PROGETTO FM – E’ uno sporco lavoro

Oggi per proseguire la nostra rubrica abbiamo ai nostri microfoni Francesco Papppalardo per tutti Frappo.

Giornalista: Ciao Francesco cosa ti ha spinto a entrare nel progetto? Cos’è per te Progetto Gaming?

Frappo: Intanto ciao a tutti, ho scoperto il Progetto grazie a un amico e sono sempre stato affascinato dalle idee innovative, in più sono un grande amante della saga Football Manager, ci gioco dalla versione 2008, anche se oggi mi ritengo decisamente più accanito di allora. In poche parole non potevo dire di no! Inizialmente dicevo “no però sai, non mi metto a guardare le live, a postare, vabbè vediamo”, oggi Progetto Gaming è letteralmente una grande famiglia, una stupenda community di persone che amano le stesse cose, cioè giocare, socializzare, il calcio e la propria squadra! È un modo bellissimo per conoscere persone provenienti da tutta Italia, mentre nello specifico in Progetto Football Manager vedo insieme a tutte queste persone un ampliamento realistico del gioco di base, dove i giocatori che schieri in campo non sono più semplici omini (o pallini se giocate in 2D come i veri pro) ma persone reali da gestire come tali. Neanche l’invenzione del VR ha spinto un gioco a tali potenzialità, pazzesco.

Giornalista: Come mai la scelta di fare proprio il portiere? Casuale o vuoi seguire le orme di qualche tuo beniamino?

Frappo: Quando ero bambino non ero come adesso, ero un bambino abbastanza cicciottello e avevo pochissimi amici. Un giorno sono andato da alcuni bambini che giocavano a calcio chiedendogli se potessi giocare con loro, mi hanno risposto “va bene, mettiti in porta che così la copri bene”, a me interessava solo giocare, che fossero stati cattivi con me non me ne importava proprio niente, così accettai e mi divertii, a fine partita il ragazzino è pure venuto da me a scusarsi! Sempre in quel periodo vidi una partita dell’Italia, precisamente contro la Croazia, e li ho scoperto quanto è bello il ruolo del portiere, vidi per la prima volta Buffon, tutt’oggi mio idolo indiscusso e da quel momento ho iniziato a vedere il ruolo del portiere come la mia rivincita sociale e iniziai a farlo seriamente! Oggi gioco solo con gli amici, ma non riuscirei a vedermi in nessun’altra parte del campo, nemmeno in un GDR!

Giornalista: Come rispondi a quelle persone che reputano il portiere il ruolo più noioso o comunque quello che da meno gioie?

Frappo: Siete gli stessi che poi cantano “I believe I can fly”, quello che voi sognate noi lo facciamo.

Giornalista: Com’è fare il portiere in una squadra come il Vicenza che ha avuto una stagione travagliata in questa stagione?

Frappo: Fare il portiere di per sé è una responsabilità enorme, quando la tua squadra ha questi risultati la cosa letteralmente si triplica, tutti guardano te, per essendo il terzo del campionato per reti inviolate! Tuttavia gioco in una squadra che crede in me e questo ti ripaga di tutto e oggi il Vicenza con Arnone in panchina può realmente trovare la pace!

Giornalista: Che consigli daresti a un nuovo utente che decide di fare il portiere, visto che è un ruolo complesso e non molto valorizzato dalle videocamere durante le partite?

Frappo: “Vieni qui, non ti faccio nulla” No, a parte gli scherzi, fallo, mettiti in gioco, è vero che sarai poco valorizzato, ed essendocene uno solo in campo sarà molto difficile emergere, ma con l’impegno giusto diventerai un fuoriclasse e potresti essere il primo portiere a vincere il pallone d’oro (sempre se non ci arrivo prima io), perché non provarci?

Giornalista: Raccontaci come ti trovi nello spogliatoio vicentino e se giuri fedeltà alla squadra veneta?

Frappo: Il Vicenza mi ha fatto sentire apprezzato fin da subito e oggi è un bellissimo gruppo, al quale sarò legato, in un modo o nell’altro, per sempre!

Giornalista: Parlaci di come hai trovato il Milan? Come l’hai trasformato con l’aiuto di Mister Palladino?

Frappo: Sono entrato al Milan con un imperativo, rivoluzionare la squadra, prendere la squadra più disastrata del progetto e farla diventare la più invidiata, e nonostante mi abbiano riso tutti in faccia (abbastanza scherzosamente, anzi, ringrazio chiunque mi abbia dato il suo sostegno iniziata questa sfida!), oggi credo di aver vinto, e devo tutto questo alla squadra, e in primis a Palladino, che sia per il carisma sia per la sua dedizione alla causa, è stato essenziale, lui come il capitano Staniscia che ha dimostrato ampiamente il perché meriti quella fascia più di quanto chiunque la meriterebbe in qualunque squadra! Un grazie a tutta la squadra che ha accettato di conoscersi meglio, di “darsi una possibilità” e che oggi come risultato è davvero uno dei gruppi più belli mai visti!

Ringrazio Francesco per aver voluto rilasciare l’intervista.

Articolo di Davyd Andriyesh

Grafica e revisione realizzate da Stefano Santoro

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento