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Daniele Minervino, una pesante eredità

Ciao Daniele, eccoci qua. Dicci un po’ chi sei, e come sei entrato nel progetto

Ciao Valerio, mi presento: sono Daniele Minervino, normale ragazzo di ventidue anni che ama i giochi manageriali. Sono entrato nel progetto grazie a Ferdinando Amoruso, giocatore dell’Entella. Da quel giorno il progetto è diventata la mia droga, tanto che ho persino deciso di acquistare e allenare il Taranto.

Già, il Taranto. Una squadra che sembra volare sia nella classifica del girone, che nell’attività generale: ben 0 inattivi. Quale è il tuo segreto?

Il mio segreto? Tenere il gruppo unito, e avere i giocatori giusti per il tipo di gioco che prediligo. Cerco sempre di dare il massimo, e mettere tutta la mia esperienza di giochi manageriali. Saremo pure una squadra nuova, ma chi pensa di poterci sottovalutare sbaglia.

È ancora presto per sognare la promozione, o pensi già di poter tagliare quel traguardo?

L’obiettivo, almeno sulla carta, sarebbero i playoff. Ma se arrivasse la promozione, non saremmo certo delusi…

Sei approdato da poco nella scottante panchina del Vicenza, dove i primissimi risultati non ti hanno esattamente sorriso; come mai questa trasformazione da Dr Jekill a Mr Hyde?

Pago sicuramente la poca esperienza in B. Sto imparando moltissimo nelle prime partite, ma non sono preoccupato. I risultati arriveranno, c’è solo la necessità di ingranare un momento. Già contro il Cagliari abbiamo disputato una grande partita, rischiando pure di vincerla al 90′ con il palo di Sulsenti.

Arrivi per sostituire un allenatore arrivato ad un passo dalla promozione in S4, e con il “fardello” di far rendere l’acquisto più oneroso dell’intera serie B; quanta pressione c’è addosso a Daniele?

La pressione la sento come è naturale che sia. Un po’ di paura di non essere il sostituto adatto c’è. Ma al tempo stesso questa grande sfida mi gasa, voglio riuscire a non far rimpiangere il vecchio allenatore. Riguardo Serafini, devo solo trovare il modo di farlo rendere al meglio. Ma rimane comunque un campione in campo e fuori, chiunque vorrebbe avere la fortuna di allenarlo.

Abbiamo intervistato il Daniele presidente, il Daniele allenatore, passiamo al Daniele giocatore; quali obiettivi ti poni singolarmente, e quali di squadra, per il tuo Pordenone?

E’ una bellissima squadra con un mister preparatissimo e Luca bisceglie, che non ha certo bisogno di presentazioni. Vorrei portare il Pordenone in A, e sento che ci siano tutti i presupposti

Spero tu possa raggiungere tutti i tuoi obiettivi, allora. Grazie mille Daniele!

L’Eco di Frosinone – Luglio & Agosto

Un saluto a voi tutti cari lettori di The World of Football, inauguriamo quest’oggi una nuova rubrica: in qualità di DS e terzino sinistro del Frosinone del presidente William Cioè, alla fine di ogni mese di gioco uscirà un resoconto delle partite della squadra, condita da rumors di spogliatoio e da approfondimenti sui personaggi che rendono unica questa squadra all’interno del Progetto e di cui sono fiero di far parte. Tenterò di dare una leggera vena comica a questi articoli, sperando possa strappare un sorriso a voi tutti. Cominciamo con un breve riassunto di luglio per poi focalizzarci sull’inizio del campionato.

Amichevoli estive positive per la squadra, tre vittorie, una sconfitta e un pareggio per i nostri leoni ciociari, dove il mezzo passo falso arriva contro il Lugano (a seguito di un tacito accordo tra gli avversari e i due svizzeri di Frosinone, Leonardo Driussi e Raoul Guzzi), la sconfitta contro il CSKA Mosca e le vittorie contro il Salisburgo, il Rijeka e il Trapani, avversario di pari livello, che ci ritroveremo ad affrontare nella Serie B PG.

Chiuso il mercato con gli ottimi innesti di Giorgio Sciubba e Leo Vecchio (che poi in realtà è giovane, ma va beh…) e con l’arrivo dal Perugia, nostra affiliata, di Marco Mulinacci, del nuovo iscritto Mattia Natale e del rientro nel progetto di Leonardo Driussi, detto anche Rompi Ban, la brigata Frosinone è pronta a dar battaglia in tutti gli stadi d’Italia.

Neanche comincia il campionato che il terzino sinistro titolare, alias me stesso, si infortuna (e ti pareva…) costringendomi a tornare all’antica professione che avevo ad inizio carriera: l’addetto alla griglia per la braciolata post partita. La squadra, priva del suo vero presidente (Parrotto triggered), gioca la partita più strana della stagione, perdendo 4-6 contro il Cittadella, con gol dell’Imperatore Lars I Fedeli, doppietta di Francesco “Ghenerale” e di Simone Santilli. Per gli avversari, al 1° minuto partenza lampo di Giuseppe Castaldi, che bisserà poco dopo, doppietta anche per Francesco Scali, gol di Pardo Vizzarri e autogol del “Maldini di noi altri”, Giorgio Sciubba.

Anche la partita successiva vede la squadra perdere: nonostante il gol del primo minuto questa volta sia nostro da parte di Raoul Guzzi, Alessio La Regina con una doppietta porta il risultato finale sull’1-2 per la Salernitana. Nello spogliatoio si comincia a respirare un’aria pesante: mi ero dimenticato le salsicce sulla griglia. Il mister Gianmarco Antonucci, non presente in live, cercava comunque di connettersi al mondo del PG attraverso il proprio cellulare; purtroppo per lui, non sapeva che il Nokia 3310 non ha connessione internet.

Il mister che tenta di entrare nel server, con scarsi risultati

Alla terza partita torna in campo l’uomo simbolo della squadra, il trascinatore con il suo 8 di carisma, mister “Mi potenzio con 1M per la S5” Emilio Ivaldi, e porta tutto il suo influsso positivo alla squadra, che infatti riesce a bloccare sullo 0-0 in casa il Parma, vera rivelazione del campionato di B a cui vanno i nostri complimenti. La quarta di campionato ci vede finalmente vincitori 3-2 contro il Vicenza: doppietta dell’Imperatore Fedeli e rigore del Capitano Antonucci, in gol per gli avversari Sulsenti con una doppietta. La novità della serata è che allena lo svizzero Guzzi, causa indisposizione del mister: impostando il suo navigatore satellitare era finito allo stadio del Frosinone fuffa, invece di quello PG. Questo episodio desta dal suo sonno “il mostro di Frosinone”, detto anche William Cioè, che decide di esonerare il mister Antonucci, affidando in modo ufficiale il timone della squadra all’alpino Guzzi.

Mister Guzzi insegna a come colpire bene il pallone

La prima in panca per il nuovo mister comincia subito sotto una cattiva stella causa crash di FM, e ci vede di nuovo sconfitti contro l’Akragas 2-4; i gol sono di Iacona e di Generale dietro la collina, ci sta la notte… ah no, scusate, Generale soltanto. L’Akragas va in gol con Lucatelli, Zalotov e doppio gol di Papaleo. Nello spogliatoio cominciano a girare strani voci: sono i vocali di Fedeli, noti per la loro brevità, in cui si sentono risuonare sinistre parole, “forca, calderone d’olio bollente, impiccagione”, ma si cerca di mantenere la calma e i nervi saldi. Atteggiamento che porterà a vincere 4-0 in Coppa Italia contro la Reggina con gol di Santilli, Fedeli e di Alfio Grasso, detto il Maestro. In rete anche Guzzi, per cui ecco il primo caso di inception in cui Guzzi allena Guzzi e Guzzi segna; fa venire il mal di testa subito, ma poi uno ci si abitua.

L’ultima partita del mese ci vede contro il Trapani, che già avevamo battuto a luglio: anche questa volta una nostra vittoria, 4-1, con doppietta di Guzzi (allenato da Guzzi… vedete che la seconda volta risulta già più facile da capire?) Sciubba e “Ghenerale”, mentre per gli avversari segna Ivan la Cava. Chiusura del mese positiva, che ci porta a 7 punti ma con una partita ancora da recuperare, e che ci fa ben sperare per una nostra rapida risalita in classifica.

Le partite di Agosto

Menzione extra-campo degna di nota: siamo stati citati e presi come esempio da seguire nell’articolo del collega Salvatore Grassadonia sui bonus di B, lo ringraziamo e io dico GRAZIE alla squadra e ai giocatori che ci sono, tutte persone fantastiche e che mettono passione ed impegno in quello che fanno. FORZA FROSINONE!

Per questo mese è tutto, sperando vi sia piaciuto, ci rivedremo il mese prossimo con l’Eco di Frosinone.

Articolo di Emilio Ivaldi

Genoa – Juve Domo: sfida a tutta fascia

Il Genoa si sa, non è partito nel migliore dei modi.

I rossoblù non sono partiti in maniera ottimale in questa quinta stagione di ProgettoFM. Le sconfitte contro Empoli, Vicenza, Cagliari ed Ancona hanno fatto precipitare i ragazzi di mister Maso nel fondo della classifica, nonostante i pronostici di gioco li considerino da secondo posto certo.

Con una propensione offensiva, il Genoa sembra avere il proprio punto debole nella transizione sulla fascia sinistra, presieduta da Truddaiu come terzino sinistro e Cocco come centrocampista centrale sinistro. Il primo predilige spingersi avanti, mentre il secondo ama chiudere le triangolazioni, con i due esterni difensivi Truddaiu e Busco che hanno una percentuale di passaggi completati del solo 70%.

Sempre i terzini sono la culla delle azioni genoane, secondi solo alla coppia di centrocampo Cocco/Rafaniello.

Nella Juve Domo, di contro, potrebbero risultare decisive le prestazioni di Samuele Mora e Carmine Marciano, rispettivamente terzino destro e sinistro. I due, infatti, hanno una media di due contrasti vinti a partita, risultando decisivi in fase di riconquista palla, grazie anche alla solidità dei due centrali De Rita e Feldkircher.

In difesa, i grifoni dovranno prestare particolarmente attenzione ad Ivan Rubino, attaccante di manovra molto dotato tecnicamente e autentico playmaker degli ultimi metri dei domesi.

Comunque andrà, speriamo di vedere un bello spettacolo alla De André Arena.

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Grafiche a cura di Rudy Zago.

Valerio Arnone: Vicenza, capelli bianchi e tachicardia

Quest’oggi abbiamo con noi il presidente del Vicenza Valerio Arnone. Non credo ci sia bisogno di presentazioni quindi direi di cominciare. Diamo uno sguardo al passato: cosa le ha lasciato la scorsa stagione in eredità?

Beh… Un mucchio di capelli bianchi e tachicardia per quanto riguarda il Vicenza e PG. Fortunatamente ho raccolto anche una promozione con l’Empoli grazie ad un gruppo fantastico.

Il Vicenza è stata la vera rivelazione della scorsa stagione di Serie B. Cosa ha impedito a questa squadra di fare quel piccolo passo che mancava per quella che sarebbe stata una vera e propria impresa?

Ad inizio stagione la squadra non versava in ottime condizioni, portarla a quei livelli è stato molto faticoso. Non eravamo neanche pronti ad un campionato del genere, neanche il più ottimista lo avrebbe pensato. Certamente è mancata un po’ di esperienza gestionale da parte mia e anche in fase di mercato. Tutte responsabilità mie comunque. Ora stiamo cercando di costruire un progetto a medio-lungo termine che ci porti in A nel giro di 2 anni.

Ha fatto molto scalpore l’acquisto di Serafini per ben 4 milioni. Pensa quindi che il prossimo anno la squadra andrà all-in per la promozione?

Difficile dirlo, ci sono tantissime squadre più attrezzate e probabilmente più pronte. Penso al Genoa appena retrocesso o alla Roma che ha sfiorato la finale di coppa. Sono squadre che di certo non sfigureranno. Senza tralasciare squadre con cui abbiamo già lottato l’anno scorso.

Le rivelazioni sono sempre belle sorprese, ma la parte difficile è confermarsi dopo. Il Vicenza è proprio in questa situazione, con molte squadre che ormai si adegueranno. Come penserà di confermare lo status di top team della Serie B?

Possiamo sempre non confermarlo… Scherzi a parte, gli occhi ora sono puntati anche su di noi, dovremo essere bravi a saper gestire la maggiore pressione e colmare la grande lacuna che è mancata l’anno scorso: l’attività.

L’attività… A proposito, i giocatori hanno fatto un’annata eccezionale, cosa pensa possa essere utile per tenere alta l’attività e la voglia dei giocatori? Teme la cosiddetta “pancia piena”?

Assolutamente no, anzi, la scorsa stagione è stata un punto di partenza, non di arrivo. L’attività viene sicuramente agevolata dalle prestazioni, inoltre ora abbiamo alle spalle una stagione insieme quindi sarà più facile fare gruppo.

Ok il grande acquisto di Serafini ma ci sono state anche cessioni dolorose. Vuole dire qualcosa in merito?

Abbiamo perso splendidi ragazzi, che per un motivo o per un altro sono andati verso altri lidi, ma credo sia una cosa normale e necessaria nel mondo del calcio.

Bene ora guardiamo avanti. La stagione del Vicenza è costellata da grandi aspettative. Prometterà qualcosa ai giocatori in caso di vittoria finale?

Si, prometto che smetterò di frustarli. No, comunque non ho ancora fatto promesse, ma chiaramente ci sarà qualcosa di grande qualora dovessimo chiudere la stagione nel migliore dei modi.

Bene concludiamo con un’ultima domanda. Cosa vuole dire a tutte le avversarie del Vicenza di quest’anno per la promozione?

Che sarà un’altra stagione combattuta e, ovviamente, vinca il migliore.

Grazie mille per la disponibilità presidente Arnone e… Buona fortuna!

Le interviste impossibili – Giovanni Gallo

Ai microfoni di Devil Project quest’oggi Giovanni Gallo. Incomincia la sua carriera da allenatore all’Ascoli sfiorando un piazzamento playoff per poi approdare, dalla prossima stagione, sulla panchina dell’Empoli. Come calciatore ha militato nel Cesena, nella Lucchese e attualmente nel Genoa, ricevendo anche una chiamata azzurra. 

Buongiorno mister, partiamo subito con l’argomento clou dell’intervista: il suo passaggio, nella prossima stagione, alla guida dell’Empoli del presidente Arnone. Ci racconti un po’ come si è svolta la vicenda.

Il passaggio all’Empoli è stato abbastanza casuale, conosco il DS in “real life” e mi aveva proposto scherzando la panchina, poi una chiacchierata con Arnone mi ha convinto ad accettarla.

Il mister Roberto Casalati è riuscito a dominare il girone con numeri impressionanti: 34 vittorie, 152 gol fatti e punteggio record di 103 punti. Per la prossima stagione lei intende continuare nel solco da lui tracciato o ci dovremo aspettare rivoluzioni di modulo ed interpreti?

Roberto è un maestro, spero di riuscire a fare la metà di quello che ha fatto lui in C e, piccolo scoop per voi, sono scuola Casalati come allenatore. Quindi le tattiche saranno simili, tranne che per qualcosina; gli interpreti sicuramente cambieranno poiché in B ci vogliono altri giocatori ma questo è un discorso che non mi compete.

Parliamo ora della stagione appena conclusa; con l’Ascoli è arrivato appena fuori dalla zona playoff, cosa le è mancato secondo lei per raggiungere quel traguardo?

Con l’Ascoli siamo partiti a metà stagione ed eravamo dietro di tanti punti, quindi sono orgoglioso del risultato raggiunto dai ragazzi; in campionato ho affrontato una sola volta l’Empoli e ho preso una bella manita, lascio a voi le considerazioni.

Parliamo ora della sua carriera parallela da calciatore: purtroppo il Genoa, squadra che l’ha da poco acquistata, è retrocessa in serie B. Cosa non ha funzionato durante la stagione?

Al Genoa, secondo me, si è sofferto il passaggio da una piattaforma all’altra, e anche una buona dose di sfortuna ha fatto la sua parte.

Ha al suo attivo anche una convocazione in Nazionale maggiore, per le amichevoli Italia-Norvegia e San Marino-Italia. Come si è trovato all’interno del gruppo azzurro, e quali sono state le sue emozioni per la prima convocazione da parte del CT?

Per quanto riguarda la Nazionale, ho giocato uno spezzone di gara contro la Norvegia e gran parte della partita contro San Marino dove ho esordito da titolare e sono riuscito a fare due assist. Le emozioni sono state enormi poiché venivo da un lungo periodo di inattività e grazie ad alcune persone sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Lo spogliatoio azzurro è magnifico, essendo il nuovo arrivato sono stato bullizzato e ci sta pure. (ride, ndr)

Scendendo in B perderà la possibilità di essere nuovamente convocato, stando alle regole imposte dal CT De Donatis. Intende restare al Genoa o, se le arrivasse una congrua offerta da una squadra di A, chiederebbe la cessione per poter rimanere nel giro della nazionale?

No comment sui trasferimenti.

Domanda a bruciapelo: se potesse portare a Empoli un qualsiasi giocatore, anche di A, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Se potessi portare un solo giocatore dalla A sicuramente sarebbe Federico Gallarato della Lazio, attaccante di razza pura. Grazie per l’intervista e il tempo concesso.

Grazie a lei e in bocca al lupo per la sua nuova avventura in panchina.


Articolo di Emilio Ivaldi

Foggia, “botti” di fine campionato.

di Giovanni Nisi

In un campionato ormai giunto al termine, per le squadre con l’obiettivo salvezza già raggiunto è tempo di pensare al futuro, al mercato, alla prossima stagione e anche fare qualche esperimento per nuove tattiche. Il Foggia di mister Marchi, decide di far vivere questi ultimi scampoli di campionato ai propri tifosi senza farli annoiare. Arriva infatti una roboante vittoria contro il Chievo, vittoria a tratti neanche lontanamente immaginata.

LA PARTITA

I rossoneri si presentano inizialmente con un 4-2-3-1 con Cruccu e Martellosio ad agire come ali. Con un Micheli in versione trequartista, il resto del centrocampo viene confermato secondo gli standard della stagione. Confermato Sassu da difensore centrale, nel suo nuovo ruolo dopo una prima parte di stagione da mezz’ala.

Foggia che a sorpresa va in vantaggio al minuto 8 con il gol di Martellosio. Chievo che subisce il contraccolpo, stupito dall’immediato vantaggio dei rossoneri. Partita molto fallosa, come dimostrato dai ben 6 cartellini gialli totali (2 per il Foggia, 4 per il Chievo). Foggia che cerca di gestire il prezioso risultato con gli inserimenti di Carrara, Petrakiev e Niglio. La partita prende una piega definitiva nei minuti finali quando prima Cruccu segna il gol del 2-0 e poi Giunti subisce un infortunio che complica ulteriormente i piani dei gialloblù.

A confermare le intuizioni di mister Marchi il voto di migliore in campo dato a Sassu, autore di ben 5 contrasti decisivi, che termina l’incontro con il voto di 8,3. Seguono, per citarne solo alcuni, Martellosio con un’ottima prestazione da 8,2 seguito da Carbutti con 7,6 e, con un voto ex-aequo di 7,3 Cruccu e Zaffuto.

Partita sicuramente da ricordare per i rossoneri, soprattutto in vista della prossima stagione dove, per continuare a livelli anche più alti dovranno sfornare prestazioni di questo tipo con maggior frequenza. Ultimo appuntamento di campionato del Foggia in questa Serie B PG è dato alla prossima giornata dove affronterà la Salernitana.

Le interviste impossibili – Raoul Guzzi

Quest’oggi intervistiamo Raoul Guzzi, giocatore del Frosinone e mister del Campobasso.

Buonasera mister Guzzi, grazie del tempo che ci dedica per questa breve intervista. Da quanto tempo fa parte di Progetto FM?

Ho conosciuto il progetto attraverso un amico e sono attualmente alla mia seconda stagione, prima ero alla Casertana e poi sono stato acquistato dal Frosinone.

Oltre ad essere calciatore si sta cimentando con la carriera da allenatore; come sta andando la sua esperienza sulla panchina del Campobasso?

Molto bene direi, sia a livello di risultati che a livello di gruppo. Abbiamo un gruppo di persone fantastiche, sia i dirigenti che i giocatori. Avendo questi fattori si hanno anche i risultati.

Se le arrivasse un’offerta da una squadra di B o addirittura di A, si sentirebbe già pronto per il salto di categoria?

In A forse non ancora ma in B si, anche perché sono già stato sondato per una panchina in B.

Il Cagliari ha vinto il suo girone e verrà promosso in serie B, lei crede che riuscirà a raggiungere una salvezza tranquilla il prossimo anno? 

Secondo me possono salvarsi e lo spero con tutto il cuore dato che sono in parte sardo e tifo anche Cagliari nel fuffa. Gli auguro ogni bene, quindi.

Parliamo un po’ della sua attività da calciatore. Attualmente si sta giocando la serie A con il Frosinone di mister Antonucci, come si trova in quell’ambiente?

Mi trovo molto bene, sia con i membri della dirigenza che con lo staff che con i compagni. Siamo un gruppo molto unito ed è anche così che si spiegano i risultati.

Se potesse prendere un giocatore del Frosinone e portarlo al Campobasso per l’anno prossimo, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Diciamo che prenderei Amendola, dato che è molto forte e si adatta perfettamente alle caratteristiche del mio gioco.

In futuro ha intenzione di ricoprire altri ruoli all’interno del progetto o si ritiene già soddisfatto così?

Sì, mi piacerebbe anche diventare presidente, ma più in là e non ora di certo.

Sogno nel cassetto da calciatore e da allenatore?

Da calciatore arrivare innanzitutto in serie A con il Frosinone e poi raggiungere la salvezza ed in futuro anche la Champions.
Come allenatore vorrei la stessa cosa.

La ringrazio e le auguro un buon proseguo di carriera sia in campo che in panchina.

Articolo di Emilio Ivaldi.

IlCarro intervista Lorenzo Savini

Lorenzo Savini, benvenuto. Ci parli di lei nel Progetto e al di fuori di esso.
Allora, innanzitutto un caloroso benvenuto a tutti i lettori che hanno deciso di perdere tempo leggendo le mie dichiarazioni. All’interno del Progetto sono un centrocampista dell’Avellino. Altri ruoli, al momento, non ne ho.
Al di fuori del Progetto sono uno studente universitario che vive tra Rimini, città dove risiede la mia famiglia, e Forlì, città dove studio.

Prima di parlare dell’Avellino, è noto che ultimamente è stato piuttosto vicino agli admin dando loro una mano nell’organizzazione di Progetto Gaming, non solo per quanto riguarda FM. Vuoi parlarci di questa esperienza e magari far capire ai lettori il grande dietro alle quinte di PG?
Sì, sicuramente i più attivi e i più presenti si saranno accorti che non sono un utente “nullafacente”. Da qualche mese a questa parte è nata una grande amicizia soprattutto con Alessandro, con il quale ho un gran bel rapporto. Naturalmente vado d’amore e d’accordo con tutti gli admin, ma sento quotidianamente Alessandro per i più svariati motivi, ed è per questo che ci fidiamo l’uno dell’altro (almeno dal mio punto di vista).
Comunque, mi sono accorto di una cosa “lavorando” dietro le quinte e dando una mano: Progetto Gaming ha un enorme potenziale, sotto tutti i punti di vista. L’entrata della società Crema all’interno di Progetto Football Manager è solo l’inizio di ciò che accadrà. Bisogna continuare a crederci e lavorarci tutti i giorni, perché Progetto Gaming si può togliere tante soddisfazioni. Forse è proprio questo il miglior pregio di Alessandro: la costanza.

Un suo pensierò più sviluppato sull’ingresso del Crema Calcio?
È un grandissimo passo in avanti per Progetto Gaming. A mio parere entrare anche nel mondo del calcio reale o fuffa che dir si voglia è un ottimo modo per farsi conoscere. Chissà, magari un giorno potrò dire “ho giocato con Javier Zanetti”…
A parte gli scherzi, ora bisogna saper gestire bene tutto il gruppo, ancora di più di come non si sia già fatto: bisogna far cogliere a tutti l’importanza di quanto accaduto e al tempo stesso non tralasciare gli altri 2300 utenti che ci sono. È un lavoro molto difficile, ma a farlo ci sono delle persone in gamba, quindi sono molto fiducioso.
Detto ciò, forza Crema!

All’Avellino invece come sta andando?
Molto bene. Ad essere sinceri all’inizio ero parecchio titubante: aspettai molto prima di ascoltare l’offerta del DS Damiano Mattia, insieme ad uno degli ex presidenti Nicolò Baiardi. Proprio per questo motivo scelsi di inserire una clausola all’interno del mio contratto, di modo tale che un club fosse libero di pagare quella cifra e comprarmi senza problemi.
Inizialmente anche in-game la situazione non era rosea: la squadra era un tantino altalenante, sbagliavamo partite molto semplici. Ultimamente però abbiamo iniziato a vincere tanto e giocare bene, con conseguente miglior attacco del campionato e quarto posto a -4 punti dal Vicenza capolista. L’obiettivo è sicuramente quello di centrare la promozione diretta, ma le avversarie sono molto forti. Staremo a vedere.

Per quale motivo ha deciso di lasciare il Milan per andare comunque in Serie B?
Inizialmente, dopo lo scandalo Serveropoli avevo intenzione di rimanere. Ci sono stati alcuni fatti, che non starò qui a citare, che mi hanno fatto cambiare idea e chiedere la cessione all’allora DS Bicocchi. Le uniche due squadre interessate erano Inter e Avellino, ma la prima non formulò mai ufficialmente un’offerta. Ecco quindi come sono arrivato all’Avellino.

Ci parli dell’atmosfera dello spogliatoio dell’Avellino. Ci sono dei leader o qualcuno che tira le fila in particolare?
Diciamo che, essendo uno dei membri più attivi nel Progetto e aiutando anche gli admin quando necessario, sono diventato per tutti un punto di riferimento. Anche il mio mister e il mio DS ogni tanto mi chiedono qualcosa, ma l’atmosfera è molto bella… si ride, si scherza insieme. Come in molti spogliatoi c’è chi è più presente e chi meno, ma siamo tutti in armonia, uniti per centrare la promozione. Una menzione in particolare la vorrei fare per Damiano Mattia: sta svolgendo il ruolo di direttore sportivo in maniera impeccabile, fa i salti mortali per tenere attivo tutto il gruppo (finora in questa stagione non abbiamo avuto malus inattività se non per un giocatore che ha abbandonato il Progetto). Quindi vorrei fargli i miei più sentiti complimenti, perché dal mio punto di vista, sta svolgendo un ottimo lavoro.

E Scarpati, invece, che tipo di allenatore è? Alcuni dicono sottovalutato.
Mi metto in prima fila ad urlarlo: Scarpati secondo me è uno degli allenatori più sottovalutati all’interno del Progetto. Mette grande voglia, prepara ogni gara al meglio. È anche un ragazzo molto simpatico, si sta bene con lui. È proprio il prototipo di allenatore che secondo me si dovrebbe sedere sulla panchina di ogni squadra di questo GDR.

Alla luce delle belle parole spese finora, se non dovesse essere Serie A a fine stagione, resterebbe ad Avellino?
Tutti vogliono che io rimanga, ma non ne sono così sicuro. Ho due clausole diverse, in base alla categoria nella quale l’Avellino giocherà la prossima stagione. Penso che faremo fede alle clausole per vendermi, perché sono dei prezzi ragionati e giusti per il mio cartellino.
Traendo le somme, non penso di rimanere ad Avellino se non dovessimo salire in A. Ma manca ancora qualche mese, quindi staremo a vedere cosa accadrà.
Tengo a precisare che adesso, il primo obiettivo, è arrivare in Serie A. Al mercato ci si penserà a tempo debito.

Lei stesso ha ricordato la sua forte presenza all’interno del Progetto. Ma è vero che sta pensando di cimentarsi anche come allenatore, magari a partire dalla prossima stagione?
Si, è proprio così. Ho organizzato e partecipato al Fantasy PG, dove sono arrivato agli ottavi e ho perso contro un grandissimo allenatore come Fabrizio Lopresto. Al torneo di FM Milano ho fatto una figuraccia, ma lasciamo perdere. Voglio mettermi in gioco, soprattutto nella gestione dello spogliatoio: voglio essere protagonista di Progetto Football Manager, in tutti i suoi aspetti.

E da dove le piacerebbe partire?
Domanda molto interessante. Sicuramente la Serie C sarà la mia ultima scelta. Non perché sia meno attraente o meno competitiva, ma perché vorrei allenare in tempo reale la mia squadra. Quindi sceglierei la Serie A perché ho notato che la Serie B è molto più competitiva: non c’è un divario tecnico enorme tra le squadre di B nelle prime 15 posizioni, ogni gara è sofferta. In Serie A invece non è proprio così secondo me. Mi proposi come allenatore del Drink Team per la prossima stagione, quando Trojer diede le dimissioni. Filippo non mi scartò a priori: sarebbe una bella sfida con la quale iniziare.

E questa Serie B così competitiva secondo lei chi la vince?
Chi la vince non saprei dirlo, ma so dire che Chievo e (spero) Avellino saranno le due squadre che otterranno la promozione diretta. Per i play-off vedo bene il Frosinone o il Benevento: Frattoni è un grande allenatore, si toglierà delle soddisfazioni.

Tornando a Progetto Gaming in tutte le sue sfaccettature, ci può svelare qualche anticipazione su qualche novità che arriverà da qui a breve?
Il canale Twitch di Progetto Gaming sta crescendo sempre di più, grazie anche alla forte community di Progetto Football Manager che segue le live anche al di fuori del Progetto Calcio. Prossimamente arriveranno altri streamers per arricchire ulteriormente la programmazione giornaliera di live sul canale e molto altro è in cantiere!

Bene, grazie per il suo tempo, concludiamo pure con un suo pensiero libero a piacere.
Spero vivamente di incontrare il Genoa in Serie A il prossimo anno. Grazie a voi per l’intervista!





Giovanni Esposito: il Cesena nel cuore ma il futuro ancora incerto

Per parlare del magic moment del Cesena e del mercato che verrà, abbiamo intervistato uno dei protagonisti della cavalcata dei romagnoli dalla serie B ai piani alti della massima serie, Giovanni Esposito.

Giornalista: “Ciao Giovanni e grazie per il tempo concessoci. Come ti stai trovando a Cesena?”.
Esposito: “Grazie a voi, è sempre un piacere sedermi qui. Cesena è diventata la mia seconda casa e attualmente sono fiero di farne parte. Serafini mi ha dato quel piglio in più per risollevare il mio umore e fare di me il calciatore che sono adesso. Abbiamo fatto una bella cavalcata in B e attualmente stiamo facendo bene in A dove tutti ci danno per spacciati. Questi due anni sono stati intensi e mi hanno regalato emozioni che difficilmente riuscirò a trovare altrove”.
Giornalista: “Iniziamo con la promozione storica in serie A: non eravate tra le candidate eppure dopo un incredibile  recupero siete arrivati a giocarvi la serie A ai playoff, che si sono chiusi con la vittoria in finale contro il favorito Chievo. Ti va di raccontarci come hai vissuto emotivamente questa cavalcata?”.
Esposito: “Guarda, è stata una promozione sofferta. Il punto si è avuto con l’arrivo di Arrigo che ha macinato gol e di conseguenza punti. Ricordo che a poche giornate dalla fine facemmo un patto spogliatoio che ha retto e anche tanto. La cosa che ricorderò con piacere sono le lacrime che abbiamo versato alla fine di quella bellissima finale. Tante emozioni”.
Giornalista: “E ora la serie A. Eravate dati per spacciati ma avete smentito tutti macinando bel gioco e risultati fino ad arrivare ad assaporare l’aria di alta classifica. Come state vivendo questo momento?”.
Esposito: “Siamo fiduciosi. Ovviamente non ci montiamo la testa perché il campionato è lunghissimo ma sappiamo di poter fare bene. Stiamo vivendo un momento quasi magico oserei dire, ma il calcio è strano, lo sappiamo tutti! Spero di lasciare un buon ricordo nella mia Cesena”.
Giornalista: “A proposito di mercato, sei stato inserito nella lista trasferimenti per la prossima stagione, come mai questa decisione?”.
Esposito: “Guarda, è stata una scelta maturata con il tempo. Dopo due anni sento la necessità di provare qualcosa di nuovo  e rimettermi in gioco con altri ambienti. Devo ringraziare Cafarella che sta trattando la cosa con la massima trasparenza nei miei confronti. È difficile attualmente trovare un DS che ti avvisi giorno dopo giorno delle squadre che hanno chiesto informazioni per te”.
Giornalista: “Che ne pensi della Juventus? Sarebbe una destinazione gradita in caso venisse formulata un’offerta per te?”.
Esposito: “La Juventus è certamente una potenza del campionato e merita la mia profonda stima ed il mio totale rispetto. Ad oggi non penso ci siano interessamenti per la mia figura e non me la sento di esprimere una preferenza fino a che avrò un quadro più chiaro di chi ha fatto richiesta per me”.
Giornalista: “Parlaci del tuo rapporto con Ciampaglia, Croatti e la città di Pisa”.
Esposito: “Un napoletano in una terra ignota. La compagine pisana è spuntata veramente dal nulla e sono stato veramente contento di accettare l’incarico offertomi dal presidente Croatti. Lui e mister Ciampaglia sono persone aperte al dialogo e che lavorano 24h al giorno alla causa pisana. Sono convinto che prima o poi riusciremo a portare il Pisa ai livelli che merita”.
Giornalista: “Come vedi il Napoli di quest’anno? Ti piacerebbe tornare ad indossare la maglia della squadra della tua città un giorno?”.
Esposito: “Il Napoli ha veramente cominciato con il piede giusto. Lo scorso anno ricordo che ha fatto fatica a restare in A, ma fortunatamente con gli innesti giusti è riuscito a costruire una corazzata solida. Li ho lasciato molti amici tra cui il capitano De Michele e il mister Ponticelli con il quale mi sono riavvicinato da poco. Beh, chiedere ad un napoletano se vuole tornare a vestire quella maglia è come chiedere a qualcuno se vorrebbe passare una notte con la Leotta (accenna un saluto a Diletta Leotta N.D.R.).
Giornalista: “Cosa vorresti dire ai tifosi del Cesena?”.
Esposito: “Voglio ringraziarli per tutte le emozioni che mi stanno regalando e voglio rassicurarli perché sono in ottime mani. La dirigenza sta facendo un lavoro eccezionale e sono sicuro che riuscirà a fare bene nelle prossime  stagioni. Non voglio lasciarli a bocca asciutta questa stagione e lotterò per portare un risultato a casa”.
Giornalista: “Ancora grazie per la tua cortese disponibilità, ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per il futuro”.
Esposito: “Grazie a voi ragazzi”.

IlCarro intervista: Claudio Manfredi Franco, il Dittatore del Brescia.

Buongiorno Claudio, grazie per accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, è sempre un piacere.

Iniziamo subito chiedendo, chi è Claudio Manfredi Franco al di fuori del Progetto Gaming?

Sono un classico studente fuori sede, che lavoricchia quando può. Studio psicologia.

Sappiamo anche che sei un grande appassionato di Film, Serie TV e Anime, perciò vorrei farti una particolare richiesta, potresti paragonare i seguenti ragazzi: Campagna, De Donatis, Gallarato, Michelini e Trojer insieme ad altre persone conosciute al Progetto, a dei personaggi di opere che hai visto?

Come lo sapete? Dai simpatica sta cosa. Trojer, direi Marshall Eriksen. Bravo ragazzo, solare e amico di tutti, ogni tanto un po’ sfigato. Gallarato sembra un po’ Gohan, potenzialmente una bomba, ma troppo insicuro per incidere realmente. Michelotto, direi DitoCorto. Organizzato, con un fine e sempre sorridente con tutti. Add, Saitama. Campagna ha il disturbo narcisistico di Don Draper, e gli uccellini di Varys. Io sono un Bojack Horseman, con la cazzutaggine dei protagonisti degli Shonen Jappo. Per gli altri, beh, perderei tempo che vorrei spendere per parlare di Me e del Brescia.

Chi sei invece all’interno del Progetto?

Mister del Brescia, fantasista del ProgettoGaming.

Puoi raccontarci la tua storia? Come sono state le tue esperienze al Lecce, al Livorno e ora al Progetto Gaming come calciatore?

A Lecce è andato tutto bene, promozione diretta ma gruppo non presentissimo. A Livorno non ho espresso al massimo le mie capacità, giocando con poca costanza. Nel PG ho trovato un bel gruppo e un gran Mister. Mi diverto e non sono presenti elementi nocivi.

Parliamo di elementi “nocivi”, a un certo punto della tua carriera la tua strada si è incrociata con quella di Tommaso Altomare, potresti raccontarci la storia del “Dissing”?

Non ho dissato nessuno. Non parlo mai male a vuoto. Ho elencato dei fatti, dei comportamenti scorretti, oltre ad aver giustamente sottolineato una scarsezza fuori dal normale in termini di competenze in game. Il tempo mi ha dato ragione. Ripeto, non parlo mai a vuoto.

Passiamo finalmente al Claudio allenatore, sempre per l’angolo della Tattica, hai delle Chicche Tattiche da poter illustrare ai nostri lettori? Consigli per il Cambio da FM17 a FM19?

Certamente, sono pieno di chicche tattiche. Se volete lezioni, vi faccio un prezzo di favore. I soldi li devolverei interamente in beneficenza, nelle mie tasche. Aggratisse, mi limito a dire che se non sapete allenare, non proponetevi alle squadre. I presidenti mettono soldi anche per avere risultati, non c’è tempo e spazio per i presuntuosi. Skillatevi un po’ offline prima, e quando dico un po’, intendo qualche mese.

Prima di arrivare alla Corte del Brescia, hai allenato il Livorno che è sceso in B nella Scorsa Stagione, ricordi positivi e negativi di quella esperienza?

Prima parte di campionato ottima, purtroppo ho perso ambizioni e tempo verso la fine. I ricordi belli li associo agli elementi più attivi della rosa, bravi ragazzi. Quelli brutti, direi le ultime quattro-cinque giornate. Tanta sfiga. Ovviamente la giornata più emozionante fu la vittoria dei playoff, da assoluti sfavoriti.

Bene, adesso è il momento di arrivare a parlare del Brescia, cosa ti ha portato alla Leonessa?

Ho rifiutato panchine in precedenza, non avevo tempo. Ho finito la sessione invernale e mi è scaduto il contratto lavorativo. Avendo tempo da perdere, ho iniziato a guardarmi intorno in cerca di panchine. Campagna mi ha fatto il nome del Brescia, squadra in evidente difficoltà. Mi ha messo in contatto con De Meo, ho visto le schede dei giocatori, c’era molto potenziale inespresso. Ho accettato subito, anche in virtù della competenza della presidenza stessa.

Hai qualche nome in particolare per il potenziale inespresso? Nel Brescia c’è qualche Golden Boy? C’è qualche mancanza in qualche ruolo del Campo? Avete bisogno di qualcosa?

La rosa era corta, ho dovuto inventarmi qualcosa con quello che mi son trovato tra le mani. I buchi dei ruoli li abbiamo coperti col mercato, arriveranno a gennaio. Mezzadri dall’Albese, gran bel prospetto, Giordano dal Livorno, colpo low cost che ci permetterà di fa rifiatare il buon Palladino. Abbiamo altri colpi in canna per renderci ancor più competitivi. Pensa, abbiamo vinto quasi tutte le partite con la rosa incompleta, figurati con i nuovi arrivi. Dei ragazzi già a disposizione, oltre a Palladino che tutti conoscono, segnalo Montecalvo e Martellucci in difesa e Colombo. Colombo farà grandi cose, fidati.

Con la rosa a disposizione a Gennaio, a cosa può aspirare il Brescia in questa Stagione?

Passi falsi del Chievo permettendo, il primo posto è quasi sicuro. L’obbiettivo è massimizzare i punti in queste undici partite prima di gennaio. Sarà difficile, ma non troppo.

Hai promesso la Champions entro 3 anni al Brescia, cosa ti porta a fare una tale promessa? Lucida follia o qualche asso nella manica?

Non capisco perchè tutte ste sorprese, Lazio e Cremonese da neo promosse sono lassù. Sono un mister migliore di Salvo e Nicholas. Piazzando i colpi giusti, il Brescia inizierà a far quel che vuole. Fidatevi. Tutti bravi con sti 4-4-2, 4-2-4. Sono moduli che conosco e che so contrastare. Anche troppo mainstream. Il Brescia arriva in A e inizia a fare quel che vuole.

Hai detto che la competenza della Dirigenza del Brescia ti ha convinto a firmare per loro, cosa ne pensi dei Presidenti allora? Hanno promesso qualche progetto per farti firmare? Nel cantiere Brescia c’è qualcosa?

Sono tutti degli stakanovisti, sempre presenti e attivi nel muoversi per il bene della squadra. Parlavo di De Meo, ma anche Fazzini e Sverze sono altrettanto preparati. Sverze è sempre il primo a mettersi a disposizione, ne ho visti pochi nel progetto essere così attrezzati. Palladino invece è un gran motivatore, oltre che anima del gruppo. Il cantiere Brescia è stato riaperto da quando sono arrivato. Sta piano piano crescendo e maturando. Visioniamo giornalmente profili e stiamo puntando a migliorare l’attività complessiva. Entro una stagione diventeremo una realtà che farà gola a molti utenti. Serietà e lavoro, oltre al divertimento sono il nostro punto fermo.

Da Allenatore, cosa ne pensi di Campagna, Gallarato, Michelini e Scardace, dopo averci giocato contro?

Gallarato l’ho detto prima, Campagna bravo bravissimo, ma quando ha bisogno viene a chiedermi consigli. Michelini vince, l’importante è quello. Il suo modo di allenare però non mi diverte, mette sempre lo stesso modulo. Non ha bisogno di cambiare perché è l’avversario che deve adattarsi a lui, considerando anche la rosa che ha a disposizione, peró così mi annoierei. Il 90% del divertimento nasce dallo studiare gli avversari, cambiando assetto e particolari. Parlo per me, eh. Scardace ha tanta grinta e voglia, gli consiglio di ripartire dal primo tempo di Palermo-Brescia.

Top Allenatori di A e B?

Campagna e Franco.

Sappiamo che hai avuto anche un’esperienza da Presidente nella Scorsa Stagione, ovvero quando sei stato uno dei Dirigenti del Parma, cosa ricordi di più di quell’esperienza?

Facevo fare tutto a Campagna e Michelinho. Era divertente far gruppo, tutti bravi ragazzi. A livello pratico ero totalmente inutile (ride ndr.)

Domanda finale, poi posso finalmente liberarti, fatti una domanda e datti una risposta!

Sta chiusa è tremenda. Non perdo tempo a farmi domande. Se vi manca la fantasia per far domande, non scrivete nel giornale. Ciao.

Grazie per aver risposto ai Microfoni de IlCarro!