Paparella vuole la rivincita

Dalla Nazionale sfiorata con un dito a non essere più un pezzo pregiato della propria squadra. In mezzo, due trasferimenti e qualche incomprensione. È la parabola di Davide Paparella, difensore tuttofare in forza al Napoli, che ha deciso di aprirsi al pubblico di Progetto Gaming e ripercorrere queste ultime due stagioni: “Dopo aver iniziato al Malcantone, sono arrivato al Bari, la squadra della mia città. In poco tempo ero diventato un baluardo, ma poi ho preferito cambiare aria dopo metà stagione”. Ma che cosa ti spinge a lasciare una piazza dove sei idolatrato e, prestazione convincente dopo prestazione convincente, anche la Nazionale azzurra si è accorta di te? In questo caso il ‘nemico’ ha un nome: ambizione. “La mia mania di volere di più mi ha fatto volare altrove. Vedendo l’interesse del Milan sono rimasto affascinato dal loro blasone e la loro storia, ho puntato i piedi per andare in rossonero”. Ma nella città lombarda le cose non sono andate per il meglio: “Ho giocato parecchio, ma la squadra non riusciva mai a girare bene e abbiamo addirittura rischiato la serie B, tra momenti belli e altri… così così”. Poi il passaggio al Napoli in estate, che non sta regalando i frutti sperati: “A Milano si è scatenato il caos e mi sono accasato in azzurro grazie a Giuseppe Roberti che mi ha voluto. Sono contento di essere qui, è un bell’ambiente ma ad oggi non sto trovando il giusto spazio e le giuste motivazioni. Voglio essere protagonista, sono ambizioso e so di poter tornare ai livelli di Bari e farmi notare dalla Nazionale. Voglio la rivincita”. A volte, in questi casi, il ritorno nella propria comfort zone, lì dove ti sei espresso al meglio, può aiutarti, e anche Paparella sembra consapevole: “Se il Bari mi richiamasse, non mi tirerei indietro. Resta pur sempre casa mia, ma il calciomercato è strano, mai dire mai”.

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