Immagine inziale Duke Nukem

Retroreview – Duke Nukem

Duke Nukem è un nome che molti assoceranno immediatamente al protagonista dell’omonima serie di videogiochi. Un bellimbusto biondo e muscoloso, largamente ispirato alla figura dell’Arnold Schwarzenegger dei tempi d’oro. Politicamente scorretto, sessista, violentissimo, dall’ambigua moralità e così americano da far male agli occhi. Ma ha anche dei difetti.

Realizzato dall’allora Apogee Software, divenuta poi 3D Realms, è stata per lungo tempo rivale di ID Software. La stessa ID Software, assorbita negli ultimi anni da Bethesda, che ha realizzato capolavori come Doom o Quake.

Quest’oggi voglio parlarvi del gioco che ha dato i natali alla serie: il primissimo Duke Nukem, rilasciato per PC nell’ormai lontano 1991. La fortunata serie, nota soprattutto per Duke Nukem 3D (1996) e per i circa 15 anni di attesa (lunga e tragica storia) per Duke Nukem Forever ha origini piuttosto umili.

HAIL TO THE KING, BABY!

Come la maggior parte dei suoi contemporanei, Duke Nukem è un platform a scorrimento laterale, chiaramente in 2D. Lo potremo godere nella gloriosa veste dei suoi 256 colori, generalmente ben utilizzati ma che talvolta vi faranno venire voglia di cavarvi gli occhi (sì, proprio tu livello verde acido/marroncino).

La storia del gioco è piuttosto semplice e lineare: il Dr. Proton, scienziato più o meno pazzo, decide di cambiare radicalmente la sua scelta di carriera e diventa il nostro arcinemico. Costruito un esercito di robot assassini, con alcuni modelli estremamente reminescenti di Robocop ed altri dal taglio più originale, si dedicherà all’hobby di ogni tipico pensionato: conquistare il mondo. Il nostro compito sarà quello di inseguire l’arzillo e facinoroso dottore per la bellezza di 3 episodi.

Livello di gioco con casse
Uno dei primi livelli del gioco. Notare la cura nello sfondo a 16 bit e 256 colori

Il primo episodio ci vedrà impegnati a sgominare i suoi terribili piani sulla Terra, saltellando gioiosi su barili di materiale radioattivo e sparando con la nostra pistola a raggi contro robot e mostriciattoli vari. Nel secondo inseguiremo la nostra nemesi sulla luna, sulle note dell’intramontabile canzone di Fred Buscaglione. Il terzo episodio ci riporterà ad una Terra del futuro ed avremo modo di passare al confronto finale in un livello di cui non ho ancora compreso bene le dinamiche.

A ZONZO PER LIVELLI

Come accennato in precedenza, in Duke Nukem dovremo principalmente fare due cose: saltare e sparare. A differenza di alcuni giochi suoi contemporanei, come ad esempio Commander Keen (1990, ID Software), qui le munizioni sono infinite. Anzi, recuperando nei vari livelli delle altre pistole, aumenteremo il nostro rateo di fuoco (da 1 a 4 colpi).

Dotati di un numero limitato di punti ferita, ma non di vite, dovremo riuscire a gestire in maniera oculata i potenziamenti e gli oggetti di cura che troveremo nei livelli. Le cose che potremo trovare sono divise in quattro categorie principali: potenziamenti, oggetti di cura, trappole e tesori. I primi, che troveremo generalmente in casse grige, ci aiuteranno a superare i livelli o miglioreranno le nostre condizioni. La pistola aumenterà il nostro rateo di fuoco, gli atomi ci ridaranno piena salute, le scarpe ci permetteranno di saltare più in alto e così via.

Nelle stesse casse, tuttavia, potremo incappare in candelotti di dinamite dall’effetto… Dirompente. Sarà quindi necessario stare molto attenti a quanto, ed a cosa, spariamo.

Gli oggetti curativi li troveremo (ad eccezione dell’atomo) in casse rosse o sparsi per il livello. Le lattine di Coca-Cola ci restituiranno un punto ferita, ma se colpite salteranno per aria: afferrandole varranno 1.000 punti. I polli, invece, se colpiti diventeranno più grandi e restituiranno due punti ferita anziché uno.

Dr. Proton parla a Duke
Il Dr. Proton ci rassicura: non siamo soli. Lui ci guarda sempre

Le casse blu, infine, ospiteranno la miriade di tesori che potremo recuperare per far punti: joystick, floppy disk, palle da football e sfuggenti palloncini. Questi ultimi, tuttavia, saranno il nostro premio più ambito: varranno infatti ben 10.000 punti.

IL ROBOT ASSASSINO OLTRE LA SIEPE

In questo mondo crudele saremo soli soletti, ma talvolta il nostro antagonista comparirà da schermi piazzati qua e là nel livello per cercare di intimidirci. Questa sarà l’unica presenza umana, visto che per il resto avremo a che fare con robot di varia fattura. L’IA di questi è estremamente lineare e semplice: si va dai crawler che fanno su e giù per i muri, alle macchinine, ai temibili conigli esplosivi ed ai mech.

La varietà di aree e nemici è discreta, anche se si sarebbero potuti introdurre nuovi avversari, o anche sprite ricolorati, per avere più variazioni cambiando episodio. Piuttosto ostica la parte platform che, complice la struttura labirintica dei livelli, risulterà a tratti frustante per raggiungere punti nascosti od aree apparentemente fuori dalla nostra portata.

Duke Nukem in mezzo alle mine
Campo minato ante litteram

In molti livelli troveremo, come già detto, aree segrete e piccoli obbiettivi da raggiungere come raccogliere (nell’ordine corretto) le lettere D U K E od uccidere tutti i nemici nel livello. Farlo ci consentirà di raggranellare altri 10.000 punti (!) all’uscita dal livello.

L’impianto sonoro è quasi nullo: nessuna musica di sottofondo ed effetti sonori da PC Speaker assolutamente in linea con gli standard dell’epoca ma che non creano un’atmosfera particolare. Se non siete abituati a questo genere di suoni, la tentazione di disattivarli del tutto sarà grande. Enorme. Potrete farlo, tuttavia, soltanto dal mixer di Windows.

CONSIDERAZIONI FINALI

Andando a tirare le somme, il gioco in sè risulta essere, per quanto molto rudimentale, piuttosto divertente. Sebbene il nostro scopo sia ufficialmente quello di salvare l’umanità, la realtà è ben diversa: l’unica cosa che finirà per interessarci sarà avere un High Score più alto di tutti i nostri amici, in vero stile anni ’80/’90. Magari mandando degli screenshot, magari giocando su Twitch, magari persino alternandosi al PC.

Per giocare a Duke Nukem dovremo procurarci un emulatore come DOSBox, una macchina fisica 286 o superiore, od una macchina virtuale su VirtualBox, VMWare o PCEM. Chiaramente la soluzione consigliata è quella di affidarsi al sempreverde DOSBox, magari in versione ECE.

Per ragioni mai realmente comprese, al momento è tuttavia impossibile acquistare una copia del gioco. L’episodio Shareware è comunque disponibile su Internet Archive.

LA PAGELLA

Grafica – 7

Non il gioco più bello di sempre, ma considerata l’epoca di uscita e le limitazioni è più che sufficiente. Curata in alcuni casi, decisamente scadente in altri.

Sonoro – 5

L’assenza di un comparto musicale introduttivo, già presente in molti altri titoli dell’epoca, penalizza Duke. Gli effetti sonori non sono terribili, ma possono diventare fastidiosi.

Gameplay – 7 ½

Semplice, lineare e divertente. Probabilmente non il gioco più appasionante che avrete modo di provare, ma è un buon rimedio per ammazzare il tempo. O robot assassini. O entrambe le cose. La curva di difficoltà è modesta, per cui può essere adatto anche ad un bambino.

Rigiocabilità – 6

Difficilmente avrete voglia di riprenderlo in mano una volta finito, ma la possibilità di sfidare gli amici o voi stessi a raggiungere un punteggio più alto può riportarvi sulle tracce del Dr. Proton.

Voto globale – 7

Consigliato a chi non ha troppe pretese e vuol farsi un’idea di come ci si divertisse nel 1991 su PC, ma soprattutto a chi volesse toccare con mano come la rapida evoluzione tecnologica dei tempi abbia permesso a questi sprite di arrivare a diventare un’icona pop per buona parte dell’ambiente videoludico degli anni ’90.

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