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La “prima” di Capitan Salce.



Non sarà la prima stagione, nè tantomeno la prima con la fascia del Sassuolo sul braccio; ma semplicemente la primissima intervista a cui Domenico Salce verrà sottoposto.

Grande esperienza e permanenza nel Progetto per cui ormai possiamo definirlo un vero e proprio “veterano” nonché una delle colonne portanti del Sassuolo dove alcuni tesserati hanno preferito lasciare; altri invece, come lui, hanno deciso di continuare a sposare questa causa.

Cosa ti ha spinto a restare e perchè hai deciso di restare e continuare a vestire la maglia neroverde?

Salce – Ciao Marco, per me è un grandissimo onore poter parlare con te. Sono rimasto al Sassuolo perchè mi sento a casa, sono qui dal primo giorno del Progetto e non avevo motivo di andare via. Sono il capitano da ormai tre stagioni dopo l’addio di Panoz e mi sento importante per la squadra. Quando ti trovi bene in un determinato posto con determinate persone cambiare aria, se non ci sono dei validi motivi, non ha senso secondo il mio punto di vista e poi come dice il proverbio “Chi lascia la strada vecchia per la nuova…”.

E’ arrivata finalmente una presidenza formata dalla coppia Coghi-Namane, anche loro tesserati e compagni di squadra tuoi, che rapporto hai con loro ma soprattutto cosa ne pensi di quest’ avvento presidenziale?

Salce – La presidenza è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Non ce l’aspettavamo anche perchè eravamo rimasti nel novero delle poche squadre senza una proprietà dall’ inizio del Progetto e per noi è stata la svolta. Come ben sai i vantaggi di averla sono tanti, sia per quanto riguarda il calciomercato sia per quanto riguarda la gestione dei calciatori ed è una cosa importantissima. E poi cosa dire su Coghi-Namane…due ragazzi splendidi con cui ho legato subito in squadra e che da quando hanno preso questo impegno si stanno facendo in quattro per creare un grande Sassuolo.

Tra i nomi che hanno lasciato vi è quello del mister Mattia Agosta, approdato alla Juventus, come hai preso la sua decisione e qual’ è stato il rapporto con il tuo ex mister?

Salce – Per me è stato veramente un colpo al cuore. Con mister Agosta avevo un bellissimo rapporto, lui ha sempre creduto in me e mi ha sempre spronato ad essere un calciatore migliore. L’ultima è stata la mia miglior stagione con tanti gol e tanti assist e il ringraziamento va tutto a lui che mi ha dato la possibilità di rendere al meglio. Se me lo permetti vorrei salutare e ringraziare anche un altro giocatore molto importante per me e per il Sassuolo che è andato via che è Giuseppe Tuccio. E’ stato lui a portarmi al Sassuolo il giorno in cui Filippo aprì le iscrizioni al Progetto ed è una grande persona e ammetto che sarà dura nello spogliatoio senza di lui. Ad entrambi faccio un grandissimo in bocca al lupo per la nuova stagione!

Il dopo Agosta porta il nome di Antonio VIolante, portiere e manager di questo “nuovo” Sassuolo; quale impressioni e sensazioni ti da e hai, visto che adesso lo avrai anche come mister oltre che come compagno di squadra e soprattutto cosa ti aspetti?

Salce – Posso dirti al 100% che non ci poteva esser scelta migliore di Antonio Violante come nuovo mister del Sassuolo. Parto dal presupposto che è già un nostro compagno di squadra e nonostante non fosse il nostro portiere titolare ha sempre dato il sostegno ai compagni e tifato per la squadra come nessun altro e già questo fa capire che tipo di persona è, sempre la parola giusta al momento giusto. Poi il suo curriculum parla chiaro, è stato il primo mister Campione D’Italia del Progetto con l’Udinese…penso non ci sia altro da aggiungere. E’ un vincente ed è quello che serviva al Sassuolo.

Una nuova stagione è alle porte, da capitano della compagine neroverde quali sono i tuoi obiettivi personali e quali pensi e/o ti auspichi che siano quelli di questa squadra?

Salce – L’avvento della presidenza ci ha dato nuovo entusiasmo e posso affermare che questo Sassuolo è una squadra che vuole stupire, nonostante ai blocchi di partenza ci danno per spacciati. A livello personale spero di far meglio della stagione scorsa anche se sarà difficile. Il mio sogno è quello di vestire almeno per una volta la maglia Azzurra e cercherò di dare il massimo per realizzarlo.

Articolo & Grafica realizzati da Marco Ternullo.



Sassuolo, adesso è ufficiale Violante è il nuovo mister.

Dopo l’ addio di Mattia Agosta, approdato alla Juventus, i neo-presidenti Coghi e Namane non hanno avuto bisogno di guardarsi tanto intorno poichè, dopo qualche discussione e scambio di opinioni, avevano già in casa e tra le mani il nuovo allenatore neroverde: Antonio Violante.

Barese di nascita e di fede calcistica con uno spiccato amore verso il calcio inglese; è lui il nuovo manager in casa neroverde e tutto lo Staff dirigenziale non poteva scegliere e chiedere di meglio vista l’ esperienza nel torneo, con uno scudetto vinto alla prima stagione con l’ Udinese nel suo personale palmarès e le conoscenze tecnico-tattiche mostrate in più occasioni nei confronti dei tesserati e suoi compagni di squadra e non. Tanti i dubbi, tante le domande, le richieste ma soprattutto tanta la voglia di ri-mettersi nuovamente in gioco per e con la squadra in cui lui stesso milita ove indossa un paio di guanti con cui, anche questa stagione, cercherà di preservare e difendere la porta neroverde.

Il tuo è un ritorno come allenatore, cosa ti ha spinto ad indossare nuovamente queste vesti?

Violante – Indubbiamente la voglia di divertirmi con questo gruppo meraviglioso che abbiamo costruito in questi due mesi. Ciò che ha inciso tanto è il gran coinvolgimento della nuova dirigenza e di tutto lo staff alle loro dipendenze. Infine, non per importanza, il fatto che Football Manager è un gioco meraviglioso; rivisto in questa veste cucita dai grandi ideatori di questo progetto, poi, è davvero interessante! Far interagire al massimo la squadra per migliorare le statistiche dei propri pseudonimi presenti nel database è davvero geniale.

Come mai hai deciso di allenare il Sassuolo?

Violante – Beh…ovviamente perchè mi trovavo già in questa squadra e poi dopo tutte le ore passate a parlare di carriere offline con, anche, i vari ex del gruppo mi ha fatto crescere la voglia di tornare in pista con tutti gli altri mister! Ho visto che c’è davvero tanta gente nuova e mi sento un po vecchietto in confronto eheheheh.

Hai già in mente uno o diversi moduli da mettere in pratica?

Violante – Sì, ho qualcosa in mente, ma mi adatterò soprattutto ai giocatori presenti in rosa. Ci sono tante facce nuove anche perchè i presidenti e il ds hanno fatto davvero un gran lavoro sacrificando persino le loro ferie per portare gente “attiva” in rosa. Creare un equilibrio tra i reparti è molto importante e punteremo molto e soprattutto a questo.

Cosa ti aspetti dalla tua squadra e dai tuoi giocatori e compagni di squadra?

Violante – Li vedo carichi e molto attivi rispetto alla scorsa stagione e quasi mi sento spiazzato da ciò. Mi aspetto soprattutto ATTIVITA’. L’ ho scritto a caratteri cubitali anche nello spogliatoio e non smetterò mai di dirlo e farlo presente a tutti, e fondamentalmente non dovrà mai mancare il rispetto tra noi, visto che siamo un misto di ragazzi che lavorano, studiano e/o fanno entrambe le cose.

Quali sono i tuoi obiettivi personali nel Progetto e quelli stagionali qui a Sassuolo?

Violante – Non mi fraintendere, ma per me esiste solo la squadra! Non sono un egocentrico, quindi esiste l’obiettivo di “squadra” e, come tale, sarà quello di migliorare rispetto l’anno scorso, anche di un solo punto. Non possiamo promettere mari e monti anche perchè per costruire un grattacielo bisogna scavare in profondità e porre inanzitutto delle basi, non solide ma solidissime! I ragazzi della dirigenza/staff e i nostri grandi calciatori se lo meritano e non vedono l’ora, come me, di buttarsi a capofitto in questa nuova avventura!

Articolo & Grafica realizzati da Marco Ternullo.

Nuova stagione, nuovo Sassuolo.

Dopo una stagione alquanto turbolenta che ha scosso e non poco la compagine neroverde la nuova stagione sancisce un nuovo inizio e una nuova avventura per il Sassuolo che per la prima volta assoluta nella storia del Progetto finalmente ha una presidenza. La coppia formata da Denis Coghi e Giuseppe Ali Namane ha deciso infatti, sul finire della passata stagione, di dare una forte scossa all’ interno del gruppo acquistandone la proprietà, che nell’ occasione presenterà ed avrà finalmente un nuovo logo frutto di un dedizioso lavoro di rinnovamento generale, tra l’ altro scelto tramite un’ apposita votazione, da tutti i tesserati.

Eccoci qui con i nuovi presidenti del Sassuolo, cosa vi ha spinto ad investire su questa squadra?

Coghi – E’ stata una scelta voluta per cercar di dar al Sassuolo quei benefici utili al campionato.

Namane – Quando mi è chiesto di dar loro una mano per riorganizzare la squadra in un momento critico non ho dovuto pensarci molto, ormai i ragazzi sono diventati amici e non potevo certo stare a guardare.

Che rapporto avete tra voi presidenti del Sassuolo?

Coghi – Un bel rapporto, anche perchè con Namane siam già collaudati dalla stagione 4 con il Mantova.

Namane – Il binomio con Denis ormai è collaudato da quando abbiam preso il Mantova l’ anno scorso, ora il Sassuolo e pure il Rimini in C, quindi diciamo che siamo una vecchia coppia.

Violante sarà il nuovo mister, perchè proprio lui? Cosa vi aspettate dal nuovo mister e dalla rosa in generale?

Coghi – Antonio per me rappresenta la vecchia scuola in quanto vinse il campionato con l Udinese in stagione 1 quindi è un po come un maestro e di sicuro chiacchierando con lui vi accorgerete che di esperienza e conoscenza ne ha a valanga.

Namane – Perchè aver scelto Violante come mister? Perchè conosce i ragazzi, ha l’ esperienza e le conoscenze tattiche per far esprimere al meglio la squadra. All’ inizio non pensavo che avrebbe accettato, ma ho voluto provare lo stesso e alla fine grazie a Denis siamo riusciti a convincerlo, per fortuna.

La scorsa stagione è stata un po turbolenta, avete un piano preciso quest’ anno? vi siete prefissati determinati obiettivi e concetti da rispettare e far rispettare ai tesserati?

Coghi – Il mio modo di lavorare è umile ma deciso, testa bassa ma impegno e serietà in quel pizzico che serve perchè è una componente importante. La rosa è stata mantenuta competitiva per rimanere in serie A e io sinceramente punterei deciso l Europa con l’ aiuto di tutti, dirigenza compresa.

Namane – L’ obbiettivo della squadra per quest’ anno è di divertirsi, se poi arriveranno i risultati ancora meglio. Tutti dovranno fare la loro parte per aiutare la squadra e sarà anche compito nostro e dello staff di aiutarli a dare il meglio.

Questa stagione alcuni hanno lasciato la barca in acque agitate, cosa ne pensi a riguardo e cosa ti auspichi ed aspetti per il futuro?

Coghi – Alcuni senatori son approdati in altre realtà diverse e personalmente li ringrazio per aver costruito in queste stagioni una base solida e competitiva ed un certo tipo di gruppo; adesso però tutto sta a noi in quanto con le nostre idee possiamo dargli quel passo in più sotto altri aspetti per alzare l’ asticella dei risultati in e fuori dal campo perchè fidatevi che i colori neroverdi si faranno notare.

Namane – L’ anno scorso l’ attività del gruppo è stato un problema che senza la bravura di mister Agosta poteva anche portare alla retrocessione. Abbiamo per questo portato molti volti nuovi in squadra per sostituire le partenze importanti come quelle di Tuccio e Ferrandino(non solo sul campo ma anche nello spogliatoio) e credo che ci sono tutte le premesse per creare un gruppo affiatato; ma ripeto il punto cruciale della nostra stagione sarà riuscire a portare più organizazione in squadra. Ovviamente dispiace vedere alcuni ragazzi partire, ma forse questa è stata la scossa che serviva alla squadra per riprendersi; poi comunque ci rivederemo in campo, già alla prima giochiamo contro il Bologna di Tuccio con il quale ho un rapporto speciale. In conclusione vorrei dare il benvenuto ai nuovi ragazzi che si sono aggregati alla squadra, ringraziare i vecchi che sono rimasti in squadra e che si stanno rimboccando le maniche per aiutarci ed infine per tutte le idee che ci porta, al nostro marketing manager Marco Ternullo.

Nuova stagione, nuovo Sassuolo.

Articolo & Grafica realizzati da Marco Ternullo.

Le interviste impossibili – Oliver Mayor

Continuiamo la nostra serie di interviste con Oliver Mayor, veterano di Progetto FM presente fin dalla prima stagione. Laterale sinistro a tutta fascia in campo e presidente di diverse squadre, passerà in S5 dal Sassuolo, sua storica squadra, al Novara. 

Salve, a breve scatterà l’inizio del calciomercato, in cui verrà ufficializzato il suo trasferimento al Novara. Lascerà il Sassuolo, la squadra con cui ha iniziato la sua avventura nel progetto e di cui è diventato poi anche il presidente. Cosa l’ha portata a questa scelta che la vedrà addirittura scendere di categoria?

Un salve anche a lei e a tutti i nostri lettori. Confermo che dopo quattro anni ho dovuto prendere una decisione difficile, la più difficile finora: lasciare la mia casa, Sassuolo. Ormai era tempo di un cambiamento sia per me che per la mia carriera.

Oltre ad essere un veterano, lei ha anche il primato di essere stato il primo ad aver acquistato una squadra, il Major Livorno. Come si riesce a guidare per così tanto tempo una squadra?

Acquistai il Livorno in S2, quando venne appena promosso in Serie B dalla C. Successivamente venne promosso in A, per poi retrocedere all’ultima giornata in B e quest’anno addirittura in C, purtroppo dopo una serie di avvicendamenti in panchina. Il trucco per mantenere per tutto questo tempo una squadra è fornirsi di tanta pazienza e voglia di fare e mettersi in gioco, affidandosi alle persone giuste. Un grazie va a chi mi ha accompagnato in questi anni che, se pur, io abbia commesso degli errori non essendo molto presente, ha sempre sostenuto e dato di tutto per la mia, nostra, squadra!

Nelle stagioni successive ha acquistato anche il già citato Sassuolo e pure il Lecce. Purtroppo quest’ultima e il Livorno sono entrambe scese di categoria quest’anno, rispettivamente in serie B e C. Cosa non ha funzionato durante l’annata? Intende “lasciare” o “raddoppiare” il suo impegno alla guida di questi due club?

Si, il Lecce e il Sassuolo sono state acquistate quest’anno da una cordata composta da me dal mio amico e socio Denis Coghi (nel Sassuolo è presente anche Alì Namane). Nel Lecce la situazione era critica in quanto senza presidente e con una squadra di quasi tutti inattivi. Ma noi già abbiamo piazzato qualche colpo che darà una svolta ai Giallorossi. Per il Sasol la storia è ben diversa: è una squadra di quasi tutti attivi che aveva bisogno di qualche piccolo cambio a livello di gruppo. Io personalmente me ne sono andato anche perché non voglio giocare categoricamente nelle squadre delle quali sono presidente per un fattore anche di imparzialità. Un giorno forse ci tornerò da giocatore ma per ora avevo bisogno di nuova linfa…

Torniamo ora a parlare della sua carriera da giocatore: terzino sinistro con la possibilità di essere schierato a centrocampo, lei ha anche una certa dimestichezza davanti alla porta (3 gol) ed è stato tra gli assistman del Sassuolo, ben 6 assist in stagione. Vorrebbe in futuro spostare ancora più avanti la sua posizione sulla fascia?

Mi è stato già detto dal neo mister che sarò centrocampista sinistro, sperando di poter dare un’ulteriore mano offensiva alla squadra coi miei assist e magari chissà…i miei gol. Facendo così incrementare la mia valutazione!

Lei che è nel progetto da molto tempo ha sicuramente visto la sua evoluzione negli anni. Cosa è cambiato di più rispetto alle prime stagioni? Ha nostalgia di qualcosa in particolare? Qual è la sua opinione sui diversi scandali accaduti negli anni?

Sono presente dai primi giorni nel Progetto grazie a Tuccio, mio compagno al Sasol e uno dei miei migliori amici nella real life. Ne abbiamo vissute tante e tanta gente che c’era prima ora non è più nel progetto, o per ban o per abbandono o meno attiva…una cosa che rimetterei è la procura dei giocatori, molto intrigante come lavoro virtuale. Sono stato purtroppo assente per qualche mese a metà dell’anno scorso, per problemi personali, ma sto recuperando il gap per poter ritornare al top come quando risultavo ad inizio Progetto, quando proponevo nuovi ruoli, regole e idee che oggi sono la norma. Non mi manca molto quel periodo, oggi tutto è più controllato, ma mi mancano alcuni personaggi coi quali iniziai questo percorso.

Grazie per il tempo dedicatomi e da oggi forza Novara!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Intervista all’allenatore del Sassuolo Mattia Agosta: “serve una rosa più estesa”

Il campionato di serie A è agli sgoccioli e il Sassuolo ha da poco staccato il pass per giocare un altro anno in Serie A. La squadra neroverde guidata dall’ ottimo Mattia Agosta ha disputato un ottima stagione sempre a ridosso della zona Europa ma per via di evidenti problemi di rosa corta e di inattivà quest’ultima non è stata raggiunta. Lo Spezzino quest’oggi analizza la stagione del Sassuolo ospitando l’allenatore neroverde Mattia Agosta

Buon pomeriggio mister Mattia Agosta e bentornato nella nostra redazione. La stagione 4 sta per terminare e il Sassuolo è riuscita anche quest’anno a salvarsi senza problemi ma manca ancora qualcosa che per poter puntare all’ Europa, cosa ne pensi a riguardo?

Buon pomeriggio a voi! Penso che ciò che serva al Sassuolo per competere per l’Europa sia una rosa più estesa che mi consenta di provare più soluzioni tattiche e di far ruotare più spesso i giocatori

Quindi il problema principale di quest’anno è stato la mancanza di riserve adeguate, cosa ne pensi invece del problema inattivà che si è palesato nella vostra squadra e quanto ha influito?

Purtroppo è un problema che cerco di combattere con tutte le mie forze, in quanto i giocatori inattivi sono quelli che ci hanno portato a non avere riserve di livello. Sono però fiducioso che, grazie al gruppo centrale dello spogliatoio, si sia riusciti a fare meglio della scorsa stagione in quanto a bonus

Infatti rispetto a un anno fa la stagione è stata più che positiva, merito del gruppo centrale dello spogliatoio che ogni anno fa la sua parte per tenere la squadra attiva e su buoni livelli. Ce ne può citare qualcuno?

I primi nomi che mi vengono in mente sono Domenico Salce e Giuseppe Tuccio, che sin dal primo anno hanno dimostrato amore per questa piazza e hanno sempre dato il massimo distinguendosi dentro e fuori dal campo. Cito anche Salvatore Ferrandino, che nei momenti più difficili è sempre stato al nostro fianco, pronto a mettersi in gioco e Antonio Violante e Nello Falcone che, sebbene siano molto “silenziosi” al di fuori del Sassuolo sono molto presenti all’interno dello spogliatoio. Ma voglio salutare anche tutti i ragazzi che non ho citato ringraziandoli per l’apporto, grande o piccolo, che danno

Manca un nome in questa lista che è quello dell’ Allenatore Mattia Agosta. L’ottima stagione fin qui disputata è sotto gli occhi di tutti ma se potessi tornare indietro cosa rifaresti e cosa cambieresti?

Probabilmente cercherei di fare un mercato un po’ diverso per evitare di trovarmi nella situazione in cui mi sono trovato. Ma di certo rifarei gli acquisti di Violante e Coghi, che ci hanno dato una grande mano dentro, ma soprattutto fuori dal campo

Sta per terminare la stagione ma già molte squadre come credo anche voi stanno già preparando le rose per la prossima stagione. Come si sta muovendo il Sassuolo in ottica S5?

Beh, come prima cosa vogliamo aspettare l’arrivo dei bonus per vedere quali giocatori meritano un aumento di contratto e quali invece dovranno preoccuparsi del loro futuro in squadra. Poi inizieremo a muoverci sul mercato cercando i pezzi per completare la rosa e aspettare magari che il Sassuolo venga finalmente comprato in modo tale da poter scambiare qualche inattivo con dei nuovi utenti

Il Sassuolo è ancora senza presidenza ma resta comunque una tra le società storiche del progetto. Secondo te perché una persona o una cordata dovrebbe comprare la società neroverde?

Perché troverebbe già da subito un gruppo di ragazzi molto motivati e molto volenterosi, pronti a dare il massimo per raggiungere traguardi importanti

E per quanto riguarda te Mattia, allenerai il Sassuolo anche la prossima stagione?

La mia intenzione al momento è questa, ma non garantisco al 100% che sarò io l’allenatore del Sassuolo l’anno prossimo

Grazie mister per questa intervista, prima di chiudere vuole salutare qualcuno?

Grazie a te per la disponibilità,voglio salutare tutti i giocatori che non ho citato prima, i miei compagni di squadra della Juventus e colgo l’occasione per fare gli auguri di buon compleanno al buon Alessandro Pironti, grazie a lui tutto ciò non sarebbe mai stato possibile!

Termina qui l’intervista a Mattia Agosta, anche la redazione de Lo Spezzino si unisce al mister neroverde nel fare gli auguri ad Alessandro Pironti. Grazie Alessandro per tutto ciò che fai in questo progetto (anche se la gufata con la Salernitana non ce la siamo dimenticata), ovviamente si scherza e comunque Tanti Auguri

Articolo di Gabriele Di Leo

Intervista a Mattia Agosta : ” il Sassuolo è prima di tutto una famiglia”

Prosegue la nostra avventura tra le società di calcio del progetto e oggi abbiamo fatto tappa a Sassuolo incontrando il mister Mattia Agosta.

Buonasera mister Agosta quest’ anno il Sassuolo sembra essersi ripreso dopo un inizio non troppo esaltante ma manca ancora qualcosa per puntare all’Europa lei è d’accordo?

Buonasera a te (e ai lettori)! Sono d’accordo sulla tua osservazione, e credo che ciò che manca al Sassuolo sono delle riserve di livello. Sono molto contento della squadra titolare composta da giocatori attivi e dalle ottime qualità, ma abbiamo pagato la cortezza della rosa e anche un po’ di inesperienza da parte mia riguardo FM19, che non ci hanno permesso di essere costantemente in corsa Europa

Non è stato fatto nessun colpo nel mercato di gennaio può spiegarci il motivo?

Io e il nostro Ds Tuccio abbiamo osservato molti giocatori interessanti, ma purtroppo nessuna squadra è disposta a cedere, segno di come sia in fase di ristagno il mercato salvo qualche colpo grosso da qualche milione di euro

La vostra squadra conta ben sette giocatori presenti sin dalla prima stagione e altri che si sono amalgamati benissimo nella realtà Sassuolo ciò dimostra che all’interno ci sia un spogliatoio molto affiatato. Ci può raccontare qualcosa sull ambiente nello spogliatoio del Sassuolo?

L’ambiente Sassuolo è prima di tutto una famiglia e solo in un secondo momento una squadra. I membri della “vecchia guardia” accolgono sempre volentieri i nuovi arrivati che si integrano bene nel gruppo ed entrano a far pare della famiglia Sassuolo. Quando qualcuno di noi ha un problema ci impegniamo tutti per aiutarlo a risolverlo e non mancano di certo i momenti dove si scherza e si prendono in giro i compagni che non segnano neanche a porta vuota. Ma il merito di tutto ciò è soprattutto di Giuseppe Tuccio e Domenico Salce, rispettivamente Ds e capitano dal primissimo giorno! Sempre attivi e disponibili con tutti, è anche merito loro se il Sassuolo è diventato la squadra ché e ora

Che rapporto ha con il ds e bomber della squadra Giuseppe Tuccio e come giudica la sua stagione fino a questo momento sia in veste di DS sia in veste di attaccante

Giuseppe è per me un grande amico e si è dimostrato disponibile sin dal primo giorno del Progetto. Ha dato tutto per il Sassuolo sia dentro che fuori dal campo. Come DS non posso che essere soddisfatto del suo operato anche se è da un mese che gli chiedo di portarmi un centrocampista ma non se ne trovano in giro ahahah. Come attaccante si sta dimostrando, come ogni anno, il trascinatore della squadra, tuttavia sulla carta è uno dei 5 giocatori più forti del Progetto e io credo che nonostante abbia già segnato 14 gol, possa fare ancora meglio!

Un altro giocatore di cui ci piacerebbe parlare è Denis Coghi che nella passata stagione ha vestito la maglia bianconera. Come valuta questa sua prima parte di stagione nella sua squadra?

Sono molto contento dell’apporto di Denis fino ad ora sia dentro che fuori dal campo. Si è dimostrato più volte il perno di questa squadra in fase impostazione, e ciò si rispecchia nei gol e negli assist realizzati dal centrocampista, che oltretutto ha avuto l’onore di indossare la maglia della nazionale Under-21. Avere un giocatore così è per me motivo di orgoglio!

Un ultima domanda, il Sassuolo attualmente è una delle poche squadre che si trova senza presidenza in serie A. Voi dello staff tecnico avete intenzione di acquistare la presidenza nero verde?

Sarò sincero: l’idea di acquistare la squadra è balzata in testa più volte sia a me che ad alcuni senatori della squadra, ma per ora di tratta solo di un progetto ambizioso. Nella quinta stagione chissà che non si formi una cordata e questo sogno possa finalmente avverarsi

Ora passiamo ai saluti cosa vuole dire ai suoi tifosi e alla sua squadra?

Voglio ringraziare i tifosi per il supporto che ci danno in ogni partita nonostante i risultati altalenanti, e volevo ringraziare i miei giocatori perché senza di loro il Sassuolo non sarebbe stato quello che è e probabilmente io non ne sarei più l’allenatore. #forzasasol

Grazie mister per l’intervista e buon proseguimento di stagione

Anche a voi dello Spezia!

Articolo di Gabriele Di Leo

STORIA DI PAREGGIO BEFFARDO: SASSUOLO-ATALANTA 3-3.

Un pareggio beffa quello di ieri del Sassuolo in casa contro la Dea. Un 3-3 che non serve a nessuno e che, a dirla tutta, non ha dato nemmeno troppo spettacolo.

Il sassuolo si presenta con una panchina cortissima e senza il portiere titolare (sono ben 4 le assenze in casa neroverde) ma prova a fare la partita anche se alla prima occasione l’atalanta passa con gol di Sansone (grande prova per lui).

Senza perdersi d’animo il Sassuolo si ributta in avanti affidandosi ad un Comunale in forma super e in meno di 5 minuti ribalta la partita. Al 10 minuto gran cross di Comunale ed eurogol di Salce che al volo la piazza nel sette. 3 minuti dopo altro fantastico cross in mezzo dell’ala sassolese e fallo ingenuo in area su La Monica, rigore! L’arbitro Pironti va a riveder tutto al var e conferma il penalty. Lo stesso La Monica dal dischetto non sbaglia.

Dopo 15 minuti di fuoco la partita torna su ritmi normali, i nerazzurri cercano di fare la partita ma la difesa di casa regge senza troppi problemi e la partita scivola via fino all’intervallo.

Secondo tempo

Al rientro in campo, però, il Sassuolo non c’è: partenza sprint per la Dea e gol del 2-2 che arriva immediatamente con un altro colpo di testa di Sansone. Il pareggio non serve a nessuno e la partita si accende ma senza troppe occasioni da una parte e dall’altra. Al minuto 89 grande lancio di Coghi per Ternullo che da solo davanti al portiere proprio non può sbagliare e porta in vantaggio la squadra di casa. Nemmeno il tempo di festeggiare a la Dea pareggia ma Pironti annulla tutto per fuorigioco. I tifosi sono in visibilio e la partita sembra finire li. Nulla di più sbagliato: agli sgoccioli dei minuti di recupero lancio disperato in area del Sassuolo, i difensori neroverdi sono già negli spogliatoi e Hay, tutto solo a 2 metri dalla porta non può far altro che siglare il definitivo 3-3.

I giocatori di casa provano a protestare con l’arbitro per un possibile fuorigioco che però non c’è: Hay era dietro la linea della palla quando è stato servito dal compagno.

Le parole del mister a caldo

Mister Agosta a fine partita prende con filosofia il pareggio beffa finale: ”Nonostante il pareggio avversario arrivato a tempo scaduto sono abbastanza soddisfatto della prestazione. Avevamo ben 3 titolari infortunati ma siamo riusciti a tenere testa ad un’ottima squadra, e questo pareggio deve essere un punto di partenza verso risultati maggiori. #Forzasasol sempre!”

Archiviato questo match, la prossima battaglia (e che battaglia) sarà contro il Torino.

Michele Cavaliere

Drink Team-Sassuolo 3-3, l’MVP Dotti: “Abbiamo sofferto l’espulsione di Urbano. Possiamo fare più che giocarci l’Europa”

Buonasera Alessandro, allora questa sera sei tu l’MVP del Drink in un rocambolesco 3-3. A caldo, cosa provi per la vittoria del premio?
Sono molto contento per il gol e per la prestazione.

Alessandro, come detto, un rocambolesco 3-3. Secondo te, molta sfortuna per l’infortunio di Urbano che vi ha lasciato in 10 a sostituzioni esaurite, oppure si poteva in generale fare meglio?
Abbiamo sicuramente pagato l’espulsione del maiale Urbano, ma non ci possiamo fare niente. Abbiamo cercato di tenere contro un’ottima squadra e abbiamo comunque portato in cascina un punto, che ci consente di rimanere aggrappati per un posto in europa, anche se con questa squadra possiamo ambire a qualcosa di più.

Ultima domanda. Fino ad ora, forse, i nomi di spicco del Drink sono stati altri, Dotti è pronto a diventare un leader e trascinatore degli arancioni?
Anche se non faccio parte dei nomi di punta farò il possibile per dare il mio contributo a questa squadra.

Drink Team-Sassuolo 3-3, Trojer: “Infortunio di Urbano ha inciso molto. Dispiace per la storia di Diotto, avevamo puntato molto su di lui, era uno dei terzini più forti”

Buonasera Mister, un pareggio subito all’ultimo istante, quanta rabbia c’è?
C’è molto rammarico. Eravamo in vantaggio di due gol, ci siamo rilassati e ci siamo fatti rimontare . Abbiamo avuto la forza di riportarci nuovamente avanti, ma l’infortunio di Urbano ci ha costretti a giocare in dieci.

Dopo una lunga serie di partite con la porta blindata oggi c’è stato un po’ il crollo della difesa, colpa della coperta troppo corta?
Credo sia ingiusto criticare la difesa per una sola partita sbagliata, come da te sottolineato la retroguardia è il nostro punto di forza . Purtroppo oggi eravamo un po’ in difficoltà 

Un’ultima domanda, un po’ delicata. Secondo lei quanto inciderà l’estromissione di Diotti dal torneo? Avevate puntate molto su di lui?
Detto nella maniera più sincera possibile, abbiamo puntato molto su Mirco e la prova è l’esborso economico fatto per lui. Lo considero uno dei terzini più forti e mi dispiace veramente tanto per ciò che è successo . Mi auguro di vederlo tornare un giorno

Perfetto, grazie mille mister, come sempre
Grazie a te

Diego Spezzacatena

Analisi Serie A: 5° giornata (1/3)

Mercoledì 27 Febbraio le squadre di Serie A sono scese in campo per disputare la quinta giornata di campionato. In questi articoli si approfondiranno le singole partite, su cosa sia accaduto e quali sono stati i migliori ed i peggiori in campo.

Milan – Drink Team 0-2
Ballarini DS contro Ballarini giocatore: uno dei match più equilibrati della storia del Progetto. Nei precedenti incontri ci sono sempre stati risultati alterni senza grandi domini da parte di una delle due squadre. A vincere sono stati gli Jager, grazie anche alla complicità del Diavolo, incapace, in questo campionato, di mostrare un vero gioco, ottenendo un solo punto in cinque partite. Il primo tempo si mostra equilibrato: i timidi attacchi dei rossoneri sono bloccati facilmente dalla difesa dei Dubliners, ma di contro gli arancioneri non si rivelano pericolosi. Nel secondo tempo Danilo Trojer ha il colpo di genio, che vale i tre punti: l’ingresso in campo William Cioè. Il giocatore, arrivato nell’ultima sessione di mercato, porta con sé due assist importantissimi: il primo per Vincenzo Mosca, il secondo per Silvio Urbano. Il Milan incappa in un’altra sconfitta, che porta alle dimissioni del mister Antonio Di Gloria: al suo posto arriverà Gioacchino Giamberduca.
Migliore in campo: William Cioè
Peggiore in campo: Fabrizio Lopresto

Fublet – Sampdoria 1-1
Una partita che fa ritornare alla Stagione 1, nella quale entrambe le squadre dovevano far fronte alla paura di andare in Serie B. Delle due, la squadra ligure si salvò, mentre il Fublet scese in Serie B. A distanza di 3 stagioni, si può parlare invece di 2 squadre che puntano all’Europa. Il match è equilibratissimo e lo spettacolo risente del fatto che nessuna delle due squadre voglia perdere. Il primo tempo porta al parziale di 0-0, con le due squadre che sembrano essersi studiati a vicenda. Nei successivi 45′ saltano i tatticismi e i due club iniziano a creare molto di più. A passare in vantaggio sono i blucerchiati, grazie al goal di Marco Fragale al 52′. Il vantaggio non durerà molto: dopo tre minuti arriva il pareggio del Fublet con Matteo Occioni. Le successive azioni vengono sventate dai portieri dei due team, che forniscono un’ottima prestazione. La partita finisce 1-1: un risultato giusto, ma che non accontenta nessuna delle due squadre.
Migliore in campo: Matteo Occioni
Peggiore in campo: Yuri Baldacci

Lazio – Sassuolo 8-1
Uno dei peggiori parziali di questa stagione, inferiore solo a Cremonese-Cesena di questa stessa giornata. La Lazio sembra una delle principali candidate allo scudetto, nonostante la sconfitta in casa contro gli attuali leader della competizione. Nel Sassuolo quasi nessuno sufficiente: si salva giusto Gianmarco Maddaluna, che ha segnato per i neroverdi al 39° minuto. A segno per i padroni di casa Marco Francesco D’Anca, alla sua prima rete in carriera nella massima serie, Alessio Scarciotta, che con una doppietta si riprende dall’espulsione rimediata in nazionale, Antonio Di Gloria, che ne segna altri due dopo la tripletta in Under 21, e Federico Gallarato, vero e proprio mattatore del match, che si prende anche il premio di Migliore in Campo.
Migliore in campo: Federico Gallarato
Peggiore in campo: Michele Cavaliere