RetroReview – Striker (1985)

Facciamo un tuffo nel passato e parliamo di Striker, un gioco che probabilmente avrete già sentito nominare. O forse no, ma non ha particolare importanza. Non è uno dei giochi più famosi di sempre, ma appartiene ad un’epoca in cui l’interesse principale non era quello di vendere milioni di copie quanto quello di intrattenere.

Certo, non vuol dire che tutti gli sviluppatori fossero filantropi animati da nobili intenti, ma spesso erano prima di tutto giocatori. Giocatori ed appassionati, più desiderosi di dimostrare le proprie abilità che guadagnare dal proprio “hobby”.

Derek Williams, il creatore di Striker, è chiaramente uno di questi. Il gioco viene proposto come ‘freeware‘, e persino incitando alla distribuzione dello stesso senza particolari limiti. Siamo nel 1985, e la lunga marcia dell’informatica è appena agli inizi.

B:>STRIKER.EXE

Missili pronti a colpirci e nemici che svolazzano felici

Striker è quello che oggi definiremmo uno sparattutto a scorrimento laterale. Nei panni di un elicottero da combattimento dovremo superare varie zone, con numero e tipo di nemici variabili a seconda della difficoltà scelta. Ad ogni zona corrisponderà una missione precisa: recuperare delle spie, raccogliere degli ostaggi, mettere in sicurezza un carico o persino bombardare basi.

A contrastarci troveremo diverse tipologie di armamenti a terra ed avversari aerei: postazioni fisse e razzi cercheranno di colpirci dal basso, mentre in aria dovremo affrontare schemi d’attacco spesso molto diversi a seconda della tipologia di nemico.

Come ulteriore elemento di difficoltà avremo il terreno, generalmente costituito da montagne e colline, che dovremo in qualche modo superare anche quando andrà a creare delle strettoie piuttosto insidiose.

Avremo comunque modo di difenderci: l’elicottero di Striker è dotato di un numero illimitato di bombe (che cadranno perpendicolarmente all’aereo) e di colpi di mitragliatrice. Con un po’ di allenamento saremo in grado di affrontare quasi qualsiasi cosa ci verrà scagliata contro.

PREMERE O PER OPZIONI AGGIUNTIVE

Ciò nonostante basterà un solo colpo per far terminare anzitempo la nostra missione: gli elicotteri, si sa, sono bestiuole delicate. Che sia un razzo, l’essersi avvicinati troppo al terreno od il proiettile di uno dei tanti nemici che incontreremo non ci sarà differenza. Un colpo e saremo di nuovo all’inizio della zona per riprovare.

Situazione di recupero ostaggi
Situazione di recupero ostaggi

Dovremo stare attenti anche al livello del nostro carburante: Striker, infatti, è dotato sì di munizioni infinite ma anche di un serbatoio non eccessivamente capiente. Ogni nostra manovra andrà a svuotarlo di una piccola parte e, se non saremo attenti, potremmo trovarci a finir per terra magari in vista del nostro obbiettivo finale.

Evitare che accada è piuttosto facile: sul terreno sono presenti delle cisterne di carburante che dovremo distruggere (wat) per fare rifornimento. Facile? Più o meno. Spesso e volentieri dovremo fare i conti con una serie di limitazioni tecniche che potrebbero, ad esempio, impedirci di sparare ai nemici e bombardare al tempo stesso.

NOI SIAMO SCIENZA, NON FANTASCIENZA

Nella gloria della sua grafica CGA a 4, orribili, colori per palette, Striker è un gioco che graficamente rimane pienamente nella sua epoca. Le opzioni ci permetteranno di scegliere tra l’accoppiata bianco/viola/azzurro e quella rosso/verde/giallo. Tuttavia, se sceglieremo di emulare uno schermo a fosfori verdi, ambra o grigi, potremo tirare un sospiro di sollievo e goderci solo variazioni (poche) di quest’unico colore.

Ciò nonostante la resa non è delle peggiori, anzi. La scelta (o meglio, la necessità) di rendere tutto quanto in formato vettoriale rende animazioni e terreno molto convincenti (per l’epoca), e la varietà di elementi è buona. Certo, non possiamo aspettarci cose incredibili, ma svolge ottimamente il proprio lavoro.

Discreto anche il comparto sonoro, che offre una schermata introduttiva con tanto di jingle assolutamente orecchiabile. Bombe e spari sembrano più interferenze che altro, tuttavia, e potrebbero risultare un po’ fastidiosi. Carina anche la musica del Game Over, in puro stile 8 bit.

Non mancano anche a voi i colori tipici della CGA?

In sè il gioco è divertente e, se fossimo nel 1989 o giù di lì ve lo consiglierei senza esitazione. Quello che mi trattiene dal farlo a più di 30 anni di distanza, non è la qualità del gioco. Anzi. L’unico vero problema è la difficoltà nel farlo funzionare alla giusta velocità e con il giusto impianto grafico.

VOLARE! OH OH!

Se non avete pretese particolari, DOSBox può fare al caso vostro, impostandolo su 300 cicli e facendosi il segno della croce. Alternativamente la vostra opzione migliore è 86Box, una forcazione di PCEMche ci permetterà di emulare anche tipi di schermo diversi da quello a colori che avremmo di base.

Parimenti a PCEM, permette di emulare con precisione macchine antiche e dispone di una nutrita quantità di ROM da poter utilizzare. Il caveat è che recuperarlo sarà MOLTO più complesso rispetto alle alternative, e riuscire a configurare più macchine potrebbe rivelarsi… Ostico.

Ne vale la pena? Sì. Striker, così come altri giochi dell’epoca, dà chiaramente il meglio di sè quando è in grado di lavorare su sistemi per cui è stato pensato. In questo caso, macchine intorno ai 6-7Mhz e 128/256kb di RAM come l’8088.

Dischi volanti, fosfori gialli
Dischi volanti e contraeree a fosfori ambra

A CHI LO CONSIGLI?

Sicuramente Striker è un gioco che va provato se siete dei retrogiocatori accaniti, od avete una forte nostalgia degli anni ’80. Come passatempo è perfetto, non essendo troppo difficile (a meno che non lo impostiate come tale da principio) nè troppo facile.

Interessante anche per aiutare i ragazzi a familiarizzare con un tipo di tecnologia oggi molto, molto superata ma che ancora ha un suo fascino innegabile. Personalmente l’ho giocato fino allo sfinimento sul vecchio Olivetti di famiglia fino alla prima metà degli anni 2000, con schermo a fosfori gialli. Rimpiango di averlo fatto? No. Decisamente no.

DOVE POSSO TROVARLO?

Non è difficile da reperire, e scaricandolo non si andrà incontro ad alcuna conseguenza legale (freeware, ricordate?): una rapida ricerca su Google ci restituirà abbastanza risultati da trovare senza problemi uno zip da scompattare al volo. Nel caso voleste emularlo su PCEM/86BOX, tuttavia, dovrete trovare sia un disco IMG di MS-DOS 2.0 o superiore ed un programma in grado di creare un’immagine floppy da 360kb con dentro il contenuto dello zip.

Scegliendo la strada di DOSBox, vi basterà scompattare tutto nella cartella dei giochi DOS, raggiungerla e battere ‘striker‘ per farlo partire. È anche possibile provare il gioco direttamete su Internet Archive, senza dover ricorre ad alcun genere d’installazione.

LA PAGELLA

GAMEPLAY – 7

Il gioco è divertente e gradevole, anche se non particolarmente complesso. Considerata l’età del gioco siamo chiaramente sopra la sufficienza.

GRAFICA – 6 ½

Non è colpa del gioco se la palette di colori CGA è bella quanto una cartella esattoriale. Il programmatore ha fatto chiaramente del suo meglio e riesce a convincere, ma rimane un semi-clone di prodotti per Commodore 64. Sufficienza piena, ma non arriviamo al 7.

SONORO – 6

Simpatiche ed orecchiabili le musichette, un po’ fastidioso l’impianto degli effetti sonori. Sufficienza, ma nulla di più.

RIGIOCABILITÀ – 7 ½

Sarei un ipocrita nel dire che non mi sia mai tornata la voglia di riprendere in mano Striker. Forse non lo giocherei giorno e notte, ma di quando in quando è sempre un piacere, e la varietà è più che sufficiente per garantirne la sopravvivenza nel tempo

VOTO GLOBALE – 7

Semplice, essenziale e gradevole. Ad un gioco del 1985 non mi sento di poter chiedere molto di più di questo. Sicuramente non è un gioco imperdibile, ma può vantare tanti elementi in grado di renderlo godibile anche al giorno d’oggi.

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