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STORIA DI PAREGGIO BEFFARDO: SASSUOLO-ATALANTA 3-3.

Un pareggio beffa quello di ieri del Sassuolo in casa contro la Dea. Un 3-3 che non serve a nessuno e che, a dirla tutta, non ha dato nemmeno troppo spettacolo.

Il sassuolo si presenta con una panchina cortissima e senza il portiere titolare (sono ben 4 le assenze in casa neroverde) ma prova a fare la partita anche se alla prima occasione l’atalanta passa con gol di Sansone (grande prova per lui).

Senza perdersi d’animo il Sassuolo si ributta in avanti affidandosi ad un Comunale in forma super e in meno di 5 minuti ribalta la partita. Al 10 minuto gran cross di Comunale ed eurogol di Salce che al volo la piazza nel sette. 3 minuti dopo altro fantastico cross in mezzo dell’ala sassolese e fallo ingenuo in area su La Monica, rigore! L’arbitro Pironti va a riveder tutto al var e conferma il penalty. Lo stesso La Monica dal dischetto non sbaglia.

Dopo 15 minuti di fuoco la partita torna su ritmi normali, i nerazzurri cercano di fare la partita ma la difesa di casa regge senza troppi problemi e la partita scivola via fino all’intervallo.

Secondo tempo

Al rientro in campo, però, il Sassuolo non c’è: partenza sprint per la Dea e gol del 2-2 che arriva immediatamente con un altro colpo di testa di Sansone. Il pareggio non serve a nessuno e la partita si accende ma senza troppe occasioni da una parte e dall’altra. Al minuto 89 grande lancio di Coghi per Ternullo che da solo davanti al portiere proprio non può sbagliare e porta in vantaggio la squadra di casa. Nemmeno il tempo di festeggiare a la Dea pareggia ma Pironti annulla tutto per fuorigioco. I tifosi sono in visibilio e la partita sembra finire li. Nulla di più sbagliato: agli sgoccioli dei minuti di recupero lancio disperato in area del Sassuolo, i difensori neroverdi sono già negli spogliatoi e Hay, tutto solo a 2 metri dalla porta non può far altro che siglare il definitivo 3-3.

I giocatori di casa provano a protestare con l’arbitro per un possibile fuorigioco che però non c’è: Hay era dietro la linea della palla quando è stato servito dal compagno.

Le parole del mister a caldo

Mister Agosta a fine partita prende con filosofia il pareggio beffa finale: ”Nonostante il pareggio avversario arrivato a tempo scaduto sono abbastanza soddisfatto della prestazione. Avevamo ben 3 titolari infortunati ma siamo riusciti a tenere testa ad un’ottima squadra, e questo pareggio deve essere un punto di partenza verso risultati maggiori. #Forzasasol sempre!”

Archiviato questo match, la prossima battaglia (e che battaglia) sarà contro il Torino.

Michele Cavaliere

Il Carro intervista Pietro Alaimo

Oggi, IlCarro, è andato nel Centro Sportivo Suning per intervistare il nuovissimo allenatore del Biscione Pietro Alaimo.

IlCarro: Salve Pietro,
Per iniziare l’intervista, ci parli velocemente di chi è Pietro Alaimo al di fuori dal progetto.

Salve a tutti! Al di fuori del progetto rimango un ragazzo appassionatissimo di Football Manager e di calcio in generale. Vivo con passione e con annessa ansia le partite della mia squadra del cuore, ma penso che potrei seguire volentieri anche una partita di un campionato sconosciuto.

IlCarro: Come è venuto a conoscenza di questo Progetto?

Sono venuto a conoscenza del Progetto grazie ad alcuni ragazzi che mi seguono su YouTube. Ci ho messo un po’ a decidere ma alla fine, grazie anche ai loro continui messaggi, ho dato una possibilità al Progetto e devo dire che non ho rimpianti della scelta. Grazie Anto, Luca, Christian, Andrea e Gabri.

IlCarro: Cosa o chi l’ha convinta ad andare in una piazza così complicata?

Se non è complicato non mi piace. Ho iniziato con una SPAL che veniva da tante sconfitte consecutive; ho allenato poi l’Akragas in C con la medesima situazione, questa scelta è stata fatta principalmente col cuore. C’erano anche altre offerte molto interessanti e colgo l’occasione per ringraziare le persone che hanno pensato a me come loro allenatore. Ma bisogna dar soprattutto merito a Ciampaglia, è soprattutto grazie a lui se oggi sono qui.

IlCarro: Lei arriva in un Inter con problemi seri di risultati e uno spogliatoio non molto compatto. È convinto di avere le capacità per cambiare tutto ciò?

Bisogna vedere prima di tutto come si comporterà la squadra nelle prime partite. Oggi ho avuto modo di conoscere alcuni elementi e mi sembra un gruppo unito con grande voglia di dare una svolta alla stagione. La situazione non mi sembra poi così tragica: il campionato è appena iniziato e ci sono ancora tanti punti a disposizione. Di problemi con lo spogliatoio non ne sono a conoscenza ma, se anche ci fossero, non devono essere elemento di scusa o di mancanza di risultati.

IlCarro: Quali sono – se ci sono – i giocatori con cui ha legato maggiormente in queste prime ore?

Ne conosco diversi: Ciampaglia, Cusumano e Marchese. Diciamo che con loro è stato più facile ma anche gli altri giocatori sono stati subito cortesi.

IlCarro: Ha intenzione di continuare con i suoi moduli già testati ai tempi dell’Akragas oppure ha intenzione di cambiare del tutto la sua visione di calcio per adattarsi alla nuova squadra?

Naturalmente mi adatterò a quello che offrirà l’Inter. Nei prossimi giorni parlerò coi giocatori e con la dirigenza e studieremo insieme un modulo adatto sin da subito per la squadra. Non mi sembra il caso di sperimentare in una situazione del genere.

IlCarro: Ci sono dei giocatori cardini per la sua visione del gioco o non esistono gerarchie in questa Inter?

Ci deve essere voglia di Inter. Questa è la cosa più importante. Poi chiaramente abbiamo il capitano, il vice, il veterano ma prima viene l’Inter.

IlCarro: Quali sono i suoi obbiettivi nel breve e nel lungo termine?

Prima di tutto la squadra deve ritrovare la fiducia nei propri mezzi. Siamo l’Inter, una squadra che che ha scritto pagine importanti di questo sport. Quindi anche i giocatori devono essere consapevoli di poter e dover far meglio. Poi vedremo, la stagione come ho detto prima è appena iniziata.

IlCarro: Lei arriva a Milano dopo due avventure terminate anticipatamente, nonostante due ottimi inizi con entrambe le società.
Malgrado ciò lei ha continuato a stupire tutti, e rimane ancora uno dei migliori allenatori sul mercato.
Come mai tutta questa ammirazione verso la sua persona?

Con la SPAL abbiamo iniziato alla grande con un bel gruppo e con Bisceglie. Poi purtroppo ci siamo fatti prendere dallo sconforto: il mercato ci ha sicuramente penalizzato ed alla fine il Presidente è stato costretto a mandarmi via. Con l’Akragas è stata una lunga e bella avventura: abbiamo vinto la C quando nessuno se lo aspettava. Forse è stato quel risultato ad averci montato troppo la testa e ci siamo posti un obiettivo difficile per la serie B. I risultati negativi sembravano non aver fine e per rispetto di quel bellissimo gruppo ho deciso di fare un passo indietro.
Son contento che le persone abbiano fiducia nelle mie capacità. Apprezzare un allenatore che non è mai stato in A ed ha ottenuto più sconfitte che vittorie è sicuramente particolare ma piacevole.

IlCarro: Prenderà esempio dal precedente allenatore seguendo il suo precedente Progetto oppure punterà su un gioco completamente diverso?

Guarderò sicuramente le precedenti partite dell’Inter e cercherò di capire e valutare cosa bisogna modificare. Ho parlato di modifica, non di rivoluzione. La squadra per ora non ha bisogno di altri scossoni.

IlCarro: Ci sono dei giocatori che vorrebbe portare all’Inter o è soddisfatto del gruppo attuale?

Il gruppo attuale è di altissimo livello! Ma è palese che siamo in pochi, abbiamo la rosa corta -anzi cortissima-, quindi cercheremo sicuramente di muoverci sul mercato. Lo faremo con attenzione ma siamo obbligati a farlo. Vorrei portare i migliori talenti all’Inter, ne ho qualcuno in mente ma non posso fare nomi.

IlCarro: Ora, descriva velocemente i 5 membri più vicini a lei attualmente nel Progetto.

Sono tutti ragazzi con i quali mi sento praticamente ogni giorno su Telegram. Aggiungerei un altro membro del Progetto Raffaele -nuovo allenatore della Fiorentina, N.d.R-, che ho avuto modo di conoscere dal vivo insieme ad Andrea e Christian. Sono ragazzi in gamba, simpatici e non Juventini.

IlCarro: Grazie mille per la disponibilità e buona fortuna alla sua Inter, vuole lasciare un ultimo messaggio al gruppo?

Grazie, speriamo di poter regalare delle emozioni importanti al nostro pubblico che ci segue sempre nonostante i cattivi risultati. L’Inter, c’è solo l’Inter. AMALA

Notizia bomba: hanno acquistato la Juve!

Notizia bomba nel pomeriggio primaverile dalla sede di Crema: la Juventus PG ha una presidenza!

Direttamente da Torino sono giunti, con una valigia carica di contanti, Alessandro Gallorini, Marika Calcagno, Luca Amadori, Luca Brian Santoro e Simone Bonaldi, presentandosi come i nuovi presidenti della società Bianconera.

Nelle prossime ore ci dicono che indicheranno il nuovo allenatore della società, dopo le improvvise dimissioni di mister Trovato.

Stay tuned…


Alessandro Pironti per Progetto X

Intervista al Nuovo Mister Viola.

Oggi Lo Spezzino vuole far conoscere al “grande pubblico” il nuovo allenatore Viola Raffele De Giosa, che guiderà la Fiorentina verso una difficile e utopistica salvezza. La Fiorentina è rimasta “vedova” dopo l’addio del precedente allenatore, Gabriele Cocco, certamente non aiutato dalla Dea bendata e capace di racimolare in 7 giornate un triste bottino di 0 punti.

Salve Raffaele, per iniziare le volevo fare 2 domande veloci: chi è Raffaele De Giosa al di fuori del progetto? E come è venuto a conoscenza di questo Progetto?

Salve Gabriele, attualmente sto studiando come giornalista sportivo per entrare a far parte del mondo del calcio che, fin da quando avevo 4 anni, è stata la più grande passione della mia vita. Ho anche un lavoro come fattorino per far sì che possa pagare tutto ciò di cui ho bisogno in perfetta autonomia.
Sono venuto a conoscenza del Progetto tramite consiglio di amici.

Lei, fino ad adesso, è sembrato un personaggio abbastanza esterno al Progetto. Ha iniziato nel Bari, dal quale poi è stato svincolato. E’ tornato e attualmente milita al Cesena. Cosa l’ha convinta a ritornare nuovamente attivo nel Progetto?

Ho saputo che serviva un allenatore alla Fiorentina che portasse un po’ d’aria nuova all’interno della squadra. Adoro le sfide, sono il pane quotidiano di cui mi nutro costantemente e ho pensato che fosse un qualcosa che potesse portare benefici a me e al club.

Che ne pensa del precedente allenatore? Seguirà le sue idee oppure ripartirà da zero?

Penso che il lavoro di ogni allenatore sia una storia a sé, non conosco la sua situazione e quindi non me la sento di giudicarlo. Preferisco parlare di quello che c’è ora e del futuro, che sono le cose più importanti. Ho le mie idee e ho subito dato un’occhiata alla squadra, decidendo di adottare dei cambiamenti significativi nel modulo e nei ruoli dei giocatori

Quali moduli secondo lei possono dare un’importante svolta tattica alla Fiorentina? Prenderà spunto da allenatori di caratura Mondiale o ha sempre avuto una sua idea di calcio?

Abbiamo una grande forza offensiva e sono dell’idea che vada sfruttata appieno. Il nostro modulo primario sarà il 4-3-3 e in caso ci servisse più spinta in avanti basterà avanzare un centrocampista sulla trequarti e diventerà automaticamente un 4-2-3-1.
Mi piace molto il bel gioco, provo grande ammirazione verso il lavoro di Guardiola e il concetto primario da cui egli stesso si è basato: il calcio totale dell’Olanda di Crujff. Perciò proverò ad ottenere: sia risultati importanti sia un impostazione di gioco bella da vedere.

Secondo lei ci sono già tutti i mezzi per questa idea di gioco? O ci sono reparti da rimaneggiare?

L’idea di gioco del “tiki taka” è molto difficile da applicare, servono giocatori con determinate caratteristiche. Io penso che in questa squadra ci sia molto talento, ma prima che un allenatore applichi al 100% la sua filosofia calcistica serve costruire un ambiente armonioso in modo tale che tutti possano lavorare in totale tranquillità. Ho bisogno, prima di tutto, di guadagnarmi il rispetto di ogni singolo giocatore e il modo migliore per farlo è quello di condurli alla vittoria ogni lunedì e mercoledì.

Quali sono i suoi obbiettivi nel breve e nel lungo termine?

Nel breve termine sicuramente la salvezza, anche se io non mi accontento. Nel lungo termine, invece, costruire una famiglia e andare tutti insieme in Europa. So che potrei essere considerato un pazzo nel dire una cosa del genere vista la posizione e il numero di punti in classifica, ma per la forza individuale e corale della squadra non meritiamo per nessun motivo il piazzamento attuale.

Se dovesse dare una percentuale, quante speranze ha la Fiorentina attualmente di salvarsi?

Dico 99,9% perché di certo nella vita non esiste niente. Lascio quello 0,1% un po’ per scaramanzia, nonostante sia pronto a mettere la mano sul fuoco che a fine anno questo piazzamento sarà solo un brutto ricordo di giorni andati.

Nella prossima partita la sua squadra avrà un incontro difficilissimo, affrontando la squadra forse più compatta del progetto. Come ha intenzione di arginare questo ostacolo?

È dura non lo nascondo, ma nel calcio fa la differenza la motivazione e noi ne abbiamo da vendere. Abbiamo bisogno della presenza di tutti. Dobbiamo andare oltre l’ostacolo perché solo lì c’è un risultato importante. Sono convinto che la mia squadra dimostrerà a tutti fin da subito che quell’ultimo posto non ci appartiene.

Come è stato accolto dal gruppo? Ha legato particolarmente con qualcuno?

Mi hanno accolto tutti benissimo, posso capire eventuali scetticismi vista la mia esperienza ma voglio dimostrare a tutti che ci si può fidare di me.
In particolare ringrazio Gabriele Marchi, mio ex allenatore al Bari e ora un punto fermo della mia Fiorentina, per avermi dato questa possibilità di dimostrare di che pasta sono fatto. Non lo deluderò.

Visto che è da poche ore allenatore ci sono dei giocatori che già conosceva? Se si li descriva.

Conosco solo Gabriele Marchi per il momento, tuttavia, posso dire di avere a disposizione una splendida squadra. Sarà difficile per me fare delle scelte partita per partita considerando la forza individuale di ogni giocatore.

Grazie mille per la disponibilità e buona fortuna alla sua Fiore, vuole lasciare un messaggio al gruppo?

Le cose da dire sono veramente poche, i ragazzi sono perfettamente cosa devono fare e cosa è richiesto loro. L’unica cosa che mi sento di dirgli è di restare uniti perché la stagione è ancora lunga e ci aspettano tante dure prove che singolarmente non potremo mai superare, ma collettivamente possiamo insegnare calcio.
Ora è arrivato il momento di mettersi sotto con il lavoro.
FORZA FIORENTINA!!!

Gabriele Marchi.

Lazio: staffetta in attacco

Con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione 4, il calciomercato ci ha regalato delle autentiche chicche.

Trasferimenti importanti, soprattutto in casa Lazio, di cui oggi parleremo.

La Lazio, gestita ottimamente dal duo sanremese Michelini/Pattarozzi (rispettivamente allenatore e DS), ha sopreso un po’ tutti durante la stagione 3, ritagliandosi il ruolo di anti-Juventus fino ad una manciata di giornate dalla fine del campionato, vinto poi proprio dai ragazzi di D’Anteo e Gallorini.

Sfruttando l’ottima programmazione, hanno messo a segno dei colpi importanti come l’ingaggio del regista Salvatore Campagna e del portiere Ivano Di Giacobbe, chiudendo, ad oggi, con un attivo di oltre 2 milioni di euro.

Lazio, appunto, figlia di programmazione e lungimiranza.

Parliamo ad esempio dell’acquisto, con largo anticipo, di Federico Gallarato. Comprato durante la stagione 3, Gallarato è stato acquistato per 1 milione e 700 mila euro e la cessione di Matteo Montanari all’Inter.

Il che ci porta ad una domanda; come schiererà in campo tutti questi top player mister Michelini? Vediamo insieme le schede del parco attaccanti della Lazio.

Di Gloria: giocatore dalla velocità media, corporatura esile che potrebbe soffrire contro le difese rocciose, ma autentico finalizzatore. In un attacco a due, dove per compagno di reparto ha qualcuno in grado di fare a sportellate lasciandogli un minimo di spazio in cui agire, potrebbe diventare devastante. Lasciarlo da solo in mezzo all’area equivarrebbe a giocare in 10 contro 11 se dovesse essere marcato a uomo fisso.

Gallarato: fisico e tanta testa. L’attaccante torinese è un autentico tanker lì davanti. Freddezza massima anche per lui, come Di Gloria, ha un 16 in finalizzazione che potrebbe far ben sperare i tifosi laziali. L’intuito alto e la capacità di farsi trovare smarcato sopperiscono alla bassa velocità atletica. Lui non ha bisogno di muoversi, lui si fa trovare al posto giusto ben prima che gli arrivi la palla. A differenza del compagno di reparto Di Gloria, difficilmente si farà trovare in fuorigioco durante il possesso palla della Lazio. Molto determinato, non crediamo che possa essere un attaccante svogliato e che tenda ad isolarsi dal gioco.

Pattarozzi: fisico importante, con i suoi 185 centimetri per 72 chili di stazza, il giocatore sicuramente più carismatico in attacco della Lazio. Ha una progressione che i suoi compagni non hanno, sopperendo così alla vena realizzativa inferiore rispetto ai suoi colleghi. Ci aspettiamo diventi il primo creatore di gioco in attacco, grazie alla qualità tecnica e nei passaggi superiore a quella di Gallarato e Di Gloria. Molto probabilmente, se la Lazio dovesse ritrovarsi contro dei difensori in grado di arginare la fisicità di Gallarato, mister Michelini impiegherà lui per sfruttare la velocità palla a terra senza perdere troppo in centimetri, aumentando così le probabilità di creare occasioni da gol.

Non credo che li vedremo mai tutti e tre contemporaneamente in campo, anche perché la Lazio ha sette giocatori, tra centrocampo e trequarti, da dover impiegare oltre a dover giocare ogni tre giorni per i vari impegni tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Possibile quindi un cambio di modulo che vada dal 4321 della scorsa stagione ad un 4312 che sfrutti a pieno la qualità di palleggio del centrocampo laziale e il saper giocare di Di Gloria e Pattarozzi alle spalle di Gallarato.

Ciampaglia: tra Inter e Pisa, sempre in nerazzurro.

Giocatore di prima generazione, punto di riferimento dell’Inter sia in campo che in panchina. Ma chi è, nella realtà, Luca Ciampaglia?

Salve a tutti, mi chiamo Luca Ciampaglia, ho 18 anni appena compiuti. Sono un ragazzo molto timido e riservato , nella vita oltre andare a scuola, amo passare il sabato e la domenica a vedere il calcio.

Come sei venuto a conoscenza di Diventa un calciatore su Football manager?

Avevo appena conosciuto Filippo Ballarini su Youtube, spesso annunciava un grande progetto. All’ inizio non pensavo che facesse sul serio, avevo paura ad iscrivermi; lo faccio o non lo faccio? Poi ho detto si dai, vediamo come va.

Qual è stata la tua prima squadra e chi ricordi del tuo primo gruppo di gioco?

L’Inter e mi sorprendo ancora che dopo quattro anni sia ancora quì.

In questi quattro anni, oltre lo scudetto in stagione 2, quali sono stati i momenti più bassi della squadra, a tuo avviso?

Il momenti più brutto all’Inter è stato l’addio di Marchese come allenatore. Ci rimasi malissimo, un grande allenatore che, oltre i suoi danni, ha fatto delle grandissime cose come saper mantenere la rosa attiva e sappiamo tutti che non lo è, quest’anno infatti son stato allenatore per sei mesi… beh è stata molto dura mantenere una squadra attiva come la sapeva mantenere Cristian.

Eppure all’interno dello spogliatoio ci sono alcuni elementi della redazione de IlCarro che conoscono bene le basi del gioco. Secondo te potrebbero fare di più per aiutare gli altri a seguire costantemente il progetto?

Certo, ci vorrebbe un tutor per ogni squadra per spiegar ogni singolo passo ai giocatori, soprattutto di Serie C.

Avete mai affrontato l’argomento nello spogliatoio o in dirigenza?

Diciamo che all’Inter è stato pensato poche volte, per quanto riguarda il Pisa, che alleno, è molto dura. Cerco di far capire a ogni giocatore come funziona il progetto, ma ahimè è difficile.

Chi descriveresti come uomo simbolo del Pisa? Il leader intorno cui costruire un progetto a lungo termine.

Come giocatori vedo molto bene Locatelli e Meddadri. Con il Pisa ho grande voglia di lavorare e riscattarmi, sopratutto con 2 grandi persone come Croatti ed Esposito.

Qual è, invece, il futuro della panchina interista? Si vocifera già di un possibile successore?

Essendo in dirigenza Inter (a breve sarò il numero 2 dell’Inter) per il momento è Giglio l’allenatore, spesso gli do consigli su tattiche e robe varie.

Penso tu abbia letto le recenti dichiarazioni di Valentino, vostro tesserato. Come valuti le sue parole? C’è qualcosa che ti sentiresti di consigliargli?

Mi è piaciuta l’intervista, fino a quando non ho letto certe parole, poteva risparmiarle per non crear flame, gli ho detto anche in privato che magari era meglio chiudere l’argomento. Anche perché è un amico che sento quasi sempre su Discord e dispiace si sia esposto così.

Quali sono le ragioni dietro la cessione di Altomare? Sembrava aveste progetti importanti per lui, dato anche l’acquisto importante nella scorsa stagione. Come mai ha chiesto la cessione?

Diciamo che abbiamo avuto problemi con i bonus dei giocatori. Ci sono stati problemi con i contratti, un piccolo impiccio che ha portato a tanti problemi societari. Per un errore dell’ ex DS ed ex allenatore (prima di me) non è stato comunicato a ogni giocatore il suo contratto e l’ex allenatore non ha comunicato che alzavano i bonus da medio ad alto.

Chi reputi, per te, un punto di riferimento del gioco e un elemento indispensabile per divertirti e condividere la tua avventura in Progetto Fm?

Cristian Marchese in primis; un compagno di mille avventure. Lo reputo un grande amico al di fuori del progetto, ci tengo molto a lui e spero di incontrarlo un giorno. Stesso discorso per Calcagno, Cusumano, Valentino, Croatti, Giglio e Schiattareggia che considero dei veri e propri amici.

C’eravamo tanto amati

Buona sera cari lettori e lettrici di Progetto X, siamo qua oggi con Antonio Vinciguerra e Carmine Lupia: prego presentatevi pure per chi non vi conoscesse

Antonio: Buonasera a tutti. Mi presento, Antonio Vinciguerra, 17 anni e attaccante del Fublet.

Carmine: Ciao, sono Carmine e a tempo perso gioco in porta per il Fublet!

La stagione appena conclusa, vi ha visto arrivare secondi, dietro una Cremonese irraggiungibile, come l’avete vissuta da calciatori?

Antonio: Una stagione fantastica. Non avrei mai immaginato di fare una stagione come questa, la prima in questo Progetto e con la maglia del Fublet. Nessun rimpianto, o almeno per me. Abbiamo fatto una grande prova e abbiamo dimostrato a tutti chi siamo. Individualmente penso di aver fatto un ottima stagione. Ora siamo in A e vogliamo rimanerci più tempo possibile, sperando di vincere anche qualcosa.

Carmine: Si poteva fare di più? Non penso, abbiamo dato il massimo e abbiamo meritato tutto. Da calciatore penso sia stata la mia migliore stagione in termini di rendimento e risultati, ovvio rammarico relativamente ai premi individuali di categoria. Ribadisco in questa sede di essere stato scippato del premio di miglior portiere dell’anno. Premio che alla luce di quanto fatto e visto avrei ampiamente meritato.

Senz’altro Carmine ti riteniamo uno dei migliori portieri, quindi al di là del premio, la tua nomea non è di certo diminuita, vi sentite già in grado in questa prima stagione di A, di poter puntare a qualcosa in più della salvezza?

Antonio: La salvezza è il primo passo da compiere, anche al più presto possibile. Poi daremo il 100% per ambire a qualcosa di più. La butto lì: la metà classifica la prendiamo facilmente. Siamo un gruppo unito e se ci mettiamo in testa di fare qualcosa, la facciamo!

Carmine: Ovviamente, la squadra è rodata e il gruppo compatto. L’aver mantenuto l’ossatura della squadra anche nella serie superiore sicuramente potrà farci partire con un vantaggio in più dato che non ci sarà bisogno di assimilare schemi e lavorare sull’affiatamento. Poi con un portiere come me, si punta diretti all’Europa!

In redazione e penso non solo in redazione, ci siamo sempre posti una domanda, si dice Lupìa, Lùpia o come cazzo si dice?

Antonio: Ovviamente non si dice, ma nel dubbio io lo chiamo Lupini, dovete sapere che il livello di amicizia tra noi due è abbastanza alto

Carmine: Giocatevi dei soldi, scommettete e poi vi dico chi vince!

Visto che siamo in argomento, incominciamo una domanda solo per te Antonio, perché Lupia ha preso di mira proprio te?

Antonio: Non lo so, da come sono stato aggiunto al gruppo della squadra, mi ha preso di mira, ma ancora non mi colpisce. Sono più di 3 mesi che tenta di colpirmi. Anche se in realtà meglio non ascoltarla certa gente, soprattutto uno di cui non si conosce nemmeno il cognome. Alla fine lo sappiamo tutti, non lo sa nemmeno lui il suo cognome. Grande Lupiniii. Lui lo sa che lo voglio bene

Invece tu Carmine, ci puoi spiegare da dove deriva il tuo dualismo con Vinciguerra?

Carmine: Perché in una squadra c’è sempre bisogno di qualcuno da bullizzare e lui è il predestinato essendo il più piccolo. Ovviamente poi ero contrario al suo acquisto visto che è uno scaldabagno anche se sarà il nuovo Zlatan!

Antonio, da dove nasceil soprannome Scaldabagno?

Antonio: E sapete tutto… che scassaballe Paolo Bianchi. Scaldabagno per i miei tiri potentissimi, che neanche 10 pippe come Lupini sono capaci di parare.

Carmine da dove nasce il soprannome del Christo Burracho?

Carmine: Il soprannome nasce da una spropositata passione per le serate a base di alcool (Paolo Bianchi ha qualche prova tangibile) e la tendenza alle paperelle dovute ad eccessi di agonismo che in determinati momenti mi hanno fatto guadagnare l’appellativo di “mani bucate”

Antonio come ti trovi in un attacco dove tutti giocano bene o male lo stesso minutaggio (e ti devi contendere il posto con senatori del calibro di Colasante e Maffei)

Antonio: Purtroppo se andassi in un altra squadra ci sarebbe la possibilità di giocare un po’ di più, però va bene così. Come detto prima, il gruppo è unito, quindi in alcuni casi è buono sapere che stiamo tutti sullo stesso piano. Poi diciamocelo chiaramente, come faccio a lasciare una squadra con un mister come Martinelli, che si uccide per noi, un presidente che rischia la sua vita facendoci videochiamate mentre guida per informarci sulle ultime novità, e poi come faccio a lasciare Lùpia, Lupìa, Lupini, come cazzo si dice, da solo senza di me.

Carmine, cosa ne pensi di aver fatto fuori uno come Bruno Carfì?

Carmine: Sono entrato in squadra consapevole di dovermi giocare il posto con Bruno. Sempre grande rispetto per lui ma alla lunga ho guadagnato il posto da inamovibile. Mi è sempre piaciuto paragonarlo a nonno Ballotta.


Vi ringraziamo per la disponibilità e vi auguriamo il meglio per la prossima stagione, come sempre vi lasciamo lo spazio per i saluti finali e se volete aggiungere qualcosa fate pure

Antonio: Grazie. Un saluto a tutti, belli e brutti. Un saluto speciale a mister Martinelli e a Paolo Bianchi, è grazie a loro se sono qui oggi. E auguro un grosso in bocca al lupo al nuovo ds Gabriele Colasante.

Carmine: Ciao belli. Ci vediamo in Champions League. Vorrei solo aggiungere che Vinciguerra se la piange, ma sa meglio di me che Maffei è bollito e il Rapace non c’entra la porta da Marzo ’98. Ergo gli conviene essere determinante per non prendere sculacciate.

Juventus: crollo d’attività o maggiore attenzione degli Admin?

Annunciazione… annunciaziò! Tu Marì Marì farai il figlio di Salvatore. Ma non è della Smorfia del grande Massimo Troisi che vogliamo parlarvi oggi.

È di recente annuncio, invece, la distribuzione dei primi bonus attività per la Serie A, a cura del buon De Donatis (per gli amici, che lo odiano, ADD).

Ricordiamo a tutti i partecipanti di Diventa un calciatore su Football Manager! che, i bonus attività, vengono guadagnati in parti uguali sia dai calciatori (che possono utilizzarli per potenziarsi), che dalle società di appartenenza.

Ricordiamo, inoltre, che vanno inseriti nel bilancio della Stagione 4. Quindi, cari DS, adoperatevi e non fate disperare quel pover’uomo addetto al controllo dei vostri libri contabili!

Fatta questa rapida premessa, andiamo ad analizzare la situazione. Nello specifico, porgiamo la nostra lente d’ingrandimento sulla Juventus.

La Juventus, come ben sapete, fino alla Stagione 3 aveva un altro tipo di gestione.

Dopo lo scandalo di Progettopoli, i bianconeri hanno confermato comunque la loro supremazia sul campo, andando a conquistarsi l’ambito tricolore.

Ma in termini di attività, c’è stato veramente un passo in avanti? Vediamolo insieme.

Differenze di attività

Attività Juventus stagione 3

La Juventus durante la stagione 3 accumula un bel tesoretto, aggiudicandosi il titolo di squadra più attiva del torneo con ben 3.040.000€ d’incasso. Cifre importanti, se pensiamo che con 3 milioni, all’epoca, ci si poteva permettere almeno un paio di top player.

Di seguito, invece, quanto guadagnato dai bianconeri nel post Progettopoli.

Quello che balza subito all’occhio è come, da 19 attivi “dichiarati” dall’ex DS della Juventus si sia passati a 13.

Alcuni giocatori di spicco sono stati venduti/draftati altrove come Michelini, Scardace e Zirattu. Altri bannati, come Pizzo e Cecchetti. Altri invece hanno subito un notevole ridimensionamento.

Guardiamo ad esempio Accardo: dai 300k dichiarati nella stagione 3, si è passati ad una inattività tale da giustificare lo svincolo. Può succedere a chiunque di inattivarsi nel giro della stagione, ma è davvero difficile vedere un involuzione simile.

Altro caso è quello di Norfini, che dai 100k incassati la scorsa stagione è passato a 0, per la felicità del Milan che lo ha acquistato, insieme a Navoni, per oltre 1 milione di euro.

Anche Sciuto, da 100k è passato a 0.

Facciamo i complimenti, però, a chi come Gallorini, Agosta, Colaleo e Paudice rimangono sullo stesso trend, se non migliorandolo.

Ma come mai questa differenza di attività nel giro di una sola stagione?

La risposta è semplice; maggiori controlli.

Sì, perché se prima qualcuno dichiarava che “Tizio ha preso tutti i bonus”, gli admin, fidandosi del principio secondo cui “Chi mai potrebbe pensare di barare in un gioco così genuino”, tendevano ad andare un pò più sulla fiducia.

Ora, essendoci stati alcuni casi di “furbate”, non è più così.

Abbiamo dovuto attendere, infatti, che gli admin controllassero uno ad uno ogni utente, constatando se effettivamente avesse creato contenuti, partecipato alle live e condiviso post di Progetto Gaming o della community.

A seguito di ciò, nonostante ci sia sempre una fila di pretendenti per accasarsi alla Juventus (complice il blasone del calcio reale), le prime 3 posizioni per attività sono ad appannaggio delle realtà più presenti in gioco. In ordine di arrivo Genoa, Milan e Torino.

Meglio della Juventus anche Lazio e Progetto Gaming.

Quindi ora vi chiediamo; si sono rimesse in gioco bene le altre, oppure c’è maggiore meritocrazia adesso?

Noi tendiamo a pensare che sia più la seconda opzione.

Progetto inglese: dubbi sul doppio account

Progetto FM sbarca in Inghilterra. Dopo l’esperimento fallito in Brasile, gli admin sono di nuovo pronti a portare oltre il confine italiano il più grande gioco di ruolo sul calcio del mondo. Ciò comporta un ulteriore livello di realismo: con l’apertura del campionato estero, si aprirà anche una nuova competizione europea, dove le migliori squadre dei due campionati maggiori si sfideranno per decretare la più forte; inoltre si potranno fare, in futuro, trattative internazionali per utenti che parlano lingue straniere, simulando quello che può accadere nel calcio moderno, ovvero spogliatoi dove ci sono giocatori di tante nazionalità diverse.

Inutile aggiungere come, in caso di successo del progetto inglese, non è da escludere anche un esportazione del gioco in altri paesi, raggiungendo un numero di utenti sempre maggiore; questo vorrebbe dire una maggior possibilità di presidenze ed un più corposo sostegno economico al progetto, che implica anche maggior investimenti da parte degli admin sul gioco stesso.

In attesa che parta completamente il campionato inglese, una nuova meccanica ha lasciato molte perplessità all’utenza. Nel creare una base solida che possa aiutare l’utenza inglese con tutte le regole del progetto che possa garantire presenza nell’immediato (e per quanto riguarda i ruoli di staff sono davvero tante) gli admin hanno dato l’opportunità agli utenti italiani di poter creare un secondo account all’interno del progetto, entrando nel gruppo inglese, con l’obbligo di scrivere in lingua straniera.

Questo ha generato alcune perplessità, poiché il secondo giocatore associato all’account può avere un ruolo diverso dal primo. Questo per il momento non genera problemi: il mercato internazionale è chiuso per un anno e di conseguenza i giocatori del campionato inglese non possono trasferirsi nel campionato italiano e viceversa. Tuttavia, con le stesse regole attuali, qualcuno potrebbe decidere di creare il secondo profilo, con un ruolo diverso dal primo, e di portarselo nel campionato italiano, e colmare lacune in un ruolo della squadra e acquisire maggiori bonus attività.

Su questo sicuramente gli admin staranno lavorando, ma un altro dubbio coinvolge l’utenza: riguarda appunto i bonus attività del giocatore inglese. L’attività fatta sul gruppo italiano viene considerata solo per il giocatore italiano, mentre per quello inglese serve essere partecipi su quello inglese. Ciò può portare ad utenti che, una volta creato il profilo, trascurino il giocatore inglese, occupandosi solo del proprio originale, magari disattivando il personaggio oltremanica. Verrebbe di conseguenza anche meno il proposito di un gruppo solido che possa introdurre i britannici al gioco.

Sperando che innanzitutto il Progetto parta e ingrani in Inghilterra come ha fatto in Italia, magari con qualche problema in meno, siamo sicuri che verrà sciolto ogni dubbio e sarà tutto più chiaro sul destino di questi doppi profili.