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Esposito: se solo si potesse tornare indietro…

Ciao Giovanni, innanzitutto ti ringrazio per essere qui stasera e per dedicarci il tuo tempo prezioso in questa intervista.
Parlaci un po’ di te, da dove vieni, quanti anni hai, frequenti scuola/università o lavori?

Si Salve grazie a voi. Sono Giovanni Esposito e ho 19 anni. Abito a Napoli, frequento l’ultimo anno di liceo linguistico e svolgo volontariato nell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Bellissima Napoli! Bene Giovanni, dopo il liceo hai già in mente cosa vorresti fare? Progetti futuri?

Si probabilmente continuerò gli studi per diventare Assistente sociale che è la mia aspirazione fin da piccolo. Diciamo che ho sempre voluto aiutare le persone e spero che questa mia passione diventi un mestiere in breve termine.

È un obiettivo bellissimo e ti fa molto onore! Conosciamoci meglio, oltre il volontariato e aiutare le persone, hai altri hobby? Musica, Sport, Lettura.

Beh ovviamente quello che mi porta al progetto è sicuramente il calcio. Lo seguo fin dai miei primi anni di vita e infatti a tre anni feci la mia prima trasferta a Treviso dove il Napoli trionfó per 1-0, precisamente il 15 ottobre del 2003. Purtroppo per problemi cardiaci, non ho mai potuto praticarlo e mi pesa tantissimo la cosa. Ricordo che il medico mi disse di scendere in campo per una sola partita e appena toccai l’erba mi misi in ginocchio a piangere dalla gioia..fu un momento felicissimo.

Essendo appassionato di calcio, non potevi scegliere gdr migliore. Cos’è per te il Progetto?

Il progetto mi ha dato la possibilità di seguire un mio avatar nella sua pseudo-carriera. Fidati che è bello sapere che almeno in un gioco puoi toglierti soddisfazioni importanti. Devo ringraziare tutti gli admin per aver reso possibile questo progetto che all’inizio sembrava un qualcosa di utopico.

Come hai conosciuto il Progetto?

Diciamo che seguivo uno Youtuber (Kun Dispa) che ha una pagina con tutti i suoi fans. Un pomeriggio di giugno, lessi questo messaggio e ne fui molto colpito. All’inizio eravamo in pochi ed infatti c’era solo la Serie A. Successivamente è nato un impero.

Per chi non ha avuto la possibilità di conoscere il tuo percorso qui al progetto, com’è iniziato tutto? Che ruolo coprivi e in quale squadra giocavi?

Giovanni Esposito nasce come portiere dell’Udinese dello scudetto. Ricordo alcuni nomi come Violante e l’attuale presidente del Pisa Croatti. Il mese di Gennaio mi sconvolse la vita con la chiamata della mia squadra del cuore… Il Napoli.

Poi che cosa successe?

Beh una storia molto brutta e spiacevole che ancora oggi mi perseguita. Cambiai il mio ruolo in Centrocampista e conobbi una persona molto “famosa” nel progetto, Vito Pizzo con il quale parlavo ogni giorno. Mi portó a convincermi di cambiare squadra e di andare alla Juventus perché aveva un grande progetto e voleva vincere un triplete. Questa storia andò subito all’orecchio del mio allenatore Ponticelli e del mio Ds Roberti che pian piano iniziarono ad odiarmi. Con loro ebbi uno spogliatoio contro e fui costretto ad accettare la prima squadra che mi richiese che fu il Cesena (la mia attuale squadra).

Se potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa per rimediare il malessere che si era creato in spogliatoio?

Beh manderei a quel paese Pizzo e mi terrei stretto il posto nella mia squadra del cuore. Diciamo che mi sento come Fabio Quagliarella attualmente.

Hai avuto più modo di chiarire o parlare con Ponticelli e Roberti?

Purtroppo no e me ne vergogno molto. Avrei tante cose da dirgli ma purtroppo non riesco per la brutta situazione che si venne a creare. Mi dispiace che pensino ancora cose brutte sul mio conto e spero di poter sistemare questa brutta faccenda un giorno. Per questa cosa mi autodenunciai perché non riuscivo a tenere il peso di aver partecipato anche inconsapevolmente a Progettopoli.

Ti auguro di poter chiarire e sistemare in futuro questa situazione.

Grazie mille ma la vedo dura.

Ora al Cesena come ti trovi?

Guarda al Cesena non ho avuto grandi aspettative inizialmente perché speravo solo di rifarmi e cambiare subito. Ebbi un colloquio con Serafini il quale mi fece capire che ero parte integrante del suo progetto. Successivamente conobbi il mio grandissimo amico e fratellino Cristian Arrigo con il quale ho legato tantissimo. Ora il pensiero di cambiare squadra mi inquieta moltissimo e probabilmente ci farei un pensierino solo per il Napoli. Cesena è stata la mia rampa di lancio e giorno dopo giorno sono migliorato come persona e come calciatore del progetto. Devo tutto al Cesena.

In vista del nuovo campionato che sta per iniziare, che progetti hai con la tua squadra?

Speriamo di far bene e di rimanerci in questa serie A anche se ci sono tante grandi squadre. Spero di non emozionarmi troppo quando rientrerò al San Paolo da avversario.

La tua esperienza da DS, invece, come sta proseguendo?

Ma guarda, Pisa è una bella realtà. Sono felice di lavorare con due splendide persone come il presidente Croatti (in Alias Max Allegri a causa della sua voce identica al mister della Juventus) e Luca Ciampaglia (ex mister dell’Inter).

In questi giorni ci sono davvero tantissimi iscritti, cosa vorresti dire? Consigli da dare?

Ragazzi godetevi questa fantastica esperienza senza farvi trasportare da nessuno. Fate le vostre scelte e siate e fieri, perché gli altri vi porteranno a fare scelte di cui potrete pentirvene.

Ok Giovanni l’intervista è terminata, vuoi salutare qualcuno in particolare? Fa sempre piacere riceverli…

Permettimi di salutare in primis Arrigo, Serafini, Cafarella e tutto il Cesena. Inoltre voglio salutare tutte le persone che mi hanno accompagnato in questa avventura: De Michele, Di Gloria, Croatti, Ciampaglia e tutti gli altri che ora non mi metto a dire altrimenti finiamo domani notte (ride).

Grazie mille per aver parlato con noi di Progetto X.

Ciampaglia: tra Inter e Pisa, sempre in nerazzurro.

Giocatore di prima generazione, punto di riferimento dell’Inter sia in campo che in panchina. Ma chi è, nella realtà, Luca Ciampaglia?

Salve a tutti, mi chiamo Luca Ciampaglia, ho 18 anni appena compiuti. Sono un ragazzo molto timido e riservato , nella vita oltre andare a scuola, amo passare il sabato e la domenica a vedere il calcio.

Come sei venuto a conoscenza di Diventa un calciatore su Football manager?

Avevo appena conosciuto Filippo Ballarini su Youtube, spesso annunciava un grande progetto. All’ inizio non pensavo che facesse sul serio, avevo paura ad iscrivermi; lo faccio o non lo faccio? Poi ho detto si dai, vediamo come va.

Qual è stata la tua prima squadra e chi ricordi del tuo primo gruppo di gioco?

L’Inter e mi sorprendo ancora che dopo quattro anni sia ancora quì.

In questi quattro anni, oltre lo scudetto in stagione 2, quali sono stati i momenti più bassi della squadra, a tuo avviso?

Il momenti più brutto all’Inter è stato l’addio di Marchese come allenatore. Ci rimasi malissimo, un grande allenatore che, oltre i suoi danni, ha fatto delle grandissime cose come saper mantenere la rosa attiva e sappiamo tutti che non lo è, quest’anno infatti son stato allenatore per sei mesi… beh è stata molto dura mantenere una squadra attiva come la sapeva mantenere Cristian.

Eppure all’interno dello spogliatoio ci sono alcuni elementi della redazione de IlCarro che conoscono bene le basi del gioco. Secondo te potrebbero fare di più per aiutare gli altri a seguire costantemente il progetto?

Certo, ci vorrebbe un tutor per ogni squadra per spiegar ogni singolo passo ai giocatori, soprattutto di Serie C.

Avete mai affrontato l’argomento nello spogliatoio o in dirigenza?

Diciamo che all’Inter è stato pensato poche volte, per quanto riguarda il Pisa, che alleno, è molto dura. Cerco di far capire a ogni giocatore come funziona il progetto, ma ahimè è difficile.

Chi descriveresti come uomo simbolo del Pisa? Il leader intorno cui costruire un progetto a lungo termine.

Come giocatori vedo molto bene Locatelli e Meddadri. Con il Pisa ho grande voglia di lavorare e riscattarmi, sopratutto con 2 grandi persone come Croatti ed Esposito.

Qual è, invece, il futuro della panchina interista? Si vocifera già di un possibile successore?

Essendo in dirigenza Inter (a breve sarò il numero 2 dell’Inter) per il momento è Giglio l’allenatore, spesso gli do consigli su tattiche e robe varie.

Penso tu abbia letto le recenti dichiarazioni di Valentino, vostro tesserato. Come valuti le sue parole? C’è qualcosa che ti sentiresti di consigliargli?

Mi è piaciuta l’intervista, fino a quando non ho letto certe parole, poteva risparmiarle per non crear flame, gli ho detto anche in privato che magari era meglio chiudere l’argomento. Anche perché è un amico che sento quasi sempre su Discord e dispiace si sia esposto così.

Quali sono le ragioni dietro la cessione di Altomare? Sembrava aveste progetti importanti per lui, dato anche l’acquisto importante nella scorsa stagione. Come mai ha chiesto la cessione?

Diciamo che abbiamo avuto problemi con i bonus dei giocatori. Ci sono stati problemi con i contratti, un piccolo impiccio che ha portato a tanti problemi societari. Per un errore dell’ ex DS ed ex allenatore (prima di me) non è stato comunicato a ogni giocatore il suo contratto e l’ex allenatore non ha comunicato che alzavano i bonus da medio ad alto.

Chi reputi, per te, un punto di riferimento del gioco e un elemento indispensabile per divertirti e condividere la tua avventura in Progetto Fm?

Cristian Marchese in primis; un compagno di mille avventure. Lo reputo un grande amico al di fuori del progetto, ci tengo molto a lui e spero di incontrarlo un giorno. Stesso discorso per Calcagno, Cusumano, Valentino, Croatti, Giglio e Schiattareggia che considero dei veri e propri amici.

Entella: quando il Puzzer è al comando.

Ciao Paolo, siamo qui per parlare della tua avventura come DS dell’Entella, squadra militante in Serie B. Se dovessi descrivere con degli aggettivi la tua società, come la riassumeresti?

Buongiorno, non esiste un limite di aggettivi qualificativi che potrei attribuire all’Entella.
Vorrei però descriverla, in modo sintetico per poi approfondire in un secondo momento, in questo modo: Una dirigenza attenta e una squadra motivata costituiscono una realtà “solida” che emergerà nel prossimo futuro.
Mi ritengo soddisfatto del lavoro dei ragazzi, della loro partecipazione, e sono felice che abbiano trovato due presidenti adeguati e abili nei quali credere ciecamente

Siete riusciti a coltivare talenti che, per attività, potrebbero essere titolari anche in alcune big di A. Quali sono i parametri secondo cui scegliete i giocatori da acquistare, in ordine di importanza?

In primo luogo il nostro obiettivo è quello di creare un gruppo coeso e siamo stati davvero fortunati ad avere nelle nostre fila dei calciatori che si sono rivelati essere anche delle bravissime persone. Il talento e i bonus attività sono un riflessivo di un ambiente coeso. All’interno dello spogliatoio abbiamo degli elementi in grado di fare gruppo e di creare una sana rivalità calcistica atta al miglioramento della rosa.
I parametri per l’acquisizione di nuovi calciatori passa sempre dagli osservatori, dal vaglio della dirigenza e da una analisi di mercato.
A malincuore abbiamo dovuto cedere alcuni giocatori, non tanto per un vero bisogno, ma per un surplus del ruolo stesso.
Infatti va notato che in questa sessione di mercato, abbiamo principalmente preferito fare degli scambi. Abbiamo acquistato per rafforzare e dare duttilità tattica, in pratica.
Io credo fermamente che la rosa della scorsa stagione, così come quella di quest’anno, meriterebbe davvero di trovare una collocazione nella lega maggiore. Per me, appunto, essendo che molti dei nostri giocatori potrebbero essere titolari in serie A, dovranno guadagnarsi la promozione e prendersi il posto che spetta loro.
Su questo siamo fiduciosi.

A Settembre avete acquistato l’attaccante Di Gaetano e lo avete ceduto a Dicembre, creando una plusvalenza di 200.000€ sul cartellino. Calcolando che il passaggio a FM19 non da certezze sui moduli da utilizzare, sei d’accordo sul motivo dell’eccesso di attaccanti nel ruolo oppure lo avresti tenuto ancora in rosa per avere, appunto, una maggiore duttilità tattica?

Personalmente avrei preferito tenerlo in rosa, ma la volontà del giocatore di andarsene ha prevalso. La plusvalenza è stata una casualità dettata dal mercato e dalla situazione. Non è nostra politica acquistare giocatori per puntare a rivenderli dopo pochi mesi: ci focalizziamo su progetti a medio/lungo termine. Di Gaetano è un ragazzo in gamba, quando scende in campo gioca per la squadra come fulcro del gioco, per questo è stato difficile lasciarlo partire.
Ovviamente abbiamo rafforzato il nostro reparto di attacco con i nuovi acquisti: due ali molto offensive e un centrocampista di sostanza in grado di accompagnare e sostenere l’azione.

Parliamo invece dell’altro neo-acquisto: Claudio Però. Lo hai avuto come mister al Genoa in cui eravate anche compagni di squadra. Chiavari è la piazza giusta per un allenatore emergente come lui?

Claudio è un allenatore affidabile, non dimentichiamo che ha pure esperienza europea. Quante altre squadre cadette possono vantare, senza nulla togliere a chi le allena, di aver sulla panchina qualcuno con il suo palmares?
E poi Claudio è già qui all’Entella dalla stagione scorsa come collaboratore addetto al marketing, quindi ha già avuto modo di conoscere l’ambiente.
L’Entella è la piazza giusta per lui? Non gli chiediamo dei risultati immediati e siamo certi che con la sua dedizione otterrà consensi e ci sbalordirà con dell’ottimo calcio.

Parliamo un po’ del Progetto invece: come vedi lo sbarco verso FM19? Hai qualche timore nel cambio della piattaforma?

Nessun timore, anzi, sono entusiasta del cambio di piattaforma e non vedo l’ora di vedere come i vari team approcceranno e si adatteranno ai cambiamenti.

Meglio chi crea meme o chi crea racconti in GDR?

Entrambi. Ognuno, a livello espressivo e artistico, deve poter utilizzare la forma comunicativa che sente di padroneggiare meglio, o che vorrebbe coltivare.

Sondaggio: cosa pensa un neo-iscritto del Progetto?

Un giorno mi son svegliato ed ho pensato: “quando sono entrato nel progetto non sapevo cosa mi aspettasse, non capivo molto le dinamiche eppure doveva ancora iniziare la prima stagione, non c’erano gli stipendi, i presidenti, i giornalisti e tante altre cose; chi si iscrive adesso e viene catapultato in questa realtà, cosa penserà? Quale sarà la prima impressione?”
E così ho iniziato ad intervistare tutti quelli che facevano il post di presentazione e dopo diverse testimonianze, questo è il risultato

1) Come hai conosciuto il gruppo “Diventa un calciatore su Football Manager”?
Me ne ha parlato un amico (57%)
Ho visto un amico seguire il progetto e mi ha incuriosito (29%)
Facebook (14%)

Ho formulato questa prima domanda per capire un po’ cosa veramente faccia crescere il progetto portando persone nuove all’interno di esso. Dalle risposte che mi hanno dato gli intervistati si può vedere quanto siano influenti ed importanti le amicizie per coinvolgere le persone e proprio per questo ho voluto dividere chi è entrato perché un amico gli ha parlato del progetto (più della metà degli intervistati) e chi invece è entrato incuriosito da un amico che seguiva il progetto, mentre è molto bassa la percentuale di ragazzi che si sono iscritti grazie a facebook ed è sorprendentemente nulla quella invece di ragazzi iscritti perché hanno visto le nostre live su twitch.

2) Nel post di presentazione hai dovuto mettere i dati e le caratteristiche del tuo calciatore; rispecchiano la realtà o hai semplicemente creato “il calciatore che avrei voluto essere”?
Realtà (64%)
Metà e Metà (22%)
Inventato (14%)

Questa domanda è più che altro una curiosità mia, ma come mi aspettavo la grande maggioranza ha messo le caratteristiche che ha nella realtà quando gioca a calcio. Un altro motivo per il quale ho fatto questa domanda era per vedere se ci fosse qualche ragazzo che per un motivo o per un altro fosse impossibilitato a giocare a calcio e grazie al progetto avesse la possibilità di vedersi in campo e uno l’ho trovato! Credo che per chi ha organizzato tutto questo, sia molto bello poter dare ad un ragazzo che non può giocare a calcio per un problema fisico o di salute la possibilità di vedere il suo “alter ego” in campo.

3) In passato alcune squadre “piccole” si son lamentate perché molti ragazzi seguivano la fede calcistica e quindi preferivano le big, adesso questo fenomeno sembra aver cambiato rotta e molti preferiscono il gruppo alla squadra del cuore; pensi che la tua fede calcistica influrià nelle decisioni future che dovrai prendere in sede di mercato?
No (43%)
Vorrei andare nella squadra del cuore (22%)
Preferisco guardare al gruppo squadra (14%)
Non lo so ancora (14%)
Andrò dove giocherò di più (7%)

Questa domanda qui ci voleva! Ricordo ancora in passato quando le squadre con meno tifosi si lamentavano perché quando i DS provano ad intavolare una trattativa per un giocatore, questo preferiva andare in una big o comunque nella sua squadra del cuore. A differenza di quanto si possa pensare sui nuovi iscritti che ancora non familiarizzano col gioco di ruolo e con l’appartenenza ad un gruppo, questa tendenza è passata, soprattutto per noi “vecchi” del progetto; ormai si sono formati i vari gruppi squadra che sono diventati molto più importati del tifo calcistico e quindi possiamo vedere ad esempio tifosi della Juventus giocare nel Torino. A vedere dalle risposte direi che questa tendenza continuerà (fatta eccezione per alcuni casi) perché la maggior parte degli intervistati ha detto che non seguirà il cuore calcistico! Se così fosse andremo ancora di più verso il “Gioco di Ruolo” vero e proprio dove ognuno interpreterà il ruolo del calciatore professionista che non guarda al tifo.

4) Alcuni sono entrati nel progetto solo per curiosità poi hanno mollato quasi subito, altri sono rimasti ma in maniera molto anonima (qualche commento ogni tanto nel gruppo di squadra), altri si fanno vedere spesso con commenti anche nel gruppo principale poi ci sono quelli che si son buttati in questo progetto a capofitto iniziando fin da subito a creare meme, seguire live ed informarsi per un secondo ruolo oltre a quello di calciatore; tu a quale di queste categorie pensi di appartenere?
Sarò super attivo (36%)
Commenterò nel gruppo principale (22%)
Seguirò le live quando posso (21%)
Resterò anonimo (14%)
Non lo so ancora (7%)

Ovvio che appena iscritto non sai benissimo cosa ti aspetta quindi non puoi sapere quanto ti “impegnerai nel progetto”, però questa domanda era per capire l’animo con cui uno si fosse iscritto e mi ha piacevolmente sorpreso il fatto che la maggior parte degli intervistati si sono iscritti con le buone intenzioni di essere attivi o comunque molto partecipi alla vita nella community.

5) Hai letto la guida per i nuovi utenti? Se si, come l’hai trovata? C’è qualcosa che dovrebbero specificare maggiormente? Se no, https://www.facebook.com/groups/1390140837688973/permalink/1527347447301644/ ti converrebbe leggerla così puoi avere le idee più chiare sul progetto, toglierti eventuali dubbi e rispondermi alla domanda.
L’ho letta e mi è chiara (57%)
Non l’ho ancora letta (36%)
L’ho letta ma mi ha lasciato dubbi (7%)

Questa domanda aveva un doppio fine: il primo era scoprire se i nuovi utenti avessero letto la guida, il secondo era mettere comunque in evidenza il link della guida nel post. Devo ammettere che sono rimasto sorpreso dalle risposte (sperando sempre nella sincerità degli intervistati) visto che mi aspettavo una percentuale minore di ragazzi che avevano letto la guida

6) Cosa ti aspetti da questo progetto?
Divertirmi e fare nuove amicizie (69%)
Non so ancora (16%)
Veder crescere il mio calciatore (15%)

L’ultima domanda non poteva che essere sulle aspettative dei neoiscritti! Come si può vedere la grande maggioranza si aspetta di divertirsi e di conoscere nuove persone che poi, come è successo per molti di noi, possono diventare anche grandi amici.

Juventus: crollo d’attività o maggiore attenzione degli Admin?

Annunciazione… annunciaziò! Tu Marì Marì farai il figlio di Salvatore. Ma non è della Smorfia del grande Massimo Troisi che vogliamo parlarvi oggi.

È di recente annuncio, invece, la distribuzione dei primi bonus attività per la Serie A, a cura del buon De Donatis (per gli amici, che lo odiano, ADD).

Ricordiamo a tutti i partecipanti di Diventa un calciatore su Football Manager! che, i bonus attività, vengono guadagnati in parti uguali sia dai calciatori (che possono utilizzarli per potenziarsi), che dalle società di appartenenza.

Ricordiamo, inoltre, che vanno inseriti nel bilancio della Stagione 4. Quindi, cari DS, adoperatevi e non fate disperare quel pover’uomo addetto al controllo dei vostri libri contabili!

Fatta questa rapida premessa, andiamo ad analizzare la situazione. Nello specifico, porgiamo la nostra lente d’ingrandimento sulla Juventus.

La Juventus, come ben sapete, fino alla Stagione 3 aveva un altro tipo di gestione.

Dopo lo scandalo di Progettopoli, i bianconeri hanno confermato comunque la loro supremazia sul campo, andando a conquistarsi l’ambito tricolore.

Ma in termini di attività, c’è stato veramente un passo in avanti? Vediamolo insieme.

Differenze di attività

Attività Juventus stagione 3

La Juventus durante la stagione 3 accumula un bel tesoretto, aggiudicandosi il titolo di squadra più attiva del torneo con ben 3.040.000€ d’incasso. Cifre importanti, se pensiamo che con 3 milioni, all’epoca, ci si poteva permettere almeno un paio di top player.

Di seguito, invece, quanto guadagnato dai bianconeri nel post Progettopoli.

Quello che balza subito all’occhio è come, da 19 attivi “dichiarati” dall’ex DS della Juventus si sia passati a 13.

Alcuni giocatori di spicco sono stati venduti/draftati altrove come Michelini, Scardace e Zirattu. Altri bannati, come Pizzo e Cecchetti. Altri invece hanno subito un notevole ridimensionamento.

Guardiamo ad esempio Accardo: dai 300k dichiarati nella stagione 3, si è passati ad una inattività tale da giustificare lo svincolo. Può succedere a chiunque di inattivarsi nel giro della stagione, ma è davvero difficile vedere un involuzione simile.

Altro caso è quello di Norfini, che dai 100k incassati la scorsa stagione è passato a 0, per la felicità del Milan che lo ha acquistato, insieme a Navoni, per oltre 1 milione di euro.

Anche Sciuto, da 100k è passato a 0.

Facciamo i complimenti, però, a chi come Gallorini, Agosta, Colaleo e Paudice rimangono sullo stesso trend, se non migliorandolo.

Ma come mai questa differenza di attività nel giro di una sola stagione?

La risposta è semplice; maggiori controlli.

Sì, perché se prima qualcuno dichiarava che “Tizio ha preso tutti i bonus”, gli admin, fidandosi del principio secondo cui “Chi mai potrebbe pensare di barare in un gioco così genuino”, tendevano ad andare un pò più sulla fiducia.

Ora, essendoci stati alcuni casi di “furbate”, non è più così.

Abbiamo dovuto attendere, infatti, che gli admin controllassero uno ad uno ogni utente, constatando se effettivamente avesse creato contenuti, partecipato alle live e condiviso post di Progetto Gaming o della community.

A seguito di ciò, nonostante ci sia sempre una fila di pretendenti per accasarsi alla Juventus (complice il blasone del calcio reale), le prime 3 posizioni per attività sono ad appannaggio delle realtà più presenti in gioco. In ordine di arrivo Genoa, Milan e Torino.

Meglio della Juventus anche Lazio e Progetto Gaming.

Quindi ora vi chiediamo; si sono rimesse in gioco bene le altre, oppure c’è maggiore meritocrazia adesso?

Noi tendiamo a pensare che sia più la seconda opzione.

Cittadella: tempo di cessioni

Il mercato non dorme mai, nemmeno a ridosso delle festività invernali.

È di pochi minuti fa l’annuncio del presidente del Cittadella, Baldacci, che comunica l’inserimento tra i cedibili di Nicolò Gigli.

gigli cittadella
Nicolò Gigli stagione 3

Il ragazzo si presenta come un buon prospetto, molto tecnico e con un discreto spunto nell’uno contro uno.

Scarso colpitore di testa, la sua scarsa concentrazione e senso della posizione potrebbero farlo trovare spesso in fuorigioco.

Motivo per il quale, nonostante il gioco lo veda come un attaccante promettente, credo valga la pena impiegarlo in fascia, dove non deve fare a sportellate con mediani e difensori e può diventare un validissimo assist-man.

Dal punto di vista dell’attività ha ancora molto da dimostrare, tanto che il Cittadella ha deciso di cederlo per poter far cassa e promuovere un giocatore dalla squadra satellite Tuttocuoio.

Consigliamo di tenerlo d’occhio e valutare seriamente le intenzioni di coinvolgimento del ragazzo, dopo averne discusso con il DS dei veneti Alessio La Rosa.

Paolo VS Presidentissimo: l’intervista

Buongiorno, grazie per aver dismesso i panni del Presidentissimo per concederci un’intervista genuina con Paolo.
Per prima cosa: chi sei nella vita di tutti i giorni e come hai conosciuto il progetto?


Un nerd di vecchia data, videogiocatore e collezionista di fumetti e action figures . Faccio parte della storica squadra del Drink Team prima che partisse il progetto. Trovai un post di quel matto di Ballarini e sai tra matti ci si intende.

Mi pare giusto. Nel progetto reciti il personaggio del Presidentissimo, ovvero di un tizio piuttosto presuntuoso e al di sopra di tutto e tutti, che vive con fastidio la mediocrità altrui. Quanto c’è di te in questo personaggio e quanto vorresti ci fosse?

Nulla al quadrato. Sono proprio l’opposto del Presidentissimo. Il lavoro nella vita reale mi impone di confrontarmi con la gente, se fossi come il Presidentissimo sarebbe una guerra continua.

Ripercorriamo alcune tappe importanti, nel bene e nel male, del progetto. Su ognuna ti chiederò cosa pensasti allora, che sentimenti hai vissuto. Partiamo con l’inizio della stagione 1: parte il progetto e la prima live su Twitch.

Come si installa Twitch? Te l’ho detto che sono uno di vecchia data… A parte questo mi getto nelle avventure con tutto me stesso e in questo caso ho fatto bene. Ti ricordi i primi interventi telefonici? Li facevo da lavoro…

Poi l’Udinese vince il campionato, ma il Genoa consolida il suo gruppo. Che pensi a fine S1? come vedi il progetto?

Comincio a realizzare di essere fortunato, nell’aver trovato il gruppo perfetto a livello umano e avevo ragione. Ho trovato nuovi cari amici: Alberto De Donatis, Francesco Truddaiu, Mark Aperio, Claudio Però, Alessandro Pironti, ma anche quei due impertinenti di Paolo Puzzer e Veronica Di Paolo, ma pure quel gran bucatore di colombe di Danilo Trojer.

A proposito di Veronica e Paolo: è evidente ci sia stima tra voi, ma allora perché sono stati ceduti?

Questione tecnica nulla più , non potevo garantir loro un “tot” di partite da titolari. Sarebbe stato un spreco tenerli così…

Torniamo ai momenti del progetto. Cosa pensi se ti dico… Pizzo.
Ai tartufi… e a tanta amarezza.

Alberto De Donatis.
Un amico caro, un regalo di questo splendido progetto.

Pier Gaetano Fulco.
Chi?
Sei tornato a fare il presidentissimo o davvero non conosci l’admin aggiunto?
Eheh, se è admin è una persona degna di stima e fiducia, soprattutto con l’attenzione che c’è ora.

Proseguiamo con i nomi: Davide Paparella.
In questo momento mi sento Bruce Banner: sto cercando di non fare uscire il Presidentissimo. Che dire…
Ti aiuto? Diciamo che è molto giovane (beato lui)?
Esatto.

Visto che parliamo di giovani, parliamo di inesperienza, dato che le cose vanno spesso inevitabilmente a braccetto. Il progetto ha utenti con età media molto bassa e anche chi fa da staff, è spesso giovanissimo. Abbiamo vissuto molte gestioni “allegre” da parte di presidenti e DS: cosa ne pensi? hai qualche consiglio per chi si avvicina a un ruolo nel progetto?

Chiedete, non vergognatevi, è sempre meglio arrossire prima che sbiancare dopo. Magari non chiedete al Presidentissimo….cercate degli admin o al massimo chiedete di Paolo.

Il Genoa è andato maluccio in questa stagione e molti indicano in Claudio Però, ragazzo intelligente e benvoluto ma con poca esperienza di FM, una delle cause degli scarsi risultati. Mentre facciamo un “in bocca al lupo” a Claudio per la prossima stagione all’Entella, vuoi dirci come mai scegliesti Claudio e come mai sei ora tornato allenatore dei rossoblù?

Perché mi fido di Claudio e causa lavoro reale dovevo staccarmi. Allora ho affidato la squadra ad uno di noi e non me ne pento. Claudio farà benissimo. Per Claudio è meglio cominciare dalla B ma sempre in famiglia, Paolo Puzzer (DS Entella) lo guiderà. Però poi la nostalgia da allenatore si e fatta sentire subito e allora mi sono proposto per la Malcantone (un ringraziamento a tutti i ragazzi e al presidente). Il Malcantone è un grande rammarico: ci saremmo salvati in condizioni meno complicate.

Malcantone, capitolo sicuramente negativo del progetto e non certo per colpa tua. Ricardo Lamine comprò la società, volle cambiarle il nome e, sebbene gli proponessimo nuovi giocatori gratis (come si fa sempre per le nuove squadre ingaggiate e senza giocatori) decise di far entrare amici non interessati al progetto, ritrovando il club pieno di inattivi. Poi, al momento di fare il mercato, fu fregato con mille bidoni. Qualcosa da aggiungere? Come hai vissuto il tutto?

Con passione e tutto me stesso, per rispetto di chi era attivo. Sono contento che i ragazzi vadano a giocare in serie A o in B. Ho cercato di onorare il campionato per rispetto di tutti.

Ma Lamine non ti ha mai spiegato come mai abbia gestito tutto così?
Si è fatto prendere dalla voglia di fare ed è stato affrettato a volte, ma è indubbiamente stato turlupinato.

Da chi e come? Possiamo dirlo?
Non entro nei particolari, ma faccio un nome solo : il giocatore De Pieri.

Indagheremo sulla questione, allora. Avete appena ingaggiato Busco, che immagino molto amico del DS De Donatis. Quanto c’è del tuo in queste trattative e quanto invece deleghi al tuo DS?

È decisione di concerto, io do una indicazione e Alberto (De Donatis, ndr) fa tutto alla perfezione, cercando addirittura di meglio di quello che indico.

E nel caso dell’acquisto di Pironti? Un uccellino mi ha detto che fu il solo Alberto a essere convinto della trattativa. Confermi? E ora, a distanza di tempo, rifaresti tutto?

Le mie rimostranze sono affettive: faccio molta fatica a cedere giocatori e nell’ acquisto sono cauto perché chi arriva deve avere certi requisiti morali. Nel caso di questo Pironti non c’erano dubbi.

E rifaresti la trattativa, a distanza di tempo?

La rifarei, ovviamente: ho trovato un amico.

Vuoi svelarci una possibile cessione o un possibile acquisto del Genoa?

Mercato chiuso. E’ ufficiale. Lo giuro.

Chiudiamo l’intervista con una domanda su di te, Paolo, così permettiamo a tutti di conoscerti meglio. So che sei un grande conoscitore di birre: ce n’è qualcuna che hai apprezzato molto (ma che è magari poco conosciuta) e vorresti consigliarci?

Sull’ esotico direi birrificio omnipollo: birre al cioccolato al marshmallow. In Italia direi birrificio mc77. Se amate le birre dolci, consiglio l’ape regina.

Grazie mille per la disponibilità Paolo. Vuoi concludere con un messaggio al progetto?

Divertitevi, giocate ma soprattutto non fate arrabbiare gli admin e il Presidentissimo.


Alessandro Pironti per Progetto X

D’anteo: da Firenze a Roma per 2 milioni.

Alessandro D’anteo, portiere, classe 1987.

Utente storico del ProgettoFM, ex colonna portante di una Fiorentina ancora alla ricerca di una sua identità.

Sì, parliamo di “ex”, in quanto da circa una settimana ha firmato un contratto che lo legherà alla Roma per le prossime stagioni.

D’anteo, portiere di professione e leader per passione, muove i suoi primi passi come estremo difensore.

Spesso e volentieri non si limita solo al campo, ma supporta anche lo staff dirigenziale portando la sua esperienza di gioco come allenatore (ricordiamo le esperienze sulle panchine di Lazio, PG e Juventus) e la sua conoscenza delle meccaniche di gioco.

Nella Stagione 1, D’anteo, venne assegnato alla Sampdoria, per poi passare a fine stagione all’Inter di Marchese.

Quì il portierone toscano non trova subito spazio in campo, accumulando appena 3 presenze in tutto il girone d’andata. Decide quindi di accasarsi alla Fiorentina durante il mercato invernale della stagione 2.

Alla Viola trova comunque la concorrenza di Nencioni, ma l’ottimo feeling con Casalati e l’ambiente fiorentina sembrano coinvolgerlo molto positivamente, al punto da acquistare la Lucchese proprio in associazione con Casalati.

Fino a quando, su sua stessa richiesta, non viene messo sul mercato dal DS dei viola.

A quanto pare l’unica a sondare seriamente il terreno è stata la Roma, la quale ha accettato di pagare i 2 milioni richiesti dai toscani.

Non fatichiamo a pensare che, benché la caratura elevata del giocatore in termini di attività sia fuori discussione, diverse squadre si siano anche interessate, ma sentendo la base di partenza abbiano deciso di lasciar perdere.

D’altronde anche nella vita reale sono pochi i portieri pagati a peso d’oro (Buffon, Kepa, Alisson ad esempio).

Ma che calciatore è Alessandro D’anteo?

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Alessandro D’anteo stagione 3

Alleghiamo la sua scheda presa dal nostro Archivio Contratti in Home Page.

Portiere di 189 centimetri e 85 chilogrammi di peso, con 15 in agilità fa capire che la stazza è tutto fisico e spalle larghe.

I valori alti in uno contro uno e uscite fa capire quanto possa essere determinante nelle chiusure sui contropiedi avversari che si involano verso la porta, anche se leggermente penalizzato dall’accelerazione e velocità sotto il 10.

Predilige la parata a mano aperta e la respinta di pungo rispetto alla presa del pallone, motivo per cui correrà pochi rischi e concederà qualche calcio d’angolo evitabile.

Nonostante Football Manager 17 lo veda come un portiere-libero, il 4 in visione di gioco gli farà fare spesso l’impostazione sbagliata. Consigliamo, quindi, di dare istruzioni ben precise al portiere se si vuole giocare con palla a terra dalla difesa. Altrimenti rilanci e via alla vecchia maniera.

Il buon livello del controllo palla, presa, forza ed equilibrio farà stare abbastanza tranquilla la Roma, nonostante sia molto importante lavorare sull’aspetto psicologico del giocatore per farlo migliorare nelle prossime poche stagioni che rimangono prima del suo ritiro e successivo regen.

Inutile ricordare che, in quanto allenatore e membro molto attivo della community, garantisce dei bonus attività non da poco.

Cittadella: ecco cosa ci attende nella prossima stagione!

Buongiorno ragazzi! Siamo quì nella sede del Cittadella con il patron Baldacci e il suo braccio destro, Giuseppe Gambardella. Ma diteci un po’, che cos’è il Cittadella? Cosa significa per voi questa società?

Baldacci: Buongiorno Andrea. Intanto grazie per questa possibilità che ci hai concesso di esprimere un po’ le nostre idee e visioni sul Cittadella.

Il Cittadella significa tanto per noi. Per noi è una filosofia di gioco, di gruppo e di vita. Concentriamo sempre tutti i nostri sforzi per dare il meglio per questo grande team di talenti.

Gambardella: Il Cittadella è una famiglia, non una società. Il mio socio è riuscito in questi anni, con la passione, a creare questa piccola realtà felice ed è per questo che ho scelto il Cittadella prima come allenatore e poi da presidente. In questa nuova stagione (la 4, ndr) affiancherò Yuri in questo progetto di famiglia e cercherò di dare il mio contributo da buon capo di famiglia, credo di avere l’esperienza giusta nel vissuto reale.

Quali sono le vostre ambizioni e i vostri obiettivi per la stagione 4?

Gambardella: L’obiettivo è la Serie A (playoff o promozione diretta) e in ogni caso fare bene, ma solo se in gruppo. Lavoreremo sull’ affiatamento totale e la valorizzazione dei giocatori. Questo da presidente, da mister metto le mani avanti e dico un campionato tranquillo e poi sognare non costa nulla.

Baldacci: Sono perfettamente d’accordo con il mister (e socio). Dobbiamo puntare alla Serie A, mantenendo i piedi per terra e valorizzando ogni giocatore a disposizione.

Chi è il giocatore simbolo di questa squadra, per attività e leadership?

Baldacci: Il giocatore simbolo è sicuramente il capitano Pardo Vizzarri. Attivo, voglioso di fare bene e soprattutto un vero leader per la squadra. Vorrei anche citare come importanza, Rosamilia e Vecchio oltre che La Rosa. Rappresentano da sempre lo zoccolo duro dei senatori della squadra.

Gambardella: Potrei dire il capitano e il suo vice, sono quelli che incarnano lo spirito di squadra, ma tutti gli sono molto vicini. Mi sento di confermare i nomi fatti da Yuri.

Avete qualche piccola anteprima che volete mostrarci in ottica della prossima stagione? Dobbiamo aspettarci grosse novità?

Baldacci: Sì, sicuramente grosse novità. Come obbiettivi abbiamo, oltre ai già citati, quello di portare il Tuttocuoio ad essere una vera e propria risorsa nell’ambito dei giovani talenti. Dal Cittadella sono usciti grandi nomi del PG e vogliamo che anche il Tuttocuoio riprenda le orme della prima squadra. Ci saranno grandi rivoluzioni anche a livello di social, comunicazione, maglie, logo e forse anche nome. Una rinfrescata per una squadra che punta in alto.

Gambardella: faremo parlere di noi con la nostra semplicità e divertimento.

Come pensate di muovervi sul mercato? Avete qualche profilo in mente per lo scacchiere del Cittadella?

Gambardella: Abbiamo una base solida, faremo solo piccoli innesti. Poi se capiterà un buon affare lo faremo sicuramente.

Baldacci: Sul mercato non ci muoveremo molto, puntiamo a valorizzare i player e a promuovere qualcuno dalla squadra satellite.

In chiusura; un consiglio che dareste ad un neo iscritto?

Gambardella: È un gioco e va affrontato come tale

Baldacci: Ad un neo-iscritto consiglio di divertirsi e di non prendere il progetto come una cosa troppo seria. È un game e ci si diverte. Ho sentito tante cose ultimamente, di utenti che se la prendono troppo sul serio. Cercate di divertirvi e voletevi bene.

Foto storiche – Dove tutto ebbe inizio

Cremona, Luglio 2017 – Alessandro Pironti e Filippo Ballarini si uniscono e danno vita ad un progetto epocale (oltre che ad un duo intramontabile).

 

Riccardo Venturelli – Redazione Progetto X