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PROGETTO FM – Mantova: Avanti tutta!

È sempre una splendida notizia quando una nuova squadra viene fondata dal niente e si appresta, anche se a stagione inoltrata, a gareggiare per qualche obiettivo nel campionato online più grande di Football Manager. Questa squadra, che abbiamo oggi ai microfoni attraverso alcuni suoi esponenti (dirigenti e giocatori), è il Mantova; questa squadra è una realtà per l’appunto nuova, ricca di ambizioni e di nuovissimi talenti. Vediamo come stanno vivendo questa “nuova” esperienza, intervistando i protagonisti.

Iniziamo col presidente: Gianluca Fiorucci.
Essere un presidente non è facile, non tanto per il risvolto economico, ma per il duro lavoro che c’è dietro. Cercare uno staff adeguato, dare il via a un progetto che non sia solo momentaneo, ma che possa durare nel tempo. Per essere presidenti serve tanto impegno e voglia di fare. Tutte caratteristiche che, sin dal primo momento, abbiamo notato che tu possiedi. Ci puoi svelare i retroscena dell’acquisizione del Mantova? Cosa ti ha portato a rilevare la società?

Ti ringrazio, ma credo che ne ho di strada per imparare. Beh ti dirò sono entrato nel progetto e subito con mia grande fortuna sono entrato in una realtà come quella di Parma che ha delle basi molto forti. Lì, il duo GallaratoCollano, mi han affiancato spiegandomi tutto e nello stesso tempo mi han trasmesso una voglia di fare e di provare a fare qualcosa di più del semplice calciatore. Dopo una decina di giorni che il Progetto ormai era parte delle mie giornate, decisi di comprare una squadra; avevo un po’ timore di dover aspettare tanto visto che in fondo non conoscevo nessuno, ma ecco di nuovo il magico duo mi portano Pistidda come MM e Fiore come Ds, ma uno dei momenti più belli è stato quando ho chiacchierato con Gad. Avevo parlato già con un paio di allenatori, ma con lui è stato amore a prima vista era entusiasta voleva fare si leggeva la fame che aveva in ogni parola. Ed eccoci qui che ti sto a parlare della migliore forza del Mantova che non sono io, ma il mio staff Gad, Fiore e Paolo cuore pulsante del Mantova che per ora fa miracoli con 15 utenti in classifica live. Si punta di sicura in primis a rimanere su questo andazzo.

Oltre alle grandissime responsabilità, il ruolo di presidente porta con sé anche molte soddisfazioni e gratificazioni. Quali sono i traguardi che più ti hanno reso soddisfatto? E inoltre, quali sono gli obiettivi che ti sei posto per questo Mantova, sia sul campo che fuori?

Beh i traguardi che mi han reso piu’ soddisfatto è arrivare a 13 giocatori in poco tempo, ma sicuramente quello che mi gratifica di piu’ è vedere ogni giorno i ragazzi che chiacchierano scherzano sul gruppo whatsapp, sembra quasi che si conoscano da una vita. Qualsiasi sia il risultato – una vittoria oppure una bastonata – sono pronti a dare una parola di conforto al loro allenatore, aldilà del risultato i ragazzi credono nel potenziale della squadra, ma soprattutto si definiscono una famiglia. Diciamo che non c’è risultato più bello. Per quanto riguarda gli obiettivi futuri che mi sono posto sicuramente è arrivare ai playoff in S6, ma soprattutto consolidare questo gruppo e renderlo veramente un fortino. Infatti ho dichiarato tutti incedibili e spero vivamente che rimarranno con noi al lungo.

Continuiamo adesso col direttore sportivo: Fiore Gabriele Giordano.
Innanzitutto voglio farti i complimenti dalla redazione di Free Kick per aver allestito una squadra estremamente attiva e competitiva in tempo zero. Questa attuale rosa, è quella che dovremmo aspettarci per la prossima stagione (la S6), oppure pensi che ci saranno altre sorprese all’orizzonte?

Grazie mille per i complimenti, fa sempre piacere riceverli dal proprio giornale, il merito di aver allestito questa rosa va in gran parte a Gad, che con un grande lavoro di scouting ha trovato questo grande gruppo di ragazzi, molto attivi. Per quanto riguarda la rosa della prossima stagione non vorrei cambiare quasi niente, ma tanto dipenderà dalla volontà dei ragazzi e perché no anche da qualche sorpresa.

Da un grande potere derivano grandi responsabilità; il ruolo del DS è, forse, uno dei più difficili dell’intero Progetto Gaming. Sicuramente lo è se si prende in consegna una squadra nuova, senza giocatori. Cosa ti ha spinto ad abbracciare il progetto Mantova? E poi, che consigli ti sentiresti di dare ai nuovi Direttori Sportivi del Progetto, o comunque a quelli che sarebbero tentati di prenderne il patentino? Magari, tra i tuoi giocatori, potrebbe già essercene qualcuno…

Secondo il mio punto di vista il ruolo del Ds molto spesso è sopravvalutato, il ruolo più difficile è l’allenatore.
Per quanto riguarda il progetto Mantova è stata quasi una casualità, io avevo desiderio di essere più di un semplice calciatore.
Quando Fiorucci mi fece questa proposta io ho subito accettato, anche perché conoscevo molto bene tutto lo staff. Poi essendo la mia prima esperienza da ds ho reputato che la scelta migliore doveva essere una nuova squadra.
Agli nuovi ed aspiranti ds dico: ascoltate sempre i consigli dei più esperti, partendo dal ds della vostra squadra, fino al capo dei ds benedetti ed a Pizzuti, che svolgono un grandissimo lavoro.

Proseguiamo con l’allenatore: Gad Hakimian.
Eccoci qua Gad. Compagni di squadra alla Juventus, ex esordienti alla Pro Vercelli ed entrambi nella redazione di Free Kick. Per chi non lo sapesse, anche marketing manager dell’Alessandria. Ci puoi svelare il tuo segreto? Cosa ti porta, stagione dopo stagione, ad essere un membro sempre più attivo e propositivo del Progetto Gaming? Quale consiglio daresti a chi, magari come i tuoi giocatori del Mantova, è per la prima volta immerso in questo favoloso campionato online?

Sono entrato nel Progetto grazie ad un post di Francesco Terlati su un gruppo Facebook di Football Manager che cercava di reclutare giocatori per la Pro Vercelli, nuova affiliata della Juventus. Interessatomi all’iniziativi decisi di aderire e mi trovai subito benissimo: ben accolto, circondato da gente simpatica, e con la sensazione di trovarmi in un bel ambiente organizzato. Da subito feci amicizia con parecchie persone, dirigenti e compagni d squadra, sopratutto la feci con Luca Brian Santoro. E’ il mio mentore, so che posso contare su di lui per qualsiasi cosa, e probabilmente se non fosse per lui non so se sarei attivo come lo sono adesso. Il consiglio che posso dare a tutti è vedere il lato positivo del Progetto, farsi grandi amicizie e divertirsi: che si vinca o si perda.

Ora vorrei farti una domanda più tecnica e centrata maggiormente sul progetto Mantova. Essere allenatori non è facile, perché ci sono traguardi da raggiungere e uno spogliatoio da mantenere quanto più possibilmente attivo. Cosa ci puoi dire di questo Mantova? Quali sono le tue maggiori gratificazioni? Inoltre, secondo te, quali sono le differenze (e quindi i punti positivi, se secondo te ce ne sono) tra ereditare la guida di una squadra già esistente e una di una squadra appena fondata?

Io sono innamorato di questa squadra: dallo staff ai giocatori. Ovvio, siamo solo agli inizi, ma è gente attiva, in gamba e molto simpatica. Su whatsapp sono attivissimi, così come nello spogliatoio a suon di memes; spesso ci capita di giocare anche ad altri giochi insieme e di parlare del più e del meno. Non si può non tener conto del fatto che comandiamo la live, siamo in 16 tra giocatori e staff, e da quando abbiamo iniziato siamo sempre in top 10 live. Sono fiero dei miei ragazzi e so che avranno tutti un grande futuro. Per quanto riguardo le differenza tra l’ereditare una squadra già formata e crearne una da zero ce ne sono un bel po’; non nascondo che stiamo facendo difficoltà in campionato ma è normale, partiamo da tutti CA 100 e non avevamo grandissime aspettative. Chiaramente io non sono un allenatore formidabile sul campo, mi ritengo uno più bravo “offline”, ma penso che col tempo migliorerò e sfrutterò al meglio i miei ragazzi. Possiamo ancora farci valere per questa S5, l’importante è non arrendersi e rimanere attivi, ringrazio sopratutto il presidente Gianluca Fiorucci per supportarmi sempre, qualsiasi sia il risultato.

Ottimo, finiamo con l’ultima intervista a due giocatori di questa grande squadra: Danilo D’amuri e Lorenzo Leotta.
Benvenuti nel Progetto Gaming, questa magnifica realtà che, siamo sicuri, già vi ha preso moltissimo! Da un mese o più ormai siete giocatori effettivi di una squadra nuova, il Mantova, che ovviamente si sta formando e si sta rendendo giorno dopo giorno sempre più competitiva. Quali sono, a caldo, le vostre sensazioni di questa squadra? Esulando il campionato (il Mantova è diventata umana a metà campionato), quali sono i traguardi che voi, come giocatori, vi state ponendo? Guardando al vostro futuro nel Progetto… cosa vedete?

[D’Amuri]: Prima di tutto mi presento: sono Danilo D’Amuri, difensore centrale e vice capitano della mio Mantova!
Fin dal primo giorno che sono arrivato qui ho capito di aver fatto la scelta giusta come prima esperienza nel Progetto e non potevo scegliere di meglio.
Da quando abbiamo iniziato il nostro piccolo percorso ci siamo posti già l’obiettivo per l’anno prossimo, ed è la Serie B, ma ho fatto capire a tutti che punto ad arrivare alla nazionale fin da subito dato che nelle ultime partite è arrivato non solo il goal (grazie al mio ammo Kevin Ricchiuto per l’assist) e la mia prima top 11 della settimana.
Non ho altro per la testa per adesso, solo di portare questa squadra in alto.

[Leotta]: Grazie per l’intervista. I compagni di quadra e la società sono fantastici, ma anche fortunati ad aver preso un imminente crack come me. È chiaro che non posso accontentarmi di galleggiare nella mediocrità, quindi punto senza dubbio a sviluppare tutto il mio potenziale.

Come ogni nuova squadra, il Mantova sta sicuramente già guardando con attenzione alla prossima stagione, la S6. La rosa, composta da brillanti talenti (come voi), sta attirando sicuramente molte attenzioni. Qual è l’atmosfera che si respira all’interno dello spogliatoio? In che rapporti siete con il mister, con il DS e con il vostro presidentissimo?

[D’Amuri]: Vero, siamo una squadra giovane ma soprattutto attiva. Abbiamo degli obiettivi seri ed è per questo che siamo sotto gli occhi di tutti (certo alcuni risultati possono dimostrare altro ma vi assicuro che l’anno prossimo non saremo così spavaldi). Ma voglio precisare che tutto questo è grazie alla nostra società che ci sta aiutando moltissimo ed infatti in poco tempo non solo siamo una squadra ma un gruppo di amici/fratelli che ci si aiuta anche nel momento del bisogno. Cosa devo dire per il mio presidente? Vorrei che ci fossero più uomini come lui in questo Progetto perché è veramente fantastico e affidabile. Ed il mio allenatore poi solo una cosa, è solo grazie a lui se ho accettato il mio primo contratto da professionista.

[Leotta]: Siamo una realtà recente, e stiamo sfruttando questa metà stagione come rodaggio. Dall’anno prossimo saranno cazzi amari per tutti. Passando ad un’analisi più dettagliata, lo spogliatoio è ottimo, al di là della curiosità morbosa destata dal mio cognome, sono ormai un leader indiscusso per i miei compagni. L’allenatore è scarso, diciamolo chiaramente, ma è una persona di una dolcezza e di una simpatia istantanee, quindi come fai a cacciarlo? Al massimo passeremo all’autogestione ma mister Gad non si tocca se no faccio un casino. Il ds non lo voglio più sentire nominare da quando non è riuscito a farmi convocare in U19, diciamo che a livello nazionale ha dimostrato di valere quanto il 2 di coppe quando la briscola è a mazze. Infine il presidente Fiorucci è un uomo straordinario, sogno di alzarlo in trionfo mentre piange con la Champions League in mano. 

Un’ultima domanda per voi! Free Kick spesso analizza i nuovi giocatori più promettenti, ma anche le squadre della Serie C che mostrano realtà più interessanti (per esempio il Mantova). Cosa ne pensate di questo nuovissimo Mantova? Quali sono, se ci sono, i consigli che vorreste dare alla vostra società?

[D’Amuri]: Non ho consigli per la mia società, anzi loro stanno facendo un lavoro bellissimo non solo per la mia carriera ma a tutti noi noi giocatori del Mantova. Hanno creato una squadra unica!

[Leotta]: Niente di che, bisogna solo insistere e non demordere. Bastano giusto un paio di accorgimenti a mio avviso: capitano e calci piazzati assegnati a me, e non a quel terzinaccio di Kevin, e cambiamo il centravanti perché Sarnicola non segna nemmeno se il portiere avversario si sposta.

Ringrazio i membri di questo grande Mantova per l’intervista, tutto lo staff di Free Kick augura loro grande successo in futuro!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian | Grafica di Kevin Ricchiuto

PROGETTO FM – Pappalardo: “Ho promesso la salvezza, e la raggiungeremo insieme.”

Oggi Free Kick propone un faccia a faccia del tutto interessante.
L’inviato Palladino viene accolto da uno dei membri più bravi e professionali di Progetto Gaming.

Buonasera ad un uomo che sto amando giorno dopo giorno e che si è sacrificato inesorabilmente per la causa.
Un uomo che ha risollevato e migliorato le sorti di diverse squadre e che interpreta il ruolo come pochi.
Ho il piacere, ladies and gentlemen, di presentarvi FrancescoFrappoPappalardo.
Salve Sir, non inizio con una domanda ma voglio che lei lanci uno dei suoi messaggi di apertura.

Ciao a tutti amiconi di Free Kick, è un onore essere qui e più in particolare lo è esserlo per il motivo per cui ci sono!

Perfetto, non abbiamo capito una ceppa ma è così che ci piace.
Dunque signor Frappo, dopo diverse esperienze significative è approdato al Milan.
Cosa significa per lei questa scelta, pur sapendo annessi e connessi inerenti Casa Milan?

Facciamo a gara a chi si fa capire di meno?
Beh gli annessi e connessi sono il motivo principale che mi ha portato qui.
Il DS è una delle figure di maggiori responsabilità nel Progetto e vedere una situazione come quella che si viveva al Milan faceva male al cuore di chiunque tiene al Progetto, nella sua unità. A maggior ragione, se pensi che il Milan, nella vita reale, è una delle squadre preferite di tantissimi utenti del Progetto, non era giusto per queste persone vederla toccare il fondo. Vedevo la mia squadra – l’Empoli – e il clima magnifico che avevamo instaurato, e ho pensato che un clima così bello fosse un diritto inalienabile per chiunque viva questa community. Così mi sono messo in gioco e ho provato a portare la mia positività a Milano. Ecco cosa significa per me questa scelta, sfida e responsabilità!

Molto bene. Qualcosa si muove in panchina: è solo lo schienale. Ricordiamo che il vecchio manto erboso di tipo sintetico è stato sostituito da una moquette.
Tornando a noi, tutto ciò le fa onore. Può spiegarci il suo segreto?

Se lo schienale si muove, forse dovrei cazziare Staniscia, che caspita lo tengo a fare un falegname in squadra se non aggiusta nemmeno le panchine?
Il mio segreto sta nell’aver capito che tutto questo è un gioco, nel saper giocare e nel coinvolgere altre persone nel gioco. Tutto il resto viene da se.

Lei è un uomo dalle mille risorse.
Intanto qui dal suo appartamento c’è una bellissima vista. Siamo circondati dalle dune, duna meno un quarto circa.
Ricordiamo anche che lei è riuscito a portare calciatori dall’alto profilo ed è riuscito a coccolare quelli già in squadra, ma se dovesse scegliere il suo miglior colpo invernale, su chi ricadrebbe la scelta?

Beh, con lo stipendio da DS non ti ci paghi l’attico a San Francisco, mi dispiace se il mio appartamento la sta disturbando e la prossima volta allieterò la sua vista con dei bellissimi poster; anche perché io stesso ho difficoltà a trovare poster-ggio.
Questa è una domanda abbastanza stronza, i miei calciatori hanno tutti qualcosa di speciale e li scelgo abbastanza attentamente, quindi potenzialmente son tutti colpi, ma la persona più bella che sto conoscendo grazie al fatto di averla acquistata è sicuramente Denis Coghi, grandissima persona, disponibilissimo nonostante un lavoro, una figlia e una figura professionale decisamente di rilievo al Sassuolo!

Intanto do un occhiata al meteo. Il primo di Aprile promette un cielo sgombro e filetti di merluzzo e ricordiamo che il canale di Venezia sarà visibile solo su Digitale Terrestre PG.
Lei ha avuto anche potere decisionale sulla scelta del nuovo tecnico, dopo la dipartita di Giamberduca. Che mezagio lancia al suo nuovo allenatore?

Sono felicissimo della mia scelta, perché se l’intervista fosse stata fatta quando ancora la decisione non era stata presa, alla domanda: “chi vedrebbe meglio su quella panchina?” Avrei detto “Palladino, l’unico in grado di buttare così tanti kitammuort da coprire gli scricchiolii della panchina”
Il mezagio che gli lancio è che non vedo l’ora di giocare con lui! Inoltre vorrei dargli un enorme in bocca al lupo, fino ad ora ha avuto ottimi risultati e spero li ripeta sempre (non proprio tutti però eh).

Torniamo Serì o Kantè, due grandi giocatori.
Eludo la sua superstizione e le chiedo: dove vede il Milan tra sei mesi? Ha più o meno un idea sullo scenario che troverà?

Posso dire con certezza che tra sei mesi il Milan sarà una squadra del campionato di Progetto Gaming, il più grande campionato online di Football Manager al mondo!
Ah volevi sapere cose meno ovvie? Beh, io credo nella salvezza, sono venuto qui promettendola ai miei tesserati e la raggiungeremo insieme. Spero di raggiungerla anche in campionato oltre che a livello sanitario.

Perfetto. Credo che la cosa possa finire qui.
Mi chiude l’intervista con un freestyle.txt dedicato alla sua squadra?

Vorrei esordire, bella raga!
Guarda il Milan come svaga,
Palla e il giro palla guarda il gioco come vaga,
Entro qui adesso, mi sa che ci salviamo altrimenti un po' perplesso ma vi giuro fa lo stesso!
Insegnagli sto lancio,
Esattamente come io da buon ds poi sistemo il mio bilancio!
Impostagli tutti gli allenamenti, frà non farli andare lenti, prima che poi ci sorpassano altrimenti!

Scritto da Pierpaolo Palladino | Revisionato da Gad Hakimian | Grafica di Kevin Ricchiuto

PROGETTO FM – Reggiana: “In S6 puntiamo ai playoff”

Abbiamo oggi qui ai microfoni di Free Kick: Simone Ronca e Claudio di Mauro, rispettivamente il Presidente ed il Direttore Sportivo della Reggiana!

Claudio com’è strutturata la dirigenza della Reggiana?

La Reggiana ha una nuova Presidenza formata da Simone Ronca e Guido Leone, due esperti membri del Progetto.
Io sono appena stato abilitato a DS e grazie alla fiducia che mi hanno concesso mi sono buttato in questa nuova avventura. Siamo un gruppo ambizioso e cercheremo di sfruttare al meglio la S5 per farci trovare pronti per la prossima stagione che vogliamo sia molto importante. Nel nostro gruppo si sono già aggiunti diversi nuovi elementi con un futuro molto importante e stiamo facendo il massimo per consegnare al nostro mister – Guido Leone – una rosa competitiva.
Al momento stiamo tentando di formare una rosa più competitiva possibile come prima cosa per poi ambire ad occupare un posto importante all’interno del Progetto.

È bello vedere una realtà sana come la vostra partire dalla C e puntare a prendersi una fetta importante dentro il Progetto. Detto ciò come ti trovi nel ruolo di DS alla Reggiana? Svolgi altri ruoli dentro al Progetto?

Mi trovo molto bene anche perché ho la fortuna di essere aiutato passo dopo passo da quello che ritengo uno dei miei migliori amici anche al di furi del Progetto, quindi un grazie speciale va a Salvatore Grassadonia che e’ anche il mio mister nell’Allessandria dove ho il piacere di giocare come portiere; poi chissà che il prossimo passo non diventi anch’io allenatore… prima però voglio diventare un buon DS.

Perfetto Claudio la ringrazio e continuo l’intervista con qualche domanda al presidente Simone Ronca!

Presidente le andrebbe di parlarmi del vostro progetto alla Reggiana? Quali sono gli obiettivi in questa e nelle prossime stagioni e parlarmi un po’ del tuo ruolo in questo Progetto?

Buongiorno a tutti.
In questa stagione io e il mio collega Guido Leone che è sia presidente che allenatore ci siamo prefissati come obiettivo di creare una squadra attiva e compatta, e per ora ci stiamo riuscendo! Abbiamo già reclutato 6 utenti, ed il nostro obiettivo è reclutarne 15 su 15 per la fine della stagione, mentre per la S6 vorremmo raggiungere la zona playoff.

Com’è nata l’idea di prendere in mano una squadra dalla C con l’obiettivo di farla crescere?

Inizialmente mi trovavo al Milan nel ruolo di DS, purtroppo in seguito ad alcune divergenze con lo staff che allora lavorava al Milan ho deciso di lasciare. Dopo le dimissioni vengo contattato da Guido Leone per chiedermi se insieme a lui volevo prendere la Reggiana per partire da zero, e non ho voluto rinunciare a quest’opportunità.

Be vedo che di certo non vi manca il giusto entusiasmo e sono certo riuscirete a coinvolgere un bel gruppo alla vostra società!

Come copresidente della Reggiana penso che nella  stagione prossima la nostra squadra con la rosa completa darà del filo da torcere a tutte le squadre. Ci faremo conoscere sul campo!

Scritto da Michele Grilli | Revisione e grafica di Kevin Ricchiuto.

PROGETTO FM – Tra gladiatori e falci

Oggi ai nostri microfoni abbiamo una rappresentanza del Novara e Livorno che da poco si sono unite.

Come avete conosciuto il Progetto? E cos’è diventato per voi il Progetto?

[Ottaviani]: Mi ha introdotto William Cioè, presidente del Frosinone, che aveva acquistato il Perugia e ha riunito un gruppo di ragazzi appassionati di Falconero. È diventato una parte importante della mia vita, perché mi piace, mi diverto con i ragazzi che ne fanno parte e mi permette sempre di rilassarmi e strappare qualche risata.

[Mayor]: A me è stato presentato da bomber Tuccio (ora in forza al Bologna) che mi ha chiamato per il Sassuolo. Da lì è stato amore a prima vista.
Sono diventato il primo procuratore del Progetto e uno dei primi presidenti umani nel Progetto.

[Pizziol]: Innanzitutto grazie per questa opportunità. Ho conosciuto il Progetto per caso mentre giravo per qualche gruppo di FM su Facebook. Ho giocato nel Mantova in S3 prima di essere acquistato dal Livorno. Li ho conosciuto Oliver, il mio vero mentore del Progetto. Grazie a lui sono infatti diventato DS.

Cosa vi ha spinto a diventare il presidente dei gladiatori e in seguito del Livorno?

[Mayor]: Io personalmente ho avuto il giro inverso: presidente degli Amaranto e poi dei Gladiatori. Mi ha spinto una mia passione per la gestione e la possibilità di investire economicamente!

Infine la mia avventura al Novara inizia grazie al mio legame con la squadra che mi ha dato fiducia e con i presidenti, ragazzi fantastici e molto propositivi!

[Ottaviani]: Io sono entrato nel Progetto di recente – S4 per la precisione – e dopo nemmeno una giornata sono diventato allenatore. Ho conosciuto e ho instaurato un ottimo rapporto con Alessandro Calchi, all’epoca in prestito al Novara dal Perugia che però era nel gruppo whatsapp Perugia, e da questa conoscenza lui mi ha detto che voleva prendere il Novara. Mi sono proposto e abbiamo finalizzato, portandomi anche sulla panca dei Gladiators. Per quanto riguarda il Livorno, grazie ad Oliver, neo giocatore del Novara, è nata l’idea di affiliarci il Livorno, un’ottima realtà ottimamente gestita, e abbiamo deciso di investire.

Cosa ti ha spinto a chiedere la collaborazione dei tuoi presidenti al Novara? Mancanza di tempo per gestire la squadra autonomamente?

[Mayor]: Il tempo da dedicare alla gestione del gioco dovrà diminuire sicuramente, visto che da pochi giorni ho un bimbo. Oltre a questo ci sta la voglia di non lasciare la squadra che ho creato e plasmato io personalmente in mano a gente poco affidabile o che non conosco, motivo per cui ho scelto un grande gruppo dirigenziale come quello del Novara: amici e non solo soci!

Come valuteresti il mercato dei Amaranto? Avete puntato di più sul attività dei vari giocatori acquistati o sulla qualità della scheda?

[Pizziol]: Abbiamo puntato su giocatori pronti, che fossero in grado di garantire un immediato impatto sul nostro gioco,
comunque guardando sempre all’attività dei giocatori.

Come valuteresti il mercato del Novara? Sogno playoff pronto ad essere centrato?

[Nicolino]: In questa fase invernale abbiamo fatto 3 acquisti, tra cui 2 nuovi iscritti. Era quello che cercavamo, siamo riusciti a coprirci nei ruoli dove c’era maggiore scarsità; se devo dare una valutazione come mercato invernale, darei un 7.
I playoff adesso non sono solo un sogno ma un obiettivo concreto che vogliamo raggiungere tutti insieme, il gruppo ci crede.

L’obbiettivo è quello di riportare da subito il Livorno in B?

[Mayor]: L’obiettivo é combattere fino all’ultimo secondo di campionato possibile per arrivare piú in alto possibile.

Giornalista: Un giocatore per squadra da segnalare per l’attività ch’è fondamentale nel nostro GDR quasi l’unica cosa che conta?

[Pizziol]: Il gruppo del Livorno viene mantenuto attivo dal nostro MM e difensore centrale Simone Gallo, uomo spogliatoio che crea contenuti per mantenere gli altri attivi, taggandoli ed invogliandoli sia su FB che su WhatsApp. Anche io ci metto del mio (essendo sia DS che giocatore) con un bonus creatività alto per mantenere sempre alto lo spirito di squadra.

[Nicolino]: Per il Novara vorrei fare un grosso applauso ad Alfredo Aloi anche se è scarso, riesce a rimanere attivissimo oltre ad essere un ottimo collega in dirigenza.

Come mai c’è stato avvicendamento in panchina Aloi / Calchi poco tempo da parte di Alfredo o alcuni disguidi interni?

[Nicolino]: Non c’è stato nessun disguido interno, semplicemente Aloi aveva problemi relativi ai vari impegni e per una questione di tempo si è presa questa decisione.

Ringrazio la dirigenza toscana e piemontese per il tempo dedicatomi augurandogli di vedere il Novara in A e il Livorno tornare in B.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Gad Hakimian  |  Grafica di Kevin Ricchiuto

Progetto FM – E’ uno sporco lavoro

Buongiorno cari lettori continuiamo con la nostra rubrica e continuare ad intervistare i portieri più attivi e a questa lista non poteva di certo mancare Pier Gaetano Fulco.

Ciao Pier cosa ti ha spinto a entrare nel Progetto? Cos’è per te Progetto Gaiming?

Sono entrato nel Progetto Gaming su suggerimento di un amico, Antonio Vitolo, ex allenatore del Napoli e Presidente della Casertana. Parlò di questo gioco a me e mio fratello, e ci iscrivemmo. Dopo un po’ di attesa fummo inserti nell’Entella, e da li è cominciato tutto. Progetto Gaming per me è una famiglia, alla quale dedico impegno e premure volentieri, oltre che un progetto stimolante che a lungo termine può dare grosse soddisfazioni sul piano umano innanzitutto.

Come mai la scelta di fare proprio il portiere? Casuale o vuoi seguire le orme di qualche tuo beniamino?

Il mio idolo, come portiere, è sempre stato Gianluca Pagliuca. Io in ogni partitella, un po’ perché ero tecnicamente scarso, un po’ per il fisico non proprio leggerino, ho sempre giocato in porta. Col tempo mi sono anche divertito nel ruolo, pur essendo ben meno che mediocre. Era una scelta diciamo naturale.

Come rispondi a quelle persone che reputano il portiere il ruolo più noioso o comunque quello che da meno gioie?

Che avrebbero potuto scegliere un altro ruolo. Sarcasmo a parte, è vero che FM, soprattutto viaggiando sulle azioni salienti, non fa vedere chissà quali azioni del portiere. Ma ho letto una frase trovata in giro, autore anonimo: “Un eroe non ha bisogno di un mantello. Ha bisogno solo di un paio di guanti.” Io più che un eroe sono un guaio, ma è una questione marginale.

Come ti sentiresti se grazie ai tuoi guantoni la tua squadra vincesse una partita importante o addirittura una coppa?

A fine carriera probabilmente, avendo in game 30 anni, rischio di vedere una cosa del genere fra otto stagioni.

Non credi di dedicare troppo poco tempo per il tuo giocatore e per la tua squadra il Frosinone focalizzandoti troppo sul ruolo da admin? Dimenticando di conseguenza la cosa più importante del gioco: il divertimento.

Il problema è che se mi dedico troppo poco ai compiti di admin potrei compromettere innanzitutto il lavoro degli altri admin, che si troverebbero molto più lavoro da gestire e già ne hanno tanto. La cosa poi si rifletterebbe sul divertimento di 1700 utenti giocanti. Verso i quali, anche se il mio non è un lavoro, ho qualche responsabilità. Il Frosinone ha un buon portiere di sicuri 300k di bonus, che si potenzia molto e che cazzeggia in chat whatsapp con loro.

Cosa ti ha spinto a lasciare la Liguria? Divergenze con la dirigenza del Entella o solo mancanza di stimoli e voglia di vedere nuove realtà?

Su questo argomento, per rispetto nei riguardi dell’Entella, che rimarrà sempre la mia prima squadra, preferisco non rilasciare dichiarazioni. Succede che le strade si separino ed è meglio non parlarne più.

Cosa ti ha spinto ad aderire al progetto ciocario di Cioè? È vero che la compagine laziale è così tanto attivo come sembra al di fuori dello spogliatoio?

Sono attivissimi, sono pazzi, molto uniti ed organizzati. E’ attività vera, sono davvero attivi. William Cioè è una delle persone più propositive, amanti del Progetto e scanzonate che esistono. Avrà fatto iscrivere decine di giocatori, è stato il primo allenatore della mia Casertana, che ha aiutato a riemprie di ottimi utenti che ancora giocano. E raccoglie poca fama rispetto al suo impegno, devo dire. Poche altre scelte erano migliori di lui, come Presidente, sinceramente.

Sogni di vestire la maglia azzurro in un futuro non troppo lontano? Ne hai già parlato con Alberto di questa possibilità?

Se giocassi in Serie A probabilmente per attività ne farei parte. Non per nulla: la mia scheda l’anno prossimo sarà totalmente diversa a quella di quest’anno, e se avessi scelto una squadra di Serie A avrei avuto credo molte possibilità. Solo che poi il Progetto Messico mi ha stuzzicato sotto il profilo goliardico e quindi ho già scelto di essere il secondo portiere di Frappo.

Si sono divise da poche le strade tra te e tuo fratello Daniele, è una cosa voluta o solo una casualità? Ti dispiace che questa avventura non proseguirà più con lui?

Casualità: non siamo due entità unite, siamo due persone distinte, con caratteri diversi, atteggiamenti diversi e obiettivi diversi, probabilmente è per quello che andiamo d’accordo. Siam capitati nell’Entella insieme perché al tempo c’era una squadra “cantera” nella quale venivano messi i neo iscritti. Non so in futuro, ma non ragioniamo in blocco unico.

Ringrazio Pier Gaetano per il tempo concessomi ed esorto voi cari lettori a scrivere nei commenti chi volete come prossimo protagonista della rubrica.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Kevin Ricchiuto | Grafiche a cura di Stefano Santoro

Progetto FM – E’ uno sporco lavoro

In questa nuova rubrica andremo a intervistare i giocatori più attivi per ruolo incominciando dai: portieri.

Il primo intervistato sarà il portiere casertano Francesco Fusco in forza alla squadra cremasca del patron Pironti.

Francesco cosa ti ha spinto a entrare nel Progetto? Cos’è per te Progetto Gaiming?

Sono entrato nel Progetto per la mia passione smoderata di Football Manager, tutto ebbe inizio quando Ballarini lanciò questa idea sul suo canale YouTube e subito mi iscrissi perché l’idea mi piaceva e mi entusiasmava… Progetto Gaming per me è segno di amicizia, segno di aiutarsi l’uno con gli altri, di conoscere persone stupende, in pratica Progetto Gaming ormai è una grande famiglia per me, quella famiglia che ti aiuta negli sbagli e ti esalta nelle cose giuste che fai; Pironti è una persona squisita cortese e disponibile ed è grazie a lui che sono restato nel Progetto.

Come mai la scelta di fare proprio il portiere? Casuale o vuoi seguire le orme di qualche tuo beniamino?

No, non causale, io prima di un grave infortunio giocavo nel ruolo di portiere in una squadra amatoriale, sin da piccolo ho amato il ruolo da portiere. A sei anni tutti volevano fare attaccanti, centrocampisti o difensori, ma io no, la mia idea era chiara: fare il portiere. Il mio idolo in assoluto era Chilvaert , infatti ho sempre cercato di essere come lui raggiungendo ovviamente scarsi risultati, ma questa è un’altra storia.

Come rispondi a quelle persone che reputano il portiere il ruolo più noioso o comunque quello che da meno gioie?

Rispondo semplicemente con un sorriso, perché non potranno mai capire la gioia che si prova a parare un rigore, oppure la fatica a tenere la porta inviolata, o ancora l’importanza che hai per i tuoi compagni di squadra, e tante altre cose che ci vorrebbero fogli e fogli da scrivere; non è vero che il ruolo di portiere non da gioie – anzi – il portiere lo vedo come un gregario che aiuta la squadra e la salva quando è in difficoltà, e questa è la gioia più grande che il mio ruolo può dare. A fine partita l’abbraccio dei compagni e i complimenti del mister completano l’opera.

Come ti sentiresti se grazie ai tuoi guantoni la tua squadra vince una partita importante o addirittura una coppa?

Sarebbe il sogno che si concretizza, dopo tanta fatica negli allenamenti e tanti sacrifici fatti, stringere la coppa o essere l’uomo partita mi spronerebbe a dare ancora di più di quello che posso dare alla causa della mia squadra; sperando anche di vincere perché no, per la prima volta nella storia del Progetto il pallone d’oro andrebbe ad un portiere.

Sappiamo che hai scelto di aderire al Senagal perché l’ex CT Crippa non ti chiamava mai dato che la tua scheda non era molto forte, pur essendo attivissimo. Questa situazione come ti faceva sentire?

Per la scheda purtroppo “la colpa la do a Filippo” perché sempre nella spiegazione del progetto disse testuali parole:

“RAGAZZI PER FAR PARTE DEL PROGETTO DOVETE ISCRIVERVI AL GRUPPO SU FACEBOOK E LASCIARE I VOSTRI DATI REALI”

E quindi così feci, poi fui il primo giocatore del Chievo, ma da me l’odiato Bencar – che all’epoca era allenatore – non mi faceva mai giocare, e la mia scheda nonostante la mia attività andava peggiorando. Per quanto riguarda la situazione di non essere convocato in nazionale le scelte di Crippa giustamente erano altre, e prima di me stava gente di alto livello; quando uscì la proposta del Senegal la colsi al volo, e devo dire il vero: non me ne sono pentito – anzi – siamo un gruppo bello, forte e omogeneo. La pecca è che ora ci allena Ballarini (scherzo) ma nel mio cuore senegalese, il mio mister è – e sarà sempre – Franceschi.

Saresti disposto a cambiare idea se il CT Alberto De Donatis ti scrivesse che ha bisogno di te in nazionale? Faresti lo sbiancamento per tornare a vestire azzurro?

Ringrazio Il sommo ADD, ma rifiuterei categoricamente. Sto bene al Senegal e non ho nessuna intenzione di abbandonare i miei compagni e soprattutto il mio primo mister quando approdai al PG e ora mio compagno di squadra.

Al Progetto Gaiming il presidente Alessandro Pironti ha affermato che tutti i giocatori devono portare 300k o almeno avvicinarsi, condividi questa filosofia? O pensi che sia troppo rigida essendo solo un gioco, o comunque un passatempo.

Beh, la filosofia la condivido, anche perché siamo la squadra simbolo del Progetto e se non siamo super attivi noi e non diamo il buon esempio agli altri sarebbe un controsenso, quindi si, concordo. Poi si è un passatempo stupendo, ma come si dice più bonus portiamo più miglioriamo e più diventiamo forti.

Visto che sei un veterano, come hai visto cambiare il Progetto? Sei nostalgico dei vecchi tempi quando il Progetto era più intimo e meno denso di utenti?

Non ti nascondo che si sono un vecchio nostalgico essendo un S1, però è l’evoluzione del Progetto e dobbiamo accettarlo. Per i primi tempi dall’evoluzione ho avuto un po’ di difficoltà ad ambientarmi, ma adesso vado dritto come un treno.

Ringraziando Francesco per il tempo dedicatoci e sperando si possa togliere tante soddisfazioni al PG, invito tutti a consigliarmi chi volete che intervisto per la nuova rubrica “E’ no sporco lavoro” ricordando che deve essere ancora un portiere.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Gad Hakimian  |  Grafica di Stefano Santoro

Progetto FM – Nico Scardace: “Porto Palermo nel cuore”

Ben ritrovati cari lettori, oggi avremo come ospite ai microfoni di Free Kick l’allenatore del Hellas Verona: Nico Scardace.

Ciao Nico, grazie per aver accettato di partecipare all’intervista, vorrei porti alcune domande. Da quanto tempo allena l’hellas verona?ha avuto altre esperienze?

Alleno l’Hellas da questa stagione; precedentemente ho allenato la Fiorentina in S3, successivamente in S4 SPAL e Palermo e di recente ho allenato il Benevento; potrei anche tornare ad allenare lì dato che ho avuto contatti con la dirigenza di recente.

Posso chiederle se la decisione di lasciare il Benevento è stata tua o della società?

Al Benevento i risultati stentavano ad arrivare e parlando con la società abbiamo optato per la rescissione consensuale.

Pensa di lasciare l’Hellas per tornare al Benevento?

In realtà no! In caso in cui tornassi al Benevento proseguirò la mia avventura con l’Hellas dato che sono squadre di serie diverse.

Mio parli di qualche esperienza precedente all’Hellas?

Le esperienze precedenti sono state tutte importanti, quella che però porto nel cuore è l’esperienza avuta a Palermo.
Palermo la porto nel cuore, conosco l’ambiente e mi piacerebbe un giorno tornarci come allenatore.

Tornando all’Hellas quali sono gli obiettivi societari che ti poni? Hai qualche pupillo?

Con l’Hellas spero di arrivare in Serie B! Qui sono felice di poter allenare la mia pupilla: la bomber Arianna Saija con cui ho una bellissima amicizia.

Bene ed invece a livello personale hai qualche obiettivo? Magari una panchina di prestigio per la prossima stagione?

Il mio obiettivo personale è portare la squadra più in alto possibile, magari in Serie A come obiettivo futuro, mentre la panchina che sogno è quella della Juventus dal presidentissimo Luca Amadori.

Grazie mille del suo tempo mister, tutto lo staff di Free Kick le augura buona fortuna per il suo futuro da allenatore nel Progetto!

Grazie a voi, per chiudere vorrei ringraziare Free Kick per l’intervista e fare un appello al grande Alberto De Donatis di convocarmi per la prossima stagione!

Scritto da Michele Grilli | Revisionato da Gad Hakimian

Progetto FM – Mattia Tanzmann: “Per il futuro vedo solo la Pro Vercelli”

Ben ritrovati cari lettori, oggi avremo come ospite ai microfoni di FreeKick l’allenatore della Pro Vercelli nonché terzino della Juventus: Mattia Tanzmann.

Buongiorno e grazie per aver accettato di farti intervistare, iniziamo subito. Da quanto tempo alleni la Pro Vercelli? Hai avuto esperienze in precedenza?

Ciao! Innanzitutto grazie per questa intervista, è un onore per me. Nella prima parte della stagione ero sulla panchina del Livorno, purtroppo però le prime partite con la squadra toscana non sono andate bene, così ho lasciato la panchina a Mister Aloi e sono giunto a Vercelli dove la squadra aveva avuto i medesimi problemi.

Posso chiederle se è stata una sua scelta quella di lasciare la panchina del Livorno?

È stata una scelta presa di comune accordo con la società e il presidente Mayor, presa per il bene della squadra visto che il loro obiettivo è quello di tornare in B, anche perché hanno investito molto sul mercato estivo.

Coma mai ha scelto la Pro Vercelli? Si trova bene qua?

La mia scelta è stata condizionata dalla struttura societaria, conosco i presidenti e sono affascinato dal lavoro dei DS Luca Brian Santoro e Ferdinando Grimaudo. Sono stato accolto nel migliore dei modi, la squadra è formata da un gruppo fenomenale di ragazzi, non esagero nel dire che li reputo una famiglia.

Le chiedo di parlarmi degli obiettivi che ti poni a livello societario e se nel gruppo c’è qualche suo pupillo.

Non ho pupilli, per me sono tutti allo stesso livello, mi importa solo l’armonia e la voglia di fare bene. Il mio obiettivo è quello di mantenere interesse e divertimento, perché sono convinto che se ci sono questi due elementi, i risultati arrivano da sé.

Quali sono gli obiettivi  che si pone per la sua carriera da allenatore? Punta a una panchina in una serie maggiore? Magari la Juventus vista l’affiliazione delle due società?

Non mi piace pormi degli obiettivi, vivo una giornata alla volta e se arrivano i tre punti faccio festa con i ragazzi. In questo modo dalle ultimi posizioni ci siamo ritrovati in zona playoff. Per il futuro vedo solo la Pro Vercelli, spero di restare su questa panchina a lungo.

Complimenti per l’ottimo lavoro che sta facendo con la Pro Vercelli e buona fortuna per il finale di stagione!

Grazie per avermi dato la possibilità di parlare ai vostri microfoni, reputo FreeKick una testata giornalistica di primo livello e vi ringrazio per il grande lavoro che fate per il nostro Progetto. Grazie ancora Michele e sempre FORZA PRO VERCELLI!

Scritto da Michele Grilli | Revisione e Grafica di Kevin Ricchiuto

Ciao Luca.

Purtroppo ci ha lasciato Luca Forte.
Utente del nostro Gioco di Ruolo su Calcio “Progetto Football Manager”, il giovane aveva 20 anni e una vita dedicata alla sua passione per la musica.
Quando i suoi compagni di squadra (“militava” nel Tuttocuoio) ci hanno dato notizia di questa tragedia, abbiamo mantenuto il riserbo richiesto dagli stessi: avevano bisogno di tempo per capire come rendere omaggio a lui. E soprattutto dovevano stringersi attorno al fratello, Loris, anche lui presente nel Progetto.
Queste tragedie sono all’ordine del giorno: quante volte sentiamo parlare di vittime di incidenti stradali? Troppe, e quando accade a qualcuno vicino ci rendiamo conto che dare per scontato “essere vivi” è un errore.
La Live di Progetto Football Manager di lunedì 17 sarà dedicata al suo ricordo con un omaggio durante l’intro.
Nel frattempo riportiamo le parole del Fratello, e anche noi ci stringiamo, a nome di tutta la community, attorno a lui e ai suoi cari.

“Fratellone mio, sono senza parole, non riesco a crederci ancora, spero di svegliarmi da questo incubo.
Só che sei qui, nel mio cuore, só che sei a casa, in quella cameretta, dove ogni volta che uscivi, uscivi con il sorriso per il grande lavoro che facevi, mi piaceva sentirti suonare, mi intrattenevi, e i tuoi pezzi li ascolteró ancora, per ricordarmi di quanto sei stato, sei e sarai forte anche da lassù, non riesco a pensare ad altro, avrei voluto raccontarti un sacco di cose, avrei voluto abbracciarti almeno per l’ultima volta, stringerti forte e cercare la forza di lasciarti andare, ovviamente non ti avrei lasciato andare, saresti stato qui con me, a scherzare, a giocare, a insultarci per ridere, a fare i dispetti a mamma e poi ridere tutti e tre insieme, ma tutto questo è solo un piccolo grande ricordo di noi, in quella casa non andrà via nulla di te, rimarrà lì, al suo posto come volevi tu, io ti amo di bene, ti amavo di bene, e lo faró per sempre proteggimi da lassù, proteggi la nostra famiglia, insieme a nonna, la nostra bellissima nonna, ora sei lì abbracciala anche da parte mia, sei parte di me, sei ancora nel mio cuore e ripeto, ci sarai per sempre, sarai il mio angelo custode, e só che da lassù mi proteggerai nel migliore dei modi, voglio ringraziarti di tutto, di tutte le cose che hai fatto per me, di tutte le volte che abbiamo litigato e dopo abbiamo riso insieme, di tutte le volte che abbiamo passato del tempo insieme, insomma, ti ringrazio di tutto, veramente grazie.
te ne sei andato senza dire niente, se avessi saputo a cosa saresti andato incontro ti avrei detto di più e avrei fatto di più di un semplice “Ciao Lù”.
Cosa devo dirti, Riposa in Pace fratellone, sarai sempre il mio orgoglio, grazie ancora di tutto.
Sempre con me, Harden.🖇❤
Il tuo fratellino.
Loris”



1/3 di statistiche di novembre

I mesi passano all’interno del server di Progetto FM e noi siamo sempre pronti per dare risalto a quelle realtà che, in serie C, fanno sognare decine di utenti.

Classifica Serie C Girone A

Nel Girone A della Serie C, il Cuneo si conferma squadra in testa alla classifica, conquistando 13 punti sui 15 disponibili nel mese di novembre. A seguire vi sono sempre Pordenone e Triestina con l’Alessandria che scala tre posozioni portandosi quinta. Nessuna novità fino alla decima posizione, con tutte le squadre sempre presenti. Il Trento si conferma fanalino di coda con 0 punti.
Il Cuneo guida anche la classifica gol, insieme alla Triestina, entrambi con 59 gol fatti. Secondo il Pordenone con 58 gol fatti. Tutte e tre le squadre sono nettamente staccate dal terzo miglior attacco, quello dell’Alessandria, con 51 gol. Chiudono la classifica Trento (8 gol), (12 gol) e Treviso (14 gol). Il Pordenone si conferma difesa impenetrabile, avendo subito solo 16 gol in 18 partite di campionato. Varese seconda miglior difesa con 24 gol subiti; terza la Triestina con 28. Trento profondo rosso con 70 gol subiti.

Classifica Serie C Girone B

En plein per la Sanremese nel Girone B: punteggio pieno a novembre e primo posto conquistato con 44 punti, a discapito di Tuttocuoio e SPAL, appaiate al secondo posto con 43 punti. Unica novità nei primi dieci posti è data dal Perugia che conquista momentaneamente un posto ai playoff con la Sambenedettese che invece lo perde. Prato, Grosseto e Pistoiese sul fondo.
La Sanremese si conferma miglior attacco con 62 gol, seguita a ruota dalla SPAL con 61 gol fatti. Terzo posto per il Pisa con 55 gol fatti. Pistoiese, Prato e Grosseto, al contrario, si confermano i peggior attacchi. Dal lato difensivo, soprende la difesa del Tuttocuoio: solo 13 i gol subiti in 18 partite. Sotto la soglia dei 20 gol subiti troviamo anche Ascoli con 17 e Livorno con 18. Pistoiese chiude questa speciale classifica con 66 gol subiti.

Classifica Serie C Girone C

Nel Girone C continua il dominio incontrastato della Torres, unica squadra dell’intero Progetto ad essere ancora a punteggio pieno dopo 18 giornate. Messina sempre seconda mentre la Lupa Roma agguanta il terso posto. Tracollo Reggina che esce dalla zona playoff, con il Locri che ne approfitta e centra l’ottavo posto. Salò, Chieti e Cosenza ultimi.
La Torres continua ad essere anche il miglior attacco con 86 gol fatti, seguita dal Messina con 74. Molto staccato il terzo miglior attacco del Taranto con 55. Peggiori gli attacchi di Chieti, 9 gol fatti, e Cosenza e Salò con 11. La miglior difesa è ancora della Lupa Roma, solo 13 i gol subiti, con la Torres seconda con 17 gol subiti. Terza forza il Campobasso con 22. Attenzione al Salò che è vicina ai 100 gol subiti in campionato, per ora ferma a 93.

Passiamo adesso alle statistiche partendo dal girone A.

CLASSIFICA %TIRI IN PORTA:
Venezia 53% (1 gol ogni 4,92 tiri in porta)
Crema 51% (1 gol ogni 3,74 tiri in porta)
Albinoleffe 51% (1 gol ogni 4,58 tiri in porta)

CLASSIFICA %PASSAGGI COMPLETATI:
Pro Vercelli
80%
Venezia 79%
Verona 79%

CLASSIFICA POSSESSO MEDIO:
Pro Vercelli 54%
Venezia 54%
Albinoleffe 54%

CLASSIFICA CANNONIERI:
Arianna Saija (Verona) 16 gol fatti in 15 presenze (1 gol ogni 83.50 minuti)
Paolo Di Gaetano (Triestina) 16 gol fatti in 18 presenze (1 gol ogni 101.25 minuto)
Samir Bertolotto (Cuneo Longobarda) 16 gol fatti in 18 presenze (1 gol ogni 101.25 minuti)

CLASSIFICA ASSISTMEN:
Valerio Ceraolo (Alessandria) 9 assist
Amir Gharaba (Triestina) 8 assist
Fabio Monacelli (Pordenone) 8 assist

CLASSIFICA MEDIA VOTO:
Fabio Monacelli (Pordenone) 8,12
Valerio Ceraolo (Alessandria) 8,10
Daniele Adanti (Triestina) 7,95

Passiamo alle statistiche del Girone B.

CLASSIFICA %TIRI IN PORTA:
San Marino 56% (1 gol ogni 2,73 tiri in porta)
Carpi 54% (1 gol ogni 3,55 tiri in porta)
Pisa 53% (1 gol ogni 3,47 tiri in porta)

CLASSIFICA %PASSAGGI COMPLETATI:
Ternana
82%
Ascoli 81%
Rimini 78%

CLASSIFICA POSSESSO MEDIO:
Ascoli 56%
Ternana 55%
Rimini 55%

CLASSIFICA CANNONIERI:
Guglielmo Venezia (Sanremese) 20 gol fatti in 16 presenze (1 gol ogni 71.25 minuti)
Omar Degl’Innocenti (Pisa) 20 gol fatti in 18 presenze (1 gol ogni 77.30 minuto)
Vittorio Boller (San Marino) 18 gol fatti in 16 presenze (1 gol ogni 75.17 minuti)

CLASSIFICA ASSISTMEN:
Mattia Castelli (Pisa) 10 assist
Marco Crocetti (SPAL) 9 assist
Daniele Zapparoli (SPAL) 8 assist

CLASSIFICA MEDIA VOTO:
Demetrio Nicolò (SPAL) 8,25
Guglielmo Venezia (Sanremese) 8,10
Andrea Palmiero (SPAL) 8,04

Infine, analizziamo il Girone C.

CLASSIFICA %TIRI IN PORTA:
Taranto 58% (1 gol ogni 3,6 tiri in porta)
Reggina 54% (1 gol ogni 3,23 tiri in porta)
Fidelis Andria 53% (1 gol ogni 3,24 tiri in porta)

CLASSIFICA %PASSAGGI COMPLETATI:
Locri
81%
Catania 81%
Campobasso 80%

CLASSIFICA POSSESSO MEDIO:
Catania 56%
Campobasso 56%
Locri 55%

CLASSIFICA CANNONIERI:
Luca Libonati (Torres) 23 gol fatti in 16 presenze (1 gol ogni 60.83 minuti)
Gianluca Badalamenti (Torres) 21 gol fatti in 18 presenze (1 gol ogni 73.43 minuto)
Giuseppe Marco Bevilacqua (Taranto) 18 gol fatti in 15 presenze (1 gol ogni 75 minuti)

CLASSIFICA ASSISTMEN:
Giuseppe Sepe (Messina) 12 assist
Alessandro Laurino (Pescara) 11 assist
Andrea Saccomandi (Juve Stabia) 10 assist

CLASSIFICA MEDIA VOTO:
Gianluca Badalamenti (Torres) 8,71
Luca Libonati (Torres) 8,53
Daniele Luongo (Messina) 8,26

Verifichiamo, infine, le top 11 mensili dei vari gironi.

Top 11 Serie C Girone A

Top 11 abbastanza eterogenea nel Girone A, col solo Verona che porta tre giocatori. Gli MVP sono due: Salvatore Trevisani (Verona) e Vincenzo Tarantino (Alessandria) con la media voto di 8,18.

Top 11 Serie C Girone B

Stessa eterogeneità anche nel Girone B, con la SPAL rappresentata da tre giocatori, tra cui l’MVP del mese di novembre: Andrea Palmieri con la media voto di 8,72.

Top 11 Serie C Girone C

Situazione diversa nel Girone C: quasi metà squadra appartiene infatti al Messina, unica squadra che riesce a piazzarsi tra la straordinaria Torres e le altre “umane”. MVP del mese è Giuseppe Sepe (Messina) con la media voto di 8,63.