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Batman: tutta la serie gratis!

Batman Arkham Collection e la trilogia Lego sono disponibili gratuitamente per i giocatori da PC.

Si sospettava già da tempo che i titoli gratuiti messi a disposizione dallo Store Epic Games fossero legati all’ Uomo Pipistrello, ma ora ne abbiamo la conferma!

Per i giocatori da PC, infatti, sarà possibile scaricare tutti e sei i titoli in modo gratuito entro il 26 Settembre.

Inutile dire come l’ Arkham Collection meriti sempre rispetto per la profondità del gioco e di conseguenza può essere una ghiotta occasione per rivivere i capolavori di Rocksteady. Basti pensare che il titolo Batman Arkham Asylum è entrato di diritto nei Guinness World Record come videogioco di supereroi più acclamato dalla critica.

I titoli ricordiamo che sono:

  • Arkham City (2009)
  • Arkham Asylum (2011)
  • Arkham Knight (2015)

Per il pubblico più giovane, invece, la trilogia di Lego Batman è un titolo da non perdere assolutamente.

Batman Arkham Knight Xbox One
Scorcio di Gotham City in Batman Arkham Knight.

PES 2020: sensazioni dopo la demo.

Dopo anni di FIFA, quest’anno per la prima volta ho avuto la sensazione che forse il titolo di Konami Pes2020 avesse maggiori chance rispetto al concorrente di EA.

Decido quindi di scaricare la demo per Xbox, parto subito con una sfida tra due delle squadre immagine del brand, la mia amata Juventus e il Bayern di Monaco.

Quello che mi colpisce subito è il menù molto essenziale e pulito, che il titolo si porta dietro fin da quando venne sviluppato il primo episodio della serie tra la fine degli anni novanta e il duemila.

La personalizzazione della tattica è essenzialmente uguale a quella di Fifa, con la differenzazione tra approccio offensivo e difensivo, costruzione schemi e indicazioni sui calci piazzati.

Aspetti postivi

Quello che mi ha entusiasmato fin da subito è stata la difficoltà di gioco.

Chiaro, è comprensibile che dopo anni di Fifa avessi qualche difficoltà, ma il fatto che ogni pressing non finisca sempre a buon fine credetemi è una cosa davvero divertente.

Così come il pressing, si nota la differenza tra un contrasto fatto con gente come Chiellini, insuperabile e roccioso sul piede sinistro, ed un contrasto fatto da Dybala, morbido e spesso incline al fallo per la mancanza di tempismo difensivo nell’uno contro uno.

Altra cosa che mi ha colpito molto è stata la veridicità dei movimenti. Lo stile di corsa di Cristiano Ronaldo, il modo di calciare la palla di Bonucci e la coordinazione nel controllo palla di Matuidi sono molto fedeli alla realtà.

Certo, ho assistito anche a dei cross di prima perfetti di Alex Sandro e a degli uno contro uno impeccabili di Bonucci, ma mi piace pensare che lì ci sia qualcosa dovuto alla mia, seppur scarsa, abilità.

La cosa che mi ha lasciato piacevolmente colpito è quello di non aver assistito a gol impossibili da centrocampo, cosa che con Ronaldo stesso, in campo aperto e con solo il portiere da battere da fuori area, mi è stato difficile fare.

Aspetti negativi

Graficamente il gioco merita, solo che quando si tratta di calci piazzati o rimesse dal fondo noto ben poca differenza tra il titolo attuale e quello di diciannove anni fa.

I giocatori sembrano pedine ferme che aspettano solo l’indicazione dello schema da calcio piazzato.

Un altro tassello negativo è la squadratura dei giocatori in queste situazioni, sembrano a tratti parte della texture e perdono un po’ l’effetto tridimensionale, una cosa che potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

I trasferimenti non sono praticamente aggiornati, ma per questo aspetto si può ricorrere ai vari forum online che, grazie al lavoro di volontari, mettono a disposizione rose aggiornate e interi campionati anche delle serie inferiori tramite delle patch di aggiornamento.

Conclusioni

Detto ciò, credo che PES2020 meriti molta attenzione quest’anno. Certo, ci si aspetta un lavoro più dettagliato per un gioco abbastanza caro, ma a mio parere chi ama il calcio giocato, quello fatto di concretezza e non di trick improbabili in mezzo al campo, dovrebbe virare su questo titolo.

pes2020

Xbox Fanfest 2019: Noi c’eravamo!

Xbox Fanfest 2019: Io C’ero!

Questo il motto dell’evento andato in scena il 6/09/19 allo Spazio Scalarini di Milano.

Grazie alla collaborazione con Sea Of Thieves Italia, anche noi di Progetto Gaming siamo riusciti ad avere occhi, bocca e orecchie al party esclusivo che Microsoft Italia ha organizzato, per il secondo anno consecutivo, per i suoi fan.

Giornata uggiosa, temperature che si sono abbassate tutte d’un colpo su Milano, i primi partecipanti iniziano a radunarsi intorno alle 18:00.

Tra una chicchiera e l’altra, si fa ora di entrare. Sono le 19:30 e ci incolonniamo insieme al resto dei partecipanti.

All’entrata ci viene regalata una maglietta celebrativa dell’evento, un laccio portabadge, due token per le consumazioni al bar e il braccialetto che fungerà da pass per l’ingresso.

Inutile dirlo, il verde è ovunque. Servizio catering per i buffet, dj set e una sfilza di console collegate per provare il nuovo Gears 5.

Durante la serata conosciamo molte persone, come i ragazzi di MondoXbox, colleghi d’informazione specializzati nel mondo a tinte verdi di Microsoft.

Altra piacevole sorpresa è stata quella di incontrare Sinona94, volto noto di 17k, Multiplayer.it e della community italiana di Destiny.

Incontriamo anche una nostra graditissima conoscenza, come Rinoceronte, che come al solito non si ferma mai e continua a creare contenuti su contenuti, un vero caterpillar di idee.

Idee che continuiamo a supportare con la bellissima iniziativa di FriendlyFire di cui stesso Rinoceronte e Furibionda fanno parte con il loro canale Twitch.

Feedback sull’evento

Data la natura esclusiva dell’evento, ci aspettavamo forse qualcosina in più dal punto di vista delle novità da offrire.

Sia chiaro, non critichiamo nulla e ringraziamo infinitamente gli organizzatori per l’impeccabiità e la professionalità avute.

A nostro modo di vedere, però, invitare persone da mezza Italia per un evento esclusivo, in cui c’è ben poco di inedito, suona un po’ male.

La serata, come avevamo previsto, si è incentrata molto su Gears 5, con tanto di stand di truccatori ed intrattenimento sul palco a tema, oltre che all’interessante Trivia su argomenti Xbox.

Peccato però che non fosse in anteprima, dato che gli abbonati al Gamepass Ultimate hanno potuto accedere al titolo di The Coalition già 24 ore prima. Di certo saranno rimasti contenti chi, completando la campagna di Gears5, ha potuto vincere accessori da gaming come cuffie, joypad ed altre cose molto interessanti.

Tutto sommato ci sentiamo di dare un bel 7/10 all’evento, sperando possa migliorarsi sempre più e che possa essere solo il primo di una serie di eventi pensati per i fan dei videogiochi!

Dakar 18: nuove anteprime disponibili

Il videogioco sul Rally Dakar

Una gara surreale, fatta da gente veramente tosta e che non ha paura di niente, nemmeno della morte. È questo il Rally Dakar.

Una gara folle inventata nel 1979 da Thierry Sabine, pilota automobilistico francese a cui venne l’idea durante la Abidjan-Nizza, un altro raid automobilistico.

Da allora la Parigi – Dakar, poi diventata Rally Dakar, ha fatto molta strada, sia tra montagne, deserti e colline che a livello mediatico.

Curiosità sulla Rally Dakar

I più anzianotti ricorderanno, ad esempio, quando il 9 Gennaio del 1982 il pilota britannico Mark Thatcher, figlio della famosa Margaret, si perse insieme al suo co-pilota e meccanico nel deserto del Sahara.

Dopo tre giorni furono dichiarati scomparsi, nonostante i soccorsi algerini che il governo inglese richiese e che si mossero prontamente, con non poco imbarazzo per le cariche istituzionali britanniche dell’epoca. Il 16 Gennaio furono finalmente ritrovati, al confine tra l’Algeria e il Mali.

Sicuramente sarà più difficile perdersi dal divano di casa, ma lo spirito avventuriero promette bene.

Il gioco sarà disponibile dal 18 settembre su varie piattaforme

dakar-alt

 

In ogni caso, lasciamo giudicare a voi dal gameplay fatto all’E3

 

Microsoft si sbottona sul Gamescom

Microsoft al Gamescom 2018

Con un comunicato consultabile al seguente link, Microsoft ha ufficialmente annunciato la sua presenza al Gamescom che si terrà a Colonia, Germania, il prossimo 21 Agosto.

Ad attendere i fan, un nuovo episodio di InsideXbox, che verrà trasmesso in diretta dalle ore 16:30 sulle seguenti piattaforme xbox.com, Mixer, Twitch, YouTube, Facebook e Twitter.

Anticipazioni

Microsoft anticipa che ci saranno numerose sorprese per i propri fan, dai nuovi accessori ai giochi stessi.

Tra le novità, accessibili per la prima volta ad un pubblico europeo, ci sono 25 giochi da provare, tra i quali Forza Horizon 4, PlayerUnknown’s Battlegrounds e Ori and the Will of the Wisps e la nuova modalità di gioco di State of Decay 2, disponibile negli store da settembre.

Tutte le modalità di gioco saranno disponibili solo all’interno dello stand Microsoft, nei seguenti orari di apertura al pubblico:

  • Martedì 21/08 9:00 – 19:00 (giornata dedicate solo al trade e alla stampa)
  • Mercoledì 22/08 9:00 – 20:00
  • Giovedì 23/08 9:00 – 20:00
  • Venerdì 24/08 9:00 – 20:00
  • Sabato 25/08 9:00 – 20:00

 

 

 

Trump contro i presunti rischi dell’industria videoludica

Oggi  Donald Trump incontrerà  gli esponenti dell’industria videoludica. L’obiettivo principale dell’incontro ha principalmente il solo scopo di parlare del pegi e come si potrebbe far rispettare. Ma in questi giorni c’è stato un andirivieni di informazioni talvolta smentite su una situazione ben più calda del previsto. Infatti il presidente degli Stati Uniti d’America avrebbe dato al mondo dell’intrattenimento videoludico buona parte della colpa per gli atti di violenza che da anni insanguinano gli Stati Uniti. A svelarlo è stata l’Entertainment Software Association (ESA),  a cui fanno parte tutti i grandi esponenti dell’industria, come Nintendo, la divisione PlayStation di Sony, Microsoft, Electronic Arts, Activision, Take Two e moltissime altre compagnie.

Le insinuazioni scaturiscono dagli avvenimenti di Parkland, quando il 14 febbraio 2018 un 19enne ha aperto il fuoco in una scuola superiore della Florida, uccidendo 17 persone. Il fatto ha infatti riacceso il dibattito negli Stati Uniti sui media violenti, con particolare riferimento a film e videogiochi.

“Dobbiamo fare qualcosa a proposito di ciò che i bambini vedono e di come lo vedono”, avrebbe detto Trump dopo l’accaduto. “E lo stesso anche per i videogiochi. Sento sempre più persone secondo le quali i videogiochi plasmano il modo di pensare delle persone”.

In tutta risposta i punti fermi su cui l’International Game Developers Association vuole esprimere sono: prima di tutto non volere assolutamente che i videogiochi diventino il capro espiatorio della violenza nella realtà, visto che non esistono studi scientifici che siano riusciti a mettere in correlazione il videogiocare con l’andare a compiere massacri, armi alla mano. Secondo ci sono giocatori di tutti i generi, le razze, le età e le professioni e, soprattutto, i videogiocatori statunitensi fruiscono degli stessi titoli utilizzati nel resto del mondo, dove però non vengono compiute stragi scolastiche con la stessa frequenza.

Da che parte state?

 

Credits immagine di copertina

 

 

I Love You MAME – Street Fighter (Parte 2)

Il Fratellino abbandonato di Street Fighter

Dopo l’articolo di settimana scorsa, rieccoci per parlare del seguito del primo Street Fighter. Regia, alzate il sipario. Grazie. Oggi parliamo di un videogame arcade diventato uno dei giochi di lotta più famosi del cosmo. Stiamo parlando di quel sequel che la Capcom ha dato in adozione ad un’altra famiglia, perché ne volevano uno simile al fratello più vecchio, nonostante il suo incredibile e riconosciuto potenziale. Stiamo spendendo parole a caso per quel gioco che è nato con il nome di Street Fighter ’89, ma poi ribattezzato da mamma Capcom come Final Fight.

Raving since 1989

Final Fight è completamente differente dal fratello maggiore Street Fighter. Il primo è un picchiaduro a scorrimento, mentre il secondo è un picchiaduro ad incontri. Se uno è formato da 6 livelli (Più 2 bonus) da attraversare, facendo piazza pulita dei vari nemici e del solito boss, l’altro è composto da semplici stage che fungono da arene per il duello. Entrambi i cabinati possono essere giocati da 2 giocatori (Facciamo il doppio!), in Final Fight sarà un partita cooperativa, ma nel caro Street Fighter ci si ritrova a dover riempire di kinder la faccia dell’amico, o di chi ha osato inserire il gettone. Un’altra differenza fondamentale è la pulsantiera del cabinato, Street Fighter ha bisogno di 6 pulsanti che scandiscono la potenza dell’attacco, invece Final Fight ha solamente 2 tasti che servono per saltare e dare gli schiaffoni o i calci in culo.

Ogni scusa è buona per menare le mani

Per la trama generale, c’era bisogno di una scusa abbastanza credibile per poter far menare qualcuno ai protagonisti. Perciò gli sviluppatori hanno deciso di attingere a piene mani dal film Strade di Fuoco, affermando di esserne dei grandi fan, o ventilatori, della pellicola. Ci crediamo? No, vero? La storia inizia con il sindaco della città di Mestru… Ehm… Metro City, Mike Haggar, che riceve una strana telefonata. La voce alla cornetta è di un uomo che gli consiglia di accendere la tivvì. Haggar afferma di averla già accesa e al massimo può cambiare canale. Tanto Uomini e Donne è appena finito e la d’Urso inizia solo tra qualche ora. La voce misteriosa, imbarazzata all’inverosimile, lo esorta a cambiare canale e gli mostra un video dove sua figlia Jessica è legata ad una sedia. Cattivoni! Perché avete rapito la figlia del sindaco? Ovvio. Perché la banda dei Mad Gear (Titolo di un altro gioco della Capcom) si è trovata una multa per aver attraversato una Zona a Traffico Limitato e non vogliono pagare 80 euri! Haggar decide di non sottostare alle richieste di questi criminali, vuole salvare la figlia e far pagare la multa. Sbatte la cornetta in faccia al teppista, molto maleducatamente, e chiama il genero per farsi aiutare a menare qualche stronzo. Il futuro marito della ragazza rapita si chiama Cody Travers e a sua volta chiama come spalla il suo amicone ninja Guy. E il cognome? Il cognome non c’è. McLovin non aveva il nome di battesimo, Guy non ha il cognome. Pronti a tirar fuori i pugni dalle mani e a lanciare qualche kinder, i tre eroi della municipale si apprestano ad iniziare la loro avventura per fermare questa invasione di travestiti. Ah, Haggar è un ex lottatore di wrestling che ha deciso di cambiare lavoro e di trovarne uno più tranquillo. E infatti.

Testosterone e Nuvole

Final Fight è un divertente videogame arcade. Lo si può gustare tranquillamente anche in single player, ma quando si gioca in 2 diventa superlativo. Combattimenti acrobatici. Tecniche mortali che distruggono i denti agli avversari. Armi da utilizzare per far capire a quei criminali che le multe si pagano. Ma soprattutto, poter colpire e far veramente male al proprio compagno. E come se non bastasse, gli rubiamo pure gli oggetti curativi. Si. Non fa niente se si ha la barra della vita piena, la vogliano traboccante di energia. Fa nulla se hai tutti e 2 i piedi nella fossa e al tuo personaggio fa male pure la milza. Se non ce la fai mi rallenti e basta. Il karma poi arriverà a riscuotere nel momento più delicato ed inaspettato, trasformandoci bravi ragazzi che hanno bisogno di aiuto. Oltre a queste belle cose, bisogna spendere una paio di parole anche per gli stage bonus anzi, per il primo stage bonus, dove verremo invitati a fracassare di mazzate un auto parcheggiata al distributore. Così la prossima volta ci pensi bene prima di parcheggiare in doppia fila! Questo stage speciale verrà ripreso anche nei successivi capitoli di Street Fighter. Una perla di rara bellezza.

Yep. Quello è il proprietario dell’auto

Naturalmente non parleremo dei sequel che non apportarono niente di buono al gioco classico e che non vennero nemmeno convertiti per i cabinati. Tanto meglio. In fondo sono dei giochi piuttosto pessimi. Beh, che ne dite se ci facciamo un doppio a Final Fight? Cosa? Non credo proprio. Voi vi prendete Haggar, io ho già prenotato il senza cognome. Alla prossima! See Ya!

I Love You MAME – Street Fighter (Parte 1)

Never Mess with a Street Fighter!

Questo magnifico giorno porta con sé uno degli articoli più bellerrimi del mondo terracqueo. Un articolo che non suona 2 volte anzi, non te lo dice nemmeno che è passato: L’articolo sul retrogaming arcade! Come prima uscita abbiamo deciso di parlare di uno degli arcade che hanno fatto la storia. Una storia fatta di calci in faccia. Di mosse speciali utilizzate senza alcun ritegno. Di gettoni inseriti a pochi secondi dal Game Over. E da cabinati divelti dalla furia agonistica infusa dall’arcade stesso. Una storia di amicizie rovinate che porta il nome di Street Fighter.

Il primo videogame della serie Street Fighter venne prodotto nel 1987 da Capcom. Ma è lo stesso anno della serie animata delle Tartarughe Ninja?! Coincidenze? Noi di Voyager pensiamo di no.
Il primo cabinato di Street Fighter venne chiamato Deluxe, in quanto era diverso dal cabinato che sarebbe stato prodotto successivamente. Questa versione per ragazzini giapponesi con i genitori nobili e pieni di yen, aveva una peculiarità unica nel suo genere: aveva solo 2 pulsanti per l’attacco. Uno ordinava al personaggio di dare un cedro al nemico, mentre l’altro serviva per il calcio in culo. E che sarà mai, direte voi. La cosa unica di quei 2 pulsantoni era che avevano 3 livelli di forza, in base alla pressione apportata dal giocatore. Figata, starete dicendo. Sì. Bella figata. Peccato che la Capcom decise di produrre un secondo cabinato con i classici 6 pulsanti, perché i bimbi giapponesi scassavano ogni 5 minuti i pulsantoni tecnologicamente nel futuro.
Premi piano t’avevo detto. Adesso il pulsante del cedro è incastrato e Ryu sembra Kenshiro in modalità Berserk.

Livello di Difficoltà: You will never Win!

Purtroppo il primo Street Fighter ebbe scarso successo, cosa che non possiamo dire del suo incredibile seguito. Molto probabilmente questo scarsa popolarità è stata portata avanti dalla sua difficoltà troppo elevata. 3 colpi alla potenza massima e vieni sconfitto. 3 colpi. 3. Perdio. Per non parlare delle mosse speciali. Prima lo stavo giocando, giusto per ripassarlo un po’. Sono riuscito a sconfiggere i personaggi degli Stati Uniti. Quelli del Japan erano piuttosto scarsini, ma una volta raggiunto l’Inghilterra, quello strunz’ di un Birdie bianco mi ha spaccato i denti tipo una decina di volte. Poi ho dovuto abbandonare. La mia scarsa autostima si stava già sgretolando.

Tanti Personaggi e Poca Scelta!

Un’altra caratteristica del gioco, secondo me negativa, è l’impossibilità di poter selezionare un personaggio. Inserisci le 500 Lire (!). Premi start. Scegli quali avversari sfidare per primi. Iniziano le mazzate. A differenza di tutti gli altri Street Fighter, qui non c’è un roster di personaggi tra i quali scegliere il proprio lottatore. Si può utilizzare solo il Ryu, mentre se si decide di sfidare un amico (Facciamo il doppio!) il secondo giocatore potrà utilizzare il Ken e, nel caso dovesse vincere, avanzerà nel gioco utilizzando quel belloggio e ricchissimo di un americano.

Gli avversari incontrati (un totale di ben 10 nemici) sono personaggi che, per la maggior parte, verranno poi utilizzati nei successivi giochi della serie. Visti per lo più nella serie di Street Fighter Alpha, un prequel alla trama principale. Gli unici schifati brutalmente dalla Capcom saranno: Retsu, Geki, Joe, Mike e Lee. La cosa più divertente in questo riciclo è la sorte toccata allo strunz’ Birdie: inizialmente punkabbestia inglese dalla carnagione bianca e piuttosto deforme. Nella serie SF Alpha diventa un punkabbestia uber muscoloso, con origini africane, una panza che disintegra ogni legge fisica e con lo stage a Roma (?). La spiegazione del suo cambiamento di colorazione? Birdie era malato e la pelle è diventata bianca. Oki. Ci crediamo, visto che vi siete impegnati a trovare una motivazione così valida.

Ultima nota curiosa, per questa prima parte, è il nome del belloccio americano giocabile. L’unico lottatore ad avere il cognome: Ken Master. Tutti gli altri erano troppo brutti per averlo. See ya!

Two Worlds walkthrough parte 3: Bestiario – i nemici umani e umanoidi

Two Worlds che vai, nemico che trovi

La magica terra di Antaloor purtroppo è popolata, come la nostra, da briganti e pericoli di ogni specie. se nella parte 2 abbiamo affrontato i nemici animali, ovvero tutte quelle simpatiche creaturine che hanno deciso di mangiarci, oggi affronteremo i nemici umanoidi. Volutamente non inserirò in questo elenco i nemici che, pur avendo fattezze simil-umane sono state generate da incantesimi o sono di un altro piano della realtà.

I Grom

I grom sono creature goblinoidi, di fatto i primi nemici in assoluto che affronteremo nel gioco durante il tutorial. Hanno una società tribale e non indossano armature. generalmente le pattuglie di grom non costituiscono una minaccia, tuttavia incappare nei loro accampamenti provocherà qualche problema. Giovane grom danno: basso, grado sfida: basso, Drop: armi, scudi, oro Grom danno: medio basso, grado sfida: basso, drop: armi, scudi, oro, gemme, trappole, pozioni. Grom sciamano danno: medio, grado sfida: basso, drop: bastone mago del fuoco apprendista, incantesimo palla di fuoco

Banditi

La prima quest in assoluto che vi troverete ad affrontare (e che avrà come ricompensa un cavallo) è quella di uccidere alcuni briganti. i briganti sono sempre in piccole bande, poste attorno a focolari a lato della strada, nascosti dalla vegetazione. Per primo uscirà il loro capo, seguito dai seguaci (mai più di dieci, idealmente cinque o sei) che vi circonderanno, chiedendovi un pedaggio per lasciarvi passare. La forza dei briganti è sempre proporzionata al vostro livello (soprattutto all’inizio) Brigante guerriero danno: medio, grado sfida:medio, drop:armi, scudi, armature, oro, pozioni, gemme, anelli, trappole. Brigante arciere danno: medio alto, grado sfida: medio alto, drop: armi, faretre, oro, pozioni, gemme, anelli, trappole.

Trachide maschio

Delle trachidi femmine (o trachidi giganti) avevamo parlato già nella parte 2, dal momento che erano delle vere e proprie mantidi religiose giganti con il tipico temperamento affettuoso delle vespe. I trachidi maschi sono invece di taglia media, umanoidi e brandiscono armi e scudi. Trachide guerriero danno: alto, grado sfida: medio, drop: armi, scudi, oro, pozioni, gemme Trachide arciere danno: alto, grado sfida: medio alto, drop: archi, faretre, oro, pozioni, gemme Trachide sciamano danno: medio, grado sfida: medio, drop: incantesimo potere del negromante, bastone del negromante da apprendista, oro.

I nani

Non ho potuto trattenermi dal citare la famosa canzone di Richard Benson, tuttavia ad Antaloor i nani non li vedremo sulle rive del fiume, bensì presso una cava alle pendici delle porte di Yarrut, e sarà un vero casino. Oltre ad essere veramente veramente forti ce ne sono un sacco. C’è un piccolo trucco per cavarsela un po’ meglio mentre affronteremo i nani all’esterno della cava: dovrete dotarvi di tre incantesimi: evoca Octogron, cura e Muro di fuoco. dopodichè iniziate ad addentrarvi nell’accampamento: appena verrete scoperti correte via verso la fonte magica li vicino, evocate immdediatamente l’Octogron e quando il gruppetto si avvicina lanciate a nastro i muri di fuoco. Il mana non dovrebbe mai mancarvi, dato che essendo sotto la fonte magica avete una ricarica rapida e infinita. finite a colpi di spada quelli che sopravvivono, curatevi, e poi andate a pescare un altro gruppetto. Nano guerriero danno: alto, grado sfida: alto, drop: armature, elmi, scudi, asce, gemme, oro, pozioni. Capo dei nani danno: molto alto, grado sfida: alto, drop: armature, elmi , scudi, asce, gemme, oro, pozioni.

Gli orchi

Gli orchi saranno il nemico principale della seconda parte del gioco, dopo che avrete superato il fiume e vi sarete recati (per l’appunto) nella terra degli orchi. Gli orchi sono molto più forti dei grom e degli umani, e generalmente sono in numeri molto maggiori. Le armature degli orchi non possono essere indossate. Orco guerriero danno: alto, grado sfida: alto, drop: armi, scudi, oro, gemme, anelli, pozioni Orco arciere danno molto alto, grado sfida: alto, drop archi, faretre oro, gemme, anelli, pozioni Orco dei ghiacciai guerriero danno: alto, grado sfida: alto, drop: armi, scudi, oro, gemme, anelli, pozioni Orco dei ghiacciai arciere danno molto alto, grado sfida: alto, drop archi, faretre oro, gemme, anelli, pozioni Orco Gamma guerriero danno: alto, grado sfida: alto, drop: armi, scudi, oro, gemme, anelli, pozioni Orco gamma arciere danno molto alto, grado sfida: alto, drop archi, faretre oro, gemme, anelli, pozioni

Le guardie cittadine

Se intendete commettere dei crimini, prima o poi incapperete nelle guardie cittadine. Ovviamente nelle città più grandi le guardie rappresenteranno un pericolo maggiore che nei paesini, ma in assoluto le più forti sono quelle della città di Ashos. il crimine può spaziare da un tentativo di scasso, un furto o anche un colpo o una magia partiti per sbaglio. il risultato è che vi uccideranno per farvi risorgere alla stele votiva di Maliel più vicina e continuare come se nulla fosse. le guardie cittadine non droppano armature ma solo armi e oro.

RimWorld, il gioco che non ti aspetti

Come tutto ebbe inizio…

L’altro ieri, per rilassarmi dopo una giornata in ufficio stavo perdendo un po’ di tempo a guardare qualche cavolata su 9gag, quando un post attira la mia attenzione: le differenze tra Minecraft e RimWorld.
Essendo un amante di Minecraft e non conoscendo per niente RimWorld ho dato un’occhiata più da vicino.
Ed è stata una delle decisioni a sfondo ludico migliori della mia vita.

Attualmente RimWorld è un gioco sandbox presente su steam ma è possibile giocare gratuitamente alla versione alpha che si trova in rete.
(Per una migliore esperienza di gioco e anche per correttezza verso gli sviluppatori consigliamo la versione di steam).

Pianeta che vai, esploratori che trovi

A differenza di Minecraft, dove interpretiamo un singolo personaggio (che secondo alcune teorie sarebbe un sopravvissuto ad un olocausto nucleare) in RimWorld, a seconda delle modalità di gioco potremo interpretare:
-tre membri dell’equipaggio di una nave stellare, atterrati sul pianeta con delle capsule di emergenza dopo essere stati svegliati dal criosonno poco prima che la nave esplodesse.
-un ricco avventuriero dello spazio
-gli unici superstiti di una tribù preistorica distrutta dalla furia degli dei.
Il nostro scopo ultimo alla fine è sempre lo stesso: sopravvivere.
Nella schermata avremo un menù a tendina con varie opzioni, dalla creazione di strutture e oggetti alla gestione dei coloni.

RimWorld: L’architetto che architetta cose

Il tool con cui avrete maggiormente a che fare è quello chiamato “architetto”.
al vostro arrivo infatti, quale che sia la vostra scelta iniziale, vi troverete con i vostri coloni e delle risorse sparse. Per prima cosa dovrete quindi impostare le aree: un’area di stoccaggio delle risorse, varie aree agricole e un’area domestica.
Cliccate quindi sui mucchietti di risorse per farli raccogliere dai coloni: le prenderanno e le metteranno all’interno dell’area di stoccaggio.
Avete definito le aree? Bene, adesso vi serve un riparo. costruite un semplice quadrato di mura di legno e piazzateci una torcia e dei letti e una cuccia, così i vostri coloni (e il cane) potranno dormire la notte.
Il tool architetto è molto ben studiato, e le cose che potete fare sono ben divise da sottocategorie, come “aree/zone”, “strutture” “difesa” e molte altre, tra cui “divertimento”.

I problemi dello spirito

Perchè ho menzionato la voce “divertimento” dell’architetto come se fosse così importante?
Beh perchè i nostri coloni, a differenza di Minecraft non hanno solo bisogno di mangiare e dormire, non sono dei piccoli robot. Sono persone, con una psiche (spesso labile)
Bisognerà provvedere alla loro salute mentale, creando strutture di svago (come un tavolo da scacchi) o cose belle (come delle forme d’arte).
Mi sono spesso stupito di vedere i coloni a cui avevo dato degli ordini stare li, sdraiati per terra: non stavano dormendo e non erano morti. Semplicemente guardavano le nuvole comodamente sdraiati sul prato.
Dopo circa mezz’oretta della mia prima missione, tutto contento perchè stavo costruendo un bell’insediamento sono successe due cose fondamentali:
-Ho ricevuto visite da abitanti di una colonia vicina, che hanno ben pensato di venire di notte a fregarmi le risorse (nota per me: scegliere meglio i vicini di casa)
-Un mio colono è uscito di testa e ha ben pensato che il modo migliore per stare meglio fosse dare fuoco a tutto. E ha iniziato con le piantagioni. Vicino ai muri di legno. Con tutti gli altri che dormivano. Sui letti di legno.
Che dire, ho fatto ciaone al mio insediamento e me ne sono fatto uno nuovo.

Paure dallo spazio profondo

Ma i vicini di casa che anzichè portarvi la torta di benvenuto se la prendono non sono l’unico problema. ci sono anche svariate creature non troppo amichevoli, generalmente confinate nelle grotte. Anche qui una differenza con Minecraft è che le creature non restano confinate nelle grotte. Se aprite una porta verso una colonia di vermoni spaziali affamati dovrete richiuderla, altrimenti ciaone colonia.

Considerazioni finali

Pro

Il giochino pesa pochissimo, si installa in tempi rapidi ed è subito giocabile
Ci sono tantissime opzioni per configurare la cattiveria del mondo
Questa cosa dei coloni che sbroccano è bellissima

Contro

Come gioco o lo ami alla follia o lo detesti con tutto te stesso
All’inizio è un po’ difficile capire i meccanismi che regolano il tutto
La grafica è molto easy