Analisi del periodo storico di Ghost of Tsushima

Con l’uscita del gameplay reveal di Ghost of Tsushima dello scorso State of Play, è doveroso da parte nostra illustrarvi gli eventi storici che hanno portato all’invasione dei mongoli sulle coste giapponesi.

Parleremo del Medioevo giapponese, più precisamente del Periodo Kamakura iniziato nel 1185 e terminato nel 1333 e che è l’ambientazione nel quale si svolgono le avventure di Jin, il protagonista dell’attesissimo titolo targato Sucker Punch.

Al governo è presente lo Shogun, Signore della Guerra e colui che detiene il vero potere politico, mentre l’imperatore riveste soltanto una figura di rappresentanza vincolato ad una vita noiosa, monotona e rinchiuso all’interno del suo palazzo. In questo stesso periodo abbiamo la comparsa di piccoli signori locali, denominati in seguito daimyo (大名 che significa “grande nome”), che acquisteranno sempre più potere ed indipendenza

Il periodo Kamakura

Minamoto no Yoritomo

Ma partiamo con ordine; Minamoto no Yoritomo, terzo figlio del capo clan Minamoto no Yoshitomo, nacque nel 1147 ad Heian (l’odierna Kyoto) che all’epoca era la capitale del Giappone. Nel 1156 scoppiò quella che fu chiamata poi Ribellione di Hogen causata dalla divisione in fazioni all’interno della corte. Si trattava di una guerra civile che vide contrapporsi due Imperatori claustrali: Toba e suo figlio Go-Shirakawa alleati con Fujiwara no Tadamichi e Taira no Kiyomori, e Sutoku, alleato con Fujiwara no Yorinaga. Il clan Minamoto, invece, si vide diviso: il capofamiglia si schierò con Sutoku, mentre Yoshitomo con Toba. Alla fine i seguaci di Go-Shirakawa vinsero la guerra e misero agli arresti domiciliari l’imperatore Sutoku.

Con la successiva morte di suo nonno, Minamoto no Tameyoshi, Yoshimoto divenne capo clan e Yorimoto suo erede.

Il periodo di pace però non durò a lungo. Yoritomo e Kiyomori cominciarono a discutere e alla fine i due clan, Taira e Minamoto, entrarono in guerra sancendo l’inizio di una guerra civile chiamata Ribellione di Heiji. I Taira, alleati con Takakura (che era l’allora figlio dell’imperatore Go-Shirakawa), avevano il sostegno di Fujiwara no Nobuyori, mentre i Minamoto sostenevano l’imperatore con il sostegno di due membri del clan Fujiwara, il quale era diviso. Dato che i Minamoto non erano adeguatamente preparati per un conflitto simile, I Taira occuparono Kyoto con la conseguente condanna a morte dei sostenitori dei Minamoto, la distruzione del palazzo dell’imperatore e l’esilio del clan sconfitto ad Hirugashima.

Nel 1180 Yoritomo reclutò un vasto esercito con cui affrontare i Taira. Nella sua prima grande battaglia ad Ishibashiyama fu sconfitto, risultando sempre più indebolito agli occhi del clan avversario. Però, grazie a delle discordie all’interno del clan Taira, Yoritomo riuscì a consolidare la sua autorità sulla classe guerriera del Kanto potendo costruire una propria struttura amministrativa nella sua fortezza a Kamakura. Così, nel 1185, nella battaglia di Dan-no-ura impose una tremenda sconfitta ai Taira. Senza più rivali capaci nel contrastare la sua crescita, Yoritomo estese la sua struttura amministrativa in tutto il Paese, rendendo di fatto Kamakura nuova capitale del Giappone. In questo nuovo sistema feudale la carica aristocratico-guerriera dei samurai assunse sempre più potere, che avrebbe mantenuto fino alla Restaurazione Meiji del 1866. Nel 1192 l’imperatore Go-Toba gli concesse il titolo di Shogun dando inizio così al bakufu (幕府), ovvero lo shogunato.

Ribellione di Heiji

Originariamente il titolo di Shogun veniva attribuito in via momentanea ai generali incaricati di combattere le popolazioni Ainu, i cosiddetti “barbari del Nord”. Con Yoritomo però questa carica divenne permanente ed i poteri ad esso associati crebbero esponenzialmente, inclusa la possibilità di trasmettere la propria carica per via ereditaria.

Dopo aver confiscato le terre dei propri avversari decaduti, Yoritomo le distribuì alle proprie guarnigioni assicurandosi, inoltre, il controllo sui rimanenti shoen (ovvero terreni privati) tramite funzionari militari chiamati Jito (地頭) che venivano nominati dallo stesso Shogun con il compito di controllare i territori per conto dei nobili della corte di Heian. Con questo nuovo periodo iniziò il medioevo giapponese il quale risultava essere molto simile a quello europeo che tutti conosciamo. Diversamente da quanto accadde in Europa però, nelle sue fasi iniziali la struttura feudale non sostituì completamente il governo centrale, creando un doppio sistema di potere con due centri: la corte imperiale di Heian e il nuovo bakufu di Kamakura con sistemi amministrativi, legislativi e tributari completamente differenti.

Questa dualità di potere politico continuò per tutto il periodo Kamakura in quanto avevano due ambiti di azione distinti e ben definiti, l’Imperatore si occupava della popolazione, lo Shogun sui militari. Con il passare del tempo il governo shogunale assunse sempre più potere trasformando quello imperiale in una mera istituzione rappresentativa. Inoltre i funzionari dello Shogun dirottarono verso le casse del loro signore una parte sempre maggiore delle rendite che spettavano alla nobiltà della corte di Heian. Questo atto comportò il conseguente impoverimento della corte imperiale e il suo indebolimento dal punto di vista economico e sociale.

L’attacco all’isola di Tsushima da parte dell’impero mongolo

Il potere del clan Minamoto però era destinato a morire insieme al proprio capo clan. Yoritomo, per paura di una rappresaglia tra i suoi familiari, fece uccidere molti dei suoi stessi parenti, compreso il fratello minore Yoshitsune a cui doveva la vittoria contro il clan Taira. Quando Yoritomo morì nel 1199, gli successe il figlio, ancora minorenne, Yoriie, cui approfittò suo zio Hojo Tokimasa facendosi nominare suo reggente, chiamato shikken (執権). Nel 1219, con la morte dell’ultimo discendente di Yorimoto, la famiglia Hojo continuò a detenere la sua carica di shikken esercitando potere effettivo per 130 anni. Due anni dopo, per ristabilire il potere all’imperatore, venne organizzata una rivolta contro lo shogunato e la famiglia Hojo. Rivolta debellata dall’esercito dello Shogun che poté estendere il proprio potere anche nella zona occidentale del paese con una sede a Kyoto in modo da avere un controllo maggiore sulla corte imperiale.

Nel 1232 lo Shogun promulgò il Goseibai Shikimoku (御成敗式目), un codice che regolamentava i doveri dei vari feudatari nei confronti dello Shogun fissando norme di diritto amministrativo e penale.

L’invasione del Giappone

Kublai Khan

Nel frattempo, l’impero mongolo inglobò tutta l’Asia continentale fino all’Ungheria e, con Kublai Khan al comando dell’impero come Gran Khan, tentò la conquista del Giappone in due momenti diversi sotto le pressioni dei suoi consiglieri nella ricerca di oro e nuove terre. Il primo tentativo avvenne nel 1266 tramite l’invio di un ambasciatore con la richiesta di sottomissione. A causa di una probabile incompresione e per via di altri 8 anni di silenzio da parte dello Shogun, nel 1274 l’esercito mongolo partì dalle coste coreane verso l’isola più a loro vicina: Tsushima. A causa della superiorità tecnologica in loro possesso, non ci volle molto per devastare qualsiasi forma di resistenza nipponica.

La guerra continuò anche dopo l’attacco all’isola. I giapponesi si rifugiarono sulla baia di Hakata nel 1279 e dopo quattro giorni di scontri estenuanti e feroci, nell’alba del quinto giorno un vento possente si abbatté sulla flotta mongola. Questo vento, chiamato in giapponese “kamikaze” (神風) fece credere ai giapponesi che la propria terra fosse intoccabile perché protetta dagli dei. Senza più un esercito numeroso, i mongoli si ritirarono per prepararsi meglio al prossimo attacco che avvenne nel 1281. Ma, grazie nuovamente a madre natura, un nuovo tifone annientò definitivamente la flotta mongola. Solo dopo la morte del Gran Khan, avvenuta nel 1294, fece desistere l’impero dalla terza spedizione già pianificata.

Kamikaze

Dato che il conflitto non aveva portato alcun guadagno territoriale ed economico per il popolo del Sol Levante, lo Shogun non aveva modi per ricompensare i suoi alleati creando, di conseguenza, il malcontento nei suoi vassalli. A questo si aggiunse anche il clero il quale sosteneva di aver avuto una parte fondamentale nello scacciare gli invasori suscitando il kamikaze. In questa situazione trovò terreno fertile l’imperatore Go-Daigo, salito al trono nel 1318 e che ebbe un grande seguito tra i vassalli quando attaccò lo shogunato. Nel 1324 l’esercito imperiale fu sconfitto e l’imperatore esiliato fino a quando, nel 1332, tornato in patria, riunì sotto di sé i vassalli ribelli e, l’anno dopo, l’imperatore tornò sul trono mentre la famiglia dello Shogun venne sterminata e la città di Kamakura distrutta.

Questi eventi segnarono la fine del periodo Kamakura e la nascita del periodo Muromachi.

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