Progetto FM – SEATTLE, i rivoluzionari della creatività

Oggi ho avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con i creativi del Seattle (ex IMH – Inter Media House) nella quale ho approfondito i vari compiti di ognuno di loro per poi finire con una riflessione sulla figura del Marketing Manager.

Il fuffa divide e dividerà sempre, sia al bar che negli stadi. Divide anche qui nel progetto, dove troppo spesso non viene vissuto da giocatore di ruolo ma tifoso delle squadre reali.Voi traete ispirazione dal fuffa ma andate oltre, quanto interismo è presente nei vostri lavori e quanto interismo PG avete creato?

Alberto: La base fuffa c’è in tutto, tranne che nelle squadre create ad hoc (Fublet, PG e DrinkTeam). I riferimenti visivi e cromatici per forza di cose sono quelli, ed è bene che le coordinate rimangano quelle: non sarebbe Inter, anche se PG, con le maglie gialloverdi.

L’identità interista è fortissima da noi, volutamente. L’idea dell’Inter agli interisti, come saprete, è una sfida gdr, uno stimolo, ma anche un modo per compattare il gruppo e portarlo verso un’ottima attività. Dal punto di vista prettamente grafico è fondamentale capire cosa si va a creare, e con l’IMH viviamo tutti i contenuti presentati. Ogni minimo riferimento ha una spiegazione nel nostro passato e presente da tifoso. Quindi è normale che, anche a livello grafico, l’identificazione con l’Inter fuffa sia fortissima, e ci va bene così. L’importante per noi è sfornare contenuti di grande qualità, diversi da quelli del resto del gioco, per permettere ai giocatori di sentirsi sempre più immersi nel Progetto FM dell’Inter. Se qualcuno non apprezza le grafiche, pazienza: de gustibus. Ma se qualcuno ci accusa di essere troppo “fuffa”, forse è proprio quel qualcuno che ci giudica con le lenti del tifoso fuffa, identificandoci come un gruppo di interisti e non come autori di prodotti di qualità.

Hai citato l’acronimo IMH, ci spieghi bene cos’è e ci illustri il compito di ognuno dei componenti?

Alberto: Certo! Beh IMH sta per Inter Media House (sì, anche questo lo abbiamo preso in prestito agli “altri”). Si tratta del nostro comparto grafico: il MM a libro paga, che si occupa della linea grafica generale e dei lavori “quotidiani” è Lorenzo Valentino; Nicolò Baiardi è presente in veste di appassionato e consulente, le sue osservazioni puntuali ci hanno molto aiutato; Claudio Però, con la sua esperienza, ci ha aiutato in molte decisioni e ultimamente si è concentrato sulla parte video. Infine io: maglie, loghi… insomma tutto quello che vedete da qualche stagione nel gioco.

Piccola nota a margine: il nome del collettivo grafico precedentemente conosciuto come Inter Media House cambierà, cogliamo l’occasione per annunciare il nuovo nome: SEATTLE.

Domanda, questa volta per Claudio Però: Il video di presentazione delle nuove maglie ha stupito molto, ti posso dire come l’ho vissuto io: prima mi sono lasciato emozionare, poi ne apprezzato il comparto tecnico, sembra fatto da una persona che lo fa di mestiere, ci spiegheresti cosa usi per realizzare questi video, quanto tempo ci metti a realizzarlo e come si svolge il processo di creazione, parti da una “sceneggiatura”?

Claudio: In realtà ho studiato anni e anni per far sì che questo fosse il mio mestiere, quindi ero avvantaggiato in questo senso. Detto questo per realizzare questo video e quello della presentazione del logo ho usato After Effets (un programma che amo con tutto il cuore), mentre per quanto riguarda le tempistiche è vi racconto un aneddoto divertente: per fare il primo footage ci ho messo 5 ore nel momento di preview che stavo mandano in chat SEATTLE è crashato tutto, per fare il secondo e sistemare per bene il tutto, sono arrivato a  circa 10 ore, quindi 15 ore solo per. Un video di 1 minuto! (ride n.d.r.)

Per la creazione come tutti i miei lavori vado solo ed esclusivamente d’istinto, cerco di visualizzare mentalmente il lavoro per poi portarlo in digitate.

Domanda per Lorenzo Valentino: Il lavoro del Marketing manager è un lavoro che si svolge molto sotto traccia, molto spesso il gruppone non sa neanche chi effettivamente produca le grafiche, con i tuoi lavori invertirai la tendenza? In genere hai dei template standard che modifichi di giornata in giornata o riesci a variare di più?

Lorenzo: Diciamo che essere parte del gruppo già come giocatore mi aiuta da questo punto di vista, è d’aiuto anche il fatto di essermi occupato delle grafiche dell’Inter già nelle stagioni precedenti tutto ciò mi dà lo slancio giusto per occuparmi del lato marketing insieme ai miei colleghi. I template credo siano fondamentali per mantenere una sorta di linea editoriale all’interno del processo di storytelling di cui ci stiamo facendo promotori, quindi qualche base ci dev’essere.

Quest’anno, come facciamo da ben tre stagioni ormai, proveremo ad alzare l’asticella, lo stesso varrà per le grafiche quotidiane. Non posso dire ancora molto, ma la varietà potrebbe essere una delle grandi novità nella linea di comunicazione del prossimo anno.

Nicolò Baiardi, ADD ci ha appena detto che fai da consulente, ci spieghi meglio il tuo ruolo? Vi riunite come una vera e propria commissione che approva o meno una grafica?

Nicolò: Il mio ruolo all’interno di Seattle è quello più semplice perché son quello che suggerisce degli accorgimenti o butta giù delle idee ma poi son gli altri a costruire l’opera d’arte.

Non ci riuniamo per decidere cosa postare perché, di fatto, siamo riuniti tutto il giorno. Non saprei cosa altro dirvi, perché sono loro tre i creativi che rendono possibile tutto questo.

All’interno del progetto vedete altre squadre che applicano la stessa cura per i dettagli che adottate voi?

Alberto: Io sinceramente vedo alcune grafiche belle, pensate bene. Mi viene in mente Roberti. O Freshko per le maglie. Altri, come la Cremonese, seguono un filone più narrativo che grafico. Dal punto di vista del complesso grafico nel suo insieme, probabilmente no. Ma speriamo che questo stimoli la concorrenza a far meglio!

Lorenzo: Personalmente, mi piacciono le grafiche della Sampdoria-Locri: molto semplici e intuitive, senza fotomontaggi sformati o cose del genere. In un eccesso di autostima, non credo nessuno metta la cura e il tempo soprattutto che mettiamo noi quotidianamente.

Quanto ha inciso il vostro lavoro nell’attività dei giocatori dell’Inter PG? Nel mio proverbiale articolo sui bonus attività S5 cosa scriverò dell’Inter?

Alberto: Credo che la ristrutturazione societaria abbia dato nel complesso una botta di vita. Il reparto grafico è una parte fondamentale della società e quindi sì, almeno parzialmente ha inciso, credo.Lorenzo: Alla fine, è un percorso che abbiamo iniziato con il “Beneamata dalla Nascita” di due anni fa. L’arrivo e il progetto di ADD di avere un “Inter agli Interisti” ha spinto su una tematica che ha solo rafforzato quello che è il nostro “brand” (tra molte virgolette).

Abbiamo iniziato questo percorso ormai da un anno pieno e i progressi si vedono e personalmente mi fa piacere anche vedere più attenzione al lato grafico nel Progetto, aggiunge una nota di realismo, anche se ci sono da migliorare delle cose, come noi facciamo con noi stessi ogni giorno.

Tanti si sono affacciati al mondo degli MM, il gruppone è costellato di tante grafiche, alcune a fuoco altre un po’ meno, che vi sentite di consigliare alla community?

Alberto: Io vorrei solo invitare a premiare la qualità. Avete gente talentuosa in squadra e volete fargli fare le grafiche? Figata. Non avete nessuno? Chiedete! Dal confronto si cresce, io stesso ho tirato fuori maglie belle dopo discussioni con altre persone.

Lorenzo: Magari sarebbe carino pure fare tutorial appositi per chi non sa come partire, giusto come base per fare un certo tipo di cosa. In caso, esistono migliaia di tutorial in giro, sia video che semplicemente scritti. Un piano di marketing, anche se è esagerato definirlo così, si può pensare bene con qualche testa o cercando ispirazioni letteralmente in giro. C’è sempre da pensare, creare e migliorare, come fa chiunque in qualunque cosa.

Nicolò: Rispondo a questa domanda semplicemente con un’esortazione: Non mettete una scritta bianca sul bianco o su sfondi chiari perché (nel caso non ve ne foste accorti): NON SI LEGGE!

Io ho fatto il marketing manager, nel mio piccolo, con risultati che spero discreti. Quello che mi spingeva a cercare di fare meglio era il voler generare compiacimento e senso di appartenenza nei miei compagni di squadra. Cosa vi spinge a fare quello che fate?

Alberto: Divertimento. Disegno maglie da calcio per pura passione da quando ero un bambino. Solo quello. Siamo all’interno di un gioco, mi devo divertire. Ecco perché non farò mai il MM tradizionale: non mi divertirebbe. (Ulteriore proposta: c’è il patentino allenatore e DS, perché non quello MM?)

Lorenzo: Lo hai detto tu. Siamo bene o male tutti amici dopo un anno di convivenza (eccetto Baiardi e quella pippa di Cusumano) e quindi lo si fa come una sorta di supporto reciproco e per divertirci assieme. Alberto si diverte con le maglie, io mi diverto con le proposte marketing o le grafiche giornaliere, Claudio con i video, eccetto quando si dimentica di salvare e Baiardi cazzeggiando. Ci si aiuta, ma soprattutto ci si diverte insieme in un ambiente che possa essere sano e produttivo per tutti

Nicolò: Mi spinge il voler far alzare il livello dei vari MM all’interno del PG. Mi sono stancato di vedere immagini di bassa qualità spacciate per lavoroni. Attualmente, per me, proponiamo il top del top e questo deve spingere anche altri marketing manager a superarci.

La questione del patentino per gli MM secondo me è un’arma a doppio taglio, perché credo che ogni squadra debba sentirsi libera anche di far crescere un giocatore che non ha mai visto cosa sia Photoshop e lo inviti a migliorarsi, se dovessimo partire da un livello altissimo, diventare MM sarebbe molto difficile. In generale non vorrei precludere esperienze di gioco ai giocatori, che ne pensate?

Alberto: Parlo di MM, non per forza di grafici. Un minimo di base di comunicazione, di cosa fare o non fare. Secondo me non serve Photoshop per essere un buon MM. Se fai grafiche pessime, non sei un buon MM. ma magari puoi coinvolgere con le parole, con le idee…

È chiaro che il nostro forte è la grafica, e quindi “parliamo” con quella. Ma ben vengano altri linguaggi di aggregazione.

Grazie ai ragazzi del Seattle, non vediamo l’ora di vedere cosa farete in S6!

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