Progetto FM – Terzi racconta….Valerio Arnone

Oggi parleremo di un personaggio eclettico, che ha fatto di questo progetto la sua vita visto che è impegnato in tantissime attività: Valerio Arnone.

Arnone nasce ad Agrigento il 4 agosto del 1993. All’età di 19 anni si trasferisce nella bassa bergamasca, precisamente a Caravaggio, dove tutt’ora vive. Persona squisita e disponibile, è appassionato del football, dei manga, della lettura (con una forte attrazione per la letteratura russa), di videogames e di giochi da tavolo. Quest’ultimi due interessi faranno da trade union con un personaggio molto importante per lui e lo porteranno a entrare nel progetto già nel lontano 2017 per S1: costui è Alessandro Pironti.

Era un caldo pomeriggio estivo, sembrava essere un giorno qualsiasi, e il buon Arnone stava lavorando: a un certo punto gli arriva un messaggio; manco a dirlo era del suo caro amico Pironti, il quale gli fa una proposta: entrare nel Progetto FM, ovvero partecipare a quello che sarebbe diventato il gioco online di FM più importante e giocato in Italia. Non capì benissimo di cosa si trattasse ma si buttò. Nella descrizione scrisse solo “Mi ispiro a Chiellini, tutto qui“. Con queste parole inizia la carriera di Arnone nel progetto.

La sua carriera inizia nel Progetto Gaming. Era un periodo complicato della sua vita, che portò Arnone inizialmente a non appassionarsi molto al gioco. Passavano i mesi ma non era ancora diventato un utente che si potrebbe definire con la U maiuscola: seguiva poco le live e non sapeva bene cos’altro avrebbe potuto o dovuto fare. A fine S1 Arnone decise di cambiare aria e passò in S2 alla sua squadra del cuore, ovvero la Juventus, allora gestita da Vito Pizzo. Le prime due stagioni passarono però parecchio in sordina, con pochissime soddisfazioni personali e vissute di fatto da inattivo, cosa di cui ancora oggi si pente di aver fatto.

Arriva S3 e succede lo scandalo Progettopoli, che cambierà per sempre la carriera di Arnone e il suo modo di intendere e vivere il Progetto: una conversione per certi versi, come quella che coinvolse S.Paolo lungo la via di Damasco. La Juve fu colpita da questo scandalo in primissima persona. Pizzo venne cacciato e tutti i giocatori, tra cui Arnone, reagirono con forza: erano disposti a tutto pur di aiutare la squadra coadiuvati dall’allora DS Gallorini e dal mister Alessandro D’Anteo. Il rapporto col mister fu qualcosa di unico tanto che tra i due è rimasto ancora oggi un grande affetto. Fu un autentico miracolo: contro tutto e tutti in quella stagione i bianconeri vinsero lo scudetto, forse il più epico attualmente nella storia del Progetto: per Arnone dopo la conversione arrivò la redenzione, con il tricolore e il primo titolo in carriera.

A pochi giorni dalla fine del mercato estivo che da il via a S4 qualcosa turba Arnone: troppo forte la nostalgia per Crema, per il suo Progetto Gaming dove tutto cominciò, voleva ritornare da campione ma soprattutto da giocatore rinato, e così a sorpresa chiese la cessione e poté rindossare la maglia del PG.

Ma a questo nuovo Arnone non bastava fare il giocatore, voleva di più. E così decise di acquistare il Vicenza, squadra che era in Serie B, con una cordata assieme alla talentuosa ala del Torino Angela Iadicicco. Arnone diventa così presidente, seppur in coabitazione. Dopo qualche mese Angela lasciò la presidenza, ma nonostante ciò la sua prima stagione da dirigente fu un autentico exploit: con Saladino come DS e con Paudice in panchina i biancorossi ottennero il terzo posto in B venendo fermati solo in semifinale dei playoff promozione.

A fine stagione il buon Arnone rincara la dose; dopo essere diventato calciatore e presidente decide di darsi pure al giornalismo, scrivendo per la rivista Progetto Mk-Ultra.

Arriviamo alla stagione corrente, S5, dove Arnone resta al PG come giocatore mentre come presidente dei veneti vuole alzare il tiro per poter arrivare alla promozione: acquista letteralmente un top player per riuscirci ovvero Riccardo Serafini. Nel mercato di riparazione svolge un ulteriore sforzo acquistando sé stesso ma la stagione non fornisce i risultati attesi. Arriva nello staff societario la sapiente figura di Giovanni Nisi insieme al quale acquistano una società satellite, il Potenza, ma la stagione è anonima e travagliata culminata di fatto con una salvezza tranquilla e nulla più. Decisivo in tutto ciò la burrascosa situazione allenatore che ha martoriato il Vicenza per tutta l’annata: doppio ban di Paudice prima, e di Saladino poi; in mezzo l’infelice esperienza Minervino, esonerato dopo la debacle subita col Frosinone. Nelle ultime gare il presidente Arnone ha fatto una scelta di grande affetto per tutta la società e per tutti i suoi giocatori, diventando lui stesso l’allenatore.

Sarà ancora lui l’allenatore la prossima stagione? Farà dunque un’ulteriore attività questo tuttofare del Progetto? Una cosa è certa, darà il 100%, per tutti i ruoli che ricoprirà, per portare in alto il Vicenza e poter vincere dei titoli con questo suo giocattolo che adora alla follia.

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