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Progetto FM – L’Eco di Frosinone – Dicembre & Gennaio

Bentornati cari lettori di The World of Football con la rubrica più pazza dell’intero panorama giornalistico targato Progetto FM, ovvero l’Eco di Frosinone. In questo numero unisco addirittura due mesi di partite, per recuperare il gap che si è creato a causa di fatti reali ormai ben noti a tutti, di cui almeno in quel quarto d’ora necessario a creare questo articolo vorrei non parlare. Tuffiamoci a bomba nelle partite!

Dicembre comincia con una sfida con una compagine di vertice, il Genoa, che affrontiamo tra le mura amiche. Partiamo (e ti pareva…) in svantaggio con gol di Cocco al 19°, pareggiato da quella pippa al sugo di Guzzi allo scadere del primo tempo. Nella ripresa lo svizzero (detto anche “il badino”) riesce pure a fare doppietta, evento che accade solo se William Cioè, il famoso Mostro di Frosinone, decide di fare nello stesso giorno il bagno, e ciò capita solo una volta l’anno (infatti sta chiuso nelle segrete perché puzza). Portiamo a casa quindi un ottimo 2-1, che fa ben sperare.

William mentre si butta in acqua

Speranze purtroppo mal riposte, perché nella partita successiva contro il Novara perdiamo 1-0 per un gol di Bonfanti al 50°, causa ovviamente papera di Casta… ma vedrete che presto le cose cambieranno; talmente arrabbiato per i 3 punti buttati che salto l’analisi di questa partita per passare alla prossima.

Si comincia ufficialmente il girone di ritorno affrontando il Cittadella in casa. All’andata finì 4-6 per loro, in una partita che dire rocambolesca è dir poco, mentre questa volta un rotondo 3-0 chiude la pratica e ci permette di ripartire col piede giusto. I gol di Amendola al 39°, e doppietta del buon Tenent…no, Caporal…no, Colonell… no….. era Generale, ora me lo ricordo, era Generale! Dicevo, doppietta del buon Generale (o Ghenerale, scegliete voi la pronuncia che preferite). Per gli avversari da segnalare l’espulsione di Galota, ex Frosinone; avendo paura potesse finire l’acqua calda per la doccia post partita, ha voluto essere il primo a poterla fare.

La truppa saluta il suo Generale, dopo la doppietta

L’ultima partita di Dicembre ci vede contro la Salernitana, squadra che all’andata ci rifilò un 2-1, mentre stavolta il 2-1 lo facciamo noi a loro (tiè!). Apre le marcature Giorgio “Maldini” Sciubba, difensore goleador (non le caramelle, non pensate subito al cibo), pareggia per gli avversari Fabbri al 67°, e la chiude, in zona Cesarini, il giovane “Old” Vecchio. Un gol del Vecio può avvenire solo se si verifica un altro fatto estremamente improbabile: che il Mostro si fa il bagno e in più decida di usare addirittura il sapone; fidatevi, è moooolto difficile che accada.

I risultati di Dicembre

Anno nuovo, abitudini nuov… no, sempre le stesse sono, come vedremo a breve. Ma prima delle partite, facciamo un riassunto del nostro calciomercato: in uscita abbiamo il capitano Antonucci, con il passaggio di fascia tra lui e il nostro Ghenerale (che da adesso chiamerò Capitano, che tanto sempre un grado dell’esercito è), il nostro roccioso difensore Iacona, e il terzino destro più alcolizzato e diciamo “attratto dalle bellezze femminili” dell’intero progetto, il pecoraro Manuel Sanna. In entrata i due canterani del Perugia Chirico e Valdarnini, che faranno parte effettivamente della squadra da metà mese, e infine, signore e signori, il carico da 90 (kg): Mister Gaetan Fulco Piero… ah no, Pier Gaetano Fulco, un Admin coi cosidetti contro*azzi! Un saluto ai partenti e un grande in bocca al lupo per i nuovi!

Il 2020 purtroppo non parte nel migliore dei modi perché veniamo sconfitti 2-1 in casa contro l’Empoli; i gol tutti nel giro di 5 minuti, prima Spoto, poi Capitano-Ghenerale per noi e subito dopo Sorrentino chiude il risultato. La prima di Fulco quindi non troppo bene ma tranquilli, era solamente stato distratto dalla braciola preparata da Castagnoli, di nuovo addetto alla griglia dopo l’arrivo dell’Admin portierone. Dalla prossima partita, per non ripetere lo stesso errore, il buon Fulco giocherà con una molletta sul naso, per non sentire l’odore della carne e restare quindi concentrato sulla partita.

La braciolata di Casta

Purtroppo neanche la molletta sul naso ci salva da un pesante 6-0 contro la capolista Parma, che dimostra tutta la sua forza in campo con i gol di Bertrand (9°), doppietta di Semeraro (17° e 35°), Merlo (37°), Coda (52°) e Boffi (83°).  Non molto altro da dire su questa partita, se non da sottolineare il debutto in campo per il nuovo arrivato Valdarnini.

Il destino a volte è beffardo, questa volta siamo noi a rifilare un 6-0 all’avversario, il Vicenza. Apre le marcature Amendola (16°), seguito da Vecchio (19°) e da Guzzi (29° e 45+3°), ancora Vecchio (65°) e infine il Maestro Don Alfio (69°). Incredibile la doppietta di “Old”, vuol dire che Cioè, oltre al bagno e al sapone, stavolta deve aver addirittura messo il profumo! Così conciato potrebbe apparire addirittura una persona normale ma ricordate, è pur sempre un Mostro, occhio a non farvi assalire!

William quando è ben pulito e profumato

L’ultima partita che andremo ad analizzare è quella contro l’Akragas, per chiudere il mese di Gennaio. Lo abbiamo appena venduto, ecco che ce lo ritroviamo subito contro; di chi sto parlando, direte voi? Ma del sardo Immanuel Sanna, ovvio! Per fortuna ci vuole ancora bene, infatti sulla sua fascia si aprono grandi praterie in cui Capitano-Ghenerale può avanzare senza problemi. Il primo gol è però di Guzzi al 50°, dopo un minuto segna il Vecio (incredibile il suo stato di forma, Cioè deve aver cominciato ad apprezzare di essere pulito e si starà lavando tutti i giorni), dopo altri due minuti segna proprio Ghenerale grazie alle praterie sopracitate. Gli altri gol sono quello di Lucatelli al 17°, che aveva portato momentaneamente in vantaggio i padroni di casa, e all’88° il gol del definitivo 1-4 di Amendola.

I risultati di Gennaio

Continuano gli alti e bassi della squadra in questi due mesi, ma noi non ci arrendiamo mai e lotteremo fino in fondo per raggiungere i tanti agognati playoff, molto vicini ma allo stesso tempo molto lontani. Per questo numero è tutto, a presto con le partite del mese di Febbraio, un saluto dalla redazione di The World of Football!

Articolo di Emilio Ivaldi

Progetto FM – Le interviste impossibili – Forst Sudtirol

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, quest’oggi dopo molto tempo ritorna la rubrica Le interviste impossibili, mio vecchio cavallo di battaglia prima di ideare l’Eco di Frosinone. Ci troviamo nella sede del Sudtirol, in compagnia della dirigenza capitanata dai presidenti Davyd Andryiesh e Edoardo Pessano, seguiti dall’allenatore Stefano Santoro e dal DS Nicolò Gubbioli; veniamo fatti accomodare e, dopo averci offerto un bel boccale di birra, comincia il nostro colloquio.

1) Innanzitutto grazie per la birra, veramente di ottima qualità, vedo che qui ne sgorga a fiumi. Noto una botte speciale con incisa la data del 12 agosto 2019, il giorno in cui il Sudtirol è tornato umano (aveva già avuto la presidenza Mihai Più agli albori del progetto, ndr). Cosa significa per voi quella data, e in generale l’avventura con questa squadra?

Davyd: La Forst Sudtirol/Altoadige per me è una sorta di riscatto dopo la tragica esperienza con l’Udinese; avevo bisogno di una rivalsa e di dire al mondo del PG che non ero solo un dirigente pasticcione, ma una persona che in un ambiente sereno e divertente riesce a trascinare la squadra, coadiuvato in prima battuta da Stefano Santoro e poi da Edoardo Pessano e Nicolò Gubbioli.

Pessano: Buongiorno, per me la data segnante in realtà è il 20 Gennaio, giorno in cui sono entrato in società come DS, per poi fare l’upgrade e diventarne anche presidente quasi un mese dopo, il 19 Febbraio, giorno in cui abbiamo preso il Cagliari da Andrea Conte e Agostino Lupo affiliando le due società! Per me è stato un momento davvero entusiasmante sia a livello personale poichè ho potuto ampliare le conoscenze di altri utenti del progetto, sia perchè ho arricchito la mia esperienza all’interno dello stesso!

Santoro: Quando il presidente Andryiesh mi ha proposto la panchina mi ha sorpreso, sono anni che alleno e che sono appassionato di tattiche ma non avevo mai allenato dei ragazzi veri e mai all’interno del progetto da quando ci sono entrato. Sono partito con grande entusiasmo e sapevo che sarebbe stata dura perché eravamo gli ultimi arrivati ma non ho mai perso le speranze e quando è successo la squadra e la dirigenza mi hanno sempre sostenuto.

Gubbioli: Per me quella data significa molto, pochi giorni dopo sono entrato a far parte del progetto e quindi della Forst ed è incredibile pensare che ora sia anche il DS, di questo devo ringraziare sia i presidenti che il mister.

2) Presidenti, come mai la scelta della squadra è ricaduta proprio sull’Alto Adige? Appassionati della montagna o semplicemente una casualità?

Davyd: La società è stata scelta da Santoro che è un po’ masochista (ride, ndr), erano in lizza altre società del girone B e C dove potevamo fare un campionato più sereno. Il richiamo della Forst è stato troppo forte e credo sia stato fondamentale per la storia della nostra squadra nel progetto, ciò ha spinto la squadra ad essere più attiva.

Pessano: Per quanto riguarda me, come detto, la scelta è stata poi automatica essendo stato prima DS di entrambe le società. Il caso vuole che tutte le società in cui ho un ruolo (da giocatore sono nel Drink Team) sono accumunate dall’alto grado alcolemico!

3) Nel corso di questi 8 mesi la squadra ha preso forma, sotto la guida del buon Stefano Santoro. Mi rivolgo a lei mister, quali sono i giocatori che più l’hanno impressionata tra i suoi ragazzi? C’è qualcuno che si distingue particolarmente per attività dentro e fuori dal campo?

Santoro: Non mi piace fare nomi e dire preferisco questo giocatore a quest’altro, ma se proprio dovessi ti direi Esposito, per la passione che ci mette ad alzare il morale dei compagni dopo le sconfitte, Gubbioli che gli dà man forte e fa anche le grafiche, Altieri che fa le pagelle post partita, il capitano Sarto che ha sempre una parola buona per tutti, Yeep e Nicer che litigano in chat e ci fanno fare tante risate e tutti gli altri. Non fatemene scegliere uno, non riuscirei, ognuno è speciale a modo suo e sono orgoglioso di loro.

4) Essendo comunque una squadra ancora “neonata”, con giocatori appena creati, i risultati non sono molto incoraggianti, essendo voi al 17° posto nella classifica della serie C, girone A. Crede in una rimonta nel girone di ritorno, riuscendo magari ad agganciare un posto per i play-off?

Santoro: Il posto in classifica non mi preoccupa, come detto la squadra è giovane, lottiamo contro squadre che da anni giocano insieme a memoria, ho iniziato il campionato con 15 giocatori e ne ho persi due dopo poche settimane, ho fatto il girone di andata con soltanto 13 giocatori passando ben due turni di coppa Italia serie C e i ragazzi hanno dato tutto. C’è stata una sconfitta per 6-0 dopo la partita di coppa dove i ragazzi sono entrati in campo stremati e sapevo già che non sarebbe andata bene ma loro fino alla fine sono rimasti in campo. È arrivato Gennaio, sono arrivati 4 nuovi giocatori, un paio sono partiti e in due gare abbiamo vinto e pareggiato. Non ci montiamo la testa, i playoff sono un obiettivo per la prossima stagione, quest’anno vogliamo vincere qualche partita disturbando le prime della classe a cui daremo filo da torcere, non pensassero di venire qui a farsi una passeggiata perché venderemo cara la pelle!

5) Mentre la panchina è salda nelle mani di Stefano, il ruolo da DS è stato occupato da più persone in questi mesi: Alessandro Aiello, Ferdinando Grimaudo, per finire con Nicolò Gubbioli coadiuvato da Pessano. Presidente Davyd immagino che, sebbene sia finito il rapporto lavorativo, ci sia sempre stima reciproca tra lei e i suoi ex DS. Ha qualche aneddoto da raccontare su di loro e sulle trattative da loro compiute?

Davyd: L’esperienza alla Forst di Aiello è durata solo qualche giorno per l’entrata in vigore della regola del monoruolo pure in C, quindi ho poco da raccontare. Grimaudo è un nome portato da Santoro, un ottimo direttore che ci ha guidati nel momento più difficile della società, ovvero completare la squadra e non perdere l’entusiasmo dei ragazzi che erano appena entrati nel progetto. Un piccolo consiglio: deve essere meno prudente e buttarsi di più nelle trattative. Buona fortuna, fatti valere alla Juve.

6) Al momento, il mercato del Sudtirol vede la vendita di Luca Zorloni al Livorno, di Andrea Arzà all’Avellino e l’acquisto di Davide Sebastian dal Como e di Matteo Gatto dalla Juve Domo, l’inserimento di Vittorio Espinosa dalla lista svincolati e il prestito dall’Aquila di Simone Gatti. C’è ancora qualcosa che bolle in pentola, per il mercato di riparazione?

Pessano: Abbiamo venduto da poco Aloisi, terzino polivalente, utilizzando poi il bonus Scout per acquisire Romeo Deganello, fotografo nella vita, che sarà una valida alternativa sia sulla fascia che, nel caso, al centro della difesa. Altri eventuali movimenti li pondereremo con assoluta calma e tranquillità essendo riusciti, non con poche difficoltà, ad arrivare ad oggi con 15 attivi su 15, cosa non da poco in una società di C.

Gubbioli: Al momento nulla bolle in pentola ma mai dire mai, fino all’ultimo secondo di mercato non escludo nulla, specie per le improvvise e stravaganti idee di Davyd.

7) Da pochi giorni è ufficiale l’affiliazione tra Cagliari e Sudtirol, due realtà unite dalla birra (Ichnusa da una parte, Forst dall’altra). Cosa cambierà quindi per quanto riguarda le ambizioni societarie? Il Sudtirol diventerà la cantera del Cagliari o cercherà comunque di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama di ProgettoFM?

Davyd: L’affiliazione è nata per aiutare il Cagliari perché rischiava di avere una crisi profonda e i nostri predecessori non avevano il tempo o la voglia di gestirla. Quando Pessano mi ha chiesto una mano non potevo tirarmi indietro; gli obbiettivi sono differenti quindi anche il coefficiente di difficoltà si è alzato. La Sudtirol e la Ichnusa sono due entità differenti che difficilmente si incroceranno nel mercato perché siamo contrari allo smantellare la squadra in C per aiutare la squadra più blasonata, ognuno ha il diritto di giocare con le proprie carte e bisogna intervenire nel mercato quando il mazzo è corto ma senza rovinare quello della squadra sorella.

Pessano: Le due società al momento non vedranno eventuali prestiti o scambi tra i giocatori. L’obiettivo comune sarà quello di alzare il più possibile l’attività di entrambe, poi in estate vedremo se ci sarà la possibilità o l’esigenza, di creare una sinergia di mercato.

Con due casse di birra sottobraccio, salutiamo la dirigenza e le auguriamo un girone di ritorno carico di risultati positivi sia dentro che fuori dal campo!

Articolo di Emilio Ivaldi

L’Eco di Frosinone – Novembre

Un caro augurio (un po’ in ritardo) di buon anno 2020 dalla redazione di The World of Football, rieccoci con l’appuntamento mensile per parlare della squadra col tasso alcolico più alto dell’intero Progetto FM, il nostro amato Frosinone.

Il mese di novembre comincia subito con una convincente vittoria per 3-1 contro la Lucchese, dove il buon Amendola apre le marcature al nono minuto con una sventola da fuori aerea. Dopo poco ecco il primo dei due miracoli di questa partita: viene assegnato un rigore per la Lucchese, ma il portierone Castagnoli riesce a parare il tiro di Benedetti grazie agli allenamenti effettuati nei mesi precedenti per sbloccare l’Ultra Istinto, colpendo la palla con la punta delle orecchie. Il tabellino dei gol si allunga con il tap-in del solito Guzzi su assist di Santiglio. Chiari i segnali di risveglio dell’attaccante originario della Mancia: che sia stato il cenone di Capodanno a base di fagioli piccanti e tequila oppure la vincita del “Te caccio” Awards, il premio che determinerà il primo giocatore ad essere ceduto dal Mostro di Frosinone nel mercato di gennaio? Ai posteri l’ardua sentenza. Accorcia le distanze la Lucchese con Ercoli, ma ecco che si avvera il secondo miracolo della serata: Ottaviani pennella un lancio da 40 metri che il buon Santiglio riesce a intercettare, approfittando di un po’ di propulsione extra fornita dalla digestione dei fagioli per scavalcare i difensori avversari, e segnare la rete finale. Ora possiamo dirlo, Santiglio ha smesso di andare contro i mulini a vento ed è finalmente tornato a segnare!

Santiglio al cenone di Capodanno

La seconda partita del mese ci vede con il Lecce dell’ex mister Piu; conscio dell’impossibilità di battere la corazzata Frosinone, Mihai corrompe il mister “in terza” (ricordiamo che il Maestro Alfio Grasso è il secondo) Son Prop Na Pip, arrivato alla corte ciociara ripercorrendo al contrario la Via della Seta in sidecar con suo cugino Haio Fuso Lamoto. Dopo aver messo K.O. mister Guzzi usando il Fulmine di Pegasus ed impedendo ad Alfio di sostituirlo avendolo fatto portare da Haio all’all you can eat di sushi, prende le redini delle squadra e riceve in cambio da Mihai le ultime due figurine dei Pokémon che gli servivano per completare l’album: Magikarp e Slowpoke. Son Prop, come indica chiaramente il nome, non ne capisce una mazza di calcio, preferendo la più nobile arte dell’origami mentre si trova in panchina. La squadra è quindi senza allenatore, ma per fortuna il Maldini di noialtri Sciubba segna già nei primi minuti, e conduciamo in vantaggio per tutti il primo tempo fintanto che non arriva, al 42esimo, il gol del Lecce con Iannella. Nella ripresa il mister venuto dall’oriente, finito il suo origami, tenta di dare una sua impronta alla manovra passando da un ottimo 4-4-2 ad un in quel contesto inutile 4-5-1 confermando ancora di più la sua inettitudine. Si porta in vantaggio il Lecce quasi allo scadere dei 90 minuti con gol di Piarulli, ma il buon Ottaviani si ricorda dell’unico tiro efficace insegnatoli da Son in allenamento, e scarica da punizione un Tiro della Tigre di inaudita potenza al 93esimo, agguantando almeno il pareggio. Grande rammarico per la squadra, che è però già proiettata a rialzarsi e ad affrontare la prossima sfida col coltello tra i denti.

Haio mentre offre il sushi al buon Alfio

Sfida che ci vede contrapposti al Palermo, con la serpe in seno Leo Vecchio beccato a mettere !fan Palermo invece di !fan Frosinone in live; duro il commento del presidente-fantoccio Cioè: “A Vecchio, io te caccio!” (parla lui che è stato visto più volte mettere !fan Drink Team…) La partita è in chiaro e si sa, quando siamo in live ne succedono di cotte e di crude. Il primo tempo calma piatta, ma è nel secondo tempo che avviene il fattaccio: il nostro Parrotto, colto da un’improvvisa voglia di giocare a “ce l’hai”, tocca il suo avversario che rimane stranito dal gesto del difensore, sebbene totalmente innocuo. Non dello stesso parere l’arbitro, che vede nel gesto del buon Dave un possibile elemento di disturbo della partita, decidendo di mandarlo anticipatamente sotto la doccia. Ecco le parole di Parrotto nel dopopartita: “Il mio avversario non se lo ricorda ma frequentavamo lo stesso asilo, sono vent’anni che aspetto di potergli ridare il ce l’hai! Finalmente la fine di un incubo, è stato un rosso ben speso”.  Giocando 10 VS 11 il Palermo riesce nella goleada, con gol di Ceraolo, Scibetta e Ales allo scadere del recupero, per noi invece un’altra sconfitta e le zone nobili della classifica sono ormai un miraggio.

Rara foto di Parrotto ai tempi dell’asilo

Ultima partita del mese ospiti contro l’Entella, partita purtroppo persa anche questa e che ci vede sprofondare sempre più nelle zone basse della classifica. Il primo gol dopo soli quattro minuti con Gasbarri, punizione dalla trequarti e palla in area, Castagnoli non esce, serie di batti e ribatti e la palla finisce lemme lemme in porta con il portierone (d’hotel) che se la lascia praticamente scivolare dalle mani. Alla mezz’ora sull’asse Ivaldinho – Imperatore nasce un gol da 20 metri di Fedeli, dove risulta chiara l’influenza benefica del mio passaggio precedente al gol, e per questo il Sommo mi ha promesso 200 ducati d’oro, un appezzamento terriero e uno Ius Primae Noctis con la moglie di Carlo Magno. Tornando alla partita, al 68° perde palla Vecchio (aaaaaaah Vecchio!) e Rocca riesce a segnare il gol del 2-1, a Casta invece consigliamo una bella visita oculistica perché secondo noi la palla non la vede proprio, ed è difficile parare qualcosa che non si vede. Nonostante Fedeli tenti in tutti i modi di spronarci a dare il massimo offrendo castelli, tesori ed armature a chiunque riuscisse a segnare almeno il gol del pareggio, la partita finisce senza che vi siano più gol.

Il castello promesso dall’Imperatore Lars I

Molto amareggiati da un novembre dove sono stati fatti 4 punti in 4 partite, urge una cura per questo Frosinone un po’ acciaccato. Al prossimo mese con le ultime partite del girone di andata, sempre sull’Eco di Frosinone di The World of Football!

Il tabellino delle partite

L’Eco di Frosinone – Ottobre

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, torniamo anche questo mese a parlare della squadra ciociara preferita da grandi e piccini. Reduci da tre vittorie consecutive in campionato, ci affacciamo al mese di ottobre carichi di speranza di una risalita in classifica (e invece…); ma prima c’è l’intermezzo dell’impegno in Coppa Italia.

Impegno che ci vede contro il Sassuolo, una compagine di A, e quindi un ottimo banco di prova per determinare il nostro livello. Torna subito l’incubo formazione sballata alla partenza (aaaaah Guzzi, cambiare il PC no neh?) con Santiglio schierato centrocampista; ok che non segna manco per sbaglio, ma se lo mettiamo 30 metri dalla porta è proprio impossibile che accada. La squadra tiene comunque botta e riesce ad arrivare al 90° sullo 0-0, le azioni salienti arriveranno tutte durante i supplementari. Andiamo sotto con gol di Micheli al 94° e nel recupero del primo tempo supplementare prima l’espulsione di Iacona per doppio giallo, poi il raddoppio del Sassuolo con La Monica. Il soldato Ghenerale, rimasto a casa per preparare l’alberello in mezzo al campo di allenamento, nota una strana luce in mezzo al cielo; è la cometa di Natale, segno che i poteri del nostro Mattia si stanno risvegliando ed è pronto a colpire. Proprio in quel momento, si sveglia dal letargo durato 120 minuti segnando il gol del definitivo 2-1. Purtroppo l’arbitro fischia la fine, per cui la sconfitta è comunque inevitabile, ma i ragazzi sono comunque soddisfatti della gara che nonostante le difficoltà è stata combattuta fino in fondo.

La cometa del nostro Mattia

La partita successiva ci rivede giocare in campionato, contro l’Ancona, sempre in trasferta. La gara comincia subito male, siamo infatti sotto 2-0 dopo appena mezz’ora con gol di Radicchi e Oliverio, ma quand’ecco che parte la rimonta, con Guzzi prima (che sbaglia il rigore, ma segna sulla ribattuta) e Natale poi. Non c’è da sorprendersi per l’exploit in zona gol della nostra ala sinistra: la sera prima infatti Ghenerale, ormai novello Galileo, col suo nuovo telescopio regalatogli dalla dirigenza ciociara ri-avvista la cometa (ribattezzata in suo onore “cometa di Ghenerale” tanto per richiamare l’altrettanto celebre “cometa di Halley”) assicurando quindi prestazioni positive per Mattia. La gara continua sul 2-2 fino ai minuti finali, ecco che però succede un fatto increscioso, che avrà pesanti ripercussioni sui due calciatori coinvolti: per loro si parla addirittura di dover conoscere di persona il Mostro di Frosinone William Cioè, e fidatevi che non c’è nulla di peggio al mondo. Antonucci e Castagnoli, ecco i nomi dei due incriminati, dopo aver evidentemente scommesso sulla sconfitta del Frosinone, si fanno due autogol in 7 minuti per intascare i soldi, condannandoci all’ennesimo passo falso in stagione. Il portiere, neanche fatta la doccia post partita, parte per le vacanze a Singapore, chiaro segno di una vincita improvvisa dato che di solito il buon Casta passa la giornata a chiedere l’elemosina davanti al bar della famiglia di Guzzi. Verranno presi provvedimenti, e ricordatevi: a Frosinone prima la maglia, poi i soldi!

Ghenerale intento col suo nuovo telescopio

Il nostro ottobre da incubo continua con la sconfitta con il Brescia, che ci schianta 4-0 con gol di Mazzei (doppietta per lui), Palladino e Carnevali. Già prima del match l’imperatore Lars Fedeli risultava parecchio adirato nei confronti del suo operatore telefonico (“Maledetta Tim che mi hai fregato la rete, e adesso come faccio a seguire la live?” le sue parole), decidendo di sfogarsi falciando il suo avversario e rimediando un cartellino rosso. Il povero arbitro non sa che, a fine match, verrà gettato nella fossa dei leoni con il seguente capo di imputazione: “ingiusta espulsione del tuo Imperatore Signore e Padrone”. Post live, Lars mi ha informato che è stato graziato, commutando la pena nella semplice amputazione della mano che ha estratto il cartellino. Gli altri giocatori rimasti in campo cercano di risollevare la partita, ma complice le nuvole la cometa di Ghenerale non può essere avvistata in cielo e di conseguenza Natale non può far affidamento sul suo potere speciale. Ci provo io stesso, l’Ivaldinho di Frosinone, a tentare di riaprire la partita con un tiro da fuori aerea, ma quel 7 di finalizzazione e 9 in tiri da lontano mi permette soltanto di calciarla in curva. Purtroppo questa è la terza sconfitta consecutiva, cosa che non fa affatto piacere al Mostro di Frosinone che minaccia la fine della sua presidenza; finalmente il mio piano sta funzionando, boicottando le partite dall’interno Cioè finalmente abbandonerà ed io potrò impadronirmi del Frosinon…. ops, non dovevo scriverlo sul giornale, ma come tutti i cattivi sento il bisogno di spifferare il mio piano ad alta voce.

Una mia rara fotografia, quando il piano malvagio va a buon fine

Ultima partita del mese, siamo contro la Juve Domo allenata dal mister Frattoni; la gara è quantomeno delicata, abbiamo assoluta necessità di tornare alla vittoria per smuovere la classifica. Guzzi ha dubbi fino all’ultimo sulla formazione da usare, se confermare il solito modulo o buttarsi sul 5-5-5 del suo più famoso collega Oronzo Canà; non credendo la squadra pronta per un così grande salto di qualità, decide alla fine di confermare il vecchio schema tattico. La gara comincia e dopo un quarto d’ora sono già stati segnati 3 gol: il primo è della Juve Domo con Rubino I. su rigore, risponde il nostro Ghenerale con un tiro rasoterra e infine Rubino R. su punizione. L’ultimo gol della gara è al 40° e viene dai piedi di Guzzi, anche lui su punizione, per siglare il definitivo 2-2. Nello spogliatoio il clima è teso e rassegnato ma ci penso io in persona, in qualità di DS, a scuotere l’ambiente dal torpore in cui stava cadendo, sia in game che in real life.

Guzzi va a lezione da un vero maestro di calcio, Oronzo Canà
Il tabellino delle partite

Un ottobre veramente disastroso il nostro, con un bilancio di tre sconfitte ed un pareggio, ma la dirigenza ha costruito bene la squadra ed ha fiducia della sua forza. Con la speranza di un novembre decisamente più positivo dal punto di vista dei risultati, vi rimando al prossimo numero dell’Eco di Frosinone, tutti i mesi in uscita su The World of Football!

Emilio Ivaldi

L’Eco di Frosinone – Settembre

Bentrovati, cari lettori di The World of Football, all’appuntamento mensile più atteso nei peggiori bar di Caracas, ovvero il resoconto delle gesta della squadra Frosinone. Avevamo lasciato i nostri avanzi di galera preferiti con due belle vittorie, sia in Coppa Italia che in campionato, vediamo ora come si è evoluto il mese di Settembre.

Prima partita subito in live contro l’Empoli, pronti a far peggio del solito causa paura da palcoscenico. Oltre a questo si aggiunge il fatto che la squadra è vittima di un brutto caso di stalking da parte di un losco figuro, fioccano richieste d’amicizia e nessuno riesce a capacitarsi di chi egli sia. Finalmente viene scoperto l’arcano: si tratta dell’ex mister del Frosinone Mihai Piu, che aveva allenato i ciociari in S3 “portando in salvezza il Frosinone, che era senza società”. Il mister, sottobanco, voleva cercare di riallacciare i contatti coi suoi vecchi pupilli, per poter facilitare il contrabbando di difensori da 300k di bonus. Impossibilitato ad essere in live, mister Guzzi lascia il comando al mister dell’affiliata Alfio Grasso, che fa subito sentire la sua voce dal suo covo in un grotta di Betlemme (sul perché di Betlemme, capirete poi…). Fin dalla formazione è chiaro ci sia qualcosa che non vada, gli schemi sono tutti saltati. Nel marasma generale (non confondete con il giocatore) l’Empoli segna con gol di Massesi: in chat l’hashtag #guzziout spadroneggia ma ecco che avviene, anche se in anticipo sui tempi, il miracolo del 25 Dicembre. Mattia Natale, ricevendo tutta la potenza del suo cognome, riesce a segnare la rete del pareggio su assist di Ottaviani; i compagni, intonando “Tu scendi dalle stelle” festeggiano il lieto evento, il Maestro dalla sua grotta abbraccia il bue e l’asinello e il presidente William, novello arcangelo, aggiorna i pastori sulla schedina giocata al totocalcio. Purtroppo si sa, la magia del Natale finisce presto e il risultato termina 1-1 con un po’ di rammarico per la squadra, perché presto arriverà l’Epifania e tutte le feste si porterà via.

Possiamo notare Don Alfio sulla destra, William sullo sfondo con in mano la schedina e al centro il piccolo Leonardo Driussi.

La partita successiva ci vede impegnati contro la Roma, facendo fomentare il nostro Imperatore che decide di tener fede al suo soprannome “il sanguinario”, girando per lo spogliatoio con una mannaia cantando l’inno della Lazio. Per evitare sgradite amputazioni, la squadra decide di allenarsi da casa attraverso dei corsi per corrispondenza: purtroppo le videocassette lasciate in eredità dal mister Mihai sono in rumeno e nessuno capisce un’acca. Tutto questo porta alla sconfitta maturata 2-1 contro i capitolini, che vanno a segno con Esposito e Pietrantonio. Solo Guzzi, in un momento di lucidità, si ricorda che per vincere bisogna segnare nella porta avversaria, mentre il collega di reparto Santilli appare più spaesato che mai, mangiandosi almeno due gol. L’attaccante di origini spagnoleggianti (Santigli o Santillo il suo vero nome, neanche lui se lo ricorda più) sembra soffrire di un piccolo problema agli arti inferiori, volgarmente detto “piedi a banana”: urge una convergenza oppure verrà rispedito nella Mancia, patria di Don Chisciotte e del nostro attaccante dalla mira sbilenca.

Trasferta in terra sarda per i nostri beniamini nel turno successivo, nella patria del porceddu e dell’Ichnusa, dove Sanna fa da Cicerone sulle specialità locali. Prima della partita ci ritroviamo a pranzo nel nuraghe dello zio di Sanna, un certo William il Giardiniere. Com’era logico aspettarsi, il tasso alcolico della squadra si alza in fretta. I giocatori del Cagliari, sicuramente più abituati di noi a contrastare gli effetti della birra giocano meglio, ma purtroppo per loro non sanno che Amendola è stato allevato fin dall’infanzia a latte e grappa di Pino, riuscendo quindi a segnare alla squadra isolana. I padroni di casa pareggiano con Cotta, che sfrutta una coscia d’arrosto per distrarre il portierone Castagnoli e così segnare; la gara si conclude 1-1, con Nico de “Nico i sardi” che urla dalla tribuna “Ajò, ti tiro un cazzotto eh!” all’arbitro, reo di non aver concesso il 19° minuto di recupero.

Nico che tenta di spiegare che “Il sardo è una lingua, l’italiano un dialetto”

Partita casalinga per la banda ciociara contro l’Americandy Siena, detto Siena per gli amici. La novità di giornata è la presenza di Camposarcone in porta al posto di Castagnoli: gli addetti ai lavori dicono infortunio, ma la verità è che durante la sessione d’allenamento Lorenzo ha ricevuto l’apparizione dell’Angelo Whis, pronto a insegnarli la tecnica dell’Ultra Istinto. Per chi non lo sapesse, la tecnica permette di schivare autonomamente ogni colpo: trasportata in chiave calcistica, permette al portiere di non subire mai gol, parando sempre la palla. Purtroppo sembra una tecnica troppo difficile da padroneggiare, dato che in partitella riesce a prendere gol persino da Santilli (che non ha ancora risolto i suoi problemi di convergenza, mortacci sua). Per dedicarsi all’apprendimento Casta rinuncia alla partita e, come dicevamo, lascia il posto a Camposarcone. Vinciamo 3 a 2 con gol di Generale e doppietta di Amendola (che giocatore!), in gol per il Siena Oteri al sessantesimo e Francesco Milone in pieno recupero di fine partita.

Il nostro Casta intendo ad allenarsi in montagna sotto la guida del maestro Whis

La penultima partita di settembre ci vede contro il Foggia in trasferta, dove si riconferma bomber in incognito il buon Amendola, autore del 2 a 1 definitivo. Gol di gran classe il suo, segno che la nuova disposizione in campo esalta le sue qualità. Il nostro primo gol lo segna mister Guzzi su rigore (se vi chiedete come faccia il mister a dare direttive e giocare in campo, vi invito a recuperare il numero del mese scorso, in cui chiarisco questa particolarità). Il giocatore su cui viene effettuato il fallo è Guzzi stesso che, sfidando ogni legge fisica, dopo essere stato appena appena toccato comincia a librarsi in aria franando al suolo ben 9.74 metri più avanti, battendo ogni record di salto in lungo passato, presente e probabilmente anche futuro. La squadra di casa era inizialmente andata in gol con Nisi, ma il nostro 1-2 ci ha portato alla vittoria.

Nel turno successivo, nell’ultima partita che andremo a raccontare in questo numero del giornale, siamo in casa contro la Fiorentina. Guzzi non può di nuovo essere in live, pertanto lascia il timone della squadra a Grasso, che si dimostra un esperto marinaio vincendo per 7-2. Man of the match sicuramente Guzzi con una tripletta, primo gol dopo solo 3 minuti e un rigore per lui. Al secondo posto si piazza Grasso stesso (oh no… di nuovo un caso di inception, aiuto…). A completare il tabellino dei nostri marcatori ci sono Ottaviani e Amendola con un gol a testa; quest’ultimo ormai ha riacquistato lo smalto della scorsa stagione dopo un inizio ballerino, tutto grazie alla cura del mister a base di spazzolino e dentifricio. Per la Viola i gol sono di Donà, che pareggia il primo gol di Guzzi, e di Leone, quando però ormai la partita era ormai indirizzata verso la nostra vittoria.

I risultati del mese di Settembre

Per questo mese è tutto, un caro saluti a voi lettori dell’Eco di Frosinone e al prossimo numero!

Emilio Ivaldi

Il big match di B: Roma-Entella

Ed eccoci qua a raccontare il big match dell’ultima giornata di Serie B Progetto Gaming.
Nella giornata iniziata ieri sera, e che si concluderà lunedì prossimo, si è giocato un match tra 2 dei top team della Serie B: Roma-Entella.
Una partita spettacolare quella di ieri sera all’Olimpico che i giallorossi si sono portati a casa grazie alle reti di Bruni, Leanza e Priori, ma soprattutto da sottolineare la grande prestazione tra i pali di Franco Mario Torcoli, che si esalta salvando la squadra capitolina in più di una occasione. Per l’Entella finisce nella lista dei marcatori Fernando Amoruso che riesce a trafiggere Torcoli con un gran diagonale mancino. Da sottolineare l’ennesimo infortunio per la rosa ligure che proprio non riesce a liberarsi della sfortuna.

Come cambiala classifica?
Questo match cambia molto la classifica della serie B che vede in testa Parma e Vicenza, entrambe a punteggio pieno dopo 3 giornate, a seguire in piena zona playoff troviamo Ancona a 7, Juve Domo, Empoli, Novara e Roma a 6 e infine a giocarsi l’ultimo post disponibile Cagliari e Lucchese entrambe a 4 punti. L’Entella dopo la seconda sconfitta stagionale è ancora lì, ma d’altronde si parla ancora di una classifica approssimativa e il campionato è ancora lungo. La Roma, invece, è partita con il piede giusto e, senza più l’Europa League di mezzo, sembra senza dubbio una delle favorite.


E le altre?
Le altre regalano comunque spettacolo: il Vicenza vince in trasferta il derby veneto contro il Cittadella, grazie al gol decisivo di Alessandro Sulsenti. Sempre nelle zone alte il Parma vince con un sonoro 3-0 in casa contro la Salernitana. Il Foggia non riesce ancora a trovare la prima vittoria e pareggia anche contro la Lucchese in trasferta, l’altro pareggio di giornata arriva da Brescia dove la squadra di casa e l’Ancona regalano una partita emozionante piena di gol, un vero spettacolo per il pubblico impari. Il Genoa finalmente trova la prima vittoria in campionato con un 2-1 in casa con un ottimo Trapani e ultima, ma non meno importante, il Novara, che agguanta 3 punti in casa dell’Akragas grazie ad un gol in zona cesarini di Kotu.

Tornando al big match di giornata, ecco le parole dei due allenatori, che si sono espressi così in merito alla prestazione della propria squadra:

Tommaso Molin: “Sono molto soddisfatto della vittoria perchè l’Entella è un avversario ostico e che darà del filo da torcere a tutti. Sapevo come avrebbero giocato e mi sono schierato a specchio, siamo stati bravi e fortunati, sono convinto che sarà un campionato equilibratissimo fino alla fine”

Claudio Però: “Non è assolutamente l’inizio di campionato che mi e ci aspettavamo, ovviamente abbiamo fatto svariati passi falsi e la fortuna come al solito non guarda praticamente mai in direzione di Chiavari, ma in ogni caso non voglio rimproverare nulla ai ragazzi, hanno giocato bene, sono stati in partita, si potevano concretizzare meglio delle situazioni IMPORTANTI come quella di Martini uno contro uno contro Torcoli e nel finale anche il tiro a botta sicura di Amoruso bloccato sempre da Torcoli, guardando le statistiche il risultato è abbastanza bugiardo, perché era appunto da portare a casa, ma Molin e i suoi hanno fatto una gara pazzesca, difensivamente parlando, mentre noi abbiamo abbastanza dormito in fase difensiva e questa cosa è quello che mi preoccupava di più, infatti da domani si riparte con gli allenamenti per evitare in futuro queste dormite.”

Pagellone ignorante Roma:

F.Torcoli: Voto 7,4. INVALICABILE. Questa è la parola giusta per descrivere la sua partita, blocca di ogni e cade solo sul gran gol di Amoruso, decisamente un gran portiere. #DANTEOUT

K.Stanev: Voto 7,1. Come tutta la difesa fa un’ottima prestazione, chiude tutti gli spazi alle punte dell’Entella e permette alla sua squadra di prendere solamente un gol, buona prova per il Christian Panucci di questa Roma

A. Pietrantonio: Voto 7,0. Il suo compagno difensivo fa una partita monstre, e lui si limita ad assecondarlo un po’ come Mancini con Smalling, gran prova anche la sua.

A. Cannavale: Voto 8,4. A Roma ne sono passati tanti come difensori centrali, ma l’unico che si potrebbe avvicinare a lui è Aldair, gli altri non sono nemmeno una sua unghia. “E CON IL NUMERO 33 ALFREDOOOO CANNAVALEEEE”

D.Raffioni: Voto 7,1. Buona partita del terzino sinistro giallorosso. Tante percussioni, ma soprattutto un’ottima fase difensiva per il Riise del Progetto.

A. Ingrassia: Voto 6,9. Purtroppo un infortunio non gli permette di esprimersi al meglio, esce al 60esimo e spera di non far la fine del “Monito” Diego Perotti

G.Priori: Voto 7.6. Un gol utile alla causa e un’ottima prestazione per far sognare i tifosi, dopo il gol corre verso la curva come fecero Totti ed altri dopo di lui. L’idolo della curva non li delude.

D.Saladino: Voto 6,9. Prova mediocre per il top del centrocampo della Roma, che alterna prove degne del miglior Falcao a prove degne del peggior Cristante. Nonostante ciò i 3 punti sono arrivati.

P.Leanza: Voto 7,3. Qualcuno lo fermi per favore, segna a raffica. Prima segna il gol dell’anno all’europeo, ora vuole devastare anche il campionato di serie B. Un vero e proprio trascinatore, il Dzeko del Progetto.

W.Esposito: Voto 6,9. Partita un po’ anonima per il Giuseppe Mascara di questa Roma, ma che basta per portare a casa i 3 punti. 0 gol 0 assist, ma tanta voglia di fare.

G.Bruni: Voto 7,9. Il capitano di questa splendida Roma brilla particolarmente e in alcune giocate ricorda il mitico Bruno Conti, i tifosi della Roma già sognano, ma lui vuole rimanere coi piedi per terra, ma se continua così ne sentiremo parlare ancora per molto.

Subentrati:

H.Bajrami: Voto 6,8. Entra al posto dell’infortunato Ingrassia e non gioca male, può fare molto di più, ma bisogna dargli tempo. Il cengiz under di questa Roma non incide.

A.Ferraris: Voto 6,7. Il cognome richiama subito allo storico capitano giallorosso Attilio Ferraris, ma lui sente la pressione di questo nome e non riesce a incidere in questa Roma, vedremo se in futuro giocherà meglio.

M.Minella: Senza Voto. Entra, ma troppo tardi per incidere al meglio, partita senza voto per lui.

Pagellone Ignorante Entella:

P. Fulco: Voto 6,3. Dalla tribuna si inizia a sentire il solito #FULCOUT, ma stavolta questo coro era per sorprendentemente per lui. Tutti i giocatori sono rimasti straniti da questa cosa. Rimane una pessima prova del buon Pier.

A. Di Matteo: Voto 6,7. Roberto Di Matteo vinceva la Champions League senza fare nulla, lui prova a imitarlo, ma non ci riesce e il suo Entella perde.

F. Trocchia: Voto 7,0. Il Migliore di una difesa molto traballante, un po’ come Manolas alla Roma difende per 5.

E. Fedeli: Voto 6,3. Ha avuto di certo momenti migliori, ma oggi proprio non andava, qualsiasi cosa facesse non andava a buon fine. Brutta prova per il centrale che si ispira a Sinisa MIhajlovic.

M. Ercole: Voto 6,6. Si ispira a Marco Motta e lo imita alla grande giocando una brutta partita. Insomma gli insegnamenti dell’ex Juve vanno alla grande.

L. Farina: Voto 6,3. Gioca male, e si fa pure male, non di certo la sua giornata, ma sappiamo che al suo ritorno vorrà fare molto meglio di adesso.

D. Fulco: Voto 6,8. A furia di sentire #FULCOUT il mister Però lo sostituisce, non capendo che per una volta nella vita, il coro non era per lui. Esce collezionando ciò che ama di più al mondo: i cartellini gialli.

M. Bàlor: Voto 6,7. #iostoconbalor oggi non incanta troppo, nonostante il gol arrivi da una sua cavalcata sulla fascia con conseguente cross sbagliato. Un Candreva che ci ha creduto di meno insomma.

F. Amoruso: Voto 7,0. Segna l’unico gol di questo Entella, non sarà una punta, ma che gol che fa. Complimenti a lui per aver segnato un gol in pieno stile Gallo Belotti.

C. Romanelli: Voto 7,0. Il nome degli avversari è nel suo cognome, tutto fa pensare ad una partita venduta, ma lui non fa questo genere di cose. Lui gioca bene, ma non basta a questo Entella che ha più sfiga della Roma fuffa.

F. Mart
ini: Voto 6,4. Di solito incanta in campo, oggi da fonti insicure ci arriva la notizia che abbia offerto un’ottima prova canora negli spogliatoi. Ovviamente è solo una voce, ma di una cosa siamo sicuri oggi in campo era irriconoscibile.

Subentrati:

E. Izzo: Voto 6,6. Entra, ma si ritrova solo soletto lì in mezzo al campo, corre come un matto, ma non riesce a fare tutto da solo. Qualcuno gli dia una mano per favore.

A. Giraldi: Voto 6,7. Il baffo più bello d’Italia entra e prova a combinare qualcosa, in campo non fa nulla, ma ha già 4 appuntamenti per la prossima settimana. E’ veramente un campione in quello che fa.

L. Rocca: Voto 6,7. Entra per sostituire uno spento Martini, che però in qualche modo passa il suo essere spento pure a lui. Non riesce a incidere in questa partita il ragazzo.

Articolo a cura di Calchi Alessandro.