Sakura monogatari: il racconto del ciliegio parte 4

NOTA:Quella che state per leggere è la versione in racconto delle campagne di ruolo di Sakura Monogatari. Leggendo questo racconto potrete facilmente ritrovare nomi di personaggi o situazioni presi da fumetti e anime ispirati al sol levante, in quanto il mio scopo non era quello di creare un racconto “originale” bensì una bella storia a tema Giappone che fosse godibile per i miei compagni di gioco. buona lettura.

Continua dalla terza parte:

Sakura Monogatari capitolo Secondo: il viaggio e i poteri


Appena entrati nel Templio i quattro si accorsero che qualcosa non andava.
Nonostante fosse un Templio molto famoso pareva abbandonato ormai da decenni.
Solitaria, a fare la guardia, c’era la mummia di un monaco, seduto nella posizione del loto.
Solo che anzichè avere le mani giunte in preghiera aveva tra le mani una pergamena, e pareva che la porgesse ai visitatori.

Riconoscendo in questo gesto qualche tipo di messaggio il Venerabile Monaco Prese in mano la pergamena.
Questa si sbriciolò al contatto senza rivelare i suoi segreti, ma nello stesso istante si aprì una porta segreta, che rivelò una scalinata che pareva scendere nella profondità della terra.
Accese alcune fiaccole scesero le scale, fino a trovarsi in una sala di preghiera sotterranea.

I doni del dio Hachiman

In essa solo una statua del dio Hachiman, sul cui piedistallo erano presenti sette cavità, evidentemente studiate per alloggiare altrettante sfere.
Di queste però solo cinque erano occupate:
Un globo rosso, come le fiamme che ardono nel cuore degli uomini
Un globo blu, come il fulmine che implacabile cala sul suo bersaglio
un globo bianco, come il ghiaccio dei propositi che nulla scioglie
Un globo marrone, come la terra che tutto sorregge.
Fu così che una volta che li presero in mano, dai globi si generarono altrettante armi:
al mushishi venne conferito lo spadone del fuoco, al samurai venne garantita la katana del fulmine, all’esorcista la lancia del ghiaccio, e infine al venerabile monaco l’ascia della terra.
Capendo che quelle armi erano un dono della divinità Hachiman per adempiere alla loro missione i quattro ringraziarono sentitamente con offerte e preghiere, e si diressero verso il villaggio vicino, nel quale era presente una stazione di posta.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento