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Retroreview – Sensible Soccer (1992)

Sensible Soccer è un nome che pochi, nell’ambiente dei giochi di calcio, possono dire di non aver mai sentito. Precursore dei vari FIFA, Winning Eleven/Pro Evolution e compagnia cantante, accanito rivale, ai tempi, della serie Kick Off! su Amiga, è in buona sostanza un “padre nobile” del genere.

Sviluppato nel 1992 dalla Sensible Software (la stessa di Sensible Golf e Cannon Fodder, tra gli altri) è, se non il primissimo in ordine di tempo, uno dei migliori esempi di come un gioco di calcio possa essere apprezzato anche dai non sportivi.

Dichiaratamente e volutamente ‘arcade’ (quindi non realistico), Sensible Soccer è un gioco di una semplicità disarmante ma al tempo stesso dalle meccaniche potenzialmente molto profonde.

UNO SGUARDO AL CAMPO DI GIOCO

Accendendo il gioco saremo accolti da una simpatica, quanto tipica, musica introduttiva anni ’90 ed una schermata che ci ricorderà che il gioco non è nativo su PC. Questo è decisamente importante per ragioni che andremo a vedere tra poco. A questa seguirà il logo della versione di Sensible Soccer che andremo a giocare.

Schermata di selezione della lingua
Partiamo col scegliere la lingua

Così come per il suo successore, Sensible World of Soccer, di cui parleremo in un altro articolo, il primo capitolo della serie si presenterà in diverse versioni a seconda dell’anno di riferimento. Avremo una versione ‘base’ per il 1992, una più aggiornata per la stagione ’93/’94, una pensata per gli Europei ed una per i Mondiali. Cosa cambia principalmente? Beh, i giocatori e le loro statistiche fondamentalmente.

La prima scelta da effettuare sarà quella della lingua, tra quelle disponbili: Inglese, Francese, Tedesco e… ITALIANO. Avete capito bene: per qualche arcana ragione, un gioco del 1992 permetteva la scelta della nostra lingua DI BASE ad esclusione del mercato spagnolo, ai tempi considerato molto meno appetibile. Cari vecchi tempi in cui ancora si contava qualcosa, anche calcisticamente.

I menù di gioco sono discretamente semplici ed intuitivi, ma richiederanno un po’ di esplorazione per riuscire a trovare tutte le impostazioni che ci potranno interessare. Potremo decidere le condizioni di base del campo, la durata delle partite, se salvare o meno i replay, la lingua e se avere o meno della musica di sottofondo nei menu.

Menù completamente localizzato

Avremo anche la possibilità di scegliere se giocare con club o nazionali, importandoli dall’apposito menu, od adirittura modificare le nostre squadre e salvarle. Non era raro, ai tempi, andare a casa di un amico e trovarsi a giocare con la propria classe importata nel gioco. Con tanto di maglia ‘personalizzata’ (perlomeno nei colori).

Varie anche le modalità di gioco: avremo a disposizione amichevoli, campionati, leghe, coppe e persino competizioni speciali come mondiali ed europei. Chiaramente anche qui saremo dotati della massima libertà di scelta: se nelle amichevoli potremo decidere le condizioni del campo, andando a crare una coppa od una lega potremo deciderne durata, regole, chi includere e chi no.

NON SO COSA SIA UNA PALLA ED HO MOLTA PAURA

Il gameplay, come è logico supporre, è quello di un gioco di calcio standard. Il nostro scopo sarà quello di piazzare il pallone in porta, possibilmente quella avversaria, senza subira a nostra volta troppe reti. Sensible Soccer riesce a rendere l’esperienza del farlo semplice, immediata, intuitiva e dannatamente divertente.

Azioni di gioco in fase

Tutte quello che dovremo fare sarà procurarci un joystick (potrebbe o potrebbe non andare bene l’analogico di un joypad) od una tastiera (questa dovremmo averla, in teoria) e premere il pulsante ‘fuoco’. Fine. “Tutto qui?” direte voi, abituati a giochi più moderni. “Ma il cross? Il passaggio filtrante? Il gioco aereo? La mossa della gru selvaggia? Il colpo segreto di Don Lurio nascente sul fondale di un sole che si inabissa sul far della sera?” No. Solo un pulsante di “sparo” e direzioni in cui muoversi per dare gli effetti.

Un grosso neo di questo sistema di controllo è la scarsa possibilità (se non l’assoluta impossibilità) di cambiare giocatore al volo per seguire l’azione: spesso e volentieri sarà il gioco stesso a metterci ‘in mano’ il giocatore più vicino alla palla in un dato momento.

Questo è una delle conseguenze principali dell’aver importato il gioco dai sistemi AMIGA: laddove su PC l’uso della tastiera era considerato la norma, i possessori delle macchine di casa Commodore erano più avezzi all’uso di joystick e similari. Sensible Soccer, essendo nativo (come del resto molti altri giochi della Sensible Software) per quell’ambiente non fa eccezione.

Per quanto semplicistico possa suonare, riuscire ad effettuare un passaggio od anche solo mantenere la palla risulterà spesso complesso. Non sarà, infatti, incollata ai nostri piedi ma si muoverà motu proprio quando cerceremo di scansare gli avversari.

Rimesse laterali, omini strani, e palloni che non si sa dove volino

Avere un gioco semplificato, tuttavia, non equivale all’assenza di regole. Se quelle più complesse come il fuorigioco non verranno applicate, un intervento a gamba potrebbe costarci un’ammonizione o, peggio, un’espulsione. Calci di rigore, di punzione e d’angolo, così come le rimesse laterali, saranno chiaramente presenti a loro volta.

La gestione della squadra è altrettanto semplice, almeno in superficie. Ognuno dei nostri giocatori avrà un proprio ruolo e, nel caso sia particolarmente forte, questo sarà segnalato da una stellina accanto al nome. Nel pre-partita potremo impostare la nostra formazione, decidere chi schierare in campo, nonchè sbirciare squadra e scelte dell’avversario.

Potremo anche richiamare la panchina durante il gioco ma questo richiederà un pochino di tempismo: sarà possibile farlo, infatti, esclusivamente ‘a palla ferma’. Generalmente durante una rimessa laterale.

SCUSI, CHI HA FATTO PALO?’

Graficamente Sensible Soccer si presenta in una veste molto particolare. Chiaramente è un prodotto figlio del suo tempo, ma nella sua semplicità riesce a rendere su PC uno stile tipicamente AMIGA in quanto a cura del dettaglio, pur mantenedo una fortissima personalità.

I nostri giocatori, infatti, saranno rappresentati da sprite antropomorfi dettagliati solo quanto basta per rendere comprensibili le dinamiche di gioco. Siamo distanti anni luce dal fotorealismo contemporaneo, ma anche solo dagli esperimenti grafici di altre case dell’epoca, ed è voluto. L’accento è stato messo sul voler rappresentare un gioco, senza l’intento di trasformarlo in una simulazione accurata della realtà.

Un esempio delle schermate di caricamento delle partite

Inutile dire che, per quanto possa suonare controintuitivo, l’impianto sia invecchiato straordinariamente bene. Ad oggi rimane fruibilissimo, con campo e squadre inquadrabili in pochi secondi ed un pallone che non tende a perdersi di vista con facilità.

Meno bene l’aspetto sonoro, che in questa prima incarnazione è musicalmente limitato all’introduzione (la cui ‘sigla’ finirà per rimanere nelle nostre teste) e la musica del menu. Bella eh, ma tenderà a diventare piuttosto ripetitiva a stretto giro.

All’interno delle singole partite, invece, saremo accompagnati soltanto dai fischi dell’arbitro, dal familiare suono del piede che colpisce con ferocia il cuoio del pallone, e dai suoni provenienti dagli spalti. Questi ultimi potranno anche essere disabiitati non appena ci accorgeremo di aver ascoltato per 20 minuti o più dei tamburi rullare senza reale motivo. Grazie a Dio il gioco non è stato rilasciato a ridosso dei mondiali del Sudafrica, o ci saremmo ritrovati con le vuvuzelas.

SENSIBILMENTE COMPETITIVO

Veniamo ad uno dei punti cruciali di qualsiasi gioco di calcio che si rispetti: il MULTIGIOCATORE. Sì, l’ho scritto in italiano.

Nella vita del giovane maschio italiano, arriva sempre un momento in cui è necessario ribadire la propria posizione sociale attraverso una partita ad un dato gioco di calcio. Generalmente questo accade nel periodo della pre-adolescenza, e segnerà per sempre il rapporto con noi stessi e la nostra autostima. Infatti persi 22 a 0, con gol del portiere avversario e due espulsi.

Come poter diventare miei emuli? Niente di più facile. Dovremo far partire il gioco NON dall’eseguibile base, ma tramite il programma d’installazione o setup (install.exe/setup.exe), come nel caso di altri giochi, ad esempio DOOM. Da qui potremo dire al gioco che intendiamo utilizzare, ad esempio, tastiera e joystick o due joystick per potercele dare di santa ragione.Una volta fatta la nostra scelta, dovremo soltanto caricare il gioco ed impostare le due squadre.

Come nella modalità a giocatore singolo, l’azione sarà focalizzata sempre sulla palla. Niente schermo diviso o necessità di schermi multipli, quindi, ma solo quella di avere delle periferiche di controllo adeguate ed una distanza accettabile l’uno dall’altro per evitare risse.

Od un posto comodo e tranquillo in cui piangere sommessamente nel caso di sconfitta.

QUINDI È UN BEL GIOCO?

Andando a tirare le somme, Sensible Soccer è un gioco molto divertente e che è invecchiato in maniera estremamente convincente. Non è certo esente da problemi di sorta o da limitazioni, ma la buona rigiocabilità e la semplicità lo rendono un titolo in grado d’intrattenere appassionati di calcio e giocatori occasionali.

Non è un caso siano tutt’ora presenti nicchie di appassionati del gioco, ma soprattutto del suo seguito principale: Sensible World of Soccer. Di questi parleremo più approfonditamente in un articolo a parte: per quanto riguarda il nostro gioco di oggi, il giudizio non può che essere positivo.

La vera difficoltà sta nel reperirlo. A patto di non volersi immergere nei meandri di internet, l’unica possibilità consiste nel trovare una copia scatolata e funzionante del gioco. Ad oggi, infatti, non è possibile acquistare questa pietra miliare da nessuna parte.

Qualora si riuscisse a recuperarlo, tuttavia, avremo bisogno almeno di una macchina 386 con scheda VGA e DOS 5.0. In alternativa potremo farlo girare su DOSBox od emulare l’intero sistema su PCEM o VMWare/Virtualbox a seconda delle nostre preferenze.

Su GOG è possibile trovare la versione ’96/’97 di Sensible World of Soccer a buon patto, qualora voleste saltare a piè pari il gioco base e cimentarvi direttamente con lui.

PAGELLA

GAMEPLAY – 8 ½

Tanto semplice quanto divertente, rapido da imparare ma difficile da padroneggiare. Rappresenta un buon compromesso tra la sfida ed il divertimento, in grado di mantenere sempre viva la voglia di fare la classica ‘ultima partita prima di spegnere’

GRAFICA – 8

Invecchiato straordinariamente bene, graficamente si presenta come un gioco pulito ed ordinato. Può non piacere eccessivamente lo stile testa grande – corpo piccolo, ma per un gioco su PC del 1992 non si può chiedere davvero molto di più.

SONORO – 6

Nulla di eccezionale da questo punto di vista. Ben fatto, ma si sarebbe potuto puntare a qualcosina di meglio. Stanti le limitazioni oggettive dell’epoca non è, chiaramente, un’insufficienza.

RIGIOCABILITÀ – 9

Difficile trovare un gioco di calcio che abbia problemi in questa categoria, ma Sensible Soccer è in grado di offrire una varietà di gioco davvero impressionante anche per gli standard attuali. Che si voglia giocare da soli od in compagnia, la possibilità di creare campionati, leghe e coppe sempre diverse rende il gioco virtualmente immortale.

VOTO GLOBALE – 8

Divertente e vario, colorato e simpatico, Sensible Soccer è chiaramente un classico cui non si può imputare granchè di negativo. Se altri giochi hanno saputo fare di meglio sotto l’aspetto simulativo, è qui che nasce la costola più ‘arcade’ del gioco del calcio moderno su PC. Avendone la possibilità, è assolutamente da provare.

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