Articoli

Angela Iadicicco: “Le altre donne amano i gioielli, le macchine costose e le cene lussuose. Io invece amo il Toro, il calcio, cercare giocatori, fare trattative, e vedere le live”.

Questo sabato pomeriggio Lo Spezzino vi propone in esclusiva l’intervista ad Angela Iadicicco una delle storiche ragazze del progetto.

Ciao Angela e benvenuta nella nostra redazione, iniziamo subito parlando del campionato ancora in corso cosa ne pensi dell’andamento del Toro?

Bhe, il Toro non è partito molto bene quest’anno. Mi dispiace, più che altro per la squadra e per il duro lavoro che so fa Il mister Giacomo Sedda. So quanto ci lavora sopra. Il trasferimento da fm17 a 19, ha portato un pò di problemi, per quanto riguarda le tattiche. Il campionato è ancora lungo, anche se siamo ad inizi febbraio, e possiamo recuperare

Nell’intervista a Giacomo Sedda si è parlato molto del Torino sottolineando il magnifico ambiente che si respira all’interno del vostro spogliatoio. Cosa rende speciale lo spogliatoio del Toro?

Lo spogliatoio del Toro è qualcosa di unico. La specialità sta sul fatto che, uno si prende in giro a vicenda, ma nel momento del bisogno, c’è sempre qualcuno pronto ad allungarti la mano per aiutarti. Io credo sia uno degli spogliatoi più belli. C’è complicità, divertimento, affetto, unione e bestemmie

Qual’è il tuo bot preferito su Telegram: Spacobot, bestemmiometro o un altro?

Prima era Spacobot , poi è stato rimosso. Ora è senza dubbio bestemmiometro. È sempre attivo, soprattutto il lunedì e il mercoledi, e quando c’è Figoni

Nel Torino sono presenti due pilastri come Maurizio Deidda e Giacomo Sedda giocatori ed allenatori, il primo siede nella panchina della Lucchese mentre il secondo nel tuo Torino. Chi preferiresti come allenatore tra Deidda o Sedda?

Bhe Deidda è una brava persona, conosce molto bene il gioco, ed è un bravissimo allenatore, ma Sedda non lo cambierei per nessuno, neanche per Guardiola

Il Torino attualmente è impegnato in Europa League competizione che state onorando al massimo. Secondo te a che punto arriverà il Toro in Europa?

Secondo me arriverà in fondo. Io spero in finale, sarei felice di alzare la coppa nel Toro. Poi se non dovesse succedere, pazienza, l’importante è restare con il gruppo

Abbiamo parlato molto della tua squadra adesso parliamo di te Angela. Prima di diventare calciatrice del Toro hai giocato tra le fila dell’ Avellino, come mai questa decisione?

Diciamo che all’Avellino non avevo abbastanza stimoli, così ho chiesto la cessione. Si è presentata l’offerta del Torino, in realtà volevo rifiutare, sono juventina nella realtà, ma è bastato parlare per 5 minuti, prima con Pauletto, e poi con Maurizio per farmi accettare. Diciamo che è stata una scelta basata sull’istinto, non so, mi hanno trasmesso prima Massimo, poi Maurizio, tranquillità. Mi hanno parlato di un gruppo molto attivo, e la cosa mi ha incuriosito. Poi il capitano mi ha detto che c’erano juventini, quindi aa fine ho accettato, e non me ne pento

Chiudiamo l’intervista con questa domanda, con chi hai più legato nella squadra?

Sono particolarmente legata a buona parte del gruppo, quando ci si sente quotidianamente, poi ti ci affezioni, e io sono una persona che magari non si affeziona subito, ma quando si affeziona da tutto. Se dovessi farti dei nomi, in particolare, ti direi: Deidda, che mi da sempre molti consigli; Massimo perchè mi aiutata ad integrarmi quando sono arrivata; Sedda anche se a volte mi fa incazzare ; Conte e Lupo anche se mi prendono in giro; e ultimamente Figoni(mi fa morire dalle risate) e Pusceddu Daniele che è il mio grande socio.
Poi anche Fabio, che anche se non è più in squadra, resta sempre il mio grandissimo fratellone, mi supporta e mi sopporta, è quello che mi conosce più di tutti, oltre al fatto che conosce tutti i miei segreti. Se dovessimo litigare, dovrei ammazzarlo.

Articolo di Francesco Avogaro

In lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 1

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si ottengono cinque vittorie. Meno ottimismo per quanto viene dalla Champions League, dove la Lazio ha pareggiato in casa 1-1 contro il Liverpool, ed è chiamata a vincere (o pareggiare con almeno due reti segnate) ad Anfield.
I risultati ottenuti verranno confermate dalle statistiche delle partite in questione? Oppure il risultato poteva essere molto diverso?

Lazio – Liverpool 1-1
L’unico match della Champions League vedeva coinvolta la Lazio di Nicholas Michelini contro una delle squadre più temibili del gioco, il Liverpool. Avversaria molto pericolosa, complice anche la tendenza al pressing del club inglese, strategia di gioco molto premiata su FM.
La Lazio si schiera in campo secondo il suo classico 4-4-2 con una piccola eccezione: a centrocampo non troviamo Salvatore Campagna, indisponibile, ma Alessio Scarciotta. Sulla fascia destra troviamo quindi Danilo Falzone.

Le statistiche parlano di una partita molto combattuta: il Liverpool ha preferito avere il pallino del gioco, come evidenziano 364 passaggi e un possesso palla che si attesta al 56%, mentre la Lazio ha preferito con azioni molto veloci e che portassero al tiro molto più velocemente, con 18 tiri al termine della partita e 267 passaggi.
La tendenza a colpire rapidamente si vede anche dal numero di contrasti effettuati: se la Lazio ha eseguito 34 contrasti, il Liverpool lo ha fatto solo 12 volte. Statistiche coerenti quindi anche col fatto che fosse il Liverpool ad avere per lo più il pallone e che dovesse costruire azioni più ragionate.
Nel Liverpool ha spiccato in particolare Mohamed Salah, autore anche della rete del momentaneo 1-0 con un’azione solitaria che ha poi concretizzato in rete. È un errore di Alexander-Arnold invece a dare la possibilità alla Lazio di segnare il goal dell’1-1 con Federico Gallarato. Tuttavia, neppure il golden boy spicca più di tanto in questa partita, dove determinante nel mantenere la squadra a galla dopo l’1-0 è stato Davide Costarella.
Nessuna delle due squadre ha chiamato in causa la panchina, con la Lazio che esegue la prima sostituzione solamente al 90° e il Liverpool che non inserisce nessuno.
Nel complesso, un pareggio giusto per quello che si è visto e per quello che i numeri raccontano. Un 1-1 più utile al Liverpool che alla Lazio, ma che non preclude la possibilità di passare il turno per i biancocelesti.

Dinamo Zagabria – Progetto Gaming 0-1
Il primo degli scontri di Europa League vede invece la squadra cremasca affrontare la Dinamo Zagabria, squadra assolutamente alla portata dei biancoblu.
Progetto Gaming che si schiera attraverso un 4-4-1-1 in linea, priva di Mark Aperio, sostituito per l’occasione da Tommaso Molin. Vincono i ballottaggi davanti Pasquale Canario e Luca Bisceglie, con il primo che si colloca a trequarti, mentre in porta trova posto Francesco Miliani.

Un risultato che sta molto stretto ai biancoblu, perché la partita è stata letteralmente dominata. La Dinamo ha tirato per la bellezza di una volta in tutti i 90 minuti, mentre il PG ha fatto addirittura 14 tiri in porta.
Progetto Gaming che ha ottenuto anche il 58% del possesso palla, con 372 passaggi all’attivo, 25 calci d’angolo e anche una chiara occasione da goal.
Tuttavia, non era giornata per Pasquale Canario, che esce dal campo con un mesto 6.4, e per Lucia Zanotti, che sbaglia il rigore del possibile 2-0, mentre era sicuramente in forma il portiere Livakovic per i croati.
Fortunatamente per i lombardi, Bisceglie risolve e segna il goal dell’1-0, ma neppure con le sostituzioni il risultato varia ulteriormente.
La palma di migliore in campo va divisa equamente ai due laterali Molin e Alessandro Sgrò, il primo autore dell’assist dell’1-0, il secondo per le sue incredibili galoppate che hanno messo in crisi la difesa degli slavi.
Il Progetto Gaming ottiene una vittoria, anche se al termine della partita ha molto da recriminare a sé stessa: il passaggio del turno non è in cassaforte come per le altre squadre impegnate nella stessa competizione, anche se, viste le statistiche, neanche troppo dubbia. Il calcio è tuttavia strano, e si augura che non sia un’occasione mancata.

Zenit – Torino 0-4
Un altro degli scontri di Europa League vedeva invece il Torino chiudere la pratica qualificazione contro lo Zenit San Pietroburgo, la squadra più ostica tra quelle sorteggiate in questo turno di competizione.
Granata che si schierano un 4-4-1-1 asimmetrico, con in attacco Agostino Lupo a sostegno della punta Chrisitan Pennisi. A centrocampo spazio per i fratelli Pusceddu, accompagnati da Samuel Setzu e Angela Iadicicco.

Il Torino tiene il controllo del pallone, con un 61% di possesso palla, 421 passaggi concretizzati, 16 calci d’angolo e 10 tiri in porta. Tuttavia, mantiene anche la sua nomea che la ha contraddistinta sempre e commette ben 13 falli. I granata prendono anche due pali, a conferma di come il risultato poteva essere più tennistico. I 4 tiri in porta dei russi sono la conferma di un gioco molto offensivo, che ha lasciato dei momenti in cui lo Zenit, in contropiede, è riuscito a impensierire l’estremo difensore Claudio Fagone.
La palma di migliore in campo va condivisa tra Daniele Pusceddu, autore di 3 assist, e Francesco Terlati, autore del goal che sbloccato la partita. A rete anche Iadicicco, Gianluca Pusceddu e Pennisi.
In situazione di puro controllo spazio anche per il nuovo arrivato Simone Perossa, che gioca gli ultimi tre minuti della partita al posto di Fagone.
Più oscura, soprattutto in confronto al compagno di reparto Francesco Avogaro che prende 8.5, la prestazione di Nicolò Martinelli, che prende solo 7.0.
La partita di ritorno sembra una formalità per i torinesi, che possono amministrare l’enorme vantaggio ottenuto da questa partita: il passaggio del turno è ormai ad un passo.

Giacomo Sedda a 360 gradi: il ruolo di admin, il Cagliari, il Torino e molto altro

Ciao Giacomo e benvenuto nella nostra redazione. Partiamo con una novità, da pochi giorni sei diventato admin ci puoi spiegare il motivo di tale scelta?

Un saluto a tutti. Beh,non mi sono mai candidato per il ruolo,il motivo credo lo si debba chiedere agli admin che mi hanno proposto la carica in realtà.

Cosa si prova ad essere admin?

È…strano?
Mi fa onore che mi sia stata data la possibilità e riconosciuta almeno la capacità per farlo. Ho la fortuna che ci sia molta esperienza,quindi per ora sto più che altro osservando il modus operandi dei miei predecessori. Sono molto contento e fiducioso di fare il bene del progetto

Nel progetto hai da poco acquistato il Cagliari che milita nella serie C girone C. Attualmente siete primi in classifica quali sono i vostri obbiettivi per questa stagione?

L’obbiettivo è quello di salire in B, inoltre il cagliari è stato inserito per me in serie C, perche fu tolto all’inizio per dare spazio al Fublet

Oltre ad essere presidente del Cagliari sei anche presidente e allenatore del Torino. Il Torino è una della squadre più attive del progetto ci puoi descrivere meglio l’ambiente che si respira nel vostro gruppo?

Guarda, alla fine è diventata per molti una seconda casa, quotidianamente cazzate e discorsi seri si susseguono nella chat
a luglio andrò a monaco ad una cerimonia di uno dei miei “Giocatori” in compagnia di un’altro che mi seguirà, questo tipo di rapporto oramai,siamo inclusivi con i nuovi arrivati e formiamo sempre uno zoccolo duro

La tua squadra quest’ anno non è partita nel migliore dei modi visto che i risultati fin ora sono stati piuttosto altalenanti che giudizio dai a questa prima parte di stagione e quali sono i vostri obbiettivi per la seconda parte?

Beh,migliorarci. Non siamo andati bene ma non siamo cosi lontani dal possibile traguardo dell’europa, l’eliminazione in coppa italia ci ha scottato,ma in europa league possiamo ancora giocarci le nostre chance. Stiamo andando peggio di quanto preventivato,ma abbiamo ancora i mezzi ed il tempo per risollevarci.

Per quanto riguarda questa sessione invernale di mercato avete messo a segno qualche colpo per invertire la rotta?

Veronica Di paolo dal PG, Terlati Dal Cagliari nostra affiliata ed è stato anche richiamato Setzu sempre dal cagliari

Un personaggio molto importante per il tuo Torino è sicuramente Maurizio Deidda ci puoi dare un giudizio su Deidda?

Deidda come calciatore…beh…è forte ma LENTO, come persoaggio molto meglio,prende anche troppe decisioni da solo (eh) come quella di abbandonarmi per andare ad allenare la Lucchese per un #roadtoSerieC. Anche se spesso viene contattato, non fa più parte della dirigenza Torino da molto oramai,cosa che a me dispiace tanto in quanto il Toro è sua creatura quanto mia,ma ha preferito rifondare la lucchese con coraggio

Un altro personaggio di cui ci piacerebbe parlare è Andrea Conte anche lui si può considerare un pilastro del tuo Torino?

ahime ,si un altro ecclettico, ds, controllore bilanci, terzino scarso. Tutti questi ruoli ma neanche mezzo fatto bene

Per chiudere questa magnifica intervista hai qualche obbiettivo personale da raggiungere o qualche obbiettivo futuro?

Vorrei la giocare la champions e provare a segnare almeno un gol. Come dirigente spero di far trovare tutti bene nel toro e di migliroare ancora nell’ambito attività e diventare il terzino più forte del progetto,ma solo per appendere la lastra sotto casa Conte

Passiamo ai saluti,prima di chiudere vuoi salutare qualcuno in particolare?

Oltre ai miei giocatori e collaboratori,si…
un Saluto Festoso a Luca Franceschi
Luca… PRRRRRRRRRRRRRRR

Articolo di Gabriele Di Leo

IlCarro intervista: Giacomo Sedda, in Sedda al Toro!

Il Torino è certamente una delle squadre più carismatiche e famose all’interno del Progetto Gaming, perciò abbiamo voluto intervistare uno dei suoi personaggi più storici, protagonista anche di una delle dualità più belle del Progetto, Giacomo Sedda.

Buonasera Giacomo, grazie per aver accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, e grazie a voi!

Bene, iniziamo subito chiedendo, chi è Giacomo Sedda fuori dal Progetto Gaming?

Sono un… quasi trentenne sardo, di Villacidro. Nella vita mi occupo di informatica, principalmente di robotica, sono un grande appassionato di calcio, motori e “nerdone”.

Prossima domanda, Sedda o Deidda? Com’è nata questa battuta sui cognomi?

Oddio… in realtà la cosa ha avuto origine perchè molto simili, anche nel modo in cui si pronunciano, e perché spesso venivo taggato in ogni post dal sopra citato Maurizio. Non aiutava di sicuro il fatto che fossimo rispettivamente allenatore e DS del Torino, cosa che aiutava alla confusione. Siamo anche compaesani, quindi con cadenza identica nel parlato. Per chi non ci ha mai visto in faccia dev’essere stato facile sia confonderci che credere fossimo la stessa persona, alcuni ancora ci confondono dopo averci conosciuto (ciao Damla!).

Chi è Sedda invece nel Progetto Gaming?

Allenatore del Torino, presidente dei Granata ma anche del Cagliari, rompicoglioni di prima categoria verso gli admin… e un decente terzino destro? Onestamente penso che Pironti, Ballarini e De Donatis siano arrivati ad odiarmi, dal numero di volte che vedono il mio nome apparire nella casella di facebook (ride ndr.)

Iniziamo dal Terzino Destro, sei qui dalla Stagione 1, puoi raccontare la tua storia da Veterano del Progetto Gaming?

Beh come giocatore, son sempre stato al Torino come DC/DD e poi anche TFD. Non mi sono mai mosso di società, né mai lo farò. La cosa piu simpatica è il modo in cui sia finito nel Toro. Son stato praticamente nei primi ad iscrivermi, quindi tutte le rose erano ancora incomplete, e in disperata ricerca di terzini. Istintivamente dissi al buon Ballarini di volermi iscrivere al Cagliari, dovendo subire l’onta di leggere che fine fu fatta fare ai gloriosi rossoblu… Scambiati di posizione per un fublet (minuscola volontaria) di cui nessuno aveva sentito parlare… Quindi, scelsi la seconda squadra (se volete posso fornire anche foto, ho le maglie da allegare) che ho sempre seguito in italia. Non ero granchè all’inizio, ma seguivo sempre le live – all’epoca le mentali erano decise dalla tua presenza in live – e potei usare gli stipendi per le doti tecniche… finendo al livello in cui sono ora. Prettamente difensivo, ma mi piace cosi, son sempre stato il primo a uscire per cartellini anche nella realtà.

Bene, si può dire quindi che hai gettato le basi del Torino insieme agli altri ragazzi, perciò hai assistito a tutte le leggende createsi nello spogliatoio. Iniziamo con una delle più recenti, iniziamo con Pauletto Killer, come è nata questa figura mitologica?

(ride ndr.) Pauletto killer. Beh, alla fine della stagione 1 ci trovavamo in una situazione che dire di merda sarebbe eufemistico. I pochi attivi erano il nucleo portante, ma erano meno degli 11 titolari. Dato che non avevamo un nome forte dovevamo crearlo, quindi iniziammo a creare dei personaggi ed un “brand” e dato che quello della squadra forte ed elegante era per noi impossibile (anche per classifica e altro), puntammo sull’ignoranza e casinismo come punto cardine per ruolare le nostre attività. Pagelloni ignoranti, sempre in mezzo alle cagnare e cosi via, dopotutto solo cosi siamo riusciti ad attrarre persone come Conte alla nostra scuderia. Il perchè fu scelto Massimo? Guardalo in faccia, era la persona ideale nel ruolo ideale.

Parlando proprio di Conte, un altro motto della squadra a quanto pare sia “Conte è Scarso”, sei per il sì o per il no?

Sì, assolutamente. Ora si sta montando la testa, ma la prima stagione passata ad allenarlo fu un incubo e LUI LO SA.

Bene, domanda finale sullo Spogliatoio, Team Vanali o Team Pusceddu? Qual è la storia dietro questo scontro?

Team Vanali. La questione è nata lo scorso anno, in quanto Paolo era, appunto, fortissimo. Al punto da essere il salvatore della patria anche in nazionale, ma Pusceddu quest’anno lo sta scavalcando nelle gerarchie, creando appunto una sorta di Guerra Santa tra il Vero Dio e il Nuovo Messia. Come dire, son due con un ego smisurato, difficile farli convivere nello stesso spogliatoio! Ovviamente team Vanali da giocatore, da presidente e da allenatore darei altre risposte.

Passiamo adesso al Sedda allenatore, qual è la storia del Ragazzone sulla panchina del Torino da Stagione 1?

Inizialmente non mi sentivo cosi bravo ad allenare da espormi in un torneo online, quindi accettai di buon grado la candidatura di Bucci, restando in disparte. Infatti la mia prima richiesta ufficiale arrivò, in realta, per allenare la Fiorentina, in quanto fu la prima piazza che si liberò. Ma ritirai la candidatura perchè il mio allenatore, all’epoca, non gradiva l’idea di avere un giocatore Mister da un altra parte. I risultati però scarseggiavano, portandolo a dimettersi alla fine. Al che, con noi in zona retrocessione rossa, decisi di provare a salvarci e presi la panchina del Toro. Da penultimi arrivammo a 3 punti dall’Europa, con una bella cavalcata terminata con un 5 a 4 nello scontro diretto col Sassuolo di Agosta (maledetto).

Apriamoci all’angolo della tattica, in questa Stagione 4 si è passati ad un cambio di Gioco, da FM17 a FM19, ciò ha comportato un grande stravolgimento di equilibri, con squadre cardine come il Genoa vicine alla zona retrocessione. Vogliamo quindi chiedere, cos’è cambiato a livello tattico su Football Manager? Statistiche? Modi di giocare?

Credo i modi di giocare, ma non solo. I grandi cambiamenti del 19 son anche rappresentati dalla coesione squadra e equilibrio spogliatoio, cose che prima non erano così importanti. il match engine, che prima favoriva molto i moduli centrali, ora sembra invece favorire i moduli che più concentrano le loro forze sulle fasce, e non tutte le società erano pronte a questo tipo di stravolgimento, sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista umano. Con la nuova versione inoltre, sembra sia cambiato parecchio il metodo di impostazione del lavoro difensivo, sulla quale alcuni allenatori devono ancora trovare una quadra. Non è strano infatti che alcune squadre sulla carta più forti siano giù. Alla fine il passaggio ad un simulatore nuovo chiede tempo per essere studiato, e alcuni allenatori piu di altri hanno potuto studiare sicuramente di più e i risultati si vedono.

Da allenatore del Torino, se puoi dircelo, come ti sei adeguato con questi cambiamenti? Hai qualche chicca tattica per i nostri lettori?

Al momento, son passato temporaneamente ad un 4-4-2 per garantirci più copertura, ma sto studiando varianti tattiche che ci permettano di tornare a sfruttare tutta la rosa in pieno. Non ho grandi soluzioni nel senso di perle, però posso dire che potrebbe tornare di moda un modulo che usai nella stagione 1 particolarmente “difensivo”.

Bene, passiamo adesso al Deidda presidente del Torino, quali sono gli obbiettivi per questa stagione?

Andare piu in fondo possibile nelle tre competizioni, la finale di Coppa Italia ci è sfuggita contro le milanesi (motivi diversi) per ben due volte di fila, mi piacerebbe riuscire a giocarla. Sull’Europa League, finché non si incontra qualche umana son confidente si possa andare avanti.

Bene, come sempre, vogliamo offrire uno spazio per le squadre di C e B, da Presidente del Cagliari, descriva il suo progetto e dia un motivo per entrare in terra Sarda!

Il Cagliari è ahimè già pieno. Come motivazione avrei detto che si entra a far parte di un bel gruppo, che punta a risalire in Serie A il prima possibile per tornare a far parte dei grandi, pieno di attivi e di gente che tiene fino al midollo per i colori che porta!

Bene, arriviamo alla parte finale dell’Intervista. Appelliamoci al Sedda Persona, colui che segue le live, che commenta e che grazie a questo Progetto ha potuto fare amicizia con tanti ragazzi. Com’è il rapporto con Bicocchi? Com’è quello con Deidda, il condividere l’avventura nel Progetto ha rafforzato l’amicizia che c’era già fra voi due? Ci sono altre persone con il quale hai stretto una grande amicizia?

Prima di tutto, ciao Fabio! Allena quel cazzo di Senza Palla che sei sempre in fuorigioco (ride ndr.). Sì, grazie al progetto ho stretto molte amicizie che vanno oramai al di là. Il sopra citato Fabio, per esempio, mi farà compagnia ad una cerimonia di un altro presidente del Toro a luglio (no spoiler). Giusto per dimostrare quanto stringenti i rapporti stiano diventando. Se dovessi contare le amicizie, beh… in ordine sparso: Conte, Pauletto, D’Anteo, Franceschi con cui ci amiamo e ci odiamo, Martinelli, il buon Ballarini al quale ho quasi rotto lo scheletro a calcetto, l’ovvio Pironti (al quale è lievemente più difficile farlo senza pagarne le conseguenze…), il Pirotecnico Frunzio, l’incroyable De Donatìs e tanti altri. Benedetti, appunto, che ancora piange all’idea di essere diventato il mio ds… Deidda, beh, già mi sentiva spessissimo, ora il ritmo dei nostri scambi è quasi da stalking (ride ndr.).

Penultima domanda, quante bestemmie segna il bestemmiometro nel momento in cui stiamo scrivendo?

Ultima domanda, poi posso finalmente liberarti! Fatti una domanda e datti una risposta!

Un unico rammarico che ho da quando son al progetto, e al Toro in generale, è quello di non aver allenato sin da subito. Quindi, se mi chiedessi di cambiare qualcosa della mia carriera nel progetto, mi candiderei subito come allenatore tutto qua.

Va bene, grazie mille per l’intervista e alla prossima!

Alla prossima! Grazie ancora.

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi…

Stefano Stranges a tu per tu con noi di Progetto X

Ciao Stefano, è un piacere poter intervistare un membro storico del Progetto, per chi non ti conoscesse presentati in-game e off-game.

Ciao Salvatore, il piacere è mio di essere intervistato da un grande giornalista come te. Per me è un onore far parte di questo bellissimo progetto da anni, anche se c’è chi vi partecipa anche da più tempo ancora. Comunque io mi chiamo Stefano, ho 35 anni (ma ne dimostro molti meno, almeno all’interno… *ride* N.d.R.) e sono di Roma, anche se originario della Calabria (un bacio al mio compare Nicola Filippone).

Nella vita sono un praticante avvocato, con la passione della danza (ho ripreso da pochi mesi le lezioni e a giugno farò il saggio dopo 4 anni di stop forzato), del calcio e del cinema (collaboro con una casa di produzione).

Nel gioco ricopro con orgoglio il ruolo di terzino destro nella Juventus campionessa uscente d’Italia (un abbraccio a compagni, mister e dirigenza e a tutti i tifosi), nonché di direttore sportivo nella Salernitana (in coppia con Francesco “waoooo” Avogaro) e del Catania nata da poco, con obiettivi non proprio celati di conquistare la serie A con i granata per bissare l’impresa di Livorno con il mitico Claudio Franco (che abbraccio) e la serie B con il Catania, anche perché così non mi toccherebbe scegliere in quale rimanere nel caso si trovassero a giocare entrambe nella stessa serie (ovviamente un bacione a tutti i compagni, mister, dirigenza e tifosi di entrambe). [nota della redazione: se il Catania salisse in B e la Salernitana in A, per la regola del “monoruolo” non potrebbe coprire l’incarico in entrambe comunque]

Mi hai raccontato dei tuoi giri nel progetto, sia come calciatore che come DS, faresti un piccolo excursus della tua carriera anche per i nostri lettori?

La carriera da calciatore non è molto movimentata (si fa per dire…): cresciuto nella primavera dell’Inter, sono stato ingaggiato dal Livorno neo promosso in B. Qui ho conosciuto gente fantastica, come il mister Franco che mi manca tantissimo (con tutto il rispetto per mister trovato con cui mi sto trovando molto bene), o Salvatore Campagna con il quale ho un rapporto di amore-odio (lo stimo moltissimo e gli voglio tanto bene ma ogni tanto litighiamo, ma per fortuna passa subito), nonché un grande amico come Filippo Pitorri, che è entrato poco dopo di me nel progetto. Con questo fantastico gruppo, di cui ho avuto anche l’onore di essere direttore sportivo, siamo riusciti nell’impresa di centrare la serie A, sotto l’ottima guida di mister Franco (che è riuscito sempre a tenere unito il gruppo e attivi i singoli giocatori, salvo casi eccezionali, oltre a trovare sempre la tattica e la formazione giusta per arrivare a centrare questo storico traguardo).

L’anno successivo partimmo nel migliore dei modi con un 5-0 al Napoli, ma poi entrammo in crisi, pur riuscendo nell’impresa di arrivare in semifinale di coppa Italia (peccato per l’ultimo step, perché se avessimo vinto con la Roma ora giocheremmo in Europa, ma inutile piangere sul latte versato e in bocca al lupo alla Roma per il cammino europeo).

Purtroppo alla fine siamo retrocessi all’ultima giornata non riuscendo a battere lo Spezia e da allora è scoppiato il caos, con il mister che per motivi di tempo dovette rassegnare le dimissioni, alcuni suoi fedelissimi e altri giocatori che volevano mantenere la serie A che chiesero la cessione e così via fino a quando, a seguito del nuovo caos portato da Altomare, anche io e Del Prete abbiamo deciso di migrare per altri lidi.

Ora giochiamo entrambi alla Juventus (che ringrazio ancora per aver creduto in me e avermi concesso l’onore di indossare questa storica e gloriosa maglia) dove abbiamo ritrovato anche due ex compagni di squadra ai tempi di Livorno (Perfetti e quel matto di Amadori).  Mi spiace solo di non aver trovato anche Mirco Diotto, passato da poco al Drink Team, che stimo molto.

Ho anche avuto il privilegio di essere convocato nella nazionale maggiore e addirittura di fornire un assist per uno dei gol segnati in quel periodo (contro la Croazia) – approfitto per ringraziare ancora il CT per avermi dato questa fantastica opportunità -.

La carriera da DS  è molto più movimentata. Iniziai a Livorno come già accennato nella stagione della promozione in A, poi venni esonerato e passai dopo poco all’Udinese, una nobile decaduta che puntava al pronto ritorno in A, ma per evitare conflitti in sede di mercato con l’altro DS di allora, Davyd Andryesh che saluto, decisi di farmi da parte e arrivò l’offerta del Torino, che mi diede l’occasione di lanciarmi in una piazza importante, ma per vari motivi delusi le aspettative e così decisi di lasciare spazio ad un DS migliore, che potesse portare la squadra dove meritava, ovvero in Europa se non allo scudetto.

Tornai allora al Livorno fresco di retrocessione per provare a replicare l’impresa fatta con mister Franco, ma purtroppo il caos scoppiato me lo ha impedito e sono stato nuovamente esonerato, ora ricopro l’incarico a Salerno con obiettivo serie A e a Catania con obiettivo serie B. Spero di ripagare al meglio la fiducia delle due società.

Al Torino cosa non ha funzionato? Da quel poco che ho visto del progetto il Toro è una delle realtà più coese e forti che ci sono in giro…

Al Torino c’era il problema che loro usano una Chat diversa da whatsapp, quindi spesso mi ritrovavo a leggere messaggi magari importanti anche con grande ritardo, anche perché dovevo al tempo stesso seguire la Chat del Livorno su whatsapp, così ho deciso per il bene della squadra di lasciare in modo da poter far posto ad un DS migliore che potesse portarli ad ottenere grandi successi.

Comunque confermo che il Torino è una grande famiglia oltre che grande squadra. Sono tutti molto attivi, si ride e si scherza, ci si aiuta a vicenda Etc, infatti mi mancano molto, siamo rimasti in ottimi rapporti e chissà che un giorno non potrò tornare da loro.

Qual è il segreto per rimanere attivo, da così tanto tempo, all’interno del progetto, cosa ti spinge ad andare avanti stagione dopo stagione?

Il segreto è che ogni volta che ho tempo vado subito in pagina ufficiale o nelle pagine ufficiali delle squadre dove gioco e nelle chat Whatsapp per tenermi sempre informato, commentare, dare consigli Etc.

Ad esempio per ultimo ho indetto un sondaggio nella pagina del Catania per scegliere le tre nuove maglie, per far divertire i giocatori a disegnarle e postarle in modo che così restano anche attivi. Mi spinge la passione per il calcio in generale, per football manager nello specifico, ma anche il fatto che qui sopra ho conosciuto persone speciali con cui ho legato molto, ma anche con gli altri compagni di progetto è sempre bello ridere e scherzare e scambiare pareri. Poi vuoi mettere la gioia di vedere le persone felici quando condividi con loro traguardi come ad esempio la promozione in a con il Livorno? E peccato che non esistano anche i tifosi veri perché fare felice una città come ha fatto Franco a Livorno sarebbe una gioia immensa, ma già sapere che i tuoi ragazzi, magari alcuni che hai scelto tu per la rosa o comunque che hai comprato su indicazione del mister o del presidente, sono felici per aver centrato un grande traguardo.

Ci parli meglio del tuo secondo allontanamento da Livorno? Hai qualche commento in merito?

Commenti non ce ne sono perché è passato e perché a mente lucida capisco che purtroppo sono cose che possono capitare.

Comunque praticamente è successo che io e Del Prete iniziavamo a non vedere di buon occhio Altomare, perché non era mai presente, sbagliava i potenziamenti e i ruoli in campo dei giocatori, così Antonio Del Prete ha deciso di parlare con il presidente (anche lui molto poco presente, ma posso capire gli impegni extra gioco, anche se, secondo me, il presidente è una figura fondamentale in una squadra ed è sempre meglio se sia molto attivo come ad esempio i presidenti della Salernitana o quello del Catania – alla Juventus mi pare di aver capito non ci siano) per chiedere l’esonero, ma Oliver Major ritenne più giusto vederlo prima in azione per non prendere decisioni affrettate, così ho ricevuto la richiesta di cessione di Del Prete che non si rispecchiava più nel progetto Livorno, credo più o meno per lo stesso motivo mio – ovvero l’assenza del presidente e del mister, l’inattività di molti giocatori e la partenza di colonne come Campagna (che con Franco teneva unito e attivo lo spogliatoio) o Amadori (ritrovato poi a Torino).

Visto che anche Del Prete, uno dei pochi attivissimi, nonché mio amico, voleva lasciare, ho capito che non si poteva più andare avanti perché il progetto del Livorno non combaciava col mio di ripetere l’exploit dei tempi di Franco, così anche io chiesi la cessione, ma ne io ne Antonio Del Prete sapevamo che non ci si potesse vendere tra DS, ma pensavamo che solo se uno fosse stato giocatore e DS per vendersi avrebbe dovuto chiedere al mister o al presidente, così, visto anche le nuove richieste di cessione che iniziavano ad arrivare dopo la nostra cessione, il presidente ha deciso di licenziarci, peccato perché io e Antonio (Del Prete N.d.R.) avevano deciso di provare a mettere a segno qualche colpaccio per dare una mano alla rinascita del Livorno, ma non ne abbiamo avuto tempo.

Sono sicuro che il Livorno si risolleverà, soprattutto se Oliver Major avrà più tempo da dedicargli e se arriverà un allenatore valido come quello che sostituì Altomare (gli chiedo scusa se ora non mi viene in mente il nome ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco).

Vorrei chiederti qualcosa in più sulla cessione Campagna, visto che a più riprese Pironti ha dichiarato che avrebbe speso tranquillamente 3 milioni per assicurarsi le prestazioni sportive di Salvatore, come mai non avete fatto partire un’asta che sicuramente vi avrebbe garantito un introito molto maggiore?

Io, riguardo la cessione di Campagna, posso parlare da esterno, perché al tempo ero ancora a Torino. Sinceramente rimasi basito quando lessi che era stato ceduto a quella cifra. I primi tempi i cui ero DS a Livorno gli ritoccai il contratto per convincerlo a rifiutare le offerte di top team e non indebolire la squadra che stava lottando per la promozione in serie A, gli misi anche una clausola da 7 milioni (su consiglio, altrimenti la avrei fatta anche da 10) per far cedere sul nascere ogni possibile pretendente al suo cartellino.

Poi come sapete venni licenziato dal Livorno e da allora non mi interessati più io del mercato. Il fatto di aver venduto uno dei migliori top player in circolazione – se non il migliore – a 1.5kk, fa pensare a grave incapacità di chi lo ha venduto o ad un gesto di gran magnanimità dello stesso. D’accordo che Salvatore premeva per andarsene perché non voleva perdere il treno della nazionale – e ci può stare, anche se io avrei provato a convincerlo a conquistarlo con l’attività – però si poteva gestire meglio la situazione, in modo da venderlo al giusto prezzo se non di più attraverso un’asta che sicuramente ci sarebbe stata intorno ad un giocatore di questo livello.

Mi fa ridere poi che sia stato accusato di averlo venduto ad un prezzo irrisorio, quando al tempo ero DS del Torino e che una volta capita la gaffe esce fuori che chi doveva seguire ogni minima cosa riguardante la squadra non sapeva chi avesse venduto il giocatore e alla fine era proprio lui. Quindi in base a ciò deduco che sia stata scarsa esperienza, però ormai è andata così inutile piangere sul latte versato. Importante è che il giocatore sia contento perché anche io ho sempre messo davanti la felicità dei giocatori, poiché un giocatore scontento non farà mai il bene della squadra

Come ti trovi alla Juve? Avresti mai pensato che la squadra sarebbe stata in grado dell’exploit Scudetto dopo “progettopoli”?

Mi sto trovando molto bene. Oltre agli ex compagni di Livorno ho trovato ragazzi fantastici, un grande mister e un ambiente ideale per fare bene. Mi sono ambientato subito. L’impresa post progettopoli è la conferma che nulla è impossibile. Basta credere nei propri mezzi, essere ottimisti e lavorare sodo.

E’ la prima volta che giochi in Champions, ci descrivi l’emozione che si prova?

È un’emozione indescrivibile, anche se vai in panchina, il solo sentire l’inno della champions ti fa tremare le gambe. Poi sentire centinaia di migliaia di tifosi urlare “The champions” alla fine mette i brividi. Non da meno l’emozione di poterti confrontare con realtà e campioni provenienti da tutta Europa. Peccato solo per l’inizio, avrei sperato in un risultato positivo ma la competizione è ancora lunga.

Dove arriverà la Juve quest’anno?

La Juve è una signora squadra e lo ha dimostrato anno scorso, può andare lontano

Che ambiente c’è a Salerno? Un commento sull’inizio di Stagione della Salernitana?

C’è un ambiente fantastico: i tifosi ci sostengono sempre fino al fischio finale, vengono a dare il loro supporto anche agli allenamenti. I giocatori sono molto uniti e danno sempre il 100%, fino all’ultimo, poi spesso ridiamo e scherziamo tra noi per tenere sempre alto il morale. Il mister è davvero valido, riesce a tenere attivi i giocatori, tiene unito il gruppo, è stato in grado di risolvere la falsa partenza con la sconfitta con la Lucchese e i due pareggi di fila rischiando un cambiamento tattico molto offensivo che ha portato grandi risultati. Anche i presidenti sono molto attivi e interessati all’andamento della squadra. L’inizio è stato molto sfortunato, con la Lucchese due pali, due rigori contro e un’espulsione, avremmo meritato molto di più e se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, poi la vittoria con la Spal sudata e due pareggi di fila, ma con il cambiamento tattico messo in atto dal mister abbiamo trovato il giusto equilibrio mettendo a segno una bella serie di risultati positivi con vittorie di prestigio come il 4-2 al Parma in coppa Italia o il 5-2 alla Roma in campionato. Se continuassimo così credo che potremo andare davvero molto lontano.

Parliamo di Nazionale, la lotta è accesissima per conquistare un posto in squadra, cosa si deve fare per meritare la Maglia Azzurra?

Come dicevo sopra ho avuto l’onore di indossare la Maglia Azzurra in passato e di fornire anche un assist nella partita persa 2-1 con la Croazia. È un’emozione indescrivibile poter indossare la maglia che rappresenta il tuo paese. Ovviamente si c’è sempre una lotta senza tregua per guadagnarsi un posto in nazionale. Un consiglio che mi sento di dare è dimostrare attaccamento a squadra di appartenenza e al progetto restando molto attivi, poi bisogna dare sempre il massimo per ottenere ottimi risultati e, riguardo la nazionale maggiore, giocare in serie A, almeno in passato non venivano convocati giocatori di altre serie.

Il DS è un ruolo molto divertente, ti permette di avere a che fare con molte persone del progetto, come vivi questo ruolo? Ci sveli qualche trucchetto del mestiere?

Divertente ma molto duro e di grande responsabilità, non è per tutti. Devi tenere sempre sotto controllo il bilancio, aggiornarlo ad ogni piccola modifica, passare copia al presidente, devi trattare con i colleghi in fase di mercato per comprare al meno possibile o vendere al più possibile, devi redigere i contratti e depositarli dopo averli trattati Etc. Io lo vivo bene perché mi è sempre piaciuto, nonostante le tante difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Ho ottimi rapporti con tutti i componenti delle squadre per cui lavoro. Trucchetto del mestiere è tenere tutto in ordine a portata di mano, controllare sempre che sia tutto in regola, avere un filo diretto col mister per capire le sue necessità in sede di mercato, mantenere ottimi rapporti anche coi giocatori e cercare di tenerli attivi, ci sono tanti altri consigli che potrei dare, però sappiate che se vorrete intraprendere questa carriera è tosta, ma ne vale la pena, soprattutto quando il tuo lavoro porta vantaggi alla squadra

Il Catania sta volando, come hai costruito la squadra? Hai seguito la tua esperienza o la scelta dei giocatori è stata collegiale insieme alla dirigenza?

Lavoro di concerto, anche alcuni giocatori presenti in rosa mi hanno segnalato qualche nuovo iscritto. ci siamo concentrati molto sulle caratteristiche per prendere il meglio e finora lo abbiamo fatto

Come invogli le nuove leve a rimanere attivi? E’ più difficile mantenere l’attività delle nuove leve o dei giocatori di vecchia data?

Cerco di dare il buon esempio essendo tra i più attivi della squadra, mi informo sulle loro giornate e qualsiasi cosa li faccia trovare bene in squadra e sul progetto, poi cerco di organizzare eventi come contest, come quello per le tre maglie nuove del Catania. Poi ovviamente ci saranno motivi vari per cui alcuni non lo resteranno, però noi faremo di tutto per renderli attivi. In teoria è più difficile per le lunghe leve restare attivi perché può capitare che sopraggiunga la noia dopo tanto tempo, mentre magari le nuove leve viaggiano sulle ali del l’entusiasmo per l’ebrezza della nuova esperienza.

Come convinceresti un tuo giocatore a intraprendere la carriera di DS o di Presidente? Io noto che troppi elementi attivi nel progetto non vogliono fare il grande salto, come li sproneresti?

Potrei dire che mettersi in gioco in ruoli come questi ti aiuta a crescere. Direi quantomeno di provare perché soprattutto il lavoro da DS è tosto ma bellissimo da svolgere

Essendo nel progetto da tanto tempo, avrai sicuramente stretto amicizia con tantissime persone, a chi ti sei legato di più? Ci racconti un aneddoto divertente che lo/la riguarda?

Sono talmente tanti che per non dimenticare nessuno, non mi sento di citare un nome.

Il tuo momento di gloria nel progetto qual è stato? E la tua più grande delusione?

La convocazione in nazionale come singolo e la promozione in A con il Livorno come gruppo.
La mia più grande delusione è la retrocessione con il Livorno arrivata in modo beffardo.

E l’altrettanto beffarda mancata qualificazione alla Champions con il Torino.

Qual è l’obiettivo di Stefano per quest’anno?

Centrare tutti gli obiettivi con le squadre in cui gioco: scudetto e Champions con la Juve, promozione in A con la Salernitana e promozione in B con il Catania, poi magari trovare il mio primo gol in campionato e ritrovare la convocazione in nazionale

Stefano, grazie del tempo che ci hai dedicato e alla prossima

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti

Prima candelina per Angela

Angela “Lady Torino” Iadicicco

Di solito faccio le grafiche di augurio di buon compleanno ai miei compagni di squadra della Torres, invece stasera sono qui a rendere omaggio, con un’intervista, a una delle persone che da più tempo calcano i campi del Progetto:  Angela Iadicicco che oggi compie il suo primo anno all’interno del gioco.

Angela, per chi non ti conoscesse presentati in game e in real-life:

Salve a tutti, innanzitutto sono onorata per questa intervista. Gioco nel Toro, e sono presidentessa del Vicenza e dell’Empoli, e ds dell’Empoli. Nella vita real studio Scienze dell’Educazione, sono una persona semplice, anche se per certi versi complicata, sono simpatica e mi affeziono molto alle persone, odio la falsità e le persone che non dicono quello che pensano, sono molto schietta e se devo dire una cosa, anche se può essere sbagliata, la dico. E’ per questo che, forse, posso risultare antipatica.  Amo il calcio e sono tifosissima della Juve.

Partiamo con una domanda di rito, come hai conosciuto il progetto?

Ho conosciuto il progetto grazie a Valerio Arnone, (che è anche il mio socio). Un giorno, in un gruppo whatsapp in comune, ha parlato del progetto, e, anche se non avevo capito bene di cosa si trattasse, spinta dalla curiosità e dall’istinto, ho deciso di iscrivermi. Penso se non fossi stata così curiosa, non ne avrei mai fatto parte. Viva la curiosità.

Sbaglio o ti chiamano Lady? Da dove è venuto fuori questo soprannome?

si mi chiamano Lady, precisamente Lady Torino. Il soprannome mi è stato dato da Fabio Bicocchi quando giocava ancora nel Toro, il motivo è stato perché ero l’unica donna del Toro e perché lui lo trovava carino.

Un anno sono tante stagioni, sono tanti giorni passati a leggere il gruppone, a conoscere persone, a impegnarsi per una bella invenzione ma soprattutto a divertirsi, se dovessi cristallizzare dei momenti fondamentali della tua esperienza finora: quali sarebbero?

Ce ne sono tanti, prima di tutto il mio arrivo al Torino, è stato il momento chiave. Arrivare al Torino mi ha dato tanto, lì ho imparato tante cose che prima non sapevo, ho imparato come funzionasse il gioco e a capire il meccanismo. Un altro momento importante è stato l’acquisto del Vicenza, ho potuto mettere in pratica quello che avevo imparato al Toro, così come acquistare l’Empoli. Inoltre un altro momento fondamentale è stata l’ultima partita di campionato, perdere all’ultima giornata e vedere infrangersi il sogno Champions mi ha fatto capire tante cose, mi ha fatto capire quanto io amassi questa squadra, gioire e soffrire con i compagni per qualcosa. Per me quello è stato un momento fondamentale perché anche le cose negative possono lasciarci qualcosa. Un altro momento bello, ed attuale, è la convocazione in nazionale

Il progetto come lo vivi? Hai contribuito anche tu alla sua evoluzione? E al suo ingrandirsi?

Io lo vivo in modo quotidiano, lo vivo con passione e con il sorriso. Per me non è solo un gioco, è qualcosa di più e ridere e scherzare sul gruppo principale, sui gruppi squadra e in chat. E’ gioire per un risultato buono, è avere adrenalina e ansia per una partita, arrabbiarsi per una partita finita male. Lo vivo con emozione. Credo molto in questo progetto, e soprattutto credo  molto negli admin, e chi ne fa parte, per questo ho deciso di ricoprire un ruolo importante, cioè il presidente, nel progetto.

Parliamo della tua esperienza da calciatore, hai sempre militato nel Toro?

Prima di arrivare al Toro, ero all’Avellino. Esperienza breve

Qual è il rapporto con i tuoi compagni?

Sono tutti cattivi e antipatici… Scherzo! Bellissimo, ho un bel rapporto con i miei compagni. Sono molto legata a loro, voglio bene a tutti, a Maurizio, Massimo, Giacomo, Andrea… Siamo un gruppo molto unito e compatto, e questo grazie ai presidenti; ridiamo, scherziamo, ci prendiamo in giro, li tempesto di messaggi nella chat gruppo, poi c’è Daniele che manda sempre foto di cibo, e mi fa morire dalle risate. E’ stata questa loro complicità e unione che mi ha fatto amare questi colori, mi sentirei persa se dovessi lasciare questa squadra.

Quali sono gli obiettivi stagionali del tuo giocatore? E del Toro?

Il mio obiettivo è quello di fare e dare il meglio alla squadra. Onorare questa maglia fin in fondo, fammi trovare pronta nel momento del bisogno, e dare una mano sempre. L’obiettivo del Toro è senza dubbio confermare la buona stagione fatta nella stagione passata, e fare bella figura in Europa League

La tua esperienza all’interno del progetto ti avrà fatto conoscere tantissime persone, con chi hai legato di più? (Puoi fare più di un nome ma i lettori gradirebbero anche qualche aneddoto)

Si, ovvio qui ho conosciuto tante belle persone. Con chi ho legato di più? In primis con Fabio Bicocchi. Per me è come un fratello, c’è un rapporto bello, anche se non ci conosciamo dal vivo, lui sembra conoscermi meglio di chi invece mi conosce di persona, a volte sembra capace di leggermi nel pensiero. Mi è stato vicino anche nei momenti un po’ negativi (non parlo del progetto),e lo ringrazierò sempre questo, so che per me ci sarà sempre, come io ci sarò per lui. Sa ascoltare e ti sa consigliare, è quella persona che, quando sei giù di morale, basta sentire e ti fa tornare il sorriso, è terapeutico. Poi ho legato anche con Maurizio Deidda, se sono arrivata dove sono, la maggior parte del merito è il suo, e io non smetterò mai di ringraziarlo. E’ riuscito a trasmettermi la passione per il progetto, inoltre mi ha dato una mano a capire come funzionasse il gioco, mi ha dato consigli, e, ad ogni dubbio che avevo su qualcosa, mi ha sempre dato una risposta. E’ una persona stupenda, sempre disponibile e gentile con tutti. Sono contenta di averlo conosciuto e di quello che ha fatto per me. Ho legato anche con Massimo Pauletto, il capitano del Toro, è una persona molto simpatica e divertente, sempre con la battuta pronta, e con le parole giuste per motivare noi del Toro, e in squadra c’è bisogno anche di persone così. Lo vedo un ottimo compagno per bere birre. Voglio citare sia Giacomo Sedda che Andrea Conte, mi hanno trasmesso i valori del gioco e il valore della squadra, sono persone straordinarie e capaci di coinvolgere i componenti della squadra. Anche loro mi hanno aiutata molto , anche in questioni extra progetto. Aggiungo anche Valerio Arnone e Davide Saladino, il primo è il mio socio, lo conosco ancora prima di entrare nel progetto e anche se spesso mi viene a punzecchiare, sono molto affezionata a lui, il secondo è il mio ds del Vicenza, lo conosco da poco ma, appena arrivata al Vicenza, mi ha accolto bene, mi ha dato una mano a conoscere la squadra, e mi ha aiutato parecchio quando sono diventata ds dell’Empoli.

Quale è stato l’episodio più divertente all’interno del progetto?

Non ce n’è uno in particolare (sono troppi), ma se dovessi scegliere, quello che mi ha fatto morire dalle risate, è stato il video divertente creato da Fabio sui noi giocatori del Toro, dove io interpretavo la Cenerentola del Toro.

E la tua delusione più cocente?

La delusione più grande è stata quando il mister del Vicenza è andato via cosi all’improvviso. Avevamo fatto il mercato insieme, e in base alle sue scelte. Non è stato il fatto che sia andato, ma il modo in cui lo ha fatto. Io in mattinata avevo capito che ci fosse qualcosa che non andava, così gli avevo mandato un messaggio, ma non avevo ricevuto risposta. Poi lui il pomeriggio stesso, aveva comunicato, tramite un post sul gruppo, il suo abbandono. Sono rimasta delusa da questo comportamento, avrei preferito saperlo in privato, e non tramite un post.

Sei riuscita a conoscere membri del progetto dal vivo?

Si, ho conosciuto Andrea Conte e Marika Calcagno a Caserta, in quanto Andrea doveva portarmi la maglietta del Toro, Marika era da poco iscritta nel progetto e da subito ho avuto l’impressione di conoscerla da molto tempo, peccato abiti lontano! Andrea è molto simpatico e non è cattivo come sembra in gruppo.  Poi ho conosciuto Maurizio Deidda a Firenze, conoscerlo mi ha fatto piacere, quello che pensavo su di lui ho avuto modo di confermarlo da vicino. Solo che mi ha fatto camminare troppo per Firenze.

So che oltre a fare il giocatore, sei anche DS, giornalista e presidentessa sia del Vicenza che dell’Empoli, affermare che sei una persona multi-tasking sarebbe un eufemismo, come riesci ad organizzare tutto?

Il segreto sta nel circondarsi anche di collaboratori fidati e per fortuna, sia all’Empoli che al Vicenza li ho trovati. Il progetto mi porta via molto tempo e ne sono felice, perché vivo la cosa con passione. Sono una presidente abbastanza presente, sia durante le partite, che nella quotidianità. I momenti di pausa e di svago, li dedico ad ascoltare la squadra e a mandare messaggi alla squadra. Cerco di essere più disponibile possibile. Per il ruolo del ds, forse è un po’ impegnativo, soprattutto nel periodo del calciomercato, ma svolgo la cosa con passione. Sono ds da poco quindi ancora devo vivere il calciomercato vero e proprio, ma credo che con lo spirito giusto si possa riuscire a viverlo con serenità.

Qual è il segreto con quale riesci a fare gruppo? Al Vicenza, in S3, sono andati la bellezza di 880k di bonus attività, per non parlare del Torino dove avete preso quasi 2,5 Milioni. Come riesci a motivare i giocatori a impegnarsi nel progetto?

Per quanto riguarda il Toro, il merito va ai presidenti e ai senatori, sono riusciti a coinvolgere le persone nel progetto, sia per quanto riguarda le live sia per l’attività. Per quanto riguarda il Vicenza, io sono arrivata quasi a fine stagione, quindi non mi prendo il merito della scorsa stagione. Cerco di coinvolgere la squadra, e di renderla partecipe, grazie anche all’aiuto di Valerio, del ds, del mister Carlo e del mm Fabio. Voglio creare un gruppo unito e compatto, e voglio che ci sia rispetto verso tutti, dal presidente al magazziniere. Solo creando un gruppo unito, si può portare la squadra ad essere parte attiva del progetto, insieme e con obiettivi uguali, Non costringere chi non vuole farlo, anche perché le cose fatte per forza non vengono mai bene.

Hai attraversato, da spettatrice, tutti i vari scandali che si sono succeduti all’interno del Progetto, cosa porta, secondo te, la gente a barare? Come mai non si riesce a seguire una linea di condotta che sia compatibile con l’agonismo e con il fair-play?

Secondo il mio parere, chi ha barato lo ha fatto perché non riesce a comprendere la bellezza e la semplicità del gioco. Chi bara vuole vincere a tutti i costi, ma non capisce che la vera bellezza del gioco è divertirsi e passare del tempo insieme, confrontarsi con la squadra, vivere una sana rivalità con gli altri, seguire con divertimento e passione le live e la squadra.

Cosa consiglieresti ai neo-iscritti per vivere al meglio l’esperienza di gioco?

Quello che consiglio io e che rispecchia anche il mio modo di fare, è vivere il gioco con passione, di creare un legame con i compagni di squadra, senza rivalità o antipatie, accettare la panchina, perché conta il gruppo, rispettare le scelte del mister e non lamentarsi. Consiglio di vedere, non tanto il nome della squadra, ma chi ne fa parte e se si crea legame con i compagni.

Cosa diresti a chi ha le potenzialità per ricoprire altri ruoli all’interno del progetto ma si limita a fare il calciatore?

Direi di buttarsi, se davvero crede in quella cosa. Basta circondarsi delle persone giuste, e chiedere aiuto e consigli a persone fidate. Non lasciarsi demoralizzare, e pensare che non può farcela. Bisogna credere in se stessi e nelle potenzialità che abbiamo.

Cosa vorresti che fosse implementato all’interno del progetto?

Il progetto già cosi va bene. Una cosa che mi piacerebbe è vedere coinvolgere le persone in live, intendo proprio intervenire in live tramite discord magari. Magari un presidente, un ds, un senatore di una squadra, un giocatore chiave, per parlare delle sensazioni pre-partita, oppure parlare del post partita. Una sorte di intervista, insomma

Ci faresti un bilancio finale sulla tua esperienza?

La mia esperienza è positiva. Gioco in una bellissima squadra, in compagnia di persone stupende. Sono presidente di due squadre bellissime, che mi stanno dando parecchie emozioni e soddisfazioni. Sono legatissima ai miei giocatori. Sono stava convocata in Nazionale. Faccio parte della Redazione Progetto X, dove ci sono persone che stimo, come Pironti. Credo che più di così non possa andare, mi manca solo l’esperienza da allenatore, magari più avanti inizierò a pensarci

Tanti auguri Angela e grazie da parte di tutta la community di Progetto FM!

Grazie a te. Un saluto a tutti

Ultimo sprint per la Champions League

Il campionato di Serie A è ormai in dirittura di arrivo.

Nell’ultima live, la Juventus riesce nell’impresa di conquistare il tricolore, al termine di una stagione per lei travagliata più fuori che dentro al campo.

La Lazio, d’altro canto, dopo un’intera annata nei piani alti classifica, conclude il campionato al secondo posto, indipendentemente dal risultato della 38^ giornata.

Ma è dietro alle prime due della classe che si infervora la lotta. In ballo ci sono ancora due posti per la prossima Champions League e ci sono ben quattro squadre a contenderseli: la Sampdoria di Nicola Filippone, il Progetto Gaming di Alessandro Pironti, il Milan di Alberto Bifano e il Torino di Giacomo Sedda. Tutte sono già sicure di giocare una competizione europea il prossimo anno, ma fa veramente tanta gola la possibilità di concorrere per la coppa dalle grandi orecchie.

Analizziamo quindi le possibili combinazioni per ognuna di queste squadre, tenendo presente che la Sampdoria ha una partita in più da recuperare.

Le cinque partite che varranno la Champions
Genoa – Sampdoria (recupero 37a giornata)
Progetto Gaming – Genoa
Milan – Bari
Palermo – Torino
Fiorentina – Sampdoria

Sampdoria (70 punti, una gara in meno): Per i blucerchiati bastano tre punti nelle prossime due partite per qualificarsi. Anche se finisse a pari punti con PG e Milan, la classifica avulsa premierebbe la squadra genovese (che ha vinto tre dei quattro scontri diretti con le due squadre lombarde). Con due punti e la vittoria del Torino con il Palermo, la squadra di Filippone starebbe davanti ai granata grazie agli scontri diretti (un pareggio ed una vittoria per i primi). In quest’ultimo caso, però, servirebbe che almeno una tra Milan e Progetto Gaming non vinca.

I tre punti non paiono del tutto scontati, in realtà: c’è un derby da giocare, contro un Genoa che è una delle squadre più in forma di questo finale di stagione, e il risultato sembra alquanto incerto; l’impegno successivo vede la Fiorentina, già capace di imporsi all’andata tra le mura del Ferraris. Vero altresì che i viola non hanno più nulla da chiedere al campionato, se non giusto quel decimo posto che potrebbe fruttare 500K di premio stagionale in più, ma le motivazioni saranno alquanto inferiori.

Progetto Gaming (70 punti):

Anche la qualificazione dei PGini passa per una squadra in formissima come il Genoa. Certo, i rossoblu sono principalmente focalizzati sulla partita con la Sampdoria, ma i 500k di budget di cui sopra e la minima speranza di terminare nelle prime otto per saltare un paio di turni di Coppa Italia dovrebbero essere un incentivo sufficiente per dare il massimo anche in quest’ultimo appuntamento.

I cremaschi hanno le seguenti possibilità: vincendo contro la squadra di Però, è necessario che la Sampdoria faccia al massimo gli stessi punti dei biancoblu nelle due partite che deve giocare o che il Milan non vinca. Gli scontri diretti sono sfavorevoli al PG se si considera il solo Milan, ma con l‘eventuale presenza dei blucerchiati entrerebbe in gioco la classifica avulsa che premierebbe la squadra di Pironti a discapito di Lopresto e compagni.
In caso di pareggio il discorso è analogo, ma si aggiungerebbe anche il Torino che sorpasserebbe Progetto Gaming in caso di vittoria in quel di Palermo.

Milan (70 punti):

Escludiamo il jolly della finale di Europa League. La sfida con il Bari non pare una partita impegnativa, ma il dover giocare poco dopo l’ultimo atto della competizione europea non aiuta, e la sorpresa è in agguato.

Vincendo contro i pugliesi, il Milan deve sperare che la Sampdoria o faccia al massimo due punti o almeno quattro. Anche la mancata vittoria del Progetto Gaming è condizione sufficiente per la qualificazione.

Pareggiandoci, il discorso è assolutamente analogo, includendo sempre la solita clausola di non-vittoria dei granata: in sostanza, i diavoli devono racimolare almeno gli stessi punti del PG e sperare che la Sampdoria non finisca a pari punti con loro.

Torino (69 punti): Sulla carta la partita più facile. Il Palermo è già retrocesso e non ha nulla per cui lottare se non l’onore. Tuttavia, sempre sulla carta, serve una serie di incastri al limite del miracoloso.
Serve che la Sampdoria faccia al massimo un punto e che almeno una tra Milan e Progetto non vinca.
Non ci sono altri risultati possibili: granata obbligati a vincere e a tifare Bari, Genoa e Fiorentina.

Come andrà a finire quest’ultimo, entusiasmante sprint europeo? Chi si aggiudicherà i posti più ambiti? Per quale squadra tiferete? Mettetevi comodi, l’ultima giornata di campionato sta per iniziare.

In blu la squadra si qualifica in Champions.   In arancio si qualifica in Europa League. Caso 3: Milan in Europa League, non in Champions.

 

Le simulazioni de IlCarro: Torino – Juventus

Una nefasta coincidenza aveva privato la live di questo match nel girone d’andata. Questa partita, valida adesso non solo per la supremazia cittadina, ma anche per qualcosa di più, si giocava in contemporanea durante il turno infrasettimanale con un’altra stracittadina più sentita. Stavolta invece Torino e Juventus si potranno vedere in live durante il Derby della Mole: vincere questa partita non significa solo dimostrare di essere più forti del concittadino. Da questo derby passano il fato di granata e bianconeri: i primi per una volata europea all’ultimo respiro, dove si giocherà molto all’ultima giornata; i secondi, per chiudere una volta per tutte il discorso tricolore.

Una sfida che entra anche nel merito dei cannonieri: Paudice e Pennisi sono tra i principali rivali di Tomassetti al prestigioso trofeo della Scarpa D’Oro. La rincorsa all’attaccante del Milan passa  inevitabilmente dal segnare in questa sfida al cardiopalma. Giacomo Sedda vs Alessandro D’Anteo, Maurizio Deidda vs Alessandro Gallorini, Torino vs Juventus. Chi avrà la meglio? La simulazione propone il seguente scenario.

Una partita alquanto bilanciata. I piani di gioco di entrambe le squadre si equivalgono e il pareggio è sicuramente il risultato più giusto.

Al controllo di palla degli ospiti, ben visibile dal 61% di possesso palla e dai 630 passaggi completati, si contrappone il contropiede granata, come si evidenzia dalle statistiche su possesso e passaggi molto minori. Addirittura la Juventus ha un rapporto 2:1 rispetto al Torino in questo dato.

Questo non vuol dire che il Torino non sia stato produttivo davanti. Gli schemi preparati per la partita hanno funzionato: i padroni dell’IchnusArena hanno effettuato un tiro in più, risultando anche più precisi, in quanto i due terzi hanno raggiunto lo specchio della porta. L’attuale capolista avrà da recriminare sicuramente sui 3 pali presi: è molto probabilmente imputabile alla pressione un numero così alto di legni.

Rispetto ad altre partite, Torino – Juventus non risulta essere particolarmente cattiva. 20 falli divisi quasi equamente tra le due compagini e 2 ammonizioni a testa. Per il Torino è complice un risultato del genere anche il basso numero di contrasti tentati: appena 18, uno dei valori più bassi riscontrati nelle simulazioni.

A livello di gioco aereo appena 7 colpi di testa in più a favore del Toro, ma numeri nel complesso non altissimi, dimostrando una preferenza per il gioco palla a terra.

Al termine entrambe le squadre sarebbero insoddisfatte del risultato. Il Torino si complicherebbe la lotta alla Champions League, mentre la Juventus rischia di essere riacciuffata dalla Lazio ad una partita dal termine, rendendo ancora più elettrizzante la 38^ giornata. Finirà così? La simulazione sarà smentita? Chi sarà il protagonista di questa partita? Lo scopriremo solo quando l’arbitro fischierà il calcio d’inizio.

L’inferno che vale l’Europa: chi è messa meglio?

La battaglia per le coppe europee entra nel vivo. A otto giornate dalla fine ci sono ancora tante squadre in lotta per la qualificazione e non tutte riusciranno ad accederci. Con uno dei 6 posti sicuri già assegnato alla Juventus, in quanto le basterebbero due punti per accedere matematicamente all’Europa League, le altre si contenderanno le altre cinque posizioni. Ci sono però due incognite. La prima è la Coppa Italia, che potrebbe, in caso di vittoria e piazzamento già a coppe del Milan, dare un’ulteriore chance per qualificarsi; la seconda è l’Europa League, che potrebbe dare una squadra italiana in più alla Champions League. A contendersi questi posti saranno la Lazio momentaneamente seconda con 62 punti, la Sampdoria terza con 58, il Progetto Gaming quarto con 55, il Torino e l’Inter a pari merito con 52, l’Atalanta settima a 51 e il Milan ottavo a 50 ma con una partita da recuperare. Con ancora parecchi scontri diretti da svolgersi, quali squadre hanno il calendario migliore? E quali hanno tanti finali anticipate?

In maiuscolo le partite in trasferta, in verde le partite contro la Juventus, in giallo gli scontri diretti

 

LAZIO: I biancocelesti hanno 11 punti di vantaggio sull’Atalanta settima e 10 sull’Inter sesta. Con 21 punti ancora in gioco, alla Lazio basta non sbagliare nulla contro Palermo, Crotone e Genoa e non perdere gli scontri diretti contro le due squadre lombarde per approdare almeno in Europa League. Con 10 punti di distacco dal Torino e 12 dal Milan, per la Champions serviranno massimo 5 vittorie e un ulteriore pareggio. Il calendario è pieno di scontri diretti, tuttavia: oltre alle già menzionate, c’è la possibilità di alimentare il sogno scudetto nel match contro la Juventus, e poi partite anche con Sampdoria e Progetto Gaming. Ci sono possibilità di commettere tanti passi falsi, che potrebbero tenerla coinvolta fino all’ultimo.

SAMPDORIA: Con 6-7 punti di vantaggio dalle due compagini nerazzurre, la Sampdoria dovrà mantenere la concentrazione alta. Due soli scontri diretti, ma anche due partite da pelle d’oca come il Derby della Lanterna e il match contro il Napoli, una delle squadre più in forma in questo periodo. Alla Sampdoria sono sufficienti 6 vittorie per qualificarsi matematicamente all’EL. Rispetto all’Atalanta possono bastare 14 punti, ma è necessario vincere lo scontro diretto. Per la Champions, ci vorranno almeno 19 punti, visto il vantaggio negli scontri diretti contro il Milan. Per i blucerchiati c’è anche la possibilità di vincere l’Europa League, che significherebbe qualificazione in Champions indipendentemente dal piazzamento.

PROGETTO GAMING: I pigini occupano l’ultimo piazzamento utile per la qualificazione in Champions League. Per garantirsi il quarto posto serve vincerle tutte, non si possono fare calcoli. Tuttavia fare una cosa del genere è impresa assai ardua: tra le otto partite ancora da giocare, ci sono due scontri contro Lazio e Juventus. Il resto del calendario è abbastanza clemente: le altre partite sono contro Drink Team, Livorno, Palermo, Crotone, Atalanta e Genoa. Servono almeno 21 punti per la qualificazione in Europa League, per non doversela giocare nello scontro diretto con l’Atalanta.

TORINO: I Granata hanno già disputato quasi tutti gli scontri diretti. Tra le partite che dovranno ancora disputare, i match più delicati sono contro Napoli, Milan e Juventus. Per la Champions devono rimontare 3 punti, ma il calendario pare essere simile al PG. Con i rossoneri ci sono forti possibilità che si giochino molto della corsa europea. Per la qualificazione matematica in EL bisogna fare gli stessi punti dell’Inter e dell’Atalanta, sperando nel pareggio nello scontro fra queste due.

INTER: Il derby la prossima giornata, poi due partite apparentemente più facili come Drink Team e Livorno, poi gli scontri con la Juventus, il Palermo, poi Crotone e due scontri diretti contro Atalanta e Lazio. I nerazzurri devono provare a vincerle tutte per qualificarsi in Europa e non è detto che possa bastare. L’essere in svantaggio come scontri diretti contro il Torino non aiuta: è necessario tifare i cugini quando affronteranno i piemontesi. Se i nerazzurri vogliono essere artefici del proprio destino, dovranno essere aiutati dagli altri scontri diretti.

ATALANTA: I bergamaschi sono in questo momento la squadra con meno possibilità di accesso. Hanno ancora da affrontare Lazio, Sampdoria e Progetto Gaming, oltre allo scontro con l’Inter. Le altre partite sono più alla mano sulla carta, ma senza strappare qualche risultato importante dai match in casa contro seconda, terza e quarta, le possibilità di qualificazione sono risicate. Ovviamente, tutto è vano se non si vince a San Siro.

MILAN: Ai rossoneri basta battere la Roma in Coppa Italia e sarebbero in Europa. Inoltre potrebbero vincere l’Europa League e sarebbero in Champions. Se la qualificazione deve passare per il campionato, il Milan ha sulla carta un calendario agevole, che si può complicare solo con le tante partite infrasettimanali come ad esempio il derby, che capita tra i quarti di finale della competizione europea. La partita contro il Napoli potrebbe venire nel momento migliore, con i partenopei che a quel punto potrebbero essere sicuri della salvezza. I rossoneri sono la squadra con più vie per l’accesso in Europa e quella che potrebbe essere maggiormente beffata: vincendole tutte, significa con ogni altra combinazione di risultati stare davanti ad Atalanta, Inter e Torino e qualificarsi automaticamente in EL. Con una sconfitta in scontri diretti, battere la Roma potrebbe risultare fondamentale.

Oltre a queste squadre, ci sono possibilità per la già citata Roma, via Coppa Italia, e per il Drink Team, che deve riuscire nell’impresa di vincere l’Europa League, qualificandosi a scapito di quello che sarà il settimo posto europeo del campionato.Non c’è nessuna possibilità di respirare: questo finale di stagione si preannuncia entusiasmante e da non perdere. Chi accederà? Chi verrà beffata? Lo scopriremo solo nelle prossime giornate.

Le simulazioni de IlCarro: Sampdoria-Torino

In Serie A ci si prepara all’ultima giornata prima della pausa nazionale. E non si fa neanche in tempo a pensare agli azzurri che il campionato offre una delle partite più importanti per i suoi sviluppi. La Sampdoria di Nicola Filippone, fresca di qualificazione ai quarti di Europa League, in una partita tiratissima contro il CSKA Mosca, affronta al Luigi Ferraris il Torino di Giacomo Sedda. In palio c’è uno dei posti per qualificarsi alla prossima Champions League: i blucerchiati sono sul gradino più basso del podio con 49 punti, ma i granata inseguono a 48 punti. Se i padroni di casa vincessero, potrebbero allungare su una  contendente, forse estromettendola dai giochi. Al contrario, per gli ospiti, c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, l’ennesimo di questa stagione fra le due compagini.

Una partita che vede anche i premi individuali in palio: Christian Pennisi dei piemontesi è il secondo cannoniere della Serie A con 16 reti e viene inseguito subito dal campione uscente, punta dei genovesi, Matteo Congedo con 15.
All’andata, tuttavia, non segnò nessuno dei due e finì 1-1. Al goal del toro di Maurizio Deidda rispose immediatamente Mirko Parravicini, in una partita combattuta da ambo le parti. Finirà così anche stavolta? Sedda recriminerà le statistiche? O sarà Filippone a farlo?

Seguendo la simulazione,la partita finirebbe 2-2.
Fase difensiva di entrambe le squadre traballante: sono 29 i falli commessi, conditi da 7 ammonizioni, e i padroni di casa vantano anche solo 15 contrasti vinti e appena la metà dei colpi di testa.
Probabilmente avrebbe ricevuto un monumento il portiere dei blucerchiati: sono 18 i tiri del Torino, di cui solo 10 in porta e 8 fuori (neanche un tiro respinto dai giocatori di movimento), ma di cui escono solo due reti. Più precisi in proporzione i tiri della Sampdoria, ma sono meno della metà degli avversari: 8 totali, di cui 5 in porta.
Il possesso palla sarebbe molto simile tra due squadre che fanno girare molto il pallone in cerca di aprire spazi promettenti: 406 passaggi per i genovesi, mentre soli 50 passaggi in più per i piemontesi.

Al termine gli ospiti recriminerebbero probabilmente l’aver concretizzato poco, mentre la squadra in casa sicuramente dovrebbero rivedere qualcosa dal punto di vista difensivo. Ed entrambe le compagini guarderebbero con apprensione la classifica, sperando in risultati favorevoli dagli altri campi.