Magus e Frog: La vendetta soppressa

C’è una cosa che dovete sapere di me per la quale quasi sicuramente mi prendereste a ceffoni a mano chiusa.
Ogni volta che cade l’argomento io sto sempre a dire che non sopporto i jrpg.
Poi, se vai a vedere tra i miei giochi preferiti, cosa salta fuori?
Final Fantasy VII seguito a ruota dal 6, Xenogears, … Insomma, avete capito l’antifona.
Al che sudo freddo. Vorrei dire “No, davvero, lo giuro!” e alla fine ammetto che ok, non apprezzo la maggior parte dei jrpg MA ci sono delle eccezioni enormi.
Ecco, forse potrei anche riuscire a salvarmi dalla selva oscura di cazzotti, anche se continuo a meritarli.
Oh, per carità, non sto assolutamente cercando di giustificare i miei gusti, manco per idea, ma mi serviva una scusa per iniziare questo articolo.

Comunque, stavo dicendo delle eccezioni.
Una di queste è sicuramente Chrono Trigger.
Come potrebbe essere altrimenti?
Chiunque lo conosca tiene stretto nel cuore questo gioco per Super Nintendo semplicemente meraviglioso. I motivi? Beh, iniziamo col dire che il Character Design è stato curato da un certo Akira Toriyama (Dragon Ball non vi dice nulla?) e continuioamo evidenziando che fosse avanti di secoli rispetto ai suoi contemporanei per complessità della scrittura della trama, della possibilità di scelta e di influire sullo stesso finale, pardon, dei dodici finali, nonchè uno dei primi titoli che possa ricordarmi a inserire un New Game Plus, per non parlare del livello tecnico ineccepibile.
Già così basterebbe a farlo entrare nella leggenda, ma c’è qualcosa che svetta su tutto questo: la caratterizzazione dei personaggi e dei loro rapporti.
Questo è sempre stato un punto forte in praticamente tutti i giochi della Square Final Fantasy 4 in poi.
Sfido chiunque a non provare qualcosa seguendo il dramma personale di Cecil e il suo conflitto con il fratello di sangue Kain, o a rimanere impassibili a una qualsiasi atrocità di Kefka.
Spoiler: se avete un’anima non ci riuscirete.

Final Fantasy IV

Sì, c’erano altri esempi di signori JRPG su console, come i due Breath of Fire, ma puntavano verso storie relativamente più semplici e nella struttura e, almeno su SNES, non mi viene nessun titolo che avesse quella particolare e spiccata maturità e credibilità nella scrittura tipici dei titoli di casa Square.

Breath of Fire II

Per questo i vari Final Fantasy spiccavano su tutti gli altri: volevamo vedere le interazioni e i rapporti tra i vari personaggi che si sviluppano, leggerne i dialoghi e conoscere i loro sentimenti certe volte, per noi, era anche più di sapere come andasse avanti la storia.
Si cercava cioè di vedere maggiormente il dettaglio nell’incesellatura della trama che ne veniva impreziosita abbondantemente.
Oggi è la norma, anzi, per certi versi è il minimo per i giochi Story Driven, ma nel 95 era qualcosa che di rado veniva visto su Console.

Per avere storie di una certa complessità emotiva e psicologica di solito una persona doveva rivolgersi al mercato PC, più indirizzato a una nicchia adulta, nel quale certe tematiche e tecniche di scrittura non erano assolutamente rare tra titoli di un certo livello.
Il perchè di tale differenza viene dato da vari fattori, non ultimo dal semplice fatto che giocare su pc, all’epoca, era più complicato che su console e quindi riservato ad una cerchia di pazienti appassionati, lontano per forza di cose dal concetto di Family friendly, senza contare che il mercato software del PC non era chiuso come poteva esserlo una console.
Questo ha portato a una maggiore libertà nei contenuti che ha permesso, in linea di massima, di portare atmosfere e tematiche che, in altri casi, sarebbero state bocciate perchè non adatte al pubblico di punta di casa Nintendo o di Sega (anche se quest’ultima puntava più sui teenagers che sui bambini ad essere precisi) e tecniche narrative più particolari e incentrate sui personaggi e la loro psicologia.
Il panorama pc è pieno di esempi ragguardevoli anche senza scomodare per l’ennesima volta la saga Ultima (che nomino quasi più di mia madre).
Ci basta pensare a Betrayal at Krondor o anche Darklands, nei quali i personaggi erano la forza motrice di tutta la trama.
Nel senso, non erano tanto nell’evento che stavano vivendo quanto ne erano parte integrante essi stessi.
Tendenzialmente, quello che ho potuto notare, è che nella narrativa tipicamente giapponese, e quindi nei Jrpg, spesso gli eventi sono più importanti dei personaggi stessi che sì, ne fanno parte ma non sono sempre il cuore di quello che viene mostrato.
La sensazione che mi viene data è che sia l’evento il protagonista della scena, non i personaggi.
Per contro una tendenza tipica del gioco di ruolo occidentale è l’esatto contrario, mettere cioè la trama a servizio dei personaggi.
La Square era nel mezzo.

Betrayal at Krondor


Trama personaggi parevano quasi come se collaborare per dare vita a una sinfonia narrativa rara a vedersi e, per certi versi, unica.
Uno di questi momenti di sincronia assoluta tra le due parti della scrittura che mi è rimasto marchiato a fuoco nel cervello è rappresentato da una scena particolarissima di Chrono Trigger.
Ok, vi avverto fin da adesso: parlerò di una scena cruciale del gioco, nella quale si sono scoperte delle cose che ribaltano quello che si pensava essere il cuore della trama punto se non ci avete giocato e intendete farlo fermatevi adesso.
Sono serio, poi non voglio sentire nessuno che si lamenta perché gli ho rovinato il colpo di scena!
Cercherò di dare delle coordinate di storia in modo da rendervelo più comprensibile possibile ma senza rivelare più del necessario, che sarà comunque TANTISSIMO.
Quindi detto questo, spoilerone tra 3, 2, 1…

Artwork gigante per coprire palesemente lo spoiler? Sì. Però è un bell’artwork, godetevelo, su

Ok, Chrono è appena stato ucciso da Lavos, l’essere che divorerà la terra nel futuro.
Tutto sembra perduto, gli eroi sconfitti.
È il punto forse più drammatico dell’intero gioco.
Sono solo Marle, Frog e Lucca.
Trovano quello che fino a poco fa era il loro nemico, Magus, a contemplare l’orizzonte.
La luce che filtra dalle nubi plumbee in lontananza nascondono il sole basso, fermo in una alba che sorge sulle ceneri dell’impero di Zeal.
Oltre ad essere assai suggestiva credo sia una scelta artistica voluta che indica ben più dell’inizio della nuova era, più avanti vi dirò cosa.
Adesso non è il momento di spegazioni, perchè ora Frog estrae la spada, livido di rabbia.
Un tempo era umano, è stata la maledizione dello stregone, finalmente a portata di lama, a rinchiuderlo in quella forma di rana antropomorfa.
Da quando facciamo la sua conoscenza il cavaliere ha un unico obbiettivo: uccidere Magus.
Una vendetta covata nel profondo, più volte scivolata via davanti ai suoi stessi occhi, ritardando l’attimo in cui poteva essere compiuta.
Ma non ora.
Lo stregone è all’angolo, non potrebbe fuggire nemmeno se lo volesse.
Non senza combattere.
Ma che dire di Magus?
Inizialmente credevamo che fosse il responsabile della venuta di Lavos, che fermando lui avremmo salvato il futuri.
Ci sbagliavamo.
Quello che il mago voleva fare veramente era distruggerlo.
Messosi a capo di un terribile esercito di mostri e creature maligne ottiene le risorse e il potere necessario per raggiungere il suo scopo, ma mentre tentava di fermare il terribile divoratore di mondi, i suoi alleati iniziarono una guerra contro gli umani.
Ma a Magus non importava.
Perseguiva il suo obbiettivo senza esitazione, pronto a distruggere chiunque gli si fosse messo davanti.
Tra questi l’eroe Cyrus e il suo scudiero Glenn che, con il pensiero di fermare la terribile guerra, cercano di porre fine ai suoi piani.
Ma le cose non vanno come speravano.
Magus infatti uccide il cavaliere e decide, sotto consiglio di un suo sottoposto, di imporre sul giovane scudiero una maledizione che lo tramuterà in rana.
Glenn quel giorno scomparve, lasciando il posto a Frog.
Nonostante abbiano capito di avere un obbiettivo in comune, la fine di Lavos, troppe cose sono successe, anni di rancore e odio che ora giungono al culmine.
A rendere il tutto più teso è la certezza che, morto Magus, il suo incantesimo si esaurirà e Frog tornerà alle sue fattezze umane.

Il momento della verità.
Che tipo di eroe è Frog?
Dipende da noi scoprirlo

A questo punto saremo noi a decidere cosa farà Frog e, di conseguenza, la sua psiche.
La scelta che per molti sarebbe logica è quella del duello.
Un bellissimo scontro finale uno contro uno tra i due avversari, quasi poetico, dove l’ambiente non solo è suggestivo ma indica effettivamente la sensazione di una fine.
L’alba sullo sfondo assiste all’ultimo duello tra loro, che vede il cavaliere vittorioso.
L’incantesimo è spezzato (alla fine del gioco tornerà umano con questa scelta), la sua vendetta è compiuta, e ora la sua vecchia vita, dedita ad essa, è finita.

Ma è davvero la scelta migliore?
Non parlo solo della possibilità di avere nel team Magus, ma parlo proprio della crescita del personaggio.
Il cammino dell’eroe deve per forza tracciata con il sangue?
Scegliendo la seconda opzione, Frog mette da parte tutto.
Il suo desiderio di vendetta, prima così ardente, si spegne in una semplice frase.
“Ucciderti non riporterà indietro Chrono e nemmeno Cyrus”
Una scelta che, pur spettando a noi, detta un cambio e porta con sè una carica emotiva non indifferente.
La comprensione dell”inutilità di una vendetta svuotata di ogni significato dalla verità svelata proprio dal vero passato del potente Mago, rende Frog un vero eroe che riesce ad andare oltre i propri primordiali sentimenti.
Magus ha compiuto crimini tremendi, pur perseguendo uno scopo giusto, e questo darebbe ogni diritto al cavaliere di perseguire l’avversario e anzi ne guadagnerebbe spezzando l’incantesimo.
Sarebbe la cosa giusta e insieme quella più semplice.
Questo equivarrebbe al buttare via tutto quello che ha imparato.
Spargere altro sangue per cosa?
Orgoglio?
Frog, anzi, Glenn, messo nella stessa posizione dello stregone avrebbe fatto diversamente?
Domande che mi sono vorticate nel cervello che portano al perchè della scelta:
Fermare la spada.
Da qui nasce qualcosa di nuovo.
Il sole è testimone non più di una fine, ma di una evoluzione, una rinascita se vogliamo, di Glenn che ,fino a poco fa, cercava di avvicinarsi all’immagine che si era fatto di Cyrus ma che così riesce a superarlo.
Non dimentica, ma capisce che non è con la vendetta che renderà onore alla memoria dell’amico scomparso.

Un altro dettaglio interessante di questa faccenda è che, con questa scelta, Magus si unirà al resto del gruppo, iniziando una inaspettata collaborazione, di conseguenza, anche con Frog, fornendo il gruppo di una informazione che riporta speranza tra loro (che non sto a dirvi. Se lo avete giocato sapete di che sto parlando, in caso contrario non voglio rovinarvi più di quanto abbia già fatto!).
È interessante vedere anche come, però, lo stregone sia l’unico personaggio a non avere tecniche combo con nessuno del gruppo, ma solo triple, e sempre senza Frog.
Un segnale chiaro che indica sempre che le tensioni tra i due si saranno pure appianate, ma le ferite del passato restano.

Tutto questo racchiuso in una semplice scelta Sì/No.
Come? Con una costruzione certosina di una piramide di eventi, sentimenti e evoluzioni. Questa scena è solo un mattoncino di questa monumentale opera ma che, insieme a tanti altri, rende Chrono Trigger un capolavoro immortale.

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