RetroTools – PCEM 16.0

Forse lo ricorderete per aver letto questo nome in un altro articolo presente sul nostro sito: PCEM è un emulatore dedicato alla riproduzione (in maniera più fedele possibile) di sistemi molto, molto vecchi. Parliamo di sistemi che vanno dall’8088 fino ai primi Pentium e Pentium II, chiaramente richiedendo una quantità piuttosto corposa di risorse per poter ottenere delle performance decenti.

Cosa lo rende diverso da un emulatore di ambienti operativi come, ad esempio, DOSBox o VMWare od ancora VirtualBox? Semplice: qui è l’intera macchina ad essere emulata, recuperando le ROM delle componenti specifiche che vogliamo utilizzare, creando un sistema a 360° con tutti i crismi di quella specifica realtà fisica. Per semplicità, diciamo che i nostri Big 3 di cui sopra emulano la sola parte “mentale” dei nostri PC, il sistema operativo con cui ci interfacciamo. PCEM, per contro, crea un vero e proprio PC nel PC, su cui andremo poi ad installare il nostro sistema operativo.

Un’inception di PC

Ok, tutto molto bello, ma l’utilità pratica della cosa? Domanda assolutamente corretta: oltre che per i puristi e gli smanettoni più nostalgici e facinorosi, questo programma è potenzialmente dedicato ai retrogamer PC che hanno bisogno di replicare una specifica macchina per uno specifico sistema. Diciamo, ad esempio, che abbiate per le mani un gioco del 1996 che proprio non vi riesce di far partire su nessun sistema moderno. Avete sbattuto la testa contro problemi di compatibilità, sonoro che non risponde (problema di cui parleremo anche qui) o semplicemente l’impossibilità di far riconsocere al sistema i drivers che siete riusciti a recuperare con peripezie degne di un Indiana Jones del cyberspazio. Normale, se pensate che quei prodotti che avete usato hanno, de facto, una struttura “standard” su cui andate ad installare i vari sistemi. In molti casi saranno più che sufficienti, in altri assolutamente no.

Plausibile ad esempio che un gioco vada troppo veloce o crashi perchè il processore è troppo potente o che, magari, non venga riconosciuta correttamente la scheda sonora o, ancora, il supporto per quel titolo specifico non sia proprio eccezionale. Ecco intervenire il nostro eroe, che ci permette un grado di personalizzazione tale da rendere possibile non solo il crare un ambiente studiato per quel gioco specifico a quelle specifiche condizioni, ma anche di poter usare drivers adatti a seconda della componente scelta. Come su un vero PC.

Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale

In questa sedicesima versione sono stati risolti molti bachi, spcialmente relativi alla gestione dell’audio su sistemi 486 e superiori (particolarmente presenti utilizzando il programma su macchine non eccessivamente performanti), che risultava spesso essere gracchiante e, talvolta, inconsistente. Dopo una serie di brevi test con DOS 6.1 ed un adrenalinico processo d’installazione di Windows 95 (!), posso confermare che anche su un sistema ospite ormai datato come il mio, le prestazioni sono nettamente migliorate.
Per chi viene da incarnazioni più antiche di PCEM, sarò una novità l’introduzione della possibilità di configurare in maniera più o meno automatica un disco fisso, senza dover andare a calcolare cilindri e dimensioni reali per poter creare un’immagine. Resta, invece, una lotta serratissima quella per il recupero delle ROM necessarie per far sì che il nostro emulatore possa gestire periferiche, CPU e schede video. Niente che non si possa risolvere con una breve ricerca su GitHub, ma è bene tenere a mente che il programma NON funzionerà senza di esse.

Non si tratta di un programma dotato dell’interfaccia utente più semplice od intuitiva di sempre, quindi aspettatevi una curva d’apprendimento non proprio ripidissima ma che richiederà comunque un po’ di buonsenso ed intuizione. Per certi versi, chi è abituato ad usare VirtualBox si sentirà a casa (lo stile è molto simile, anche se più retrò). I veri problemi saranno proprio nella sezione dedicata alla scelta delle componenti, croce e delizia del nostro beniamino. Qui dovremo fare riferimento soprattutto a siti dedicati ed alla nostra capacità di ricerca: non dimentichiamo, ad esempio, che avremo bisogno SIA di una scheda SVGA SIA di una scheda acceleratrice (Monster 3D, Vodoo 2, TNT solo per citarne alcune) per fare un esempio. Più semplice la scelta sul lato delle schede sonore (sì, ai tempi era necessaria una scheda dedicata) che vedranno sicuramente primeggiare le vari versioni della SoundBlaster (16, PRO, Awe32 in primis).

I file d’installazione di PCEM potrete trovarli direttamente sul sito dedicato, dove troverete anche spiegazioni e tutorial (generalmente in lingua inglese) per l’installazione dei supporti e soprattutto del sistema operativo.

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