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Napoli, cronaca dal fondo del baratro

Quando si parla di calcio, a Napoli non ci si limita ad una semplice questione sportiva; fin dagli albori del Calcio Napoli la squadra della città è sempre stata la valvola di sfogo di un popolo intero che, in una città dalle molteplici contraddizioni, ha sempre cercato la consacrazione attraverso; il sostegno ai colori azzurri è intrinseco nella maggior parte dei napoletani, basti pensare al fatto che è frequentissimo ascoltare due persone che dopo aver preso un ottimo caffè espresso al bar si congedino col più classico degli arrivederci partenopei ossia il “Forza Napoli!” al quale si risponde con un fermo “Sempre!”.
Per questo motivo oggi una coltre grigia annebbia la città, scurendo l’umore della popolazione, dall’avvocato con cartellina che si reca al Centro Direzionale al parcheggiatore abusivo che dirige la mole di auto nei pressi del Maschio.
Questa coltre è l’incubo della retrocessione che se nelle scorse settimane si manifestava come uno spauracchio per i tifosi, quasi come una sorta di Uomo Nero di infantile matrice, oggi assume profili sempre più netti e delineati nel cuore dei Napoletani: quando sei all’ultimo posto al giro di boa, a 9 punti dalla salvezza, anche il più ottimista dei sognatori inizia a provare l’angoscia.
Quando sei sul fondo del baratro e sei ancora vivo, vi sono pochi ma fondamentali elementi positivi: non puoi scendere più in basso di così, non hai nulla da perdere, puoi guardare solamente verso l’alto cercando di capire come venirne fuori.
È quello che sta accadendo oggi nell’Fm Napoli, dove quattro giovani ragazzi, accomunati dall’amore per questi colori hanno deciso di rilevare una squadra che stenta incredibilmente per provare l’impresa salvezza.
Parliamo di Salvatore Diana, Rito Di Michele e Marco Auritano, già titolari di 3/4 della difesa partenopea, già distintisi per l’aver decurtato il proprio stipendio in modo da consentire alla società una maggiore ossigenazione del bilancio per poter ottenere profili utili all’impresa che devono compiere; a questi si è unito una vecchia conoscenza della squadra, il vecchio capitano Giuseppe Roberti, manco a farlo apposta difensore anch’egli, che non ha potuto resistere al grido di aiuto della sua città ed è accorso a partecipare all’ambiziosa cordata.
Quattro presidenti, quattro difensori che vanno quasi ad incarnare quel celebre “Difendo la città” del famosissimo coro della Curva B.
Nonostante la situazione nera, quello su cui si ha certezza è la serenità dello spogliatoio che pare essersi stretto nel più classico dei patti da spogliatoio, in questo caso un “Patto Scudetto”.
Alla fine di questa stagione ognuno sarà libero di rimanere a Napoli oppure di cercare fortuna in altri lidi, ma per adesso il pensiero è uno solo, raggiungere una salvezza che avrebbe dell’epico.
Quel che certo è che il grosso della difesa azzurra sarà sempre lì, in Serie A o in Eccellenza.

Salvatore Diana.

Fublet: un successo al PLAY di Modena 2018

Adulti e bambini innamorati di Fublet

Fublet, Fublet, Fublet, quanto ci piaci caro Fublet!

Sì, perché la creatura di Paolo Bianchi e Bruno Carfì targata Anonima Editori ha riscosso un enorme successo al PLAY di Modena.

Ma partiamo dall’inizio.

La giornata inizia con Alessandro, Damla, Filippo, Luigi, Paolo e Bruno che sono già a Modena da giovedì.

Ci siamo sentiti telefonicamente e li raggiungo in auto da Milano, nonostante le tangenziali milanesi non siano il prototipo di “viabilità modello” alle otto del mattino.

Metà mattinata arrivo allo stand e si inizia a dare una mano a Paolo e Bruno nell’allestimento dei tavoli da gioco e Filippo nell’allestimento della postazione di ProgettoFM.

Alessandro, Damla e Luigi saranno impegnati al PLAY Trade, insieme ad altri autori, editori e commercianti del settore, per buona parte della giornata.

Inizialmente pensavamo che quattro tavoli fossero troppi, dato che non volevamo creare un effetto di “vuoto” con un solo tavolo occupato su quattro disponibili.

Poi, ecco che arriva il primo curioso. Un espositore.

Paolo inizia a dimostrare il gioco, spiega meccaniche, l’espositore sembra abbastanza preso.

Parliamoci chiaro, presentando un gioco ad una fiera di soli giochi da tavolo, il rischio di trovare persone del settore molto critiche e che si annoino facilmente è molto alto!

Comunque, la dimostrazione va bene, l’espositore ringrazia calorosamente Bruno e Paolo e se ne va dopo quasi un oretta di gioco.

Fublet testato dal pubblico

Arrivano le 14:00, finalmente si apre al pubblico!

Bastano una manciata di minuti e già i primi due visitatori sono incuriositi dal gioco.

Vogliono provarlo.

Paolo gli mette a disposizione un tavolo ed inizia ad arbitrare la dimostrazione.

Dopo poco, ecco che arrivano due bambini, affascinati da questo gioco sul calcio.

Secondo tavolo occupato, con Bruno intento a spiegare ed arbitrare la partita.

I bambini prendono il gioco con curiosità, mentre l’autore spiega loro dinamiche e regole di gioco.

Dopo un paio di turni incerti per capire come girano le dinamiche del gioco, i bambini iniziano a giocare con gusto.

Finita la partita, chiedono alla mamma di acquistarne una copia. E non saranno gli unici.

Man mano che il tempo passa, sempre più persone si fermano a guardare le partite gestite da Paolo e Bruno, mentre io e Filippo continuiamo a promuovere il gioco e il ProgettoFM.

Si chiacchiera, qualcuno si iscrive al ProgettoFM, qualcun’altro attende qualche minuto prima di provare Fublet.

Alla fine, fortunatamente, i tavoli sono sempre pieni.

Il Feedback

Giocando a Fublet si capisce che è un gioco facile da imparare e mai scontato.

Sì, perché nonostante il gioco si strutturi in sole cinque fasi per giocatore, le variabili di sviluppo

In serata, infatti, lo abbiamo provato anche io e Luigi e, nonostante io sia un tipo di giocatore abbastanza negato alle troppe regole ed un neofita dei giochi da tavolo, l’ho trovato abbastanza fluido ed intuitivo.

Stessa cosa confermata da vari giocatori adulti e, soprattutto, dai bambini.

Sì, perché vedere bambini tra i dieci e quattordici anni appassionarsi così tanto ad un gioco strategico è un qualcosa di stupefacente.

Complimenti quindi ai ragazzi di Fublet, sperando che questo sia solo un piccolo passo verso una scalata di successo.

Ah, quasi dimenticavo, non perdetevi il lancio di Fublet anche su Kickstarter.

Lancio che avrà luogo a breve, molto breve.

 

ProgettoFM: lente d’ingrandimento sul Crotone

Analisi Crotone

Ad inizio anno a Crotone credevano di doversi accontentare di una comoda salvezza.

I Bookmaker infatti la davano in dodicesima posizione per il finale di stagione, quotando la sua vittoria a 1 a 26.

Gli Squali, invece, stanno sorprendendo tutti.

La compagine di Walter D’auria, infatti, si ritrova in quinta posizione a battagliare da outsider per un posto nell’Europa di prima classe.

Sì, perché una formazione simile non può accontentarsi di un campionato anonimo da dodicesimo posto.

Ma capiamo meglio a cosa deve la sua ascesa il Crotone, oltre alla bravura del suo mister e all’affiatamento del gruppo.

Partiamo dall’ala devastante Antonio Bozza.

Scheda della brillante ala del Crotone Antonio Bozza di progetto fm campionato 2017/2018

Scheda Antonio Bozza Crotone 2017/2018

L’ala beneventana ha infatti collezionato dieci assist e cinque gol in appena ventiquattro presenze.

Oltretutto ha un ottima percentuale di passaggi riusciti che si attesta sul 73%.

Infine, oltre a saper costruire gioco, sa andare anche abbastanza bene in porta, cosa che gli è valso un bottino di 5 gol e una media di tiri in porta del 54%.

Oltre al giovane Bozza, bisogna sottolineare la pericolosità di altri due soggetti; Giuseppe Foti e Andrea Pizzi.

Il primo è il centravanti titolare del Crotone, tanto da essere arrivati a quota quindici gol in ventinove presenze, con l’aggiunta di cinque assist.

Pizzi, invece, è il classico uomo che quando entra dalla panchina spacca la partita.

Egli, infatti, non parte mai titolare, ma nonostante ciò ha marcato per otto volte le porte avversarie, partendo undici volte dalla panchina a partita in corso.

Piccola chicca statistica: Pizzi ha una media gol/minuti giocati superiore a quella di bomber di razza come Pizzo, Tuccio e Congedo.

Egli, infatti, ha la media di un gol ogni 77 minuti.

Un match tutto da gustare, quindi, quello che si prospetta alla ventottesima giornata di Serie A del ProgettoFM.

Stiamo infatti parlando di Crotone – Drink Team.

All’Ezio Scida le due formazioni si daranno battaglia per capire che tipo di campionato condurre nel finale.

Il Drink Team, essendo la capolista, vorrà dimostrare di essere realmente l’ammazzacampionati come dimostrato finora.

Il Crotone, d’altra parte, cercherà l’aggancio al quarto posto della Juventus, qualora i bianconeri dovessero capitolare a Bologna, con i rossoblu in piena corsa Europa League ad una sola lunghezza dalla Sampdoria e quattro dal Crotone stesso.

Vi aspettiamo per questa scoppiettante giornata di campionato Mercoledì 28/03/2018 su Canale Twitch Progetto Gaming

Alla scoperta di Mister Agosta

A tutto Agosta

Da 2 stagioni allenatore del Sassuolo e da pochissimo dell’u-19 dopo un sondaggio che l’ha visto trionfare, ecco qui con noi mister Mattia Agosta, gentilissimo nel concedermi parte del suo tempo per questa intervista.

Mister benvenuto, i nostri amici lettori sono curiosi, ci racconti come è venuto a conoscenza del progetto e di come la scelta sia caduta sulla sua attuale squadra

Il progetto l’ho conosciuto quando ancora Filippo gestiva solamente il Drink Team e il Drink Team B, sono entrato nel Drink Team B, il Virtus Entella all’epoca, e dopo un paio di settimane Filippo ha annunciato questo grande progetto che io ho subito abbracciato scegliendo la Juventus. Son diventato allenatore qualche giorno dopo, volevo scegliere la Juventus come squadra da allenare, ma era stata già presa e tra quelle disponibili il Sassuolo era quella che mi intrigava di più e alla fine sono stato molto contento di averla scelta.

Parlando proprio del Sassuolo; la precedente stagione è stata esaltante, come mai questo calo improvviso nonostante il gruppo sia attivo e compatto?

Sinceramente non so spiegarmelo bene, ma in molte partite abbiamo fatto troppi errori difensivi che abbiamo pagato caro e abbiamo sofferto del calo di forma di alcuni giocatori rispetto alla scorsa stagione, anche se nelle ultime partite ci stiamo riprendendo.

Il 3-3 contro il Drink Team è stata una manna dal cielo, una grande partita contro la prima della classe. Cosa pensa di questo risultato e dei suoi ragazzi?

Sono molto soddisfatto della prestazione, i ragazzi hanno continuato a lavorare sodo per raggiungere il meritato pareggio fino al fischio finale,dimostrando molto attaccamento alla maglia.

Domanda spinosa; mi può dire 3 giocatori che reputa fondamentali?

Mi sento di dire, non in ordine ovviamente: Tuccio, leader sia dentro che fuori dal campo. Cavaliere, che è il perno del nostro centrocampo e Vichi; un treno sulla fascia quasi impossibile da fermare.
Ma ci sono ovviamente altri giocatori che sono molto importanti.

Parliamo adesso della sua U-19.
Come si sente ad aver questa responsabilità di plasmare giovani e fargli trovare un’identità di squadra, visto i grandi prospetti presenti?

Sono entusiasta di questo ruolo e sono molto contento perché sono stati i giocatori stessi a scegliermi come loro mister. Farò il possibile per non deluderli e bissare i risultati dell’ex mister Crippa.

Un piccolo spoiler sulle convocazioni che farà e se ci sono nella sua mente uomini che sono fondamentali per questa Under 19?

Posso anticiparti solamente che per le prossime convocazioni, per vari motivi che dirò poi, convocherò soltanto giocatori che non sono stati convocati la volta scorsa. Per le convocazioni ancora successive convocherò poi il meglio del meglio.

Quali sono i suoi obbiettivi a breve e lungo termine riguardante la nazionale giovanile?

Voglio innanzitutto raggiungere la qualificazione al mondiale, e spero poi di arrivare in fondo alla competizione, poiché dispongo di una squadra fantastica.

Un’ultima domanda prima di separarci, come vede il suo futuro nel progetto e quali piani ha in mente?

Per quanto riguarda il mio futuro fuori dal campo, sono allenatore e ds del Sassuolo e spero di ricoprire questi incarichi il più a lungo possibile perché siamo un gruppo fantastico, stessa cosa per la panchina dell’Under-19.
Dentro al campo, sono il vice capitano della Juventus e sto disputando una stagione fantastica, il mio obiettivo per fine stagione è avanzare il più possibile in Champions con i bianconeri e magari raggiungere la doppia cifra di reti stagionali.

Bene Mattia, grazie per il tuo tempo e buona fortuna nel proseguimento della tua carriera!

Grazie mille, alla prossima!

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Intervista al “Gattuso” del Milan PG

Qualche settimana fa il Milan sembrava dire addio al sogno scudetto, quando l’ormai ex allenatore Sapi rassegnava le sue dimissioni da allenatore dei rossoneri proprio nel pieno della stagione. La società, colta di sorpresa, decide di affidare il ruolo di traghettatore al giocatore/allenatore Marco Scarfone, terzino destro titolare dei rossoneri, che abbiamo proprio qui con noi per fargli qualche domanda sulla sua esperienza al Milan e nel progetto.

Benvenuto Marco, allora partiamo proprio dalla sua esperienza come allenatore. Come valuta fin qui il suo debutto e cosa lo ha spinto ad accettare una panchina così bollente?

Grazie mille per l’invito intanto, beh al momento la mia esperienza sulla panchina del Milan si può definire soddisfacente. Siamo partiti  con 2 sconfitte, contro PG e Udinese, che hanno minato  un po’ il morale dei ragazzi, ma nel momento del bisogno hanno tirato fuori lo spirito di gruppo ottenendo 2 vittorie che reputo fondamentali, in particolare con la Juventus, rianimando il sogno scudetto.

Parlando proprio delle sconfitte, in particolare quella con l’Udinese, c’è stato un momento in cui hai pensato di non essere pronto per questa panchina?

Non è stato un momento facile per me, a quei tempi l’Udinese aveva cambiato allenatore ed era a rischio retrocessione. Poi, dopo aver visto i loro recenti risultati e l’ottimo lavoro di Vito Pizzo, possiamo dire che quella sconfitta assume un altro sapore. In quel momento la squadra ha mostrato il suo spirito di gruppo e la fiducia nei miei confronti, quindi possiamo dire che, invece di farmi titubare, ha rafforzato ancora di più la mia forza di volontà.

Arrivate così col morale alle stelle in vista del Drink Team, con però una qualificazione in finale di Coppa Italia ancora in ballo. Dall’altra parte, il Drink Team si ritrova a dover lottare solo per lo scudetto dopo la cocente uscita dall’Europa League contro lo Schalke. Come pensi reagiranno gli attuali leader della classifica?

Non è sicuramente facile per loro, abbiamo visto il crollo dell’Inter dopo la brutta sconfitta col Bilbao, e lo stesso Drink Team ha faticato con il Sassuolo dopo lo Schalke. Sicuramente partiamo favoriti dal punto di vista mentale, soprattutto in caso di qualificazione in finale, ma vorranno riprendersi e quale occasione migliore se non durante la sfida con la seconda in classifica davanti al proprio pubblico.

Le prestazioni di Tomassetti stanno lasciando molti esperti a bocca aperta, col ragazzo che segna da quattro partite di fila per un totale di 6 goal. Cosa puoi dirci di questo periodo di forma del suo giocatore?

Tomassetti è un ragazzo giovane, ma ha da subito conquistato i tifosi con le sue prestazioni. Sono contento che sia tornato ai suoi livelli, è e sarà fondamentale per la rincorsa scudetto. Senza tralasciare Morganti, anche lui troverà il suo spazio nel finale della stagione, e sono sicuro che contribuirà a suon di goal come sa fare.

Mancano 12 giornate alla fine della Serie A, dove pensi possa arrivare questo Milan, ora che ha ritrovato la sua quadra?

Preferisco evitare di fare previsioni, vista la mia nomea di gufo ahahah. No comunque, bisogna ancora lavorare molto in queste partite, ma abbiamo la possibilità di giocarci una grossa fetta del campionato questo lunedì. Se dovessimo vincere col Drink Team, sicuramente non vedo perchè smettere di inseguire lo scudetto, ma bisogna fare attenzione anche all’Inter lì dietro, che sono sicuro darà filo da torcere fino alla fine.

Passiamo ora al profilo del tuo giocatore, le recenti indiscrezioni ti vedono come probabile convocato nell’Under 21 italiana. Cosa ne pensi al riguardo?

Preferirei parlarne una volta arrivata l’ufficialità, penso che ci siano una cinquantina di potenziali candidabili che meritano la nazionale e sapere di essere tra questi mi riempie di orgoglio. Continuerò a giocare come so, dando il massimo ad ogni partita e per questi colori, e se ciò non basterà per la convocazione, potrò comunque dire di aver fatto il massimo per me ed il Milan.

Un’ultima domanda prima di separarci, come vede il suo futuro nel progetto e quali piani ha in mente?

Sono contentissimo nel mio ruolo nel progetto, sia come persona perchè sento che la mia attività viene apprezzata e riconosciuta, sia come giocatore ed allenatore, poichè vedo i miei sforzi venire ripagati anche sul campo. Ho pochi piani in mente, vorrei aiutare il Novara, la mia città di residenza,  a salire in Serie A se ci sarà occasione, ma sto già lottando per lo scudetto con la mia squadra, non posso chiedere di meglio se non la Nazionale.

C’è qualcuno che vuoi salutare o ringraziare?

Sicuramente tutti i ragazzi del Milan, che sono la mia seconda famiglia, ed i compagni di birra Lopresto e Morganti. Senza dimenticare Marchese, che reputo una figura simbolo di questo progetto e persona fantastica, e gli amici del Torino, a cui auguro una tranquilla salvezza (perchè si sa, impossibile quest’anno l salvezza, no?).

Bene Marco, grazie per il tuo tempo e buona fortuna nel proseguimento della tua carriera!

Grazie mille, alla prossima!

Intervista con Alessandro Pironti

 

Alessandro Pironti-Progetto Gaming

Oggi sono stato a Crema, almeno con la mente, per intervistare Alessandro Pironti di Progetto Gaming , co-ideatore, insieme a Filippo Ballarini, del campionato Football Manager con giocatori reali.

In pratica dal database del famoso gioco manageriale di Sport Interactive sono stati tolti i giocatori conosciuti, come ad esempio Icardi, Dybala e Mertens, per ora solo dei vari campionati italiani, e al loro posto sono stati inseriti giocatori reali, persone appassionate del gioco e non solo, creando un vero e proprio alterego virtuale inserito all’interno dello stesso database. In alcuni casi sono state create anche nuove squadre come ad esempio proprio il Progetto Gaming del quale Alessandro è stato allenatore.

Via via sono state inserite sempre più figure che operano all’interno del calcio reale come procuratori presidenti direttori sportivi ecc ecc. Oltre allo stipendio sempre virtuale, si ricevono dei bonus per l’attività all’interno della community, i quali servono a migliorare il proprio alterego per renderlo sempre più forte e competitivo. Lo spirito che contraddistingue la community è di aggregazione e fratellanza, lo spirito di una grande famiglia che accoglie tutti.

ALESSANDRO PIRONTI E IL PROGETTO

Ciao Alessandro parto con il chiederti da dove nasce l’idea?

L’idea di avere giocatori reali nasce da Filippo, il quale aveva iniziato già creando la squadra del Drink Team nel campionato irlandese con persone vere. Noi di Progetto Gaming, abbiamo organizzato un torneo di Football Manager online live su Twitch e Filippo voleva partecipare ma non ci riuscì in quanto si trovava in Olanda per finire il master e non aveva una connessione decente.

Siamo rimasti in contatto e gli ho proposto di fare quello che faceva al Drink Team in grande, non vedevo per quale motivo ciò che riusciva in piccolo non poteva riuscire in grande, quello che si faceva con un team si poteva fare anche con intere divisioni, lui mi avrà preso un pò per pazzo, ma io mi conosco sono abbastanza un visionario, mi ha dato fiducia, ce ne siamo dati a vicenda. Abbiamo iniziato a prendere contatti agli inizi di luglio, c’è stato poi il Crema Comics & Games dove lui ha partecipato, ci siamo parlati ed eravamo d’accordo, abbiamo parlato con i ragazzi di Fublet, ai quali ho detto che poteva essere una bella mossa anche promozionale creare un team all’interno. Alla fine eravamo tutti entusiasti, anche il Fublet che ha aderito con grande passione, ed ora sapete dove è arrivata la nostra visione.

“L’IDEA DI AVERE GIOCATORI REALI NASCE DA FILIPPO BALLARINI” QUELLO CHE SI POTEVA FARE CON UN TEAM SI POTEVA FARE CON INTERE DIVISIONI” “SONO ABBASTANZA UN VISIONARIO”

Il tuo rapporto con Filippo Ballarini?

Filippo è una bravissima persona è molto facile andare d’accordo con lui. Ha un carattere semplice da gestire. Sarà che sono più grande, ma il mio carattere è più difficile da gestire, sono più permaloso, diciamo che sono meno malleabile, lui è una persona corretta e concreta, avere a che fare con lui è davvero facile e bello.

“HO DOVUTO TAGLIARE ALTRI IMPEGNI PER TROVARE TEMPO PER IL PROGETTO” “L’AMBIZIONE E’ DI RENDERE QUESTO GIOCO STRAORDINARIO”

É facile conciliare la vita quotidiana con un progetto tanto enorme?

No, non lo è, io ho dovuto tagliare altri impegni per trovare il tempo per il progetto. Però ho voluto fare questa cosa, e con il tempo ho avuto soddisfazioni; i numeri del progetto sono in crescita, sarebbe stato stupido abbandonarlo, mi richiede molto tempo e di fare sacrifici, ad esempio noi avevamo collaborato all’apertura di una ludoteca con sala LAN, dove riesco ad andare poche volte perché due sere sono prese da Football Manager, poi altre sere le dedico a mia moglie, quindi mi rimane poco o nulla di tempo libero per fare altro.

Ci sono stati momenti in cui avresti voluto abbandonare il tutto?
No assolutamente, ancora non avete visto nulla. Siamo appena all’inizio, l’ambizione è di rendere questo gioco straordinario.

Cosa credi manca ancora al progetto per ambire a diventare sempre più conosciuto?
Mancano numeri e copertura mediatica. Se per magia ci svegliassimo trovando la Lega Pro zeppa di giocatori reali avendo la possibilità di fare il draft a 42 scelte, se si potesse, quindi, avere la possibilità di trovare solo giocatori attivi in Serie A e Serie B, svuotandole dagli inattivi e dando a chi merita la ribalta, se si potesse avere qualche Media Partner importante che ci aiuti a far conoscere il progetto sarebbe tutto più bello e migliore. Così si avrebbero anche degli introiti significativi. Si potrebbero rimborsare le persone che effettivamente si fanno un mazzo per il progetto, si arriverebbe ad avere un professionismo dietro.

ALESSANDRO PIRONTI ALLENATORE: DAL PROGETTO GAMING ALLA NAZIONALE

Hai iniziato allenando la squadra del Progetto Gaming portandola non senza sofferenze alla salvezza cosa ti è rimasto da questa esperienza?

Mi è rimasta la consapevolezza che la correttezza paga sempre. Quando ho gestito il Progetto Gaming l’ho fatto nella maniera più corretta possibile. Facevo giocare solo gli attivi e tenevo fuori per scelta degli inattivi fortissimi. Avevo Luca Conti un difensore fortissimo che poteva giocare in ogni ruolo della difesa e non giocava, avevo Marco Invernizzi il più forte dei centrali, per un periodo è stato inattivo non giocava, avevo Giroletti che per me era più forte di Borriello ma era meno attivo e quindi facevo giocare più il secondo di lui, ti faccio l’esempio di Bertuzzi che ora è alla Roma era nella top 11 di inizio campionato per un periodo è stato inattivo e quindi non giocava.

Questo però ha fatto si che gli attivi restassero molto attivi e molto legati al Progetto, si sentivano valorizzati, e alla fine della stagione insieme al Drink Team eravamo la squadra con più attivi in rosa. Abbiamo ceduto molti attivi perché non sapevamo dove metterli, ad esempio Chiudaroli in prestito al Fublet, abbiamo dato Milone, attivissimo, al Torino, Arnone alla Juventus, titolare inamovibile, insomma avevamo tantissimi attivi per questa scelta. Altre squadre hanno puntato sul meglio subito poi chi se ne frega, Lazio e Chievo ad esempio, ed ora sappiamo dove sono.

“HO GESTITO IL PROGETTO GAMING NELLA MANIERA PIU’ CORRETTA POSSIBILE” SULLA NAZIONALE “HO RILEVATO UNA SITUAZIONE DIFFICILE” 

Stemma Nazionale Calcio Italia

Ora alleni la Nazionale Maggiore Italiana pensi di riuscire a qualificarti al Mondiale?

No non credo di potermi qualificare, perché ho rilevato una situazione difficile. Se guardiamo i risultati fatti sono state giocate 3 partite di qualificazione; una vinta e anche se può sembrare strano il Liechtenstein era vicino a noi come valutazione; con l’Albania, molto più forte di noi abbiamo pareggiato meritando, secondo me, di vincerla; con la Spagna anche se siamo andati in vantaggio non c’era minimamente storia.

 

Eravamo già fuori dal Mondiale quando sono arrivato, perché eravamo terzi in classifica a uno o due punti dall’Albania seconda, avendo perso punti con la Macedonia e altre squadracce, anche vincendole tutte probabilmente non saremmo stati la migliore seconda. Però ci siamo fatti valere, abbiamo messo le basi per il prossimo futuro, invidio il CT che verrà dopo di me perché avrà a disposizione giocatori mediamente di 10 punti in più e quindi cominceremo a divertirci.

Era meglio allenare un club o la nazionale?

Mi divertivo molto di più ad allenare il Progetto. Ma aldilà di quale team, il club è molto più divertente, anche perché la nazionale gioca poco. Se vuoi allenarla in maniera corretta e coscienziosa non devi nemmeno chiamare i più forti ma i più attivi; aumentando ancora di più la possibilità di non fare risultati. Se avessi voluto fare il risultato a tutti i costi avrei convocato tanti giocatori fortissimi ma che non sono attivi, invece non li ho convocati ma per una questione di etica. Però tu fai di tutto per salvaguardare il progetto ma si lamenteranno comunque di te.

“MI DIVERTIVO MOLTO DI PIU’ AD ALLENARE IL PROGETTO”  “TENGO ALLA BELLEZZA DEL PROGETTO PIU’ DI QUALUNQUE ALTRA COSA”

Torneresti ad allenare il Progetto?

No non posso allenare nessun club proprio per l’interesse del progetto. Il motivo per cui ho lasciato il Progetto Gaming è per non costringere a guardare sempre le partite del Progetto quando siamo in Live. Non bramavo la panchina della nazionale.  Se ho accettato di allenarla è solo perché tengo alla bellezza del progetto più di qualunque altra cosa. Sapevo che l’avrei gestita nella maniera più corretta e etica possibile, cosa che non posso dire di altri, su alcuni posso mettere la mano sul fuoco ma su altri non so, non li conosco abbastanza, sarebbe stato un rischio.

VITA E PROGETTI DI ALESSANDRO PIRONTI

Parliamo dell’Alessandro nella vita reale. Come sono le tue giornate?

Mi sveglio molto assonnato dopo le 6 del mattino, accompagno Damla alla fermata del bus perché lavora a Milano, giusto il tempo di una doccia e poi vado a lavoro, stacco alle 17, la sera è dedicata a Progetto Gaming, quando non la passo con Damla, perché ci sono molti altri progetti aldilà di Football Manager. Ad esempio dal Modena Play in poi inizieremo a presidiare quasi tutte le fiere più importanti d’Italia come espositori; produrremo dei giochi, Fublet è uno di questi dove noi siamo Media Partner, ed è un gioco da tavolo sul calcio che secondo me è una figata pazzesca. Ci saranno delle sorprese davvero belle come avere anche la propria squadra sul gioco;  cioè la possibilità di essere se stessi nel gioco da tavolo.

ALESSANDRO E DAMLA: “NON HA MAI CERCATO DI OSTACOLARE QUESTA PASSIONE” “E’ IMPORTANTE AVERE AL PROPRIO FIANCO UNA PERSONA CON LA QUALE C’E’ COMPLICITA'”

L’amore è importante Damla sempre al tuo fianco. Quanto è importante avere al proprio fianco una persona che nutre gli stessi interessi?

É fondamentale, più che altro anche se non condivide gli stessi interessi li rispetta. Lei non è amante del calcio come sono io, non è amante del progetto come lo sono io; però non ha mai cercato di ostacolare questa passione ed è fondamentale. Aldilà del progetto è importante avere al proprio fianco una persona con la quale c’è complicità, che è la cosa più importante in assoluto.

Grazie per la tua disponibilità. Mi potresti lasciare con un auspicio o un desiderio per il progetto per questo 2018.

Grazie a te è stato un piacere, non ti dirò che il progetto diventi importante. Vorrei che la community continui a fondarsi sui principi di correttezza reciproca. Vorrei che il progetto resti un oasi dove chiunque a prescindere da sesso, religione, bello brutto o magro, possa sentirsi a suo agio e in famiglia, che sia un posto dove sia bello stare.

Per chi vuole informazioni ulteriori riguardo il progetto invito a passare per le pagine Facebook:

Diventa un calciatore su Football Manager

Progetto Gaming

 

Rito De Michele, Crema 09/01/2018