa della squadra. Magari dovrebbe mostrarsi un po’ più sicuro di sé, ma ha le carte in regola per ricoprire il ruolo”.

Credete possibile una promozione, in questa S6?

A: “Non molto, ma d’altronde neppure Ancona e lucchese credevano di arrivare in finale playoff. Perciò dico solo: <<dai un calcio alla ragione, e fai spazio all’impossibile>>”.

N: “Sarò sincero, la vedo molto difficile. Come ho detto prima, dalla prossima stagione vogliamo intraprendere un progetto di crescita ed a lungo termine. Sicuro ci sono molte squadre meglio attrezzate e questo sicuramente ci complicherà i piani, ma iniziamo a costruire il Vicenza che sarà. Punteremo a zone nobili sicuramente, ma non avremo l’ossessione della promozione”.

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