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Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

Il polivalente Rex

Quest’oggi ai microfoni di Devil Project abbiamo il nuovo acquisto del Progetto Gaming, Riccardo Rex, anche presidente e allenatore dell’Ancona, presidente dell’Udinese e gestore del Totocalcio.

Giornalista: Buonasera Signor Rex, la ringrazio per avermi concesso questa intervista! Vedo che è appena approdato alla squadra Progetto Gaming del patron Alessandro Pironti, che sensazione si prova ad essere un giocatore di una delle squadre protagoniste del progetto?

Rex: Dunque è un onore mischiato a felicità. Il PG è una grande squadra composta da giocatori fortissimi ed uno staff molto competente. Sono contento del fatto che abbiano scelto me, sarà divertente avere la possibilità di difendere la nostra area con il buon Arnone (già presidente dell’Empoli al tempo). Sono anche entusiasta del fatto che mi allenerà Casalati, altro profilo già sondato sempre presso l’Empoli, di cui ammiro la capacità gestionale e di squadra.

Giornalista: Sono sicuro che non deluderà le aspettative! Tornando un attimo al periodo trascorso ad Empoli, com’è stato far parte di quel gruppo? È stata una scelta difficile quella di lasciare la squadra?

Rex: All’Empoli è stato un ottimo periodo. Siamo riusciti a vincere un girone di ferro, grazie al Casalati, scontrandoci con squadre forti, ad esempio il Siena vincitore dei Playoffs. Sfortunatamente abbiamo perso la Coppa Italia di Serie C per alcuni errori di gestione finale, pur se poco rilevante, sempre un dispiacere. È sempre una scelta da prendere con ponderazione, specialmente dopo aver avuto modo di incontrare tante brave persone lì, tra le quali il Direttore Sportivo Frappo, diversi giocatori e il Marketing Manager Santoro, ai cui auguro il meglio.

Giornalista: Davvero delle belle parole! Parliamo ora del tuo ruolo da presidente e allenatore dell’Ancona, quale scelta sta dietro proprio a quella squadra e quali sono gli obiettivi societari?

Rex: L’Ancona è stata una squadra scelta con casualità. Subentrai tempo fa a Giamberduca che passò al Milan. Inizialmente fu difficile ma poi grazie all’aiuto del Costulo e di Angelino, buonanima, riuscimmo a ristabilire la società creandone una ottimale. Ad oggi sono presidente con il Costulo stesso. Come obiettivo puntiamo alla coppa Italia e ad un piazzamento almeno ottavo per conseguire i playoff di B.

Giornalista: Molti si sono incuriositi per la prelevazione dell’Udinese, squadra di grandissima fama nel progetto per aver vinto il primo scudetto, che diventa ufficialmente affiliata dell’Ancona. Avete intenzione di portare l’Udinese ai livelli delle prime stagioni del progetto o intendete utilizzarla come cantera dell’Ancona? In caso di promozione in Serie B, avete già in mente su quale delle due società puntare?

Rex: Abbiamo deciso di puntare su un grande allenatore, ovvero il buon Arnone, discepolo del Casalati. Essendo una rifondazione l’obiettivo minimo attuale è la qualificazione ai playoff. Sarebbe grandiosa una Vittoria della Coppa Italia di Serie C. Per quanto riguarda una ipotetica promozione ancora non sappiamo come gestire il tutto.

Giornalista: Certamente le ambizioni non mancano ad entrambe le società. Cosa può dirmi dello staff e dei giocatori? Hanno la stessa determinazione e voglia di lei, presidente?

Rex: I giocatori sono tutti bravi ragazzi che si impegnano. Hanno buone prospettive ed aiutano al benessere della squadra. Per quanto riguarda lo staff ho il Costulo che è espertissimo con questioni di bilancio e gestione interna, Sulsenti come nuovo DS molto disponibile e sicuramente competente ed infine Arnone come allenatore. Quest’ultimo, espertissimo di tattiche, discende, come accennato in precedenza, direttamente da Casalati quale suo discepolo in pectore.

Giornalista: Sembra proprio che siate molto determinati e vi auguro tutti i successi possibili. Se mi permette, vorrei trattare un ultimo argomento: lei è uno dei gestori del tanto richiesto e voluto Totocalcio, che si è rivelato un vero successo tra i membri del progetto, cosa ne pensa di ciò?

Rex: Mi fa piacere. Era un’idea che era in voga da molto, solo che nessuno ha mai avuto la concretezza di metterla in pratica. In molti ne hanno promosso la reintroduzione, ma tutti in automatico desistevano, forse temendo l’eccessivo carico di lavoro. Fortunatamente, collaborando con Michelini e Serafini, il tutto risulta essere ben gestito con un unico obiettivo, quello di fornire all’utenza uno svago ulteriore che permetta di seguire con più interesse le live, visti i risultati necessari al conseguire 12 o 13 e vincere il montepremi.

Giornalista: Secondo lei, quale sarà la cifra che incasserà il primo vincitore, in futuro?

Rex: Penso in linea di massima una cifra superiore al mezzo milione. Cifra che potrà essere utilizzata in piena libertà: per sé, per la squadra, per donarla ad un amico, per quel che si reputa più opportuno.

Giornalista: Bene, direi che sono soddisfatto, la ringrazio per il suo tempo e buona fortuna per i suoi multipli impegni!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


ESCLUSIVA: CAMBIO DI PROPRIETA’ IN CASA UDINESE!

Ci troviamo negli uffici dell’Udinese dove ci accoglie il neo presidente Riccardo Rex, che ha voluto rilasciare un’intervista ai microfoni di Devil Project. 

Buongiorno signor presidente, tra pochi giorni verrà ufficializzata la sua acquisizione dell’Udinese, una società storica all’interno del progetto e prima vincitrice dello scudetto. Sono state queste le motivazioni più influenti che l’hanno convinta ad acquistarla?

Ebbene sì, grazie all’aiuto di Costantino riusciremo sicuramente nel raggiungere alti traguardi. L’indubbio palmares è una delle diverse motivazioni che ci hanno spinto nel prediligere Udine rispetto mete diverse. Anche i giocatori risultano essere più invogliati nel giocare in una squadra già titolata avente un palmares di tutto rispetto.

Dopo aver vissuto il primo anno da protagonista, l’Udinese nelle successive stagioni ha cominciato una lenta decadenza, fino alla sua attuale collocazione in Serie C. Secondo lei, cosa può essere successo in questi anni?

Presuppongo una gestione errata della rosa e forse malcuranza delle precedenti dirigenze, forse faziosità.
Ciò in quanto obiettivamente per retrocedere di 2 serie in 2 stagioni contigue qualche errore, grave, deve esserci alla base (non si spiega bene come una squadra nella stagione 1 sia vincente mentre nella 4 sia in C). Errori gravi che hanno pregiudicato una grande compagine.

Parliamo ora delle ultime vicende accadute in casa Udinese, ovvero, purtroppo, la sconfitta al 2º turno di playoff contro la Casertana. Quanto ha influito, secondo lei, l’assenza del bomber del campionato Dany Cherchi causa infortunio (53 gol per lui in stagione, ndr)?

Presuppongo abbastanza. Il signor Cherchi è molto forte e ben predisposto al goal. Purtroppo la sfortuna ha voluto che si infortunasse proprio in un dato momento critico. Sono certo che con lui in campo forse sarebbe andata diversamente.

Conosceva già il presidente uscente Davyd Andryiesh? Come si è svolta la trattativa per il passaggio di consegne?

Tutto  molto semplice e celere. Non ti nego che abbiamo trovato diverse difformità in bilancio che avrebbero potuto comprometterne l’acquisizione, fortunatamente il grande Costantino (già revisore dei conti tempo addietro) con impegno è riuscito a risolvere le gravi problematiche addotte in bilancio e rendicontare il giusto.

Apriamo una breve parentesi per parlare di lei e delle sue altre realtà calcistiche: presidente e allenatore dell’Ancona, allenatore del Mantova e difensore nell’Empoli di mister Casalati fresco di promozione in serie B. Come riesce a impegnarsi in tutti questi ruoli così diversi tra loro, qual è il suo segreto?

Impegno e buona volontà. Alla fine seguire il progetto è un piacere quindi si cerca di dare quanto più possibile per risultare attivo ed utile alla squadra. Dal punto di vista dirigenziale non potrei far nulla senza l’aiuto di Costantino e di tutti coloro che rivestono ruoli in squadra. Dal punto di vista di giocatore devono ringraziare il buon presidente Arnone che con i suoi modi di fare invoglia a creare gruppo e dare il meglio per la squadra.

Intende fare una promessa particolare si suoi nuovi tifosi? Che formula adotterà per far tornare la sua società tra le grandi del progetto? Le sono già chiari i membri che comporranno lo staff dirigenziale?

A breve verranno resi noti i nominativi appartenenti alla dirigenza (ricordiamo che essendo affiliate lo staff dell’Udinese è uguale a quello dell Ancona, ndr). Gli obiettivi sono ben chiari, rimarrete stupefatti dell’allenatore che abbiamo scelto, un profilo allievo del Casalati! In primis punteremo al vincere una coppa che sia quella Italiana o semplicemente quella di C. Ovviamente senza disdegnare il campionato per il conseguimento dei playoff.

La ringrazio presiedente e le auguro di tornare presto sui palcoscenici che questa squadra merita di calcare.

Articolo di Emilio Ivaldi.

Daniele Cherchi ai nostri microfoni

Buonasera lettori di Devi Project oggi abbiamo avuto l’occasione di intervistare Daniele Cherchi giocatore dell’Udinese e DS in attesa di offerte

G:Bene siccome è la prima volta che vieni ai nostri microfoni presentati dicendo chi sei al di fuori del progetto

C:Sono un ragazzo di 14 anni che si è iscritto al progetto grazie a Matteo Marinoni ( giochiamo ad Udine insieme) mi ha fatto innamorare di questo progetto.

G:Passiamo al campionato della tua squadra. A cosa è dovuto la non promozione diretta visto che per lungo tempo siete stati primi da soli?

C:La promozione non è arrivata per colpa della rosa corta, anche sei i meriti vanno alla domo che ha fatto la seconda parte di campionato veramente spingendo al massimo. Domani(parla per oggi ndr) ci giochiamo i Play off con l’ Aquila( la mia ex squadra come direttore sportivo ) dove abbiamo i favori dei pronostici.

G:Bene adesso parliamo dei play off dacci un pronostico su tutte le partite di andata del primo turno.

C:Sulla nostra partita non do pronostici per scaramanzia. Per il Monza sarà una partita da non prendere sotto gamba ma secondo me può finire X. La sfida tra Mantova – albese è una sfida molto interessante secondo me il Mantova può vincere ma non c’e da sottovalutare l’ Albese, la partita più bella dei playoff sarà Pro Vercelli – Cuneo pronostico 1x. Mi dispiace per le altre non menzionate ma sono veramente tante.

G:Parlando del futuro che ambizioni hai?

C:La mia ambizione più grande è vincere la Serie A indipendentemente della squadra in cui giocherò. Anche se ve lo confesso essere uno dei giocatori del progetto a vincere la Champions non mi dispiace

G:Poco ambizioso mi dicono invece parlando del tuo ruolo di ds come mai sei fermo?

C: Sono fermo perché ho avuto molti impegni e ho voluto lasciare il posto a qualcuno che aveva più tempo da dedicare alla squadra anche se mi sono trovato bene con l Aquila e auguro il meglio a tutti, mi piacerebbe essere il DS di una squadra di B così da puntare alla serie A.

G:Grazie mille per essere stato ai nostri microfoni

C:Grazie a voi.

CARMELO CERAOLO, IL BOMBER CON LA VALIGIA SEMPRE IN MANO E IL CUORE LASCIATO AD UDINE

La carriera di Carmelo Ceraolo, attualmente sotto contratto con la Juventus, inizia per puro caso, quando si dice che le cose più belle avvengono quando meno te lo a spetti. È partito tutto da una semplice ricerca di pagine facebook che trattassero il famoso videogioco “Football Manager”, da anni una delle simulazioni calcistiche più amate al mondo, con centinaia di migliaia di fans sparsi in tutto l’emisfero. Al termine della ricerca, tra i risultati ottenuti, è comparso il link della pagina ufficiale di “diventa un calciatore su football manager”. Da allora ciò che era nata come una curiosità di provare questa esperienza è diventato  vero amore, con Carmelo che decide, dopo essersi iscritto, di continuare la sua avventura nel progetto. L’esordio da calciatore avviene in quella che sarebbe diventata la sua seconda casa, ovvero ad Udine, per poi passare in serie A in una grande come il Milan dove non resta a lungo, venendo ceduto al Bari. Dopo una breve parentesi in terra pugliese il ritorno  ad Udine, dove vive il clima difficile che stava attraversando la società Friulana che si è trovata a subire l’onta del fallimento, retrocedendo a fine stagione in serie C pochi anni dopo aver assaporato il primo scudetto della storia. La seconda parentesi con l’Udinese non dura molto, infatti a causa delle difficoltà finanziarie che attanagliavano la società, Carmelo viene ceduto durante il mercato di riparazione alla Juventus per fare cassa. Qui al primo tentativo assapora la gioia di festeggiare la conquista dello scudetto con i nuovi compagni. La seconda stagione però non parte nel migliore dei modi, con la Juventus che parte male con l’allenatore chiamato a sostituire D’Anteo, il quale non ottiene i risultati sperati ad inizio stagione, perdendo sempre più terreno da Lazio e Cremonese che sono partite forte mettendo diversi punti tra loro e le inseguitrici. A seguito di un problema interno il vecchio mister ha deciso di dimettersi facendo spazio a mister Terlati, chiamato nell’impresa di recuperare il terreno perso sulla coppia di testa, ma il poco spazio a disposizione ha spinto il giocatore a chiedere la cessione offrendosi al Milan senza successo, in attesa di eventuali offerte.  

GLI EROI DI PROGETTO GAMING – GIORGIO ALFONSO SCIUBBA

Giorgio Alfonso Sciubba, nato il 19 Dicembre 1996, è il primo “eroe” di questo nuovo format.
Giorgio Sciubba si iscrive al Progetto quasi per caso, “credevo fosse un semplice fangroup di Football Manager”.
Sarà William Cioè, attuale Presidente di Frosinone, Bari e Perugia, a far sì che il cammino di Sciubba all’interno del Progetto potesse cominciare (non senza qualche difficoltà).
Al via della sua nuova esperienza, in un mondo quasi sconosciuto, Sciubba si ritrova a ricoprire il ruolo di un semplice giocatore neoiscritto con le idee confuse e poca voglia di mettersi in gioco, ma nonostante tutto trova la sua prima squadra, il Cesena. Questo periodo non è molto favorele alla crescita di Sciubba come calciatore. Durante la sua permanenza tra i bianconeri, infatti, rischia più volte l’inattività totale. Poi la svolta: il passaggio all’Udinese: stessi colori, altra squadra. Inizialmente il clima non è dei migliori, si respira infatti un’aria negativa, debiti a sei zeri, inattività generale, pochi stimoli e, dulcis in fundo, la retrocessione.
Nel risollevare la disastrosa situazione della compagine friulana interviene Alessandro Pironti, costretto a dover cedere i pezzi pregiati dei bianconeri, affinché tornassero a quadrare nuovamente i conti. Ad ogni modo, l’ambiente poco sereno non scoraggia il nostro eroe e, anzi, viene colto come una imperdibile occasione per riscattarsi all’interno del Progetto, sia dal punto di vista partecipativo che dal punto di vista dei ruoli: Giorgio Sciubba diventa, oltre a semplice giocatore, Direttore Sportivo dell’Udinese. “La loro attuale prima posizione è anche merito mio”, afferma prontamente, “Vorrei riportare l’Udinese dove merita di stare. Vedere la prima squadra campione d’Italia del Progetto, in Serie C fa molto male”.
Passano le Stagioni all’interno di Progetto Gaming e Sciubba è ormai un componente affermato con tanta voglia di fare e di migliorare giorno dopo giorno. Di fatto, adesso ricopre altri rispettabili incarichi: l’ultimo, come Presidente della Sambenedettese, squadra militante del Campionato di Serie C, inserita nel girone B. Sciubba dichiara che: “Fare il Presidente della Samb è molto bello e piacevole, mi trovo molto bene con ogni componente della squadra. La squadra non ha inattivi, questo perché è formata da due grandi nuclei: chi conosce Francesco Aiello e chi conosce me. Nota di merito a Patrick Capobianco che nonostante qualche difficoltà iniziale si è ben inserito all’interno del gruppo”. Non risparmia però le critiche, volte sicuramente a spronare l’intera rosa rossoblu a fare sempre meglio: “[…] Molti non portano tanti bonus ma c’è tempo per rimediare. La squadra in campionato potrebbe fare meglio e in Coppa Italia ci siamo tolti molte soddisfazioni nonostante la recente eliminazione”.
Il focus sulla Sambenedettese continua con un messaggio volto a caricare sempre più i propri giocatori: “Spero di vedere la Samb in Serie B con questa rosa, al massimo, tra un paio di stagioni. […] Meriti a Francesco Aiello che mi ha aiutato a completare la squadra molto velocemente. Ringrazio tutti per la pazienza nei miei confronti. Li stresso troppo, secondo me mi odiano” e ancora aggiunge “Ringrazio particolarmente Davyd, De Serra, Cioè, l’Udinese e la Sambenedettese e tutti quelli che in un modo o in un altro mi hanno coinvolto in questa bellissima realtà, Progetto Gaming”.
Il sogno di Giorgio Sciubba per il futuro? Giocare per la squadra che tifa fin da piccolo.

Il Carro intervista: Carmelo Antonino Ceraolo

Oggi abbiamo intervisto uno dei elementi più eclettici del progetto Carmelo Ceraolo.

IlCarro: Salve, e grazie per aver concesso questa intervista a IlCarro. Prima domanda, cosa ne pensi della nostra testata giornalistica?

Ceraolo: Non la conosco molto bene però mi sembra una buona testata giornalistica

IlCarro: Cos’è per te Progetto Gaming?

Ceraolo: Un progetto dove ho trovato tanti amici.

IlCarro: Sei un po’ il Marco Borriello del progetto! Cosa ti porta ad essere così “mercenario”?

Ceraolo: La voglia di giocare in tutte le squadre! Scherzo, non lo so quando vedo che le cose non vanno penso che cambiando squadre le cose cambieranno.

IlCarro: Perché hai questa quasi ossessione nel giocare nel Milan?

Ceraolo: Il Milan è la mia squadra del cuore è stato un mio sbaglio aver fatto marcia indietro quando indossavo quella casacca.

IlCarro: Cosa ti ha portato a cambiare idea sul tuo trasferimento alla Roma?

Ceraolo: La mia testardaggine pensavo che magari quella volta c’era ancora una speranza di andar al Milan ma non è stato così.

IlCarro: Cosa ti ha portato a tornare a Udine e lasciare Bari?

Ceraolo: Ehm, qui è una domanda difficile. Il cuore, ma poi non so che dirti. Potevo restare a Bari forse ma la mia voglia di tornare di tornare a giocare al Udinese ha prevalso.

IlCarro: Adesso invece vuoi di nuovo cambiare squadra dove vorresti andare a giocare?

Ceraolo: Vorrei andare in una squadra che creda nel mio giocatore e lo faccia rinascere piano piano. Spero anche che una delle trattative che riguardano il mio cartellino vada in porto.

IlCarro: Cosa non ha funzionato tra te e l’ambiente Udinese?

Ceraolo: Non te lo so dire con chiarezza. Forse il caos creatosi dopo l’esonero di Sandro Graziotti.

IlCarro: Com’è stato il tuo rapporto con Tommaso Altomare?

Ceraolo: Mi sono trovato molto bene con Tommaso. È un buon presidente che dire ha scelto il bene del Lecce quando mi ha esonerato.

IlCarro: Come ti sei trovato con Violante? E con Tomasello come allenatori?

Ceraolo: Con Violante bene, invece Tomassello è uno dei motivi per cui sono andato via da Udine.

IlCarro: Grazie per il tempo dedicatoci. Le auguro una carriere con molti altri successi!