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Mister Alfredo Aloi si racconta

Brian: “Buonasera sono Luca Brian Santoro, presidente e direttore sportivo di Juventus e Pro Vercelli, e giornalista del Devil Project.
Questa sera siamo con il signor Alfredo Aloi, anzi, vista la sua nuova carica all’interno del Progetto, mi permetta di chiamarLa mister Alfredo Aloi. Buonasera Mister!
La ringrazio per avermi concesso questa intervista, è un vero piacere per me essere il primo ad intervistarLa, sia successivamente al conseguimento del patentino da allenatore, sia come prima intervista da quando è all’interno del progetto ed anche, a quanto pare, per dare a tutto il progetto una lieta notizia.”

Alfredo: “Grazie a Lei per l’opportunità, il piacere è tutto mio.”

Brian: Prima di cominciare con le domande, chi è Alfredo Aloi nel progetto? Come sei arrivato nel nostro campionato e cosa l’ha “spinta” a farne parte, attivamente?”
Alfredo: “Sono appena diventato allenatore del Livorno, ma sono anche portiere de L’Aquila e giornalista di Devil Project. Mi sento molto attivo e voglioso di far parte di questo brillante progetto perché penso che sia un’idea molto bella e che riunisce migliaia di appassionati di fm e di calcio in generale. Il mio arrivo nel progetto è stato abbastanza casuale, ho visto un post di una squadra del progetto che cercava giocatori, allora mi sono informato e mi sono iscritto, tutto qui.”

Brian: “Congratulazioni per il suo nuovo incarico mister Aloi, conosciamo le vicende del Livorno e devo ammettere che è molto brutto vederlo in quella posizione in classifica. Crede riuscirà a dare alla sua squadra quella marcia in più per raggiungere la salvezza?”
Alfredo: “Grazie mille! Io sono una persona realista e molto autocritica e riconosco che sarà veramente dura salvarsi. Questo però non vuol dire che ci arrenderemo, sputeremo sangue fino a quando la matematica ci salverà!”

Brian: “Queste sono proprio le dichiarazioni che un giornalista vorrebbe ricevere durante un’intervista.
Quindi mi conferma un Livorno agguerrito, che non si è lasciato andare alla depressione da ultima in classifica ma che ha voglia di esprimere il proprio gioco fino all’ultimo minuto di questo sorprendente campionato di serie B Progetto Gaming, a testa alta. Questo le fa molto onore.
Parliamo di tattiche, di visione di gioco, ha già avuto la possibilità di realizzare quali saranno le strategie per tentare la salvezza? Ha già avuto la possibilità di parlare con la squadra ed i suoi senatori?”

Alfredo: “Ho avuto qualche discussione con il presidente e parlato un po’ con la squadra sugli obiettivi e le sensazioni generali e devo dire che non mi aspettavo un ambiente così “vivo” in una squadra condannata alla retrocessione. Ancora devo conoscere bene i giocatori sul campo di allenamento ma ho già qualche idea in mente su qualche formazione da applicare!”

Brian: “La ringrazio per il tempo dedicatomi, e Le auguro di raggiungere gli obiettivi prefissati.”
Alfredo: “Grazie a Lei per l’intervista, è stato un immenso piacere.”

Articolo di Luca Brian Santoro

Intervista post-partita Siena: mister Gallo

Giornalista: “Qual’é il segreto per far volare così tanto questo Siena?”
Alessandro: “Nessun segreto, ho una squadra forte. Certo, c’è voluta qualche settimana a trovare la quadra giusta ma adesso, salvo qualche passo falso, stiamo tenendo un buonissimo ritmo, basti pensare che in qualsiasi altro girone saremmo primi con i punti che abbiamo.”
Giornalista: “Che modulo hai usato contro la Sambenedettese?”
Alessandro: “Abbiamo usato il nostro classico 442, purtroppo i giocatori che ho mi obbligano ad usare quello nelle partite più importanti, ma con il passare del tempo li sto allenando su più moduli, sperimentando anche un 4141 o un 424!”
Giornalista: “Ti aspettavi un risultato così ampio contro la Sambenedettese?”
Alessandro: “Veniamo da parecchi risultati così rotondi. Tolti il pareggio con la Sanremese, la sconfitta con l’Empoli e una vittoria molto fortunosa contro il Pisa abbiamo sempre ottenuto i 3 punti con molta facilità nelle ultime partite,quindi sì, mi aspettavo di vincere e anche un po’ più agevolmente statistiche alla mano, anche se alla fine il punteggio tennistico ci da molta fiducia e ci avvicina a quello che è diventato il nostro obiettivo di riserva: confermare il secondo posto.”
Giornalista: “Come intendi provare a raggiungere il primo posto?”
Alessandro: “Ormai è quasi impossibile, l’Empoli ha partite molto agevoli e parte con un vantaggio ampio. Noi adesso vogliamo chiudere il discorso secondo posto già nella prossima partita, per poi garantirci la possibilità, nelle ultime 3, di sperimentare e trovare ulteriormente la quadra migliore per giocare questi playoff nel migliore dei modi!”


Articolo di Davyd Andryiesh

Intervista post-partita Crema-Pordenone: mister Paone

Giornalista: “Una brutta sconfitta oggi per voi, cos’è che non ha funzionato?”
Simone: “Oggi probabilmente non ha funzionato quasi nulla, prendere così tanti goal non fa mai piacere, dato che arrivavamo da un buon periodo! Avremo però modo di rialzarci!”

Giornalista: “In classifica avete perso contatto con l’Albese e siete stati superati dal Cuneo, immagino vorrete subito rimediare nella prossima giornata contro la Triestina?”
Simone: “Con la Triestina sarà una partita da vincere, dobbiamo immediatamente risollevarci e non guardare indietro! I nostri obiettivi non sono cambiati!”

Giornalista: “Il Crema ha dimostrato di essere un avversario veramente ostico, nonostante sia ancora in lotta per un posto ai playoff, a cui voi siete già qualificati, sarà un’avversaria da evitare, in caso di loro qualificazione, o vorresti una rivincita?”
Simone: “Al momento non voglio preoccuparmi di chi incontreremo ai Play off! Abbiamo ancora da finire il campionato e dobbiamo farlo nel migliore dei modi! Ci servono punti e vittorie per incrementare la fiducia nei nostri mezzi. Onore al Crema per la meritata vittoria ma stiano certi che la prossima volta che ci incontreremo sarà molto più difficile per loro!”


Intervista post-partita Taranto-Campobasso: mister Guzzi

Giornalista: “Ciao parlaci un po di questo meraviglioso stato di forma del Campobasso?”
Raoul: “Siamo in ottima forma visto che tutti remiamo dalla stessa parte e ci aiutiamo a vicenda. Questo ottimo periodo di forma è anche merito del nostro ds, Michele Tonelli Minopoli, che ha svolto un ottimo lavoro ed ha allestito una squadra molto unita e competitiva!”

Giornalista: “Che tattica hai usato contro il Taranto?”
Raoul: “Ho usato il modulo che ormai uso da qualche partita, ovvero il 4-2-3-1. Per questa stagione finiremo con questo modulo. Per la prossima vedremo anche in base al mercato.”

Giornalista: “I play-off sono lontani. Qual è l’obiettivo di questa squadra per la fine del campionato?”
Raoul: “Quando sono arrivato avrei voluto portare la squadra ai play-off nonostante fosse molto difficile. Ora la matematica ci condanna ma vogliamo provare ad arrivare il più in alto possibile!”

Articolo di Davyd Andryiesh

Intervista post-partita Sambenedettese-Siena: mister De Lucia

Giornalista: “Ciao Parlaci un po della Sambenedettese!”
Giovanni: “Ciao! Siamo una squadra molto giovane, ma comunque vedo buone premesse. Questo è un GdR che privilegia tantissimo la mentalità del gruppo, e noi ne abbiamo uno molto unito, che ci ha messo poco a trovare i suoi punti cardine. Poi piano piano ci si lega al concetto di squadra e ci si conosce, noi ci stiamo riuscendo.
Per quanto riguarda i risultati sportivi siamo in linea con gli obiettivi, arrivare ai Playoff è una bella priorità. Per quanto riguarda il dover giocare live sono fiducioso: troverò una soluzione e li giocherò, in caso di qualificazione!”

Giornalista: “Cosa non ha funzionato contro il Siena?”
Giovanni: “Sono arrabbiato per il fatto di non aver potuto rimpiazzare Sciasciafratti, convocato last minute in U19, a cui non potevo negare una possibilità del genere. Mi ha fatto saltare tutti gli schemi per cui avevo settato le indicazioni personalizzate. Colpa mia e del tempo che non ho avuto, ma dopo essere andati in vantaggio per 2-1 abbiamo preso 3 gol identici che mi fanno strappare i capelli, perché era proprio ciò che avrei potuto evitare. Sull’ultimo gol non mi esprimo nemmeno, non me lo spiego ancora. Tuttavia sono sopra di noi in classifica, sono più pronti di noi e quindi non ci resta che accontentarci di averli già battuti.”

Giornalista: “Cambierai modulo dopo questa disfatta?”
Giovanni: “Assolutamente no. È una quadratura che abbiamo raggiunto dopo tanti tentativi, i risultati, giocando così, sono arrivati e secondo me il risultato non rispecchia la partita: abbiamo concesso su ogni singolo episodio e non mi sembrava una partita da 6-2, sembreró presuntuoso ma ieri questa è l’idea che mi sono fatto guardando la partita per intero. Con Scasciafratti ce la saremmo sicuramente giocata.”

Articolo di Davyd Andryiesh

Intervista post-partita Padova-Cuneo: mister Pisasale

Giornalista: “Una buona vittoria per voi, sei soddisfatto del match?”
Jacopo: “Sono soddisfattissimo dei miei ragazzi, siamo è arrivata l’ottava vittoria nelle ultime 9! Cosa potrei chiedere di meglio?”

Giornalista: “Avete guadagnato una posizione superando il Pordenone, un buon risultato anche per quanto riguarda la classifica!”
Jacopo: “Abbiamo fatto due balzi in classifica. Ora dobbiamo fare di tutto per scavalcare l’albese e credo che i miei ragazzi possano farcela.”

Giornalista: “Sarà battaglia vera fino all’ultima giornata, chi consideri come favoriti per il quarto posto?”
Jacopo: “L’albese di Campagna dopo alcuni stop è riuscita a vincere, penso che i favoriti in questa corsa siano loro!”

IlCarro intervista Lorenzo Savini

Lorenzo Savini, benvenuto. Ci parli di lei nel Progetto e al di fuori di esso.
Allora, innanzitutto un caloroso benvenuto a tutti i lettori che hanno deciso di perdere tempo leggendo le mie dichiarazioni. All’interno del Progetto sono un centrocampista dell’Avellino. Altri ruoli, al momento, non ne ho.
Al di fuori del Progetto sono uno studente universitario che vive tra Rimini, città dove risiede la mia famiglia, e Forlì, città dove studio.

Prima di parlare dell’Avellino, è noto che ultimamente è stato piuttosto vicino agli admin dando loro una mano nell’organizzazione di Progetto Gaming, non solo per quanto riguarda FM. Vuoi parlarci di questa esperienza e magari far capire ai lettori il grande dietro alle quinte di PG?
Sì, sicuramente i più attivi e i più presenti si saranno accorti che non sono un utente “nullafacente”. Da qualche mese a questa parte è nata una grande amicizia soprattutto con Alessandro, con il quale ho un gran bel rapporto. Naturalmente vado d’amore e d’accordo con tutti gli admin, ma sento quotidianamente Alessandro per i più svariati motivi, ed è per questo che ci fidiamo l’uno dell’altro (almeno dal mio punto di vista).
Comunque, mi sono accorto di una cosa “lavorando” dietro le quinte e dando una mano: Progetto Gaming ha un enorme potenziale, sotto tutti i punti di vista. L’entrata della società Crema all’interno di Progetto Football Manager è solo l’inizio di ciò che accadrà. Bisogna continuare a crederci e lavorarci tutti i giorni, perché Progetto Gaming si può togliere tante soddisfazioni. Forse è proprio questo il miglior pregio di Alessandro: la costanza.

Un suo pensierò più sviluppato sull’ingresso del Crema Calcio?
È un grandissimo passo in avanti per Progetto Gaming. A mio parere entrare anche nel mondo del calcio reale o fuffa che dir si voglia è un ottimo modo per farsi conoscere. Chissà, magari un giorno potrò dire “ho giocato con Javier Zanetti”…
A parte gli scherzi, ora bisogna saper gestire bene tutto il gruppo, ancora di più di come non si sia già fatto: bisogna far cogliere a tutti l’importanza di quanto accaduto e al tempo stesso non tralasciare gli altri 2300 utenti che ci sono. È un lavoro molto difficile, ma a farlo ci sono delle persone in gamba, quindi sono molto fiducioso.
Detto ciò, forza Crema!

All’Avellino invece come sta andando?
Molto bene. Ad essere sinceri all’inizio ero parecchio titubante: aspettai molto prima di ascoltare l’offerta del DS Damiano Mattia, insieme ad uno degli ex presidenti Nicolò Baiardi. Proprio per questo motivo scelsi di inserire una clausola all’interno del mio contratto, di modo tale che un club fosse libero di pagare quella cifra e comprarmi senza problemi.
Inizialmente anche in-game la situazione non era rosea: la squadra era un tantino altalenante, sbagliavamo partite molto semplici. Ultimamente però abbiamo iniziato a vincere tanto e giocare bene, con conseguente miglior attacco del campionato e quarto posto a -4 punti dal Vicenza capolista. L’obiettivo è sicuramente quello di centrare la promozione diretta, ma le avversarie sono molto forti. Staremo a vedere.

Per quale motivo ha deciso di lasciare il Milan per andare comunque in Serie B?
Inizialmente, dopo lo scandalo Serveropoli avevo intenzione di rimanere. Ci sono stati alcuni fatti, che non starò qui a citare, che mi hanno fatto cambiare idea e chiedere la cessione all’allora DS Bicocchi. Le uniche due squadre interessate erano Inter e Avellino, ma la prima non formulò mai ufficialmente un’offerta. Ecco quindi come sono arrivato all’Avellino.

Ci parli dell’atmosfera dello spogliatoio dell’Avellino. Ci sono dei leader o qualcuno che tira le fila in particolare?
Diciamo che, essendo uno dei membri più attivi nel Progetto e aiutando anche gli admin quando necessario, sono diventato per tutti un punto di riferimento. Anche il mio mister e il mio DS ogni tanto mi chiedono qualcosa, ma l’atmosfera è molto bella… si ride, si scherza insieme. Come in molti spogliatoi c’è chi è più presente e chi meno, ma siamo tutti in armonia, uniti per centrare la promozione. Una menzione in particolare la vorrei fare per Damiano Mattia: sta svolgendo il ruolo di direttore sportivo in maniera impeccabile, fa i salti mortali per tenere attivo tutto il gruppo (finora in questa stagione non abbiamo avuto malus inattività se non per un giocatore che ha abbandonato il Progetto). Quindi vorrei fargli i miei più sentiti complimenti, perché dal mio punto di vista, sta svolgendo un ottimo lavoro.

E Scarpati, invece, che tipo di allenatore è? Alcuni dicono sottovalutato.
Mi metto in prima fila ad urlarlo: Scarpati secondo me è uno degli allenatori più sottovalutati all’interno del Progetto. Mette grande voglia, prepara ogni gara al meglio. È anche un ragazzo molto simpatico, si sta bene con lui. È proprio il prototipo di allenatore che secondo me si dovrebbe sedere sulla panchina di ogni squadra di questo GDR.

Alla luce delle belle parole spese finora, se non dovesse essere Serie A a fine stagione, resterebbe ad Avellino?
Tutti vogliono che io rimanga, ma non ne sono così sicuro. Ho due clausole diverse, in base alla categoria nella quale l’Avellino giocherà la prossima stagione. Penso che faremo fede alle clausole per vendermi, perché sono dei prezzi ragionati e giusti per il mio cartellino.
Traendo le somme, non penso di rimanere ad Avellino se non dovessimo salire in A. Ma manca ancora qualche mese, quindi staremo a vedere cosa accadrà.
Tengo a precisare che adesso, il primo obiettivo, è arrivare in Serie A. Al mercato ci si penserà a tempo debito.

Lei stesso ha ricordato la sua forte presenza all’interno del Progetto. Ma è vero che sta pensando di cimentarsi anche come allenatore, magari a partire dalla prossima stagione?
Si, è proprio così. Ho organizzato e partecipato al Fantasy PG, dove sono arrivato agli ottavi e ho perso contro un grandissimo allenatore come Fabrizio Lopresto. Al torneo di FM Milano ho fatto una figuraccia, ma lasciamo perdere. Voglio mettermi in gioco, soprattutto nella gestione dello spogliatoio: voglio essere protagonista di Progetto Football Manager, in tutti i suoi aspetti.

E da dove le piacerebbe partire?
Domanda molto interessante. Sicuramente la Serie C sarà la mia ultima scelta. Non perché sia meno attraente o meno competitiva, ma perché vorrei allenare in tempo reale la mia squadra. Quindi sceglierei la Serie A perché ho notato che la Serie B è molto più competitiva: non c’è un divario tecnico enorme tra le squadre di B nelle prime 15 posizioni, ogni gara è sofferta. In Serie A invece non è proprio così secondo me. Mi proposi come allenatore del Drink Team per la prossima stagione, quando Trojer diede le dimissioni. Filippo non mi scartò a priori: sarebbe una bella sfida con la quale iniziare.

E questa Serie B così competitiva secondo lei chi la vince?
Chi la vince non saprei dirlo, ma so dire che Chievo e (spero) Avellino saranno le due squadre che otterranno la promozione diretta. Per i play-off vedo bene il Frosinone o il Benevento: Frattoni è un grande allenatore, si toglierà delle soddisfazioni.

Tornando a Progetto Gaming in tutte le sue sfaccettature, ci può svelare qualche anticipazione su qualche novità che arriverà da qui a breve?
Il canale Twitch di Progetto Gaming sta crescendo sempre di più, grazie anche alla forte community di Progetto Football Manager che segue le live anche al di fuori del Progetto Calcio. Prossimamente arriveranno altri streamers per arricchire ulteriormente la programmazione giornaliera di live sul canale e molto altro è in cantiere!

Bene, grazie per il suo tempo, concludiamo pure con un suo pensiero libero a piacere.
Spero vivamente di incontrare il Genoa in Serie A il prossimo anno. Grazie a voi per l’intervista!





Apperò! IlCarro intervista Claudio Però

Claudio Peró, un piacere averla qui con noi. Solitamente iniziamo così: ci racconti di lei dentro e fuori dal Progetto.
Ciao Nicholas, il piacere è tutto mio. Diciamo che non sono il tipico “role player” con una seconda identità, sono esattamente come molti mi conoscono… un tenero e coccoloso bestemmiatore, no battute a parte sono uno a cui piace divertirsi e fare un po lo scemo tra amici, cosi da rendere la giornata più serena, quindi diciamo che chi mi ha conosciuto sa che non ci sono differenze tra i “due profili”, infatti quando presi la panchina dell’Entella feci un discorso a tutti i ragazzi spiegando proprio questo.

Visto che l’ha citata, partiamo proprio dall’Entella. Un resoconto di quanto fatto finora dal suo arrivo a Chiavari a oggi? Tiri un po’ le somme.
Prima di tirare le somme calcistiche voglio parlare del gruppo; era un gruppo non dico di inattivi, ma diciamo semi-attivi e non avevano chiarissimo l’idea del Progetto, non erano inseriti del tutto. Il risultato più bello che posso raggiungere è stato proprio questo: tirare su un gruppo vero, un gruppo unito, un gruppo forte.
Per molti che lo vedono da fuori potrebbe risultare una banda di pazzi, che parlano di trash, figa, bestemmiano e si insultano dalla mattina alla sera, ma appena uno dei ragazzi dice che c’è un problema c’è la fila per dargli sostegno in ogni momento del giorno o della notte; ciò che abbiamo creato è una vera famiglia, e questa è la cosa credimi che mi rende in assoluto più orgoglioso della squadra.
Per quanto riguarda i meriti sportivi è una bella sfida questa, siamo ancora in lotta per i playoff, purtroppo abbiamo buttato via parecchi punti per strada, ma siamo ancora li nel gruppone, tutti rincorrono tutti e perdono punti preziosi. Ovviamente speriamo di arrivare tra le prime due, in caso contrario sono sicuro che la prossima stagione saremo ancora qui a parlare del medesimo obbiettivo, perché i ragazzi meritano la massima serie sia per attività che per come e quanto si sono avvicinati al Progetto.

Quale è stata la chiave nel realizzare questo processo? Oltre sicuramente al fatto che lei è un utente della prima ora e quindi risulta di per sé ben predisposto nel trasmettere il senso del Progetto.
L’aiuto di tutti, devo essere sincero. Poi grazie ai Fulco, che erano una parte molto importante della vecchia guardia dell’Entella, sono stato accolto benissimo; penso anche il fatto di aver messo le cose in chiaro sin dal primo giorno abbia aiutato a creare questo tipo di rapporto all’interno, poi ovviamente quando arriva un nuovo allenatore non lo si conosce si è diciamo un po’ più tutti motivati a far meglio, un po’ come nella realtà. Infatti molti dei miei ragazzi sono passati da 0/100K di bonus a raddoppiare se non a triplicare questa cifra, quindi è questo quello che intendo; fortunatamente è stato un gruppo aperto a questo tipo di esperienza, alcuni meno di altri ovviamente, però purtroppo succede, non tutte le ciambelle escono col buco (ride, ndr).
Per fare un bellissimo esempio, ho parlato bene o male con tutti i ragazzi in privato: ce n’era uno fomentatissimo dalla possibile lotta per i playoff, dopo cinque partite di campionato dove effettivamente avevamo fatto bene se ne esce dal nulla dicendo “Mi sono rotto, addio”. Sono cose che destabilizzano, ma alla fine siamo sopravvissuti fino a gennaio con due difensori centrali di ruolo (ride ancora, ndr).

Veniamo ora al Genoa. Stagione da incubo finora, inutile negarlo, specialmente rispetto a quelle che erano le aspettative.
È esclusivamente un aspetto tattico, oltre a parecchia malasorte, che vi condanna attualmente in zona retrocessione? O c’è dell’altro secondo lei?

Beh, la Serie A, essendo la massima serie, è un sogno ambito da molti. Tutti, chi più chi meno, lavorano sodo dietro alla propria squadra al fine di portare le situazioni a loro vantaggio; è ovvio che in una competizione cosi accanita paghi ogni punto perso, ed è ancora più scontato che l’inizio non proprio prolifico dell’attacco, soprattutto il mio (una sola rete in tutto il girone di andata) ha pesato molto; però abbiamo le carte in regola per stare in Serie A, lavoriamo ogni giorno per dimostrarlo e guadagnarci quel posto che ci spetta.
Non voglio parlare di fortuna o sfortuna, la fortuna la si crea.

Era stato momentaneamente messo in lista prestito per il mercato di gennaio. Lo avevano cercato anche squadre importanti, per esempio la Lazio che voleva un’alternativa di livello alle sue due punte; poi sembrava dovesse andare a fare il titolare inamovibile in Serie B, ma non se ne fece più nulla. Ci racconti.
Fui messo tra i partenti ma con molta controvoglia da parte di Alberto De Donatis, ma ho sempre insistito per andare esclusivamente in Serie B, perché a me personalmente pesava moltissimo questa astinenza dal gol, volevo fermarmi, fare un passo indietro e dire “Ok Claudio, ricominciamo tutto.”
Cosa non necessaria: sono riuscito a ritrovare la porta, non come un tempo, ma piano piano sto tornando; devo davvero ringraziare il Mister Danilo Trojer per aver insistito nel tenermi e lo stesso Alberto che ha sempre detto di non volersi privare di un giocatore come me.

A proposito di gente che rimane a Genova e gente che va: come ha preso la partenza di Mark Aperio?
Malissimo personalmente, ma era una cosa che serviva a lui; poi siamo molto amici anche fuori dal campo, quindi ho capito il suo punto di vista e l’ho appoggiato (prima insultato per una settimana, e poi appoggiato). Alla fine il nostro rapporto di amicizia non era legato solo al campo, spero che al Progetto Gaming possa ritrovarsi l’Aperio che tutti conoscevamo, daghe Mark!

Cosa ne pensa invece di questa semi-utopia di De Donatis, che fra un numero indefinito di stagioni vorrebbe acquistare l’Inter per poi comporla di soli interisti. Lei che è nerazzurro lo seguirebbe?
Certamente, sarebbe diciamo il coronamento di un sogno. Quando iniziai tutto questo era finalizzato ad andare a giocare in nerazzurro, è sempre stato quello l’obiettivo finale; fui cercato dall’Inter tra la Stagione 2 e 3, ma il gruppo Genoa per quanto mi riguarda è molto difficile da abbandonare, sono stato molto fortunato da questo punto di vista, ovunque sono andato ho sempre trovato persone splendide. Poi ovviamente spero che Albe saprà chi indicare come allenatore per questa eventuale Inter… coff coff.

Ci tolga una curiosità: lei non ha mai acquistato una squadra da presidente, come mai?
Diciamo che per ora su questo non posso dire nulla! Sto ancora valutando diverse possibilità, quindi per ora so che ci sarà anche un Però presidente, ma non so dire dove potrà avere la scrivania; a seconda di come si concluderà la stagione, potrebbe anche essere in Serie A.

Siamo in conclusione, ci lasci un suo pensiero personale per chiudere.
Quello che sto per dire non lo dice il Claudio Però allenatore o giocatore, ma lo dice la persona che c’è dietro ad entrambi. Non avrei mai immaginato di trovare così tanta gente fantastica in questo gruppo, ho stretto un sacco di nuove amicizie; quando iniziammo io e Mark penso che l’unica motivazione per non giocare nella stessa squadra fosse perché lui sarebbe andato al Milan e io all’Inter, le nostre squadre fuffa; dopo due anni reali dalla creazione del personaggio posso dire che ci sono davvero poche società con un gruppo a me totalmente sconosciuto dove io andrei, e questa è una cosa bellissima. Poi come ho già detto sono stato fortunato con il Genoa e l’Entella, poiché c’erano i presupposti per far sì che entrambe le squadre fossero più di un semplice gruppo di gioco, quindi voglio davvero ringraziare Filippo e Alessandro per l’impegno e le ore di lavoro che hanno speso dietro al Progetto, sperando che un giorno la gente possa davvero capire quanto abbiano lavorato per far si che fosse quello che è oggi.

In Lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 2

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante soprattutto per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si sono ottenute cinque vittorie. Se nella prima parte siamo andati ad analizzare le partite di Torino e Progetto Gaming, oltre alla partita in Champions della Lazio, in questa parte verranno messe sotto lente d’ingrandimento le altre partite, che hanno coinvolto Inter, Juventus e Roma.

Feyenoord – Inter 2-5
La partita sicuramente più emozionante del turno di Europa League è stata quella tra la squadra di Rotterdam e quella allenata da Pietro Alaimo. L’alta intensità da ambo le parti ha portato ad uno scontro che ha visto molti errori da parte delle difese e pregevoli gesti tecnici da parte degli attacchi: nei primi 23′ sono state segnate ben quattro reti.

É stata una partita molto combattuta, come testimoniano le statistiche molto simili in Tiri in Porta (6-9) ed in possesso palla (53-47), il numero di chiare occasioni da goal (1-1) e di azioni importanti (2-2). Anche il numero di passaggi è molto simile, con l’Inter che ne porta a termine 341 e il Feyenoord 387. Le due squadre non hanno esitato a spingersi in avanti, anche a discapito di qualche goal subito di troppo. La chiave della partita che spiega un risultato così netto è l’incredibile efficacia dei giocatori nerazzurri sotto porta, tanto da rendere imbarazzante la prestazione del portiere olandese Vermeer, con 5.6 di voto. Sostituzione decisiva quella effettuata tra primo e secondo tempo da parte dell’Inter: l’ingresso di Ciampaglia al posto di Pettignelli ha ampliato il divario tecnico tra le due squadre. Non è un caso che dopo il suo ingresso, l’Inter abbia segnato le due reti che chiudono la partita senza concedere un goal agli avversari. Il premio di migliore in campo appartiene ad Antonio Seminaroti, autore di una splendida doppietta. La qualificazione per l’Inter potrebbe essere al sicuro, grazie ai cinque goal in trasferta che costringerebbero il Feyenoord a segnarne quattro a San Siro.

EXTRA: I padroni di casa presentavano in panchina due svincolati di Progetto FM. Matteo Pesco, ex-Lazio, Udinese e Sampdoria, e Alessandro Girelli, ex-terrore delle difese di A mentre era al Bari e due stagioni fa al Fublet. Se il secondo è stato splendidamente fermo in panchina, il primo ha giocato anche 12 minuti a partita in corso.

Juventus – Bayer Leverkusen 3-0
Anche l’altra squadra di Torino chiude il discorso qualificazione con un netto 3-0 al Bayer Leverkusen, squadra sicuramente meno ostica di quelle affrontate nel girone di Champions League. La partita è nettamente dominata dai bianconeri, che lasciano poco spazio alle punte tedesche.

Il pieno controllo della partita è reso evidente dal gran numero di tiri in porta, che sono undici per i padroni di casa contro i tre degli ospiti. Non proprio una gran bella giornata del portiere del Bayer, che deve ringraziare i due pali se non ha raccolto ulteriori palloni dalla porta. Bisogna tuttavia ammettere che prima dell’ingresso di Luca Santoro, autore di una doppietta, la Juventus non era riuscita a concretizzare le sue tante occasioni avute, segnando solo il goal con Theo Bassissi. Infatti, giornata molto negativa per Carlo Paudice, costretto ad uscire nel secondo tempo. In pieno controllo sono stati i terzini bianconeri: sia il già nominato Bassissi che Mattia Perfetti, hanno messo in subbuglio con le loro accelerazioni la difesa tedesca. Bene anche Igor Pejcic, autore di un assist. Tuttavia, il premio di MOTM va sicuramente a Santoro, che se lo assicura in ventisei minuti di gioco. Curiosamente, a segnare tutte le tre reti dei bianconeri, sono stati giocatori al loro debutto in Europa League: Bassissi ha giocato la prima parte di stagione alla Pro Vercelli, mentre l’uomo partita è stato al Catania.

Roma – Basaksehir 2-0
Per quanto il risultato non le garantisce il passaggio del turno senza troppi rischi, i giallorossi hanno messo un mattone fondamentale per il passaggio del turno. Infatti, nonostante il risultato reciti solo 2-0, il modo in cui è arrivato fa ben sperare per il match di ritorno.

La Roma ha approcciato la partita nel modo corretto, non lasciando nessuno spazio alla squadra turca, autore di un solo tiro nello specchio. D’altro canto, la Roma dovrebbe migliorare la precisione sotto porta: dei 27 complessivi solo 6 sono finiti a bersaglio. La partita fortunatamente si era messa in discesa sin da subito, con il goal di Giacomo Bruni al 13′, e ci ha pensato Flavio Bramucci a chiuderla al 78′. Tuttavia, è difficile capire il livello della Roma: la difesa si è comportata in maniera assolutamente solida, mentre l’attacco ha evidenti problemi in ambito europeo, visto che né Riccardo Atudosie né Paolo Leanza hanno inciso sulla gara in qualche misura. Servirà ritrovarli al meglio per poter pensare di andare ulteriormente avanti, anche se a Roma potrebbero fare qualche ragionamento di più: meglio dedicarsi completamente al campionato di Serie B, dove attualmente stai in zona playoff e più ti piazzi meglio più hai possibilità di passare, oppure sacrificare qualcosina per provare ad andare fino in fondo nella Coppa, senza la certezza però di riuscirci? In ogni caso, si può dire che la Roma, nonostante gli impegni del campionato cadetto, abbia onorato al proprio meglio la competizione. Ed è facile che entri nella top 16 della Europa League.

In lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 1

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si ottengono cinque vittorie. Meno ottimismo per quanto viene dalla Champions League, dove la Lazio ha pareggiato in casa 1-1 contro il Liverpool, ed è chiamata a vincere (o pareggiare con almeno due reti segnate) ad Anfield.
I risultati ottenuti verranno confermate dalle statistiche delle partite in questione? Oppure il risultato poteva essere molto diverso?

Lazio – Liverpool 1-1
L’unico match della Champions League vedeva coinvolta la Lazio di Nicholas Michelini contro una delle squadre più temibili del gioco, il Liverpool. Avversaria molto pericolosa, complice anche la tendenza al pressing del club inglese, strategia di gioco molto premiata su FM.
La Lazio si schiera in campo secondo il suo classico 4-4-2 con una piccola eccezione: a centrocampo non troviamo Salvatore Campagna, indisponibile, ma Alessio Scarciotta. Sulla fascia destra troviamo quindi Danilo Falzone.

Le statistiche parlano di una partita molto combattuta: il Liverpool ha preferito avere il pallino del gioco, come evidenziano 364 passaggi e un possesso palla che si attesta al 56%, mentre la Lazio ha preferito con azioni molto veloci e che portassero al tiro molto più velocemente, con 18 tiri al termine della partita e 267 passaggi.
La tendenza a colpire rapidamente si vede anche dal numero di contrasti effettuati: se la Lazio ha eseguito 34 contrasti, il Liverpool lo ha fatto solo 12 volte. Statistiche coerenti quindi anche col fatto che fosse il Liverpool ad avere per lo più il pallone e che dovesse costruire azioni più ragionate.
Nel Liverpool ha spiccato in particolare Mohamed Salah, autore anche della rete del momentaneo 1-0 con un’azione solitaria che ha poi concretizzato in rete. È un errore di Alexander-Arnold invece a dare la possibilità alla Lazio di segnare il goal dell’1-1 con Federico Gallarato. Tuttavia, neppure il golden boy spicca più di tanto in questa partita, dove determinante nel mantenere la squadra a galla dopo l’1-0 è stato Davide Costarella.
Nessuna delle due squadre ha chiamato in causa la panchina, con la Lazio che esegue la prima sostituzione solamente al 90° e il Liverpool che non inserisce nessuno.
Nel complesso, un pareggio giusto per quello che si è visto e per quello che i numeri raccontano. Un 1-1 più utile al Liverpool che alla Lazio, ma che non preclude la possibilità di passare il turno per i biancocelesti.

Dinamo Zagabria – Progetto Gaming 0-1
Il primo degli scontri di Europa League vede invece la squadra cremasca affrontare la Dinamo Zagabria, squadra assolutamente alla portata dei biancoblu.
Progetto Gaming che si schiera attraverso un 4-4-1-1 in linea, priva di Mark Aperio, sostituito per l’occasione da Tommaso Molin. Vincono i ballottaggi davanti Pasquale Canario e Luca Bisceglie, con il primo che si colloca a trequarti, mentre in porta trova posto Francesco Miliani.

Un risultato che sta molto stretto ai biancoblu, perché la partita è stata letteralmente dominata. La Dinamo ha tirato per la bellezza di una volta in tutti i 90 minuti, mentre il PG ha fatto addirittura 14 tiri in porta.
Progetto Gaming che ha ottenuto anche il 58% del possesso palla, con 372 passaggi all’attivo, 25 calci d’angolo e anche una chiara occasione da goal.
Tuttavia, non era giornata per Pasquale Canario, che esce dal campo con un mesto 6.4, e per Lucia Zanotti, che sbaglia il rigore del possibile 2-0, mentre era sicuramente in forma il portiere Livakovic per i croati.
Fortunatamente per i lombardi, Bisceglie risolve e segna il goal dell’1-0, ma neppure con le sostituzioni il risultato varia ulteriormente.
La palma di migliore in campo va divisa equamente ai due laterali Molin e Alessandro Sgrò, il primo autore dell’assist dell’1-0, il secondo per le sue incredibili galoppate che hanno messo in crisi la difesa degli slavi.
Il Progetto Gaming ottiene una vittoria, anche se al termine della partita ha molto da recriminare a sé stessa: il passaggio del turno non è in cassaforte come per le altre squadre impegnate nella stessa competizione, anche se, viste le statistiche, neanche troppo dubbia. Il calcio è tuttavia strano, e si augura che non sia un’occasione mancata.

Zenit – Torino 0-4
Un altro degli scontri di Europa League vedeva invece il Torino chiudere la pratica qualificazione contro lo Zenit San Pietroburgo, la squadra più ostica tra quelle sorteggiate in questo turno di competizione.
Granata che si schierano un 4-4-1-1 asimmetrico, con in attacco Agostino Lupo a sostegno della punta Chrisitan Pennisi. A centrocampo spazio per i fratelli Pusceddu, accompagnati da Samuel Setzu e Angela Iadicicco.

Il Torino tiene il controllo del pallone, con un 61% di possesso palla, 421 passaggi concretizzati, 16 calci d’angolo e 10 tiri in porta. Tuttavia, mantiene anche la sua nomea che la ha contraddistinta sempre e commette ben 13 falli. I granata prendono anche due pali, a conferma di come il risultato poteva essere più tennistico. I 4 tiri in porta dei russi sono la conferma di un gioco molto offensivo, che ha lasciato dei momenti in cui lo Zenit, in contropiede, è riuscito a impensierire l’estremo difensore Claudio Fagone.
La palma di migliore in campo va condivisa tra Daniele Pusceddu, autore di 3 assist, e Francesco Terlati, autore del goal che sbloccato la partita. A rete anche Iadicicco, Gianluca Pusceddu e Pennisi.
In situazione di puro controllo spazio anche per il nuovo arrivato Simone Perossa, che gioca gli ultimi tre minuti della partita al posto di Fagone.
Più oscura, soprattutto in confronto al compagno di reparto Francesco Avogaro che prende 8.5, la prestazione di Nicolò Martinelli, che prende solo 7.0.
La partita di ritorno sembra una formalità per i torinesi, che possono amministrare l’enorme vantaggio ottenuto da questa partita: il passaggio del turno è ormai ad un passo.