Una squadra che vuole far rumore!

Abbiamo intercettato il neo presidente del Monza, Alessandro Fumagalli e ne abbiamo carpito le sue prime impressioni da presidente e i suoi obbiettivi a breve e a lungo termine.

Alessandro è una persona determinata, da pochissimo nel progetto e immediatamente nominato DS dell’Akragas, ha dimostrato sin da subito che il suo interesse è per il lato manageriale del progetto. Quello che fa gola ai più non è solo la carriera da calciatore, bensì quella da Deus Ex Machina di una società.

Sin da subito nello spogliatoio dell’Akragas si era parlato dell’acquisizione del Monza da parte di una cordata di giocatori akragantini, con Fumagalli come capo cordata ma i tempi non erano maturi.

Il logo del nuovo PG Calcio Monza City

In seguito, data la passione per il Monza e per la parte manageriale del Progetto, catalizzata anche dall’accelerazione del compagno di squadra di Fumagalli, Andrea Preite che è diventato da poco presidente del Como, Alessandro ha deciso rompere gli indugi e di seguire il cuore acquistando (da socio unico) la società brianzola.

Il Monza adesso si pone l’obiettivo di raggiungere la serie cadetta entro 2 stagioni e per farlo si è affidato a uno staff giovane (in linea con la linea green che il presidente vuole imprimere), il direttore sportivo sarà Daniele Atalanta Rothen e l’allenatore Thomas Battiata, che così hanno rispettivamente hanno commentato il progetto del presidente:

“Un progetto interessante che coinvolge e che può avere un futuro roseo!”;

Progetto interessante che, dal momento che mi è stato spiegato, mi ha colpito. La decisione di accettare l’incarico sono date dalla mia passione per fm e dalle due stagioni passate dentro il progetto che mi hanno fatto sentire il bisogno di allenare.”

Fumagalli ha continuato parlando anche del mercato, che vedrà il Monza investire solo su utenti attivi, perché con le esigue finanze di una squadra di C, la filosofia da adottare, secondo il neo-presidente, è quella di avere 11 giocatori molto attivi per costruire uno zoccolo duro per puntare alla serie cadetta.

Nel breve periodo ci aspetta ancora una partita con i giocatori fuffa prima di riuscire a mettere su una rosa con giocatori umani. Tenteremo di limitare i danni, anche se il nostro campionato deve ancora iniziare.”

Finisce Fumagalli strizzando l’occhio al Progetto inglese: “Il successo del progetto è dato dal suo spirito innovativo, è uno modello che è assolutamente esportabile ed essendomi iscritto anche al progetto Inglese, non vedo che parta anche lì!

Salvatore Grassadonia per Progetto X

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