Perle dal Passato – Shin Megami Tensei: Lucifer’s Call

Tra tutti i giochi della saga ho deciso di andare a parlare di questo. Il motivo in particolare è molto semplice: l’ho amato a prima vista, ed è stato il titolo che mi ha fatto conoscere la Atlus e la saga. Oggi parleremo di Shin Megami Tensei: Lucifer’s Call, Nocturne per gli amici americani. Oggi è bello sentire la gente parlare di quanto sia importante la difficoltà di un gioco, e che alcuni capolavori sono stancanti. Dark Souls giusto per citarne uno, gioco clamoroso per essere difficile oltre ogni limite. E io vi dirò: Lucifer’s Call è davvero molto difficile e pesante anche per qualcuno che, come me, adora grindare ed expare parecchio. Vediamo dunque il gioco!

Trama

Ambientato nella Tokyo moderna, il protagonista è un ragazzo delle superiori. Assieme a due amici decidono di andare a far visita alla loro professoressa nell’ospedale della città, ma subito gira un’aura particolare. Il notiziario e i giornali parlano di cultisti che hanno causato incidenti e svariati morti, e c’è tensione nel centro della città per l’avvenimento. Come se non bastasse, giunti all’ospedale, notano che il luogo è completamente deserto. Nessun paziente, nessun medico, nemmeno un’infermiera. Il gruppo decide dunque di esplorare il luogo incuriositi, cercando nel frattempo pure la loro professoressa.

Il protagonista fa svariati incontri particolari. Prima una bambina particolare che scompare, poi un uomo capace di evocare entità demoniache. Tutto molto confuso fino a quando non giunge la sua professoressa a spiegargli tutto. La donna, ben consapevole di ciò che sta accadendo, spiega al ragazzo che il mondo sta per finire tramite un evento chiamato “concezione”. Il mondo si distruggerà e verrà rimodellato, e solo chi è nell’ospedale sopravvivrà per vederlo. Il protagonista infatti, dal tetto dell’ospedale, assiste alla distruzione di Tokyo e al mondo che si trasforma in una sfera inversa, con un sole al suo centro.

Il mondo dunque rinascerà, ma secondo l’immagine di colui che dimostrerà il suo valore. In un primo momento il protagonista non capisce, fino a quando non viene preso dalla bambina che aveva visto durante la sua esplorazione. La piccola gli impianta nel corpo un magatama, facendogli subire una trasformazione drastica. Al suo risveglio ha nuovi poteri, un aspetto umano ma con lineamenti demoniaci. Decide di uscire dall’ospedale e di cercare i suoi amici, la sua insegnante, capire cos’è successo. Con l’aiuto di un giornalista, sopravvissuto alla concezione, incomincerà quindi a farsi strada nel mondo post-apocalittico. Scoprirà che molti demoni stanno cercando di dominare con la regola del più forte per modellare il mondo come desiderano, e che lui stesso è una pedina per Lucifero, che desidera ribaltare la situazione.

Gameplay

Come ogni RPG c’è una vasta esplorazione dell’area, con forzieri e incontri casuali. Gli equipaggiamenti vengono sostituiti, solo con il protagonista, tramite il magatama che può essere cambiato per applicare diversi effetti e strategie. Per il resto ci si basa molto sulla distribuzione di statistiche e sulle scelte di sviluppo dei propri compagni. Il protagonista sarà infatti uno soltanto, ma avrà la capacità di reclutare al suo servizio mostri. Alcuni demoni infatti dialogano e sanno parlare, ed è possibile per il protagonista avvicinarli in incontri casuali per parlare. In base al livello e allo sviluppo del personaggio i demoni possono rifiutare, oppure chiedere qualcosa in cambio, spesso imbrogliandoti.

Questa è la meccanica principale del gioco. Dialogare con i mostri casuali, convincerli o corromperli a unirsi a te, per poi sfruttarli a proprio piacimento. Sarà poi possibile anche comprare nuovi alleati, fonderli assieme per ottenere una combo necessaria, gestire il party con totale libertà. Le azioni sono quelle classiche, tra attacchi fisici, magici e tecniche che consumano i punti vita del personaggio. Si svolge tutto a turni in squadre: si ottiene un numero di turni di solito pari al numero di membri del party. Ogni turno corrisponde a un membro della squadra in base alla sua velocità, avendo tutto il tempo possibile di pensare a come agire.

La peculiarità dei combattimenti è che ogni demone è associato a un elemento. Ogni elemento ha un punto forte e uno debole, che possono modificare le turnazioni. Se un colpo super efficace va a segno si può guadagnare un turno, ed è una regola che comunque vale anche per l’avversario. Il difficile nel gioco è dunque quello di capire gli elementi del boss, sia in fatti di debolezza che delle sue mosse, creando poi magari una squadra adatta. Expare e grindare sono fattori importanti che possono aiutare, ma a un certo punto si sarà costretti a modificare la squadra per soddisfare le esigenze di ogni area e boss.

Analisi

Purtroppo la trama non è per tutti. Si parte con un personaggio che purtroppo non ha nome o storia, e che quindi è il giocatore a dover immaginare o meglio immedesimarsi. Il ragazzo infatti rappresenta la persona media che si ritrova catapultata in un mondo distorto, ed è quello che dovrebbe provare a vivere il giocatore. L’ambientazione è molto macabro e cupo, dark e anche sanguinolento a volte, dunque non farà colpo su molti. Se però questi elementi non turbano affatto, ma anzi, il protagonista modellabile nella tua testa e la storia cupa ti piacciono, allora sarà subito un successo. Non è nulla di elaborato, ma comunque se qualcuno apprezza anche solo l’idea di diventare un mezzodemone e girare un mondo distorto a picchiare demoni diventando il più forte allora che il tamarro sia con te.

Le meccaniche di gioco invece sono molto belle per la loro elasticità. Nulla di troppo complesso, senza quindi il bisogno di pensare a equipaggiamenti e con combattimenti a turni. Si mostra però intricante sul punto di vista del party managment, dove con un po’ di concentrazione si può benissimo comprendere e assimilare. Risulta quindi avere una componente strategica alla portata di tutti, dove ci si può sbizzarrire come più si desidera. Poi certo, come ho detto a inizio articolo, questo gioco è davvero molto difficile ed estenuante e diventa soltanto più complesso man mano che si prosegue. Quindi se siete di quei giocatori che non amano il pesante o lo stressante, evitate. Per i giocatori di giochi come Dark Souls invece, dove morire molto non è un problema, e capire il nemico e come formare il party adeguato una buona cosa, allora invito a dargli una chance.

Shin Megami Tensei: Lucifer’s Call per me è un ottimo titolo. Potevano magari provare a dare più personalità al protagonista senza richiedere al giocatore di immedesimarsi, però è un difettuccio che come ho spiegato si risolve giocando solo per pestare. La storia si presenta molto elaborata e complessa, forse un po’ troppo in alcuni momenti, spesso ho dovuto rigiocare certi momenti per comprendere il significato. E a inizio gioco parti a esplorare Tokyo confuso, senza una linea guida, dovendo esplorare e trovandoti magari un attimo spiazzato. Sa però essere interessante, sia nella storia generale che nelle meccaniche, e solo per quello vale parecchio come titolo. Ah, e c’è anche Dante di Devil May Cry, così, tanto per.

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