PROGETTO FM – Lazio: Tutto in famiglia

Quest’oggi noi di Free Kick, a distanza di qualche giorno, abbiamo deciso di riaprire il fascicolo riguardante gli avvenimenti caotici di Casa-Lazio con un intervista triplice. Qui a Formello, con il sottoscritto Pierpaolo Palladino, troveremo un trittico biancoceleste composto dal mister Giuseppe Staniscia e da due dei suoi calciatori, Antonio Mazza e Giovanni Esposito, pronti a fare chiarezza dopo le interviste di un compagno di squadra e di un post societario mal interpretato da molti.
Precisiamo che il lavoro svolto in questione non vuole essere spunto di polemiche o eventuali sanzioni da parte di chi può mal interpretare anche questo articolo, bensi è volto a far chiarezza e a dare parola a chi parola non ne ha avuta, cercando di aiutare – paradossalmente – la squadra Lazio a ritrovare serenità e ad apparire una squadra che non campa di improvvisazioni.

Esordisco partendo con un ringraziamento per avermi concesso di aiutarvi a fare chiarezza e per permettere alla community di capire determinate cose. Prevedo che sarà un intervista interessante.
Insomma signori miei, spiegateci. Da fuori è sembrato tutto e il contrario di tutto, ma la mia esperienza mi insegna che alla base di tutto c’è sempre un qualcosa. Nulla di irrisolvibile, certo, ma noi di Free Kick come una grande fetta di Community vogliamo saperne di più e una volta per tutte. Mister Staniscia, cosa è successo fondamentalmente?

Salve a tutti! Dal mio punto di vista era una priorità chiarire determinate cose; fin dal mio arrivo, nonostante ci fosse unità di intenti e rispetto per il precedente mister, ci sono state delle difficoltà; Il calciatore in questione, Di Gloria appunto, ai tempi del mio approdo alla Lazio ha abbandonato i vari gruppi social ufficiali (e non, intendendo il gruppo whatsapp). La motiviazione data, chiara ormai a tutti, è quella di ritenere il gruppo privo di riconoscenza verso il precedente mister, oggi non più presente nella Community. Cosa che mi permetto di smentire in quanto nessuno dei giocatori ha mai parlato male di N.M. comprendendo le ragioni dell’allontanamento senza giudicare mai: né professionalmente, né – sopratutto – umanamente.

Poi c’è stato un ritorno sui propri passi sia da parte del calciatore menzionato sia da parte della società, che pochi giorni fa ha diramato un comunicato ufficiale contenente diverse specificazioni, tra le quali, appunto, le dichiarazioni di bomber Di Gloria. Chiedo a Mazza e ad Esposito: Come avete reagito nello spogliatoio?

[Esposito]: Lo spogliatoio si è sentito chiaramente colpito ed amareggiato. E’ stato un momento duro, pesante, avendo troppi riflettori puntati addosso e non per i soliti nostri meriti visti in campo. Non è semplice, ma parlando abbiamo provato tra di noi a gettare acqua sul fuoco, stemperando il tutto.

[Mazza]: Salve a tutti! A livello personale non mi è andata giù facilmente. Non tanto per Antonio (Di Gloria, ndr) ma in linea puramente generale, perché sono dell’idea che i panni sporchi vanno lavati in casa, e da uno spogliatoio come il nostro, ormai collaudato, mi sarei aspettato questo. Ovviamente ci siamo rimasti abbastanza male quando il precedente mister venne allontanato perchè, con tutto il rispetto per un grande mister come Staniscia, colui che costruì le basi vincenti della Lazio sappiamo tutti chi è. Mi permetto di dire che si poteva discutere tranquillamente piuttosto che perdersi in teatrini evitabili.

Mi rivolgo a tutti e tre. Possiamo dire che c’è stato un chiarimento tra le parti? Vi siete confrontati per il bene della società? In particolare per mister Staniscia, la situazione Di Gloria resterà identica a quanto stabilito dopo la dipartita del precedente mister, ovvero con il giocatore sul mercato?

[Mazza]: Io sono sinceramente dispiaciuto che la cosa si sia tramutata in un casino ma leggere e metabolizzare quelle dichiarazioni ha fatto un po’ male, considerando che – ribadisco – il rapporto con chi ha allenato prima di Staniscia è sempre stato ottimo. Il confronto con Antonio non c’è ancora stato, ma noi non chiudiamo la porta a nessuno. Nel caso, siamo qui.

[Staniscia]: Per quanto riguarda la questione manageriale, la volontà della società resta quella di privarsi di un elemento ormai non più in sintonia con il gruppo, sperando di trovare, con il ricavato economico, un calciatore tecnicamente valido ma con un carattere superiore ad Antonio, che comunque tecnicamente non si discute.
Auguro al calciatore di trovare un contesto dove possa essere piu sereno, ma, come fossi un fratello maggiore, lo invito a non mettere mai da parte i rapporti con il gruppo per far prevalere il singolo. In primo luogo perché Progetto Gaming nasce come community pacifica e di divertimento collettivo ed è giusto vivere il gioco con questo spirito piuttosto che farsi dei nemici o delle antipatie gratuite.

[Esposito]: Un chiarimento tra le parti c’è stato con l’uscita del comunicato ufficiale da parte della società che ha cercato di mettere i puntini sulle i riguardo una situazione evitabile e, si, imbarazzante. In un gruppo le decisioni si prendono insieme ed insieme abbiamo constatato che quanto detto era erroneo a quanto successo effettivamente nello spogliatoio e nella realtà.

Quindi sostanzialmente si può definire tutto un grande fraintendimento, cercando anche di chiudere il caso? E allego anche un altra domanda. La Lazio chi vuole essere all’interno di Progetto Gaming? Potete confermare che è un ambiente sano a differenza di chi, magari, vede lo spogliatoio laziale con scetticismo?

[Staniscia]: Dal mio punti di vista la risposta è “ni”. Mi spiego meglio: l’ambiente non è completamente marcio come si pensa, però bisognerebbe riunirsi e guardarsi in faccia mettendo in chiaro alcune cose. Tra queste, sopra ogni cosa, qui vincere non è “l’unica cosa che conta”. Bisogna evolversi sotto il punto di vista concettuale.
A tutti piace vincere, è innegabile, però lo spogliatoio è composto da varie anime e varie personalità, e quando qualcuna collide con le altre bisogna invitarla a ragionare, o in casi più estremi, allontanarla per tutelare chi tiene veramente all’armonia e alla sana competizione. Altrimenti si rischiano sfoghi incompatibili con il clima di solidarietà che dovrebbero esserci in Progetto Gaming.

[Mazza]: Sul fatto che sia stato un fraintendimento sì, si è alzato un polverone. Il nostro intento è sempre stato quello di chiudere più rapidamente possibile questa situazione per evitare di vedere macchiato il marchio Lazio PG. Siamo un ambiente sano, sanissimo, dove discutiamo tranquillamente di qualunque cosa. A chi ci guarda con scetticismo dico che bisogna guardare, conoscere bene ciò che si va a giudicare per evitare pregiudizi futili.

[Esposito]: E’ stato un fraintendimento bello e buono. Nessuno si aspettava quello che è successo. La Lazio è certamente una delle società che punta inesorabilmente a vincere con i mezzi che ha a disposizione. Ognuno dei componenti sa che deve dare il massimo per i colori che indossa, poi ci sta non essere compatibili con qualcuno, ma tutto nel rispetto delle regole e della nostra grande community.

Da quello che percepisco, noto tanto attaccamento e grande lealtà. Sia a chi, in periodi differenti, ha guidato e guida tutt’ora la squadra, sia alla società stessa. Per noi può definirsi un caso chiuso, se possiamo definirlo tale.
Ma una domanda a quello che sarà ve la devo fare: Quali sono le sensazioni in vista della finale Europea? Dovendo tirare le somme, che stagiona ha appena concluso la Lazio?

[Mazza]: La finale di Champions per noi ma anche per il Progetto stesso è un traguardo importantissimo. Già soltanto con il raggiungerla abbiamo stabilito un record personale. Personalmente penso che tutto sommato dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto nonostante l’amarezza del campionato. Approfitto infatti per fare i complimenti al mio compagno di squadra Salvatore Campagna per aver lottato da inizio a fine campionato, portando lo Scudetto meritatamente a casa. Ma tornando a noi, vi assicuro che la Lazio sarà sempre più forte e ripartirà dalle sue basi per continuare questo percorso competitivo e di alto livello.

[Staniscia]: Siamo molto fiduciosi e coscienti dei nostri mezzi. La Champions League è stata in generale un cammino trionfale e, nello specifico, il mio punto più alto nella mia carriera da allenatore. I giocatori mi hanno sostenuto per tutto il cammino, meritano questo successo e spero vivamente di riuscire ad accontentarli.

[Esposito]: Solo sentire la frase “Finale di Champions League” accostata alla mia squadra, beh… mette i brividi! Noi la affronteremo a testa alta, come ogni cosa in questo percorso insieme. Speriamo che il campo ci sarà compagno e non nemico!

Vi ringrazio per aver preso parte a questa intervista e per aver creato un clima distensivo e chiarificatore dopo l’incomprensione di qualche giorno fa. La Redazione tiferà le italiane in Europa, ecco perché vi auguriamo un grandissimo in bocca al lupo e di finire la stagione con una gioia, quella più grande.

[Staniscia]: Grazie a te per questa intervista e per l’incoraggiamento! Il mio messaggio è quello di parlare sempre, sia se siete dirigenti, sia se siete allenatori, sia se siete giocatori perché il dialogo è importante e in grado di evitare incomprensioni!

[Esposito]: Grazie per le splendide parole, noi saremo sempre qui qualora ce ne fosse bisogno.

[Mazza]: Un saluto a tutta la redazione, grazie per il buon augurio, e un ringraziamento anche a te per questa bella intervista. Un messaggio che lancerei? Quello di riuscire a creare uno spogliatoio unito che possa superare eventuali difficoltà e uscirne più forti!

Scritto da Pierpaolo Palladino | Revisionato da Gad Hakimian

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