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Recensione di Far Cry New Dawn


Ubisoft è una casa produttrice che è riuscita a ritagliarsi nel mondo videoludico una fetta importante di utenza, spesso producendo e pubblicando titoli memorabili come Assassin’s Creed e Far Cry.
In tal senso, ha contribuito la sua evoluzione alle richieste di una gran parte del mercato rispettando totalmente la sua filosofia. Con Assassin’s Creed Odyssey, titolo che viene aggiornato frequentemente e offre un moltitudine di contenuti, si è sperimentato un primo approccio in salsa GdR, più profondo rispetto a Origins, capace di fondere le meraviglie dell’Antica Grecia alle origini dei Frutti dell’Eden.
La casa produttrice francese ha tentato di ampliare la stessa metodologia in Far Cry New Dawn, seguito di Far Cry 5, ambientato nella contea di Hope County, in Montana, diciassette anni dopo le vicende del Novellino impersonificato dal videogiocatore nel conflitto contro la famiglia Seed.
Dopo il disastro nucleare, i sopravvissuti si ritrovano a dover combattere per ogni risorsa e contare sulle proprie forze per contrastare le gemelle Mickey e Lou, a capo dei Guerrieri della Strada, un gruppo che si è impossessato di gran parte degli Stati Uniti e anche di Hope County.
Il videogiocatore vestirà i panni di uno scapestrato e molto fortunato straniero che si ritroverà a dover conquistare ogni parte di Hope County con fucili a pompa, dinamite e… Sparaseghe. Verrà incaricato di proteggere Prosperity e far crescere la comunità in vista delle minacce correnti reclutando ogni aiuto possibile.

Una personalizzazione simile al predecessore, ma…

Una volta scelto il sesso e gli indumenti del personaggio in una schermata che non offre una vasta scelta per personalizzarli, al videogiocatore verranno presentati i tratti, utili per sviluppare le abilità passive del personaggio e farlo sopravvivere all’inferno nucleare proposto da Ubisoft. Se nel predecessore alcuni strumenti venivano già forniti, in questo sarà importante sbloccarli coi punti tratto attraverso le missioni secondarie, la liberazione degli avamposti, la ricerca dei materiali, la caccia e il reclutamento di specialisti come in Far Cry Primal e Far Cry 5. In totale sono venticinque tratti, contenenti il rampino, la fiamma ossidrica o il paracadute, strumenti fondamentali per avanzare nell’avventura.

… Ma coi GdR ci azzecca ben poco.

Forse imponendoselo, Ubisoft ha deciso di seguire una linea ruolistica che è stata implementata in maniera frammentaria all’interno di questa nuova produzione. Laddove un convincente sistema di shooting riesce a tenere incollato il videogiocatore, quest’ultimo si ritrova davanti a una quantità esigua di armi da utilizzare in cui sarà costretto ad aumentare di grado non migliorando le proprie caratteristiche, se non quelle del banco da lavoro e di tutta Prosperity. I gradi delle armi sono tre: base, secondo, terzo ed élite. Non cambiano né migliorano l’esperienza di gioco. Anzi, quest’ultima viene appesantita da un tentativo di emulare un gioco di ruolo, che però si ritrova a essere una scelta confusionaria all’interno di un titolo che dovrebbe ricordare la frenesia, la pazzia e un buon condensato di adrenalina. Laddove le armi venivano migliorate cacciando o cercando i materiali adatti in Primal o in Far Cry 5, con la possibilità in quest’ultimo di personalizzarle con mirini o silenziatori, in Far Cry New Dawn questa possibilità non c’è. Le armi sono tutte, noiosamente, impostate.

Stessa mappa, mondo diverso…

Ubisoft ha puntato su questa apocalissi nucleare ripresentando la medesima mappa di Far Cry 5, però cambiando alcune delle location più famose e scegliendo di presentare un mondo di gioco ormai totalmente avvolto dalla natura. Infatti questo è l’aspetto più convincente, sebbene ci siano altri titoli più ispirati. Quel che resta di Hope County è originale, diverso da un deserto sabbioso alla Mad Max o in un mondo devastato da radiazioni onnipresenti come in Fallout. Ubisoft ha puntato a offrire qualcosa di diverso, però mantenendo l’ambientazione già conosciuta al videogiocatore e all’appassionato di Far Cry 5. Non brilla, non è da lode. Ma è originale.

Reclutare per vincere…

Come già espresso, sarà fondamentale reclutare degli specialisti per continuare l’avventura in Far Cry New Dawn. In tal senso, il videogiocatore incontrerà personaggi vecchi e nuovi. Avrà a che fare con un cinghiale e un cecchino provetto, Hurk e Nick Rye, entrambi già conosciuti in Far Cry 5. La presenza di ogni specialista sarà fondamentale per il miglioramento di Prosperity in cui sarà possibile migliorarla dal menù raccogliendo l’etanolo, elemento fondamentale per l’intera campagna e le strutture, come il rame per il personaggio e altri vari componenti di creazione, che serviranno soprattutto per il crafting di alcuni oggetti per non essere mai carenti di esche o kit di pronto soccorso.

In sintesi…

Far Cry New Dawn è un titolo piatto e poco ispirato, forse troppo legato alla nuova filosofia di Ubisoft sui suoi marchi più importanti. Sebbene sia un’avventura che può essere conclusa in una quindicina di ore, resta comunque una grande occasione mancata per ripresentare Hope County in una chiave diversa, migliore e soprattutto in linea con quello che in molti aspettavano dopo un buonissimo lavoro con Far Cry 5. La linea ruolistica ora intrapresa da Ubisoft è riuscita a convincere con Assassin’s Creed, ma con Far Cry è un esperimento poco riuscito.

Saranno Famosi: Yuri Monti

Difensore centrale della Lupa Roma, 18 anni.

Senza ombra di dubbio ci troviamo davanti ad una delle migliori promesse del girone C della serie C, ma anche dell’intero panorama italiano. Monti è un difensore centrale molto forte che fa della tecnica la sua maggiore virtù. A soli 18 anni, infatti, possiede alcune caratteristiche davvero mostruose per il ruolo, come contrasti e marcatura, entrambi a 16. Come se non bastasse, Yuri ha anche un fortissimo senso della posizione (17), che lo porta ad essere quasi sempre al posto giusto nel momento giusto. Un giocatore con queste caratteristiche non può passare inosservato, ed infatti è arrivata pochi giorni fa la sua convocazione nell’Italia under 21.

Altre punti di forza di Monti si riscontrano indubbiamente tra le qualità fisiche, dove spunta una accelerazione a 16 ed una velocità a 17. Questi valori rendono Yuri uno dei difensori più veloci, capace di rientrare velocemente in una situazione di contropiede. Per questo, è il candidato ideale a rimanere come ultimo baluardo in caso di calci d’angolo o punizioni avanzate.

Da difensore centrale puro con compiti puramente difensivi, Yuri Monti è insuperabile. Se proprio volessimo trovare qualcosa in cui potrebbe migliorare, senza dubbio sarebbe la massima elevazione (per rendersi ancora più insuperabile nel gioco aereo) e la freddezza, con quest’ultima in realtà un po’ bassa (9). Alzando un po’ il valore della freddezza, Yuri Monti potrebbe davvero ambire ad eliminare le poche sbavature in quelle partite di per sé già perfette.

La Lupa Roma ha trovato in Monti un vero e proprio diamante, non solo per le sue abilità ma anche per i risultati che sta conseguendo sul campo. Su 31 presenze, infatti, il nostro Yuri è riuscito a mantenere una grandissima media di 7.21, con prestazioni coronate da un assist ed un goal.

Monti è un giocatore di cui sentiremo parlare sicuramente nel progetto, grazie anche ad una attività invidiabile che lo porta ad essere sempre al centro dell’attenzione. Con la sua maschera, le sue prestazioni sul campo ed il suo “progetto” nell’Asylum, Yuri Monti ha ancora molto da dire nel Progetto; ed Il campionato non vede l’ora di poterlo continuare ad ascoltare.

Scitto da Alessandro Caluri

Revisionato da Antonio Del Prete

Conferenza Stampa: Juventus – Fiorentina

Due squadre con una situazione di classifica completamente diverse.

Da un lato la Juventus di mister Terlati cerca di confermare il terzo posto e tenere a distanza il Progetto Gaming dal prossimo posto certo per la Champions League di S5.

Dall’altro c’è la Fiorentina che tenta di rimanere a galla in una spietata lotta salvezza che vede invischiata mezza classifica.

Press Room Allianz Stadium

Arriviamo nella sala stampa dell’Allianz Stadium e partiamo con le domande a mister Torcolini:

Buongiorno mister, come Progetto X avremmo delle domande da farle, ma partiamo dalla preparazione; affronterai una squadra in buona forma e ancora impegnata in ambito europeo e nazionale per un posto in Champions League S5, mentre per voi ogni punto guadagnato è oro nella corsa salvezza. Come intendi approcciarti contro gli uomini di Terlati stasera?

La Juventus è una squadra anni luce avanti a noi. Hanno giocatori attivi e importanti che hanno giocato in competizioni importanti e prestigiose come la Nazionale o la Champions. Sono una delle squadre più forti del campionato, non è facile per noi sopratutto per la posizione e lo svantaggio dell’ultimo posto disponibile per salvarsi. Giocheremo alla morte come sempre sperando in un risultato positivo.

Se hai avuto modo di studiare la Juventus, qual è secondo te il punto debole su cui fare leva e su cosa dovrete prestare attenzione?

Attenzione su tutto. Giocano con le ali, Paudice è un giocatore che “conosco” perché l’ho allenato nel fantasy pg e mi piace molto, è un profilo forte e può crearci problemi. La Juve ha 11 uomini più i sostituti che possono entrare ed essere capaci di mettere in difficoltà chiunque. Dovremo giocare in modo perfetto, spero che le mie tattiche diano effetto positivo, con la Cremonese non è andata come speravo. Con l’Atalanta in ambe le partite sia il 2-1 crashato che il 4-1 registrato ho visto qualche sprazzo del mio calcio. Bisogna essere perfetti e sperare che loro non siano al top.

Hai giustamente fatto notare come i vostri prossimi avversari siano forti in base all’attività che svolgono da più stagioni. Tolto la stella della squadra Marchi, chi è, secondo te, un possibile uomo simbolo per il futuro dei Viola?

Stiamo valutando i profili giusti per la prossima stagione. Stiamo valutando tutto, qualsiasi persona adatta pur di portare bonus in questa squadra. Non voglio gente demotivata, voglio gente che rema dritto come tutti, che sia trainante verso i compagni! Quindi tutti sono sotto la lente, speriamo in risposte positive.

Da tempo, negli ambienti di mercato, si parla di un forte interesse della Lazio e della Cremonese per Marchi. Ha avuto modo di parlare con il giocatore e capire quali siano le sue intenzioni in vista della S5, anche in caso di retrocessione?

Allora io sono arrivato da poco, ho parlato con la società, mi hanno informato che Marchi vuole andare via, lo sappiamo tutti è inutile nascondersi. Non ho parlato direttamente con lui, ci sarà modo e tempo. Ovviamente se dovessi riuscire a convincerlo a rimanere, sarebbe un colpo di mercato ulteriore per noi. In tal caso invece dovesse ribadire la volontà di andare via proveremo a soddisfare le sue richieste. Ma prima dare soldo e dopo vedere cammello come si suol dire. Deve arrivare una proposta in tal caso che ci faccia sorridere sopratutto a noi, perché perdiamo un giocatore importante e nel mercato di ora i giocatori forti e attivi costano.

Ha espresso eventuali preferenze su quali sono le squadre presso cui andare a giocare?

Non posso dirlo. Le questioni di spogliatoio rimangono nello spogliatoio.

Ringraziamo mister Torcolini, dall’Allianz Stadium è tutto.

Juventus – Torino: più di un derby

La pioggia sembra non voler cessare e Torino è un via vai di tram, automobili e gente vestita di cappotti grigi. Questa è la pioggia che preannuncia la primavera e da quì a qualche settimana scoppierà il caldo.

Già da qualche giorno, il buon Santoro invia video di sfottò a mia moglie per fare in modo che io li veda. Nemmeno il tempo di realizzare lo 0-1 impartito al Progetto Gaming in Europa League (con 90 minuti ancora da giocare), che c’è già il derby.

In casa Torino quest’anno ci aspettavamo che andasse meglio, ci aspettavamo di poterci affermare come realtà solida anche nel gioco, ma per vari motivi ci siamo ritrovati a condurre una prima parte di stagione “sciapita”, senza demeriti e senza onori. Da Gennaio però qualcosa è cambiato.

Magari Sedda è solo un tecnico alla Allegri, un allenatore a diesel, che partono piano e poi si ritrovano con la piena potenza di fuoco sul finale.

Già dalla mattina si parte, lo sfottò in pubblica piazza con la dirigenza juventina è parte del derby. Nei bar e nelle scuole ci si confronta su chi sia la squadra più forte, se la Juventus campione d’Italia oppure il Torino che sta facendo sognare quella parte di città romantica e nostalgica.

In casa Torino si preferisce rimanere con un profilo basso, la tensione c’è e tutti l’avvertono, ma io non posso non godermi un giorno simile.

Io, juventino sfegatato nel fuffa, da quando ho messo piede in questo progetto ho sempre voluto ruolare in un unico modo: contro le squadre blasonate e il tifo mainstream. Sì, perché parliamoci chiaramente, è facile tifare per una grande piazza e grandi squadre come Milan, Juventus, Napoli, Roma o Inter. Ma avete mai pensato cosa significhi portare in alto il blasone di squadre come Torino, Genoa, Sampdoria e tutte quelle squadre che sono additate come “fascia media”? Per me questo è uno stimolo immenso. È lo stimolo che mi ha alimentato fin da S2, quando scelsi di vestire granata e aiutare nel costruire un gruppo con determinati aspetti caratteriali e filosofia di approccio al gioco.

11 Marzo 2019 – ore 20:30.

L’Allianz Stadium è già pieno. Lo spicchio di stadio con i 2.075 tifosi granata tra la tribuna Est e la curva Nord viene sovrastato dai fischi dei bianconeri, che sono ben 39.432. Ma loro sono lì, cantano e sventolano bandiere col toro bendato sopra.

Siamo nello spogliatoio, già tutti carichi. C’è silenzio, il mister spiega le ultime indicazioni, ma alcuni di noi sanno già cosa fare. Guardo i miei compagni, vedo che alcuni fanno avanti e indietro nervosamente, mentre qualcun’altro si è immerso nella sua musica preferita.

“Ok ragazzi, ci siamo. È tempo di uscire” esorta il mister.

Ci disponiamo in fila indiana, davanti a tutti c’è Sedda, stasera capitano in assenza di Pauletto. Si guarda con aria di sfida con Agosta, capitano e fantasista della Juventus fin dalla prima stagione. I più concentrati sembrano essere Frunzio e Deidda, con Gianluca Pusceddu gasato a mille per la tensione che si respira in quel minuscolo tunnel.

20:50, si entra in campo.

Il Derby della Mole ha inizio

Inno della Serie A di rito, sguardi dritti verso la tribuna Ovest, scambio di saluti per le telecamere e poi via verso le proprie posizioni in campo.

Sedda stringe la mano ad Agosta, entrambi sono fieri della fascia che portano al braccio e sanno che sarà battaglia vera.

Noi ci disponiamo con Fagone in porta, davanti a lui ci siamo io, Avogaro, Sedda e Frunzio da sinistra verso destra. A fare da diga a centrocampo Gianluca, con Figoni e Deidda a creare occasioni in mezzo al campo. Davanti a me sulla trequarti c’è Vanali, al lato opposto sulla destra Iadicicco. In attacco il solo Pennisi.

La Juventus si schiera a specchio nell’altra metà campo, con Carrano tra i pali, Bassissi, Amadori, Gallorini e Stranges. In mediana Del Prete, regia affidata ai piedi educati di Pejcic e Agosta. Il mio diretto avversario sarà Paudice, sulla fascia opposta ad occupare Frunzio ci sarà Zirattu. Bicocchi, ex granata, unica punta.

L’arbitro osserva le due squadre, porta il fischietto alla bocca, guarda l’orologio, si parte!

Abbiamo pagato caro due svarioni difensivi del nostro portiere, purtroppo.

Entrambe le squadre hanno lottato alla pari, purtroppo la differenza l’ha fatta Carrano che è riuscito ad ipnotizzare il nostro attacco.


A malincuore mi tocca ammettere che per quest’anno il derby è bianconero, essendo l’andata conclusasi con un 1-1 e questo ritorno con un amarissimo 2-0.

E, lasciatemelo dire, è per partite come queste che non ci stancheremo mai di ruolare! Onore ai rivali gobbi, anche se stamattina un tifoso mi chiedeva dove fosse Piazza Castello…

Crash Team Racing Nitro Fueled

Come in molti sapranno, dalla mezzanotte del 21 Giugno 2019 è stato finalmente reso disponibile il remake di Crash Team Racing, gioco che anni fa è stato capace di far divertire grandi e piccini a suon di sgommate e missili in faccia. Ma cosa aggiunge questo “nuovo” titolo? Andiamo a scoprirlo!
Nel remake di CTR, giocabile su diverse piattaforme (PS4, Xbox, Switch e Steam) il giocatore ritrova tutto quello che aveva lasciato quasi vent’anni fa… e molto di più!
Il titolo, infatti, oltre alla sempreverde modalità offline offre una vasta scelta per quanto riguarda l’online, mettendo a disposizione tutte le piste vecchie con in più alcuni ripescaggi dal secondo titolo (Crash Nitro Kart).

Modalità di gioco

Oltre all’avventura classica, che è un po’ la base del gioco, c’è la possibilità di gareggiare contro il tempo, di giocare alla modalità “CTR” (dove devi raccogliere dei gettoni, oltre ovviamente ad arrivare primo) e la battaglia. C’è una grandissima selezione di personaggi, dal tradizionale Crash ad alcuni dei suoi nemici storici come Papu Papu o Pinstripe. La novità principale, oltre ovviamente all’aggiunta dell’online, è l’enorme personalizzazione che il gioco ci mette a disposizione; ad ogni gara vinta infatti ci vengono regalati dei gettoni con i quali è possibile comprare alcuni accessori, come ad esempio la skin di Crash sommozzatore (che abbiamo visto in Crash 3) o il colore blu elettrico per il proprio kart. Nel Pit Stop (Questo il nome del negozio) è possibile anche sbloccare personaggi. Il gioco ha la funzione di salvataggio automatica, quindi non c’è neanche la preoccupazione di dimenticarsi di salvare. Per quanto riguarda l’online, forse la parte più interessante, è possibile gareggiare con utenti di tutto il mondo in tutte le modalità previste nell’offline; puoi fare una corsa semplice oppure una battaglia, con tutte le sue numerose modalità. Per ogni gara puoi scegliere il numero di NPC che parteciperanno e la pista sulla quale correre.

Detto questo, è un gioco che merita di essere comprato, quindi riscaldate i motori e tuffiamoci insieme nel passato!

Saranno famosi: Luigi Mainiero

Terzino sinistro della Lupa Roma, 21 anni

21 Anni, di nazionalità italiana. Luigi Mainiero è il corridore pilastro del lato sinistro della Lupa Roma.

Il giovane difensore, alto 1,70, può vantare qualità mentali sopra la media. Qualità importanti che lo aiuteranno a crescere da solo all’interno del gioco investendo sul PA; da segnalare sopratutto un grande carisma (17) ed un ottimo intuito (17), il tutto arrotondato da una spiccata aggressività (16).

Luigi può farsi vanto di possedere un grande mancino, le sue qualità tecniche puramente da terzino offensivo sottolineano una forte abilità da crossatore (16), allo stesso tempo grande senso difensivo, con un contrasto elevato (16); per concludere con una particolare abilità nel gioco da fermo (16 Calci piazzati e 14 Calci d’angolo).

Mainiero brucia gli avversari senza sosta con una spiccata accelerazione (16) e velocità (16).

Questa stagione, fino ad ora, vede per il giovane terzino una media complessiva del 7,58; decisivi i 3 gol e i 9 assist, che gli hanno permesso di vincere per ben 8 volte il premio come Migliore in campo.

Luigi Mainiero, a 21 anni possiede ottime abilità in tutti i tre “settori”, non gli resta che migliorare esponenzialmente. Il futuro è nelle sue mani.

A cura di Gad Hakimian |

Revisione di Del Prete Antonio

Terzino sinistro della Lupa Roma, 21 anni

Saranno famosi: Angelo Mosciaro

Centrocampista difensivo del L’Aquila, 20 anni

20 Anni, di nazionalità italiana. Angelo Mosciaro è il comandante del centrocampo rossoblu.

Giovane, alto e forte. 1,81 x 74 Kg. Nelle sue qualità mentali si può notare un grande spirito di impegno (16) e allo stesso tempo una vasta visione di gioco (16), altamente determinato (15) e aggressivo quanto basta (14).

Angelo detta il ritmo del centrocampo con la sua abilità nei passaggi (16), e lottando su ogni pallone con i suoi duri contrasti (15).

Mosciaro non fatica di certo a muoversi nel centrocampo, infatti possiede una possente forza (16), che è solo la ciliegina sulla torta delle qualità fisiche, riporto di conseguenza: un grande equilibrio (15), un invidiabile integrità fisica (14) e una costante resistenza (16).

Con un totale di 26 partite in questa stagione, nel complesso ha messo da parte una media di 6,80; da sottolineare le 7 ammonizione e 2 espulsioni totali. Per lui solo 2 gol e 1 assist.

Angelo Mosciaro, sta vivendo una stagione leggermente sottotono, ma deve migliorare costantemente, e – con le giuste modifiche – avrà un futuro invidiabile da tutti.

A cura di Gad Hakimian

Revisione di Del Prete Antonio

Centrocampista difensivo del L’Aquila, 20 anni

Brescia-Spezia 4-2, Franco: “Sono dispiaciuto per il crash. Con un paio di colpi di mercato il Brescia è da promozione”

Buonasera Mister. Allora, partiamo da un argomento delicato: il crash. Al primo giro avete pareggiato 2-2 rimontando dal 2-0 Spezia. Al secondo avete vinto 4-2, con uno Spezia mai in partita nel risultato. Cosa è cambiato o cosa ha cambiato in corsa (la formazione ufficiale non poteva essere modificata)?
Sono sinceramente rammaricato per il crash, preferisco far punteggio pieno senza seconde chances. Ovviamente il gioco è carente sul comparto online, purtroppo questi inconvenienti capitano e mi sono anche trovato nella situazione che ha vissuto lo Spezia, è frustrante ma va accettato. Per rispondere alla domanda, non ho cambiato davvero nulla, semplicemente la partita è iniziata diversamente, segnando al 4 minuto i giocatori hanno acquisito morale e il match ha preso una piega totalmente diversa. In corsa, nel secondo tempo ho semplicemente levato delle istruzioni al terzino destro, chiedendogli di pressare meno e verso il 65′, son passato al 433 che mi aveva fatto rimontare il match pre-crash.

Soffermandoci sulla seconda sfida. Una grande prova dell’attacco, ma avete comunque preso 2 gol. Il reparto offensivo è il vostro punto di forza, mentre la difesa quello da migliorare? Se si, in cosa?
No, secondo me la difesa non va rivista, ci sono moduli che subiscono contro altri moduli, semplicemente quello dello Spezia trova terreno fertile contro una squadra che fa possesso e parte centralmente. Purtroppo non posso giocare largo anche io per mancanza di organico. Quando metto il 433, a destra son sempre costretto a mettere giocatori fuori ruolo.

Ultima domanda, dopo questa vittoria, dove vuole arrivare il Brescia?
Ho preso il Brescia in quartultima posizione, ora ci troviamo a 3 punti dai play off, in una classifica cortissima. Spero di rimanere in scia e provare a piazzare qualche colpo durante il mercato. La squadra ha davvero bisogno di poco per diventare seriamente competitiva. Già il Ds Fazzini è a lavoro, ci stiamo muovendo sia in entrata che in uscita.

Diego Spezzacatena

Portogallo-Italia 2-1, De Donatis: “Come lo marchi Ronaldo? Le convocazioni dipendono dall’attività”

Il sogno azzurro si ferma in Portagallo, in modo duro e sfortunato. L’Italia di De Donatis perde 2-1, grazie ad una doppietta di Ronaldo intervallata dal pari di Iadicicco, 3 gol nelle ultime 2 presenze in azzurro.
L’Italia regala un po’ un tempo, poi De Donatis passa dal 4-4-2 al più collaudato 4-2-3-1 e trova il pari con Iadicicco, mettendo i lusitani alle corde. Nel finale, però, Ronaldo beffa la retroguardia azzurra al 92′, con un gol da centravanti vero.

Queste le parole del CT.

Mister buonasera, allora sicuramente ci troviamo a vivere una serata diversa, la prima sconfitta di questa gestione. Una sconfitta, per noi, anche un po’ immeritata visti i numeri. Cosa ne pensa lei?
Sì, immeritata. Nel primo tempo non abbiamo giocato bene, subendo troppo. Ma nel secondo abbiamo ripreso il controllo del centrocampo, abbiamo trovato il pareggio che meritavamo di mantenere fino alla fine. Peccato.

Dal punto di vista tattico, perché nel primo tempo non abbiamo giocato e nel secondo si? Non siamo fatti per il 4-4-2?
Vista la non urgenza di far punti ad ogni costo, ho voluto provare le due punte. Così facendo abbiamo pagato l’inferiorità numerica a centrocampo. Nel secondo tempo siamo tornati a 3 in mezzo, e contro il centrocampo folto del Portogallo la differenza si è vista. Ritengo però il 4-4-2 una soluzione possibile per il futuro, a seconda delle partite.

Si poteva fare di più per contenere Ronaldo? O questi giocatori sono letteralmente “immarcabili”?
In teoria si può sempre fare di più. In realtà… come lo marchi Ronaldo? Secondo me abbiamo perso per altri motivi.

Chiudiamo con Iadicicco, che dopo questo doppio impegno sembra aver preso la Nazionale sulle spalle. E’ nata una “titolarissima” dell’Italia?
Che bomba, Angela! L’ho sempre convocata per la sua grande attività e quindi queste super prestazioni mi fanno piacere. Ma le convocazioni non dipendono dalle prestazioni, bensì dall’attività. Se Angela continua così, bene per tutti!

Perfetto. Grazie mille per la disponibilità e in bocca al lupo per il futuro, anche per una pronta ripresa del suo Genoa.
Grazie mille, ne abbiamo davvero bisogno!

Polonia-Italia 1-4, De Donatis: “Sono felice, è andato tutto per il verso giusto”

L’Italia di Alberto De Donatis stravince in Polonia, grazie ad una prova di squadra quasi impeccabile. L’Italia passa in vantaggio con Aperio e raddoppia con Patarozzi, sempre con un grande Aperio sugli esterni. Il genoano poi si infortuna e lascia il posto a Iadicicco, che ha un impatto devastante sulla sfida con 2 gol bellissimi e pesanti.
Nel finale la Polonia accorcia con Milik, ma non basta e soprattutto non dà la spinta per tentare una rimonta a quel punto impossibile.

Queste le parole di De Donatis a fine gara.

Buonasera mister. La sua prima vittoria, grande Italia. Cosa ci vuole dire d’istinto a caldo?
Bellissima sensazione, grande prestazione. Sono molto felice. Quasi tutto per il verso giusto.

Prova eccezionale dell’attacco, dopo i problemi delle precedenti gare. Secondo lei qual è stata la svolta?
Attacco molto volenteroso e attivo, grande gioco sulle ali. I loro terzini non erano rapidissimi, hanno pagato la velocità dei nostri esterni. E siamo stati ben bilanciati anche dietro, buon recupero palla.

Iadicicco entra dalla panchina e svolta la gara. Franco buon esordio. Chi altro l’ha colpita positivamente? Qualcuno dei “nuovi”?
Verissimo, grande impatto di Angela, che personalità! Bene Claudio, ma bene tutti in generale. Mi piace sottolineare l’ottima partita in chiusura e spinta di Abate.

Dopo questa vittoria, in vista del Portogallo, si può concretamente guardare al passaggio del turno?O meglio godersi solo la salvezza?
Diciamo che andiamo in Portogallo con un’altra urgenza di risultato. Era fondamentale confermarsi in questa categoria. Il Portogallo è la squadra più forte in questo girone, quindi arrivare dietro di loro non sarebbe una tragedia. Ma ora possiamo andare a giocarcela con una rete di sicurezza abbastanza solida.

PerfettoGrazie Mister, ci vediamo a Lisbona!
Grazie a voi, Spezzini!

Diego Spezzacatena