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Saranno famosi: Luigi Mainiero

Terzino sinistro della Lupa Roma, 21 anni

21 Anni, di nazionalità italiana. Luigi Mainiero è il corridore pilastro del lato sinistro della Lupa Roma.

Il giovane difensore, alto 1,70, può vantare qualità mentali sopra la media. Qualità importanti che lo aiuteranno a crescere da solo all’interno del gioco investendo sul PA; da segnalare sopratutto un grande carisma (17) ed un ottimo intuito (17), il tutto arrotondato da una spiccata aggressività (16).

Luigi può farsi vanto di possedere un grande mancino, le sue qualità tecniche puramente da terzino offensivo sottolineano una forte abilità da crossatore (16), allo stesso tempo grande senso difensivo, con un contrasto elevato (16); per concludere con una particolare abilità nel gioco da fermo (16 Calci piazzati e 14 Calci d’angolo).

Mainiero brucia gli avversari senza sosta con una spiccata accelerazione (16) e velocità (16).

Questa stagione, fino ad ora, vede per il giovane terzino una media complessiva del 7,58; decisivi i 3 gol e i 9 assist, che gli hanno permesso di vincere per ben 8 volte il premio come Migliore in campo.

Luigi Mainiero, a 21 anni possiede ottime abilità in tutti i tre “settori”, non gli resta che migliorare esponenzialmente. Il futuro è nelle sue mani.

A cura di Gad Hakimian |

Revisione di Del Prete Antonio

Terzino sinistro della Lupa Roma, 21 anni

La follia nel calcio: Triestina Asylum Project

Quando è entrata a far parte del campionato di Serie C del progetto, in molti si sono domandati quale fosse lo scopo di un’iniziativa simile. Attuare un servizio di recupero sociale attraverso lo sport non rappresenta una novità, ma lo è se il contesto nel quale viene attuato è di livello professionistico. Ci stiamo ovviamente riferendo alla ” Triestina Asylum ” o ” Tristina “ come cinicamente viene chiamata nell’ambiente. La squadra, composta per lo più da criminali affetti da disturbi mentali, è attualmente penultima in classifica ed alterna buone prestazioni a cali di concentrazione clamorosi. La nuova proprietà, insediatasi a metà campionato, si dichiara ambiziosa e sta cercando attraverso il duro allenamento e al lavoro del proprio direttore sportivo, Mariano Pizzuti, detto Potter, di risollevarsi dalla posizione attualmente ottenuta.  Tanti sono i dubbi circa le modalità attuate dal management del progetto e proprio per rispondere a queste domande abbiamo deciso di contattare direttamente la presidenza, rappresentata dal dr. Yuri Monti, per poter richiedere un incontro. Con una certa sorpresa abbiamo ricevuto piena disponibilità e siamo riusciti ad ottenere un’intervista a cui hanno partecipato anche due giocatori della squadra, ovvero Valerio Giuseppini, difensore centrale della formazione e Andrea Belli, terzino sinistro. In pochi lo sapranno ma la squadra tiene i suoi allenamenti e la sua preparazione all’interno di un carcere, un luogo in cui i calciatori possiedono anche un alloggio permanente nel quale poter continuare a scontare le proprie pene. Arrivati dunque alla struttura non abbiamo potuto non notare il clima un po’ macabro della stessa; l’effetto è di base estraniante e da subito ci lascia perplessi. Veniamo invero accolti con molta cortesia da una delle guardie, che ci dà il benvenuto e ci accompagna subito verso l’ufficio nel quale si terrà tutta l’intervista. Ci ritroviamo perciò a percorrere un corridoio in disuso dove le celle che lo costeggiano sono vuote e pulite e il silenzio sembra essere irreale. L’unica cosa che riusciamo ad ascoltare sono i rintocchi dei nostri passi ed difficile non pensare a come, ogni Lunedì e Mercoledì, i soggetti internati all’interno delle mura si giochino poi i 3 punti necessari a scalare la classifica di serie c. Arrivati all’ufficio troviamo il presidente e i giocatori ad aspettarci. Il Dott. Monti ci saluta con la sua solita maschera da Clown e ci presenta uno ad uno gli intervistati. Non abbiamo purtroppo il piacere di conoscere di persona il Ds nonché seconda presidenza della società, ovvero il già citato Dott. Potter, che ci viene detto essere particolarmente impegnato nella gestione delle economie dell’azienda. Inutile nascondere una certa inquietudine iniziale; il clima infatti è degno di un horror e dalle finestre filtra molta poca luce. A questo si aggiunge un clima di tranquillità che sembra però irreale, quasi indotto. Preso dunque posto e preparata ogni cosa per poter cominciare l’intervista, partiamo proprio dal presidente della Triestina.


Buongiorno Presidente, innanzitutto la ringrazio per la disponibilità. Passando subito alle domande, come è nata l’idea di acquisire la triestina?
 
Buongiorno a lei signor Cicchinelli asd, lei ha davvero un bel coraggio a venire qui lo sa? Non lo farebbero in molti ed io apprezzo i coraggiosi, ma stia attento che a volte il troppo coraggio è sintomo di stupidità, asdasdasd. Per rispondere alla sua fastidiosa curiosità; Trieste aveva un ex ospedale psichiatrico ormai in disuso, sito in una grossa area con padiglioni e altre cose che potevano esserci utili, abbiamo pensato di ristrutturarlo e di farci un bel campo da calcio, portando qui i peggiori criminali e psicopatici provenienti da varie parti d’italia. Così nasce l’Asylum.

Si fa un gran parlare del fatto che lei indossi costantemente una maschera da Clown, da cui deriva anche il suo soprannome, Clownz. Come mai questa scelta e perché proprio questo soggetto ?
 
Mettiamo subito in chiaro una cosa; vuole essere mio amico ? Allora non pronunci mai più la parola CLOWNZ senza la Z finale, io non sono un pagliaccio da due soldi, sono IL CLOWNZ e la cosa capisce bene che è ben diversa HAAASDasdasd. E ricordi bene una cosa, SIGNOR CICCHINELLI! Io non indosso una maschera, io sono la maschera!

Il progetto Asylum si prefissa il recupero di criminali affetti da disagio mentale, ecco, ci può spiegare in grandi linee quali sono i metodi, i percorsi e le prospettive che riservate ai vostri internati ?
 
Metodi? Percorsi? Prospettive asdasd? Li raduniamo tutti insieme, gli diamo una palla e preghiamo che nessuno ci lasci le penne, le basta ?

In questo momento la squadra gravita al penultimo posto della classifica ma avete sempre dischiarato una certa ambizione in quanto a risultati. Com’è il clima con i suoi collaboratori e come valuta il vostro operato fino a questo momento ?
 
Guardi qui tocca un tasto piuttosto dolente; forse lei non lo sa ma l’allenatore del Crema era il mio mister qui a Trieste, e per questa spiacevole vicenda io non ho ancora avuto modo di sfogare la mia rabbia, avrei voglia di spaccare un bel visino…asdasd…ma oggi sarò il Clownz buono e le risponderò. Il nostro operato fin ora è stato deludente, non siamo riusciti ancora a far capire a quella feccia che voi chiamate giocatori che questo è calcio e non una rissa da saloon, quest’ anno speriamo di arrivare almeno al quartultimo posto, ma vi posso garantire che il prossimo anno, l’ Asylum sarà nei primi posti a combattere per la promozione asdasdasd, ovviamente se i ragazzi saranno ancora tutti vivi. ringrazio comunque il Ds Pizzuti e il nuovo mister Fulco, anche detto lo sceriffo, che mi supportano e sopportano asdasdasd.
 
Passando a lei Sig. Belli, nell’ambiente la chiamano fallani, da dove viene questo soprannome?
 
Il nomignolo che oramai fieramente porto da almeno 2 decadi mi fu rifilato dal Jullare e Valerio…Trattasi di un personaggio scroccone in un doppiaggio di Ruffini ( Comico televisivo, ndr. )
 
Ci descriva un po’ le sue caratteristiche o quelle a cui pensa di essere più portato. C’è un giocatore a cui sente di ispirarsi?
 
Sportivamente parlando sono un campione olimpico di sbornie che si sta disintossicando in questa struttura.
 
Com’è il rapporto coi suoi compagni e con il mister? Sente la fiducia della squadra nei suoi confronti ?
 
Sento la fiducia maggiormente dello psicologo e dei miei compagni di cella, ma non vi dirò chi sono perché mi picchiano di notte.
 
Molto bene…e per quanto riguarda lei Sig. Gritino, anche da lei vorrei un commento sul suo soprannome se possibile?
 
Il mio soprannome è semplice, bello e simpatico da pronunciare! È d’impatto, facile da ricordare ed è un rafforzativo della parola “cretino”… In realtà è solo perché sono talmente stupido e dislessico che non riesco a dire “cretino” e mi esce fuori “Gritino”!
 
Secondo lei qual è la caratteristica principale che deve avere un buon difensore centrale? Quali sono, secondo lei, i giocatori più forti visti in questo ruolo?
 
Un buon difensore deve essere stronzo, forte, potente e deve immedesimarsi nel pensiero dell’attaccante per cercare di anticipare le sue mosse… Sin dai miei primi anni di vita non sono mai riuscito a capire il mio di cervello, ma entrare in quello degli altri mi resta decisamente più facile! Ma ci sono altre persone che fanno i difensori centrali nel progetto?! Pensano tutti a stare davanti alla porta cercando di segnare! Nelle poche partite che ho giocato, oltre ad aver già sdraiato tante persone ho segnato 2 gol, potrei dire che sono io il più forte ma non vorrei sbilanciarmi o potrei ottenere due settimane di cella d’isolamento…
 
Come centrale di difesa lei si trova spesso a fare i conti con molti bomber di razza. Cosa pensa in quei momenti, quando deve marcarli o togliere loro il tempo di reazione. Come agisce?
 
Ha mai provato a correre dietro ad un maiale impazzito pensando che ti farai il suo bello stinchetto al forno con le patate da li a poche ore?! Penso a questo! Infatti gioco sempre con una bustina di Ariosto nascosta nel calzettone!
 
Ora passiamo alle domande generiche. Saranno le stesse per tutti voi, un po’ come fosse un’intervista a tre. La prima curiosità che io ed i nostri lettori hanno è la seguente: cosa vi piace fare aldilà dello giocare a calcio? Ci sono interesse per i quali vi sentite portati o che vi aiutano magari a concentrarvi nel vostro percorso?
 
CLOWNZ: Si fidi di me, lei non vuole che io risponda a questa domanda!
 
FALLANI: Mmmhh cosa mi piace e mi aiuta oltre al calcio… 3 dosi di asdasd al di e sfogarmi maltrattando e offendendo Mr #Fulcout.
 
GRITINO: Ho tante passioni ma tante tante… Però finisco sempre per non fare niente e a dire solo cazzate… quando non sono chiuso nella cella di isolamento… Mi concentro sulle parole che mi dissero il mio Ds ed il Presidente per convincermi a giocare, “se diventi un calciatore famoso poi se scopa! “
 
Quali sono le vostre prospettive di vita? Cosa pensate di fare una volta che sarete riabilitati, ci avete già pensato ?
 
CLOWNZ: Spero di svegliarmi domattina … Asdasd.
 
FALLANI: Uscireeee??? Sono matto mica stronzo!
 
GRITINO: Voglio comprarmi uno chalet di montagna, andare a pescare nei torrenti, nei laghi, e vivere il mio isolamento, non quello dell’asylum! Voglio stare in pace, non dire più cazzate ma pensare solo a tutte quelle dette in questi anni.
 
Cosa avreste fatto se non questo? Avete ricevuto altre proposte per quanto riguarda il percorso riabilitativo o avresto voluto intraprendere un’altra carriera rispetto a quella del calciatore?
 
CLOWNZ: Sarei stato qualcosa di molto più pericoloso di quello che sono attualmente.
 
FALLANI: Mi scusi egregio Cicchinelli ma ho lottato per arrivare qui dentro! C’era una fila che manco alla posta il giorno delle pensioni! Da ex alcolista in lenta ripresa le direi cosa vuoi di più dalla vita?
 
GRITINO: Non ci ho mai pensato… sono nell’asylum da tanto tempo, non so cosa avrei potuto fare… Forse il coglione in televisione o al cinema, magari accanto a Boldi e De Sica in qualche cinepanettone!
 
Capitolo delicato: l’amore. Siete fidanzati o avete qualche anima affine che vi aspetta?
 
CLOWNZ: Lei aspetterebbe uno come me ? Signor Cicchinelli! HAAAASDASDASD
 
FALLANI: Amore? É una guerra persa…AMIR non mi vuole.

GRITINO: Ho una compagna che da anni mi è vicina e sostiene di assecondarmi ed aiutarmi… In realtà penso sia più pazza di me! E’ la classica persona che a primo impatto pensi “che carinaaaa! quanto è dolce, educata, sofisticata ma allo stesso tempo semplice!” Dopo due giorni capisci che è un potenziale serial killer, fredda e spietata come un sicario! Viso pallido e sguardo perso nel vuoto…
 
Siamo praticamente alla fine di questa intervista, a cui vi ringrazio di aver partecipato. Volevo, se fosse possibile, proporvi un piccolo e assolutamente innocuo test. Vorrei sottoporvi tra immagini prese da un test di Rorschach e chiedere ad ognuno di voi cosa vede all’interno di ognuna delle tre figure. La cosa non ha alcun fine o valore scientifico ovviamente, non essendo laureato in nessuna delle discipline inerenti a questo esame, ma ho pensato, dato il contesto, che fosse interessante potervi chiedere questo sforzo. E’ possibile  ?
 
CLOWNZ: Lei vuole che io faccia il giochino delle immagini ? Forza giochiamo pure…

Viene mostrata la prima immagine:

CLOWNZ: In questa ci vedo una zucca di Halloween con delle orecchie asdasdasd.

FALLANI: Questo è un giullare che ride e si fa beffe di me.

GRITINO: Il simbolo della Dainese ubriaco.

Viene mostrata la seconda immagine:

CLOWNZ: In questa una donna che si guarda allo specchio.

FALLANI: Sono sicuro, sono i lividi sulla mia schiena.

GRITINO: Una fettina di emmenthal tagliata a cazzo.

Viene mostrata la terza immagine:

CLOWNZ: IO QUESTA NON LA COMMENTO ! NON È SPECULARE ! MI DA FASTIDIOOOOOO.

FALLANI: Questa è una bozza della tattica del nuovo mister.. Lui la chiama Beowulf. Ma secondo me si è solo soffiato il naso su un fazzoletto e vuole far vedere che ci capisce qualcosa..

GRITINO: Una pizza funghi e salsiccia.


Le strade del progetto 2

Il Debutto: Triestina Asylum – Crema 


” Contrasto perso per Cicchinelli,

che sembra aver perso la bussola dopo un primo tempo

tutto sommato discreto. ” 

Il debutto non era stato certo dei migliori. Aveva atteso da tanto quel momento e forse questo gli aveva tirato un brutto scherzo. L’ansia e lo stress si erano in effetti fatti sentire, e il risultato non aveva facilitato le cose. Mentre era sul campo pensava ” dobbiamo farcela, deve esserci un modo per svoltare la partita a nostro favore “, ma gli avversari sembravano in giornata ed avevano quel qualcosa in più che non si riesce a decifrare. Alla fine non era riuscito a dare il suo contributo, non come avrebbe voluto. Nel primo tempo, con la partita ferma sul pari, sentiva le gambe abbastanza sciolte, come se fossero sempre pronte per uno scatto  o una lunga cavalcata lungo la fascia ma la Triestina Asylum si era in effetti rivelata una squadra piuttosto arcigna e i suoi giocatori molto difficili da gestire. Nonostante l’impegno la squadra si era fatta schiacciare nella propria metà campo e non riusciva ad attuare il gioco richiesto dal proprio allenatore. Nel secondo tempo il copione non era cambiato e al 54′ tutto era cambiato. Espulsione per Garbati e squadra in dieci. Non ci volle molto per il goal: al 60′ azione manovrata degli avversari e palla in rete da parte di Helm Street. Ne sarebbero arrivati altri due a soli sei, con Bizzarri, e dodici minuti di distanza, con Gharaba. Improvvisamente le energie erano venute meno, sostituite da un nervosismo di fondo che gli aveva impedito di reagire con lucidità. E più il tempo passava più la rabbia montava. A nulla era valso il goal della bandiera al 94′. La sconfitta era stata netta e Valerio non era affatto contento per come aveva giocato.  


” Finisce 3 a 1 una partita dominata dalla Triestina Asylum. Passo falso del Crema invece, che dovrà probabilmente intervenire sul mercato per colmare le lacune mostrate questa sera. ” 
 

Nello spogliatoio si respirava l’aria della sconfitta, ma non c’era pessimismo. Guardandosi attorno, le facce dei compagni erano quelle di chi sa che la situazione migliorerà, che la partita appena trascorsa era solo il primo tassello di un percorso di crescita. Valerio era arrabbiato con se stesso, dalle tribune era partito qualche fischio e si era reso conto di essere stato il peggiore in campo. Il mister Alessandro prese la parola:  << Ragazzi miei non vi preoccupate. Abbiamo impostato una partita abbastanza accorta, dove fare molto pressing, in un centrocampo con una discreta densità, giocando poi sui lanci lunghi per la punta e gli esterni. Andava anche bene con la Triestina, ma dopo un primo tempo giocato alla pari, l’espulsione di Garbati ci ha messo in difficoltà. Ora pensiamo alla prossima partita con l’Alto Adige. In questi giorni dovrebbero arrivare anche altri innesti per aumentare le rotazioni. Vedrete che saremo molto più competitivi. Forza Crema! >>


” Cosa penso della partita dice ? Uno scempio! Sono delusissimo.  Tutto il progetto ci guardava e noi ci siamo fatti mettere sotto dal Crema. Loro un cartellino rosso e noi? noi? Dovrò fare un bel discorsetto ai ragazzi HAAAsdasdssd. La vittoria dice ? LEI QUESTA ME LA CHIAMA VITTORIA ? ” 
 

Su queste ultime parole il presidente della Triestina Asylum, tale Yuri Monti detto Clownz per via della maschera che usava indossare, si era voltato e aveva cominciato a ridere e a parlare da solo, come se ci fosse qualcuno nella sua testa. Valerio era incredulo. Aveva sentito delle voci circa lo strano comportamento dei membri di questa squadra, ma non aveva immaginato l’entità della cosa. Quelle dichiarazioni comunque, così folli, lo avevano in qualche modo sollevato dal senso di colpa. Sapeva in cuor suo che prima o poi si sarebbe ripresentata l’occasione per pareggiare il conto. Avrebbe speso ancora più impegno per potersi migliorare e sapeva che anche i suoi compagni lo avrebbero fatto. Glie lo aveva visto negli occhi. Anche il mister, per quanto dispiaciuto, gli aveva trasmesso questa sensazione. Aveva dato loro la netta impressione che quello sarebbe stato soltanto l’inizio, un passo falso che avrebbero sistemato, solo il primo tassello di un percorso in crescita ricco di soddisfazioni.

L’AQUILA SI MUOVE SUL MERCATO, DE FILIPPO: VOGLIAMO I PLAYOFF

L’Aquila fa sul serio. A 10 giornate dal termine del campionato l’ottavo posto sembra cristallizzato, ma la dirigenza ha voluto muoversi in vista dei playoff promozione per diventare una pretendente credibile alla serie B. Per rompere le uova nel paniere agli avversari la dirigenza abruzzese ha deciso di muoversi sul mercato in maniera giudiziosa, con due acquisti dalla lista gratuita di Filippo Granata e Riccardo Vaccaro e l’unico esborso di 550mila euro, cifra importante per la terza serie, per Daniel Graziano del Palermo. “Vanno bene due-tre innesti – ci dice il presidente Andrea De Filippo – ma muoversi sul mercato in maniera massiccia non credo serva a molto, si smembra solo la squadra e si creerebbero difficoltà all’allenatore. Avevamo bisogno di qualcosa in difesa, con Vaccaro e Granata siamo molto più coperti nel settore. Vaccaro partirà da titolare, aspettando la scheda per Filippo Granata che credo sarà subito schierato nell’undici come terzino destro mentre Graziano avrà un po più di difficoltà dato che nel suo ruolo ci sarà un po di concorrenza”. Salutano invece l’inattivo Speziali e Aurelio Avellina, in prestito al Campobasso per crescere: “Avellina è un buon portiere. In futuro ci servirà, come tutti”.

De Filippo si dice fiducioso per l’unità di intenti del suo gruppo: “Lo vedo già molto unito, fortunatamente è stato così fin dall’inizio della stagione e di ciò ne sono molto contento. L’unità fa la forza e per andare avanti ne servirà parecchia.
Dopo gli innesti del mercato di riparazione chiaramente rimangono quelle di mantenere la zona Play off. Ci sono squadre più forti ed attrezzate di noi ; l’obiettivo di inizio anno era fare una stagione tranquilla, ma ci siamo resi conto che possiamo ambire a molto di più. I ragazzi lo sanno e daranno il massimo per questo”.

Intervista a Stefano Stranges

Quest’intervista è stata realizzata prima delle dimissioni dalla salernitana.

Innanzitutto complimenti per la prima vittoria del tuo Campobasso, dopo una seria di risultati negativi sembra essere giunto il momento della svolta.

Grazie mille. Ero sicuro che con i giusti innesti sarebbe arrivata presto la vittoria, e cosi è stato. Sono ottimista per il futuro visto anche i nuovi acquisti che ci rinforzano ulteriormente.

In chiave mercato, qualche settimana fa ha fatto storcere a molti il naso l’affare che ha portato Simona De Adessis prima da voi e poi, subito dopo, al Pordenone.

Si, ho notato. Penso sia anche normale che magari qualcuno avrebbe voluto prenderla nella sua squadra e non l’ha fatto pensando la prendesse il Pordenone perché portata da Bisceglie nel progetto. Però sia io che lui abbiamo lavorato nel massimo rispetto di tutti. Io ho semplicemente aiutato un amico sapendo che era la ragazza che ama ad essersi iscritta e che gli serviva una squadra tramite cui ingaggiarla; un po’ come fanno le squadre di Serie A, quando vogliono comprare un extracomunitario ma hanno le slot piene, anche se non è proprio lo stesso caso. Quando si tratta di aiutare un amico cerco sempre di essere disponibile nelle mie possibilità – nel più profondo rispetto delle regole – come fatto in questo caso, visto che Luca ha avvertito gli amministratori ricevendo subito l’ok. Comunque mi sento di dire a chi ha storto il naso (non a chi si è informato giustamente che fosse tutto in regola per bloccare sul nascere qualcosa che fosse andato contro il regolamento) che alla fine è la sua ragazza e mi sembra giusto che giochi con lui, non solo perché è lui che la ha portata nel progetto ma soprattutto per il sentimento che lì lega.

Sempre inerente al mercato in uscita, passiamo a Cristian Fato. Entrato nel progetto Campobasso con entusiasmo con la fascia da capitano e messo in vendita poco dopo su richiesta.
Cos’è successo?

Praticamente lui si è iscritto su segnalazione del nostro DS con grande entusiasmo perché gli piaceva l’idea del progetto, però fin da subito ha detto che il suo sogno era giocare nel Bari e quindi ha chiesto da subito di poter essere ceduto al Bari, per poi magari rimanere in prestito a Campobasso con l’obiettivo di crescere e arrivare potenziato nella sua squadra del cuore. Per un po’ è rimasto comunque in dubbio perché a Campobasso si trovava bene anche se l’idea di giocare nella sua squadra del cuore continuava a stuzzicarlo. Alla fine comunque rimase l’idea di attendere che il Bari avesse i bonus stagionali per poterlo comprare. Nel frattempo ha avuto problemi personali un giorno, ed è uscito senza motivo dal gruppo Whatsapp venendo prontamente richiamato e punito con la rimozione della fascia da capitano, perché non è stato di esempio per il resto della squadra (fascia datagli per la grinta dimostrata). Dopo aver discusso in privato e dopo che mi ha spiegato cosa era successo e perché fosse uscito dal gruppo, e dopo essersi più volte scusato chiedendo perdono, abbiamo deciso di perdonarlo dandogli una seconda possibilità. A seguito dell’arrivo di un centrocampista/trequartista nuovo iscritto mi ha però contattato chiedendomi ufficialmente la cessione perché aveva paura che con questo nuovo acquisto finisse in panchina – se non peggio – e di non essere più apprezzato (un po’ come De Rossi con N’zonzi per intenderci). Nonostante abbia provato a tranquillizzarlo è rimasto sulla sua posizione e come sempre fatto ho deciso di accontentarlo, ma questa volta la cessione è definitiva perché non voglio scontenti in squadra. Spero quindi di trovare una squadra disposta ad investire in lui credendo in lui come ho fatto io da subito dandogli uno stipendio superiore a quello del resto dei giocatori e affidandogli la fascia da capitano in accordo con il Mister.

Secondo te è stato più un caso di scarsa professionalità del giocatore o di incapacità dello staff di tranquillizzare il giocatore sul suo ruolo nel team?

Non scarsa, mancata professionalità del giocatore che non ha dato ascolto alle mie parole che avrebbero dovuto tranquillizzarlo, visto che gli ho spiegato che non sarebbe finito in panchina a vita ma al massimo una volta completata la rosa avrebbe fatto del sano turn-over per rifiatare ogni tanto, cosa che succede in tutte le squadre umane del progetto. La cosa che mi infastidisce è che adesso vorrebbe essere tolto dal mercato, mi ha scritto poco fa, ma ormai ha scelto di essere messo per la seconda volta sul mercato e io non ho voglia di essere preso per i fondelli, né che si prenda gioco dei colleghi.

Quindi, secondo te, si tratta di un giocatore poco affidabile?
Dal canto tuo, non credi che, magari, la poca esperienza di alcuni membri dello staff, in certe situazioni, possa influire?

Iniziò a pensare di sì, ma voglio credere che sia la giovane età a renderlo insicuro, e che sia la maschera che vuole portare, a renderlo così. Nel gioco non andrà lontano, perché – se non verrà bannato prima – dubito ci saranno squadre disposte ad accoglierlo. Dal canto nostro, se rifiuterà le offerte che gli preverranno da altre squadre per ripicca, verrà svincolato a fine stagione per non gravare fino a scadenza di contratto sul bilancio. Io adoro i miei giocatori, ma il bene della squadra e del gruppo viene prima dei singoli, e se devo arrivare a soluzioni drastiche per non far spaccare lo spogliatoio e non avere problemi con la Lega e/o altre squadre, sono disposto a metterle in pratica, pur tenendo conto di quanto io possa voler bene al diretto interessato. Anche se il mister allena da poco, e il nostro DS è qui da poco, sia loro che il nostro marketing manager stanno facendo un ottimo lavoro; ciò si vede sugli altri giocatori, che si trovano bene qui e si mantengono attivi, non creando nessun tipo di problema (salvo Di Erre che si è cancellato senza motivo dal progetto poco dopo aver firmato con noi, boh! Lo dico da tempo che bisogna iniziare a studiare qualcosa per preservare le squadre da questi utenti. Altrimenti restiamo in mano a gente che da un momento all’altro prima ti chiede la luna e poi ti lascia nella pupù). Comunque si, lo staff influisce molto sui singoli e sulla squadra, ma sul mio non ho nulla da ridire, solo complimenti.

Uno staff formato da due membri spesso discussi.
Minopoli che, data la sua giovanissima età, è stato al centro di critiche e Stranges (tu) che dopo una parentesi poco felice ha Livorno sta iniziando a “riscattare” il suo nome.

Minopoli sta facendo molto bene, e credo che molti si ricrederanno su di lui. Riguardo Livorno mi spiace come sia finita, ma quando il tuo Presidente da retta all’ultimo arrivato, che da allenatore è completamente inattivo, piuttosto che ascoltare due DS esperti che hanno capito la situazione, e hanno provato ad aprirgli gli occhi, c’è poco da fare. Meglio cambiare aria. Mi scuso se ho pensato male che dovessi rivolgermi a te (Antonio Del Prete) che eri DS, per essere ceduto, ma è stato un errore in buona fede come il tuo. Comunque sono contento che il mio nome venga riabilitato poco per volta, perché né io né tu meritavamo il trattamento ricevuto dopo quanto fatto per il Livorno. Continuerò a dare sempre il massimo per le squadre per cui lavorerò, sia da giocatore, che da DS e presidente.

Hai scritto “se non verrà bannato prima”. Credi possa risultare un utente così problematico a tal punto?

Ho detto così ma in realtà chiedo prima se si può parlare di possibili ban, perché penso non si possa.
Però l’ho già segnalato per avermi minacciato di svincolarsi se non avessi aumentato lo stipendio, una cosa simile (questo detto tra noi, sempre perché ripensandoci penso non si possa parlare di ban o eventuali ban).
Comunque diciamo che potrebbe essere problematico come non esserlo, dipende da se lo si riesce a gestire.

Colgo la palla al balzo per porti l’ennesima domanda.
Il confine tra assecondare il lato umano, accettando la volontà di un giocatore di giocare nella sua squadra del cuore, e la cosiddetta “dittatura del giocatore” è molto labile. Secondo te, in questo caso da che parte ci troviamo?

In questo caso siamo sulla soglia della “dittatura del giocatore”, visto le “minacce” ricevute prima per lo stipendio e poi per essere tolto dal mercato. Una cosa inaccettabile.

Pensi si debbano trovare misure per limitare questi casi in futuro? Se si, come?

Direi di sì, lo propongo da tempo perché come è giusto proteggere i calciatori dalle società, ed è altrettanto giusto proteggere le società dai giocatori. Ad esempio se un giocatore minaccia la società di rimanere, per poi inattivarsi, si potrebbe dare la possibilità di svincolarlo senza dover pagare lo stipendio fino a fine stagione, oppure svincolare i bannati senza dovergli pagare lo stipendio, o cose simili. Questo ovviamente dopo aver avvisato i giocatori dei rischi che corrono comportandosi in certi modi. Oppure multe o ammonizioni.

L’intervista è finita.
Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo allo Stranges calciatore, ds e presidente.

Grazie e in bocca al lupo a te.

Scritto da Antonio Del Prete

Revisionato da Daniele Collano

Il “fascino” del Progetto dagli occhi di Alessandro Aiello

Oggi ai nostri microfoni parlerà Alessandro Aiello: uno dei prospetti più interessanti della Serie C/C PG, nonché Direttore sportivo dell’Americandy Siena e M.M. del Palermo.

G: Ciao Alessandro! Puoi dirmi come hai scoperto il Progetto e quando hai deciso di iscriverti?
A: Ho scoperto dell’esistenza del Progetto tramite un post di Alessio Costantino (giocatore della Sampdoria, N.d.R.), che stava cercando giocatori. Ho dunque deciso di iscrivermi e mi sono buttato il 12 gennaio.
G: Quindi sei un giocatore “nuovo”… com’è stato l’impatto con questa bellissima realtà?
A: La prima impressione è stata fantastica, anche grazie al fatto che Locri è una grande società. Sono entusiasta!
G: Vuoi parlarmi del tuo ruolo da giocatore nel Locri?
A: Certo! Ho trovato un ambiente superlativo e ciò mi ha giovato incredibilmente: ho infatti realizzato 18 gola questa stagione!
G: Guardando le statistiche sei uno dei migliori attaccanti della Serie C/C. Hai regalato parecchie soddisfazioni alla tua squadra. Quali sono le tue aspettative per il prossimo anno?
A: Prima di tutto sarebbe un sogno per me giocare gli europei con la maglia azzurra. Parlando invece della mia “vita” nei club, non so dirti molto: per ora mi voglio concentrare sulla stagione in corso, visto che mancano ancora 10 partite alla fine.
G: Noto che l’ambizione non ti manca! Lo stesso vale per l’Aiello in veste di Direttore Sportivo?
A: Ovviamente sì! L’unico “problema” consiste nel fatto che, a causa del nuovo regolamento, a breve dovrò effettuare l’esame orale per poter confermare il patentino da D.S.
G: Sono curioso: com’è fare il D.S.? Consiglieresti ai nostri lettori di cimentarsi in una simile avventura, essendo un ruolo così particolare e di responsabilità?
A: Sì, consiglio a tutti di intraprendere una carriera del genere. Fare il Direttore Sportivo è una bellissima esperienza; l’avere una fonte di ispirazione può rendere tutto ancora migliore. Io, per esempio, m’ispiro a Rino Foschi, D.S. del Palermo “fuffa”.
G: Parlando sempre della carica di D.S.: è impegnativo? Prende molto del tuo tempo?
A: Sì, è impegnativo. A seconda del periodo serve una costanza e un investimento di tempo diverso: mi è capitato, a volte, di dover sacrificare qualche ora di studio per svolgere al meglio i miei compiti di Direttore Sportivo.
G: Parliamo ora della tua altra casa: Siena. Che aria si respira in vetta alla classifica? L’obiettivo è la vittoria del campionato?
A: In Toscana c’è un ambiente fantastico! Il nostro intento è quello di ottenere la promozione e partecipare, in S. 5, in Serie B. Non sarà facile, vista la presenza di avversari tosti quali Perugia ed Empoli.
G: Fa piacere a tutta la redazione che un utente recente come te si sia subito impegnato così tanto all’interno del Progetto. Cosa credi che significhi questo?
A: Per me, questa è l’ennesima dimostrazione che il Progetto è un coacervo di realtà totalmente diverse. E in questo sta parte del suo fascino.
G: Direi che è abbastanza, ti ringrazio per il tempo dedicatomi e ti auguro i migliori successi da giocatore e da D.S.!

L’Aquila – Campobasso. Chi la spunterà?

La classifica ci può far credere che L’Aquila – Campobasso sarà una partita a senso unico a favore dei padroni di casa: ci sono, però, tutti i presupposti per assistere ad una gara combattuta e dall’esito incerto.

Gli abruzzesi sono una delle formazioni più in forma di tutta la Serie C/C PG, nonostante si trovi in ottava posizione. Gran parte del merito va attribuito al nuovo D.S. Davyd Andriyesh: dal suo arrivo, la squadra del presidente Andrea De Filippo ha collezionato quattro successi consecutivi e spera di continuare ad allungare la striscia di successi per ottenere un buon piazzamento ai playoff. Il D.S., ha portato due volti nuovi in rosa: il difensore centrale Riccardo Vaccaro, che sta stabilmente prendendo un posto da titolare, e il terzino destro Filippo Granata, registrato in rosa in seguito allo svincolo di Luca Speziali.

Il Campobasso si trova in ultima posizione. Agli inizi, con solo giocatori delle giovanili, la squadra guidata dal presidente Stefano Stranges ha rimediato qualche sconfitta, come si poteva prevedere. Dopo l’ottima sessione di mercato invernale, la società è riuscita a creare una rosa molto competitiva e i primi risultati si sono visti subito: una vittoria per 3–0 in casa del Potenza e un’altra, per 2–0, in casa contro il Latina. È un vero peccato che il presidente abbia preso le redini della squadra così tardi, altrimenti l’obiettivo salvezza avrebbe potuto sicuramente essere più ambizioso.

Si preannuncia, dunque, una gara molto interessante, nella quale il Campobasso di mister Raoul Guzzi metterà sicuramente in difficoltà gli uomini di mister Marinoni, capitanati da Alessandro Panzini. Grande attesa per la punta del Campobasso: Gaetano Giongrandi, autore di quattro reti messe a segno nelle ultime due partite. Da tener d’occhio anche Walter Corso, che darà grossi grattacapi ai due centrali del L’Aquila. A centrocampo per gli abruzzesi rientra Angelo Mosciaro, che ha scontato la squalifica rimediata nel derby contro il Pescara. In attacco per la Valorosa ci saranno Versaci, Colangeli e Impedovo, che proveranno a far male al portiere De Santis.

Appuntamento, dunque, alle 20.30 presso lo Stadio Gran Sasso d’Italia!

Castel di Sangro – L’Aquila. Chi dominerà la provincia?

La ventisettesima giornata di Serie C/C PG vede un altro derby per L’Aquila: gli uomini di mister Matteo Marinoni, dopo la convincente vittoria in casa contro il Pescara per 4 – 2, dovranno affrontare il Castel di Sangro, senza proprietà e reduce dalla sconfitta per 2 – 0 in casa della capolista Cagliari. Si preannuncia un match molto sentito per entrambe le formazioni.

Il Castel di Sangro potrebbe lasciare la dodicesima posizione in caso di vittoria, superando il Messina e portandosi a -2 dalla zona playoff, occupata al momento dalla Fidelis Andria. In caso di sconfitta, il Potenza potrebbe approfittarne e compiere un sorpasso.

L’Aquila, reduce di tre successi consecutivi, si trova in ottava posizione, a 6 punti di distanza dalla Reggina. Una vittoria consoliderebbe la posizione in classifica e getterebbe le basi per un possibile buon cammino durante i playoff. La sconfitta non metterebbe a rischio la posizione in classifica, ma è meglio accumulare più punti possibile in vista di gare più impegnative. Per L’Aquila tornano disponibili il capitano Panzini e l’ala Chiumento, assenti per infortunio nelle due gare precedenti contro Taranto e Pescara.

Il Castel di Sangro può vantare una forma discreta: prima della sconfitta contro il Cagliari, i sangrini hanno battuto 3 -1 il Campobasso, che si trova in ultima posizione della Serie C/C PG. L’Aquila ha una forma decisamente migliore: è reduce da tre vittorie consecutive, ottenute però tutte contro squadre alla portata dei rossoblù.

I bookmakers penalizzano i padroni di casa a causa della peggiore forma dei giallorossi e per la classifica che vede più in alto gli aquilotti, ma la tensione e la pressione di un derby rende spesso i pronostici del tutto inutili.

Appuntamento, dunque, alle 20.30 presso lo Stadio Teofilo Patini!

L’Abruzzo è rossoblù!

Il derby d’Abruzzo vede i delfini di Pescara cedere l’incontro agli aquilotti de L’Aquila in un match ricco di emozioni, nel quale gli spettatori neutrali si saranno sicuramente divertiti. Sono 6 le reti totali messe a segno, ma il risultato finale vede trionfare L’Aquila del presidente Andrea De Filippo per 4 – 2.

I rossoblù hanno iniziato la partita in maniera fantastica grazie a Luca Palesi, che ha segnato co una conclusione incisiva da 16 metri al 6’ del primo tempo. Il terzino Federico Belloni ha poi raddoppiato il vantaggio de L’Aquila con una splendida punizione che si insacca sotto l’incrocio dei pali al 17’, segnando il suo primo goal con la maglia rossoblù. Allo scadere del primo tempo il Pescara accorcia con l’attaccante esterno Alessandro Laurino con un tiro al volo da urlo che sbatte sul palo interno prima di insaccarsi alle spalle di Aurelio Avellina. Neanche il tempo di esultare per i giocatori di mister Casalati che arriva la doppietta di Palesi regalando un vantaggio più tranquillo alla sua squadra. Nella ripresa, la punta avanzata Nicolò Pardo ha segnato per il Pescara dopo 45 minuti con un bel tiro al volo da vicino, sulla ribattuta del portiere. La reazione degli aquilotti si ha al minuto 56, quando il centrocampista totale Angelo Mosciaro segna con un tiro preciso da distanza ravvicinata che si infila sotto l’incrocio e fissa il punteggio sul 4 – 2. Le cose sono andate di male in peggio per il Pescara nella ripresa, quando il difensore centrale Edoardo La Barba ha guadagnato in anticipo la doccia per una doppia ammonizione rimediata al 62’. Le due squadre ritornano in parità numerica nei minuti di recupero, a causa dell’eccessiva foga di Mosciaro che rimedia un’ammonizione al minuto 88 e una seconda ammonizione solo tre minuti dopo, al 91’.

È stata una gara emozionante, dove gli scontri fisici no sono mancati: 6 cartellini gialli e 2 cartellini rossi, con l’arbitro che ha fatto fatica a mantenere la tranquillità in campo. Dopo questa vittoria L’Aquila consolida l’ottava posizione in classifica, mentre il Pescara, sempre in diciassettesima posizione deve cercare al più presto di fare punti per uscire dalla zona retrocessione.

Saranno Famosi: Gabriele Zuppardo

Punta centrale del Catanzaro, 16 anni.

Diamo il via a questa rubrica intitolata: Saranno Famosi. Andremo insieme ad analizzare le giovani promesse nel Campionato italiano di serie C/C.

16 Anni, di nazionalità italiana. Gabriele Zuppardo è da poco entrato nel Progetto (4 partite giocate) e ha da subito catturato la nostra attenzione con i suoi attributi.

Ottime qualità mentali che, per un giocatore della sua età (16), lo aiuteranno a cresce in maniera esponenziale nel gioco, soprattutto se verrà fatto un bell’investimento economico sull’Abilità Potenziale.

Una punta, nelle sue qualità tecniche, necessita di avere grande finalizzazione e controllo di palla, attributi che non mancano di certo alla giovane promessa del Catanzaro. D’altro canto necessita però di migliorare in velocità e gioco aereo, qualità anche queste fondamentali nel suo ruolo.

Nelle ultime 4 partite Gabriele ha effettuato 3 tiri in porta su 5, e 2 gol. Un totale di 121 passaggi, precisi al 74% ed 1 solo contrasto chiave.

Ad ora, la sua media voto aggira intorno al 7,10. 

Tenete d’occhio questo ragazzo prodigio, vi sorprenderà.

A cura di Avraham Hamra | Revisionato da Gad Hakimian


Gabriele Zuppardo, 16


DIVENTERANNO FAMOSI | In collaborazione con Maria de Filippo Ballarini