PROGETTO FM – Juve: L’anno che verrà

Salve a tutti i lettori di Free Kick.
Oggi la redazione propone un doppio confronto in vista di ciò che sarà della nuova stagione in casa Juventus, dando spazio anche a ciò che è stato.
Ospiti di Pierpaolo Palladino ci saranno: Marika Calcagno e Francesco Terlati, rispettivamente presidente uscente e presidente entrante.
La prima è una figura ormai nota; ragazza piena di saggezza che ha vissuto con semplicità e gioia il suo periodo su Progetto Gaming. L’altra è una figura sempre più apprezzata e con grandi margini di insediamento all’interno della Community.
Iniziamo dando spazio al gentil sesso.

Siamo qui con Marika Calcagno, unico presidente donna nella storia della Juventus PG.
Buonasera presidentessa.
 Lei approdò qui a Torino con tante idee e tanta voglia di fare risultato. Ha raggiunto vette abbastanza alte, ha rifondato – insieme ad altri – un ambiente, facendolo diventare sano e appetibile. Qual è stata la sua ricetta?

Ciao ragazzi. Beh, nessuna ricetta particolare; sono stata me stessa, facendo stare a proprio agio i ragazzi. Gli ho fatto capire fin da subito che in me, oltre alla figura presidenziale, avevano un amica, una sorella con la quale parlare, confidarsi e sopratutto affrontando la qualsiasi insieme, sia nel gioco che fuori.
Tirando le somme, penso sia stata la mia spontanea personalità ad aver fatto centro.

Oggi invece, c’è un velo di tristezza in quei ragazzi da lei tanto coccolati e apprezzati, così come aleggia stupore in molti del Progetto. Può spiegarci la motivazione del perché lascia la presidenza Juve? Esce con l’amaro in bocca o crede sia stata ricca di soddisfazioni come esperienza?

Sono stata molti giorni a pensare se rinnovare o meno, ma ho dovuto fare i conti con me stessa. Purtroppo sto vivendo un periodo non facile per me al di fuori di Progetto Gaming; la mente è occupata, pensierosa, non attenta. Questo mio cambiamento si è visto e lo hanno notato tutti, in primis i miei ormai ex colleghi di presidenza. Così, con il cuore in mano ho dovuto fare una scelta: Ritrovare me stessa, affrontare tutte le vicissitudini del caso e decidere di dare una priorità alla mia persona. Tutto con rispetto verso la società. Il mio parere? Una grande esperienza e un bagaglio di grandi soddisfazioni.

Restando in tema GDR, i media tutti si stringono attorno alla sua sofferenza, qualunque essa sia. Uscendone per un secondo, ha in noi un punto di ritrovo per sfogarsi e provare a superare il tutto. Forza!
Ritornando alle vicende in game, provando anche a scherzarci su, le chiedo: guardando indietro, cosa farebbe e cosa non farebbe durante la sua esperienza? Ha dei rammarichi? Ha delle gioie indissolubili legate alla Juventus?

Beh, se tornassi indietro mi sarei presa un certo Palladino in squadra, dopo mesi di corteggiamenti. Stavo chiedendo il divorzio da Conte anche per Terlati alla Juve. A parte questo, nessun rammarico. E’ andato tutto come doveva andare e i rapporti con i colleghi e i sottoposti è stato divino. La mia gioia? Discussioni piacevoli su Whatsapp con tutto il gruppo, fino a notte inoltrata.

Colgo l’occasione per ringraziarla del tempo concesso, per le risate, per il confronto piacevole, per tutto. Augurandole ogni bene dentro e specialmente fuori il Progetto. Ha dei saluti speciali da fare? Come vuole salutare i suoi ragazzi?

Voglio dedicare un saluto speciale a Luca Amadori, Brian Santoro, Alessandro Gallorini e Simone Bonaldi per essere stati prima che colleghi, amici stupendi. Non conoscendomi, ci siamo buttati tutti insieme in questa avventura e ho trovato persone splendide. Ma i miei saluti più profondi vanno ai ragazzi di spogliatoio. Non vi nomino uno ad uno ma sappiate che vi amo alla follia e sarete sempre nel mio cuore.

Dalla “Favolosa” passiamo al signor Terlati.
Dunque Presidente, dopo aver avuto un confronto con la proprietà uscente, che le augura ogni bene, veniamo a noi: Come sta vivendo questo momento? Come si aspetta il ritorno, sotto altre vesti, nel mondo Juve?

Beh, un sogno. Ho lasciato la Juventus da mister a fine S4 per mancanza di tempo e ciò ha lasciato un grande vuoto in me. In quella stagione cominciammo a mettere le basi per quello che ora è oggettivamente uno dei migliori gruppi del Progetto.
Per me in particolare, è stata una seconda famiglia, avevo legato molto con tutti; dai giocatori alla dirigenza. Ricevuta la chiamata per poter tornare, non ci ho pensato su due volte e ho accolto questa opportunità con grande entusiasmo.
Ora cerchiamo di finire nel migliore dei modi questa stagione e poi si parte diretti nel programmare S6, dove ottenere un posto in Champions sarà un obiettivo tassativo.

Ha già avuto modo di confrontarsi con i suoi prossimi colleghi? Entrando nello specifico, che obiettivi si pone la società sulle tre competizioni?
Il richiamo di alzare un trofeo immagino sia forte in voi.

Sì, in realtà siamo ancora concentrati su altre dinamiche. In base ad alcuni risultati, dentro e fuori dal campo, imposteremo la prossima stagione.
Ovviamente alzare un trofeo è un obbligo, lo deve essere sempre. Quest’anno non è successo, capita, ma rimedieremo l’anno prossimo.

Senza troppi giri di parole: Sul mercato cosa cercate? Su quale criterio baserete la vostra ricerca?

Pensiamo di essere già abbastanza competitivi, non abbiamo urgenze in nessun ruolo. Quindi, quando troveremo il tecnico ideale valuteremo con lui.

Lei ha fatto parte della Juve dei record su PG, allenandola per un determinato periodo. Le sue conoscenze tattiche hanno influito sulla scelta del profilo ideale?

No, in primis perché chi dovrà allenare lo farà su FM20, che sembra sia un gioco diverso dal 19, dove determinate tattiche sovrastano completamente altre, diminuendo di molto lo skill gap dei mister in base ai risultati. Quindi oltre che l’aspetto tattico abbiamo voluto trovare un profilo che sia preparato nella dinamica “gdr”, cosa fondamentale visto il nostro spogliatoio.

Arriviamo al termine di questa intervista. Vuole lanciare anche lei, come la sig.ra Conte-Calcagno, un messaggio in particolare?

Sì, voglio ringraziare in primis Marika. Prima mi ha accolto, sostenendomi, come allenatore e oggi, vuoi per alcune dinamiche, mi lascia l’opportunità di raccogliere un eredità importante. Il tutto con il benestare dei miei prossimi colleghi che ringrazio in blocco. Tranne Amadori.

Scritto da Pierpaolo Palladino  |  Revisionato da Gad Hakimian  |  Grafica di Stefano Santoro

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