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Giuseppe Staniscia: il coraggio delle idee


In questa puntata di Extra Offside siamo con Giuseppe Staniscia, difensore del Milan e allenatore del San Marino in serie C.

Iniziamo a conoscere il Giuseppe che in pochi conoscono.

Sei un elemento abbastanza conosciuto nel PG ma non da tutti: per chi non ti conoscesse, presentati e raccontaci di te: chi sei, da dove vieni, cosa fai nella vita e persona sei?
Buonasera utenti del PG! Sono principalmente uno studente di Filologia (magistrale di Lettere) ma adoro tenermi occupato anche con altre attività: la rappresentanza studentesca, grazie alla mia associazione universitaria, e il volontariato, essendo membro di un’associazione di clownterapia. Insomma, mi ritengo una persona energica vivace e coinvolgente, e cerco di portare queste qualità anche nel Progetto Gaming

Ho deciso di intitolare questa intervista “il coraggio delle idee”.
Questo coraggio si vede nella vita di tutti i giorni, e tu ne sei un esempio per il lavoro all’interno di questa associazione studentesca. Perchè è importante per te? Che ruolo hai e che cosa ti dà questo impegno?
Al momento sono rappresentante nella Consulta degli Studenti (una sorta di parlamento studentesco) e per il mio corso di laurea. Mi batto in prima linea per difendere i diritti degli studenti e per garantire la massima vivibilità nella loro carriera universitaria. Mi ritengo un membro molto apprezzato, tant’è che diversi miei colleghi mi hanno seguito in questa avventura. Tra quelli ancora attivi nel PG, cito i miei compagni milanisti Caliendo e Sassano e i miei “sottoposti” al San Marino Tripicchio e Barone. Siamo una grande squadra sia in università che al di fuori e sono felice di condividere questi anni con loro! Ed è proprio questo il consiglio che mi sento di dare a tutti gli utenti che frequentano o stanno per iniziare l’università: Cercate di vivere gli anni universitari a 360 gradi: lo studio è importantissimo (prima vi laureate meno tasse pagate!) ma c’è molto di più: frequentate le associazioni studentesche, uscite e fate molte amicizie, altrimenti vedrete la laurea come un peso e non come un traguardo!

Clown protagonisti del Progetto, clown protagonisti nella tua vita: Parlaci della Clownterapia. Com’è nata, cosa ti dà e perché:
Ho conosciuto questa associazione tramite una mia amica, ho visto che le piaceva e appena è stato possibile ne sono entrato a fare parte anche io. È stata una delle scelte migliori della vita: porta un sacco di bene e i risultati si vedono da subito! Riuscire a donare con gesti semplici un sorriso alle persone bisognose riempie il cuore in maniera immediata, e scatena una positività incredibile!

Bene, ora ripercorriamo un po’ la tua Storia all’interno del PG (Salò, Milan, San Marino). Dicci com’è avvenuto l’ingresso nel PG e che sensazioni hai provato nei primi mesi:
Ho conosciuto il PG grazie a Gallarato (ride molto), mi ha spiegato il progetto del Salò ad inizio S3 ed ho aderito entusiasta. Avevo la doppia funzione di giocatore/allenatore. La creazione della squadra è stato un lavoro a tre: Gallarato ha reclutato, io ho completato la rosa coinvolgendo i miei amici, e il DS Castiglia ci ha aiutato con le trattative e i contratti. La S3 si è conclusa trionfalmente, con la vittoria del campionato e della Supercoppa di Serie C, lasciandoci molto felici.

Non si può parlare di Salò senza toccare un argomento abbastanza delicato, ovvero il ban di gruppo della tua squadra. Ma più che parlare dei motivi della diaspora Salò, vorrei che i lettori sapessero di una serie di sliding doors da film: durante la perquisizione degli amministratori c’è stato uno scontro abbastanza acceso con uno di questi. Chiunque avrebbe pensato “ecco, con questo lo bannano a vita dal progetto”. Poi, segue una discussione tra Staniscia e l’admin (accesa? pacata? chi può dirlo?).
L’admin di cui stiamo parlando è Pier Gaetano Fulco. Il DS del Milan. Con il quale scopri di condividere molte più idee di quanto pensassi all’inizio. E così, nel giro di qualche giorno, Staniscia si ritrova dalla Serie B alla lotta per la Salvezza in A. Dal discutere con l’admin all’essere il pilastro della sua squadra. Raccontaci come hai vissuto queste intense giornate.
Nella vita il processo riabilitativo è importante: la punizione è sempre più efficace quando c’è anche la ricompensa. In questo caso ho avvertito, subito dopo il draft dispersione che a metà s4 mi ha portato al Milan da calciatore, una grande stima da parte del Ds Fulco. È una persona con cui si può parlare di qualsiasi argomento, dalla politica (con cui mi sento molto in sintonia) al calcio (ecco, qua si può migliorare). Al Milan mi sono sentito accolto, e ho completato con serenità la stagione, aiutando la squadra a raggiungere una salvezza che sembrava pura utopia al momento del mio ingresso in società.

Tu, interista dalla nascita, a guidare lo spogliatoio del Rivale per eccellenza. Come ti trovi dall’altra parte del Naviglio? Come ti fa sentire questo? Com’è il rapporto con Giamberduca?
Ammetto che è quasi impossibile urlare “forza Milan”, quindi preferisco un più sobrio “andiamo ragazzi!”. Sono stato molto felice della mia nomina a capitano per la S5, il DS Fulco mi ha coinvolto nel processo di reclutamento della squadra e ho accolto i nuovi arrivati, da Caliendo e Sassano al regen Guzzi, per concludere con Nadir. Non lo conoscevo, ma lo ritengo un trascinatore e una persona squisita. Per ultimo voglio ringraziare il Comandante Giamberduca, persona umile, squisita, di buon cuore, che cerca di fare sempre più del massimo per la causa rossonera. È il primo a festeggiare i buoni risultati, ma anche il primo a fare autocritica quando qualcosa non va.

Prima di passare allo Staniscia allenatore, stacchiamo la spina e facciamo un giochino. Sei pronto?
Vada!

Come sai, su FM la scheda di un giocatore può essere rappresentata da un grafico ottagonale che riassume le caratteristiche base di ogni giocatore. Queste sono Difesa, Fisico, Velocità, Visione, Attacco, Tecnica, Aereo, Mentale.
Dovrai scegliere dai 6 agli 8 giocatori e “montare” il giocatore che ritieni più forti per le loro caratteristiche. Qual è la difficoltà? Dovrai utilizzare solo giocatori di Serie C! Vediamo che potrai combinare…

Molto difficile! Qualcosa però lo potrei trovare… Vediamo:
Attacco: Trivisani (Pordenone)
Tecnica: Badalamenti (Torres)
Difesa: Ponticello (Triestina)
Fisico: Airò (Piacenza)
Velocità: Russo (Torres)
Visione: Kesserlar-Verdun (San Marino)
Aereo: Fabriani (Campobasso)
Mentale: Boffa (Ravenna)

Il punto centrale dell’intervista, quello del coraggio di manifestare con coraggio le proprie idee, è ciò che ti contraddistingue all’interno del PG.
Si può dire che circa il 75/80% usi tattiche o Beowulf o TFF, oppure comunque un 4-4-2, notoriamente “funzionanti” in questa edizione di FM.
Tu invece proponi un 5-2-1-2 TF, una rarità in questo GdR. Partiamo dal principio, dato che questa tattica è il tuo marchio di fabbrica. Quando nasce? A chi ti sei ispirato nel crearla?

L’idea di proporre il 5-2-1-2 TF nasce dagli albori di FM17, quando andava di moda il 3-4-3 Cinese. Essendo però una tattica troppo “facile”, nonché illegale su PG, ho cercato di usarla come base e adeguarla a qualcosa di realistico e funzionante. L’ispirazione è arrivata osservando l’Atalanta fuffa di Gasperini, che gioca una sorta di 3-4-1-2 ma con gli esterni che nascono da terzini, quindi da lì l’intuizione di posizionarli in maniera intermedia. Ha dato risultati sin dalla S3 con la promozione, poi nella parte di S4 in cui ho allenato al Salò in B navigavo in tranquille posizioni di metà classifica, quindi ho deciso di riproporlo anche al San Marino in S5.

Risultati che sembrano in procinto di arrivare anche in questa S5, con l’unica sconfitta maturata in Coppa Italia forse dovuta al Turnover.
Tu sei un amante delle panchine lunghissime, quasi da avere bisogno di 22 giocatori in rosa da far giocare sempre, facendo turnover anche con i portieri.
Come ti fa sentire l’obbligo di avere solo 15 giocatori in rosa in Serie C? Pensi che sia una limitazione per l’attività o no?

Accettando l’offerta di una panchina in C (seppur prestigiosa) ho dovuto fare i conti con la rosa corta, uno dei miei nemici giurati. La mia tattica prevede un grande dispendio di energia nei calciatori, quindi esattamente come Gasperini ho bisogno di una rosa lunga e di avere riserve a sufficienza e soprattutto di qualità. I primi mesi di C prevedono un calendario a dir poco estenuante, lottare per tre competizioni con solo 15 attivi è impossibile quindi sono stato costretto a fare delle scelte. In coppa Italia ho dovuto fare riposare i giocatori per cui non ho rimpiazzi nel ruolo sostituendoli con umani fuori ruolo, ed è arrivata la sconfitta (seppur di misura), mentre tra campionato e coppa Italia di C ho 3 vittorie su 4. Tornando al discorso di gestione rosa, per godere i frutti di 15 (o 22 nelle serie maggiori) attivi, devo impegnarmi molto per non fare disattivare i miei giocatori, stimolandoli all’attività e schierandoli il più possibile. Ho una regola interna: nessuno dei miei giocatori deve sedere più di due partite in panchina, a prescindere dalla sua forza. Nel breve magari perderò qualche punto per strada, ma alla lunga potrò contare sul 100% di attivi a fine stagione!

Un’ottima strategia che sembra essere l’antidoto alla più grande piaga della Serie C: l’inattività.
In tante squadre si parte da 15 ad inizio stagione, e poi si finisce perdendone la metà per strada.
Altre invece fanno fatica a poterne schierare 11.
Che soluzione proporresti ad un ipotetico allenatore che viene a chiederti un consiglio su come tenere attiva o riattivare certa gente?
Quali credi che possano essere i problemi a livello burocratico per la C? Troppe squadre e pochi giocatori? Poca pubblicità e visibilità? Come li risolveresti?

Il primo consiglio che mi sento di dire è: fai sentire tutti importanti. Oltre alla responsabilità base di un allenatore, ovvero pubblicare le formazioni taggando i membri della squadra, scelta molto importante è affidare delle responsabilità. Se in squadra le figure di statistico, memer, accanito della live, capitano, vanno a persone diverse, ognuno si sentirà coinvolto a dovere!
Per quanto riguarda l’organico, il mio sogno è che il Progetto si possa espandere fino a “costringere” gli admin ad ampliare l’organico a 18 utenti per squadra, con la panchina a 7 stile Premier League. Mi piacerebbe anche che, esigenze di server permettendo, si potesse allenare in Coppa di C almeno per semifinale e finale.

Come gestiresti l’eventuale carenza di utenti rispetto al numero di squadre? Ci sono squadre con 7/8 giocatori, che ovviamente hanno buchi di attività clamorosi. Limitare il numero di squadre (ad esempio a 10 per girone, in modo che tutti vadano ai playoff) da far gestire alle squadre che hanno dimostrato di saper mantenere le attività?
Non sono d’accordo: verrebbe meno il criterio di meritocrazia e soprattutto si ridurrebbero gli utenti potenziali del Progetto Gaming. In ogni caso la formula dei Playoff di C garantisce l’accesso in post season a molte squadre. Si tratterebbe di arrivare con fatica al primo mercato e usare i bonus inattivo/attivo o affidarsi al mercato. Tra giocatori fuffa/depotenziati e attivi c’è un bel margine, difficilmente compensabile anche con una buona tattica

Come vedresti l’introduzione di una squadra “Academy” nella quale i giocatori stanno due mesi, vengono gestiti e istruiti da utenti esperti in grado di invogliare e spiegare, e poi liberi di andare, se lo vogliono, in una squadra nuova?
Sarebbe un’ottima idea per accogliere tutti i giocatori neoiscritti sia per introdurli che per quando non riescono ad avere un contratto per la stagione corrente! Dopo due mesi ci sarebbe un reindirizzamento o mettendoli sul mercato o tramite draft, in maniera simile alla MLS, che amo molto.

Bene, ora un’occhio al futuro:
Quali sono i tuoi piani a medio e lungo termine come giocatore, a livello individuale e di squadra?
Come allenatore, invece?
L’interesse di Chievo e Brescia per la loro panchina come ti fa stare?

Come allenatore sono felice al San Marino e spero di tenere la panchina il più a lungo possibile. Il presidente Palladino è un mio caro amico e ha fatto di tutto per accogliermi al meglio, e ho instaurato un ottimo rapporto anche con i ds Fazzini, De Meo e Sverze (colui che mi ha contattato per la panchina, dopo aver trascorso insieme sei mesi al Milan PG). Per quanto riguarda le offerte, non commento le voci di mercato avendo molto rispetto per i mister Figoni e Franco. Per quanto riguarda il mio futuro da giocatore, ho un contratto al Milan che intendo onorare e rispettare, a fine anno valuterò il rinnovo in base agli obiettivi raggiunti!

Bene, ora terminiamo con un altro giochino:
Abbiamo parlato di modulo e tattiche, quindi ora la sfida è questa: immagina di avere budget illimitato e dover fondare una squadra per la Serie A PG da zero. Non solo dovrai valutare la compatibilità del giocatore con il ruolo, ma anche l’attività e l’apporto che dà al clima dello spogliatoio, e spiegarci il perché.

Come portiere prenderei Costarella (Lazio): ha attributi perfetti da portiere-libero. Agilità, uscite e uno contro uno sono valori che guardo e apprezzo molto nei portieri
Per la difesa a tre voglio difensori se possibili abili nella costruzione del gioco. Qua dò spazio ad utenti che conosco personalmente. Papa (Milan), mio compagno di squadra con statistiche clamorose. Montecalvo (Brescia), uomo spogliatoio e trascinatore come pochi. Poi mi metterei io, solo per il gusto di poter dividere il campo con dieci fenomeni.
I terzini fluidificanti sono il mio ruolo preferito. A sinistra mi piace Mayor (Novara), per la completezza delle statistiche. A destra non posso non prendere il mio pupillo Sorato (San Marino).
Il Centrocampo invece è il ruolo che considero cruciale, dove un campione fa la differenza, ecco perché scelgo il massimo. Quindi punto su Sirigu (Cremonese) perché semplicemente è troppo forte, e su Campagna (Lazio) per il lavoro che fa nel Progetto e per bilanciare la fase offensiva e quella difensiva.
Sulla trequarti voglio Franco (Brescia). Ha statistiche clamorose, porta bonus e partecipa alla vita di squadra. Perfetto sia dentro che fuori dal campo.
Anche per l’attacco, potendo sognare, vorrei puntare in alto. Gallarato (Lazio) come punta completa, e Palladino (Brescia) come fulcro del gioco. Raddoppi su uno, l’altro ti colpisce inesorabilmente.

I migliori 11 di Giuseppe Staniscia

Concludo in maniera Marzullesca:
Fatti una domanda e datti una risposta.


Qual è la vittoria più grande che si può ottenere nel Progetto Gaming?

La vittoria più grande sono gli amici che ti fai lungo la strada…
Mentre cerchi di vincere la Champions League

Bene, grazie mille a Giuseppe per la disponibilità e l’ispirazione che ci ha dato in questa intervista. Buon proseguimento di campionato e buon PG!
Grazie a voi, buon PG a tutti!

Spezia-Cuneo Longobarda, ai nostri microfoni il grande ex della partita, mister Francesco Avogaro

Mancano meno di ventiquattro ore al calcio d’inizio di Spezia – Cuneo Longobarda, partita speciale per il mister della squadra piemontese Francesco Avogaro che per la prima volta affronta la sua ex squadra da allenatore. Francesco infatti ha vestito la maglia bianconera per sei mesi nella S3 quando il Torino decise di cederlo in prestito agli spezzini per dargli più minutaggio in serie A. Questa sera torna davanti ai nostri microfoni Francesco Avogaro.

Buonasera Francesco e bentornato nella nostra redazione, sei appena stato assunto come nuovo allenatore della Cuneo Longobarda, ci puoi dire come è nata la trattativa?

Appena ho visto che la Cuneo Longobarda cercava un nuovo allenatore ho scritto immediatamente a Donato Sodano presentando la mia candidatura. Dopo una lunga trattativa fui il candidato principale per la panchina anche se per via della mia poca esperienza non risultavo un candidato appetibile gli feci capire subito che anche se inesperto potevo fare grandi cose per il club

Questa è la tua prima esperienza su una panchina di progetto fm, hai già qualche idea su come giocherai? Puoi svelarci qualcosa?

Ho in mente miliardi di nuovi moduli e tattiche. Il mio credo è quello di far giocare di più i giocatori attivi, non basandomi solo ed esclusivamente alla scheda ma solamente a chi se lo meriterà di più, io invece cerco sempre di motivare il gruppo squadra il più possibile

Per ironia della sorte, domani sera la tua squadra affronterà lo Spezia nella quarta giornata di serie C/A, quali emozioni si provano nel ritrovare contro la propria ex squadra?

È passato molto tempo da quando il mio calciatore giocava allo spezia in serie A. E’sempre una grande emozione giocare contro la vecchia squadra e conoscendo il valore e la qualità della rosa ho un po’ di paura. Auguro loro buona fortuna e tutto il mio apprezzamento, però questa partita la giocherò con tutto il mio impegno!

Che partita ti aspetti domani? Secondo i bookmakers lo Spezia è data per favorita, la tua squadra sarà in grado di fermare l’armata bianconera?

Per farti un esempio ad inizio stagione abbiamo perso pesantemente contro il Varese, mentre in coppa siamo riusciti ad eliminarli. I pronostici in partite del genere non contano nulla, abbiamo tutte le carte in regola per batterli e domani scenderemo in campo più motivati che mai.

Il girone di serie C/A è composto da quasi tutte squadre umane, motivo per cui è forse il più complicato e combattuto tra i tre giorni di serie C. Quali sono gli obiettivi della tua Cuneo Longobarda?

Mi aspettavo fin da subito che il girone A di serie C fosse molto complesso per via delle  grandissimi rose e grandi allenatori presenti nel campionato. Io però sono convinto che la mia rosa abbia una marcia in più, l’obbiettivo che ci siamo posti è quello di salire presto in serie B, ma anche quello di provare a vincere la coppa Italia di C

E lo Spezia? Dove credi che si classificherà a fine anno?

Come ho già detto prima spero che conducano anche loro una grandissima stagione, sono una bella squadra e meritano anche loro di giocare ad alti livelli, però oggettivamente non so dare un pronostico, Lo Spezia è sempre stata una squadra imprevedibile

Grazie per questa intervista mister Avogaro e buona fortuna per la partita di domani

Di niente, anzi, grazie a te Wao!

articolo di Gabriele Di Leo

grafica di Filippo Graziotti

L’esperto D’Anteo alla guida del Pordenone

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo Alessandro D’Anteo, allenatore di grandissima esperienza, il nuovo mister del Pordenone. Allenatore fin dalla S1, ora alla corte del Presidente Luca Bisceglie, è stato sulle panchine di Lazio, Progetto Gaming, Lucchese, Juventus e Ravenna.

Giornalista: Buonasera Sig. D’Anteo, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Inizierei chiedendole del suo nuovo incarico al Pordenone, cosa l’ha convinta a sedersi sulla panchina dei neroverdi?

D’Anteo: Buonasera. Per impegni lavorativi, non ho possibilità di allenare in A o in B perché non riesco a seguire le live. Dopo aver lasciato la panchina del Ravenna cercavo un’altra avventura e penso che il Pordenone sia il top in Serie C, sia per gruppo che per forza di squadra.

Giornalista: Quali sono gli obiettivi societari per questa prossima stagione?

D’Anteo: Inutile nascondersi, l’obiettivo è la promozione, ovviamente senza tralasciare la filosofia del Progetto, ovvero tenere attivi e far divertire gli utenti nel gruppo.

Giornalista: Di certo la sua esperienza in campionati come Serie A e Serie B si farà sentire nella terza divisione del Progetto. Si può dire la stessa cosa dei suoi giocatori?

D’Anteo: I ragazzi sono nel progetto già da un po’ quindi conoscono bene come funziona. Inoltre, hanno statistiche tali da darci un discreto vantaggio rispetto alla concorrenza.

Giornalista: Parlando un po’ del suo stile di gioco, che impronta intende dare alla squadra, sotto il punto di vista tattico?

D’Anteo: Sono sempre stato un amante del 4231, modulo che usai sia alla Lazio che al Progetto Gaming, anche se alla Juventus usai molto il 352 nella stagione dello scudetto. Penso proprio, vista anche la campagna acquisti, che questa stagione tornerò alle origini, usando il modulo con le ali.

Giornalista: Chi sarà il giocatore sul quale punterà tutto la prossima stagione?

D’Anteo: Nelle squadre che ho allenato ho sempre deciso di puntare sulla squadra e non sul giocatore e qui, a Pordenone, non sarà diverso.

Giornalista: Sicuramente questa dichiarazione farà piacere ai suoi giocatori. Un’ultima domanda: il mercato porterà volti nuovi in rosa? Qualche giocatore è in uscita?

D’Anteo: Del mercato se ne occupa il Presidente Bisceglie, che fino a questo momento ha fatto un ottimo lavoro. Io sono molto contento della rosa che ho allo stato attuale, ma nel calcio tutto è possibile.

Giornalista: Direi che è abbastanza, la ringrazio per il tempo dedicatomi e le auguro i migliori successi sulla panchina del Pordenone.

D’Anteo: Grazie a lei!

Articolo di Alfredo Aloi

Salvo Crescimone, il simbolo del Verona

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo Salvo Crescimone, Capitano, Direttore Sportivo e Presidente dell’Hellas Verona.

Giornalista: Buongiorno Sig. Crescimone, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Partirei chiedendole del suo Verona, quali sono le ragioni che l’hanno spinta a prelevare la società?

Crescimone: Buongiorno, grazie a lei per avermi contattato. Le ragioni che mi hanno spinto ad assumere il ruolo da Presidente sono un po’ ovvie, è la mia prima squadra qui nel progetto, squadra di cui sono capitano e DS. Quando l’ex presidente (Denis Coghi ndr.) ha detto che non avrebbe potuto fare più il Presidente, per via della regola del monoruolo introdotta anche in Serie C, ho deciso di fare un po’ da “prestanome” e prendere io la gestione del Verona.

Giornalista: Questo è sicuramente un grandissimo gesto da parte sua. Che effetto fa rivestire questa grande importanza per un’unica squadra nel progetto?

Crescimone: Secondo me rivestire ruoli dirigenziali nel progetto è un modo per entrare ancora di più nel gioco. Ad esempio, se fossi rimasto solamente giocatore, ad ora avrei anche un rapporto molto diverso con la maggior parte delle persone del progetto e probabilmente non sarei neanche così tanto attivo.

Giornalista: Concordo con lei sul fatto che rivestire più ruoli determini un’attività migliore. Posso chiederle del mister Nico Scardace? Quali sono le ragioni che hanno portato alla sua nomina sulla panchina gialloblu?

Crescimone: Certo, in realtà prima di lui l’allenatore doveva essere Mihai Più, ma poi, sempre a causa del monoruolo in Serie C, ha dovuto lasciare il ruolo. A quel punto avevamo poche scelte e Scardace era quella migliore dal mio punto di vista.

Giornalista: Spero per entrambi che egli possa ricambiare la fiducia offertagli. Ha già stabilito gli obiettivi per questa stagione?

Crescimone: Gli obiettivi per questa stagione sono gli stessi della scorsa cioè la promozione in serie B, che, purtroppo, l’anno scorso, per colpa di alcuni inattivi e di alcuni depotenziamenti, non siamo riusciti a raggiungere.

Giornalista: Vedo che l’ambizione non le manca, cosa può dirmi dei suoi giocatori e compagni di squadra dei quali è anche il Capitano? Che aria si respira a Verona?

Crescimone: A Verona tutti hanno voglia di tornare in alto, abbiamo avuto alcuni innesti dalla serie A, ma ovviamente in Serie C, dove le partite non si vedono in live, è difficile costruire una squadra senza inattivi, ma posso dire che noi a Verona ci proveremo.

Giornalista: Ovviamente le auguro di riportare il Verona dove merita. Un’ultima domanda: nel Girone A sarà presente lo Spezia, affiliata del Verona nella S4, che rende la sfida promozione ancora più avvincente, considerando che affronterà anche il suo ex Presidente e Allenatore (Denis Coghi, Presidente e Allenatore attuale dello Spezia ndr.), cosa ne pensa in merito?

Crescimone: Ovviamente sarà strano affrontare Denis, visto che da quando mi sono iscritto nel progetto non l’ho mai affrontato in nessun modo. Sarà anche strano battermi contro i miei vecchi giocatori dello Spezia, dato che in S4 ero DS anche di quella squadra, sarà strano ma allo stesso momento divertente. Che vinca il migliore!

Giornalista: Bene direi che è abbastanza, la ringrazio per il tempo concessomi e le auguro i migliori successi con il suo Verona.

Crescimone: Grazie a lei, è stato un piacere.

Articolo di Alfredo Aloi

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


ESCLUSIVA: CAMBIO DI PROPRIETA’ IN CASA UDINESE!

Ci troviamo negli uffici dell’Udinese dove ci accoglie il neo presidente Riccardo Rex, che ha voluto rilasciare un’intervista ai microfoni di Devil Project. 

Buongiorno signor presidente, tra pochi giorni verrà ufficializzata la sua acquisizione dell’Udinese, una società storica all’interno del progetto e prima vincitrice dello scudetto. Sono state queste le motivazioni più influenti che l’hanno convinta ad acquistarla?

Ebbene sì, grazie all’aiuto di Costantino riusciremo sicuramente nel raggiungere alti traguardi. L’indubbio palmares è una delle diverse motivazioni che ci hanno spinto nel prediligere Udine rispetto mete diverse. Anche i giocatori risultano essere più invogliati nel giocare in una squadra già titolata avente un palmares di tutto rispetto.

Dopo aver vissuto il primo anno da protagonista, l’Udinese nelle successive stagioni ha cominciato una lenta decadenza, fino alla sua attuale collocazione in Serie C. Secondo lei, cosa può essere successo in questi anni?

Presuppongo una gestione errata della rosa e forse malcuranza delle precedenti dirigenze, forse faziosità.
Ciò in quanto obiettivamente per retrocedere di 2 serie in 2 stagioni contigue qualche errore, grave, deve esserci alla base (non si spiega bene come una squadra nella stagione 1 sia vincente mentre nella 4 sia in C). Errori gravi che hanno pregiudicato una grande compagine.

Parliamo ora delle ultime vicende accadute in casa Udinese, ovvero, purtroppo, la sconfitta al 2º turno di playoff contro la Casertana. Quanto ha influito, secondo lei, l’assenza del bomber del campionato Dany Cherchi causa infortunio (53 gol per lui in stagione, ndr)?

Presuppongo abbastanza. Il signor Cherchi è molto forte e ben predisposto al goal. Purtroppo la sfortuna ha voluto che si infortunasse proprio in un dato momento critico. Sono certo che con lui in campo forse sarebbe andata diversamente.

Conosceva già il presidente uscente Davyd Andryiesh? Come si è svolta la trattativa per il passaggio di consegne?

Tutto  molto semplice e celere. Non ti nego che abbiamo trovato diverse difformità in bilancio che avrebbero potuto comprometterne l’acquisizione, fortunatamente il grande Costantino (già revisore dei conti tempo addietro) con impegno è riuscito a risolvere le gravi problematiche addotte in bilancio e rendicontare il giusto.

Apriamo una breve parentesi per parlare di lei e delle sue altre realtà calcistiche: presidente e allenatore dell’Ancona, allenatore del Mantova e difensore nell’Empoli di mister Casalati fresco di promozione in serie B. Come riesce a impegnarsi in tutti questi ruoli così diversi tra loro, qual è il suo segreto?

Impegno e buona volontà. Alla fine seguire il progetto è un piacere quindi si cerca di dare quanto più possibile per risultare attivo ed utile alla squadra. Dal punto di vista dirigenziale non potrei far nulla senza l’aiuto di Costantino e di tutti coloro che rivestono ruoli in squadra. Dal punto di vista di giocatore devono ringraziare il buon presidente Arnone che con i suoi modi di fare invoglia a creare gruppo e dare il meglio per la squadra.

Intende fare una promessa particolare si suoi nuovi tifosi? Che formula adotterà per far tornare la sua società tra le grandi del progetto? Le sono già chiari i membri che comporranno lo staff dirigenziale?

A breve verranno resi noti i nominativi appartenenti alla dirigenza (ricordiamo che essendo affiliate lo staff dell’Udinese è uguale a quello dell Ancona, ndr). Gli obiettivi sono ben chiari, rimarrete stupefatti dell’allenatore che abbiamo scelto, un profilo allievo del Casalati! In primis punteremo al vincere una coppa che sia quella Italiana o semplicemente quella di C. Ovviamente senza disdegnare il campionato per il conseguimento dei playoff.

La ringrazio presiedente e le auguro di tornare presto sui palcoscenici che questa squadra merita di calcare.

Articolo di Emilio Ivaldi.

FaCCiamo il punto con gli occhi del Gallo

Analisi del primo turno dei playoff di Serie C

Rieccoci con la rubrica più amata e seguita di Progetto FM, Con gli occhi del Gallo che per l’occasione sveste i panni di analisi e tattica e si occuperà dell’andamento dei playoff di Serie C.

Partiamo con le partite:
Como – San Marino: partita che vende contrapposte una squadra del girone A ed una del girone B. Il Como ha chiuso il campionato al nono posto con 61 punti mentre il San Marino quinto con 84 punti. La differenza di punti totalizzati potrebbe già dire come si sarà svolta la partita ma tra andata e ritorno abbiamo varie sorprese. L’andata si è chiusa con il risultato di 2-0 per i lariani mentre il ritorno si è chiuso con un roboante 5-1 per i titani sammarinesi;
Passa al secondo turno il San Marino, con un risultato totale di 5-3, dove affronterà il Tuttocuoio.

L’Aquila – Udinese: Questa volta girone C contro girone A. L’Aquila ha concluso il campionato al decimo posto agguantando i playoff per un solo punto di differenza, l’Udinese, invece, ha dominato per quasi tutta la stagione il girone A ma causa un calo delle prestazioni sul finire del campionato ha chiuso al terzo posto. Come dimostrano le partite tra andata e ritorno per i friulani non sembrano esserci stati particolari problemi in quanto fuori casa collezionano un 1-4 e in casa, al ritorno, un secco 3-0, per un totale di 7-1 per i bianconeri.
Passa al secondo turno l’ Udinese, che gareggerà contro la Casertana.

Mantova – Albese: vediamo contrapposte due squadre del girone A, rispettivamente ottava e sesta, separata da oltre dieci punti. L’andata finisce con il risultato di 1-2 con l’Albese con i tre gol siglati nella seconda ripresa; il ritorno ci lascia la prima sorpresa di questo primo turno, il Mantova ribalta la partita e si impone per 1-4 in casa dell’Albese, con mattatore Gualdi autore di una tripletta. Passa al secondo turno il Mantova che affronterà il ben più quotato Americandy Siena.

Piacenza – Locri, partita interessante che vede contro girone B e girone C, nonché due tra i mister più preparati del progetto, Casalati e Filippone. Andata che si conclude con il risultato di 2-1 per i biancorossi, al ritorno escono di nuovo trionfanti i piacentini con un 2-3 in casa della squadra sicula; Risultato totale di 5-3 e Piacenza che approda al secondo turno dove si scontrerà con la Torres.

Pro Vercelli – Cuneo Longobarda: entrambe partecipanti al girone A, classificate rispettivamente al decimo ed al quarto posto. Prima partita che si chiude con il risultato di 1-2 mettendo in posizione di vantaggio il Cuneo, che trionferà anche al ritorno al termine di una gara mozzafiato finita solo dopo i tempi supplementari. Nota di merito per l’attaccante della Pro Vercelli, Gad Hakimian, rinominato dal telecronista Hakkinen, in onore del pilota finlandese ex F1. Passa al secondo turno la società Cuneo Longobarda che troverà la squadra del Catania.

Fidelis Andria – Pordenone: girone A contro C. I pugliesi hanno concluso il campionato al nono posto, i ramarri al quinto. Partita d’andata che si è chiusa con uno scialbo 0-0, ritorno che vede trionfare i neroverdi con il risultato di 2-1 e che li vede avviarsi al secondo turno dove giocheranno contro il Perugia.

Latina – Casertana: Il Latina è la prima squadra fuffa che vediamo ai playoff, la Casertana mattatrice del girone C che ha chiuso al terzo posto. Il passaggio al turno non è mai stato in discussione per la squadra campana che schianta i pontini con un risulato totale di 6-1. Game, set, match per i rossoblù che affronteranno l’Udinese.

Reggiana – Catania: altra squadra fuffa che troviamo nei playoff che affronta la squadra sicula. Un turno stranamente insidioso per i rossoblu che trionfano per 1-0 al ritorno dopo un noioso 0-0 nella partita di andata. Passano al secondo gli etnei dove troveranno il Cuneo Longobarda.

Reggina – Sanremese: si rinnova lo scontro tra girone C e girone B, con la squadra calabrese che affronta quella ligure. Andata e ritorno vinte con scioltezza da parte della Sanremese, che segna quattro gol, senza subirne, nel primo match. Nel secondo riesce ancora a vincere con il risultato di 2-1. La Sanremese avanza nella competizione e si scontrerà con la Lupa Roma.

Sambenedettese – Perugia: scontro tra due squadre del girone B che si conoscono piuttosto bene essendosi scontrate già in campionato. Il campo ci dice che a trionfare nello scontro tra andata e ritorno è il Perugia con gol vittoria di Merlo a tempo scaduto nel secondo match. I grifoni trovano al secondo turno il Pordenone.

Verona – Pisa: ultima gara di questi lunghi playoff, che vede i butei sconfitti con un totale di 5-4 ad opera della squadra toscana. Il Pisa approda al secondo turno dove trova il Venezia.

Scritto da Giovanni Gallo

Revisionato da Antonio Del Prete

Sanremese

Perché avete deciso di avere un affiliata? Perché avete scelto la Sanremese?

La Lazio è ormai una delle società di maggior prestigio e non poteva mancare nell’avere una società satellite. Abbiamo scelto la Sanremese perché io e il mio DS Pattarozzi siamo di Sanremo; sappiamo che anche ad ADD avrebbe fatto piacere che ci fosse almeno una rappresentante del Ponente Ligure nel Progetto.
Mi ronzava l’idea di prendere una squadra in C da un po’, con la questione affiliata abbiamo colto la palla al balzo.

Siete diventati umani da neanche mezza stagione nel progetto ma siete già con un piede e mezzo agli ottavi di finale dei playoff. Come te lo spieghi?

La Sanremese fortunatamente prima di essere acquistata da noi navigava in una buona posizione di metà classifica.
Sapere come muovermi nella costruzione della rosa ci ha aiutato molto, abbiamo puntato a mettere un nuovo iscritto in ogni ruolo del campo, per avere il prima possibile nell’undici iniziale ogni zona coperta e priva di regen, oltre a creare così una situazione dove ognuno dei ragazzi avrebbe sempre giocato, in modo da aumentare il loro entusiasmo iniziale, che devo dire è stato tanto e questo mi ha sorpreso positivamente.

Avete avuto dei problemi nell’allestimento della squadra? O dei problemi in generale?

Direi di no, non in particolare. Forse un leggero ritardo nella creazione di alcuni utenti che hanno aspettato anche un mese per essere inseriti nel server, ma Filippo è sempre oberato di lavoro e non gli si può recriminare niente.

Parlami un po’ di Viola, uno dei tuoi giocatori più attivi sul gruppone.

Uno dei nostri più attivi sul gruppone e ancora di più nel gruppo squadra. È un esterno di centrocampo, gioca sulla fascia sinistra e tra reti e/o assist ha spesso il vizio di finire nel tabellino.
Al 99% collezionerà 210K di bonus attività che per un ragazzo alla sua prima stagione, con solo due mesi o poco piú di gioco sulle spalle, è un gran bel risultato.

Ci sono altri giocatori importanti e che possono farsi notare nel progetto?

Assolutamente. Ivano Vitulli, meglio noto come Gabbiano_Sbronzo, nei suoi primi due mesi è finito in entrambi i casi nei primi dieci della classifica live. Poi abbiamo Koval, ucraino di origine, che è molto costante e tanto interessato al gioco.
Occhio anche a Fideli, appena ingaggiato e in attesa della creazione del suo calciatore; in passato è stato un grande creatore di contenuti per fantacalci, manageriali e simili e potrebbe davvero stupire.
Ma in generale sono tutti potenzialmente ottimi utenti, da quel punto di vista non ci possiamo lamentare.

Passiamo al campo, che modulo usi?

Un 4-4-2 che però ha molte differenze rispetto a quello che abbiamo usato alla Lazio. Rappresenta anche una sorta di test, finora devo dire che ha reso bene.
Per ora vista la rosa molto ristretta non abbiamo tante alternative e andremo avanti con questo assetto.

Ci puoi parlare della partita contro la Reggina. Ti aspettavi un risultato del genere?

No, davvero. Come ho spiegato ai ragazzi siamo la squadra di più recente creazione tra quelle arrivate ai Playoff. Quasi tutte le altre hanno la rosa più profonda, hanno potuto fare mercato e molte di loro hanno già avuto un potenziamento. La Reggina è una di queste e pensavo che strappare un pareggio per poi giocarcela al ritorno in casa sarebbe stato più che buono. C’è da dire che noi abbiamo capitalizzato con grande efficacia le nostre occasioni e, senza l’ottima prestazione del nostro portiere Cambarau che ha anche neutralizzato un rigore, il risultato sarebbe potuto essere molto diverso.

Quali sono le vostre ambizioni per i playoff?

Semplicemente andare il più avanti possibile, fino a che non saremo accoppiati contro una squadra per noi troppo proibitiva.

Ultima domanda.
Quali sono i progetti futuri?

L’obiettivo principale è costruire dei prospetti di grande attività e come detto ci sono già diversi giocatori interessanti in questo senso. Portare la società a scalare le categorie è una velleità, farebbe più che altro piacere ai ragazzi, ma già “solo” salire in Serie B significherebbe perdere l’affiliazione secondo le attuali regole vigenti. Ho suggerito la possibilità di estendere le affiliazioni anche tra A e B, vedremo se in futuro sarà possibile attuarlo. Fino ad allora la Sanremese sarà un cantiere, un progetto di crescita comune più che di rincorsa ai risultati.

Ringrazio Nicholas per l’intervista concessa e in bocca al lupo per i Playoff

Scritto da Gabriele Fiore Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Vincenzo Filippelli

Pro Vercelli, 17 anni, centrocampista / trequartista centrale

Conosco molto da vicino la situazione di Vincenzo Filippelli, diciassettenne in forza alla Pro Vercelli. Un giocatore nuovo in una squadra creata dal nulla, nel giro di pochi giorni, ma che si è dimostrata essere fucina di ottimi talenti. Vincenzo è proprio uno di questi.
Si tratta di un centrocampista centrale con doti da regista, capace però di svolgere egregiamente diverse fasi e di essere determinante anche nella trequarti avversaria. A risaltare sono sicuramente le sue qualità tecniche e fisiche, grazie ad una tecnica decisamente alta (16 punti) che gli permette di essere determinante nei passaggi e nei filtranti. Non è sicuramente un caso che proprio i suoi passaggi per la punta e per le ali hanno portato molti gol alla Pro Vercelli. Gli stessi gol che le hanno fatto agguantare i tanto insperati playoff.

Le qualità tecniche di Filippelli non riguardano però soltanto la tecnica ed i passaggi, bensì anche e soprattutto il controllo palla ed il dribbling. Non ha fatto mistero, nel corso della stagione, di saper saltare facilmente gli avversari, ritagliando spazi importanti per i suoi compagni di squadra.

Le qualità mentali sono più basse ma sicuramente buone, specie perché decisioni e visione di gioco sono entrambe a 16. Entrambe queste caratteristiche, unite ad un buon senso della posizione ed al gioco di squadra, sono fondamentali per un ottimo centrocampista. Anche se le qualità mentali non sono alte Vincenzo non dovrebbe preoccuparsi: ha soltanto 17 anni. Con una determinazione ed un impegno nella media, entrambi con 9 punti, potrà comunque ottenere qualche miglioramento “gratuito” nel corso della stagione.

Vincenzo Filippelli è quindi un centrocampista capace di imporre il suo gioco e quello del suo Mister, Antonio Del Prete. Grazie alle sue doti tecniche siamo sicuri che potrà dire la propria sempre di più. Nel futuro – per lui – vediamo un possibile incremento alla PA; con soli 17 anni i margini di crescita sono fin troppo ghiotti per rinunciarci. Oltre a ciò, qualche miglioramento nelle mentali potrebbe sicuramente giovare alla stella della Pro Vercelli. A poter essere ritoccati, tra i vari valori nelle mentali, consiglieremmo la freddezza, l’impegno e l’intuito.

Non ci resta che augurare a Vincenzo Filippelli uno splendido cammino nella Pro Vercelli, continuando a far bene come già sta facendo. I gol e gli assist, fino ad ora, parlano per lui.

Quindi… buona fortuna per i playoff, Vincenzo!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Pro Vercelli, 17 anni, centrocampista / trequartista centrale