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Mister X alla corte dell’Akragas

Mister X

La neo-promossa continua a far parlare di se, dopo un buon inizio di campionato, la società mette la freccia e perfeziona un colpo di mercato già a Ottobre per Gennaio.

Persone vicinissime al club ci riferiscono dell’approdo, alla corte del Villains Akragas, di un fantomatico Mister X, di cui conosciamo solo il soprannome #ilTronista e un piccolo identikit: Italiano, capelli scuri, fisico possente.

Il tronista (così chiamato dallo stesso Paolo Di Gaetano presidente della squadra), avrebbe già raggiunto l’accordo con la società.

Ai nostri microfoni il Presidente Di Gaetano si è limitato a lanciare l’hashtag per creare aspettativa nella tifoseria Akragantina.

Post Spezia – Lucchese: intervista a mister Deidda

Dopo la clamorosa vittoria per 6 a 0 della Lucchese sul campo dello Spezia, abbiamo intervistato il mister dei vincitori, Maurizio Deidda.

Buonasera mister. Allora, una vittoria rotondissima dopo un periodo non facile. Il 6 – 0 è meritato per lei? O c’è stata un po’ di fortuna?

Secondo me vittoria esagerata. Ad occasioni, nonostante il pallino del gioco fosse nostro, lo Spezia ha saputo trovare occasioni importanti ma non è stato bravo a finalizzare. Il rigore parato poi sul 2-0 ha tagliato le gambe allo Spezia e noi abbiamo dilagato. E’ capitato anche a noi le scorse due partite, quindi capisco la situazione e sarei affranto dopo una sconfitta simile. Sono felice che la squadra abbia risposto alla grande dopo due sconfitte per 3-1.

Dopo una vittoria così, ha comunque qualcosa da rimproverare ai suoi, qualcosa in cui migliorare, oppure stasera è stato tutto perfetto?

Si deve sempre migliorare. La vittoria di oggi può essere anche solo casuale, come può essere stata la vostra sconfitta. Questa vittoria non vuol dire nulla. Come diceva qualcuno, in semicitazione “meglio sei vittorie 1-0 che una 6-0”.

A questo punto, qual è la vera Lucchese? Quella delle giornate difficili, o quella dell’exploit di stasera?Ultima domanda.

La vera Lucchese? La vera Lucchese punta al #RoadToSerieC, quindi questo è stato solo un caso. Scherzi a parte (più o meno): vorrei ritrovare la solidità difensiva che caratterizzava in buona parte del campionato la scorsa stagione e che ci ha permesso una sciagurata salvezza (la Presidenza mi sta ancora maledicendo). Il passaggio a FM19 è ancora una incognita per molti: io pensavo, tramite delle prove offline, di aver trovato una quadra, ma anche variabili come l’affiatamento della squadra e i meccanismi di gioco ancora da migliorare, il problema di trovare un ruolo adatto ad alcuni per trovare il giusto equilibrio, abbinato alla variabile forse snobbata del “stiamo comunque giocando contro altri umani, non il PC”, rendono questo “lavoro” ancora più difficile, ma divertente: il bello di giocare a FM contro allenatori umani è questo. Alla fine l’obiettivo è quello di riuscire a trovare una quadra quantomeno generale per la squadra e poi fare leggeri cambi di partita in partita senza stravolgere. Con lo Spezia ho stravolto qualcosa che non mi era piaciuto nelle scorse partite e in ulteriori prove fatte prima della partita. La mancanza di mister Coghi a gestire la partita sicuramente mi ha aiutato (anche se contro il Livorno ho preso schiaffi contro il PC a mostrare la mia “bravura”). Vedremo nelle prossime partite cosa sarà la Lucchese.

Cosa ne pensa dello Spezia? Dopo due giornate avevano 4 punti, con la pesante vittoria con il Parma. Adesso un periodo nero, con squadre neopromosse o meno quotate. Come l’ha visto lei stasera?

Penso che sia una buona squadra. In generale credo che la serie B sarà molto equilibrata, non penso che ci saranno squadre che spaccheranno il campionato. Forse nel girone di ritorno inizieranno ad uscire i valori delle squadre che si dimostreranno non per forza più forti sulla carta, ma con una organizzazione tattica che permette di fronteggiare al meglio più avversarie. Lo Spezia potrebbe essere una di queste. I valori tecnici e di attività ci sono tutti.

Intervista post partita a mister Spicchio Mariani

Una sfida molto attesa dalla nostra redazione è stata Foggia – Spezia. Due squadre seguite dal nostro giornale, con elementi di entrambe le rose che formano la nostra redazione.

Il Foggia ha vinto 2 – 0 grazie alla doppietta di Micheli. Noi abbiamo intervistato in esclusiva nel post partita il mister rossonero, Spicchio Mariani.

Buonasera Mister, una vittoria importante arrivata a cavallo fra primo e secondo tempo. E’ soddisfatto della sua squadra? Pensava di fare meglio oppure più fatica?

Essendo l’allenatore non posso che non essere contento per questo fantastico risultato, però a livello tecnico tattico la squadra è stata cinica ma ha fatto alcuni errori facilmente evitabili soprattutto in fase di transizione. Per il resto felicissimo del risultato!

Stando andando benissimo, siete in ottima forma, dove volete arrivare?

L’unico obbiettivo è la salvezza non perché voglio fare il gufone o qualcos’altro semplicemente per il nostro livello di squadra è l’obbiettivo massimo.

Micheli ha messo a segno una doppietta, è l’uomo in più della squadra?

Micheli è importante come chiunque altro. oggi era la sua giornata la prossima sarà al giornata di qualcun’altro.

Post Nurvast Spezia – Palermo: intervista a Di Caccamo

Buonasera Mister. La vediamo felice per la vittoria. Pensava di riuscirla a portare a casa facilmente o si aspettava una gara difficile?

Salve, abbiamo assistito ad una bellissima partita, non mi aspettavo minimamente una gara semplice ed infatti abbiamo dovuto tenere botta fino alla fine, i ragazzi hanno dimostrato tanto e sono felice della loro prestazione.

Avete fatto un uno – due fulminante nei primi 13 minuti. E’ stato un bene per mettere la gara in discesa, o dopo è stato complicato reggere per 77′ contro un avversario che non aveva nulla da perdere?

Abbiamo avuto la capacità di agire immediatamente e di tenere botta per la partita. Ottimo De Nadai, sicuramente lo Spezia poi s’è fatto avanti e ha risposto in maniera adeguata con anche un gol.

Coghi ha schierato un 4 – 4 – 2. Modulo diverso rispetto a quello usato con Salò e Parma. E’ rimasto sorpreso? Si era preparato ad altro?

Non avevo visto i moduli precedenti, ma penso che il mister Coghi pensasse che il 4-4-2 fosse la formazione migliore per giocare contro di noi. Eravamo arrivati per un punto, e siamo tornati a casa con 3 punti magnifici.

Nurvast Spezia – Salò: Intervista post gara a Mister Staniscia

Lo Spezzino intraprende una nuova “rubrica” ovvero pubblicare delle interviste pre e post gara a tutti gli allenatori che giocheranno contro il Nurvast Spezia.

Partiamo, seppure con un breve ritardo, con l’intervista post gara a Mister Staniscia, allenatore del Salò, che commenta con noi la sfida della prima giornata di Serie B Nurvast Spezia – Salò finita 1 – 1.

Buonasera Mister Staniscia, grazie per la disponibilità a rilasciare queste dichiarazioni. Allora, questo era l’esordio del Salò in Serie B contro una una squadra non tra le più quotate, ma comunque retrocessa lo scorso anno dalla A. Eravate tesi o emozionati?

Buonasera, all’uscita del calendario abbiamo provato grande orgoglio nel partire contro una squadra che l’anno scorso era due categorie sopra la nostra.

Come ha visto la sua squadra? E’ soddisfatto del gioco espresso, c’è qualcosa da migliorare? Poco, molto?

Ho deciso quindi di schierare l’11 titolare che meglio aveva reso nelle amichevoli precampionato! La squadra ha reagito in maniera adeguata, sfruttando in maniera cinica le poche occasioni che si sono presentate. C’è da migliorare la tenuta mentale, dato che il gol preso nel finale è dovuto ad un calo di concentrazione.

Pensa che il risultato sia giusto, oppure avreste meritato di meno? Qualcuno potrebbe dire che siete stati anche fortunati, visto che lo Spezia pur pareggiando nel finale, ha in realtà creato di più. Lei che ne pensaB

Il risultato, al netto delle occasioni create e subite, forse penalizza la squadra ligure, anche se prendere gol nel finale fa male comunque.

Diego Spezzacatena

VITA REALE: Francesco Miscio, tra Svizzera, Baviera e calcio

Ennesima puntata della nostra rubrica VITA REALE. Oggi vi raccontiamo di Francesco Miscio. Miscio in game è un centrocampista, lui si sente un classico mediano, che indossa la maglia numero cinque. Nonostante la sua umiltà nel parlare delle sue doti, proprio nel primo turno di questo campionato lo abbiamo visto compiere un coast to coast stile Weah e Mbappè. Infine, con una precisione alla Pirlo , ha servito il compagno Ambrosecchia in area per mandarlo in gol.

Ma chi è Francesco nella vita? Il nostro mediano è uno dei più giovani del Nurvast Spezia, visto che ha soli 17 anni. Potremmo dire che è uno straniero, visto che vive a Lugano in Svizzera, ma i realtà è un pesarese doc e vive oltralpe da soli 6 anni.

Ovviamente il ragazzo studia ancora, frequenta l’ultimo anno del liceo linguistico. Il prossimo anno dovrebbe andare a studiare ancora in un altro stato, la Germania. L’obiettivo sarebbe quello di andare a seguire corsi di Marketing e Management a Monaco di Baviera.

A livello sentimentale, signore, vi annunciamo che è single (per ora il primo che troviamo a La Spezia) e lui stesso dice “Infatti sono in un periodo di caccia” quindi state attente spezzine.

Ogni tanto gioca a calcio con gli amici e anche lì fa il mediano puro, ma anche il difensore. Insomma, al ragazzo piace colpire più gli avversari che il pallone.

Nel tempo libero fa davvero moltissime cose. E’ innamorato dell’Inter, come Alessio Facchino, ed ha l’abbonamento a San Siro da ben due anni. Francesco è anche uomo di cultura, infatti legge molto, va spesso al cinema ed ha una collezione di più di 400 DVD, raccolta che è in continua espansione. Spesso esce anche con gli amici e si svaga giocando alla Playstation, i due giochi preferiti sono NBA e FIFA.

Diego Spezzacatena

Spicchio Mariani nuovo redattore del Lo Spezzino

E’ con grande piacere che la redazione del Lo Spezzino annuncia l’ingresso di un nuovo redattore, che va a completare il parco di penne a disposizione del giornale.

Stiamo parlando Spicchio Mariani del Foggia. Mariani si occuperà sia del Foggia, insieme a Nisi e Giovannelli, ma anche del Verona con Crescimone.

Mariani sigla un contratto per Lo Spezzino per tutta la Stagione 4. Il compenso sarà pari al 3.33% dei ricavi complessivi che riceverà il giornale dall’amministrazione a fine stagione, con l’obbligo di scrivere 2 pezzi al mese.

I fondi per il contratto di Mariani sono stati recuperati dall’Ingaggio extra del presidente, che passa dal 30% dei ricavi complessivi al 26.67%.

Diego Spezzacatena

Intervista esclusiva a Michele Minopoli, seconda parte: “Ho quasi sempre risposto ai messaggi degli Admin, però si, qualcosa può ovviamente sfuggire. Non esiste solo il progetto nella vita”

La sua verità sullo Spezia

Care lettrici e cari lettori, benvenuti al secondo appuntamento con la nostra intervista a Michele Minopoli. Oggi giocatore e Direttore Sportivo del Palermo, ma soprattutto in passato Direttore Sportivo dello Spezia. Un’esperienza iniziata col botto, ma finita con una squalifica e una società sull’orlo del baratro.

Il pezzo si presenta come una sorta di conclusione di una trilogia. Quest’ultima è iniziata con il pezzo Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli. Che fu firmato dal nostro Direttore Diego Spezzacatena ed è proseguita ieri, con la prima parte dell’intervista esclusiva, Minpoli si confessa: “Mi sento in colpa per quello che ho fatto” , curata dal nostro Vice Direttore Andrea Ingrassia.

Di seguito vi proponiamo le domande proposte dal Direttore Diego Spezzacatena e le risposte di Minopoli.

Ciao Michele. Allora, ho studiato un po’ la storia dello Spezia, compreso il post in cui veniva annunciato il tuo licenziamento. Inoltre, sono andato a leggere più volte l’articolo di Pironti del giorno dopo. E’ vero che gli amministratori ti hanno più volte cercato tra il sabato e la domenica (quando poi avvenne il licenziamento) ma tu preferivi “non rispondere”? Pironti la chiamò simpaticamente nel suo articolo “tattica accucciati e rotola”?

Beh sinceramente non ricordo, ma per quanto riguarda io ho quasi sempre risposto ai messaggi che arrivavano dagli admin (si prende una breve pausa ndr). Però si, qualcosa ovviamente può sfuggire perché, putroppo (ride ndr), non esiste solo il progetto nella vita.

Quando io e te ci siamo sentiti la prima volta, io ti dissi che avevo sentito parlare di te, per “I casini fatti allo Spezia”. Tu però mi dicesti, ridendo, che in realtà di casini allo Spezia già ce n’erano. Puoi raccontarci che situazioni trovasti e quali erano questi “casini”?

Eh si, di “casini” già ce n’erano molti. Il più grave, a parer mio, è stato quello del Bilancio che praticamente era a 0 (successivamente, risolvendo, si scoprii che avevamo oltre 2 Milioni).
Infatti, il Direttore Sportivo precedente non aveva consegnato il bilancio della Stagione 2 e così facendo sono nati molti problemi per quanto riguarda il mercato, i contratti e così via (si concede una seconda pausa breve). Costringendoci anche a vendere giocatori molto validi.

Ho una domanda che mi sorge spontanea dalle tue risposte. Hai detto di aver trovato errori fatti dal Direttore Sportivo precedente, ma, da quello che so, prima di te non c’è stato un altro Direttore Sportivo allo Spezia. Ma potrei essere io poco informato. 

Beh si in effetti non c’era, perché il “Direttore Sportivo” precedente era anche allenatore, quindi faceva entrambe le cose .

Capiscoo. Parliamo di Accardo, giusto?

Si, parliamo di Antonio Accardo. Ovviamente non sto scaricando la colpa su di lui eh, anzi, mi ha anche aiutato a recuperare il tutto.

Certo. Tra l’altro, se ricordo bene, tu come Direttore Sportivo e Canario come allenatore siete subentrati ad Accardo a pochissimi giorni dall’inizio del Stagione 3.

Sì, proprio così. Quindi non abbiamo avuto tanto tempo, ecco.

Perfetto. Volevo chiarire tutti i miei dubbi.

Dopo quel licenziamento “forzato” e i contrasti con l’amministrazione, hai mai pensato di lasciare il Progetto?

No, devo dire di non aver mai pensato di abbandonare il progetto. Cavolo! Ho sbagliato di nuovo. (ride ndr).

In che senso hai sbagliato di nuovo?

Vabbè (non prosegue la risposta ndr).

Oggi cosa fa il Direttore Sportivo Michele Minopoli? E’ tornato a fare il dirigente? Ha trovato qualcuno pronto a dargli fiducia, dopo quelle vicende?

Oggi, Michele Minopoli è tornato a dirigere. Prima il Lecce e poi il Palermo, dove sono anche giocatore. Quindi è un doppio onore essere nei Rosanero. Ovviamente voglio assicurare ai miei ragazzi che gli errori fatti in passato non si ripeteranno e, se non saprò qualcosa, chiederò sempre prima di agire.

Non so se hai mai letto questo mio pezzo Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli. Se vuoi dire qualcosa in merito, puntualizzare qualcosa, correggere qualcosa, smentire qualcosa, ovviamente puoi farlo.

Michele Minopoli non ha aggiunto altro, non dicendo nulla in merito all’articolo propostogli. La redazione del Lo Spezzino tutta, in particolare nella mia persona, il Direttore del giornale, lo ringrazia davvero moltissimo per la disponibilità e la sincerità nelle risposte. Da oggi al Nurvast Spezia potranno davvero ritenere chiuso questo capitolo, o almeno lo speriamo, così come auguriamo al Direttore Sportivo Minopoli di riscattarsi al Palermo.

Diego Spezzacatena.

Un cuore sardo…Giacomo Sedda

Un saluto ai nostri lettori, e un saluto speciale a Giacomo Sedda. La ringraziamo per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista. Ci parli di lei, sia per quanto riguarda i suoi ruoli all’interno del Progetto gaming, sia per quanto riguarda la sua vita privata.

Giacomo: Buongiorno a tutti, sudditi e non. Lavoro come informatico per una azienda della Microsoft, al momento nel settore della robotica. Sono il monarca reggente del regno di savoia ed alleno il Torino.

Ecco signor Sedda, lei è sia presidente, che allenatore del Toro. Come è iniziata questa avventura da presidente? E perchè ha scelto proprio il Torino?

Giacomo: Perché allenavo già da una stagione quando siamo stati messi in vendita. Ed un soggetto ora bannato espresse interesse nella società. Pur di non lasciarla nelle sue mani, preferii agire e comprarla.

Il Toro attualmente ha quattro presidenti, anzi fino a poco tempo fa eravate in cinque. Lei ha iniziato da subito la sua avventura con gli attuali presidenti? Inoltre come è gestire una squadra essendo ben quattro soci?

Giacomo: Già all’inizio dell’avventura eravamo in 5: io, Pauletto, Deidda, Conte e Altomare. Io avevo già l’esperienza di mezza stagione alla Salernitana, dove lasciai la quota per gestire il Toro al 100%. Altomare lasciò a fine stagione, venendo sostituito da Lupo praticamente subito.  Per quanto riguarda la gestione si, non è male avere altre persone su cui contare e con cui confrontarsi.La maggior parte delle volte in cui non si è in accordo, subentrano gli altri dirigenti ma la linea generale di gestione è praticamente condivisa da tutti!

Già, infatti si vede anche da fuori che c’è intesa tra voi presidenti del Toro. Anzi il Toro si può dire che è una delle squadre con un gruppo più unito e compatto del progetto. A cosa è dovuto? Qual è il “segreto” del Toro?  

Giacomo: Il segreto non esiste. Esiste il lavoro, anche nel selezionare i profili interessanti prima delle schede. Ogni singola volta che ci muoviamo per qualcuno valutiamo sia l’attività, o la potenziale attività, che la scheda. Aggiungere ad un team una personalità significa anche fare in modo che si trovi bene e interagisca il più possibile con il gruppo. In questo senso, è indifferente la generazione della scheda, alla fine chi si trova bene resterà (È proverà a portare bonus). Non è un caso che noi oramai si venda poco, puntando sin da subito a formare una sorta di famiglia, e per ora la maggior parte dei giocatori non mi chiedono mai di andarsene.

●Vero, nel Toro c’è questo senso di familiarità, e si vede la mano positiva di tutti voi dello staff. Oltre il presidente, lei è anche l’allenatore di questa squadra. La passione per questo ruolo come è nata?

Giacomo: Son nel progetto da sempre, inizialmente come giocatore perché non mi ritenevo in grado di allenare. Quando l’allenatore del Toro si dimise decisi di provare a salvare la squadra, sedendomi in panchina. Gioco a fm dal 2010, con circa 800 ore annuali su ogni versione uscita da allora.

Quindi ha molta esperienza per quanto riguarda la praticità del gioco. Eppure fare l’allenatore non è una cosa facile, si sente tutto il peso e tutta la pressione addosso. Lei come scarica la tensione prima di una partita? Ha qualche rito?

Giacomo: Si, metto in muto il microfono prima che la Santa sede mandi gli agenti a casa mia. In realtà il mio punching ball è spesso stato Deidda, che sopporta le mie ventimila telefonate.

A proposito di Deidda, il Toro era ad un passo dalla Champions nello scorso campionato. L’ultima partita è stata allenata appunto da Deidda. Gli ha dato qualche indicazione precisa prima di quella partita?

Giacomo: No in realtà non potevo per ragioni personali e non ho avuto modo, dato il tempismo, di poter dare indicazioni al “vice”.

E in linea generale qual è la differenza tra allenare e guardare una partita in live , dove non si può praticamente intervenire? Lei avverte più tensione quando allena o quando non allena?

Giacomo: Quando non alleno tantissime volte vorrei poter urlare agli allenatori in live quando penso di poter cambiare qualcosa per cercare di risolvere le partite, ma so che verrei odiato quindi resto nel mio. Allenando ho comunque sotto controllo tutto, quindi porto il peso degli errori ed il merito delle intuizioni, non reggerei al vedere le partite senza allenare.

In fondo anche per i giocatori non è facile vivere le partite e saper di non poter far nulla, figuriamoci per un allenatore. Lei oltre ad essere presidente del Torino, è anche presidente del Cagliari. Per chi non conosce il motivo di questa scelta, può spiegarlo?

Giacomo: Quando il progetto stava nascendo, ci si poteva iscrivere in qualsiasi società a scelta. Io chiesi di giocare nel Cagliari. Ma gli admin, all’epoca, lo avevano rimosso per fare spazio al Fublet. Ho rotto i coglioni per tre stagioni per questa cosa.

Nello specifico, perchè proprio il Cagliari?

Giacomo: Perché sono di Cagliari, tifo il Cagliari, vivo a Cagliari

Quindi, lei è stato uno dei primi ad iscriversi al progetto. Come ha conosciuto Progetto Gaming?

Giacomo: Per caso in realtà. Vidi un post di un certo Filippo e decisi di iscrivermi, tirando dentro al gruppo (ed alla squadra scelta) anche il povero Deidda.

Lei conosce Deidda di persona, anzi vi conoscete ancor prima del progetto. Conosce qualcun altro di persona? E chi le piacerebbe conoscere, in particolar modo, tra gli utenti del gruppo?

Giacomo: Beh si, ho conosciuto tantissime persone ai vari raduni. Oltre agli admin, Damla, tutti i partecipanti al mondiale, Frunzio… Se potessi incontrerei tutti di persona, o quasi.

Siamo alla fine dell’intervista. Per concludere le chiedo: quali saranno i progetti e gli obiettivi per la nuova stagione? Sia in ottica Toro, sia per il Cagliari.

Giacomo: Onestamente? Non ci mettiamo obbiettivi al momento. Il Cagliari sarebbe bello salisse in b, ma più credibilmente deve costruire la rosa per restare in serie C, qualsiasi cosa in più sarà gradita. Per il Torino, il minimo è confermarsi, il massimo migliorarsi.

La ringraziamo per la sua disponibilità, è stato un piacere averla con noi. Se ha qualcosa da aggiungere o qualcosa da dire…Intanto le faccio un grosso in bocca al lupo per la nuova stagione ed un felice 2019.

Vi ringrazio per l’occasione e colgo l’occasione per augurare un buon campionato a tutti.

Lucca Comics e Progetto FM: un mese dopo

Da sempre le fiere sono la miglior opportunità per dare un volto alle persone conosciute online su blog e facebook.

Questo Lucca Comics and Games 2018 è l’occasione per me di incontrare gli amici di “Diventare calciatori su fm”, un gioco di ruolo sul calcio su FB.

Il tutto parte da Jessica, la mia fidanzata, che venerdì 02 novembre mi propone di andare in Toscana… la sua prima fiera cosplay!

Spargo subito la notizia sul gruppo per offrire passaggi last minute: arruolo Filippo B. per l’intero viaggio e Paolo V. per il solo ritorno.

La giornata di sabato 03 novembre si preannuncia una di quelle sfacchinate tanto pesanti quanto avvincenti: meteo incerto e rientro in nottata.

Alle 03.30 la sveglia interrompe le poche ore di sonno: l’idea è di partire molto presto per sfruttare al meglio la giornata e non incontrare nessun tipo di inconveniente.

Partiamo da Como alle 04.00, in 40 minuti siamo da Filippo a Milano: questa l’unica deviazione. Il viaggio, infatti, scorre veloce ed alle 08.00 siamo già all’uscita autostradale Lucca, come previsto.

Come temevo, nonostante la partenza ad orario folle, si presenta comunque il problema parcheggi: la città è piena di cartelli con la grande “P”, ma sono tutti pieni.

Continuiamo a girare a vuoto fintanto che non scorgo un parcheggio privato, dentro un cortile, ovviamente a pagamento.

Prima di dare 20€ al custode ci ricorda che il cancello verrà chiuso alle 21.00 : cosa vuoi che sia, mica dobbiamo stare a Lucca fino a quell’ora…

08.40 finalmente possiamo sgranchirci le gambe e camminare: solita accortezza da ingegnere, salvo la posizione dell’auto e in 10 minuti siamo alle mura.

Per entrare in città occorre fare la fila sotto il metal detector, esibite borse e zaini, compilare il modulo Daspo ed essere vaccinati: purtroppo molti ragazzi han dovuto abbandonare pezzi dei loro cosplay per il solito abuso di potere di alcuni steward…

Ore 08.55 non c’è fila e agevolmente andiamo a ritirare il braccialetto: strumento che si rivelerà inutile, dato che per entrare negli stand chiedono comunque anche il biglietto.

Gli espositori aprono le porte alle 09.00 , ma non vogliamo essere i primi ad entrare: cogliamo così l’occasione per fermarci a rifiatare in un bar e notifichiamo la posizione al gruppo de “i sardi”.

Su 1.900 utenti del gruppo, infatti, almeno duemilatrecentocinquantuno sono di Cagliari e dintorni: perciò “i sardi” sarà la convenzione con cui chiamerò l’intero branco.

Le strade si riempiono sempre più di colsplayers, ed ecco che finalmente, tra fiumi di ragazze vestite da Harley Quinn, spuntano i sardi!

Paolo V., Maurizio D., Arnaldo F. , Giacomo S. e, più tardi, Angelo Z. . Seguono, poi, amici dall’anagrafe meno nobile: Luca F. , Alessandro D’A. e Lucia Z.

Si sa come va a finire quando la comitiva è composta da più di una persona: il gruppo si sgretola e si passa il tempo a rincorrersi.

Il primo punto di frattura è lo stand dei giochi da tavolo: lì è facile perdermi, dato che i board games sono la mia più grande passione.

Neanche fingo di interessarmi al gruppo, che già sto percorrendo tutti gli outlet e negozi vari, sincerandomi solo di non smarrire Jessica.

La parte “Games” di Lucca non è particolarmente avvincente, messa a confronto col Modena Play. Comunque non importa quanto una fiera sia grande o piccola, se c’è modo di giocare, io gioco! Peccato solo che il poco tempo a disposizione non permette di fossilizzarsi ai tavoli.

Usciti dal padiglione iniziamo a vagare per la città, senza cartina: la città non è grande ed in poco tempo siamo in grado di orientarci perfettamente.

Tra un messaggio e l’altro per trovare un punto d’incontro con i sardi, capita spesso di interrompere la chat per scattare foto ai cosplay.

Quest’anno, dato il poco preavviso, non sono riuscito ad organizzarmi con un costume: ricordo però le emozioni che si prova quando la gente ti ferma per una foto o un apprezzamento. Ogni richiesta di fermarti è un premio al tuo impegno per quei mesi di lavoro in cui ti sei costruito la tua opera d’arte.

Sono lenti i movimenti con cui interpreti il ruolo e metti in posa il tuo personaggio: cerchi di farne apprezzare ogni dettaglio.

Ci sono due tipi di cosplay che apprezzo particolarmente: quelli ottimi e quelli super originali, fatti comunque con un minimo di impegno.

Ho sempre rispetto il lavoro di chiunque: purtroppo, però, vedere cinquecento costumi tutti uguali nasconde chi quel cosplay l’hanno fatto perfetto, facendotelo quasi evitare.

Una breve lista di cosplay che ho apprezzato: lo Zio Fester, il Gatto e la Volte Steampunk, Bender, due genitori truccati da Puffi col loro cucciolo sul passeggino col cappellino a fungo, C17 e C18, il gruppo di Hercules, il gruppo delle Principesse Disney (fantastica Mulan che si faceva i selfie!), il gruppo Peter Pan, Cappuccetto Rosso e l’Esorcista scarrozzata su un letto con ruote a una piazza e mezzo.

Dopo qualche concentrico giro sulle mura ci siamo riuniti al gruppo sardo col quale tentiamo di andare al Japan Town: un giardino chiuso accessibile solo mediante braccialetto. La lunga fila per entrare ci permette di rifiatare, senza smettere di ammirare le sfilate di cosplay.

Entrati nell’area Japan veniamo accolti da una boccata d’aria fresca: tanto spazio in cui potersi muovere liberamente, dopo ore di spalla contro spalla.

Ricordavo questa zona come una elite dei migliori costumi, con un palco per le sfilate e altre cose uniche: ritrovo, invece, solamente i negozi lungo il perimetro quadrato e lo stand Bandai.

Non ha ancora piovuto (e mai pioverà, per fortuna), la luce cala e fa posto al freddo: in tutto questo inizia a salire anche un certo languorino.

I sardi, così, prenotano in una pizzeria a mezz’oretta da Lucca, a Bagni di Lucca, ipotizzando che tutti i ristoranti in città sarebbero stati pieni.

Si sono ormai fatte le 18.00 e facciamo il punto della situazione sulle mostre e stand mancanti: anche frugando in tutte le viuzze non rimane troppo da vedere.

Forse 24 euro per il biglietto è un prezzo eccessivo rispetto a quanto offerto: ma LC&G c’è solo una volta all’anno e va vissuta senza rimpianti.

Alle 19.00 gli espositori chiudono le serrande e i sardi si congedano, dandoci appuntamento alle 20.30. Guardandoci intorno, ogni ristorante è libero, perciò non servivano tanti chilometri per mangiare.

Il cellulare notifica solo un quarto d’ora a pieni per arrivare all’auto: il traguardo è ormai vicino.

Vedendo i compagni di viaggio Filippo e Jessica convinti e decisi, li seguo e ripongo in tasca lo smartphone, disattivando navigatore.

Cammina cammina, però, sembra quasi che stiamo girando intorno. Ormai rassegnati, dinnanzi a noi si materializza un imponente negozio della Chicco mai visto prima: ci arrendiamo così all’evidenza di esserci persi.

E per fortuna che da buon ingegnere sono paranoico e mi ero salvato la posizione sul cellulare, ormai unica nostra ancora di salvezza: mancano ancora 37 minuti e 2 chilometri.

Sono le 19.40 ed abbiamo già percorso 24 km, qualche passo in più non sarà un problema: l’unica ansia ormai è di trovare il parcheggio chiuso, nonostante avessimo un buon margine di tempo.

20.20 , ecco finalmente il cancello tanto atteso… ancora aperto! “Stiamo partendo, pochi minuti e siamo lì” notifichiamo con bluff ai sardi.

Usciamo dalla città, sapendo di doverci poi tornare per prendere l’autostrada: finalmente alle 21.00 il meritato ristoro.

La pizza non è delle migliori, ma la compagnia sarda la rende comunque apprezzabilissima: tra un’Ichnusa e l’altra, però, sono già le 22.00 ed è ora di ritornare.

L’adrenalina di questa lunga giornata mi permette di guidare spedito ed essere a Milano in sole 3 ore, dove lasciamo gli amici Paolo e Filippo.

Finalmente alle 02.00 anche noi di Como rincasiamo, chi sa se i sogni saranno belli quanto la giornata appena trascorsa.

Fabio Bicocchi